NUOVI REQUISITI FORMATIVI PES E PAV SECONDO LA NORMA CEI 11-27:2025

Sicurezza elettrica nei luoghi di lavoro: INAIL approfondisce i requisiti formativi minimi per l'attribuzione delle qualifiche PES e PAV, le responsabilità del datore di lavoro e le condizioni per l'idoneità ai lavori sotto tensione in bassa tensione.

l'INAIL ha pubblicato il documento tecnico «Requisiti formativi minimi per le qualifiche di PES e PAV nei lavori elettrici in bassa tensione secondo la norma CEI 11-27:2025», dedicato alla formazione, alla qualificazione e alla gestione della sicurezza del personale coinvolto nell'esecuzione e nell'organizzazione dei lavori elettrici.

La pubblicazione, elaborata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell'INAIL, costituisce un importante riferimento tecnico per datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), professionisti della sicurezza, imprese installatrici e manutentrici, formatori e lavoratori che operano su impianti elettrici.

Il documento esamina le disposizioni della norma CEI 11-27:2025, aggiornate in relazione alla norma europea EN 50110-1, approfondendo le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per operare in sicurezza.

Particolare attenzione viene riservata alla distinzione tra:

  • Persona Esperta in ambito elettrico (PES).
  • Persona Avvertita in ambito elettrico (PAV).
  • Persona Comune (PEC).
  • Lavoratore riconosciuto idoneo all'esecuzione di lavori sotto tensione in bassa tensione.

L'INAIL chiarisce inoltre che la partecipazione a un corso di formazione non determina automaticamente l'attribuzione della qualifica PES o PAV, essendo necessaria una specifica valutazione delle competenze, dell'esperienza e delle caratteristiche personali del lavoratore.

La pubblicazione affronta anche un aspetto particolarmente rilevante per le aziende: la distinzione tra formazione teorica, addestramento pratico, attribuzione formale della qualifica e autorizzazione all'esecuzione di lavori sotto tensione.

Fonte: INAIL, «Requisiti formativi minimi per le qualifiche di PES e PAV nei lavori elettrici in bassa tensione secondo la norma CEI 11-27:2025», edizione 2026, ISBN 979-12-5758-016-2.


1. Il quadro normativo: D.Lgs. 81/2008 e norma CEI 11-27:2025

La gestione del rischio elettrico nei luoghi di lavoro trova il proprio riferimento legislativo fondamentale nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

L'articolo 80 stabilisce che il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai rischi di natura elettrica connessi all'impiego di materiali, apparecchiature e impianti elettrici.

La valutazione deve considerare, tra gli altri, i rischi derivanti da:

  • Contatti elettrici diretti.
  • Contatti elettrici indiretti.
  • Innesco e propagazione di incendi e ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni.
  • Innesco di esplosioni.
  • Fulminazione diretta e indiretta.
  • Sovratensioni.
  • Altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

Il datore di lavoro deve inoltre individuare le misure tecniche e organizzative necessarie per eliminare o ridurre i rischi, scegliere i dispositivi di protezione collettiva e individuale e predisporre le procedure di utilizzo e manutenzione degli impianti.

A questi obblighi si aggiungono quelli previsti dagli articoli 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008, relativi all'informazione, alla formazione e all'addestramento dei lavoratori.

Il ruolo della CEI 11-27:2025

La norma CEI 11-27:2025, intitolata «Lavori su impianti elettrici», rappresenta il riferimento tecnico nazionale per l'organizzazione e l'esecuzione dei lavori elettrici nel proprio campo di applicazione.

La nuova edizione si basa sulla norma europea EN 50110-1:2023, recepita a livello nazionale come CEI 11-48:2024.

Il documento INAIL concentra l'attenzione sui lavori elettrici in bassa tensione, con tensioni nominali fino a:

  • 1.000 V in corrente alternata.
  • 1.500 V in corrente continua.

L'applicazione delle disposizioni tecniche della CEI 11-27 consente di organizzare le attività elettriche attraverso procedure strutturate, individuazione delle responsabilità e attribuzione delle competenze necessarie.

È importante precisare che la CEI 11-27 è una norma tecnica e non sostituisce gli obblighi legislativi previsti dal D.Lgs. 81/2008.

La sua applicazione deve pertanto essere inserita nel sistema aziendale di valutazione e gestione dei rischi.

2. Chi sono le persone PES, PAV e PEC

Uno degli aspetti fondamentali chiariti dalla pubblicazione INAIL riguarda la corretta identificazione delle figure professionali che possono essere coinvolte nelle attività elettriche.

Persona Esperta (PES)

La PES è una persona che possiede istruzione, conoscenze ed esperienza adeguate per analizzare i rischi elettrici e prevenire i pericoli derivanti dall'elettricità.

Per essere riconosciuto come PES, il lavoratore deve possedere tre requisiti fondamentali:

  • Istruzione adeguata: conoscenza dell'impiantistica elettrica, della normativa di sicurezza e capacità di riconoscere i rischi connessi alle diverse attività.
  • Esperienza lavorativa: esperienza sufficiente per affrontare situazioni operative ordinarie e non ricorrenti, individuando tempestivamente le condizioni pericolose.
  • Caratteristiche personali: attenzione, precisione, equilibrio, affidabilità e capacità di assumere decisioni coerenti con le condizioni operative.

I tre requisiti devono essere posseduti in maniera completa rispetto alle specifiche tipologie di lavoro elettrico considerate.

La qualifica PES non riguarda esclusivamente gli elettricisti che eseguono materialmente gli interventi.

Può essere attribuita anche a personale tecnico coinvolto nell'organizzazione, nella progettazione operativa e nella gestione dei lavori elettrici, purché ne possieda i requisiti.

Persona Avvertita (PAV)

La PAV è una persona adeguatamente informata da persone esperte, in modo da poter riconoscere ed evitare i pericoli derivanti dall'elettricità.

Rispetto alla PES, la PAV possiede i requisiti richiesti in maniera parziale.

Si tratta pertanto di una condizione professionale intermedia che può evolvere verso il riconoscimento della qualifica PES mediante ulteriore formazione, esperienza e sviluppo delle competenze.

Un aspetto particolarmente importante riguarda l'autonomia operativa.

La PAV può svolgere autonomamente una determinata attività soltanto quando abbia ricevuto da una PES informazioni adeguate per quella specifica attività e sia effettivamente in grado di comprendere e applicare le procedure previste.

Non è quindi corretto considerare la qualifica PAV come un'autorizzazione generalizzata a eseguire qualsiasi lavoro elettrico.

Persona Comune (PEC)

La PEC è una persona che non possiede i requisiti per essere considerata PES o PAV.

La condizione di PEC non richiede un'attribuzione formale.

La presenza di lavoratori PEC in attività caratterizzate da rischio elettrico richiede l'adozione delle misure organizzative e protettive pertinenti alla specifica lavorazione.

Il documento INAIL richiama, in particolare, la possibilità di effettuare una sorveglianza da parte di PES o PAV nei confronti di persone con minore esperienza, per prevenire comportamenti pericolosi.

Le qualifiche PES, PAV e PEC devono essere sempre riferite al contesto operativo e alle tipologie di attività elettriche considerate.

Un lavoratore può infatti possedere competenze adeguate per determinate attività senza possedere necessariamente i requisiti per altre lavorazioni caratterizzate da maggiore complessità.

3. L'attribuzione delle qualifiche PES e PAV: responsabilità del datore di lavoro

Il documento INAIL ribadisce un principio essenziale: per i lavoratori dipendenti l'attribuzione delle qualifiche PES e PAV compete al datore di lavoro.

Il riconoscimento deve derivare da una valutazione effettiva delle capacità del lavoratore e deve essere formalizzato per iscritto.

La valutazione deve considerare:

  • Istruzione e conoscenze teoriche.
  • Formazione specifica ricevuta.
  • Esperienza lavorativa maturata.
  • Attività elettriche già svolte.
  • Conoscenza delle procedure di sicurezza.
  • Capacità di riconoscimento e gestione dei pericoli.
  • Comportamento professionale.
  • Caratteristiche personali rilevanti per la sicurezza.

L'attribuzione deve inoltre specificare le tipologie di lavori elettrici alle quali la qualifica si riferisce.

Il corso di formazione non equivale alla qualifica

Questo è uno dei chiarimenti più rilevanti per le imprese e per gli operatori della formazione.

L'attestato rilasciato al termine di un corso documenta il percorso formativo seguito e, quando previsto, il risultato della valutazione dell'apprendimento.

Tuttavia, non sostituisce il giudizio del datore di lavoro sulla competenza complessiva della persona.

Di conseguenza:

  • Un attestato di formazione PES/PAV non costituisce, da solo, attribuzione aziendale della qualifica.
  • Il datore di lavoro deve valutare anche esperienza e caratteristiche personali.
  • La qualifica deve essere espressamente attribuita per iscritto.
  • Devono essere individuate le attività alle quali il riconoscimento si applica.
  • Il mantenimento della qualifica è subordinato alla permanenza dei requisiti richiesti.

Qualora il lavoratore non soddisfi più le condizioni necessarie, il datore di lavoro può revocare la qualifica precedentemente attribuita.

Lavoratori autonomi e datori di lavoro

Per i lavoratori autonomi e i datori di lavoro che eseguono direttamente attività elettriche, il documento INAIL richiama la possibilità di autocertificare la condizione di PES o PAV, quando richiesto dal committente.

L'autocertificazione deve essere sostenuta da documentazione adeguata, riguardante almeno:

  • Conoscenze teoriche e pratiche.
  • Conoscenze legislative in materia di sicurezza elettrica.
  • Percorsi formativi effettuati.
  • Esperienze lavorative.
  • Ruoli professionali ricoperti.
  • Tipologie di impianti elettrici sui quali è stata maturata esperienza.

L'autocertificazione non deve quindi essere interpretata come una semplice dichiarazione priva di elementi oggettivi.

4. Formazione PES e PAV: i livelli 1A e 1B

La norma CEI 11-27:2025 individua specifici contenuti formativi per consentire ai lavoratori di acquisire le conoscenze e le capacità necessarie all'esecuzione dei lavori elettrici.

Per le qualifiche PES e PAV, il percorso formativo comprende due livelli principali.

Livello 1A – Conoscenze teoriche

Il livello 1A riguarda l'acquisizione delle conoscenze legislative, normative e tecniche necessarie per comprendere il rischio elettrico e applicare correttamente le procedure di sicurezza.

Gli argomenti comprendono:

  • Principali disposizioni legislative sulla sicurezza elettrica.
  • Principi del D.Lgs. 81/2008.
  • Prescrizioni della norma EN 50110-1.
  • Prescrizioni della norma CEI 11-27.
  • Normativa CEI 64-8 per gli impianti in bassa tensione.
  • Riferimenti normativi pertinenti agli impianti in media e alta tensione, quando applicabili.
  • Effetti della corrente elettrica sul corpo umano.
  • Pericoli derivanti dall'arco elettrico.
  • Elementi di primo intervento e soccorso.
  • Attrezzature e dispositivi di protezione individuale.
  • Modalità di impiego, conservazione e verifica dei DPI.
  • Procedure generali e aziendali per i lavori elettrici.
  • Preparazione e organizzazione delle attività.
  • Sequenze operative di sicurezza.
  • Documentazione e comunicazioni tra le figure coinvolte.
  • Determinazione delle distanze di sicurezza per le attività in prossimità e in vicinanza di parti elettriche attive.

Il percorso deve inoltre affrontare le responsabilità delle principali figure organizzative previste dalla norma, tra cui RI, GL e RLE.

Il livello 1A deve comprendere anche gli aspetti teorici collegati al livello 1B.

Durata della formazione teorica 1A: l'INAIL riporta una durata minima raccomandata non inferiore a 10 ore.

È importante sottolineare che tale indicazione riguarda la preparazione teorica e non rappresenta automaticamente la durata complessiva necessaria per acquisire tutte le competenze pratiche.

Livello 1B – Conoscenze e capacità operative

Il livello 1B è dedicato alle conoscenze e alle capacità necessarie per applicare concretamente le procedure di sicurezza.

Gli argomenti comprendono:

  • Metodologie operative adottate dall'azienda.
  • Identificazione e delimitazione dello spazio di lavoro.
  • Applicazione di blocchi e dispositivi contro manovre indesiderate.
  • Verifica dell'assenza di tensione.
  • Messa a terra e in cortocircuito, quando prevista.
  • Valutazione delle condizioni ambientali.
  • Modalità di comunicazione tra operatori.
  • Utilizzo e controllo dei DPI.
  • Installazione di barriere e protezioni.
  • Valutazione delle distanze di sicurezza.
  • Predisposizione e interpretazione della documentazione operativa.
  • Gestione dei documenti di consegna e restituzione degli impianti.

Il documento INAIL evidenzia che per il livello 1B non viene indicata una durata oraria minima generalizzata.

La quantità e la complessità delle attività pratiche devono essere determinate considerando le lavorazioni effettivamente svolte e le competenze da acquisire.

La formazione pratica non può essere considerata un elemento secondario del percorso PES/PAV.

L'obiettivo è assicurare che il lavoratore non si limiti a conoscere le disposizioni tecniche, ma sia effettivamente capace di applicarle nelle condizioni operative previste.

5. Formazione a distanza: cosa prevede la CEI 11-27:2025

Un aspetto di particolare interesse riguarda le modalità di erogazione della formazione.

Secondo quanto riportato nella pubblicazione INAIL, per le parti teoriche specifiche relative al rischio elettrico trattate dalla CEI 11-27 sono previste:

  • Formazione frontale in presenza.
  • Formazione a distanza in modalità sincrona, con webcam attiva.

Per tali parti teoriche non è ammessa la modalità asincrona.

Non risulta pertanto conforme all'impostazione formativa descritta nel documento un percorso costituito esclusivamente da videolezioni preregistrate, da seguire autonomamente, quando riguardi i contenuti teorici specifici della CEI 11-27.

L'attività formativa deve inoltre comprendere le iniziative necessarie per acquisire le capacità operative, attraverso:

  • Addestramento.
  • Simulazioni.
  • Affiancamento.
  • Esercitazioni pratiche.
  • Altre modalità formative pertinenti alle attività da svolgere.

Tutte le attività devono essere documentate e prevedere momenti di valutazione dei risultati raggiunti.

La formazione può essere organizzata internamente all'azienda oppure affidata a soggetti esterni, purché siano presenti le necessarie competenze professionali.

L'INAIL richiama inoltre la responsabilità del datore di lavoro nella definizione della complessità del percorso, in funzione delle effettive attività elettriche che saranno affidate al lavoratore.


6. Aggiornamento periodico della formazione PES e PAV

La preparazione professionale dei lavoratori deve essere mantenuta nel tempo.

L'evoluzione delle tecnologie, delle caratteristiche degli impianti, delle procedure e dei riferimenti tecnici rende necessario un aggiornamento delle competenze.

Il documento INAIL, richiamando la coerenza con il D.Lgs. 81/2008, indica un aggiornamento:

  • Con cadenza almeno quinquennale.
  • Di durata non inferiore a 4 ore.

Gli argomenti devono essere correlati alle specifiche tipologie di lavori elettrici svolti dai partecipanti.

L'aggiornamento non dovrebbe pertanto limitarsi a una ripetizione generica dei contenuti iniziali.

È opportuno considerare anche:

  • Modifiche delle procedure aziendali.
  • Nuove attrezzature.
  • Introduzione di tecnologie differenti.
  • Evoluzione dei DPI.
  • Modifiche dei riferimenti tecnici applicabili.
  • Incidenti, quasi incidenti e situazioni pericolose riscontrate.
  • Eventuali carenze operative emerse durante le attività.

Resta fondamentale distinguere l'aggiornamento formativo dal mantenimento delle condizioni necessarie per l'attribuzione della qualifica.

Un lavoratore che abbia effettuato regolarmente l'aggiornamento potrebbe infatti non essere più idoneo a ricoprire uno specifico ruolo operativo qualora siano venuti meno altri requisiti essenziali.

7. Lavori sotto tensione in bassa tensione: l'idoneità è un requisito aggiuntivo

La pubblicazione INAIL distingue chiaramente la qualifica PES/PAV dall'idoneità per eseguire lavori sotto tensione in bassa tensione.

La distinzione è essenziale.

Essere PES o PAV non significa essere automaticamente autorizzati a effettuare lavori sotto tensione.

L'articolo 82 del D.Lgs. 81/2008 pone il principio generale del divieto di esecuzione dei lavori sotto tensione, prevedendo specifiche condizioni che ne consentono l'esecuzione.

Per gli interventi su sistemi di categoria 0 e I, nel rispetto delle condizioni legislative e tecniche applicabili, è necessario che le attività siano affidate a lavoratori riconosciuti idonei dal datore di lavoro.

In particolare, devono essere soddisfatti i requisiti relativi:

  • Alle procedure adottate.
  • Alle attrezzature impiegate.
  • Alla conformità ai criteri stabiliti dalle norme tecniche.
  • Alle competenze professionali degli operatori.
  • All'idoneità specifica per le attività sotto tensione.

Per l'esecuzione dei lavori sotto tensione in BT, il lavoratore deve essere PES o PAV e possedere un'ulteriore idoneità specifica.

Chi rilascia l'idoneità

Per i lavoratori dipendenti, l'idoneità ai lavori sotto tensione su sistemi di categoria 0 e I viene riconosciuta formalmente dal datore di lavoro.

Il riconoscimento deve essere documentato per iscritto.

Il datore di lavoro deve accertare:

  • Il possesso delle conoscenze teoriche necessarie.
  • L'esperienza pratica nelle attività previste.
  • La capacità di applicare le procedure specifiche.
  • L'adeguatezza delle caratteristiche personali.
  • L'idoneità psicofisica, anche attraverso il parere del medico competente quando pertinente.
  • I comportamenti professionali osservati durante il lavoro.
  • La capacità di utilizzare correttamente attrezzature e DPI specifici.

L'idoneità deve riferirsi alle tipologie di lavori sotto tensione per le quali il lavoratore è stato valutato.

Non costituisce quindi un'autorizzazione indiscriminata a intervenire su qualsiasi impianto o apparecchiatura.

8. Formazione per lavori sotto tensione: livelli 2A e 2B

Per conseguire l'idoneità ai lavori sotto tensione in bassa tensione sono richieste ulteriori conoscenze rispetto a quelle previste per i livelli 1A e 1B.

Il percorso è articolato nei livelli 2A e 2B.

Livello 2A – Conoscenze teoriche

La formazione teorica affronta:

  • Norme EN 50110-1, EN 50110-2 e CEI 11-27, con particolare riferimento ai lavori sotto tensione.
  • Criteri generali di sicurezza.
  • Caratteristiche dei componenti elettrici sui quali è possibile intervenire.
  • Attrezzature specifiche per lavori sotto tensione.
  • DPI e relative modalità di utilizzo.
  • Prevenzione dei rischi.
  • Ruoli e responsabilità nell'organizzazione delle attività.

Il livello 2A deve comprendere anche gli aspetti teorici relativi al livello 2B.

Durata minima raccomandata della formazione teorica 2A: 4 ore.

Questa durata si aggiunge alla preparazione richiesta per la qualificazione PES/PAV e non comprende automaticamente tutta l'attività pratica necessaria.

Livello 2B – Conoscenze pratiche

Il livello 2B riguarda l'acquisizione delle capacità operative per eseguire specifiche lavorazioni sotto tensione.

Il programma comprende:

  • Analisi delle attività da eseguire.
  • Scelta delle attrezzature.
  • Identificazione dello spazio di lavoro.
  • Delimitazione delle aree operative.
  • Preparazione del cantiere.
  • Protezione dalle parti attive prossime.
  • Applicazione delle sequenze operative.
  • Organizzazione del lavoro.
  • Trasmissione delle informazioni.
  • Coordinamento tra le persone coinvolte.

L'addestramento deve essere rappresentativo delle effettive attività sotto tensione per le quali viene richiesta l'idoneità.

Anche per il livello 2B, il documento INAIL non indica una durata oraria minima standardizzata.

Il tempo necessario deve essere definito in funzione della complessità delle operazioni e delle capacità da conseguire.

Il mantenimento dell'idoneità

L'idoneità ai lavori sotto tensione deve essere mantenuta attraverso l'esercizio pratico delle attività oppure attraverso successivi addestramenti.

Il riconoscimento deve essere riesaminato quando necessario.

L'INAIL considera inoltre una buona pratica il riesame dell'idoneità con cadenza annuale.

Occorre distinguere tale raccomandazione da un obbligo generalizzato di rinnovo annuale: il documento propone il riesame periodico quale misura gestionale di sicurezza.

L'idoneità può essere revocata qualora vengano meno i requisiti richiesti, anche a seguito di comportamenti incompatibili con i principi della sicurezza elettrica.


9. Le nuove figure organizzative: RI, GL e RLE

La pubblicazione INAIL approfondisce anche l'organizzazione dei lavori elettrici, richiamando le figure previste dalla CEI 11-27:2025.

La corretta attribuzione dei ruoli risulta essenziale per definire le responsabilità e garantire un adeguato coordinamento delle attività.

RI – Responsabile dell'Impianto

Il Responsabile dell'Impianto è la persona designata per la conduzione in sicurezza dell'impianto elettrico durante i lavori.

Deve essere una PES.

Tra le principali responsabilità rientrano:

  • Predisporre il piano di lavoro, quando previsto.
  • Verificare l'organizzazione delle attività.
  • Coordinarsi con le altre figure coinvolte.
  • Predisporre le condizioni di sicurezza dell'impianto.
  • Adottare misure contro le richiusure intempestive.
  • Identificare e delimitare lo spazio di lavoro.
  • Consegnare l'impianto al Responsabile del Lavoro Elettrico.
  • Riprendere in carico l'impianto al termine delle attività.

GL – Gestore programmazione Lavoro

Il GL è la persona che programma e organizza i lavori elettrici prima della loro esecuzione.

Si tratta di una figura sempre presente nell'organizzazione del lavoro secondo l'impostazione illustrata dall'INAIL.

Le sue principali responsabilità comprendono:

  • Definire l'organizzazione del lavoro.
  • Condividere con il RI le scelte metodologiche.
  • Individuare il RLE.
  • Identificare gli operatori.
  • Verificare la disponibilità di procedure e attrezzature.
  • Verificare formazione e idoneità degli addetti.
  • Organizzare le risorse.
  • Stabilire la tipologia di supervisione necessaria.

Il ruolo di GL può coincidere con quello di RLE; in tale circostanza, la persona deve essere PES.

RLE – Responsabile del Lavoro Elettrico

Il RLE è la persona designata dal GL per gestire operativamente le attività e garantire la sicurezza durante l'esecuzione dei lavori.

Deve essere una PES e possedere esperienza approfondita sugli impianti interessati.

Il RLE deve essere presente sul luogo di lavoro per l'intera durata dell'attività al fine di esercitare la supervisione prevista.

Tra i suoi compiti rientrano:

  • Prendere in carico l'impianto dal RI.
  • Coordinare gli operatori.
  • Verificare le condizioni di sicurezza.
  • Controllare l'applicazione delle procedure.
  • Verificare l'utilizzo delle attrezzature e dei DPI.
  • Decidere l'inizio e la prosecuzione delle attività.
  • Sospendere i lavori in presenza di condizioni non sicure.
  • Gestire la restituzione dell'impianto al RI.

La distinzione dei ruoli permette di organizzare il lavoro con una separazione chiara tra gestione dell'impianto, programmazione e responsabilità dell'esecuzione.

10. Piano di lavoro e piano di intervento: due documenti distinti

Il documento INAIL richiama l'importanza della documentazione preventiva per l'esecuzione delle attività elettriche.

Piano di lavoro (PdL)

Il piano di lavoro descrive le operazioni necessarie per predisporre l'impianto nelle condizioni richieste per l'esecuzione sicura delle attività.

Può contenere informazioni relative a:

  • Punti di sezionamento.
  • Punti di messa a terra.
  • Modifica dell'assetto dell'impianto.
  • Protezioni elettriche.
  • Dispositivi contro le richiusure intempestive.
  • Avvisi e segnalazioni.
  • Modifiche temporanee delle tarature.

Piano di intervento (PI)

Il piano di intervento riguarda invece le modalità operative e le misure di sicurezza da adottare durante l'esecuzione.

Può comprendere:

  • Descrizione delle lavorazioni.
  • Sequenze operative.
  • Attrezzature da impiegare.
  • DPI necessari.
  • Protezioni isolanti.
  • Barriere.
  • Distanze da rispettare.
  • Distribuzione dei compiti.
  • Misure organizzative e preventive.

Quando le attività sono svolte in ambiti ristretti, come un quadro elettrico BT o una cabina MT/BT, la norma consente di descrivere le informazioni dei due piani in un unico documento.

Rimane essenziale garantire la completezza delle informazioni necessarie.

11. Consegna e restituzione dell'impianto elettrico

Un ulteriore aspetto organizzativo approfondito dall'INAIL riguarda le modalità di consegna e restituzione dell'impianto.

La consegna avviene quando il RI comunica al RLE che l'impianto interessato dai lavori è stato predisposto nelle condizioni di sicurezza previste.

Tale comunicazione costituisce l'autorizzazione all'inizio delle attività.

Quando RI e RLE non coincidono, la consegna deve essere documentata.

Durante l'esecuzione, le condizioni elettriche della parte d'impianto interessata dai lavori devono essere mantenute conformi a quelle previste, fatte salve le modifiche necessarie per prove e verifiche.

Al termine delle operazioni, il RLE comunica al RI che:

  • I lavori sono terminati.
  • I lavoratori si sono allontanati.
  • Le misure temporanee di sicurezza sono state rimosse.
  • Le condizioni di esercizio previste sono state ripristinate.
  • L'impianto può essere restituito alla gestione ordinaria.

Quando la consegna è stata formalizzata documentalmente, anche la restituzione deve essere documentata.

Questa procedura assume particolare rilievo durante le manutenzioni industriali, nelle attività con più operatori e negli interventi eseguiti da imprese esterne.

12. Supervisione e sorveglianza: quali sono le differenze

La CEI 11-27:2025 distingue diversi strumenti organizzativi di controllo della sicurezza.

Supervisione

La supervisione è un'attività di controllo delle condizioni di sicurezza elettrica affidata al RLE.

Il documento distingue:

Supervisione sul posto di lavoro

Il RLE può partecipare direttamente alle attività operative, purché tale partecipazione non comprometta la sua capacità di supervisione.

Supervisione personale

Il RLE svolge esclusivamente l'attività di supervisione, senza eseguire contemporaneamente altre operazioni.

Sorveglianza

La sorveglianza consiste invece nel controllo costante effettuato da una PES o PAV nei confronti di persone generalmente caratterizzate da minore esperienza.

L'obiettivo è evitare comportamenti pericolosi derivanti dalla mancata conoscenza o percezione del rischio elettrico.

Queste distinzioni assumono particolare importanza quando sono presenti lavoratori PEC oppure operatori che necessitano di un controllo diretto per svolgere determinate attività.

13. Formazione PES/PAV: quali documenti deve conservare l'azienda

Dalle indicazioni contenute nella pubblicazione INAIL emerge l'importanza della tracciabilità dei percorsi formativi e delle valutazioni effettuate.

La documentazione consente di dimostrare il processo seguito per attribuire le qualifiche e per riconoscere le eventuali idoneità ai lavori sotto tensione.

Per una gestione aziendale strutturata è opportuno predisporre e conservare:

  • Programmi dei corsi di formazione.
  • Registrazioni delle presenze.
  • Attestati di formazione.
  • Documentazione delle verifiche di apprendimento.
  • Registrazioni degli addestramenti.
  • Evidenze delle esercitazioni pratiche.
  • Esperienze professionali documentate.
  • Valutazioni delle competenze.
  • Atti scritti di attribuzione PES/PAV.
  • Indicazione delle tipologie di lavori autorizzate.
  • Attestazioni di idoneità ai lavori sotto tensione, quando applicabili.
  • Registrazioni degli aggiornamenti.
  • Eventuali provvedimenti di sospensione o revoca.
  • Riesami periodici delle competenze.

Una parte di questi documenti è espressamente richiamata dalla norma e dalla pubblicazione INAIL; altri costituiscono strumenti organizzativi consigliabili per assicurare un'adeguata gestione documentale.

Il ruolo del RSPP

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione può fornire un importante contributo tecnico nell'individuazione dei fabbisogni formativi e nell'organizzazione delle procedure di sicurezza.

In particolare, nell'ambito delle proprie attribuzioni, può supportare il datore di lavoro:

  • Nell'analisi delle attività esposte a rischio elettrico.
  • Nell'individuazione delle competenze necessarie.
  • Nella verifica della coerenza dei percorsi formativi con le mansioni.
  • Nella predisposizione delle procedure aziendali.
  • Nella gestione delle interferenze.
  • Nell'analisi delle esigenze di aggiornamento e addestramento.
  • Nel miglioramento della documentazione di sicurezza.

Rimane tuttavia in capo al datore di lavoro la responsabilità dell'attribuzione delle qualifiche PES/PAV ai propri dipendenti e del riconoscimento dell'idoneità ai lavori sotto tensione in BT.

14. Le implicazioni pratiche per le imprese

Le indicazioni tecniche esaminate dall'INAIL hanno importanti conseguenze operative per tutte le imprese nelle quali vengono effettuati lavori elettrici.

Sono particolarmente interessate:

  • Imprese di installazione di impianti elettrici.
  • Imprese di manutenzione elettrica.
  • Aziende industriali con manutentori interni.
  • Imprese di automazione industriale.
  • Gestori di impianti tecnologici.
  • Aziende che operano su quadri elettrici e sistemi di distribuzione.
  • Imprese di gestione e manutenzione di impianti fotovoltaici.
  • Aziende che effettuano interventi su macchine e apparecchiature elettriche.
  • Imprese di facility management.
  • Organizzazioni che affidano lavori elettrici ad appaltatori esterni.

La gestione dei requisiti PES/PAV non dovrebbe limitarsi alla raccolta degli attestati di formazione.

È invece necessario organizzare un processo di verifica che metta in relazione le qualifiche attribuite con le reali attività operative.

Verifiche consigliate ai datori di lavoro

Alla luce della CEI 11-27:2025 e delle indicazioni INAIL, è opportuno verificare:

  • Se tutti i lavoratori coinvolti nei lavori elettrici possiedano competenze adeguate.
  • Se le qualifiche PES/PAV siano state attribuite formalmente.
  • Se le attribuzioni individuino le specifiche tipologie di lavoro.
  • Se la formazione sia coerente con le attività realmente svolte.
  • Se siano stati effettuati gli addestramenti necessari.
  • Se gli aggiornamenti formativi siano regolari.
  • Se i lavoratori destinati alle attività sotto tensione possiedano la specifica idoneità.
  • Se le procedure di lavoro siano aggiornate.
  • Se le figure RI, GL e RLE siano correttamente individuate.
  • Se le modalità di consegna e restituzione degli impianti siano adeguatamente gestite.
  • Se siano disponibili attrezzature e DPI idonei.
  • Se le eventuali interferenze tra imprese siano correttamente valutate.

L'obiettivo è assicurare la corrispondenza tra qualificazione professionale, organizzazione del lavoro e condizioni di sicurezza effettivamente presenti.

15. Le principali indicazioni della pubblicazione INAIL 2026

Il documento introduce un importante approfondimento applicativo della norma CEI 11-27:2025 e richiama alcuni principi fondamentali per la corretta gestione delle attività elettriche.

Tra gli aspetti maggiormente rilevanti si evidenziano:

  • Formazione teorica PES/PAV: durata minima raccomandata di 10 ore per il livello 1A.
  • Formazione pratica PES/PAV: livello 1B, con durata commisurata alle effettive necessità operative.
  • Formazione teorica per lavori sotto tensione: durata minima raccomandata di 4 ore per il livello 2A.
  • Addestramento per lavori sotto tensione: livello 2B, da dimensionare in funzione delle lavorazioni.
  • Aggiornamento formativo: almeno 4 ore con cadenza almeno quinquennale.
  • Formazione teorica a distanza: ammessa in modalità sincrona con webcam attiva per le parti teoriche specifiche considerate.
  • Formazione asincrona: non ammessa per tali parti teoriche.
  • Attribuzione PES/PAV: effettuata dal datore di lavoro e formalizzata per iscritto per i lavoratori dipendenti.
  • Idoneità ai lavori sotto tensione: riconoscimento aggiuntivo e specifico, distinto dalla qualifica PES/PAV.
  • Riesame dell'idoneità ai lavori sotto tensione: raccomandato annualmente come buona pratica.
  • Mantenimento delle competenze: da garantire attraverso aggiornamento, esperienza e addestramento.
  • Gestione organizzativa: fondata sull'identificazione delle responsabilità e sull'applicazione delle procedure previste dalla CEI 11-27.

Attenzione alla durata dei corsi

L'INAIL richiama espressamente la necessità di valutare con attenzione i programmi formativi.

Le durate teoriche indicate non devono essere interpretate come sufficienti, in ogni situazione, per garantire tutte le competenze operative.

In particolare, quando la formazione riguarda più tipologie di lavori elettrici, la durata deve essere adeguatamente incrementata rispetto all'obiettivo formativo minimo.

La sicurezza dipende infatti dall'effettiva preparazione degli operatori e non esclusivamente dal numero di ore formalmente frequentate.

È inoltre importante non confondere la durata minima raccomandata per un singolo livello teorico con la durata complessiva di un percorso formativo che comprende anche esercitazioni, addestramento e valutazioni.

16. Conclusioni: dalla formazione alla competenza effettiva

La pubblicazione INAIL 2026 sui requisiti formativi minimi PES e PAV costituisce un riferimento di particolare interesse per l'applicazione della norma CEI 11-27:2025.

Il documento ribadisce che la prevenzione del rischio elettrico non può essere affidata esclusivamente alla formazione teorica o alla disponibilità di attestati.

Per garantire condizioni di lavoro sicure è necessario integrare:

  • Conoscenza delle disposizioni legislative e delle norme tecniche.
  • Formazione specifica.
  • Addestramento operativo.
  • Esperienza professionale.
  • Valutazione delle caratteristiche personali.
  • Attribuzione formale delle qualifiche.
  • Organizzazione delle attività.
  • Individuazione delle responsabilità.
  • Procedure di lavoro.
  • Controllo e mantenimento delle competenze.

Particolare attenzione deve essere dedicata ai lavori sotto tensione in bassa tensione, per i quali la qualifica PES o PAV costituisce un presupposto necessario ma non sufficiente.

Il lavoratore deve infatti possedere una specifica idoneità riconosciuta dal datore di lavoro sulla base delle conoscenze, dell'esperienza e delle capacità effettivamente dimostrate.

Il principio fondamentale che emerge dal documento INAIL è che la sicurezza dei lavori elettrici deve essere fondata sulla competenza reale e documentata degli operatori, non sul semplice possesso di un attestato di frequenza.

Per le imprese, l'applicazione della CEI 11-27:2025 rappresenta quindi un'opportunità per riesaminare i sistemi di qualificazione interna, aggiornare le procedure operative e migliorare l'organizzazione della prevenzione del rischio elettrico.


Fonte e riferimenti normativi

Documento INAIL 2026

Requisiti formativi minimi per le qualifiche di PES e PAV nei lavori elettrici in bassa tensione secondo la norma CEI 11-27:2025.

  • Ente: INAIL.
  • Dipartimento: Innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.
  • Autore: Giovanni Luca Amicucci.
  • Edizione: 2026.
  • ISBN: 979-12-5758-016-2.
  • Argomento: formazione e qualificazione del personale addetto ai lavori elettrici in bassa tensione.

Principali riferimenti normativi e tecnici richiamati:

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni.
  • CEI 11-27:2025 – Lavori su impianti elettrici.
  • EN 50110-1 (CEI 11-48):2024 – Esercizio degli impianti elettrici, Parte 1.
  • EN 50110-2 (CEI 11-49):2024 – Esercizio degli impianti elettrici, Parte 2.
  • CEI 64-8:2024 – Impianti elettrici a bassa tensione.
  • EN 61936-1 (CEI 99-2), edizione CSV 2026.
  • EN 50522 (CEI 99-3):2025.
  • D.M. 4 febbraio 2011, relativo alle autorizzazioni per lavori sotto tensione su sistemi elettrici di categoria II e III.
  • CEI 11-15:2026 – Esecuzione di lavori sotto tensione su impianti elettrici di media e alta tensione in corrente alternata.

I riferimenti editoriali e normativi sono riportati nella bibliografia della pubblicazione INAIL.

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Nota tecnica e disclaimer

Il presente articolo costituisce un approfondimento tecnico-divulgativo elaborato sulla base della pubblicazione INAIL 2026 e dei riferimenti normativi e tecnici in essa richiamati.

La pubblicazione INAIL ha finalità informative e di supporto alla corretta applicazione delle disposizioni sulla sicurezza elettrica. Non costituisce una nuova disposizione legislativa né introduce autonomamente obblighi ulteriori rispetto alla normativa applicabile.

Le durate formative indicate come raccomandate devono essere distinte dagli obblighi legislativi e dagli eventuali requisiti vincolanti applicabili al caso concreto.

L'attribuzione delle qualifiche PES/PAV e dell'idoneità ai lavori sotto tensione per i lavoratori dipendenti rimane di competenza del datore di lavoro, che deve effettuare una valutazione specifica e documentata dei requisiti posseduti.

Per l'applicazione professionale è necessario fare riferimento ai testi vigenti delle disposizioni legislative e alle versioni ufficiali delle norme tecniche pertinenti.

Contenuto tecnico basato sul documento INAIL 2026 fornito, con rielaborazione editoriale originale.