ISO 3864 SEGNALETICA DI SICUREZZA
ISO 3864: colori, forme e criteri di progettazione della segnaletica di sicurezza
La serie normativa che definisce come devono essere progettati, composti e verificati i segnali di sicurezza
La serie ISO 3864, intitolata Graphical symbols — Safety colours and safety signs, costituisce il riferimento internazionale per la progettazione grafica della segnaletica di sicurezza.
La sua funzione non è quella di raccogliere tutti i singoli pittogrammi utilizzabili. Questo compito è svolto principalmente dalla ISO 7010, che registra i segnali di sicurezza attribuendo a ciascuno un codice, un significato e una rappresentazione grafica.
La ISO 3864 stabilisce invece il sistema generale entro il quale tali segnali devono essere realizzati. Definisce i colori di sicurezza, le forme geometriche, i colori di contrasto, i principi di composizione, i criteri per sviluppare nuovi simboli grafici e le caratteristiche colorimetriche e fotometriche dei materiali.
In termini sintetici:
- la ISO 7010 indica quale pittogramma registrato utilizzare;
- la ISO 3864 stabilisce come quel pittogramma deve essere inserito in un segnale correttamente progettato;
- le norme devono essere applicate congiuntamente quando si realizza un sistema coerente di segnaletica.
La stessa ISO 7010 precisa che la forma e il colore dei segnali seguono la ISO 3864-1 e che la progettazione dei simboli grafici segue la ISO 3864-3.
Finalità della ISO 3864
La serie è stata sviluppata per rendere la comunicazione visiva della sicurezza uniforme e riconoscibile in contesti differenti, riducendo per quanto possibile la dipendenza dalla lingua scritta.
Il sistema è destinato principalmente a:
- prevenire infortuni;
- segnalare pericoli per la salute;
- indicare comportamenti obbligatori;
- comunicare divieti;
- individuare attrezzature antincendio;
- indicare vie di esodo e condizioni sicure;
- agevolare la comprensione dei messaggi di sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle aree pubbliche;
- supportare la progettazione delle etichette di sicurezza applicate a prodotti, macchine e attrezzature.
L’impiego di colori e segnali standardizzati non sostituisce le misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione. La segnaletica interviene normalmente per richiamare l’attenzione su un rischio, prescrivere un comportamento o indicare una risorsa di sicurezza, ma non elimina il pericolo.
Struttura della serie ISO 3864
Alla data attuale, la serie comprende quattro parti principali:
- ISO 3864-1:2011, relativa ai principi di progettazione dei segnali e delle marcature di sicurezza;
- ISO 3864-2:2016, relativa alle etichette di sicurezza applicate ai prodotti;
- ISO 3864-3:2024, relativa alla progettazione dei simboli grafici utilizzati nei segnali di sicurezza;
- ISO 3864-4:2011, relativa alle proprietà colorimetriche e fotometriche dei materiali.
La ISO 3864-3 è la parte più recentemente aggiornata: la terza edizione è stata pubblicata nel maggio 2024 ed è disponibile anche in una versione corretta del marzo 2025.
ISO 3864-1: principi di progettazione dei segnali e delle marcature
La ISO 3864-1:2011 stabilisce i colori di identificazione della sicurezza e i principi di progettazione dei segnali e delle marcature destinati ai luoghi di lavoro e alle aree pubbliche.
Le finalità dichiarate comprendono la prevenzione degli incidenti, la protezione antincendio, l’informazione sui pericoli per la salute e l’evacuazione di emergenza. La norma definisce anche i principi fondamentali da applicare quando vengono sviluppate altre norme contenenti segnali di sicurezza.
Questa parte rappresenta la base dell’intero sistema ISO di segnaletica e disciplina, in particolare:
- il rapporto tra significato, forma geometrica e colore;
- i colori di sicurezza;
- i colori di contrasto;
- la configurazione dei segnali;
- i segnali supplementari;
- i segnali combinati;
- i segnali multipli;
- le marcature di sicurezza;
- i principi per garantire riconoscibilità e uniformità.
Forme geometriche e significati
La forma geometrica costituisce una componente essenziale del messaggio. Non è un semplice elemento estetico, perché consente di riconoscere la natura generale dell’informazione anche prima di interpretare il pittogramma.
Segnali di divieto
I segnali di divieto utilizzano normalmente una forma circolare, con bordo rosso e barra diagonale rossa.
Il pittogramma è generalmente nero su fondo bianco.
La funzione è impedire un comportamento che potrebbe determinare un rischio, per esempio:
- fumare;
- utilizzare fiamme libere;
- accedere a un’area;
- toccare un componente;
- usare acqua per spegnere un incendio;
- utilizzare un’apparecchiatura in condizioni non consentite.
La barra diagonale deve essere collocata in modo da non compromettere la comprensione degli elementi essenziali del simbolo.
Segnali di obbligo
I segnali di obbligo hanno normalmente forma circolare, fondo blu e simbolo bianco.
Indicano un’azione prescritta, come:
- indossare un dispositivo di protezione individuale;
- consultare il manuale;
- utilizzare un percorso;
- scollegare una fonte di energia;
- lavarsi le mani;
- assicurare una bombola;
- utilizzare un rilevatore.
Il colore blu comunica quindi una prescrizione e non una semplice raccomandazione.
Segnali di avvertimento
I segnali di avvertimento hanno forma triangolare, fondo giallo e bordo nero.
Il simbolo è normalmente nero.
Servono a richiamare l’attenzione su un pericolo, per esempio:
- rischio elettrico;
- sostanze tossiche;
- materiali infiammabili;
- carichi sospesi;
- rischio di caduta;
- superficie calda;
- organi in movimento;
- radiazioni;
- atmosfera pericolosa.
Il segnale non prescrive da solo una specifica misura: comunica innanzitutto la presenza del pericolo.
Segnali di condizione sicura
I segnali relativi alle condizioni sicure, alle vie di esodo e alle attrezzature di emergenza sono normalmente quadrati o rettangolari, con fondo verde e simbolo bianco.
Possono indicare:
- uscite di emergenza;
- vie di fuga;
- punto di raccolta;
- primo soccorso;
- defibrillatore;
- doccia di sicurezza;
- lavaocchi;
- barella;
- attrezzature di salvataggio.
Segnali antincendio
I segnali destinati a identificare le attrezzature antincendio sono normalmente quadrati o rettangolari, con fondo rosso e simbolo bianco.
Possono individuare:
- estintori;
- naspi;
- idranti;
- pulsanti di allarme;
- telefoni antincendio;
- coperte antifiamma;
- impianti di spegnimento;
- attrezzature riservate ai soccorritori.
Colori di sicurezza
La ISO 3864 associa a ogni colore un significato funzionale.
Rosso
Il rosso è utilizzato principalmente per:
- divieto;
- arresto;
- emergenza;
- identificazione delle attrezzature antincendio.
Nel segnale di divieto costituisce il bordo e la barra diagonale. Nei segnali antincendio è normalmente il colore di fondo.
Giallo
Il giallo è il colore dell’avvertimento.
Segnala la presenza di un pericolo e deve essere accompagnato da un simbolo nero chiaramente distinguibile.
Blu
Il blu è associato all’obbligo.
Indica un comportamento, un’azione o una protezione che devono essere adottati.
Verde
Il verde indica:
- condizione sicura;
- evacuazione;
- soccorso;
- primo intervento;
- posizione di attrezzature o strutture di emergenza.
Colori di contrasto
Il significato e la leggibilità del segnale dipendono anche dai colori di contrasto.
I principali sono il bianco e il nero.
Il contrasto tipico è ottenuto mediante:
- simbolo nero su fondo giallo;
- simbolo bianco su fondo blu;
- simbolo bianco su fondo verde;
- simbolo bianco su fondo rosso;
- simbolo nero su fondo bianco nei segnali di divieto.
Il contrasto deve consentire al simbolo di essere riconosciuto anche a distanza e in condizioni ambientali non ottimali.
Area grafica e proporzioni
La ISO 3864 non consente una composizione arbitraria del segnale.
Gli elementi devono rispettare rapporti dimensionali coerenti tra:
- forma esterna;
- bordo;
- simbolo;
- barra di divieto;
- area interna;
- eventuale segnale supplementare.
Il pittogramma deve occupare uno spazio sufficiente senza risultare troppo vicino ai bordi.
Modificare liberamente le proporzioni, comprimere il simbolo, deformarlo o aggiungere elementi grafici non previsti può comprometterne la riconoscibilità e il significato.
Segnale supplementare
Un segnale supplementare è un pannello associato al segnale principale per fornire informazioni aggiuntive.
Può contenere:
- un testo;
- una freccia;
- una distanza;
- una descrizione del pericolo;
- un’indicazione operativa;
- una limitazione;
- una specificazione relativa all’area interessata.
Il pannello supplementare non deve sostituire il segnale principale né modificarne il significato.
Può essere necessario, per esempio, quando il pittogramma non è sufficientemente noto o quando occorre precisare:
- “Accesso vietato al personale non autorizzato”;
- “Obbligo di protezione uditiva oltre questo punto”;
- “Estintore a 10 metri”;
- “Pericolo alta tensione”;
- “Uscita di emergenza al piano inferiore”.
Frecce direzionali
Le frecce utilizzate per indicare la direzione devono essere trattate come elementi supplementari.
Nel caso delle vie di esodo, l’orientamento della freccia deve corrispondere al percorso effettivo e deve essere combinato correttamente con il segnale di uscita o di condizione sicura.
Una freccia errata può determinare un messaggio opposto a quello previsto, soprattutto nelle scale, nei cambi di livello o nei percorsi con deviazioni.
Per i sistemi completi di guida lungo le vie di fuga assumono rilievo anche norme specifiche, tra cui la ISO 16069 sui Safety Way Guidance Systems. La ISO richiama inoltre la ISO 23601 per le planimetrie di fuga ed evacuazione.
Segnale combinato
Un segnale combinato è composto da:
- un segnale di sicurezza;
- un segnale supplementare;
- eventualmente un testo descrittivo.
La composizione deve mantenere una gerarchia visiva chiara.
Il pittogramma deve rimanere immediatamente riconoscibile e il testo deve fornire un chiarimento, senza introdurre messaggi ambigui o contrastanti.
Un esempio può essere costituito da:
- triangolo di avvertimento per rischio elettrico;
- testo “Pericolo alta tensione”;
- istruzione “Accesso consentito solo al personale autorizzato”.
Segnale multiplo
Il segnale multiplo riunisce più messaggi di sicurezza su un unico supporto.
Può contenere, per esempio:
- un segnale di avvertimento;
- un segnale di divieto;
- uno o più segnali di obbligo.
All’ingresso di un reparto rumoroso potrebbero essere riuniti:
- avvertimento per rischio rumore;
- obbligo di indossare protezioni uditive;
- divieto di accesso ai non autorizzati.
La composizione non deve generare sovrapposizioni o rendere i pittogrammi troppo piccoli.
Marcature di sicurezza
La ISO 3864-1 disciplina anche le marcature destinate a evidenziare aree o elementi pericolosi.
Le marcature possono essere impiegate per:
- ostacoli;
- sporgenze;
- dislivelli;
- bordi;
- zone di transito;
- aree da mantenere libere;
- punti di possibile urto;
- delimitazioni di sicurezza;
- superfici con rischio di caduta.
Sono frequentemente realizzate mediante bande alternate, come:
- giallo e nero;
- rosso e bianco.
La marcatura deve essere scelta in relazione al significato da comunicare e non utilizzata come semplice decorazione.
ISO 3864-2: etichette di sicurezza sui prodotti
La ISO 3864-2:2016 aggiunge ai principi della Parte 1 le regole specifiche per progettare le etichette di sicurezza applicate ai prodotti.
Il termine prodotto comprende beni fabbricati e messi in commercio, tra cui prodotti di consumo, macchine, attrezzature e componenti industriali.
Lo scopo dell’etichetta è:
- attirare l’attenzione su un pericolo specifico;
- identificare la natura del pericolo;
- comunicare come evitare il danno;
- fornire istruzioni essenziali in prossimità del punto pericoloso.
La norma non è destinata alle etichette per prodotti chimici, al trasporto di merci pericolose o ai settori regolati da disposizioni specifiche incompatibili con le sue prescrizioni.
Contenuto delle etichette di sicurezza
Una corretta etichetta di sicurezza su un prodotto può comprendere:
- una parola-segnale;
- un pittogramma;
- una descrizione del pericolo;
- una descrizione delle possibili conseguenze;
- un’indicazione su come evitare il danno.
La quantità di testo deve essere proporzionata allo spazio disponibile e alla gravità del rischio.
L’etichetta deve essere collocata in posizione visibile, preferibilmente vicino alla zona pericolosa, senza essere coperta durante l’uso normale.
Parole-segnale e gravità del pericolo
La Parte 2 disciplina l’impiego di parole-segnale e livelli comunicativi destinati a richiamare l’attenzione sulla gravità del rischio.
La progettazione deve evitare espressioni vaghe e deve permettere all’utilizzatore di comprendere:
- che cosa può accadere;
- quale parte del corpo può essere interessata;
- quali conseguenze possono verificarsi;
- quale azione deve essere evitata o eseguita.
L’etichetta non deve limitarsi a indicare genericamente “Pericolo” se è possibile descrivere più chiaramente la natura del rischio.
ISO 3864-3: progettazione dei simboli grafici
La ISO 3864-3:2024 fornisce principi, criteri e orientamenti per progettare i simboli grafici destinati ai segnali di sicurezza della ISO 3864-1 e agli elementi grafici delle etichette disciplinate dalla ISO 3864-2.
Questa parte è particolarmente importante quando deve essere sviluppato un nuovo simbolo.
Non autorizza a inventare liberamente pittogrammi per uso aziendale. Fornisce invece un metodo per creare simboli:
- semplici;
- coerenti;
- riconoscibili;
- comprensibili;
- riproducibili;
- leggibili anche in dimensioni ridotte.
Principi grafici per i nuovi simboli
Nella progettazione di un pittogramma devono essere considerati:
- eliminazione dei dettagli non necessari;
- uso di sagome riconoscibili;
- chiarezza del soggetto rappresentato;
- corretto rapporto tra figura e fondo;
- spessore coerente delle linee;
- area libera intorno agli elementi principali;
- rappresentazione chiara del movimento;
- uso appropriato di frecce, linee cinetiche e determinanti;
- mantenimento della comprensibilità in caso di ingrandimento o riduzione;
- compatibilità con la forma e il colore del segnale.
Un simbolo troppo realistico può diventare illeggibile quando viene ridotto. Al contrario, un simbolo eccessivamente astratto può non essere compreso.
Rappresentazione delle persone
Le figure umane devono essere rappresentate in modo standardizzato e facilmente riconoscibile.
Devono consentire di comprendere:
- posizione;
- movimento;
- direzione;
- azione;
- relazione con un oggetto o con una fonte di pericolo.
La figura non deve contenere dettagli anatomici superflui, ma deve essere sufficiente a comunicare il comportamento previsto.
Rappresentazione del movimento
Il movimento può essere indicato mediante:
- posizione dinamica della figura;
- frecce;
- linee cinetiche;
- sequenze grafiche;
- rapporto tra figura e oggetto.
L’azione deve essere comprensibile senza dipendere da un testo lungo.
Utilizzo di simboli non registrati
Quando non esiste un segnale ISO 7010 adatto, le opzioni tecnicamente più corrette sono:
- verificare se esiste un simbolo in un’altra norma settoriale applicabile;
- utilizzare un segnale generale con pannello supplementare;
- sviluppare un nuovo simbolo secondo ISO 3864-1 e ISO 3864-3;
- sottoporre il simbolo alle procedure di valutazione della comprensibilità previste dalle norme ISO pertinenti.
Non è opportuno modificare arbitrariamente un simbolo ISO 7010 esistente per attribuirgli un significato diverso.
ISO 3864-4: proprietà colorimetriche e fotometriche
La ISO 3864-4:2011 stabilisce requisiti e metodi di prova per i colori dei materiali utilizzati nei segnali di sicurezza.
La norma fornisce le specifiche colorimetriche e fotometriche per i colori di sicurezza e di contrasto prescritti dalla ISO 3864-1.
Comprende anche requisiti per materiali fosforescenti destinati a operare in ambienti non illuminati. La versione 2011 è stata riesaminata e confermata nel 2021, per cui rimane vigente.
Requisiti colorimetrici
La conformità del colore non può essere verificata soltanto osservando il cartello.
La Parte 4 considera parametri misurabili, tra cui:
- coordinate cromatiche;
- fattore di luminanza;
- colore di sicurezza;
- colore di contrasto;
- variazioni ammesse;
- condizioni di prova;
- illuminante e geometria di misurazione previsti.
Due cartelli che sembrano entrambi “rossi” possono avere prestazioni differenti e uno dei due può trovarsi al di fuori delle aree cromatiche ammesse.
Requisiti fotometrici
Le caratteristiche fotometriche riguardano il comportamento della luce sul materiale.
Sono rilevanti per valutare:
- luminanza;
- contrasto;
- visibilità;
- comportamento in condizioni di normale illuminazione;
- prestazioni dei materiali fosforescenti;
- riconoscibilità del segnale in condizioni di oscurità.
La norma non disciplina tutte le possibili tecnologie. Le proprietà dei materiali esclusivamente retroriflettenti, delle combinazioni retroriflettenti con materiali fluorescenti o fosforescenti e dei segnali luminosi alimentati da sorgenti radioattive non rientrano nel suo campo di specificazione.
Materiali fotoluminescenti
I materiali fotoluminescenti accumulano energia luminosa e la restituiscono progressivamente quando l’illuminazione viene meno.
Sono utilizzati, per esempio, per:
- segnalare vie di esodo;
- individuare uscite;
- identificare attrezzature di emergenza;
- creare sistemi di guida a bassa altezza;
- rendere visibili ostacoli o cambi di direzione.
La semplice definizione commerciale “fotoluminescente” non basta a dimostrare una prestazione adeguata. Devono essere valutati:
- intensità iniziale;
- decadimento della luminanza;
- durata della visibilità;
- condizioni di eccitazione;
- tipo e durata dell’illuminazione preventiva;
- invecchiamento del materiale.
Perché un’immagine digitale non certifica il cartello
Un file digitale correttamente disegnato può essere utile per la consultazione, la progettazione preliminare o la predisposizione di documenti.
Tuttavia, non dimostra automaticamente la conformità del cartello finito.
La resa può cambiare a causa di:
- profilo colore del monitor;
- stampante utilizzata;
- inchiostri;
- materiale del supporto;
- laminazione;
- finitura superficiale;
- illuminazione;
- esposizione agli agenti atmosferici;
- invecchiamento;
- alterazione del colore nel tempo.
La verifica deve quindi riguardare il prodotto fisico e non soltanto il file sorgente.
Dimensionamento del segnale
La dimensione del cartello deve essere determinata in funzione delle effettive condizioni di osservazione.
Devono essere considerati:
- distanza massima di lettura;
- angolo di osservazione;
- altezza di installazione;
- dimensione del simbolo;
- illuminazione;
- presenza di ostacoli;
- velocità di spostamento dell’osservatore;
- affollamento visivo dell’ambiente;
- capacità percettive degli utenti.
Un segnale troppo piccolo può risultare inefficace anche se graficamente corretto.
Posizionamento
La collocazione deve consentire di vedere il segnale prima di raggiungere la zona interessata.
In generale, il segnale dovrebbe essere:
- installato in posizione visibile;
- libero da ostacoli;
- orientato verso la direzione di arrivo;
- posto all’ingresso dell’area interessata;
- ripetuto nei percorsi lunghi o complessi;
- collocato vicino all’attrezzatura quando ne indica la posizione;
- mantenuto leggibile in tutte le condizioni previste.
Nel caso delle vie di fuga, deve essere garantita la continuità del messaggio lungo l’intero percorso.
Contrasto con la superficie circostante
Il segnale deve essere distinguibile dallo sfondo.
Una parete con colore simile al fondo del cartello può ridurne fortemente la visibilità.
Quando necessario, può essere prevista:
- una cornice;
- una fascia di contrasto;
- una superficie di supporto differente;
- un distanziamento dalla parete;
- un’illuminazione dedicata.
Illuminazione
La leggibilità dipende anche dalla quantità e qualità della luce.
Devono essere valutati:
- illuminazione ordinaria;
- illuminazione di emergenza;
- possibilità di interruzione dell’alimentazione;
- riflessi;
- abbagliamento;
- ombre;
- fumo;
- polvere;
- illuminazione naturale variabile.
Un cartello posizionato correttamente ma non illuminato può non svolgere la propria funzione durante un’emergenza.
Manutenzione
La segnaletica deve essere mantenuta nel tempo.
Le verifiche dovrebbero comprendere:
- presenza del cartello;
- integrità;
- pulizia;
- leggibilità;
- stabilità del fissaggio;
- corretto orientamento;
- assenza di ostacoli;
- coerenza con il layout aggiornato;
- mantenimento dei colori;
- prestazioni fotoluminescenti;
- eliminazione di segnali non più pertinenti.
Un cartello scolorito, coperto o riferito a un’attrezzatura spostata può risultare fuorviante.
Campo di applicazione ed esclusioni
La ISO 3864-1 si applica principalmente ai segnali e alle marcature di sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle aree pubbliche.
Non è destinata alla segnaletica utilizzata per guidare il traffico:
- stradale;
- ferroviario;
- fluviale;
- marittimo;
- aereo;
né ai settori nei quali vigono sistemi regolamentari specifici differenti.
La ISO 3864-2, inoltre, non sostituisce i sistemi normativi specifici per:
- prodotti chimici;
- sostanze e miscele pericolose;
- trasporto di merci pericolose;
- etichette regolamentate da disposizioni settoriali.
Differenza tra segnale di sicurezza e simbolo per apparecchiature
Un segnale di sicurezza è destinato a comunicare un messaggio relativo alla salute e sicurezza delle persone.
Non deve essere confuso con i simboli utilizzati sui comandi delle apparecchiature per indicare funzioni come:
- accensione;
- spegnimento;
- regolazione;
- alimentazione;
- messa a terra;
- modalità di funzionamento.
I simboli funzionali applicati alle apparecchiature fanno generalmente riferimento ad altre serie normative, come ISO 7000 e IEC 60417.
La documentazione ISO distingue espressamente i simboli per la sicurezza delle persone dai simboli destinati alla funzione, al controllo e all’identificazione delle apparecchiature.
Relazione con ISO 7010
La ISO 7010 contiene il catalogo dei segnali registrati.
Ogni segnale è identificato da una lettera e da un numero:
- E per emergenza e condizione sicura;
- F per attrezzature antincendio;
- M per obbligo;
- P per divieto;
- W per avvertimento.
La ISO 3864 non sostituisce questo catalogo, ma ne costituisce la base progettuale.
Quando esiste un segnale ISO 7010 appropriato, dovrebbe essere preferito rispetto a una soluzione grafica inventata localmente.
Relazione con ISO/TS 20559
La ISO/TS 20559:2020 fornisce indicazioni per lo sviluppo e l’utilizzo di un sistema di segnaletica di sicurezza.
Integra il quadro composto da ISO 3864 e ISO 7010 aiutando a considerare non soltanto il singolo cartello, ma l’organizzazione complessiva della comunicazione visiva.
Un sistema efficace richiede coerenza tra:
- segnaletica;
- valutazione dei rischi;
- layout;
- procedure;
- formazione;
- illuminazione;
- manutenzione;
- aggiornamento documentale.
Applicazione operativa della ISO 3864
Un processo corretto per progettare la segnaletica può essere articolato nelle seguenti fasi:
- individuazione dei pericoli e delle condizioni da comunicare;
- verifica delle misure tecniche e organizzative già adottate;
- scelta del messaggio di sicurezza;
- individuazione del segnale ISO 7010 pertinente;
- verifica della categoria, della forma e del colore;
- determinazione della distanza di osservazione;
- scelta delle dimensioni;
- valutazione del contrasto;
- eventuale aggiunta di testo o freccia;
- scelta del materiale;
- verifica colorimetrica e fotometrica;
- installazione;
- controllo iniziale;
- manutenzione periodica;
- aggiornamento in caso di modifica dei luoghi o dei rischi.
Errori applicativi frequenti
Tra gli errori più comuni rientrano:
- utilizzare pittogrammi non standard senza necessità;
- deformare il simbolo;
- modificare liberamente colori e proporzioni;
- inserire frecce non coerenti con il percorso;
- utilizzare cartelli troppo piccoli;
- posizionare il segnale dietro ostacoli;
- installare un segnale verde su uno sfondo che ne annulla il contrasto;
- usare una comune stampa come prova di conformità colorimetrica;
- collocare il cartello troppo lontano dall’attrezzatura indicata;
- non aggiornare la segnaletica dopo una modifica del layout;
- sovraccaricare un unico supporto con troppi pittogrammi;
- utilizzare contemporaneamente segnali diversi per lo stesso significato;
- affidarsi alla sola segnaletica senza adottare le necessarie misure di prevenzione.
Valore tecnico della ISO 3864
La serie ISO 3864 consente di costruire un linguaggio visivo coerente e internazionale.
Il suo valore risiede nella capacità di rendere la comunicazione:
- immediata;
- uniforme;
- riconoscibile;
- indipendente, per quanto possibile, dalla lingua;
- applicabile in contesti diversi;
- verificabile mediante criteri tecnici.
La standardizzazione riduce il rischio che forme, colori o simboli incoerenti generino esitazione o interpretazioni errate.
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