occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto
Prevenzione E Valutazione Del Rischio Amianto, Documento Inail 2026

L'INAIL ha pubblicato, nell'ottobre 2026, il volume «Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto», un approfondito documento tecnico-scientifico dedicato all'identificazione e alla ricostruzione delle circostanze nelle quali lavoratori e cittadini possono essere stati esposti alle fibre di amianto.
La pubblicazione, realizzata dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA), costituisce una revisione estesa e aggiornata dei contenuti precedentemente presentati nell'VIII Rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM).
Il documento affronta sistematicamente le diverse modalità di esposizione all'amianto nei settori industriali, artigianali, commerciali, agricoli e dei servizi, dedicando particolare attenzione anche alle esposizioni familiari, domestiche e ambientali.
L'importanza della pubblicazione risiede soprattutto nell'ampliamento delle conoscenze sulle esposizioni meno conosciute, indirette oppure verificatesi in attività lavorative tradizionalmente non considerate a rischio amianto.
Non si tratta, pertanto, soltanto di una ricostruzione storica dell'utilizzo dell'amianto in Italia, ma di uno strumento di approfondimento scientifico utilizzabile anche per orientare le attività di prevenzione e le indagini sulle esposizioni pregresse.
Il volume comprende inoltre una nuova versione del questionario anamnestico utilizzato dai Centri Operativi Regionali (COR) del ReNaM, accompagnata da specifiche schede di approfondimento per diversi settori lavorativi.
🔴 1. Perché l'amianto rappresenta ancora un problema di salute pubblica
Nonostante il divieto introdotto in Italia dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, l'amianto continua a costituire un problema significativo per la salute pubblica e per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il materiale è stato utilizzato per decenni grazie alle sue caratteristiche di:
- Elevata resistenza alle temperature.
- Resistenza al fuoco.
- Capacità di isolamento termico.
- Proprietà fonoassorbenti.
- Resistenza meccanica.
- Compatibilità con numerosi materiali da costruzione.
- Costo relativamente contenuto.
Queste proprietà hanno favorito la diffusione dell'amianto in un numero estremamente elevato di prodotti, impianti e processi produttivi.
Il suo utilizzo ha interessato non soltanto i settori tradizionalmente associati al rischio, come la produzione di cemento-amianto, la cantieristica navale e l'industria ferroviaria, ma anche ambienti lavorativi molto diversi.
Tra questi figurano scuole, ospedali, uffici, aziende agricole, industrie alimentari, laboratori artigianali, attività commerciali e strutture ricettive.
Il problema della lunga latenza delle malattie
Uno degli aspetti epidemiologici maggiormente evidenziati dall'INAIL riguarda il lungo intervallo temporale che può intercorrere tra l'inizio dell'esposizione e la comparsa della malattia.
Per il mesotelioma, il documento indica una latenza media di circa 40 anni, caratterizzata da una rilevante variabilità individuale.
Questo significa che esposizioni avvenute negli anni Settanta, Ottanta e Novanta possono continuare a manifestare conseguenze sanitarie anche molti decenni dopo.
Il catalogo richiama inoltre un aspetto scientificamente fondamentale: per il mesotelioma non è identificata una soglia di esposizione al di sotto della quale il rischio possa essere considerato nullo.
Il rischio è associato anche all'esposizione cumulativa, ossia alla quantità complessiva di fibre inalate nel tempo.
L'assenza di una soglia priva di rischio non significa che tutte le esposizioni abbiano la stessa probabilità di provocare una malattia: intensità, durata e caratteristiche dell'esposizione rimangono elementi fondamentali nella valutazione epidemiologica.
L'evoluzione dei casi di mesotelioma
Secondo quanto riportato nella pubblicazione, l'andamento dell'incidenza e della mortalità per mesotelioma mostra segnali di appiattimento della curva epidemiologica.
Per le generazioni più giovani sono già osservabili riduzioni dei tassi specifici, coerenti con gli effetti del progressivo abbandono dell'amianto e del suo divieto.
Tuttavia, la pubblicazione evidenzia una trasformazione particolarmente importante.
Sta diminuendo la quota di casi riconducibili ai settori industriali storicamente più studiati, mentre assumono maggiore rilevanza relativa le esposizioni verificatesi in contesti meno conosciuti.
Ne consegue la necessità di ricostruire con crescente precisione non soltanto le mansioni svolte dal lavoratore, ma anche gli ambienti frequentati, i materiali manipolati, le attività occasionali e le possibili esposizioni indirette.
🔬 2. Il ruolo del Registro Nazionale dei Mesoteliomi
Il Registro Nazionale dei Mesoteliomi rappresenta uno degli strumenti fondamentali del sistema italiano di sorveglianza epidemiologica delle patologie correlate all'amianto.
Istituito presso l'INAIL, il ReNaM opera attraverso una rete di Centri Operativi Regionali presenti nelle Regioni e nelle Province autonome.
Le attività comprendono:
- Ricerca attiva dei casi di mesotelioma diagnosticati.
- Raccolta delle informazioni cliniche ed epidemiologiche.
- Ricostruzione delle storie lavorative.
- Analisi delle possibili esposizioni familiari.
- Indagine delle esposizioni ambientali e residenziali.
- Approfondimento delle attività ricreative e hobbistiche.
- Identificazione delle circostanze di esposizione meno evidenti.
La ricostruzione viene effettuata attraverso questionari anamnestici somministrati ai soggetti interessati o, quando necessario, ai loro familiari.
La pubblicazione sottolinea che l'aggiornamento degli strumenti di indagine risponde anche alle difficoltà incontrate nell'identificazione delle esposizioni nelle donne.
In particolare, tra i casi femminili di mesotelioma risulta più frequente l'impossibilità di individuare immediatamente una circostanza espositiva attraverso la sola storia professionale.
L'approfondimento delle attività domestiche, della convivenza con lavoratori esposti e delle occupazioni meno conosciute assume quindi un'importanza determinante.
Un cambiamento nell'approccio alla ricostruzione dell'esposizione
Il messaggio scientifico che emerge dal documento è particolarmente significativo.
Non è sufficiente conoscere la professione esercitata: occorre comprendere concretamente quali attività siano state svolte, con quali materiali, in quali ambienti e durante quali periodi.
Due lavoratori con la stessa qualifica professionale potrebbero infatti aver sperimentato condizioni di esposizione molto differenti.
Analogamente, soggetti appartenenti a categorie professionali apparentemente estranee all'utilizzo dell'amianto potrebbero essere stati esposti attraverso materiali, attrezzature o ambienti contaminati.
🏭 3. I principali settori lavorativi analizzati dall'INAIL
Una delle caratteristiche più rilevanti del catalogo è l'ampiezza dei comparti produttivi considerati.
Il documento dedica specifici capitoli alle principali attività in cui sono state individuate occasioni di esposizione.
🏗️ Edilizia, costruzioni e manutenzioni
L'edilizia rappresenta uno dei settori maggiormente interessati dall'utilizzo storico di materiali contenenti amianto.
Il documento ricorda che oltre il 90% dell'amianto in fibra prodotto o importato in Italia è stato destinato alla produzione di cemento-amianto, di cui l'industria delle costruzioni è stata il principale utilizzatore.
Tra i materiali maggiormente diffusi vengono individuati:
- Lastre ondulate e piane per coperture.
- Pannelli e tamponamenti.
- Tubazioni e condotte.
- Canne fumarie e comignoli.
- Serbatoi e cassoni.
- Pavimentazioni in vinil-amianto.
- Rivestimenti isolanti.
- Coibentazioni di impianti termici.
- Guarnizioni e materiali termoresistenti.
- Intonaci, stucchi e alcuni materiali impermeabilizzanti.
Le esposizioni più significative si sono verificate durante operazioni di taglio, foratura, sagomatura, demolizione e rimozione.
Particolarmente rilevante è la distinzione tra attività storiche e rischi tuttora presenti.
Oggi la principale criticità deriva dalla possibile interferenza con materiali contenenti amianto ancora installati negli edifici.
Demolizioni e ristrutturazioni: il rischio dei materiali non individuati
L'INAIL richiama espressamente il problema degli interventi su edifici nei quali la presenza di amianto non sia stata preventivamente identificata.
Materiali nascosti all'interno di strutture, impianti e rivestimenti possono essere accidentalmente danneggiati.
Le operazioni più critiche possono comprendere:
- Demolizione di pareti e controsoffitti.
- Rimozione di pavimentazioni.
- Interventi sulle centrali termiche.
- Sostituzione di tubazioni.
- Lavori sulle coperture.
- Modifiche agli impianti elettrici.
- Manutenzione di canne fumarie.
- Ristrutturazione di edifici industriali.
Per i professionisti tecnici, questa parte del catalogo assume particolare rilevanza nella programmazione degli interventi, nella ricognizione preliminare dei materiali e nella gestione delle interferenze.
La verifica preventiva della possibile presenza di materiali contenenti amianto deve precedere le attività che potrebbero comportarne il danneggiamento.
La semplice assenza di indicazioni documentali non equivale alla dimostrazione dell'assenza di amianto.
⚡ 4. Impianti elettrici, quadri e apparecchiature elettromeccaniche
Tra i comparti analizzati compare quello della costruzione e manutenzione degli impianti elettrici.
Il documento evidenzia che l'amianto è stato utilizzato anche per le sue proprietà di isolamento termico ed elettrico.
Sono riportate diverse applicazioni storiche:
- Pannelli isolanti nei quadri elettrici.
- Cartoni di amianto impiegati come isolanti.
- Rivestimenti termici dei cavi.
- Materiali utilizzati nei dispositivi di interruzione.
- Componenti dei sistemi spegniarco.
- Supporti di apparecchiature elettriche.
- Materiali isolanti di motori e trasformatori.
- Componenti in resine termoindurenti contenenti amianto.
Un riferimento significativo riguarda gli interruttori di potenza, nei quali potevano essere presenti componenti contenenti amianto nei sistemi di estinzione dell'arco elettrico.
I possibili scenari di esposizione
Le occasioni di esposizione erano associate soprattutto a operazioni di:
- Smontaggio e manutenzione.
- Sostituzione di componenti.
- Pulizia delle apparecchiature.
- Lavorazione meccanica di materiali isolanti.
- Interventi su impianti industriali con coibentazioni deteriorate.
Il catalogo distingue inoltre la probabilità di esposizione degli elettricisti operanti in edifici civili da quella degli operatori impegnati in grandi strutture industriali.
In queste ultime potevano essere presenti coibentazioni friabili e rivestimenti contenenti amianto in prossimità dei componenti dell'impianto elettrico.
Questa ricostruzione conferma l'importanza di considerare il possibile rischio amianto anche nelle attività di manutenzione e riqualificazione di vecchie apparecchiature elettromeccaniche.
🚜 5. Agricoltura e zootecnia: esposizioni storiche spesso sottovalutate
Un capitolo di particolare interesse riguarda l'agricoltura.
La pubblicazione documenta diverse circostanze che possono aver determinato esposizioni professionali.
Filtrazione del vino
È riportato l'utilizzo storico di amianto crisotilo nella preparazione dei filtri per il vino.
In alcune cantine, il materiale veniva miscelato con farina fossile per realizzare sistemi filtranti.
La pratica sarebbe proseguita, secondo la ricostruzione dell'INAIL, presumibilmente fino alla fine degli anni Ottanta.
Gli addetti potevano essere esposti durante la preparazione delle miscele e la manipolazione dei materiali filtranti.
Sacchi di juta contaminati
Un'ulteriore circostanza riguarda il riutilizzo di sacchi di juta precedentemente impiegati per il trasporto di amianto.
Le fibre potevano rimanere intrappolate nella trama dei sacchi, determinando occasioni di esposizione durante il successivo utilizzo per prodotti agricoli.
Il fenomeno ha interessato anche attività di commercio, trasporto e trasformazione dei prodotti.
Fabbricati rurali
L'amianto è stato ampiamente utilizzato nelle coperture di:
- Stalle.
- Fienili.
- Ricoveri per macchine agricole.
- Depositi.
- Strutture per l'allevamento.
Il documento evidenzia che gli stessi lavoratori agricoli potevano effettuare interventi di manutenzione, sostituzione o demolizione delle coperture.
Altre occasioni di esposizione sono associate alla manutenzione dei mezzi agricoli, in particolare dei sistemi frenanti e delle frizioni.
Una precisazione sulle evidenze
La pubblicazione menziona anche segnalazioni relative all'impiego di polveri provenienti da Balangero in mangimi e lettiere per animali, precisando però che non è stata riscontrata documentazione a supporto.
Pertanto, tali circostanze non devono essere presentate come impieghi storici definitivamente accertati.
🏫 6. Scuole e istruzione: dai materiali edilizi ai prodotti utilizzati nei laboratori
Il settore dell'istruzione costituisce uno degli ambiti più significativi per comprendere la varietà delle possibili esposizioni.
Nelle scuole l'amianto è stato utilizzato principalmente:
- Nei rivestimenti di pareti e soffitti.
- Nelle coibentazioni.
- Negli impianti di riscaldamento.
- Nelle pavimentazioni.
- In alcune porte tagliafuoco.
- Nelle attrezzature dei laboratori.
Il documento ricorda che la presenza di materiali contenenti amianto non determina automaticamente una condizione di esposizione.
Assumono particolare importanza lo stato di conservazione, la friabilità e la possibilità che il materiale venga disturbato.
Il caso della pasta per modellare DAS
Tra gli aspetti più interessanti della pubblicazione compare la ricostruzione dell'utilizzo storico di amianto nella pasta per modellare commercializzata con il nome DAS.
Secondo quanto documentato dall'INAIL:
- Dal 1962 al 1965 il prodotto veniva commercializzato in polvere e conteneva una percentuale di amianto compresa tra il 25% e il 30%.
- Dalla metà degli anni Sessanta venne introdotta la formulazione in pasta pronta all'uso.
- L'utilizzo di amianto come componente di rinforzo proseguì fino al 1975.
- Dal 1976 l'amianto venne sostituito con fibre di cellulosa.
Le occasioni di esposizione erano principalmente riconducibili alla preparazione dell'impasto e alla rifinitura degli oggetti.
Questa ricostruzione assume particolare interesse per le indagini anamnestiche di insegnanti e altre persone che abbiano utilizzato il prodotto nei periodi indicati.
Il riferimento riguarda esclusivamente le formulazioni storiche descritte e non deve essere esteso ai prodotti attualmente commercializzati.
🏥 7. Sanità: esposizioni nelle strutture ospedaliere e nelle attrezzature
Il catalogo dedica un capitolo anche al settore sanitario.
Le occasioni di esposizione documentate o segnalate comprendono la presenza di materiali contenenti amianto:
- Negli apparecchi per la distillazione dell'acqua.
- Nei carrelli scaldavivande.
- Nelle incubatrici di vecchia generazione.
- Nei dispositivi di sterilizzazione.
- Nei forni utilizzati nei laboratori.
- In alcune attrezzature odontotecniche.
- Nelle lavanderie e stirerie.
- Nei rivestimenti e negli impianti degli edifici ospedalieri.
Una particolare attenzione viene riservata alle grandi centrali termiche ospedaliere e alle tubazioni per il trasporto del vapore.
In alcune strutture queste condotte attraversavano corridoi, uffici, laboratori e reparti.
Le principali occasioni di esposizione erano associate agli interventi di manutenzione e alle condizioni di deterioramento dei materiali.
La ricostruzione evidenzia inoltre che l'esposizione poteva riguardare personale non direttamente coinvolto nella manipolazione di amianto.
☕ 8. Alberghi, ristoranti e attività commerciali
Tra i comparti meno immediatamente associati al rischio amianto figurano alberghi, bar, ristoranti e attività commerciali.
La pubblicazione segnala utilizzi storici di materiali contenenti amianto in:
- Forni professionali.
- Macchine per il caffè.
- Celle frigorifere.
- Tostapane professionali.
- Guarnizioni termoresistenti.
- Sistemi di isolamento di ambienti e impianti.
Un esempio riguarda alcune macchine professionali per il caffè nelle quali erano presenti componenti isolanti contenenti amianto.
I lavoratori maggiormente esposti potevano essere quelli incaricati della manutenzione e della riparazione delle apparecchiature.
È inoltre documentato l'utilizzo di guanti e pezze in tessuto di amianto per la protezione dal calore.
Il catalogo richiama anche la possibile presenza di materiali isolanti contenenti amianto negli edifici commerciali, specialmente dove erano richieste prestazioni antincendio.
🏭 9. Industria chimica, petrolchimica e produzione di energia
I grandi impianti chimici e petrolchimici costituiscono uno dei settori storicamente più importanti per l'utilizzo di amianto.
Le applicazioni riguardavano soprattutto l'isolamento termico e la protezione antincendio.
Tra i materiali utilizzati figuravano:
- Coppelle isolanti.
- Materassini.
- Cuscini termoisolanti.
- Guarnizioni.
- Baderne.
- Cartoni.
- Tessuti e corde.
- Rivestimenti applicati a spruzzo.
- Malte e intonaci contenenti amianto.
Le principali installazioni interessavano tubazioni, caldaie, reattori, serbatoi, turbine e altri impianti di processo.
Il ruolo delle attività manutentive
La pubblicazione sottolinea che le esposizioni più significative si verificavano frequentemente durante la rimozione e il ripristino delle coibentazioni.
In passato queste operazioni potevano essere eseguite mentre altre attività produttive proseguivano negli stessi ambienti.
Di conseguenza, il rischio non interessava soltanto gli addetti alla scoibentazione, ma anche manutentori, operatori di impianto e personale presente nelle vicinanze.
Un aspetto particolarmente importante riguarda le imprese appaltatrici, spesso incaricate delle attività di coibentazione.
La storia espositiva di questi lavoratori può quindi comprendere numerosi stabilimenti e diversi committenti.
🚢 10. Cantieristica navale, trasporti marittimi e Marina Militare
La cantieristica navale rappresenta uno dei comparti nei quali l'utilizzo di amianto è maggiormente documentato.
Il materiale veniva utilizzato per:
- Isolamento delle tubazioni.
- Coibentazione di motori e caldaie.
- Rivestimento delle strutture.
- Protezione antincendio.
- Isolamento termoacustico.
- Guarnizioni.
- Pannelli divisori.
- Equipaggiamenti e dispositivi di protezione dal calore.
Una delle caratteristiche più significative riguarda la contemporanea presenza di lavoratori appartenenti a diverse categorie professionali negli stessi ambienti.
Oltre ai coibentatori, potevano essere esposti:
- Saldatori.
- Carpentieri.
- Tubisti.
- Elettricisti.
- Falegnami.
- Meccanici.
- Personale addetto all'allestimento.
- Tecnici e altri operatori presenti a bordo.
La pubblicazione evidenzia anche le possibili esposizioni del personale navigante e dei lavoratori portuali.
Questi ultimi potevano essere esposti durante la movimentazione dei carichi di amianto importato e durante le operazioni di stoccaggio.
Le esposizioni nei mezzi militari
Un approfondimento specifico è dedicato alla Marina Militare, all'Esercito, all'Aeronautica e ai Vigili del Fuoco.
Vengono descritte le applicazioni nei mezzi militari e negli equipaggiamenti di protezione.
Particolare interesse riveste l'utilizzo storico di tute, guanti e coperte antincendio realizzati con tessuti contenenti amianto.
🚆 11. Industria ferroviaria e manutenzione dei rotabili
L'utilizzo dell'amianto nel settore ferroviario ha interessato locomotive, carrozze passeggeri, elettromotrici e numerose apparecchiature.
Il catalogo descrive gli impieghi nelle coibentazioni, negli apparati elettrici, nei rivestimenti e nei componenti termoresistenti.
Particolarmente rilevante è l'impiego storico di amianto spruzzato all'interno di diverse tipologie di rotabili.
Le possibili esposizioni riguardavano sia il personale impegnato nella costruzione e nella manutenzione, sia i lavoratori che operavano abitualmente a bordo dei mezzi.
Le vibrazioni e il deterioramento dei rivestimenti potevano contribuire alla dispersione delle fibre.
Il documento dedica specifica attenzione alle Officine Grandi Riparazioni e alle attività di rimozione delle coibentazioni.
Viene inoltre ricostruita l'evoluzione degli interventi di progressiva eliminazione dell'amianto dal materiale ferroviario.
🧵 12. Industria tessile e abbigliamento: esposizioni non sempre riconosciute
Il capitolo relativo all'industria tessile presenta elementi di particolare interesse epidemiologico.
La pubblicazione spiega che numerosi casi di mesotelioma hanno indotto ad approfondire le occasioni di esposizione in aziende che non producevano direttamente manufatti in amianto.
Le principali fonti individuate comprendono:
- Sistemi frenanti delle macchine tessili.
- Coibentazioni degli impianti.
- Materiali isolanti degli edifici.
- Contaminazioni dovute al recupero di tessuti.
- Riutilizzo di sacchi precedentemente destinati al trasporto di amianto.
Macchine tessili e materiali da attrito
Molti macchinari utilizzati storicamente nelle attività di filatura e tessitura possedevano freni e frizioni contenenti amianto.
Il funzionamento e l'usura di questi componenti potevano determinare dispersione di fibre.
Macchine da cucire industriali
Un'altra circostanza riguarda le frizioni utilizzate in alcune macchine da cucire elettriche industriali.
L'azionamento ripetuto della frizione poteva provocare la dispersione di particelle contenenti amianto.
Questa fonte di esposizione assume particolare importanza per la ricostruzione delle storie professionali di lavoratrici impiegate nelle confezioni e nell'abbigliamento.
Recupero di stracci e sacchi
La pubblicazione descrive anche le esposizioni verificatesi nelle attività di recupero e riciclaggio dei tessuti.
In alcune realtà produttive potevano essere manipolati materiali contaminati da amianto senza che i lavoratori ne conoscessero la provenienza.
💎 13. Lavorazioni orafe, vetro e ceramica
Tra le attività artigianali meno conosciute il catalogo dedica attenzione alle lavorazioni orafe.
Storicamente, alcuni operatori utilizzavano cartoni e lastre contenenti amianto come superfici resistenti al calore sui banchi di lavoro.
L'usura dei materiali, le operazioni di saldatura e la pulizia dei piani potevano determinare dispersione di fibre.
Analogamente, nelle industrie del vetro e della ceramica l'amianto veniva impiegato per proteggere gli addetti e i manufatti dalle elevate temperature.
Le applicazioni comprendevano:
- Rivestimenti dei forni.
- Guarnizioni.
- Nastri e corde.
- Piani di appoggio.
- Protezioni degli utensili.
- Materiali di isolamento termico.
- Indumenti protettivi.
Il documento richiama inoltre la possibile contaminazione naturale da amianto di alcune materie prime minerali utilizzate nell'industria ceramica.
🌍 14. Amianto naturale: cave, miniere e attività di scavo
Una sezione importante riguarda l'amianto naturalmente presente nelle formazioni geologiche.
Il documento utilizza il termine NOA – Naturally Occurring Asbestos per indicare la presenza naturale di amianto.
Questa problematica interessa principalmente determinate formazioni rocciose, tra cui le ofioliti.
Quando può verificarsi l'esposizione
Le possibili occasioni di esposizione comprendono:
- Attività estrattive.
- Frantumazione e vagliatura.
- Movimentazione di materiali.
- Scavi.
- Sbancamenti.
- Realizzazione di gallerie.
- Costruzione di strade.
- Lavorazione di pietre naturali.
Il rischio dipende dalle caratteristiche geologiche del sito e dalla possibilità che le lavorazioni determinino aerodispersione di fibre.
La pubblicazione richiama la necessità di effettuare indagini preventive nei cantieri che interessano aree geologicamente compatibili con la presenza di amianto naturale.
Talco e feldspati
Il catalogo approfondisce anche la possibile contaminazione di alcune materie prime minerali, in particolare talco e feldspati.
Il documento precisa che la presenza di talco non implica automaticamente contaminazione da amianto.
La possibilità di esposizione deve essere valutata considerando la provenienza del minerale e le caratteristiche delle specifiche lavorazioni.
Questo principio assume particolare importanza per evitare attribuzioni generalizzate di rischio non supportate da evidenze.
🏠 15. Esposizioni non professionali: ambienti domestici, familiari e residenziali
Una delle sezioni più significative del catalogo riguarda le esposizioni che si verificano al di fuori dell'ambiente lavorativo.
Il documento individua tre principali categorie.
👨👩👧 Esposizione familiare
Si verifica quando una persona entra in contatto con fibre di amianto trasportate nell'ambiente domestico da un familiare professionalmente esposto.
Le principali circostanze storiche riguardano:
- Lavaggio degli indumenti da lavoro.
- Spazzolatura delle tute.
- Manipolazione di abiti contaminati.
- Trasporto domestico di materiali contenenti amianto.
- Contaminazione di ambienti e superfici.
Il documento richiama gli studi epidemiologici effettuati sulle mogli dei lavoratori dell'industria del cemento-amianto di Casale Monferrato.
Questi studi hanno contribuito a documentare la rilevanza sanitaria delle esposizioni familiari.
🌳 Esposizione ambientale
L'esposizione ambientale può essere associata alla vicinanza a stabilimenti che hanno lavorato amianto oppure alla presenza di sorgenti naturali.
L'INAIL evidenzia che la contaminazione esterna può dipendere dalle modalità produttive, dalle quantità di amianto lavorato e dalle misure adottate per contenere le emissioni.
Il catalogo richiama le indagini epidemiologiche condotte nell'area di Casale Monferrato, dove è stata osservata un'associazione tra distanza dalla fonte industriale e rischio di mesotelioma.
Questi risultati sono riferiti alle specifiche condizioni del sito studiato e non devono essere automaticamente trasferiti ad altri contesti territoriali.
🛠️ Esposizione domestica e hobbistica
Ulteriori occasioni di esposizione possono essere associate all'utilizzo o alla manipolazione di materiali contenenti amianto nelle abitazioni oppure durante attività non professionali.
Anche in questi casi, la ricostruzione deve considerare materiali, modalità di utilizzo, frequenza delle attività e periodo storico.
Il caso della fluoroedenite
La pubblicazione dedica uno specifico approfondimento alla fluoroedenite, minerale fibroso anfibolico individuato nell'area di Biancavilla, in Sicilia.
Gli studi epidemiologici hanno documentato un eccesso di mesoteliomi nella popolazione residente, in assenza di specifiche esposizioni professionali note.
Questo caso rappresenta un esempio importante della necessità di integrare le indagini epidemiologiche con le conoscenze geologiche e ambientali.
📋 16. Il nuovo questionario anamnestico e le schede settoriali
Una delle principali novità operative del catalogo riguarda l'aggiornamento degli strumenti per la ricostruzione delle esposizioni.
Il documento contiene un questionario dedicato alla storia lavorativa e alle abitudini di vita, accompagnato da specifiche schede settoriali.
Gli allegati comprendono:
- Questionario sulla storia di lavoro e sulle abitudini di vita, da pagina 147 del volume.
- Scheda Industria/Artigianato, da pagina 162.
- Scheda Agricoltura, da pagina 167.
- Scheda Edilizia, da pagina 170.
L'obiettivo è raccogliere informazioni dettagliate sulle possibili circostanze di esposizione.
Informazioni relative alla storia professionale
Particolare attenzione viene riservata alla ricostruzione di:
- Aziende presso le quali il soggetto ha lavorato.
- Periodi di impiego.
- Mansioni effettivamente svolte.
- Tipologie di materiali utilizzati.
- Attrezzature e macchinari.
- Frequenza delle operazioni.
- Durata delle attività.
- Eventuali lavori occasionali.
- Modalità di manutenzione e pulizia.
- Possibile presenza di altri lavoratori impegnati nella manipolazione di amianto.
Questi elementi consentono di distinguere la semplice appartenenza a un settore lavorativo dall'effettiva possibilità di esposizione.
L'importanza delle attività occasionali
Il catalogo evidenzia indirettamente un aspetto rilevante per la ricostruzione delle esposizioni pregresse: anche attività svolte occasionalmente possono essere significative.
Un lavoratore assunto con mansioni generiche potrebbe, ad esempio, aver effettuato interventi di manutenzione o pulizia di materiali contenenti amianto.
Per questo motivo l'indagine non può limitarsi alla qualifica professionale riportata nei documenti lavorativi.
Occorre ricostruire le attività concretamente svolte.
Il questionario rappresenta uno strumento di indagine epidemiologica e anamnestica; non costituisce, di per sé, una metodologia di misurazione della concentrazione di fibre aerodisperse o di calcolo quantitativo dell'esposizione professionale.
⚖️ 17. Il significato della pubblicazione per la valutazione del rischio amianto
Il catalogo presenta importanti implicazioni per le attività di prevenzione e gestione del rischio nei luoghi di lavoro.
È tuttavia necessario distinguere le finalità della pubblicazione dalle prescrizioni normative applicabili.
Il volume INAIL è un documento tecnico-scientifico e non introduce autonomamente nuovi obblighi legislativi.
Le disposizioni cogenti devono essere individuate nella normativa vigente, con particolare riferimento al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.
In tale contesto, le informazioni raccolte nel catalogo possono rappresentare un supporto conoscitivo per la valutazione preliminare del rischio amianto.
Individuazione dei materiali contenenti amianto
La prima applicazione riguarda la possibilità di identificare materiali e componenti storicamente utilizzati in particolari impianti e attività.
Le informazioni del catalogo possono contribuire a orientare le verifiche preliminari su:
- Edifici e strutture.
- Impianti tecnologici.
- Macchinari.
- Attrezzature.
- Materiali isolanti.
- Componenti elettrici e meccanici.
- Manufatti e prodotti storici.
L'effettiva presenza di amianto deve comunque essere accertata attraverso documentazione attendibile e, quando necessario, specifiche indagini e analisi.
Valutazione dello stato di conservazione
La pubblicazione richiama ripetutamente l'importanza della distinzione tra materiali compatti e friabili.
Un materiale contenente amianto integro, correttamente mantenuto e non sottoposto a danneggiamenti presenta condizioni di potenziale rilascio di fibre differenti rispetto a un materiale friabile, deteriorato o soggetto a lavorazioni meccaniche.
Per questa ragione non è corretto attribuire automaticamente la stessa condizione di rischio a tutti i materiali contenenti amianto.
È necessario considerare:
- Tipologia del materiale.
- Friabilità.
- Stato di conservazione.
- Accessibilità.
- Possibilità di danneggiamento.
- Vibrazioni e sollecitazioni.
- Lavorazioni previste.
- Potenziale dispersione di fibre.
Interferenze nelle attività manutentive
Un'altra applicazione riguarda l'identificazione delle possibili interferenze tra lavori di manutenzione e materiali contenenti amianto.
Questo aspetto è particolarmente importante per gli interventi su impianti esistenti.
La presenza di componenti contenenti amianto può infatti interessare attività inizialmente programmate per finalità diverse, come la manutenzione elettrica, idraulica o meccanica.
Ne deriva la necessità di pianificare preventivamente gli interventi ed evitare lavorazioni che possano comportare il rilascio incontrollato di fibre.
👷 18. Implicazioni per RSPP, coordinatori della sicurezza e professionisti tecnici
La pubblicazione può essere utilizzata come riferimento conoscitivo da numerose figure professionali.
Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione
Per gli RSPP, il catalogo costituisce un supporto per individuare possibili fonti di esposizione non immediatamente riconoscibili.
Può risultare utile nell'analisi delle attività di manutenzione, nella ricognizione degli impianti storici e nell'individuazione di lavorazioni potenzialmente interferenti con materiali contenenti amianto.
Coordinatori per la sicurezza nei cantieri
Per i coordinatori per la progettazione e per l'esecuzione, il documento offre indicazioni utili per riconoscere le categorie di materiali che potrebbero essere presenti negli edifici oggetto di intervento.
In particolare, può supportare l'approfondimento preliminare dei rischi connessi a demolizioni, ristrutturazioni e manutenzioni.
L'eventuale presenza di amianto deve essere affrontata nell'ambito della pianificazione della sicurezza, nel rispetto delle specifiche disposizioni normative applicabili.
Progettisti e direttori dei lavori
Il catalogo può contribuire all'individuazione delle criticità da approfondire prima della progettazione e dell'esecuzione di lavori su edifici e impianti esistenti.
La conoscenza degli impieghi storici dell'amianto può aiutare a riconoscere elementi costruttivi e componenti impiantistici che richiedono ulteriori verifiche.
Medici competenti e professionisti della medicina del lavoro
Per i professionisti sanitari, il documento costituisce soprattutto uno strumento di approfondimento delle storie espositive.
Le schede anamnestiche possono contribuire all'individuazione di esposizioni professionali pregresse, anche quando non immediatamente riconducibili alle mansioni formalmente esercitate.
Consulenti tecnici e professionisti impegnati nella ricostruzione delle esposizioni
Il catalogo può costituire un importante riferimento scientifico per la ricostruzione documentale delle possibili occasioni di esposizione.
Non sostituisce tuttavia l'accertamento delle circostanze individuali, la valutazione degli elementi probatori e le eventuali indagini specialistiche necessarie.
📚 19. Un documento per comprendere esposizioni storiche e rischi ancora presenti
L'aspetto maggiormente innovativo della pubblicazione non consiste nell'individuazione di una nuova proprietà pericolosa dell'amianto, già ampiamente riconosciuta, ma nella ricostruzione sistematica delle numerose occasioni attraverso le quali l'esposizione può essersi verificata.
Il catalogo mostra come l'amianto sia stato presente non soltanto nei prodotti edilizi più conosciuti, ma anche in componenti di macchinari, materiali di attrito, dispositivi termoresistenti, prodotti industriali e attrezzature utilizzate in attività quotidiane.
Emergono così diversi principi di interesse per la prevenzione:
- L'esposizione non coincide necessariamente con la manipolazione diretta dell'amianto. Anche la presenza in ambienti contaminati può aver determinato esposizioni.
- La qualifica professionale non è sufficiente per ricostruire il rischio. Occorre approfondire le mansioni effettive e le condizioni operative.
- Le esposizioni possono essere state discontinue. Attività occasionali e manutenzioni possono assumere rilevanza nell'indagine.
- I materiali contenenti amianto non presentano tutti lo stesso potenziale di rilascio di fibre. Friabilità, conservazione e modalità di utilizzo sono elementi determinanti.
- Le esposizioni possono aver interessato soggetti non professionalmente coinvolti. I contesti familiari e ambientali devono essere considerati.
- La ricostruzione retrospettiva richiede informazioni dettagliate. Le testimonianze devono essere integrate, quando possibile, con documentazione tecnica, storica e ambientale.
Questi principi risultano particolarmente significativi per comprendere la complessità delle indagini epidemiologiche e delle valutazioni tecniche.
🔎 20. Cosa non deve essere confuso con una valutazione quantitativa del rischio
Per una corretta interpretazione professionale del documento è opportuno precisarne i limiti applicativi.
Il catalogo INAIL:
- Non costituisce un elenco esaustivo di tutti i prodotti contenenti amianto.
- Non consente di stabilire automaticamente che un determinato lavoratore sia stato esposto sulla base della sola professione esercitata.
- Non fornisce una classificazione quantitativa generalizzata del rischio per ciascuna mansione.
- Non sostituisce le indagini analitiche per l'identificazione dell'amianto nei materiali.
- Non sostituisce le misurazioni delle concentrazioni di fibre aerodisperse quando necessarie.
- Non rappresenta una procedura autonoma di bonifica.
- Non sostituisce gli adempimenti previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.
La pubblicazione fornisce, invece, un repertorio documentato delle principali circostanze espositive, con particolare attenzione alla loro ricostruzione storica.
La distinzione è fondamentale per evitare che le informazioni epidemiologiche vengano utilizzate impropriamente come dimostrazione automatica di esposizione individuale.
📘 Fonte documentale
INAIL – Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA)
Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto.
Collana Ricerche, ottobre 2026.
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Nota tecnico-redazionale: il presente articolo costituisce una sintesi ragionata dei principali contenuti della pubblicazione INAIL 2026. Le indicazioni relative alle applicazioni professionali sono considerazioni operative elaborate a partire dai contenuti del catalogo e non devono essere interpretate come prescrizioni direttamente introdotte dalla pubblicazione. Per gli adempimenti obbligatori occorre fare riferimento alla normativa vigente e alle specifiche condizioni di esposizione riscontrate.