Linee guida antincendio per BEV e infrastrutture di ricarica in parcheggi coperti

Linee guida antincendio per BEV e infrastrutture di ricarica in parcheggi coperti — sintesi tecnica del documento CE (2025)

INCENDIO TESLA AUTO ELETTRICHE

l report della Commissione Europea (STF) fornisce un quadro tecnico-operativo per progettare, gestire e ispezionare parcheggi coperti che ospitano veicoli elettrici a batteria (BEV) e punti di ricarica (AC e DC), con raccomandazioni a autorità pubbliche, gestori, progettisti, assicuratori e servizi antincendio. Il documento chiarisce inoltre, con dati e studi, che i BEV non presentano un rischio d’incendio più elevato degli ICEV, pur introducendo sfide specifiche (thermal runaway, getti di fiamma, possibili riaccensioni).

Le tabelle del report trasformano l’evidenza tecnico-scientifica in strumenti operativi: classificano le cause, formalizzano i profili di rischio delle modalità di ricarica, definiscono impatti ambientali e cicli di ispezione, e forniscono una checklist post-incidente riconosciuta a livello internazionale. Integrarle in progetto, gestione e DVR consente di standardizzare le misure, dimostrare diligenza tecnica verso assicuratori e autorità, e ridurre la probabilità/conseguenze di incendi in autorimesse e parcheggi coperti.

Il documento originale e' in lingua inglese.

Struttura del documento

  • Cap. 1–2: obiettivi, definizioni, rassegna di leggi/guide nazionali (es. Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito).

Ecco una rassegna sintetica delle disposizioni/guide nazionali in Italia richiamate nel documento CE per i parcheggi coperti con presenza di BEV e punti di ricarica:

  1. Linee guida per l’installazione delle infrastrutture di ricarica (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco)

    • Natura: guida nazionale per installazione/gestione dei punti di ricarica EV.

    • Impostazione: focus su valutazione del rischio e conformità ai controlli di prevenzione incendi nei luoghi soggetti. La ricarica di EV non modifica in sé la classe di rischio del luogo, ma richiede misure dedicate.

    • Prescrizioni tecniche principali
      • Presenza di estintori portatili idonei per impianti elettrici presso i punti di ricarica.
      Dispositivo di sgancio/emergenza per l’isolamento elettrico della stazione.
      Installazione vietata in aree con presenza di gas o vapori infiammabili.
      Controlli regolari e registrazioni dopo modifiche/interventi; corretta segnaletica e informazioni agli utenti.
      • Ammesse solo ricariche Mode 3 e Mode 4; vietate Mode 1 e Mode 2.

  2. Indicazioni operative generali della guida italiana (riassunte nel documento CE)

    • Organizzative: verifiche periodiche e documentazione degli interventi; informazione/segnaletica; rispetto delle procedure di prevenzione incendi vigenti.

    • Impiantistiche: dotazioni estinguenti adeguate; comandi di emergenza chiaramente identificati; messa a terra e corretta installazione elettrica; divieto di installazione in atmosfere potenzialmente esplosive/infiammabili.

      guidance of fire safety for ele…


Nota: la rassegna sopra è estratta dalla sezione “Italia – Guidelines for the installation of electric vehicle charging infrastructure” del report CE 2025. Per ogni progetto è comunque necessario incrociare tali indicazioni con i provvedimenti nazionali vigenti di prevenzione incendi per autorimesse/parcheggi e con le norme tecniche elettriche applicabili del caso.

  • Cap. 3: fenomenologia del rischio BEV (battery abuse, thermal runaway, rischi infrastruttura di ricarica, sicurezza operatori e vigili, impatti ambientali).

  • Cap. 4: pratiche esistenti organizzate su 5 pilastri: prevenzione, rivelazione, evacuazione, controllo propagazione, estinzione. Include esempi (sprinkler/mist, compartimentazioni, distanze, arresto di emergenza carichi Mode 3–4).

  • Cap. 5: raccomandazioni operative per industria/gestori, utenti BEV, vigili del fuoco e autorità.


Focus sulle tabelle del documento

1) Cause di incendio delle batterie (Cap. 3.1.2, pp. 46–47)

Tabella che classifica i quattro vettori di innesco:

  • Abuso termico: reazioni già tra 80–100 °C (decomposizione SEI/elettrolita) con potenziale innesco di runaway.

  • Abuso elettrico: sovracorrenti/cortocircuiti → calore non dissipato → runaway.

  • Abuso meccanico: urti/collisioni → corto interno e surriscaldamento.

  • Danni da allagamento: ingresso d’acqua (specie salata) in pacchi danneggiati → corto fra celle.
    Utilità pratica: guida l’analisi delle cause radice in DVR e le barriere (protezioni elettriche, schermature termiche, protezioni antiurto, piani post-alluvione).

2) Modalità di ricarica e profili di rischio (Cap. 3.2, p. 48)

Tabella che mette a confronto Mode 1–4 per architettura e protezione:

  • Mode 1: presa domestica senza funzioni di controllo → non ammesso/limitato in molti Paesi; rischio surriscaldamento.

  • Mode 2: IC-CPD portatile con protezioni integrate; necessita circuito dedicato.

  • Mode 3: EVSE fisso con controllo pilota e monitoraggio; raccomandato per pubblico/condominiale.

  • Mode 4: ricarica DC ad alta potenza con dispositivi di sicurezza dedicati.
    Utilità pratica: base per policy interne (ammissibilità, prese dedicate, pulsante d’emergenza, interblocco con rivelazione fumi/sprinkler).

3) Impatti ambientali degli incendi BEV (Cap. 3.6, pp. 53–55)

Tabella che confronta le categorie di impatto e l’“inerenza” ai BEV:

  • Aria: gas tossici (CO, HCN, VOC) comuni a ogni incendio; HF tendenzialmente più presente nei BEV.

  • Acque di spegnimento: contaminazione da metalli/ioni; gestione/trattamento.

  • Fanghi/depurazione: adeguamenti per inquinanti peculiari; post-incendio rifiuti pericolosi (batterie).
    Utilità pratica: definisce misure ambientali (raccolta acque, vasche, piani di smaltimento) e la comunicazione con ARPA/Gestore impianti.

4) Ispezioni e manutenzioni EVSE (Cap. 4.1.2, p. 60)

Tabella con ciclo di controllo:

  • Ispezione iniziale con certificato di conformità.

  • Ispezione visiva periodica (≥ annuale) da parte del responsabile: danni, usura cavi, vandalismi.

  • Ispezione tecnica da terza parte ogni 5 anni (o periodicità locale).
    Utilità pratica: modello di piano di manutenzione allegabile al contratto di esercizio e al registro controlli.

5) Ispezione post-incidente (SAE J2990) — “Table 1” (Cap. 4.5.1, p. 74)

Checklist in 9 step per verificare isolamento HV, integrità del pacco, segnali di surriscaldamento/riaccensione, con indicazioni su traino, stoccaggio isolato e barriere fisiche.
Utilità pratica: protocollo per gestori e VVF in fase di messa in sicurezza post-evento (parcheggio chiuso/autorimessa).

Nota: il documento include inoltre schemi e figure utili alla formazione (es. Figura “ISO 17840” sulle sezioni della rescue sheet per i soccorritori).

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Linee operative derivate dalle tabelle (per progettazione e gestione)

  1. Progettazione EVSE: vietare/limitare Mode 1; per Mode 3–4 prevedere pulsanti di arresto generale, interfaccia con rivelazione/sprinkler, protezioni meccaniche antiurto e mappatura dei punti di ricarica.

  2. Gestione rischio batteria: integrare nel DVR le quattro classi di abuso con misure tecniche/organizzative (sorveglianza termica, verifiche cavi/connettori, esclusione veicoli danneggiati o post-alluvione).

  3. Impianti di protezione: valutare sprinkler o water-mist per limitare propagazione, oltre a compartimentazioni e distanze; coordinare la logica di avvio con la ventilazione fumi.

  4. Manutenzione/Ispezioni: adottare il ciclo tabellare (iniziale → visive → terza parte) e registri; formazione su check SAE J2990 per post-evento.

  5. Ambiente: predisporre piani acque di spegnimento e gestione rifiuti pericolosi/accumulatori secondo lo schema degli impatti.






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