le nuove Linee di indirizzo 2026 Ondate di calore e inquinamento atmosferico

Ondate di calore e inquinamento atmosferico: le nuove Linee di indirizzo 2026 per la prevenzione degli effetti sulla salute

Il Ministero della Salute ha pubblicato nel luglio 2026 l’aggiornamento delle Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, elaborate nell’ambito del Piano nazionale coordinato dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria e dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.

Il documento aggiorna le precedenti indicazioni nazionali del 2019 sulla base delle più recenti evidenze epidemiologiche e delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2026. La principale novità è rappresentata dall’integrazione organica tra la prevenzione degli effetti delle ondate di calore e quella degli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico, due esposizioni che condividono importanti determinanti ambientali, categorie vulnerabili e possibili meccanismi di azione sinergica.

Le Linee di indirizzo 2026 segnano un passaggio importante da una gestione prevalentemente emergenziale del caldo a un modello più ampio di prevenzione climatica e ambientale.

L’aggiornamento riconosce che caldo, inquinamento atmosferico, fragilità sociale, condizioni abitative, organizzazione del lavoro e accesso ai servizi sono elementi strettamente interconnessi.

Le priorità operative possono essere riassunte in alcuni punti essenziali:

  • anticipare il rischio mediante sistemi di allerta;
  • individuare le persone vulnerabili;
  • modulare gli interventi in base al livello di allarme;
  • proteggere lavoratori e soggetti fragili;
  • rafforzare la sorveglianza sanitaria;
  • migliorare il microclima degli edifici;
  • ridurre le isole di calore urbane;
  • integrare politiche sanitarie, ambientali, energetiche e urbanistiche;
  • promuovere comportamenti individuali corretti;
  • garantire una risposta coordinata tra istituzioni, servizi e comunità.

In un contesto di progressivo aumento delle temperature estreme, la protezione della salute non può dipendere esclusivamente dalla capacità individuale di adattarsi. Deve diventare una componente stabile della programmazione sanitaria, della sicurezza sul lavoro, della progettazione edilizia e delle politiche urbane.


Perché il caldo rappresenta un rischio sanitario crescente

L’Italia è uno dei Paesi europei maggiormente esposti agli effetti sanitari delle temperature elevate. L’aumento della frequenza, della durata e dell’intensità delle ondate di calore si inserisce in un quadro climatico caratterizzato anche da siccità, incendi, precipitazioni intense e peggioramento della qualità dell’aria.

Il rischio non dipende soltanto dal valore della temperatura. A determinare l’impatto sulla salute concorrono:

  • l’umidità dell’aria;
  • la durata dell’esposizione;
  • l’assenza di ventilazione;
  • l’intensità dell’attività fisica;
  • l’abbigliamento utilizzato;
  • l’impiego di dispositivi di protezione individuale;
  • l’età e le condizioni cliniche della persona;
  • la disponibilità di ambienti freschi;
  • il livello di isolamento sociale;
  • la qualità dell’aria;
  • la capacità dei servizi sanitari e sociali di intervenire tempestivamente.

Le città risultano particolarmente vulnerabili per effetto dell’isola di calore urbana. Strade asfaltate, superfici impermeabili, edifici ad alta capacità di accumulo termico, scarsità di vegetazione e limitata ventilazione favoriscono l’assorbimento del calore durante il giorno e il suo rilascio nelle ore notturne. La mancata riduzione delle temperature durante la notte impedisce all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato.

Come l’organismo reagisce al calore

Il corpo umano mantiene normalmente la temperatura interna intorno ai 37 °C mediante diversi meccanismi:

  • irraggiamento;
  • conduzione;
  • convezione;
  • evaporazione del sudore.

Quando la temperatura esterna si avvicina o supera quella cutanea, l’evaporazione del sudore diventa il principale meccanismo di dispersione del calore. Un’elevata umidità, l’assenza di correnti d’aria, la disidratazione o alcune patologie possono però ridurne fortemente l’efficacia.

L’organismo reagisce aumentando il flusso sanguigno verso la cute e la produzione di sudore. Questa risposta comporta un maggiore carico per il sistema cardiovascolare, perdita di acqua e sali minerali, possibile riduzione del volume ematico circolante e alterazione dell’equilibrio idroelettrolitico.

Se l’esposizione prosegue e i meccanismi di compensazione diventano insufficienti, possono comparire disturbi di gravità crescente.

Le principali patologie associate al caldo

Disidratazione

La disidratazione deriva dalla perdita di liquidi attraverso la sudorazione e la respirazione, non compensata da un’adeguata assunzione di acqua.

È particolarmente frequente negli anziani, nei quali lo stimolo della sete può essere ridotto. Tra i possibili segnali figurano:

  • secchezza della cute e delle mucose;
  • debolezza;
  • irritabilità;
  • sonnolenza;
  • tachicardia;
  • riduzione della pressione arteriosa;
  • vertigini nel passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta;
  • riduzione della produzione di urina;
  • stato confusionale.

Le persone con patologie cardiache, renali o epatiche non devono modificare autonomamente l’assunzione di liquidi, ma devono attenersi alle indicazioni del medico.

Eruzione cutanea da calore

È legata all’ostruzione dei dotti delle ghiandole sudoripare e può provocare prurito, arrossamento, papule o pustole. In genere migliora trasferendo la persona in un ambiente fresco, riducendo la sudorazione e utilizzando indumenti più leggeri.

Crampi da calore

I crampi sono contrazioni muscolari dolorose associate alla perdita di liquidi e sali, in particolare sodio. Sono frequenti nei lavoratori, negli sportivi, nelle persone non acclimatate e negli anziani che bevono poco.

Richiedono riposo in ambiente fresco, reintegro dei liquidi e, quando appropriato, dei sali minerali.

Edema da caldo

Si manifesta soprattutto alle caviglie e agli arti inferiori per effetto della vasodilatazione e del ristagno di liquidi. È più frequente nelle persone anziane non acclimatate.

Il disturbo non deve essere sottovalutato, poiché l’edema può anche essere associato a patologie cardiache o circolatorie.

Lipotimia o svenimento da caldo

È determinata dalla vasodilatazione periferica e dalla riduzione temporanea dell’afflusso di sangue al cervello. Può manifestarsi con:

  • vertigini;
  • sudore freddo;
  • offuscamento della vista;
  • debolezza;
  • perdita di coscienza.

La persona deve essere accompagnata in un luogo fresco e posta sdraiata con le gambe sollevate.

Stress da calore

Lo stress da calore è una condizione più grave caratterizzata da:

  • debolezza intensa;
  • nausea o vomito;
  • mal di testa;
  • tachicardia;
  • ipotensione;
  • sudorazione abbondante;
  • confusione;
  • irritabilità;
  • riduzione della diuresi.

Se non viene riconosciuto e trattato tempestivamente può evolvere in colpo di calore.

Colpo di calore

Il colpo di calore è una vera emergenza sanitaria. Si verifica quando la capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori molto elevati, spesso intorno ai 40 °C.

Può provocare:

  • alterazione dello stato mentale;
  • delirio;
  • perdita di coscienza;
  • convulsioni;
  • tachicardia;
  • iperventilazione;
  • aritmie;
  • edema polmonare;
  • insufficienza renale;
  • alterazioni della coagulazione;
  • shock;
  • danni neurologici e multiorgano.

È necessario chiamare immediatamente i soccorsi. In attesa dell’intervento sanitario, la persona deve essere trasferita all’ombra o in un ambiente fresco, privata degli indumenti non necessari e raffreddata progressivamente, evitando interventi improvvisati che possano provocare vasocostrizione o ulteriori complicazioni.

Gli effetti sulle malattie croniche

Il caldo non provoca soltanto patologie direttamente correlate alla temperatura, ma può aggravare condizioni preesistenti e aumentare mortalità, ricoveri e accessi al pronto soccorso.

Malattie cardiovascolari

Il caldo aumenta la frequenza cardiaca, il lavoro del cuore e la necessità di trasferire sangue verso la cute. La disidratazione rende il sangue più viscoso e può favorire trombosi e aritmie.

Sono particolarmente a rischio le persone con:

  • scompenso cardiaco;
  • cardiopatia ischemica;
  • aritmie;
  • ipertensione;
  • patologie cerebrovascolari.

La disidratazione può inoltre potenziare l’effetto dei farmaci antipertensivi e dei diuretici, causando ipotensione e cadute.

Malattie respiratorie

Respirare aria calda e umida può favorire broncocostrizione e aggravare asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva. L’iperventilazione necessaria per disperdere il calore aumenta il lavoro respiratorio, mentre la disidratazione può rendere più difficile l’espettorazione delle secrezioni.

Il rischio può crescere ulteriormente quando al caldo si associano elevati livelli di ozono o particolato.

Diabete

Le persone con diabete possono avere una minore capacità di disperdere il calore, soprattutto in presenza di neuropatia autonomica. La disidratazione può aumentare la glicemia e favorire complicanze come la chetoacidosi diabetica o lo stato iperglicemico iperosmolare.

Durante le ondate di calore può essere necessario intensificare il controllo glicemico e prestare particolare attenzione alla conservazione dell’insulina, dei farmaci, delle strisce reattive e dei dispositivi di monitoraggio.

Malattie renali

La riduzione del volume circolante e della perfusione renale può determinare insufficienza renale acuta o accelerare la progressione di una malattia renale cronica. L’aumento della concentrazione delle urine favorisce inoltre la formazione di calcoli.

Per le persone in dialisi o con insufficienza renale grave, il bilancio idrico deve essere gestito esclusivamente secondo le indicazioni del nefrologo.

Disturbi neurologici e psichici

Demenze, malattie neurologiche e disturbi psichiatrici possono ridurre la percezione del rischio, la capacità di riconoscere la sete e l’adozione di comportamenti protettivi.

Il caldo può inoltre aggravare:

  • ansia;
  • irritabilità;
  • agitazione;
  • disturbi del sonno;
  • depressione;
  • disorientamento;
  • sintomi neurologici.

Numerosi psicofarmaci possono interferire con la sudorazione, la termoregolazione, lo stato di vigilanza o l’equilibrio idrico.

Farmaci e caldo

Le Linee di indirizzo richiamano l’attenzione sui medicinali che possono aggravare gli effetti del caldo, tra cui:

  • diuretici;
  • antipertensivi;
  • beta-bloccanti;
  • anticolinergici;
  • neurolettici;
  • antidepressivi;
  • ansiolitici e sedativi;
  • antistaminici;
  • farmaci antiparkinsoniani;
  • litio;
  • digossina;
  • alcuni antidiabetici;
  • farmaci antiepilettici;
  • antinfiammatori non steroidei.

Il rischio può derivare da disidratazione, riduzione della funzione renale, alterazione della sudorazione, abbassamento della pressione o aumento della concentrazione plasmatica del principio attivo.

Le terapie non devono mai essere sospese o modificate autonomamente. In presenza di temperature elevate è opportuno consultare il medico per verificare posologia, possibili interazioni e modalità di conservazione.

Le categorie maggiormente vulnerabili

Il documento individua numerosi sottogruppi ai quali devono essere rivolti interventi specifici.

Persone anziane e non autosufficienti

Il rischio cresce in presenza di:

  • età molto avanzata;
  • patologie croniche;
  • difficoltà motorie;
  • demenza;
  • ridotta percezione della sete;
  • solitudine;
  • condizioni abitative sfavorevoli;
  • limitate risorse economiche.

Nelle persone anziane, anche una riduzione delle normali attività quotidiane, come mangiare, lavarsi, vestirsi o recarsi in bagno, può rappresentare un segnale precoce di peggioramento.

Neonati e bambini piccoli

Hanno un rapporto tra superficie corporea e peso maggiore rispetto agli adulti e un ricambio di liquidi più rapido. Non sono inoltre in grado di manifestare autonomamente il bisogno di bere o di allontanarsi da un ambiente caldo.

Non devono mai essere lasciati soli in automobile, neppure per pochi minuti.

Donne in gravidanza

I cambiamenti cardiovascolari e metabolici della gravidanza possono ridurre la capacità di adattamento al caldo. Le alte temperature sono associate a un possibile aumento del rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita, ipertensione materna e diabete gestazionale.

Persone socialmente isolate e senza fissa dimora

L’assenza di una rete familiare o sociale riduce la possibilità di ricevere aiuto tempestivo. Le persone senza dimora sono particolarmente esposte per mancanza di riparo, difficoltà di accesso all’acqua, patologie concomitanti, disturbi psichici o consumo di alcol.

Turisti e partecipanti a eventi di massa

Turisti, pellegrini e partecipanti a concerti o manifestazioni sportive possono non essere acclimatati e possono trascorrere molte ore all’aperto.

Gli organizzatori devono predisporre:

  • accesso all’acqua potabile;
  • aree ombreggiate;
  • punti di raffrescamento;
  • sistemi di nebulizzazione;
  • assistenza sanitaria;
  • percorsi di emergenza;
  • comunicazioni multilingue;
  • eventuale riprogrammazione dell’evento nelle ore più fresche.

Caldo e sicurezza sul lavoro

Le Linee di indirizzo dedicano una specifica attenzione ai lavoratori, in particolare a chi svolge mansioni all’aperto o attività fisicamente impegnative.

Tra le categorie maggiormente esposte rientrano:

  • lavoratori edili;
  • agricoltori;
  • addetti alla pesca;
  • asfaltatori;
  • cantonieri;
  • cavatori;
  • installatori;
  • addetti alla movimentazione e al trasporto di materiali;
  • operatori che indossano DPI pesanti o poco traspiranti.

Il caldo può provocare non soltanto patologie da stress termico, ma anche un aumento degli infortuni dovuto a:

  • riduzione dell’attenzione;
  • rallentamento dei tempi di reazione;
  • affaticamento;
  • vertigini;
  • calo delle capacità decisionali;
  • maggiore probabilità di cadute, scivolamenti ed errori operativi.

Gli obblighi del datore di lavoro

In base al D.Lgs. 81/2008, il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, compresi quelli derivanti da caldo, microclima e radiazioni ultraviolette.

La gestione deve comprendere:

  • aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi;
  • consultazione dei bollettini sulle ondate di calore;
  • monitoraggio delle condizioni microclimatiche;
  • individuazione dei lavoratori fragili;
  • acclimatamento progressivo;
  • modifica di turni e orari;
  • programmazione dei lavori pesanti nelle ore più fresche;
  • incremento delle pause;
  • predisposizione di aree ombreggiate e fresche;
  • disponibilità costante di acqua;
  • formazione sui sintomi e sulle procedure di emergenza;
  • sorveglianza sanitaria mirata;
  • organizzazione del mutuo controllo tra colleghi;
  • fornitura di indumenti e DPI adeguati.

Il lavoratore deve essere informato sulla necessità di bere regolarmente, evitare alcol, utilizzare abbigliamento leggero e protettivo, non lavorare a pelle nuda, riconoscere i primi sintomi e segnalare tempestivamente il malessere proprio o di un collega.

Il sistema nazionale di allerta

Il Piano operativo nazionale utilizza i sistemi Heat Health Watch Warning Systems, in grado di prevedere fino a 72 ore prima condizioni meteorologiche pericolose per la salute.

I bollettini indicano quattro condizioni operative:

Livello 0

Non sono previste condizioni meteorologiche a rischio. È comunque il momento per:

  • verificare impianti di climatizzazione e schermature;
  • predisporre le procedure aziendali e sanitarie;
  • formare il personale;
  • individuare i soggetti fragili;
  • programmare le scorte di acqua e medicinali.

Livello 1

È una fase di preallerta. Le condizioni meteorologiche possono precedere un’ondata di calore.

Occorre:

  • verificare i servizi disponibili;
  • pianificare le attività;
  • controllare le scorte;
  • allertare la rete assistenziale;
  • preparare il monitoraggio dei soggetti vulnerabili.

Livello 2

Sono previste temperature elevate che possono avere effetti negativi soprattutto sui soggetti fragili.

Devono essere rafforzati:

  • contatti telefonici e visite domiciliari;
  • monitoraggio clinico;
  • continuità assistenziale;
  • servizi sociali;
  • disponibilità di luoghi climatizzati;
  • comunicazione alla popolazione.

Livello 3

È in corso un’ondata di calore con possibili effetti anche sulle persone sane e attive. Le misure preventive e assistenziali devono essere pienamente operative.

I bollettini sono diffusi tramite il portale del Ministero della Salute, l’applicazione “Caldo e Salute” e la rete dei referenti locali.

Il ruolo dei medici e dei servizi territoriali

Il medico di medicina generale rappresenta una figura centrale nella protezione degli anziani e dei pazienti cronici.

Le attività previste comprendono:

  • informazione dei pazienti e dei caregiver;
  • revisione delle liste delle persone suscettibili;
  • controllo delle terapie;
  • programmazione di accessi domiciliari;
  • monitoraggio di pressione, temperatura, frequenza cardiaca, saturazione, diuresi e stato mentale;
  • controllo dell’assunzione di liquidi;
  • attivazione dell’assistenza infermieristica;
  • richiesta di visite specialistiche;
  • organizzazione del trasferimento in RSA o del ricovero;
  • collaborazione nelle dimissioni protette.

Anche le Case della Comunità, gli infermieri di famiglia o di comunità e le Centrali operative territoriali possono contribuire attraverso telemonitoraggio, valutazione domiciliare e coordinamento tra ospedale, territorio e servizi sociali.

Ospedali, RSA e strutture socio-sanitarie

Ospedali, case di cura, RSA, strutture riabilitative e lungodegenze devono dotarsi di protocolli specifici prima dell’estate.

Tra le misure indicate:

  • formazione del personale;
  • controllo della temperatura nelle camere, nei reparti e nelle sale d’attesa;
  • monitoraggio dei parametri microclimatici;
  • climatizzazione almeno degli ambienti comuni e dei reparti con pazienti fragili;
  • schermatura delle superfici vetrate;
  • ombreggiamento di tetti e facciate;
  • disponibilità di acqua potabile;
  • monitoraggio dell’idratazione;
  • adeguamento dell’alimentazione e dell’abbigliamento;
  • aumento delle visite di controllo;
  • attivazione di protocolli di emergenza;
  • gestione delle dimissioni protette.

Il documento sottolinea che i ventilatori possono diventare inefficaci o controproducenti quando la temperatura ambientale è molto elevata. Nelle strutture sanitarie la climatizzazione costituisce la misura più efficace per la protezione delle persone vulnerabili.

La sorveglianza epidemiologica

Il Piano nazionale comprende due sistemi fondamentali:

  • il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera;
  • il Sistema di sorveglianza degli accessi in pronto soccorso.

Questi strumenti consentono di individuare rapidamente aumenti anomali di decessi o accessi ospedalieri e di valutare l’impatto di:

  • ondate di calore;
  • ondate di freddo;
  • precipitazioni intense;
  • epidemie influenzali;
  • picchi di inquinamento atmosferico.

La sorveglianza non ha soltanto una funzione statistica, ma deve supportare l’attivazione tempestiva delle misure sanitarie e organizzative.

Inquinamento atmosferico e salute

Le Linee di indirizzo 2026 integrano la prevenzione del caldo con quella degli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico.

Gli inquinanti di maggiore rilievo sanitario sono:

  • particolato PM10 e PM2,5;
  • particolato ultrafine;
  • biossido di azoto;
  • ozono;
  • biossido di zolfo;
  • monossido di carbonio;
  • idrocarburi policiclici aromatici.

L’esposizione può produrre effetti acuti e cronici a carico del sistema:

  • respiratorio;
  • cardiovascolare;
  • neurologico;
  • metabolico;
  • riproduttivo.

Gli effetti comprendono aumento della mortalità, infarti, ictus, aritmie, riacutizzazioni di asma e BPCO, infezioni respiratorie, tumori e possibili alterazioni dello sviluppo fetale e infantile.

L’effetto combinato di caldo e inquinamento

Durante le fasi estive di alta pressione, la stabilità atmosferica, l’intensa radiazione solare e l’assenza di ventilazione favoriscono l’accumulo degli inquinanti.

Il caldo può inoltre:

  • aumentare la formazione di ozono;
  • favorire gli incendi e la produzione di particolato;
  • aumentare la frequenza respiratoria e quindi la quantità di inquinanti inalati;
  • aumentare il flusso sanguigno periferico;
  • accentuare infiammazione, stress ossidativo e disfunzione vascolare;
  • aumentare la viscosità del sangue per effetto della disidratazione.

Le evidenze epidemiologiche richiamate dal documento mostrano un possibile effetto sinergico tra alte temperature, ozono e particolato. Il rischio non è quindi riconducibile alla semplice somma delle due esposizioni, ma può risultare amplificato.

Come ridurre l’esposizione all’inquinamento

Durante i giorni con qualità dell’aria scarsa è raccomandato:

  • consultare i dati pubblicati dalle ARPA;
  • limitare l’attività fisica intensa all’aperto;
  • evitare strade molto trafficate;
  • tenere chiuse le finestre durante i picchi di PM e ozono;
  • pulire regolarmente i filtri dei climatizzatori;
  • ridurre le sorgenti indoor, come fumo, candele e incensi;
  • utilizzare correttamente il ricircolo e i filtri dell’automobile;
  • tenere disponibili i farmaci prescritti per asma e BPCO;
  • monitorare i sintomi respiratori e cardiovascolari.

La protezione deve essere rafforzata per bambini, donne in gravidanza, anziani, cardiopatici, persone con malattie respiratorie e lavoratori esposti.

Protezione dal caldo negli edifici

Le Linee di indirizzo distinguono misure individuali, interventi sulle abitazioni ed interventi strutturali sugli edifici.

Misure immediate

  • chiudere finestre e oscuranti nelle ore più calde;
  • aprire nelle ore notturne e al mattino presto;
  • utilizzare tende e schermature esterne;
  • ridurre l’uso di forni ed elettrodomestici che producono calore;
  • trascorrere le ore più calde nella stanza più fresca;
  • utilizzare correttamente il climatizzatore;
  • mantenere puliti i filtri;
  • evitare temperature interne eccessivamente basse;
  • usare con cautela i ventilatori;
  • ricorrere a deumidificatori nei contesti molto umidi.

Interventi strutturali

  • isolamento termico;
  • pareti e tetti verdi;
  • superfici chiare e riflettenti;
  • schermature esterne;
  • doppi vetri selettivi;
  • ventilazione naturale e meccanica;
  • pompe di calore;
  • tetti ad alta riflettanza;
  • riduzione delle fonti di calore interne;
  • progettazione degli edifici orientata al clima.

La climatizzazione è una misura essenziale per i soggetti vulnerabili, ma deve essere inserita in una strategia che privilegi anche efficienza energetica e raffrescamento passivo.

Pianificazione urbana e rifugi climatici

La prevenzione non può essere limitata alle abitazioni. Il documento propone un approccio urbano basato su:

  • infrastrutture verdi e blu;
  • piantumazione di alberi;
  • foreste urbane;
  • parchi e corpi idrici;
  • corridoi di ventilazione;
  • ombreggiamento dei percorsi pedonali;
  • pavimentazioni permeabili;
  • materiali urbani riflettenti;
  • limitazione del traffico;
  • mobilità sostenibile;
  • fontane pubbliche;
  • sistemi di nebulizzazione;
  • edifici pubblici accessibili e climatizzati.

Particolare rilievo assumono i rifugi climatici, ossia biblioteche, scuole, centri di aggregazione, luoghi di culto o altre strutture pubbliche rinfrescate e aperte alla popolazione durante le ore più calde.

L’accessibilità deve essere garantita anche alle persone con ridotta mobilità, mediante servizi di trasporto e personale di assistenza.

Le raccomandazioni generali per la popolazione

Durante le ondate di calore è opportuno:

  • consultare quotidianamente il bollettino della propria città;
  • bere con regolarità, salvo limitazioni mediche;
  • evitare alcolici e limitare bevande zuccherate o contenenti caffeina;
  • preferire pasti leggeri;
  • consumare frutta e verdura;
  • evitare le uscite nelle ore più calde;
  • indossare abiti chiari, leggeri e traspiranti;
  • usare cappello, occhiali da sole e protezione solare;
  • evitare attività fisica intensa nelle ore centrali;
  • trascorrere alcune ore in ambienti climatizzati;
  • controllare anziani, bambini e persone fragili;
  • conservare correttamente alimenti e medicinali;
  • non lasciare persone o animali in auto;
  • rivolgersi al medico in presenza di sintomi.

Le persone con patologie croniche devono seguire indicazioni personalizzate e non modificare autonomamente terapie, assunzione di liquidi o dieta.

SCARICA LE LINEE DI INDIRIZZO AGGIORNATE 2026

SCARICA LA TABELLA DI RIEPILOGO IN WORD

SCARICA LA TABELLA DI RIEPILOGO CONTESTUALIZZATA PER I LAVORATORI

SCARICA LE INFOGRAFICHE

SCARICA LA PROCEDURA AZIENDALE COMPLETA IN WORD


MESSAGGIO INFORMATIVO SUL NOSTRO SERVIZIO DI NEWSLETTER PROFESSIONAL:

Gli iscritti alla nostra Newsletter Professional hanno accesso all'area condivisione gratuita dove trovare oltre 7000 file gratuiti  utili sulle tematiche prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e cantieri temporanei e mobili.

Abbonarsi alla nostra newsletter è conveniente e permette di ricevere via mail notizie, approfondimenti,software freeware,documenti in materia di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro...e non solo.

L'iscrizione alla newsletter darà diritto a ricevere le mail contenenti notizie in materia di prevenzione e sicurezza, ad accedere al download del software freeware condiviso gratuitamente con tutti gli iscritti (Trovi il materiale condiviso gratuitamente, Fogli excel utili per la gestione sicurezza, software freeware, Dwg per layout in Autocad,Schede di sicurezza
..Manuali..Approfondimenti...e altro ancora).

L'iscrizione da' diritto anche a particolari scontistiche su vari servizi offerti.

L'iscrizione alla Newsletter Professional non ha scadenze o rinnovi annuali da sostenersi.


NEWSLETTER PROFESSIONAL


tutte le risorse gratuite presenti sono scaricabili per gli iscritti alla nostra Newsletter Professional
Sei gia' iscritto alla nostra Newsletter Professional?
Inserisci l'email con cui ricevi le news Periodiche per procedere con il download.Se non sei ancora iscritto scopri come farlo cliccando sul pulsante Maggiori Info..
Maggiori Info sulla Newsletter Professional

Banner uno Scopri i vantaggi di iscriversi alla nostra newsletter professional MOVARISCH calcolo rischio chimico per la salute in Excel Raccolta file Excel per la sicurezza
Banner due Risorse per la formazione Sicurezza in edilizia Piano emergenza ed evacuazione in Word
Banner tre Modelli di DVR in Word
Banner applicativo web Applicativi Web per la sicurezza sul lavoro



Contenuto assistito da IA
Verificato e revisionato da professionista

Contenuto predisposto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposto a verifica sostanziale e revisione professionale prima della pubblicazione.

Trasparenza ai sensi dell’AI Act – Regolamento (UE) 2024/1689, art. 50.

I contenuti pubblicati hanno finalità prevalentemente informative, formative e di approfondimento professionale. Salvo espressa indicazione, non costituiscono consulenza personalizzata né sostituiscono la valutazione tecnica, giuridica o professionale richiesta dalla specifica situazione aziendale.

L’eventuale utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale nella fase di predisposizione non modifica questo principio. Le informazioni devono essere applicate considerando il contesto concreto, la normativa vigente, le caratteristiche dell’attività lavorativa e gli eventuali ulteriori obblighi previsti dalla disciplina applicabile.