figure chiave della sicurezza della circolazione ferroviaria UNI/PdR 189:2026
Requisiti formativi, ruoli, competenze e processi di valutazione per imprese ferroviarie, gestori, ECM/UMI e centri di formazione

La UNI/PdR 189:2026 (in vigore dal 12 febbraio 2026) definisce un quadro operativo per formazione, valutazione e monitoraggio delle competenze del personale impiegato in mansioni essenziali di sicurezza della circolazione ferroviaria, oltre a stabilire requisiti e iter di qualificazione per istruttori ed esaminatori. Non è una “norma” in senso stretto, ma una prassi di riferimento UNI, adottabile volontariamente nei sistemi organizzativi (SMS/SGF/MMS) per rendere i percorsi formativi e valutativi più strutturati, tracciabili e omogenei.
Anche se volontaria, una prassi di questo tipo diventa spesso “strategica” quando:
serve dimostrare che la formazione non è un adempimento formale ma un processo controllato (requisiti → fabbisogno → percorso → verifica → qualifica → mantenimento);
occorre integrare formazione e competenze dentro SMS/MMS/SGF con evidenze “auditabili”;
si gestiscono più siti, contesti infrastrutturali diversi, rotabili differenti, subappalti/terzi interferenti: la prassi aiuta a governare l’ampliamento del contesto in modo tracciato;
si vuole presidiare la variabile “fattore umano” con approccio sistemico (safety culture e just culture), riducendo comportamenti a rischio e normalizzazione delle deviazioni;
si desidera una gestione robusta di “eventi sentinella” e inconvenienti gravi, con recupero mirato delle competenze e criteri chiari di riattivazione.
In pratica, UNI/PdR 189:2026 non “sostituisce” le responsabilità di IF, GI, ECM e UMI, ma fornisce una cassetta degli attrezzi procedurale: ruoli definiti, competenze attese, percorsi minimi e soprattutto un modello di evidenza documentale (attestati, verbali, qualifiche) utile per governance interna, audit e gestione del rischio operativo.
1) Il contesto: perché una prassi di riferimento nel 2026
Il documento si colloca dentro l’evoluzione della normativa europea su interoperabilità e sicurezza ferroviaria. In sintesi:
la STI “Esercizio e gestione del traffico” (Reg. UE 2019/773) stabilisce principi comuni di esercizio e requisiti anche per il personale con funzioni safety-critical;
il sistema ECM (Reg. UE 2019/779) rafforza l’attenzione sulla gestione delle competenze come requisito strutturale dell’organizzazione di manutenzione;
con le modifiche introdotte dal Reg. UE 2023/1693, viene ribadito il ruolo centrale di Imprese Ferroviarie (IF) e Gestori dell’Infrastruttura (GI) nell’individuare mansioni essenziali di sicurezza e nel definire requisiti per formazione/valutazione/monitoraggio, nel rispetto dei riferimenti europei applicabili (es. macchinisti e appendici dedicate alle mansioni collegate).
In parallelo, ANSFISA interviene con un riordino nazionale (Decreto ANSFISA 200/2025), abrogando parti di norme precedenti e ridefinendo perimetri e strumenti. In questo scenario, la UNI/PdR 189:2026 propone un impianto “di metodo”: processi, criteri minimi, ruoli e attestazioni per governare in modo coerente la qualificazione delle figure safety-critical.
2) A chi si applica: le cinque famiglie di mansioni essenziali
La prassi identifica, come perimetro di applicazione, i requisiti di formazione/valutazione/monitoraggio per personale impiegato in:
Accompagnamento dei Treni (ADT)
Preparazione dei Treni (PDT)
Manutenzione dei Veicoli (MV)
Manutenzione dell’Infrastruttura (MI)
Gestione della Circolazione (GC)
È importante leggere questo elenco nel modo corretto: la prassi chiarisce che l’individuazione delle mansioni essenziali di sicurezza resta di competenza esclusiva di IF e GI, in base al proprio contesto operativo e all’analisi dei rischi nel sistema di gestione. La UNI/PdR fornisce quindi una base strutturata (non un elenco “chiuso”) su cui agganciare procedure e percorsi.
3) Compiti e competenze: cosa ci si aspetta “sul campo”
Uno dei contributi più utili del documento è la distinzione tra:
compiti tipici (che descrivono cosa la figura deve saper fare in esercizio), e
conoscenze/abilità/competenze (cioè cosa deve possedere per svolgere quei compiti in sicurezza).
Esempi significativi:
ADT – Accompagnamento dei treni
Include attività con impatto diretto su sicurezza passeggeri e gestione emergenze: controllo porte e dotazioni di bordo, verifica composizione/documenti, contatto continuo con sala operativa, gestione incidenti/anomalie e relativa documentazione, assistenza informativa e gestione criticità con i passeggeri. La prassi richiama che le competenze richieste vanno determinate da IF/GI in funzione dei compiti assegnati e del risk assessment interno.
PDT – Preparazione dei treni
Copre un set di attività “pre-esercizio” cruciale: accoppiamento veicoli, prove e controlli funzionali (es. frenatura), ispezioni di idoneità e corretta ripartizione/assicurazione carico, gestione documentazione tecnica e comunicazioni operative. È prevista inoltre una sezione specifica per chi svolge spostamenti/manovre e manovra deviatoi, con un elenco puntuale di capacità operative (preparazione istradamenti, restrizioni di movimento, comunicazioni, autorizzazioni e comando manovre con strumenti e segnali).
MV – Manutenzione veicoli
La prassi descrive compiti che vanno dalla diagnosi ai piani di manutenzione, riparazione guasti, sostituzione componenti, test post-intervento, gestione documentazione e rispetto della documentazione tecnica di settore. Interessante la struttura delle competenze:
competenze generali (lettura disegni e manuali, strumenti di misura, diagnostica, visione d’insieme dei sistemi safety, elettrotecnica/elettronica, pneumatici, interfacce veicolo–infrastruttura);
competenze specifiche per apparati/sistemi (rodiggio, carrelli, impianto freno/pneumatico, sistemi di sicurezza di bordo, trazione, impiantistica elettrica/elettronica e messa a terra, impianto porte, telaio/cassa, antincendio).
MI – Manutenzione infrastruttura
Qui l’attenzione è sul cantiere ferroviario e sulla continuità del servizio: manutenzione programmata e riparazioni su binari/scambi, segnalamento e impianti elettrici; ispezioni, diagnostica, gestione emergenze e ripristino rapido, protezione cantieri, gestione mezzi/attrezzature, supporto a terzi interferenti, documentazione di interventi e controlli. Anche per MI la prassi separa competenze generali (ruolo/responsabilità, consegne, sicurezza negli spazi ferroviari, lettura elaborati infrastrutturali, precauzioni in caso di degrado/emergenza) e specialistiche (strumenti/software, lettura piani e regolamenti, procedure di richiesta interruzione/esclusione apparati, riattivazione e accertamenti di funzionalità e libertà da ostacoli).
GC – Gestione della circolazione
I compiti includono: conoscenza norme/standard e legislazione, comprensione di infrastruttura e caratteristiche convogli, uso corretto di strumenti e apparecchiature di regolazione traffico, gestione degrado e conflitti, ottimizzazione circolazione, coordinamento con manutenzione e prime fasi di gestione incidenti/anomalie.
4) Le figure “chiave del sistema”: istruttori ed esaminatori
La prassi non si limita agli operatori: definisce anche requisiti per chi progetta, eroga e valuta formazione/competenze.
4.1 Istruttori d’aula
Sono responsabili di progettare l’intero percorso (iniziale e mantenimento), erogare la formazione e verificare l’apprendimento. Le abilità richieste includono pianificazione didattica, metodologie (tradizionali/attive/metacognitive), gestione aula, mappatura competenze e gap, strumenti di valutazione (test, prove, simulazioni, colloqui, griglie), capacità di promuovere safety culture e just culture.
La prassi prevede due canali di qualificazione:
Caso A: riconoscimento pregresso secondo legislazione vigente prima del 1° gennaio 2026;
Caso B: requisiti minimi (esperienza nella mansione, attività di docenza supervisionata, diploma EQF4, percorso formativo con durata minima per unità didattiche).
Nel documento è riportato un programma formativo minimo per istruttore d’aula (unità su ruolo, progettazione, fabbisogni, metodologie, tenuta d’aula, valutazione, mantenimento competenze, cultura della sicurezza) con durate minime esplicitate.
4.2 Addetti all’addestramento (training on the job)
Hanno il compito di erogare l’addestramento e verificare l’apprendimento operativo. Sono richieste capacità di pianificazione, metodologie on-the-job (mentoring, simulazioni pratiche, job rotation, case study reali, shadowing, ecc.), personalizzazione e monitoraggio progressi, oltre alla trasmissione di safety culture/just culture. Anche qui: Caso A (riconoscimento precedente) o Caso B (esperienza, attività supervisionata, EQF4 e percorso minimo).
4.3 Istruttore progettista
Figura utilizzabile quando servono competenze “di prodotto” per nuovi sistemi/veicoli/infrastrutture o modifiche: può operare per fabbricanti e avere attestata competenza su progettazione o processi manutentivi. Deve possedere le abilità dell’istruttore d’aula e/o dell’addetto all’addestramento a seconda della modalità formativa adottata.
4.4 Esaminatori
Gli esaminatori valutano competenze e abilità e conducono esami garantendo tracciabilità e imparzialità. Sono richieste capacità di costruire prove coerenti (scritte/orali/pratiche) e criteri/indicatori comuni per la valutazione. Anche qui: Caso A (riconoscimento precedente) o Caso B (esperienza come istruttore + addestramento, partecipazione come uditore a commissioni, percorso formativo minimo).
5) Il cuore operativo: il “processo di qualificazione” e la tracciabilità
Il documento formalizza un impianto di processo che, se applicato bene, riduce ambiguità e “zone grigie” tipiche dei percorsi formativi non governati.
Per le figure operative (ADT, PDT, MV, MI, GC) la prassi descrive fasi e condizioni minime:
Qualifica iniziale
nomina istruttore qualificato o incarico a CdF qualificato;
verifica requisiti di accesso; analisi fabbisogni; erogazione percorso; verifica apprendimento teorico e pratico; rilascio attestazioni;
commissione d’esame con criteri di composizione e indipendenza (es. chi valuta non deve aver partecipato alla formazione), regole decisionali, dichiarazione preventiva di assenza conflitti di interesse;
rilascio della qualifica professionale.
Aggiornamento / ampliamento contesto / mantenimento
formazione mirata basata sui fabbisogni;
verifiche e attestazioni secondo quanto definito da SMS/MMS dell’organizzazione;
eventuale aggiornamento della qualifica.
Dopo inconvenienti gravi
sospensione validità della qualifica, analisi del gap e percorso di recupero competenze;
commissione di verifica competenze e riattivazione/aggiornamento qualifica.
Per istruttori ed esaminatori la prassi prevede analoghi processi minimi (qualifica iniziale e mantenimento) con commissioni, verbali, attestazioni e criteri decisionali coerenti con le logiche di imparzialità e tracciabilità.
Corsi previsti dalla UNI/PdR 189:2026 con il relativo monte ore minimo indicato nei prospetti della prassi
Corso “Istruttore d’aula” – 64 ore minime
Percorso minimo articolato in 8 unità didattiche:
Ruolo dell’istruttore: 4 h
Progettazione della formazione: 12 h
Valutazione dei fabbisogni formativi: 8 h
Metodologie didattiche: 16 h
Tenuta d’aula: 8 h
Valutazione dell’apprendimento: 8 h
Propensione al nuovo e mantenimento continuo delle competenze: 4 h
Cultura della sicurezza: 4 h
Totale minimo: 64 h
Corso “Addetto all’addestramento (OJT)” – 24 ore minime
Percorso minimo articolato in 6 unità didattiche:
Ruolo dell’addetto all’addestramento: 4 h
Progettazione delle attività di addestramento: 4 h
Metodologie didattiche: 8 h
Valutazione dell’apprendimento: 4 h
Propensione al nuovo e mantenimento continuo delle competenze: 2 h
Cultura della sicurezza: 2 h
Totale minimo: 24 h
Corso “Esaminatore” – 40 ore minime
Percorso minimo articolato in 3 blocchi:
Valutazione delle competenze del personale: 24 h
Conoscenza delle norme per la nomina e costituzione degli esami: 8 h
Conduzione dell’esame teorico e/o pratico: 8 h
Totale minimo: 40 h
Nota importante sulle mansioni ADT/PDT/MV/MI/GC
Per le mansioni essenziali di sicurezza (ADT, PDT, MV, MI, GC) la prassi non fissa un “monte ore unico” valido per tutti: richiede che IF/GI/ECM/UMI definiscano durata e contenuti dei percorsi (formazione + addestramento + verifica) in funzione dei compiti assegnati e del contesto operativo, secondo il proprio SMS/MMS/SGF.
Per i lavoratori impiegati in mansioni essenziali di sicurezza (famiglie: ADT, PDT, MV, MI, GC) la UNI/PdR 189:2026 richiede un percorso strutturato composto da:
formazione teorica (erogata da istruttore d’aula);
addestramento pratico/OJT (erogato da addetto all’addestramento);
verifica dell’apprendimento (teorica e pratica) con criteri/tracciabilità;
eventuale esame competenze tramite commissione (per rilascio/riattivazione qualifica), secondo regole di imparzialità e verbalizzazione.
➡️ Il monte ore di questi percorsi (per ADT/PDT/MV/MI/GC) non è fissato dalla prassi: deve essere definito dall’organizzazione in base a compiti assegnati, rischi, procedure, rotabili/sistemi, linee/impianti e condizioni operative (inclusi degrado/emergenze), e poi gestito con logiche di mantenimento/aggiornamento/ampliamento contesto/recupero.
SCARICA LA TABELLA DI RIEPILOGO DELLA UNI/PDR 189:2026 IN WORD
PROCEDURA AZIENDALE CON ALLEGATI IN WORD

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