Prezzari gratuiti delle regioni italiane
Prezzari regionali aggiornati: download rapido per computi, gare e costi della sicurezza
Quando devi redigere un computo metrico estimativo, predisporre un capitolato, stimare i costi della sicurezza o verificare la congruità economica di un intervento, la prima regola operativa è una sola: lavorare con il prezzario corretto (territorio + edizione vigente) e con fonti facilmente rintracciabili.
Questa pagina nasce proprio con questo obiettivo: offrire una raccolta ordinata di prezzari regionali (Regioni e Province Autonome) con collegamenti diretti alle edizioni disponibili, così da ridurre tempi di ricerca, errori di versione e incongruenze in fase di preventivazione e gara.
Nella sezione dedicata sono presenti i collegamenti ai prezzari gratuiti delle regioni italiane (tra cui: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia) e alle Province Autonome di Trento e Bolzano.
Una pagina unica con i prezzari regionali aggiornati ti consente di:
ridurre tempi di ricerca (soprattutto quando gestisci più cantieri o lavori su più territori);
mantenere coerenza tra computo, capitolato, quadro economico e documentazione sicurezza;
velocizzare controlli interni (ufficio gare / ufficio tecnico / HSE) con una fonte “di servizio”.
E se ti occupi anche di sicurezza: avere subito i prezzari corretti aiuta a stimare in modo più robusto misure, apprestamenti e costi collegati alle scelte progettuali e organizzative.
Prezzario nazionale dei lavori pubblici: cos’è, a cosa serve e cosa cambia dal 2026
Nel lessico degli appalti, per anni il riferimento operativo è stato (quasi esclusivamente) il prezzario regionale. Dal 2026 entra invece in gioco un nuovo tassello: il Prezzario nazionale dei lavori pubblici, introdotto per dare un quadro omogeneo di riferimento e ridurre squilibri e disallineamenti tra territori.
Non è un “prezzario unico” che sostituisce quelli regionali: è uno strumento di coordinamento che definisce soglie/fasce di variazione dei prezzi a livello territoriale, così da rendere più trasparenti (e motivabili) gli scostamenti tra listini locali e prezzi effettivi.