UNI EN 1263-2:2015

Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza - Parte 2: Requisiti di sicurezza per i limiti di posizionamento

UNI EN 1263-2:2015

La UNI EN 1263-2:2015, intitolata “Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza - Parte 2: Requisiti di sicurezza per i limiti di posizionamento”, è la norma tecnica di riferimento per stabilire come devono essere posizionate le reti di sicurezza anticaduta affinché possano svolgere correttamente la propria funzione nei lavori in quota. La scheda UNI la indica come norma in vigore, con entrata in vigore il 12 febbraio 2015; la norma recepisce la EN 1263-2:2014, sostituisce la UNI EN 1263-2:2003 ed è elaborata nell’ambito delle attività UNI relative alla sicurezza e alle attrezzature provvisionali.

La norma non riguarda semplicemente “quale rete acquistare”, ma soprattutto come collocarla, fissarla e verificarla rispetto al luogo di lavoro, all’altezza di caduta, alla traiettoria prevedibile del lavoratore, allo spazio libero sottostante, alla deformazione della rete e alla capacità della struttura di supporto. In altri termini, la UNI EN 1263-2:2015 interviene sul passaggio critico tra prodotto conforme e protezione realmente efficace: una rete conforme alla UNI EN 1263-1 può risultare inadeguata se installata fuori dai limiti geometrici, senza adeguato tirante d’aria o con ancoraggi non verificati.

La norma specifica i requisiti di sicurezza per il posizionamento delle reti in conformità al manuale di istruzioni del fabbricante, alle specifiche di prodotto e alle prove relative ai sistemi S, T, U e V definiti dalla UNI EN 1263-1. Sono invece escluse le piccole reti di sicurezza di sistema S con superficie inferiore a 35 m² e lato più corto inferiore a 5,0 m.

Nel quadro italiano dei lavori in quota, le reti di sicurezza rientrano tra le misure di protezione collettiva. Il D.Lgs. 81/2008 attribuisce priorità alle misure collettive rispetto a quelle individuali, e il testo aggiornato dell’art. 115 richiama, tra i sistemi collettivi prioritari contro le cadute dall’alto, parapetti e reti di sicurezza.

Rapporto tra UNI EN 1263-1 e UNI EN 1263-2

La UNI EN 1263-2:2015 deve essere letta insieme alla UNI EN 1263-1:2015. La Parte 1 si occupa delle reti di sicurezza e dei relativi accessori usati nei lavori di costruzione e assemblaggio per proteggere dalle cadute dall’alto; definisce requisiti di sicurezza e metodi di prova, basandosi sulle caratteristiche prestazionali delle fibre di polipropene e poliammide.

La Parte 2, invece, affronta il tema operativo: posizionamento, limiti geometrici, fissaggi, sistemi di installazione e condizioni di utilizzo. In pratica:

  • la UNI EN 1263-1 qualifica la rete come prodotto;
  • la UNI EN 1263-2 definisce le condizioni affinché quel prodotto possa funzionare correttamente nel contesto reale;
  • il manuale del fabbricante resta vincolante per le modalità specifiche di posa, collegamento, ispezione e manutenzione;
  • la valutazione del rischio di cantiere stabilisce se la rete sia il sistema più idoneo, se debba essere integrata con altri dispositivi e quali siano le interferenze operative.

Campo di applicazione ed esclusioni

La UNI EN 1263-2:2015 copre le reti di sicurezza dei sistemi S, T, U e V conformi alla UNI EN 1263-1. L’esclusione più importante riguarda le reti di sistema S di piccole dimensioni, cioè quelle inferiori a 35 m² e con lato più corto inferiore a 5,0 m. Queste configurazioni non possono essere trattate come reti ordinarie di sistema S secondo la UNI EN 1263-2.

Per le reti di piccole dimensioni, il quadro tecnico italiano è stato successivamente integrato dalla serie UNI 11808. In particolare, la UNI 11808-1:2021 riguarda reti con lato corto da 3 m a 5 m progettate per essere posizionate a distanza verticale dal livello di lavoro non maggiore di 2 m, mentre la UNI 11808-2:2021 riguarda reti rettangolari con lato corto da 2 m a 3 m e lato lungo non minore di 4 m, progettate per distanze verticali non maggiori di 0,5 m.

I quattro sistemi di rete: S, T, U e V

La classificazione per “sistema” individua il modo in cui la rete lavora, il tipo di supporto e la configurazione di impiego. La scelta del sistema non è intercambiabile: dipende dalla geometria dell’opera, dal tipo di caduta da prevenire, dalla presenza di bordi, dall’inclinazione della superficie, dalle possibilità di ancoraggio e dallo spazio disponibile.

Sistema S

Il sistema S è una rete di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza il perimetro della rete. È normalmente impiegata in posizione orizzontale o sub-orizzontale per proteggere ampie aree interne alla struttura, per esempio coperture, solai, campate, ponti, viadotti o strutture prefabbricate. Secondo la guida INAIL sulle reti di sicurezza, le reti S devono avere superficie minima di 35 m² e lato corto non inferiore a 5 m; la fune sul bordo è un elemento essenziale perché consente sollevamento, ancoraggio e trasferimento dei carichi alla struttura.

Il sistema S è particolarmente efficace quando è possibile coprire una zona ampia e continua sotto il piano di lavoro. La sua efficacia dipende dalla continuità della protezione, dalla corretta distanza dal piano di lavoro, dalla deformazione ammessa e dalla corretta verifica degli ancoraggi. Nelle zone vicine al bordo o agli ancoraggi, dove il comportamento deformativo della rete è meno favorevole, devono essere rispettati limiti più restrittivi dell’altezza di caduta.

Sistema T

Il sistema T è una rete fissata su staffe o mensole per impiego orizzontale o leggermente inclinato. È spesso utilizzato come protezione a sbalzo lungo il perimetro di un edificio o di una struttura, in particolare quando la rete deve intercettare il lavoratore che può essere proiettato oltre il bordo. La guida INAIL descrive il sistema T come una protezione orizzontale o lievemente inclinata verso la zona di lavoro, costituita da moduli affiancati; la sovrapposizione tra moduli deve evitare discontinuità pericolose.

Il sistema T è sensibile al tema della larghezza di raccolta, perché il lavoratore può cadere con una componente orizzontale della velocità. Per questo motivo la rete non deve essere dimensionata solo sulla verticale del bordo, ma anche sulla traiettoria prevedibile del corpo durante la caduta. La UNI EN 1263-2, nelle letture applicative riportate nella guida INAIL, collega la larghezza di raccolta all’altezza di caduta e alla possibile velocità orizzontale del lavoratore.

Sistema U

Il sistema U è una rete fissata a un’intelaiatura di sostegno per impiego verticale. A differenza dei sistemi S e T, la sua funzione principale non è “raccogliere” il lavoratore dopo una caduta libera, ma impedire la caduta oltre il bordo, funzionando come protezione verticale. La guida INAIL richiama il collegamento tecnico tra sistema U e sistemi temporanei di protezione dei bordi, con particolare riferimento alla UNI EN 13374.

Il sistema U è quindi appropriato quando si deve realizzare una barriera temporanea in prossimità di bordi, coperture, superfici inclinate o aree dove lo scivolamento e il rotolamento del lavoratore rappresentano un rischio. La verifica non può limitarsi alla rete: occorre considerare anche montanti, correnti, telaio, fissaggi, resistenza dell’insieme e comportamento rispetto alla direzione prevedibile dell’urto.

Sistema V

Il sistema V è una rete con fune sul bordo fissata a un sostegno di tipo “a forca”. È installata verticalmente ed è utilizzata soprattutto lungo il perimetro di strutture in calcestruzzo armato o acciaio, per proteggere da cadute laterali o verticali da bordi di lavoro. La guida INAIL indica che il sistema V protegge da cadute fino a un’altezza massima di 6 m e che i suoi componenti principali sono rete, forche, funi tiranti, funi di accoppiamento e ancoraggi.

Nel sistema V, il corretto posizionamento della parte superiore della rete rispetto al piano di lavoro è decisivo: la rete deve estendersi oltre il livello da proteggere e deve essere collocata in modo che il lavoratore non possa superarla o impattare parti rigide durante la caduta. La schematizzazione tecnica riportata nella guida INAIL evidenzia parametri come altezza massima di caduta, altezza raccomandata, altezza del bordo superiore e distanza libera minima sotto la rete.

Parametri geometrici fondamentali

La sicurezza di una rete dipende da parametri geometrici che devono essere determinati prima dell’installazione. La guida INAIL, richiamando il quadro delle UNI EN 1263, individua tra i parametri necessari: altezza di caduta, inclinazione della superficie di lavoro, larghezza di raccolta e spazio libero disponibile sotto la rete.

I parametri principali sono:

  • altezza di caduta interna, cioè la distanza verticale tra il piano di lavoro e la rete quando il lavoratore si trova all’interno della struttura;
  • altezza di caduta al bordo, cioè la distanza verticale tra il piano di lavoro e la rete quando il lavoratore si trova sul perimetro;
  • altezza ridotta, rilevante soprattutto per il sistema S in prossimità degli ancoraggi;
  • inclinazione della superficie di lavoro, espressa dall’angolo rispetto all’orizzontale;
  • larghezza di raccolta, cioè la distanza orizzontale tra il bordo del piano di lavoro e il bordo esterno della rete;
  • spazio libero disponibile sotto la rete, necessario per evitare l’urto del lavoratore contro ostacoli durante la deformazione dinamica della rete.

Altezza di caduta e larghezza di raccolta per sistemi S e T

Per i sistemi S e T, la rete deve poter intercettare cadute con traiettoria verticale o parabolica. Non è sufficiente considerare la sola altezza di caduta: occorre valutare anche la componente orizzontale del movimento, soprattutto quando il lavoratore può arrivare al bordo camminando, inciampando, scivolando o rotolando.

I criteri applicativi riportati dalla guida INAIL indicano che:

  • le altezze di caduta interne e al bordo non devono superare 6 m;
  • l’altezza ridotta, per le reti di tipo S in zona prossima agli ancoraggi, non deve superare 3 m;
  • la distanza orizzontale tra rete e spigolo di caduta deve essere la più piccola possibile;
  • quando l’area di lavoro è inclinata fino a 20°, la larghezza di raccolta deve crescere con l’altezza di caduta:
    • almeno 2,0 m se l’altezza di caduta al bordo è fino a 1,0 m;
    • almeno 2,5 m se l’altezza di caduta al bordo è fino a 3,0 m;
    • almeno 3,0 m se l’altezza di caduta al bordo è fino a 6,0 m;
  • per superfici inclinate oltre 20°, la larghezza di raccolta deve essere almeno 3,0 m e la distanza tra rete e punto più basso della superficie inclinata non deve superare 3,0 m;
  • quando possibile, l’altezza di caduta dovrebbe essere limitata a 2 m, soprattutto se la rete è l’unico dispositivo di protezione contro la caduta.

Deformazione della rete e spazio libero sottostante

La rete di sicurezza non arresta la caduta come un elemento rigido: funziona perché si deforma e assorbe energia. Questa deformazione è un requisito prestazionale positivo, ma impone una verifica rigorosa dello spazio libero sotto la rete. Se sotto la rete sono presenti impalcati, macchinari, ferri di armatura, materiali, transiti o parti strutturali, la deformazione può portare il lavoratore a urtare un ostacolo durante la fase di arresto.

La deformazione dipende dalla dimensione della rete, dall’altezza di caduta, dal peso proprio, dalla configurazione della maglia e dal modo in cui la rete è vincolata. La guida INAIL evidenzia che la freccia massima può essere ricavata da grafici in funzione della larghezza della rete e dell’altezza di caduta, e che la valutazione dello spazio libero deve considerare sia la caduta libera sia la caduta frenata.

La regola operativa è chiara: la rete deve essere installata il più vicino possibile al piano di lavoro, compatibilmente con la lavorazione, perché ridurre l’altezza di caduta significa ridurre energia d’impatto, deformazione, sollecitazioni sugli ancoraggi e rischio di urto contro ostacoli.

Inclinazione della superficie di lavoro

L’inclinazione modifica radicalmente la dinamica dell’evento di caduta. Su una superficie piana, il rischio principale è la caduta nel vuoto; su una superficie inclinata, il lavoratore può invece scivolare, rotolare, acquisire velocità orizzontale e raggiungere la rete con una traiettoria più complessa. La guida INAIL distingue situazioni orizzontali, a bassa, media ed elevata inclinazione, evidenziando l’aumento progressivo del rischio di scivolamento, rotolamento e urto contro ostacoli.

Per questo motivo la scelta tra sistema S, T, U o V non deve essere fatta solo in base alla disponibilità della rete, ma in base al tipo di caduta prevedibile. Dove prevale il rischio di scivolamento su superfici inclinate, può essere necessario impedire la caduta prima che si sviluppi, ricorrendo a sistemi di bordo o a protezioni verticali idonee, piuttosto che affidarsi esclusivamente a una rete orizzontale posta a distanza.

Ancoraggi, struttura di supporto e fissaggi

La rete trasferisce alla struttura di supporto forze statiche e dinamiche. Di conseguenza, il progetto di posa deve verificare che gli ancoraggi siano idonei, che la struttura possa assorbire i carichi e che i punti di fissaggio non consentano scorrimenti, spostamenti o distacchi sotto carico. La guida INAIL sottolinea che le reti devono essere ancorate in modo che le forze generate dalla trattenuta del lavoratore siano assorbite e trasmesse in sicurezza ai punti di sospensione, senza spostamenti della rete sotto carico.

Questa verifica riguarda:

  • struttura di supporto, come calcestruzzo, acciaio, legno o muratura;
  • ancoranti meccanici o chimici;
  • funi di bordo, funi tiranti e funi di accoppiamento;
  • connettori e accessori;
  • telai, mensole, forche o staffe;
  • interferenze con spigoli vivi, superfici abrasive, armature, carpenterie o elementi caldi;
  • carichi dinamici da caduta e, per reti verticali o esposte, azioni del vento.

Il manuale del fabbricante deve essere sempre considerato parte integrante del sistema: la UNI EN 1263-2 richiede il posizionamento in conformità alle istruzioni del fabbricante e alle specifiche del prodotto.

Scelta della rete in fase progettuale

La scelta della tipologia di rete deve derivare da una valutazione tecnica del rischio. La guida INAIL indica che la scelta dipende dalla combinazione tra rischio di caduta dall’alto e rischio di urto contro il sistema di protezione, oltre che dalle modalità realizzative, dalla tipologia dell’opera e dalle caratteristiche del sito.

Una procedura professionale di scelta dovrebbe considerare almeno:

  • tipo di attività: costruzione, demolizione, manutenzione, montaggio, posa di copertura, carpenteria, prefabbricazione;
  • tipo di caduta da prevenire: verticale, laterale, da bordo, da superficie inclinata, per scivolamento o rotolamento;
  • geometria dell’opera: luci, campate, bordi liberi, sporgenze, pilastri, interferenze;
  • quota del piano di lavoro e altezza di caduta prevedibile;
  • possibilità di installare la rete vicino al piano di lavoro;
  • larghezza di raccolta disponibile;
  • spazio libero sotto la rete;
  • idoneità della struttura di supporto;
  • sequenza di montaggio e smontaggio;
  • accesso in sicurezza per gli installatori;
  • piano di emergenza e recupero di un lavoratore caduto nella rete.

Montaggio e metodi di accesso

Il montaggio è una fase ad alto rischio, perché gli operatori installano un dispositivo anticaduta prima che la protezione sia pienamente operativa. La guida INAIL considera diversi metodi di accesso, tra cui dispositivi di aggancio remoto, piattaforme di lavoro mobili elevabili, ponteggi, trabattelli e scale portatili.

In una gestione corretta, il montaggio deve:

  • seguire il manuale del fabbricante;
  • essere eseguito da personale competente;
  • evitare esposizioni non protette durante le fasi preliminari;
  • assicurare continuità della rete e assenza di varchi;
  • rispettare le distanze tra punti di ancoraggio;
  • impedire contatti con spigoli taglienti o superfici abrasive;
  • garantire corretta unione tra reti contigue;
  • verificare tensionamento, freccia iniziale e posizione rispetto al piano di lavoro;
  • mantenere sgombra la zona sottostante;
  • prevedere una procedura di recupero in caso di caduta.

Nel quadro aggiornato delle competenze professionali, la UNI 11939:2024 definisce i requisiti dell’installatore di reti di sicurezza, cioè della figura che effettua montaggio, smontaggio e ispezioni delle reti previste, tra le altre, dalle UNI EN 1263-1, UNI EN 1263-2, UNI 11808-1 e UNI 11808-2.

Uso corretto della rete in cantiere

Una rete di sicurezza non deve essere trattata come piano di lavoro, deposito o contenitore generico. Il suo scopo è arrestare o impedire una caduta, non sostenere materiali in modo continuativo. La guida INAIL segnala, ad esempio, che il sistema T non deve essere utilizzato come luogo di deposito di oggetti o detriti; la caduta di materiali può produrre sollecitazioni eccessive su rete, funi, mensole e ancoraggi.

Durante l’uso occorre evitare:

  • accumulo di detriti;
  • tagli, abrasioni o contatti con ferri sporgenti;
  • esposizione a fonti di calore, fiamme libere o lavorazioni che producano scintille;
  • contatto con sostanze chimiche aggressive;
  • modifiche non autorizzate ai fissaggi;
  • rimozione temporanea di ancoraggi o funi;
  • transito sotto la rete quando lo spazio libero non è garantito;
  • permanenza in servizio oltre i limiti stabiliti dal fabbricante o senza ispezioni.

Ispezione, manutenzione e ritiro dal servizio

La sicurezza della rete non si esaurisce al momento dell’installazione. La guida INAIL afferma che la rete deve essere regolarmente ispezionata e mantenuta, e che una rete non ispezionata o non mantenuta secondo le indicazioni del fabbricante deve essere posta fuori servizio.

Le ispezioni comprendono:

  • ispezione prima del montaggio o dopo lo smontaggio;
  • ispezione d’uso;
  • ispezione periodica;
  • ispezione di entrata o rimessa in servizio;
  • ispezione straordinaria.

Prima di ogni attività, il lavoratore deve effettuare un controllo visivo della rete e dei componenti secondo le istruzioni del fabbricante; l’ispezione periodica deve essere eseguita agli intervalli raccomandati dal fabbricante e comunque al massimo ogni anno. In caso di difetti o inconvenienti, deve essere eseguita un’ispezione straordinaria.

Una rete che abbia subito un arresto caduta o presenti un difetto deve essere immediatamente ritirata dal servizio, collocata in luogo non accessibile o segnalata come fuori servizio; la decisione su rimessa in servizio, distruzione o riparazione compete a soggetto autorizzato dal fabbricante.

Le verifiche devono riguardare maglie, funi di bordo, funi tiranti, cuciture, intelaiature, ancoraggi, struttura di supporto, connettori, corrosione, serraggi, abrasioni, tagli, deterioramento UV, danni da calore, presenza di detriti e deformazioni.

Documentazione tecnica da conservare

Una gestione professionale della UNI EN 1263-2 richiede documentazione coerente e rintracciabile. La guida INAIL indica che ispezioni periodiche, ispezioni straordinarie e manutenzioni devono essere registrate in un registro di controllo, con informazioni su identificazione del sistema, fabbricante o fornitore, luogo e data delle verifiche, manutentore, controlli effettuati, metodi utilizzati e risultati.

In cantiere dovrebbero essere disponibili almeno:

  • manuale di istruzioni del fabbricante;
  • identificazione della rete, sistema, classe, dimensioni e anno di fabbricazione;
  • documentazione di conformità alla UNI EN 1263-1;
  • progetto o schema di posizionamento;
  • verifica della struttura di supporto e degli ancoraggi;
  • procedure di montaggio, uso, smontaggio ed emergenza;
  • verbali di controllo;
  • registro delle ispezioni e manutenzioni;
  • eventuali rapporti di prova sulle maglie campione;
  • indicazione delle reti fuori servizio o riparate.

Errori applicativi ricorrenti

Gli errori più critici nell’applicazione della UNI EN 1263-2 non riguardano solo la scelta del prodotto, ma soprattutto l’interfaccia tra rete e cantiere. I più frequenti sono:

  • utilizzare reti piccole di sistema S come se fossero coperte dalla UNI EN 1263-2 ordinaria;
  • installare la rete troppo lontano dal piano di lavoro;
  • non verificare la larghezza di raccolta nei sistemi S e T;
  • sottovalutare la traiettoria parabolica del lavoratore;
  • non garantire spazio libero sufficiente sotto la rete;
  • posizionare la rete sopra materiali, macchinari o ferri sporgenti;
  • fissare la rete a strutture non verificate;
  • non considerare deformazione e freccia iniziale;
  • trascurare le azioni del vento nei sistemi verticali;
  • usare la rete come deposito di materiali;
  • mantenere in servizio reti degradate da raggi UV, abrasione o agenti chimici;
  • non eseguire ispezioni periodiche;
  • omettere il piano di recupero dopo caduta.

NEWSLETTER PROFESSIONAL


tutte le risorse gratuite presenti sono scaricabili per gli iscritti alla nostra Newsletter Professional
Sei gia' iscritto alla nostra Newsletter Professional?
Inserisci l'email con cui ricevi le news Periodiche per procedere con il download.Se non sei ancora iscritto scopri come farlo cliccando sul pulsante Maggiori Info..
Maggiori Info sulla Newsletter Professional