Indicazioni per la classificazione dei lavoratori come “professionalmente esposti ad agenti cancerogeni”

Seminario e workshop  su cancerogeni occupazionali e tumori professionali

Lavoro ed esposizione ad agenti cancerogeni: non è da oggi che questo è un argomento sotto attenzione e in studio in Italia. Ad esempio già nel 1957 la Edizioni Radio Italiana (ERI), casa editrice della RAI, pubblicava un libriccino di Enrico Vigliani intitolato Medicina e Igiene del Lavoro1 in cui si accennava alle leucemie dei lavoratori esposti a benzene ed alle leucemie ed ai “tumori maligni” in genere dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti: non un volume paludato per l'accademia, ma un opuscolo divulgativo rivolto a tutti. Nel marzo 1974 la rivista Sapere pubblicava una rassegna di ampio respiro e di vasta leggibilità, a firma di Franco Carnevale e Massimo Valsecchi dal titolo “Cancro da lavoro. Sostanze e lavorazioni che generano tumori.”2 . Nel gennaio 1980 la Regione Piemonte, l'Università degli Studi di Torino e il Comune di Torino pubblicavano il “Primo manuale per il riconoscimento di rischi di cancerogenicità chimica negli ambienti di lavoro”, a cura di Benedetto Terracini, Paolo Vineis, Giuseppe Costa e Nereo Segnan3 : un manuale certamente tecnico, ma che poteva essere utile strumento prevenzionistico per un'ampia gamma di decisori privati e pubblici.

Tra gli anni '70 e '80 del secolo scorso il cancro occupazionale era una realtà particolarmente pesante nel nostro Paese, soprattutto in conseguenza del tipo di sviluppo industriale che vi si era realizzato dopo il termine della seconda guerra mondiale (cosiddetto “boom economico”). Molti, questa realtà, provavano a negarla o quanto meno a tenerla nascosta e/o a minimizzarla, qualcuno invece provava a farla emergere; tra questi ultimi, alcuni operatori della prevenzione dei Servizi territoriali pubblici i quali nel 1987, attraverso il terzo numero della neonata rivista di SNOP - Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione, contribuirono a socializzare una prima ricognizione dell’attività svolta da tali Servizi sul tema dei cancerogeni occupazionali 4 . Ebbe inoltre ampia risonanza l'intervento di Enrico Gaffuri uscito nel 1988 su la Medicina del Lavoro (la rivista scientifica di gran lunga più diffusa tra i medici del lavoro italiani) dal titolo emblematico “Alla ricerca dei tumori perduti” 5 . Già all’epoca questo argomento fu oggetto di studi epidemiologici, di processi civili e penali ed anche di alcuni testi che oggi chiameremmo di “medicina narrativa”, i quali ebbero una particolare rilevanza per l'evoluzione dell'opinione pubblica nel nostro Paese

Come esempio di tali ultime esperienze si veda il volume “La fabbrica del cancro. L'IPCA di Ciriè.” uscito nel 1976 a firma di Pierpaolo Benedetto, Graziano Masselli, Ugo Spagnoli e Benedetto Terracini 6 a pag. 7 di tale volume vi erano le seguenti parole di Benito Franza, operaio dell'IPCA che assieme al collega Albino Stella molto si adoperò per far emergere la tragedia del cancro vescicale tra gli operai di quella fabbrica che erano pesantemente esposti ad amine aromatiche cancerogene. “(...) i piedi li avvolgevamo in stracci di lana e portavamo tutti zoccoli di legno, altrimenti con le scarpe normali ci si ustionava i piedi.” “Quelli che lavorano ai mulini, dove vengono macinati i colori, orinano della stessa tinta dei colori lavorati (blu, giallo, viola ecc.) fin quando non si incomincia orinare sangue.” “Nella fabbrica non c’è neanche un topo; quei pochi che alle volte si azzardavano a venire dalla balera vicina, li trovavamo morti il giorno dopo con le zampe in cancrena. I topi non portano zoccoli!”

Man mano, nel nostro Paese si rendevano note anche diverse altre situazioni eclatanti di cancro dovuto al lavoro, come quelle dei tumori vescicali da amine aromatiche all'ACNA di Cengio, delle neoplasie pleuriche e polmonari da amianto nella produzione del cemento-amianto, nell'industria tessile dell'amianto e in molti cantieri navali, delle leucemie tra i professionalmente esposti a benzene, degli angiosarcomi epatici da cloruro di vinile monomero (CVM) nell'industria delle materie plastiche, di vari generi di tumori nell'industria della gomma e in siderurgia. Non le Organizzazioni Sindacali nel loro complesso, ma alcune specifiche parti di esse giungevano ad acquisire il problema “cancro da lavoro” come una loro priorità e a socializzarlo anche al di là dell'ambito locale; ad esempio, negli atti di un convegno della Federazione Unitaria Lavoratori Chimici (FULC) delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana tenutosi nel 1977 si parlava ampiamente del rischio di cancro indotto dall'esposizione occupazionale a CVM 7 . Diversi anni più tardi, nel 1990, furono di nuovo alcune parti avanzate delle Organizzazioni Sindacali italiane a far pubblicare due testi fondamentali in materia di cancro da lavoro: la traduzione in Italiano della sintesi dei volumi dall'1 al 42 delle monografie sui rischi cancerogeni per l'uomo emesse dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione 8 (la massima parte degli agenti cancerogeni considerati atteneva agli ambienti di lavoro); l'edizione in Italiano del manuale “La ricerca delle cause delle malattie di origine professionale: una introduzione all'epidemiologia in ambiente di lavoro” 9 (parte significativa di tale lavoro era dedicata ai problemi dei cancerogeni e del cancro). Quando in quell'epoca si parlava del rischio di cancri da lavoro, di norma ci si riferiva alla situazione di gruppi di soggetti così fortemente esposti rispetto a tutto il resto della popolazione che poteva essere sufficiente distinguere tra questi (“esposti”) e tutti gli altri (assunti tout court come “non esposti”), ragionando quindi “in bianco e nero”, senza perdere gran che di una corretta leggibilità del fenomeno. Da allora, nel nostro Paese il quadro delle esposizioni occupazionali ad agenti cancerogeni è molto cambiato. E' nozione diffusa e condivisa che “da noi”, lungo il corso degli ultimi trenta – quaranta anni, le esposizioni occupazionali ad agenti cancerogeni siano complessivamente diminuite di intensità media, intensità di picco, frequenza e durata. Pur rimanendo forti disparità tra un contesto e l'altro con persistenza di sacche di esposizioni ancora importanti in scenari periferici e degradati, in una parte considerevole dell'industria italiana si sono avuti effettivi e importanti miglioramenti delle condizioni di lavoro. Molte lavorazioni e molti agenti di particolare pericolosità (a iniziare da quelle che prevedono l'amianto come materia prima) sono scomparsi dal nostro tessuto produttivo o semplicemente sono stati esportati dai Paesi di più antica industrializzazione verso Paesi “in via di sviluppo” (dove, ovviamente, esercitano i medesimi effetti patogeni che “da noi”). I fenomeni di parcellizzazione del tessuto produttivo e di precarizzazione dei rapporti di lavoro hanno reso relativamente rara la condizione dell'operaio che trascorre gran parte della sua vita professionale in regime di dipendenza presso un'unica grande fabbrica, all'interno della quale viene addetto a produzioni massive con pochi cambi di reparto e di mansione. Si sono espansi i rapporti di lavoro non stabili e comunque di brevissima durata (anche “a chiamata” per poche ore alla volta, magari pagati con i voucher), con passaggi frequenti da un comparto a un altro e/o da una mansione non specializzata all'altra.


Un effetto collaterale (forse l'unico positivo) del turnover rapido è che sempre meno spesso accade che chi ha la disavventura di essere esposto a cancerogeni in un dato scenario lavorativo rimanga a lungo in tale condizione: resta comunque ferma la possibilità che questi venga poi esposto a simili e/o diversi cancerogeni nel corso di impieghi susseguenti e non va dimenticato che, a parità di altre condizioni rilevanti, il turnover in quanto tale non fa che spalmare un dato carico di esposizione su di un maggior numero di soggetti esposti. Si veda, in coerenza con le considerazioni di cui sopra, uno studio pubblicato nel 2016 basato su dati europei e canadesi, sistematizzati tramite una matrice lavoro-esposizione per cinque agenti cancerogeni per il polmone (amianto, cromo VI, nickel, idrocarburi policiclici aromatici - IPA e silice cristallina respirabile) 10, ove si concludeva come segue (la traduzione dall'Inglese è degli scriventi). “Trend temporali in discesa sono stati osservati per tutti gli agenti tra gli anni '70 e il 2009, andando da – 1.2 % all'anno per le esposizioni personali a benzo-a-pirene e nickel a – 10.7 % per l'amianto (in questo lasso di tempo si è realizzato un bando dell'amianto). Le differenze regionali nell'intensità delle esposizioni (aggiustate per mansioni soggette a misura, anni in cui erano state effettuate le misure e metodi e durata dei campionamenti) variavano per agente, andando da un fattore 3.3 per il cromo VI fino a un fattore di 10.5 per l'amianto.” “Da noi”, quindi, il problema del rischio cancerogeno occupazionale non è affatto scomparso, ma è cambiato profondamente e va affrontato con strumenti operativi e interpretativi in parte diversi, comunque più fini rispetto a quelli che potevano andar bene fino a non molti anni fa. Una distinzione tranciante tra “esposti” e “non esposti” ovvero tra “professionalmente esposti” e “non professionalmente esposti” è sempre meno adeguata a rappresentare la realtà. Le esposizioni occupazionali a cancerogeni che vediamo oggi (ovvero che dovremmo vedere oggi – a volte siamo un po' miopi) si classificano meglio lungo come una scala continua di grigi, i valori inferiori della quale sappiamo che possono situarsi in overlapping con quelli di alcune fasce di “popolazione generale” gravate da esposizioni ambientali significative (ad esempio per gli IPA, il benzene, la formaldeide). Anche l'identificazione di gruppi omogenei per esposizione è oggi particolarmente difficile ed ha un'utilità limitata finché non sia corredata da una stima dell'entità dell'esposizione che caratterizza ciascun gruppo, anche solo lungo una scala semiquantitativa. Per intendersi, il titolo di mansione “asfaltatore di strade” va certamente ancor oggi associato ad un'esposizione occupazionale ad IPA, ma sappiamo anche che per gli asfaltatori misure di esposizione fatte in contesti recenti diversi hanno dato valori molto diversi; è quindi importante sapere quanti IPA ci sono negli asfalti in uso, se si asfalta all'aperto o in galleria, se a fine a turno i lavoratori si fanno una doccia che rimuova l'imbrattamento cutaneo e così via.

Nemmeno basta più il titolo di mansione “vulcanizzatore nell'industria della gomma” per assumere ragionevolmente che un lavoratore sia esposto ad IPA e ad amine aromatiche cancerogene e, in caso affermativo, per stimare anche solo grossolanamente “quanto”; a tali fini servono informazioni specifiche sugli olii plastificanti, i neri di fumo e gli antiossidanti utilizzati e dati descrittivi che caratterizzino bene uno specifico scenario di esposizione (presenza e, in caso affermativo, qualità delle aspirazioni; prossimità dei lavoratori ai punti di emissione di “fumi di gomma calda”; componenti manuali della mansione e associate condizioni di imbrattamento cutaneo, esistenza o meno di pratiche di igiene personale a fine turno…).

Lo stesso dicasi per le esposizioni a cromo, nichel, silice libera cristallina e IPA nell’industria metallurgica dove, a fianco a indubbi miglioramenti delle condizioni di igiene del lavoro “medie”, permangono anche situazioni alle quali certamente possiamo associare, anche soltanto a livello qualitativo, delle “significative” esposizioni a cancerogeni. A fronte di tutto ciò, si sono sviluppate forti tendenze a sostenere che le misurazioni dell'esposizione occupazionale ad agenti cancerogeni (come ad ogni agente di rischio) siano divenute il più delle volte superflue e quindi, per evitare costi inutili a carico di imprese e strutture pubbliche, da sostituirsi con stime fatte “a tavolino”. Ora, le stime di esposizione, tanto prospettiche quanto retrospettive, condotte mediante un algoritmo e/o una matrice lavoro-esposizione (job exposure matrix – JEM) sono senz'altro utili e spesso insostituibili, ma sono attendibili solo se derivano dalla trasposizione logica verso un dato contesto in esame di informazioni di qualità assunte in contesti simili precedentemente studiati in modo approfondito. A volte i risultati di tali stime sono sufficienti per poter dichiarare concluso il processo di valutazione del rischio e agire di conseguenza; altre volte, invece, la stima delle esposizioni tramite un algoritmo o una JEM costituisce niente più che una fase preliminare di un processo valutativo completo, che nel suo prosieguo dovrà comprendere anche delle misure. Un articolo pubblicato da Hans KROMHOUT nel 2016 11 ha ben chiarito e stigmatizzato quanto sia impropria la forzatura verso l'omissione sistematica delle misure di esposizione. Si pensi ai livelli di esposizione professionale a formaldeide con cui oggi è necessario confrontarsi, che nella maggior parte dei casi non sono particolarmente elevati ma che nemmeno sono del tutto trascurabili, collocandosi comunque al di sopra di quelli sperimentati anche dalla popolazione generale non professionalmente esposta: non è tecnicamente ed eticamente pensabile che oggi, per identificare la presenza di un rischio cancerogeno da formaldeide in un ambiente di lavoro, si debba attendere l'evidenza che, entrandovi, si inizi subito a tossire e lacrimare. Algoritmi e JEM possono fornirci un orientamento preliminare, dopo di che ci saranno situazioni “in fascia gialla” (per usare una terminologia corrente nel gergo dell'igiene industriale) che non si potranno definire altro che tramite misure. In sintesi: oltre ad ottenere e registrare informazioni più approfondite che in passato riguardo agli scenari di esposizione, si devono da un lato condurre misure di esposizione più sistematiche, rappresentative, affidabili e sensibili che tengano conto adeguato anche dei fattori variabilità intra-individuale e inter-individuale 12, dall’altro costruire, sulla base di queste e della letteratura scientifica pubblicata, delle JEM specifiche per tempo e per luogo, che ci consentano di rendere fruibili le conoscenze, trasferirle da un contesto all'altro, condurre inferenze sul rischio. Per quanto sopra, anche riguardo all'epidemiologia del cancro pressoché nulla si presenta oggi, nel nostro Paese come in generale in tutti i Paesi a maggior reddito, “in bianco e nero”. Gli studi epidemiologici recenti normalmente si confrontano con rischi relativi “piccoli”, anche decisamente inferiori al valore “2” che alcuni impropriamente assumono come discrimine magico tra rischi rilevanti e irrilevanti (non va mai dimenticato che avere un rischio relativo di 1.5 significa avere il 50 % di casi in eccesso rispetto alla condizione di riferimento).

Già nel 1992 Julian Peto aveva fatto notare quanto segue (la traduzione dall'Inglese è degli scriventi) 13. "Fino agli anni '80, gli epidemiologi si occupavano principalmente di rischi relativi che eccedevano all'incirca 1.5 ed erano spesso molto più alti. Molte controversie ora si incentrano sui rischi molto più bassi, un esempio notevole dei quali è l'effetto del "fumo passivo" sul rischio di cancro polmonare. I dati pooled mostrano un effetto statisticamente significativo e tutti gli studi sono consistenti con un rischio relativo di circa 1.3 (...)." I rischi relativi “piccoli” spesso nascono da un intreccio di effetti di “piccole” ma concrete differenze di esposizione e di variabili misclassificazioni dei profili di esposizione, le quali ultime portano sempre e soltanto a una ridotta visibilità delle differenze. Può avvenire che in uno studio epidemiologico vengano confrontati i rispettivi carichi di patologia di un gruppo “A” che contiene esposti ad “alte”, “medie” e “basse” dosi, di un gruppo “B” che contiene esposti a “medie” e “basse” dosi nonché un po' di non esposti e di una popolazione di riferimento che comunque contiene un certo numero di esposti di ogni grado mescolati a una pur ampia maggioranza di veri non esposti. Il quadro d'assieme non può che risultarne velato da una sorta di nebbia che offusca le differenze reali, inducendo una sottostima dei problemi reali. Il sommarsi di errori non sistematici (perché i dati / gli elementi di confronto sono insufficientemente validi, precisi, affidabili) porta sempre e soltanto a un unico effetto nocivo: la nostra visione si appanna, la nostra capacità di rilevare differenze reali si ottunde, i rischi relativi si appiattiscono verso l'unità (cioè quel valore che ci costringe a dire che una differenza o non esiste o, se c'è, non siamo in grado di vederla) 14. Non tenere conto di tutto ciò facilmente conduce a interpretazioni improprie dei risultati. Per osservare differenze “piccole” ma che concretamente esistono ed ancor più per poterle vedere come “statisticamente significative” abbiamo assoluto bisogno di studi epidemiologici collaborativi di grandi dimensione ed anche, se non soprattutto, del supporto di attribuzioni di esposizione valide, precise, affidabili 15,16. Questo altresì rimanda alla necessità, sempre più impellente, di giungere a valutazioni dell’esposizione a cancerogeni basate su tutti gli strumenti che l’igiene del lavoro e la medicina del lavoro oggi possono offrire, ma che spesso non vengono adeguatamente utilizzati. Diverse e importanti implicazioni ne conseguono per i lavoratori esposti, sul piano preventivo, medico-legale, etico. In tale direzione, in anni più recenti, si sono sviluppate ulteriori riflessioni di cui si trova una buona sintesi in un supplemento della rivista Epidemiologia & Prevenzione pubblicato nel 2009 17: riflessioni pertinenti alla contestualizzazione del rischio cancerogeno occupazionale (Carnevale, Merler, Vogel, Silvestri), al contributo preventivo delle osservazioni “a posteriori” (Terracini, Gennaro, Soffritti, Vineis, Crosignani, Mirabelli), al riconoscimento in sede giuridica e assicurativa dei tumori professionali e dei rispettivi rischi nel contesto della prevenzione (Marinaccio, Bottazzi, Barbieri, Di Lecce).

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Quanti sono gli esposti a cancerogeni in ambiente di lavoro oggi in Italia, a cosa

Per provare a rispondere a tali domande disponiamo di alcuni strumenti, tutti parziali e
gravati da limiti intrinseci di approccio, ma che sono assai meglio di niente: in
particolare, le stime del progetto europeo CAREX, le stime di ISPESL / INAIL basate su
fonti amministrative, i dati dei registri aziendali di esposizione occupazionale ad agenti
cancerogeni “ex art. 243 Dlgs 81/08”, i dati dei flussi informativi “ex art. 40 Dlgs 81/08”
(quelli che i medici di azienda forniscono al sistema pubblico riguardo ai lavoratori in
sorveglianza sanitaria per specifici rischi occupazionali).
Dalle più recenti stime di CAREX, curate per l'Italia da Mirabelli e Kauppinen18, possiamo
ipotizzare che tra il 2000 e il 2003 nel nostro Paese ci fossero (trascurando le esposizioni
di bassa probabilità e/o bassa intensità) circa 700.000 lavoratori professionalmente
esposti alla radiazione solare e almeno 1.500.000 lavoratori professionalmente esposti a
cancerogeni chimici: di questi ultimi:
circa 75.000 ad amianto (ne risultavano circa 350.000 alla precedente
valutazione del 1990-1993);
circa 250.000 a quarzo;
circa 280.000 a polveri di legno;
circa 180.000 a benzene;
circa 160.000 a composti del cromo esavalente;
circa 120.000 a idrocarburi policiclici aromatici (IPA) di provenienza diversa dal
fumo di tabacco passivo;
circa 110.000 a formaldeide;
e così via (chiaramente uno stesso lavoratore poteva risultare esposto a più di un
cancerogeno ovvero a più di una classe di cancerogeni).
Dal gruppo di ricerca ISPESL / INAIL che fa capo a Marinaccio e Scarselli si hanno diverse
stime mirate ad argomenti specifici, di cui si riassumono di seguito alcuni risultati di
interesse (che peraltro si discostano alquanto dai dati indicati da CAREX, soprattutto
riguardo alla silice libera cristallina e sarebbero quindi meritevoli di verifica):
con riferimento al periodo 1996 – 2010, era stato valutato che nelle aziende
obbligatoriamente assicurate presso INAIL vi fossero 39.230 lavoratori potenzialmente
esposti a idrocarburi policiclici aromatici (IPA) in settori industriali selezionati 19;
con riferimento al periodo 2000 – 2004, era stato valutato che nei settori
economici in cui erano stati riconosciuti casi di silicosi vi erano 28.712 lavoratori
“potenzialmente ad alto rischio di esposizione a silice” 20;
con riferimento al 2001, era stato valutato che vi fossero in Italia 650.886
lavoratori blue-collar a rischio di cancro polmonare, distribuiti in 117.006 unità locali 21;
sulla base di uno studio pubblicato nel 2009, era stato valutato che in Italia vi
fossero circa 443.849 lavoratori blue-collar probabilmente esposti ad agenti che
comportavano rischio di cancro vescicale22;
sulla base di uno studio pubblicato nel 2011, era stato valutato che in Italia vi
fossero tra 355.079 e 377.271 lavoratori industriali blue-collar probabilmente esposti ad
agenti che comportavano rischio di cancro vescicale, escludendo dal computo quelli con
esposizioni “di basso livello”

Dal gruppo di ricerca ISPESL / INAIL è stata anche prodotta una prima analisi formalizzata e pubblicata dei dati contenuti nei registri aziendali di esposizione ad agenti cancerogeni al 31.12.2008: le informazioni disponibili riguardavano 79.000 lavoratori distribuiti in 6.000 aziende 24. Anche successivamente al 2008, i dati disponibili sulla base dei registri aziendali di esposizione ad agenti cancerogeni “ex art. 243 Dlgs 81/08” sono rimasti molto incompleti, con grande variabilità di copertura tra una Regione e l'altra; dando uno sguardo esemplificativo alle Marche si può osservare che: i registri di tal genere notificati alla struttura pubblica risultavano 638 nel 2008 (anno di emissione del Dlgs 81/08), 80 nel 2009; 58 nel 2010; 56 nel 2011; 67 nel 2012; 44 nel 2013; 25 nel 2014, per un totale di 968 (dati INAIL, non pubblicati); al 31.12.2015 risultava notificato alla struttura pubblica un totale di 1264 registri, diversi dei quali avevano avuto uno o più aggiornamenti (dato ASUR MARCHE, non pubblicato). Sulla base dei flussi informativi “ex art. 40 Dlgs 81/08” analizzati dall'INAIL (dati non pubblicati) si desume poi che:  nel 2013, in Italia, i lavoratori in sorveglianza sanitaria per esposizione a cancerogeni erano 102.594 (86.688 maschi, 15.996 femmine): meno dell'1 % del totale dei lavoratori all'epoca in sorveglianza sanitaria;  al 2015 il quadro risultava alquanto cambiato perché, nel nostro Paese, i lavoratori in sorveglianza sanitaria per esposizione a cancerogeni risultavano essere saliti a 330.312, praticamente il 2 % del totale dei lavoratori in sorveglianza sanitaria. Sempre dai dati “ex art. 40 Dlgs 81/08” emerge che, nel 2015, i medici di azienda hanno particolarmente seguito i lavoratori outdoor esposti a ultravioletti da radiazione solare (144.245, quasi il 44 % del totale di quelli in sorveglianza sanitaria per esposizione a cancerogeni), oltre a 38.200 professionalmente esposti a quarzo e a 17.147 professionalmente esposti ad amianto. L'immagine che emerge dalle informazioni sopra esposte è esauriente ? Ragionevolmente no, essa ci fornisce una panoramica “sfumata”, priva di dettagli e contorni e soprattutto molto parziale (di certo sotto-stimante) riguardo a numerosi cancerogeni importanti. Parrebbero pressoché scomparsi dal tessuto produttivo italiano i professionalmente esposti ad IPA (asfaltatori compresi), amine aromatiche certamente o probabilmente cancerogene, N-nitrosamine certamente o probabilmente cancerogene, benzene, formaldeide, cromo VI, nichel, cadmio, ossido di etilene, polveri di cuoio, pesticidi certamente o probabilmente cancerogeni, farmaci antitumorali certamente o probabilmente cancerogeni, turnazioni lavorative notturne non compensate, HCV, HIV: di certo non è così. Sappiamo troppo poco, da un punto di vista epidemiologico e quindi anche prevenzionistico, anche su quanti sono ancor oggi professionalmente esposti a radiazioni ionizzanti. Se è scorretto affermare qualunquisticamente che "in Italia non si sa mai nulla", va d'altronde tenuto presente che il gap informativo che dobbiamo colmare rispetto al rischio cancerogeno occupazionale e alle sue conseguenze patogene è ora perfino più vasto di qualche anno fa, perché sono cessate molte attività di ricerca di parte pubblica in tal senso: tutto questo rende impellenti delle azioni sistematiche, organicamente

sostenute dal sistema sanitario pubblico, per contenere i margini di incertezza eccessivamente pesanti che gravano sulle scelte da compiere e i risultati da raggiungere. Se davvero si vuole attuare un programma e delle azioni utili a ridurre, nell’arco di alcuni anni, il carico di popolazione dei cancri di origine professionale, non dovrebbero esservi dubbi sulla necessità di impegnare il sistema sanitario pubblico del nostro Paese in un'operazione sistematica di identificazione e registrazione di quanti siano e come siano distribuiti i lavoratori esposti (ed anche solo potenzialmente esposti) a cancerogeni, nonché di quali siano i loro scenari di esposizione (con una definizione adeguata di quali siano i profili temporali e le intensità di tale esposizione). Perché sia efficace ed utile, un'operazione di tal genere va organizzata e sostenuta in maniera da coprire tutto il territorio nazionale, mantenersi e aggiornarsi nel tempo, essere sottoposta a processi di revisione e validazione. A tal fine si ritiene che possa essere riproposto il modello già adottato (seppure solo in parte realizzato) per i registri di patologia tumorale di cui all'art. 244 del Dlgs 81/08: una rete tra un centro nazionale di programmazione, coordinamento e analisi valutativa, un set completo di Centri Operativi Regionali (COR) e un set completo di Servizi per la Prevenzione e la Sicurezza negli Ambienti di Lavoro del sistema sanitario pubblico (costituenti, questi ultimi, la vera “ossatura” dell’intero sistema). Tale rete non dovrebbe limitarsi a mettere assieme i dati dei registri aziendali di esposizione e quelli relativi alla sorveglianza degli esposti di cui agli articoli 242 e 243 del Dlgs 81/08, ma dovrebbe alimentare il sistema informativo anche con tutto quanto altro sia disponibile da fonti giudicate attendibili: di particolare valore risulteranno, a tale riguardo, i risultati delle indagini di igiene industriale, di parte sia pubblica sia privata. Non andrà trascurato il contributo delle anamnesi rese dai lavoratori, sotto qualunque forma rese disponibili, una fonte informativa ricca e insostituibile, troppo spesso negletta per la sua presunta “mancanza di oggettività” 25. Certamente andranno individuati dei panel di valutatori esperti accreditati dalla struttura sanitaria pubblica che giudichino cosa possa dirsi, per l'appunto, attendibile ed eventualmente anche rappresentativo di circostanze di esposizione situazioni simili, per cui l'informazione raccolta in un certo momento in un certo contesto lavorativo potrà essere in qualche misura “ribaltata” su situazioni omogenee a quella studiata in via diretta: niente più che la logica di una matrice lavoro-esposizione (job exposure matrix – JEM) 25. Anche i dati relativi ai soggetti esposti sporadicamente ed a basse intensità meritano di essere adeguatamente raccolti e valutati: si è detto che una delle frontiere con cui oggi ci si deve confrontare è proprio quella delle “piccole” esposizioni, magari di breve durata e di intensità contenuta, ma ampiamente diffuse nelle popolazioni. Inoltre, ciò che oggi giudichiamo “sporadico” e “di bassa intensità” potrebbe ricevere in futuro una qualificazione diversa, alla luce di nuove acquisizioni sul rischio da “basse dosi complessive”, da picchi di esposizione e da interazioni sinergiche. Va certamente definito in modo inequivoco, per ciascun agente cancerogeno di interesse, che cosa esattamente si intenda per esposizioni sporadiche e di bassa intensità (ESEDI), una tipologia di circostanze già contemplata dalla legge (secondo comma dell'art. 249 del Dlgs 81/08) seppur limitatamente al caso dell'amianto e per il concreto affrontamento della quale già si è avuto un pronunciamento istituzionale, di cui si tratterà più avanti.

Per poter dire che un'esposizione occupazionale è di “debole” intensità sono necessarie non solo delle operazioni di risk assessment (quindi, di stima esplicita del quantum di rischio attribuibile all'esposizione medesima), ma anche delle operazioni di confronto con un set di valori di riferimento che chiarisca, in modalità tempo- e luogo- specifica, quale sia il fondo di esposizione che caratterizza la popolazione generale non professionalmente esposta. Un'importante base di dati riferita al nostro contesto nazionale è già oggi reperibile nella lista pubblicata nel 2011 dalla SIVR – Società Italiana Valori di Riferimento 26; tale approccio va sistematizzato ed esteso, integrandovi man mano i risultati dei numerosi studi prodotti in ambito internazionale riguardo sia agli ambienti confinati ad uso non lavorativo, sia all'ambiente generale outdoor. L’affinarsi dei metodi analitici e la produzione di studi di grandi dimensioni di natura “ecologica” ha in effetti consentito di stabilire che nell’aria dell’ambiente generale vi sono “normalmente” IPA, formaldeide, benzene (ed altro) e che di questi agenti vi possono essere, nei comuni ambienti confinati poco ventilati, concentrazioni nettamente più elevate di quelle che si riscontrano al loro esterno. E’ certamente imbarazzante dichiarare come “normali” dei livelli di presenza di cancerogeni che riguardano tutti, neonati compresi, ma anche le cose imbarazzanti vanno fatte se sono corrette e utili: è scorretto il far finta di nulla, perché cristallizza la protrazione di situazioni come minimo ambigue, a volte pericolose. Le presenze di agenti cancerogeni nelle atmosfere urbane e negli ambienti confinati ad uso non lavorativo, anche quando siano “piccole”, possono e devono essere attivamente ridotte (ad esempio quella degli IPA mediante azioni di controllo delle combustioni), ma di quelle che comunque esistono deve essere tenuto conto, anche ai fini della valutazione delle esposizioni professionali che su di un qualche livello di fondo vadano ad innestarsi. Una volta realizzato tutto questo, la rete “centro nazionale – COR – Servizi territoriali” potrà e dovrà rubricare, analizzare e rendere adeguatamente fruibili tutti questi dati: le informazioni vanno restituite, in forma leggibile e comprensibile, a quanti hanno interesse e diritto a riceverle. Per poter realizzare un’operazione di tale portata, sistematicamente per tutta Italia e sistematicamente nel tempo, sono necessari un mandato istituzionale chiaro da parte del Ministero della Salute e un corrispondente supporto finanziario pubblico; diversamente si rischia di crearsi e di creare soltanto delle illusioni. Chiediamo con forza un impegno in tal senso.

Applicazione degli artt. 236, 242, 243 e 244 del Dlgs 81/08. Valutazione dell'esposizione ad agenti cancerogeni e del rischio che ne consegue. Indicazioni per la classificazione dei lavoratori come “professionalmente esposti ad agenti cancerogeni”, la loro conseguente registrazione e lo svolgimento di programmi di sorveglianza sanitaria ad hoc. La questione degli ex-esposti ad agenti cancerogeni in ambiente di lavoro.

Negli ultimi mesi il sito SNOP ha ospitato una serie di contributi, notizie di Seminari e Documenti sulla questione dei cancerogeni professionali: dalla Toscana alle Marche ..sino all’invito al prossimo incontro a Venezia Mestre.

Dall’importante Seminario e workshop di Ancona su cancerogeni occupazionali e tumori professionali (16 e 17 giugno 2016, vedi i primi materiali sul sito www.snop.it), cui hanno partecipato non soltanto operatori dei Servizi ASL, sono emerse molte idee e punti condivisi.

Dal confronto svoltosi de visu in quei giorni e proseguito via e-mail fino all'inizio di settembre, è scaturito questo documento, senz'altro ponderoso e complesso ma pressoché inevitabilmente tale per la natura degli argomenti che affronta.

Contiene proposte compiute sia per modifiche evolutive di alcuni articoli del Titolo IX del Dlgs 81/08, sia per un'applicazione sostenibile ed efficace del testo di legge fin che rimane così com'è, quindi per subito: con l'unico scopo di abbattere le esposizioni a cancerogeni oggi, ogni volta che sia possibile, e di avere, nel corso del tempo a seguire, meno tumori da piangere. Viene presentata una prospettiva di intervento, sia pubblico, sia privato, di ampio respiro e di particolare rilievo in un momento storico in cui parrebbero farsi avanti solo ipotesi di revisioni normative "al ribasso", che viaggiando per tagli lineari spacciano per "semplificazione" e "sburocratizzazione" ciò che sarebbe solo una riduzione delle già (nella pratica) insufficienti garanzie di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nel nostro Paese.

Il Documento vuole essere anche uno stimolo per la partenza di un confronto nazionale nel Coordinamento delle Regioni intorno al Piano Nazionale Cancerogeni che ha nel PNP 2014-2018 e nei Piani Regionali tanti assist.

SNOP

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Istruzioni per la valutazione della robustezza delle costruzioni
NUOVO DM ANTINCENDIO BOZZA AGGIORNATA A GENNAIO 2019
Scheda per l'analisi di un infortunio in Pdf Editabile, word ed Excel
Sicurezza Dispositivi di attacco rapido per escavatori
Programma didattico per lavoratori temporanei
la prevenzione delle cadute da coperture di edifici Regione Marche 2018
Tabelle Rimborsi chilometrici ACI 2019 Excel
Maternità flessibile dopo la gravidanza
Quiz delle Verifiche di idoneità del Responsabile Tecnico dicembre 2018
Schede sicurezza in word gratuite valutazione dei rischi edili
Raccolta modelli in excel e word Regolamento Generale sulla ProtezioneDei Dati
Movarisch vers. pro 2019 Excel

kit Didattico Rianimazione Cardio Polmonare
Prevenzione incendi alberghi: prorogata la SCIA se l’attività è sospesa o è al di sotto di 25 posti letto
Gli adempimenti sulla sicurezza per gli enti del terzo settore
sicurezza delle caldaie a vapore
Circolare MATTM Prot. 4064 del 15 Marzo 2018
Delibera del Consiglio SNPA. Seduta del 03.10.18 Doc.n. 41/18
UNI/PdR 51:2018 Responsabilità sociale nelle Micro e Piccole Imprese
Dossier sicurezza scuola Inail 2018
Analisi permeazione degli indumenti di protezione chimica
Applicazione MultiVapor ™ Versione 2.2.5
Norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro delle strutture destinate per finalità istituzionali a compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica
Linee guida europee sul rumore
Sfide e cambiamenti per la salute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitale
Soggetti formatori per corsi per lavoratori in modalità e - learning
Manuale per la valutazione del rischio chimico correlato alle merci sbarcate in ambito portuale
insiemi di macchine o quasi macchine Direttiva 2006/42/CE
Salute e sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi
Nuovi Quaderni tecnici 2018 Inail sui Cantieri temporanei e mobili
Vittime - Storie d'infortunio
Avviamento imprevisto di macchine e impianti
la notifica preliminare va inviata anche al prefetto
Approccio metodologico per la valutazione della caratteristica di pericolo HP14 Ecotossico
Prevenzione incendi, contenitori-distributori di carburante liquido ad uso privato
OSHA sul rischio chimico
pubblicato il dlgs di adeguamento al GDPR, il Regolamento sulla protezione dei dati
Cadute dall’alto, semplificata l’applicazione della norma per le coperture edili nelle Marche
Uomo Morto risposta Interpello CUB-Trasporti n°6-2018 del 23 luglio 2018
Rischio CEM Apparecchiature a radiofrequenza ad uso estetico
Illustrazioni dei casi di Infortunio
Rischi salute lavoratori nella saldatura
Il codice di prevenzione incendi
Valutazione preliminare della protezione dalla radiazione Ultravioletta Solare
pericolosità per frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale
Schede Analisi degli infortuni sul lavoro
Quiz delle Verifiche di idoneità del Responsabile Tecnico
Linee guida per la verifica degli scenari di esposizione di una sostanza ai sensi del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH)
Procedura di sicurezza USO DEGLI ESPLOSIVI IN CAVA
Marcatura CE degli impianti ceramici
Linee di indirizzo per il giudizio di idoneità del medico competente
Lavori su impianti elettrici in bassa tensione
bozza di decreto interministeriale “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro"
Bozza degli articoli e allegati nuovo dm antincendio
Strumento pratico gestore degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante
Indicazioni operative per la definizione dell’ambito di applicazione “aperto” del d.lgs. 49/14
La Valutazione del Microclima
Direttiva UE 2018/957 in materia di distacco dei lavoratori
foglio excel verifica requisiti riduzione tasso medio di tariffa
OT 24 2019 Modello e istruzioni
Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro – versione aggiornata luglio 2018
lettera circolare prot. n. 302 del 18 giugno 2018
Interpello sicurezza sul lavoro nei casi di tirocini formativi presso lavoratori autonomi
Attività di imaging medico con esposizioni a radiazioni
Posture, movimenti corretti
Il benessere lavorativo ad ogni età
strumenti OIRA per facilitare la valutazione dei rischi negli uffici
App android Frasi H rischio chimico
Pubblicazioni Suva 2018
ESECUZIONE DEGLI ACCERTAMENTI DOCUMENTALI DELLA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI DI UTENZA A GAS
APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO MATERIALI DI TIPO MOBILE AUTOGRU'
Gli infortuni dei lavoratori del mare
Sistemi di ventilazione nelle attività cantieristiche in sotterraneo,aspetti di sicurezza e salute del lavoro
E-tool per sostanze pericolose
La tutela della gravidanza nei luoghi di lavoro
Modello Informativa privacy G.D.P.R 2018 in word e Registro trattamenti in excel
Interpello n. 3/18
istruzioni per il rinnovo delle autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi
Check list Agenti chimici pericolosi
La verifica periodica degli impianti di riscaldamento 2018
Malattie infettive e vaccinazioni: il ruolo del Medico competente
modulistica-di-prevenzione-incendi-2018.html
D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO AGGIORNATO A MAGGIO 2018
Interpello Inl 05/04/2018 - n. 2 / 2018
“Registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni” e “Registro di esposizione ad agenti biologici”
periodicità della manutenzione degli impianti ad uso civile
Indirizzi per la sperimentazione dei piani di emergenza esterna degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante
Green jobs: impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori
Allergia da animali da laboratorio (LAA)
Valutazione del rischio chimico per la salute e sicurezza metodo mirc Excel
Nuovi criteri per la valutazione del rischio vascolare derivante da esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
METODOLOGIA SEMPLIFICATA IN EXCEL PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHIO CHIMICO PER LA SICUREZZA
Piano nazionale 2018 delle attività di controllo sui prodotti chimici
Protezione delle persone all'interno delle celle frigorifere
NUOVO REGOLAMENTO DPI
Guida 2018 all'assicurazione sul lavoro Inail
Norme per il rilascio dell’idoneità di prodotti esplodenti ed accessori di tiro destinati all’impiego estrattivo. 2018
posture, i movimenti corretti, e gli esercizi in ambito lavorativo per prevenire dolori alla schiena e cervicali in ambito lavorativo
indicazioni operative al personale ispettivo distacco INL CIRCOLARE N. 7 DEL 29 MARZO 2018
La sicurezza sui luoghi di lavoro e la certificazione
Decreto 21 marzo 2018 - Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido
Software gratuito GDPR per la Valutazione di impatto sulla protezione dei dati
Nuovo Regolamento Ue sulla privacy. Online l’aggiornamento 2018 della Guida applicativa
Slide 2018 Piano Amianto Regione Emilia-Romagna
Valutazione coperture amianto con algoritmo amleto 2018 Excel
Raccolta di CheckList Suva in Pdf ed excel
Lavoro intermittente attività artigiane, interpello 1/2018
impatto e la diffusione delle ICT
Sicurezza nei Lavori elettrici in alta tensione
la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro
Il benessere Acustico in un aula scolastica
ORGANIGRAMMA ADDETTI EMERGENZE IN EXCEL ED ESPORTAZIONE IN PDF
I rischi nella saldatura
CHECKLIST CONTROLLO SICUREZZA SUL LAVORO IN EXCEL
METODO MOVARISCH AGGIORNATO A GENNAIO 2018
NTC 2018 Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni
Parametri di legge acqua potabile
Circolare 11 gennaio 2018, n. 1 INL
La protezione dai fulmini dei parchi avventura
frasi H (Hazard statements) database
Manuali sicurezza lavorazioni
ORGANIGRAMMA AZIENDALE SICUREZZA CREATOR IN EXCEL
MAPPA INFOGRAFICA DINAMICA IN EXCEL
CRONOPROGRAMMA LAVORI EDILI EXCEL
LA SORVEGLIANZA E IL CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI
Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile - gru su autocarro
e scuole con rischio sismico anche lieve vanno chiuse
Normativa relativa ai percorsi formativi per RSPP/ASPP Regione Toscana
nterpello 13/12/2017 - n. 1 / 2017
parapetti di sommità dei ponteggi - Possibile impiego come protezione collettiva per lo svolgimento delle attività in copertura
raccolta gratuita di grafici per excel 
CALCOLO STRAIN INDEX IN EXCEL
test in excel di identificazione dei disturbi correlati all'uso dell'alcol 
verifica Attenuazione sonora e efficienza Dpi Rumore con metodo SNR
La Radiazione Solare: un Rischio Lavorativo ignorato. Effetti, prevenzione.
Interpello n. 2 2017 Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Indicazioni Operative Regionali per la Formazione alla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro
direttiva cancerogeni 2018
Software Gratuito per la gestione della manutenzione delle attrezzature di lavoro.
Proroga antincendio alberghi 2018
L'INQUADRAMENTO NORMATIVO DEI DISPOSITIVI DESTINATI ALL'ACCOPPIAMENTO CON CARRELLI ELEVATORI
Modello unico di dichiarazione ambientale 2018
valutazione rischio sismico
rischi di una prolungata esposizione ai fumi da bitume
indirizzi-sorveglianza-rischio-sovraccarico-biomeccanico-regione-lombardia.html
Bando Isi 2018
Aggiornamento della disciplina regionale dei tirocini extracurriculari 
Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro
circolare n. 193 del 29 dicembre 2017
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro
Calcolo Online rischio Freddo Severo
Interpello 13/12/2017 - n. 1 / 2017
Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari
Indicazioni Operative gestione formazione Regione Lazio
approvata una nuova regola tecnica per i contenitori-distributori
Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote
USO IN SICUREZZA ATTREZZATURE E IMPIANTI 
strumento per il rilascio automatizzato del Durc Inail e Inps
Dossier scuola Inail
ISO Technical Report 12295 Check List Excel
applicazione del titolo VI del D. Lgs. 81/08 e per la valutazione e gestione del rischio mmc
Modello DiRi Dichiarazione di rispondenza
Adeguamanto Dpi LEGGE 25 ottobre 2017, n. 163
linee guida per la posa di fibra ottica in presenza di reti del gas
procedura guidata per la valutazione del rischio nell’impiego di apparati LASER
SMART WORKING: UNA PROSPETTIVA CRITICA
LINEE GUIDA MIUR 2017 SULLE TECNICHE DI PRIMO SOCCORSO NELLA SCUOLA
modello  INL della Istanza di richiesta per la certificazione di contratti di appalto/subappalto in ambienti confinati
Lavoro agile. Legge 22 maggio 2017, n. 81
Obblighi del datore di lavoro in merito agli indumenti di lavoro dei dipendenti
Dall'alternanza scuola lavoro all'integrazione formativa
Esecuzione in sicurezza dei lavori in copertura 2017 Misure di prevenzione e protezione
Registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni
Manuale 2017 Uil Sull'amianto
elenco materiale aggiornato Suva Ch in Excel
Illustrazioni Tematiche Sicurezza in Edilizia
manuale e checklist Excel MMC SUVA 2017 rischi movimentazione carichi
I ruoli individuati dal T.U. n. 81/2008 e la delega di funzioni in edilizia
Aggiornamento Anas 2017 Listino prezzi di Riferimento
Lavoro in temperature "fredde" e rischi per la salute lavoratori
Seminario Luoghi con pericolo di esplosione
Applicativo Gratuito in Excel e Access agenti chimici pericolosi e agenti cancerogeni e mutageni
Calcolo Stress Lavoro correlato in excel con nuova metodologia Inail 2017
Disturbi muscolo-scheletrici e lavoro
Manuale Asseverazione Fsc Torino 2017
Impianti negli edifici, aggiornata la raccolta dei pareri del MiSE 2017
Indicazioni per la redazione di un documento di valutazione dei rischi in un’ottica di genere
Mini Workshop 2017 sui progetti del Setting Ambienti di Lavoro nel PRP
Controlli AIA. Conoscenza condivisa in un sistema unitario a rete
quaderno-arpae-sugli-indirizzi-del-sistema-nazionale-di-protezione-dellambiente-2017.html
Analisi dei dati MAL.PROF. con l’applicativo “MalprofStat”
Lavorare in salute e sicurezza a ogni età: ricerche e interventi organizzativi
come redigere correttamente la dichiarazione di conformità di un impianto elettrico
Sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori.
I software gratuiti rischio biomeccanico  Ergonomic Risk Assessment
Aging in Excel
CheckList Ats Bergamo Verifica formazione
Test Excel verifica comprensione e conoscenza della lingua italiana nei percorsi formativi
Impresa familiare, obblighi INAIL
Tutela per studentesse e lavoratrici equiparate durante la gravidanza e la maternità
Prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio frantoio oleario
Lavoro subordinato anche senza continuità
SINP comunicazione infortunio di almeno 1 giorno
chiarimenti in relazione all’elezione del Rls
software gratuiti rischio biomeccanico  Ergonomic Risk Assessment
Sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori.
la dichiarazione di conformità di un impianto elettrico
Guida agli Incendi di natura elettrica
Dal CNI le Linee guida 2017 per il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione
CheckList Accessori di Sollevamento
sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e delle posture di lavoro incongrue
Quiz per il conseguimento del certificato di formazione professionale ADR 2017
Disabilità e situazioni di emergenza
Guida sul tema della salute e della sicurezza per le Associazioni di volontariato
INAIL: Indagine sui modelli partecipativi aziendali e territoriali per la salute e la sicurezza
Nuovi valori limite di esposizione Agenti cancerogeni o mutageni sul lavoro
Guida europea per la prevenzione dei rischi a bordo dei piccoli pescherecci
salute e della sicurezza dei lavoratori nei settori dell’agricoltura,dell’allevamento
Atti gruppo tecnico interregionale per la salute e sicurezza 2017
INAIL:Apparecchi di sollevamento materiali di tipo fisso - Parte I
INAIL:Salute e sicurezza Impianti di climatizzazione
ANMA:Ergonomia e sicurezza sul lavoro per il futuro
INGENIO:Resistenza al fuoco di elementi strutturali in legno
INAIL:tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre
Tabella Valore Minimo E Massimo Accellerazione Al Suolo Per Comune
adempimenti documentali in materia di scurezza ed igiene del lavoro, previsti nel D.Lgs. 81/08
L’alfabeto della sicurezza nelle scuole
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attivita' scolastiche
Mappa dei rischi nei comuni italiani
La protezione dalle scariche atmosferiche nell’ambito della prevenzione incendi
La tutela dal fumo passivo negli spazi confinati o aperti non regolamentati
Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000
Il Fascicolo Amianto
Vademecum 2017 Uil sul Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza 
Accertamento Alcol e Tossicodipendenza
UNI EN ISO 7010:2017 segnali di sicurezza
Aggiornamento 2017 tabelle tipologiche denunce di malattia professionale iNAIL
INAIL:Sicurezza al passo coi tempi
Utilizzo in siCUrezza del Carrello elevatore
OT/24 2018 Riduzione premio inail in excel
Video per la formazione su malattia professionale e infortunio sul lavoro
Manuale quadri elettrici bassa tensione
sicurezza nella lavorazione del marmo 
Modulistica Pes Pav
Linea Guida Strutture di Protezione Trattori
Piano vigilanza sicurezza vendemmia 2017
Le linee elettriche aeree e interrate: rischi, precauzioni e procedure per i cantieri edili
Qualificazione impresa operante in Ambienti Confinati
Lavoro a turni e salute
Seminario Atmosfere esplosive, valutazione e gestione del rischio
Dal 1° luglio 2017 obbligo defibrillatori per le attività sportive non agonistiche
Pubblicazione della traduzione delle Questions & Answers europee sulla Direttiva 2012/18/UE – Seveso
nuovi voucher 2017 per il lavoro occasionale
Il Regolamento (CE) n. 1907/2006
Le Guide dell'ECHA
linee guida per la manutenzione Macchine
valutazione dei rischi nel comparto industrie estrattive
Sicurezza sul Lavoro all'interno dei Condomini
Tutorial Procedure Standardizzate DVR
Modello editabile  di Libretto personale di radioprotezione
Limiti di esposizione, livelli di azione e obbligo del registro degli esposti
consultabile sul PAF la nuova sessione FAQ rischio da esposizione a CEM
INAIL:Uso eccezionale di attrezzature di sollevamento materiali
Inquinamento Indoor
attenzione alla pelle delle mani Operatori del settore acconciatura
Modifiche 2017 alla normativa in materia di SCIA antincendio
Manuali GHP - buona prassi igienica
Cavi elettrici, dal 1° luglio 2017 obbligo del marchio CE
piano di controllo e manutenzione di un’attrezzatura
Schede  Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause
Una nuova versione di valutazione della sicurezza chimica dell'ECHA
CheckList Controllo ASL su Formazione e Attrezzature
materiali informativi in lingua per datori di lavoro e lavoratori Cinesi
Sicurezza Agricoltura e selvicoltura
Linee guida sterilizzazione ambito sanitario
Risposte adattative dei Vigili del Fuoco sottoposti a stress psico-fisico
INAIL:Opuscolo informativo per Lavoratori delle aziende di prima lavorazione del legno
Infortuni in itinere le responsabilità del datore di lavoro
ruolo del RLS Rischi psicosociali
Ambienti Confinati
Valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi
la manutenzione in ambiente ospedaliero
Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi
direttiva macchine e regolamento prodotti da costruzione
direttiva macchine e regolamento prodotti da costruzione
Nuove regole antincendio 2017 per le autorimesse
Uso in sicurezza degli accessori di sollevamento magnetici
Rapporto sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
ridurre il numero di incidenti stradali di chi guida per lavoro
Video AAS5 Friuli Occidentale
quando è applicabile il DPR 177/2011
sicurezza delle scaffalature di un magazzino 
D.Lgs 81/2008 Aggiornato Maggio 2017
Ingegneria della Sicurezza Antincendio
Calcolo in excel del rischio sismico delle costruzioni secondo dm 7 marzo 2017
valutazione-dei-rischi-nelle-confezioni-e-pronto-moda.html
Sicurezza e agilità: quale tutela per lo smart worker?
Linee guida per la classificazione delle classi di rischio sismico
Ingegneria Sismica Strutture e Rischio Sismico 
Libretto uso manutenzione immobili
La salute e la sicurezza negli ambienti di studio e ricerca
meccanismi di esodo in caso di emergenza Nell’ambito della prevenzione incendi
INAIL:La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi
Analisi delle cause di rottura di materiali metallici
Contributo del sistema prevenzionistico aziendale all’attività del medico competente
patologie da movimentazione manuale dei carichi
INAIL: uso delle piattaforme di lavoro mobili in elevato nei cantieri temporanei o mobili
Piani di rimozione amianto 2017
differenza tra soggetto delegato e preposto e i residui obblighi datoriali
INAIL:esposizione ad amianto nel comparto rotabili ferroviari
La promozione della salute quando e dove si lavora (WHP)
La salute e la sicurezza sul luogo di lavoro sono affare di tutti
Slides 2017 moduli sicurezza per la formazione del volontariato di Protezione Civile
sistemi di comando delle macchine secondo le norme EN ISO 13849-1 e EN ISO 13849-2
ponteggi metallici fissi di facciata 2017
Prevenzione e gestione dei rischi psicosociali sul lavoro
La manutenzione dei veicoli metro ferroviari
verifiche Impianti elettrici nei locali medici
Riduzione del rischio nelle attività di scavo
Clima e salute un tema del presente e del futuro
introdotto limite a lungo termine per esposizione a Formaldeide
Linee di indirizzo per i lavoratori in autostrada
Manuale dell’Ente Bilanterale Nazionale del Turismo (EBNT)
disciplina dello stress lavoro-correlato per gli esercizi pubblici
Criteri di valutazione del rischio fotobiologico
le approvazioni di progetto degli impianti antincendio 
Sicurezza degli ascensori
Tabella dei contenuti e della durata dei corsi di formazione e aggiornamento in materia di sicurezza
Valutazione dei rischi e caratteristiche soggettive
Cosè la Riunione Periodica prevista all'art.35 del D.Lgs 81/08
Rischio cancerogeno, linee guida  2017 ULSS del Veneto
Responsabilità dell’ingegnere nell’esercizio di una professione
tutela della salute e sicurezza nel settore delle energie rinnovabili
Il metodo Niosh per la valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi
Responsabilità civili e penali del R.S.P.P
Prestazioni professionali gratuite, il quadro normativo di riferimento
Corso di Radioprotezione e RadioBiologia
Linea guida Cnpi sul Fascicolo del fabbricato
Circolare Inps n. 2/2017 Unità produttiva
Valutazione rischio chimico e nuovi VLEP, la Direttiva europea 2017/164
checklist per il rischio chimico 
Linee guida per la classificazione del rischio sismico -Otto classi di Rischio Sismico, dalla A+ alla G
check list in excel con 160 punti di verifica sugli agenti chimici pericolosi e cancerogeni e mutageni.
Agenti chimici, quarto elenco valori indicativi esposizione professionale
Allergia da animali da laboratorio (LAA)
FAQ del Ministero sulla bonifica amianto negli edifici pubblici FAQ del Ministero
Il Rischio Biologico all’interno dei luoghi di lavoro dovuto ai microorganismi trasportati dall’aria
collana “Il sistema di sorveglianza Infor.MO degli infortuni mortali e gravi
Salute e sicurezza in agricoltura
Revisione 2017 Manuali Haccp
RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza
Contenitori-distributori mobili carburanti liquidi 9000 lt
Linee di indirizzo Inail in merito alle malattie di origine professionale 
Algoritmo di valutazione del rischio biologico inail
Attività a rischio specifico: istruzioni operative di sicurezza Uni Padova
Salute e Sicurezza nella raccolta differenziata dei rifiuti
La Cartella Sanitaria e di Rischio del Lavoratore
Workshop nazionale  Piani della Prevenzione 
Focus Campi Elettromagnetici
FAQ uso in sicurezza PLE
Salute e sicurezza in ambito marittimo e portuale
I procedimenti Penali per i Tumori Professionali
patentino per l'acquisto e l'impiego dei prodotti fitosanitari
rischi presenti nei centri fitness e nei centri benessere
Prorogati i termini per l'abilitazione all'uso delle macchine agricole

Notizie prevenzione e sicurezza settore Edilizia:

responsabilita-dellappaltatore-negli-appalti-privati-2018.html
Obbligo indicare gli oneri della sicurezza aziendale
Prezzario Regione Piemonte 2018 CD
NTC 2018
CODICE DI COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE
Ruolo del CEL e criticità nei lavori in quota
Sistemi di ventilazione nelle attività cantieristiche in sotterraneo,aspetti di sicurezza e salute lavoro
Portata imbracature di sollevamento
Accessori di sollevamento Liste di controllo suva 2018
CADUTE DALL'ALTO: PONTEGGI, PONTEGGI ANTOSOLLEVANTI, OPERE PROVVISIONALI
Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile gru su autocarro
Principali Sostanze/Miscele chimiche in Edilizia procedure di sicurezza
Atti Seminario XVI Corso di aggiornamento ECM 
Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo
Guida regione Toscana – Il rischio di temperature elevate nei cantieri edili
download dei moduli Modulistica edilizia unificata
Utilizzo come protezione collettiva in sommità
Faq Cantieri Edili
fattori di rischio e le misure preventive per il rischio cadute dall’alto
Palchi per spettacoli ed eventi similari - Leggi, norme e guide. Inail 2017
Come trattare i costi della manodopera e della sicurezza nella contabilità dei lavori pubblici
linee di indirizzo della Regione Lombardia per la sicurezza nei cantieri
L'uso delle piattaforme di lavoro mobili in elevato nei cantieri temporanei o mobili
Prezzari Oneri sicurezza Marche 2017 Excel
ponteggi metallici fissi di facciata
Riduzione rischio nelle attività di scavo
La responsabilità delle figure di cantiere previste dal D. Lgs. 81
Bonifica da ordigni Bellici
Corso Tecnica e Sicurezza dei Cantieri
La sicurezza nei cantieri temporanei o mobili e i contratti pubblici
parametri minimi di sicurezza da adottare per tutto il personale che opera lungo l’autostrada
Fornitura Calcestruzzo preconfezionato in cantiere
esempio di calcolo corrispettivo a base gara per l'affidamento dei contratti pubblici di servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria
adempimenti connessi alla gestione della sicurezza tra operatori di gru interferenti.
DUVRI e PSC possono essere compresenti?
Il rischio da sovraccarico biomeccanico in edilizia
Verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento cose e persone
Lavori di costruzione vicino, dentro e sopra l'acqua
Decreto per il calcolo dei corrispettivi professionali
Informazioni importanti sull’Uso e sulla Manutenzione di Funi Metalliche 
soggetti delle stazioni appaltanti
Adempimenti relativi a DVR, DUVRI, PSC e POS
Quando il cantiere deve considerarsi concluso
Manuale per l’autista di autobetoniera e della centrale di betonaggio
Forme associative fra le imprese
Quaderni Sicurezza Cantiere 2016 Inail
Linea guida ATECAP-ANCE con le procedure di sicurezza per la fornitura del calcestruzzo in cantiere
Redazione del POS per la mera fornitura di calcestruzzo
Sicurezza lavori su fune
Le definizioni, la normativa, le autorizzazioni, la documentazione e il PIMUS
Terre e rocce da scavo, il nuovo testo unico
Gli oneri di sicurezza aziendali vanno sempre indicati
Il Ponteggio metallico nei cantieri temporanei e mobili
La gestione degli appalti Il ruolo del Coordinatore per la Sicurezza
Montaggio e manutenzione di impianti solari
Dispositivi di protezione individuale anticaduta
tutela dalle cadute dall'alto
Il progetto sicurezza in edilizia 
Utilizzo dpi 3 categoria per lavori in quota.
Linea guida per lo svolgimento dell'incarico di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
Lavori in quota e prevenzione cadute dall'alto
Procedure di controllo per Apparecchi di sollevamento materiali
rischio caduta dalle coperture
Realizzazione di un impianto solare termico su tetto a falde inclinate
Gestione delle opere provvisionali, di protezione (Ponteggi)
Uso delle forche di sollevamento in edilizia
procedure, le istruzioni operative e i moduli del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro
Adempimenti a cui il datore di lavoro deve ottemperare per la gestione delle attrezzature classificate come SC e SP
Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi di sollevamento materiali di tipo trasferibile e relativi accessori di sollevamento
Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile e relativi accessori di sollevamento”
Recinzione di cantiere e protezione di terzi.
Psc Piano sicurezza e coordinamento
Trabattelli classificazione, manutenzione
Calcolo in excel compenso Csp Cse
Modelli Semplificati di Pos, Psc,Pss, Pss e Fascicolo dell'Opera
Guida pratica per lavorare sicuri in cantiere Lavoratori Autonomi
Delega Sicurezza al Capocantiere
Imbracatura di carichi 
Gli obblighi documentali di committenti, imprese e coordinatori
Check List Macchinari di Cantiere
Gru interferenti di proprietà di differenti imprese
Dal Cpt di Torino le schede macchinari e attrezzature e relative check list
Il Lavoratore autonomo in edilizia
Linee Guida Coordinatori sicurezza Cantieri
Uso della ple nei cantieri
Schede Sicurezza Edilizia in word
Risorse e servizi online offerti su Testo Unico Sicurezza dot com:

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Modelli in word di Documenti specifici per l'edilizia
Excel a supporto della sicurezza
Modello di Piano Emergenza ed evacuazione in word
Modelli di Duvri in word
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Tutto Excel, calcolo dei rischi specifici
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