foglio Excel per la valutazione del rumore secondo UNI EN ISO 9612:2025

valutazione del rumore secondo UNI EN ISO 9612:2025

FOGLIO EXCEL PER LA VALUTAZIONE DEL RUMORE SECONDO UNI EN ISO 9612:2025
EXCEL

Il foglio Excel UNI_9612_2025_Valutazione_Rumore_Professionale_TERMINI_ITALIANI.xlsx è una cartella di lavoro professionale progettata per supportare la valutazione dell’esposizione occupazionale al rumore secondo la logica della UNI EN ISO 9612:2025. Non è un semplice schema di raccolta dati: è uno strumento operativo che guida il valutatore dalla descrizione del lavoro fino alla sintesi finale, passando per la scelta della strategia di misura, il controllo della strumentazione, il calcolo dell’esposizione, la valutazione dell’incertezza, la gestione dei picchi ponderati C e la preparazione della relazione tecnica.

La sua utilità principale è trasformare misure fonometriche, durate operative, campioni, giornate nominali, controlli strumentali ed eventi di picco in risultati leggibili e difendibili: LEX,8h, U estesa, LEX,8h,95%, Lp,Cpeak,95%, stato del metodo, classe di esposizione, classe dei picchi e sintesi operativa finale.

Il modello DVR collegato allo stesso sistema distingue correttamente tra completezza metodologica della valutazione ed esito dell’esposizione rispetto ai valori di riferimento: il primo riguarda la qualità del processo tecnico, il secondo riguarda i livelli calcolati e le azioni conseguenti.

Cosa calcola effettivamente

Il foglio Excel calcola:

  • il livello medio energetico dei singoli compiti;
  • il contributo dei compiti alla giornata lavorativa;
  • LEX,8h, cioè l’esposizione giornaliera normalizzata a 8 ore;
  • l’incertezza della valutazione;
  • LEX,8h,95%, cioè il valore cautelativo comprensivo dell’incertezza;
  • l’esposizione per strategia per compiti, per mansione, giornata intera e più giornate nominali;
  • i picchi ponderati C, se inseriti;
  • la classe di esposizione rispetto ai valori di azione;
  • la sintesi operativa finale;
  • l’eventuale esposizione stimata all’orecchio con DPI, come valutazione gestionale separata dalla misura UNI 9612. Il modello DVR aggiornato prevede infatti che la valutazione calcoli e riporti LEX,8h, incertezza, LEX,8h,95%, picchi C e, separatamente, la verifica dei DPI all’orecchio.


Il foglio Excel esegue il calcolo dell’esposizione al rumore a partire dai dati fonometrici inseriti dall’utente. Calcola LEX,8h, incertezza, LEX,8h,95%, contributi dei compiti, strategie per compiti, per mansione, giornata intera, più giornate nominali e picchi C.


1. Perché è utile un foglio Excel strutturato

La valutazione del rumore nei luoghi di lavoro non consiste nel leggere un solo valore sul fonometro. Occorre stabilire:

  • chi è esposto;
  • per quale mansione;
  • in quale reparto o area;
  • per quanto tempo;
  • con quali sorgenti sonore;
  • durante quali compiti;
  • con quale variabilità;
  • con quale strategia di misura;
  • con quali strumenti;
  • con quali calibrazioni;
  • con quale incertezza;
  • con quali eventi di picco;
  • con quale esito operativo.

Il foglio Excel serve proprio a evitare una valutazione frammentaria. Costringe il valutatore a compilare una sequenza logica coerente: impostazioni generali, strumenti, analisi del lavoro, strategia, misure, calcoli, picchi, relazione e controllo finale.

Il vantaggio è duplice. Da un lato riduce il rischio di errori di calcolo; dall’altro rende più tracciabile l’intero percorso tecnico. Il documento DVR aggiornato prevede infatti che siano conservati dati di analisi del lavoro, misure, incertezza, picchi, strategie, strumentazione, calibrazioni, matrici di rischio ed esito finale.


2. Che cosa calcola il foglio Excel

Il foglio Excel calcola e controlla principalmente questi elementi:

  • livello equivalente dei compiti, nella strategia per compiti;
  • contributo di ogni compito all’esposizione giornaliera;
  • LEX,8h, cioè il livello di esposizione giornaliera normalizzato a 8 ore;
  • incertezza combinata;
  • incertezza estesa;
  • LEX,8h,95%, cioè il valore cautelativo comprensivo dell’incertezza;
  • campionamento per mansione, con controlli su lavoratori, durata cumulativa, campioni e contributo di incertezza;
  • misure su giornata intera, con controlli su copertura, numero di misure, lavoratori campionati e validazione;
  • più giornate nominali, con combinazione energetica delle esposizioni;
  • picchi ponderati C, con stima del valore cautelativo al 95%;
  • stato del metodo UNI;
  • classe di esposizione A;
  • classe dei picchi C;
  • sintesi operativa finale;
  • controllo della completezza della relazione tecnica.

Il file non si limita quindi a restituire un numero. Restituisce una classificazione tecnica del risultato e segnala se il metodo è completo, se i valori superano i riferimenti impostati, se i picchi sono critici o se mancano dati essenziali.


3. Differenza fondamentale: metodo e valori

Il punto più importante da comprendere è che il foglio separa due concetti diversi.

Il primo è lo stato del metodo UNI. Questo indica se il processo di valutazione è stato compilato in modo coerente: analisi del lavoro, scelta della strategia, piano di misura, strumentazione, calibrazione, campionamento, incertezza, picchi e relazione.

Il secondo è la classe di esposizione. Questa indica se i valori calcolati sono inferiori o superiori ai valori di riferimento impostati nel file.

Quindi è possibile avere un risultato del tipo:

Metodo UNI completo - superati valori di riferimento

Questa dicitura non significa che il foglio è sbagliato. Significa il contrario: il metodo è stato applicato correttamente, ma i dati inseriti indicano un’esposizione da gestire con interventi tecnici, organizzativi o gestionali.


4. Struttura della cartella di lavoro

La cartella Excel è organizzata in fogli, ciascuno con una funzione precisa.

4.1 Foglio 00_Quadro_Generale

È il foglio di sintesi. Mostra immediatamente:

  • strategia selezionata;
  • LEX,8h;
  • U estesa;
  • LEX,8h,95%;
  • stato del metodo;
  • picco C al 95%;
  • classe di esposizione A;
  • classe dei picchi C;
  • sintesi operativa finale;
  • risultati delle singole strategie;
  • controlli principali della cartella.

È il primo foglio da leggere alla fine della valutazione, ma non dovrebbe essere il primo da compilare. Il quadro generale dipende dai dati inseriti negli altri fogli.

Nel file di esempio, il quadro generale mostra una situazione in cui il metodo è completo, ma i valori di esposizione e i picchi superano i riferimenti impostati. La sintesi operativa diventa quindi:

Metodo UNI completo - superati valori di riferimento

Questa è una frase molto più chiara di “non conforme”, perché distingue il problema metodologico dal problema di esposizione.


4.2 Foglio 01_Impostazioni

Questo foglio contiene i parametri generali della valutazione.

Si compilano:

  • cliente o azienda;
  • sito o stabilimento;
  • reparto o area;
  • tecnico valutatore;
  • data della valutazione;
  • scopo della valutazione;
  • strategia prevalente;
  • durata di riferimento;
  • valori di azione;
  • valore limite impostato;
  • soglia o limite picco C;
  • regola decisionale;
  • arrotondamenti;
  • intervallo di verifica periodica degli strumenti.

Il foglio contiene anche i parametri di incertezza principali, come il fattore di copertura per l’esposizione A, la componente di posizione del microfono e i valori consigliati per i picchi.

La regola decisionale più cautelativa usa LEX,8h,95%. Ciò significa che il confronto con i riferimenti non avviene sul solo valore centrale, ma sul valore aumentato dell’incertezza.


4.3 Foglio 02_Strumenti_Calib

Questo foglio documenta strumentazione e calibrazioni.

Serve a registrare:

  • tipo di strumento;
  • classe;
  • marca;
  • modello;
  • matricola;
  • microfono;
  • calibratore;
  • certificato;
  • laboratorio;
  • data di verifica;
  • calibrazione iniziale;
  • calibrazione finale;
  • scarto iniziale/finale;
  • esito della serie.

Il controllo più importante riguarda lo scarto fra calibrazione iniziale e finale. Se lo scarto supera il limite ammesso, la serie di misure deve essere considerata non utilizzabile o da ripetere.

Gli esiti possibili in questo foglio sono:

  • Requisito soddisfatto, quando strumento, verifica e calibrazione sono coerenti;
  • Da correggere, quando mancano dati o lo scarto non è accettabile;
  • Serie da scartare, quando la differenza tra controllo iniziale e finale supera il criterio impostato;
  • Verifica periodica da aggiornare, quando la taratura o verifica non è più valida rispetto all’intervallo impostato.

Questo foglio è essenziale perché una valutazione numericamente corretta non è tecnicamente difendibile se la catena strumentale non è documentata.


4.4 Foglio 03_Analisi_Lavoro

Questo foglio raccoglie la parte metodologica più importante: l’analisi del lavoro.

Qui si descrivono:

  • attività dell’impresa o del reparto;
  • mansioni valutate;
  • gruppo omogeneo di esposizione;
  • dimensione del gruppo;
  • giornata nominale;
  • compiti principali;
  • sorgenti di rumore;
  • aree rumorose;
  • pause;
  • riunioni;
  • variazioni operative;
  • eventi rumorosi significativi;
  • eventi di picco;
  • indicatori produttivi;
  • consultazione di lavoratori e preposti.

L’analisi del lavoro serve a verificare che le misure rappresentino la reale esposizione dei lavoratori. Il modello DVR aggiornato dedica una sezione specifica ad analisi del lavoro, gruppo omogeneo e giornata nominale, sottolineando che il dato strumentale è valido solo se il contesto operativo è descritto e documentato.

Gli esiti possibili sono:

  • Requisito soddisfatto, se mansione, gruppo, giornata, sorgenti ed eventi sono descritti;
  • Da integrare, se mancano informazioni;
  • Da correggere, se il gruppo omogeneo o la giornata nominale non sono coerenti;
  • Non valutabile, se non è possibile stabilire la rappresentatività della misura.

4.5 Foglio 03b_Scelta_Strategia

Questo foglio serve a motivare la strategia di misura scelta.

Le strategie gestite sono:

  • per compiti;
  • per mansione;
  • giornata intera;
  • giornate multiple;
  • strategia combinata.

La strategia per compiti è preferibile quando la giornata può essere suddivisa in attività ben definite. La strategia per mansione è utile quando il lavoro è complesso, con molti compiti difficili da separare. La strategia su giornata intera è adatta a lavoratori mobili o attività imprevedibili. Le giornate multiple servono per lavoratori flessibili o mansioni diverse in giorni differenti.

Gli esiti possibili sono:

  • Requisito soddisfatto, se la strategia è motivata;
  • Da integrare, se la scelta è dichiarata ma non spiegata;
  • Da correggere, se la strategia scelta non è coerente con il lavoro;
  • Strategia combinata da documentare, se si usano più strategie ma non è chiaro come siano state integrate.

4.6 Foglio 04_Per_Compiti

Questo foglio calcola la strategia per compiti.

È la parte più analitica del file. Si usa quando la giornata nominale può essere suddivisa in compiti come:

  • briefing;
  • controllo linea;
  • molatura;
  • pulizia con aria compressa;
  • movimentazione;
  • setup;
  • saldatura;
  • taglio;
  • permanenza in area rumorosa;
  • permanenza in area silenziosa.

Per ogni compito il foglio raccoglie:

  • durata manuale;
  • durate osservate;
  • durata usata;
  • misure M1, M2, M3, M4, M5, M6;
  • numero misure;
  • intervallo massimo fra misure;
  • livello equivalente del compito;
  • incertezza del livello del compito;
  • incertezza della durata;
  • contributo del compito a LEX,8h;
  • lavoratori campionati;
  • durata delle singole misure;
  • presenza di cicli;
  • numero di cicli;
  • controlli di durata;
  • controlli di dispersione;
  • controlli sui lavoratori;
  • esito della misura.

Il risultato più utile di questo foglio non è solo il LEX,8h finale. È anche il contributo di ogni compito. Questo permette di capire quali attività determinano l’esposizione e dove conviene intervenire.

Gli esiti possibili della strategia per compiti sono:

  • Requisito soddisfatto, quando misure, durate, lavoratori, dispersione e cicli sono coerenti;
  • Da compilare, se mancano dati essenziali;
  • Numero misure insufficiente, se non sono presenti misure sufficienti per un compito;
  • Durata misura insufficiente, se la durata della misura non rappresenta il compito;
  • Intervallo misure da verificare, se la differenza tra misure dello stesso compito è troppo elevata;
  • Compito da suddividere, se il rumore del compito non è omogeneo;
  • Cicli da completare, se il compito è ciclico ma non sono stati misurati cicli sufficienti;
  • Lavoratori campionati insufficienti, se il numero di lavoratori osservati non è adeguato;
  • Incertezza durata rilevante, se la durata del compito pesa molto sul risultato finale;
  • Compito dominante, quando un compito contribuisce in modo prevalente all’esposizione.

4.7 Foglio 05_Per_Mansione

Questo foglio calcola la strategia per mansione.

È pensato per gruppi omogenei e mansioni complesse. Non scompone la giornata in compiti; raccoglie campioni casuali durante lo svolgimento del lavoro.

Il foglio controlla:

  • dimensione del gruppo omogeneo;
  • numero minimo di lavoratori;
  • durata effettiva della giornata;
  • durata cumulativa minima;
  • durata del singolo campione;
  • numero di campioni;
  • lavoratori unici validi;
  • durata cumulativa valida;
  • distribuzione casuale;
  • periodi significativi inclusi;
  • livello equivalente della mansione;
  • dispersione dei campioni;
  • contributo di incertezza da campionamento;
  • LEX,8h;
  • U estesa;
  • LEX,8h,95%;
  • classe di esposizione.

Gli esiti possibili sono:

  • Requisito soddisfatto, se il piano di campionamento è completo;
  • Lavoratori insufficienti, se i lavoratori campionati sono meno del minimo richiesto;
  • Durata cumulativa insufficiente, se il tempo complessivo di misura non raggiunge il minimo;
  • Durata campione non ammessa, se i campioni sono troppo brevi o troppo lunghi rispetto al criterio impostato;
  • Campioni non uniformi, se le durate non sono coerenti;
  • Casualità da documentare, se non è indicata la distribuzione casuale;
  • c1u1 sopra criterio, se l’incertezza di campionamento è troppo alta;
  • Gruppo da ridefinire, se la dispersione fa pensare che il gruppo non sia realmente omogeneo;
  • Sopra il limite impostato, se il valore cautelativo supera il limite inserito nelle impostazioni.

4.8 Foglio 06_Giornata_Intera

Questo foglio gestisce la strategia su giornata intera.

Si usa quando il lavoratore è mobile, la mansione è imprevedibile o la scomposizione in compiti non è efficace.

Il foglio controlla:

  • gruppo o mansione;
  • dimensione del gruppo;
  • numero minimo lavoratori;
  • durata effettiva della giornata;
  • numero di misure giornaliere;
  • lavoratori unici;
  • durata misurata;
  • copertura percentuale;
  • intervallo tra giornate;
  • necessità di misure aggiuntive;
  • osservazione, intervista o tracciato temporale;
  • eventi non pertinenti esclusi e motivati;
  • incertezza da campionamento;
  • LEX,8h;
  • U estesa;
  • LEX,8h,95%.

Gli esiti possibili sono:

  • Requisito soddisfatto, se misure, copertura, lavoratori e validazione sono coerenti;
  • Misure insufficienti, se non è raggiunto il numero minimo;
  • Misure aggiuntive necessarie, se la variabilità fra giornate è elevata;
  • Copertura temporale insufficiente, se la misura non copre una quota rappresentativa del turno;
  • Lavoratori insufficienti, se non sono stati campionati lavoratori sufficienti;
  • Osservazione o tracciato da documentare, se mancano evidenze sulla validazione della giornata;
  • c1u1 sopra criterio, se la variabilità campionaria è eccessiva;
  • Eventi non pertinenti da motivare, se sono stati esclusi rumori o picchi;
  • Sopra il limite impostato, se il valore cautelativo supera i riferimenti impostati.

4.9 Foglio 07_Giornate_Multiple

Questo foglio serve per lavoratori che non hanno una sola giornata rappresentativa.

È utile per:

  • manutentori;
  • operatori su più reparti;
  • lavoratori flessibili;
  • cantieri mobili;
  • alternanza di mansioni;
  • settimane con attività diverse;
  • lavoratori che svolgono lavori differenti in giorni differenti.

Il foglio combina energeticamente più giornate nominali, pesandole in base alla frequenza.

Calcola:

  • esposizione media del periodo;
  • incertezza combinata;
  • LEX,8h,95% combinato;
  • classe di esposizione;
  • contributo delle singole giornate.

Gli esiti possibili sono:

  • Requisito soddisfatto, se le giornate sono definite e pesate correttamente;
  • Giornata da integrare, se manca un valore LEX,8h o l’incertezza;
  • Frequenza non valida, se il numero di giorni non è coerente;
  • Periodo da verificare, se il periodo considerato è troppo ampio o non motivato;
  • Superato il valore inferiore d’azione;
  • Superato il valore superiore d’azione;
  • Sopra il limite impostato, se la media cautelativa supera il limite inserito.

4.10 Foglio 08_Picchi_C

Questo foglio valuta i livelli di picco ponderati C.

Serve quando ci sono eventi brevi e intensi, come:

  • scarichi pneumatici;
  • impatti metallici;
  • martellamenti;
  • colpi;
  • cadute di pezzi;
  • utensili impulsivi;
  • aperture di valvole;
  • rumori esplosivi o fortemente impulsivi.

Il foglio distingue:

  • evento unico;
  • eventi ripetuti;
  • distribuzione uniforme degli eventi;
  • valore minimo misurato;
  • valore massimo misurato;
  • stima del picco;
  • incertezza di campionamento;
  • incertezza strumentale;
  • incertezza di posizione;
  • Lp,Cpeak,95%;
  • eventi misurati oltre soglia;
  • stato metodo picchi C;
  • classe esposizione picchi C.

Gli esiti possibili sono:

  • Picchi non pertinenti, se non sono presenti eventi impulsivi significativi;
  • Picchi inferiori alla soglia impostata, se il valore cautelativo è sotto soglia;
  • Picco al 95% sopra la soglia impostata, se Lp,Cpeak,95% supera il riferimento;
  • Eventi da validare, se i picchi non sono stati collegati a sorgenti reali;
  • Eventi non pertinenti da escludere, se il picco deriva da urto sul microfono, sfregamento o evento anomalo;
  • Numero eventi insufficiente, se si usa la procedura per eventi ripetuti ma il campionamento è troppo limitato;
  • Requisito soddisfatto, se gli eventi sono documentati, validati e calcolati.

Il documento DVR aggiornato prevede una sezione specifica per i picchi C, con famiglia di evento, sorgente, evento unico o ripetuto, valori misurati, validazione, incertezza e confronto con la soglia.


4.11 Foglio 09_Relazione

Questo foglio produce una bozza strutturata della relazione tecnica.

Riepiloga:

  • dati generali;
  • strategia scelta;
  • gruppo o mansione;
  • giornata nominale;
  • strumentazione;
  • calibrazioni;
  • risultati;
  • incertezza;
  • picchi;
  • regola decisionale;
  • stato metodo;
  • classe esposizione;
  • sintesi operativa finale;
  • checklist di completezza.

Gli esiti possibili sono:

  • Relazione completa, se tutti i campi minimi sono presenti;
  • Relazione da integrare, se mancano dati su lavoro, strumenti, misure, sorgenti o risultati;
  • Relazione non validabile, se mancano elementi essenziali;
  • Dati da verificare, se il foglio rileva informazioni incomplete o incoerenti.

Il modello DVR aggiornato richiama esplicitamente che la relazione tecnica deve consentire di ricostruire tutto il processo: analisi del lavoro, strategia, strumenti, calibrazioni, misure, sorgenti, eventi, errori, incertezza, picchi e regola decisionale.


4.12 Foglio 10_Tabelle_Norma

È il foglio di supporto tecnico.

Contiene valori e tabelle usate nei calcoli, come:

  • incertezza strumentale;
  • fattore di copertura;
  • incertezza di posizione;
  • soglia per contributo di campionamento;
  • numero minimo di lavoratori;
  • criteri per più strategie;
  • riferimenti interni per formule e controlli.

Non è un foglio da compilare normalmente, ma un foglio di appoggio. Modificarlo senza criterio può alterare i risultati.


4.13 Foglio 11_Guida

È la guida interna della cartella di lavoro.

Spiega:

  • sequenza di compilazione;
  • significato delle celle;
  • celle da modificare;
  • celle formula;
  • significato dei colori;
  • limiti dello strumento;
  • rapporto fra foglio Excel e giudizio del tecnico.

Serve soprattutto per evitare che l’utente modifichi formule o interpreti male gli esiti.


4.14 Foglio 12_Controllo_UNI

È la matrice finale di controllo metodologico.

Verifica se la valutazione contiene:

  • analisi del lavoro;
  • gruppo omogeneo;
  • giornata nominale;
  • strategia motivata;
  • piano di misura;
  • strumentazione;
  • calibrazione;
  • misure rappresentative;
  • gestione errori;
  • incertezza;
  • picchi;
  • relazione;
  • regola decisionale;
  • arrotondamento;
  • risultati completi.

Gli esiti possibili sono:

  • Metodo UNI completo;
  • Metodo UNI da integrare;
  • Metodo UNI non validabile.

Questo foglio è decisivo perché evita di confondere il superamento dei valori con un errore del metodo.


5. Significato dei valori calcolati

5.1 LEX,8h

LEX,8h è il livello di esposizione giornaliera normalizzato a 8 ore.

Serve a confrontare esposizioni con durate diverse. Un lavoratore esposto a un certo livello per 4 ore non ha la stessa esposizione di un lavoratore esposto allo stesso livello per 8 ore. Il foglio tiene conto del livello e della durata.

Un valore LEX,8h elevato indica che la dose giornaliera di rumore è significativa.


5.2 U estesa

U estesa è l’incertezza associata al risultato.

Dipende da:

  • campionamento;
  • strumentazione;
  • calibrazione;
  • posizione del microfono;
  • durata dei compiti;
  • variabilità del lavoro;
  • dispersione tra campioni;
  • numero di misure.

Non è un errore del foglio: è il margine tecnico che accompagna il risultato.


5.3 LEX,8h,95%

LEX,8h,95% è il valore cautelativo. Si ottiene considerando il valore LEX,8h e l’incertezza estesa.

Se il foglio usa la regola decisionale cautelativa, questo è il valore che comanda la classificazione dell’esposizione.

Esempio: se LEX,8h è 87,7 dB(A) e U estesa è 1,8 dB, il valore cautelativo sarà circa 89,5 dB(A). In quel caso il foglio non dirà soltanto “87,7”, ma segnalerà che il valore da gestire è più alto perché include l’incertezza.


5.4 c1u1

c1u1 è il contributo di incertezza dovuto al campionamento.

È molto importante nelle strategie per mansione e su giornata intera. Se è basso, il campionamento è più stabile. Se è alto, i dati sono troppo dispersi o insufficienti.

Gli esiti possibili sono:

  • c1u1 entro criterio, se il contributo è accettabile;
  • c1u1 sopra criterio, se occorre aumentare campioni, ridefinire il gruppo o ripetere misure;
  • c1u1 non calcolabile, se mancano campioni o dispersione.

5.5 Lp,Cpeak

Lp,Cpeak è il livello massimo di picco ponderato C misurato.

Serve a valutare eventi impulsivi. Non sostituisce LEX,8h, perché descrive un fenomeno diverso: il massimo istantaneo, non l’esposizione media giornaliera.


5.6 Lp,Cpeak,95%

Lp,Cpeak,95% è il valore cautelativo dei picchi.

È utile quando gli eventi sono ripetuti e il massimo osservato potrebbe non rappresentare il massimo plausibile della famiglia di eventi.

Se supera la soglia impostata, il foglio segnala:

Picco al 95% sopra la soglia impostata

Questo significa che occorre intervenire sulle sorgenti impulsive, validare gli eventi e valutare misure tecniche o organizzative.


6. Tutti i principali esiti possibili e cosa significano

6.1 Esiti del metodo UNI

Metodo UNI completo

Significa che la cartella di lavoro contiene dati sufficienti e coerenti per considerare la valutazione metodologicamente completa. Non significa che i livelli siano bassi; significa che il processo è completo.

Metodo UNI da integrare

Significa che la valutazione è impostata ma mancano alcuni dati o evidenze. Può mancare, ad esempio, la descrizione della giornata nominale, la motivazione della strategia, la calibrazione o una parte della relazione.

Metodo UNI non validabile

Significa che mancano elementi essenziali. Il risultato non deve essere usato come esito finale fino a quando i dati non vengono corretti o completati.

Requisito soddisfatto

Significa che uno specifico controllo è superato: ad esempio strumentazione, calibrazione, numero misure, lavoratori minimi, durata cumulativa o relazione.

Da compilare

Significa che il foglio attende un dato obbligatorio o utile.

Da integrare

Significa che il dato esiste ma non è sufficiente.

Da correggere

Significa che il dato è incoerente o non rispetta un criterio.


6.2 Esiti della classe di esposizione A

Inferiore al valore inferiore d’azione

Significa che il valore cautelativo usato per il confronto è inferiore al primo riferimento impostato nel foglio. In genere la situazione richiede mantenimento delle buone prassi, informazione e monitoraggio.

Superato il valore inferiore d’azione

Significa che il valore cautelativo ha superato il primo riferimento impostato. Occorre programmare gestione del rischio, informazione, formazione mirata, disponibilità di protettori uditivi e valutazione di misure di riduzione.

Superato il valore superiore d’azione

Significa che il valore cautelativo supera il secondo riferimento impostato. Occorrono interventi tecnici o organizzativi, uso dei protettori uditivi secondo le procedure aziendali, zonizzazione dove necessaria e riesame della situazione.

LEX,8h,95% sopra il limite impostato

Significa che il valore cautelativo supera il limite inserito nel foglio impostazioni. È l’esito più critico per i valori A e richiede azioni prioritarie.

Valori di esposizione da gestire

È una frase sintetica che indica che almeno un valore di riferimento è stato superato e che la valutazione deve generare un piano di miglioramento.


6.3 Esiti dei picchi C

Picchi non pertinenti

Significa che l’analisi del lavoro non ha individuato eventi impulsivi significativi oppure che la valutazione dei picchi non è necessaria per quella mansione.

Picchi inferiori alla soglia impostata

Significa che i valori di picco, compreso il valore cautelativo se calcolato, restano sotto il riferimento impostato.

Picco al 95% sopra la soglia impostata

Significa che il valore cautelativo del picco supera la soglia. Occorre indagare la sorgente impulsiva e programmare misure di riduzione.

Eventi da validare

Significa che i picchi sono stati registrati ma non è chiaro se derivino da eventi lavorativi reali o da artefatti, come urti sul microfono o sfregamenti.

Eventi non pertinenti da escludere

Significa che alcuni eventi registrati non devono essere usati nel risultato perché non rappresentano la normale esposizione.

Impulsività ricorrente

Significa che i picchi non sono sporadici, ma si ripetono. In questo caso il piano di miglioramento deve considerare interventi specifici.


6.4 Esiti della strategia per compiti

Requisito soddisfatto

I compiti sono definiti, le durate sono coerenti, il numero di misure è sufficiente, la dispersione è entro il criterio e le informazioni sono complete.

Numero misure insufficiente

Mancano misure per uno o più compiti.

Intervallo misure elevato

Le misure dello stesso compito sono troppo diverse. Il compito potrebbe non essere omogeneo.

Compito da suddividere

Il compito contiene condizioni acustiche troppo diverse e va separato in sottocompiti.

Durata misura insufficiente

La misura non rappresenta correttamente il compito.

Durata compito da verificare

La durata del compito è incerta o incoerente con la giornata nominale.

Cicli insufficienti

Il compito è ciclico, ma non sono stati misurati cicli sufficienti.

Compito dominante

Il compito incide in modo prevalente sul LEX,8h. È il primo candidato per interventi di bonifica.


6.5 Esiti della strategia per mansione

Requisito soddisfatto

Campioni, lavoratori, durata cumulativa e casualità sono coerenti.

Lavoratori insufficienti

Il numero di lavoratori campionati è minore del minimo richiesto dal piano.

Durata cumulativa insufficiente

Il tempo complessivo di misura non è sufficiente.

Campioni non validi

Uno o più campioni mancano, hanno durata non ammessa o non sono rappresentativi.

Distribuzione casuale da documentare

Occorre dimostrare che i campioni sono stati distribuiti tra lavoratori e giornata.

c1u1 sopra criterio

La dispersione è troppo elevata. Serve aumentare campioni o ridefinire il gruppo.

Gruppo da ridefinire

I dati suggeriscono che il gruppo omogeneo non è realmente omogeneo.


6.6 Esiti della strategia su giornata intera

Requisito soddisfatto

La misura copre adeguatamente la giornata, il numero di misure è sufficiente, i lavoratori sono rappresentati e la variabilità è gestita.

Misure insufficienti

Non sono state effettuate misure giornaliere sufficienti.

Misure aggiuntive necessarie

La variabilità tra giornate è elevata e occorre integrare il campionamento.

Copertura temporale insufficiente

La misura non copre una parte sufficiente del turno.

Validazione da completare

Mancano osservazione, intervista o analisi del tracciato temporale.

Eventi non pertinenti da motivare

Sono stati esclusi eventi, ma serve motivazione tecnica.


6.7 Esiti delle giornate multiple

Requisito soddisfatto

Le giornate nominali sono definite, pesate e combinate correttamente.

Frequenza da correggere

Il numero di giornate o la frequenza inserita non è coerente.

Giornata nominale mancante

Una delle giornate non contiene dati sufficienti.

Periodo da verificare

Il periodo usato per la media deve essere motivato.

Esposizione combinata da gestire

Il valore medio cautelativo supera uno dei riferimenti impostati.


6.8 Esiti della relazione tecnica

Relazione completa

La relazione contiene dati generali, analisi del lavoro, strumenti, calibrazioni, misure, risultati, incertezza, picchi e regola decisionale.

Relazione da integrare

Mancano alcune sezioni.

Relazione non validabile

Mancano elementi essenziali per ricostruire la valutazione.

Allegati da completare

Mancano certificati, esportazioni, schede strumenti, note di misura o documenti collegati.


7. La sintesi operativa finale

La sintesi operativa finale combina il metodo e i valori.

Gli esiti più importanti sono i seguenti.

Metodo UNI completo - esposizione inferiore al valore inferiore d’azione

La valutazione è completa e i valori sono sotto il primo riferimento. Serve mantenimento e monitoraggio.

Metodo UNI completo - superato il valore inferiore d’azione

La valutazione è completa e il primo riferimento è stato superato. Serve gestione preventiva e programmazione di misure.

Metodo UNI completo - superato il valore superiore d’azione

La valutazione è completa e l’esposizione richiede interventi più incisivi.

Metodo UNI completo - superati valori di riferimento

La valutazione è completa, ma uno o più riferimenti impostati sono superati. Occorre piano di miglioramento.

Metodo UNI completo - picco al 95% sopra la soglia impostata

Il metodo è completo, ma i picchi impulsivi richiedono azioni specifiche.

Metodo UNI da integrare - dati insufficienti per classificare l’esposizione

Il risultato non deve essere usato come finale fino al completamento dei dati mancanti.

Metodo UNI non validabile - correggere dati e ripetere valutazione

Il processo non è tecnicamente utilizzabile come valutazione finale.


8. Esempio di lettura dei dati presenti nel file

Nel file di esempio, il quadro generale mostra:

  • strategia selezionata: per compiti;
  • LEX,8h: circa 87,7 dB(A);
  • U estesa: circa 1,8 dB;
  • LEX,8h,95%: circa 89,5 dB(A);
  • picco C al 95%: circa 141,1 dB(C);
  • classe esposizione A: LEX,8h,95% sopra il limite impostato;
  • classe picchi C: picco al 95% sopra la soglia impostata;
  • sintesi operativa finale: Metodo UNI completo - superati valori di riferimento.

Questo significa che il foglio sta funzionando correttamente e che il metodo risulta completo. Il problema non è il calcolo: il problema è che i dati di esempio descrivono una condizione di esposizione elevata. In una situazione reale, questo esito porterebbe a individuare i compiti dominanti, programmare interventi di riduzione, verificare le sorgenti impulsive e aggiornare il piano di miglioramento.


9. Come usare correttamente il foglio

L’uso corretto segue una sequenza precisa.

Prima si compilano le impostazioni generali, quindi azienda, reparto, tecnico, data, valori di riferimento e regola decisionale.

Poi si compila il foglio strumenti e calibrazioni, verificando che la strumentazione sia documentata e che le calibrazioni iniziale e finale siano accettabili.

Successivamente si completa l’analisi del lavoro, descrivendo mansione, gruppo omogeneo, giornata nominale, sorgenti, compiti, pause ed eventi significativi.

Si sceglie quindi la strategia: per compiti, per mansione, giornata intera, giornate multiple o combinata.

Dopo la scelta si compilano i fogli di misura pertinenti. Il foglio calcola esposizione, incertezza e classi.

Infine si controllano il quadro generale, la relazione e il controllo UNI.

Solo dopo questi passaggi la sintesi operativa finale può essere riportata nel DVR.


10. Che cosa fare in base agli esiti

Se il risultato è inferiore al valore inferiore d’azione, si mantengono buone prassi, informazione e monitoraggio.

Se è superato il valore inferiore d’azione, si attivano informazione, formazione, disponibilità dei protettori uditivi e prime misure di riduzione.

Se è superato il valore superiore d’azione, occorrono interventi tecnici e organizzativi, gestione più stringente delle aree rumorose, uso dei protettori secondo le procedure aziendali e riesame del DVR.

Se il valore è sopra il limite impostato, la situazione richiede azioni prioritarie e verifica dell’efficacia degli interventi.

Se il picco al 95% supera la soglia impostata, occorre intervenire sugli eventi impulsivi: scarichi pneumatici, urti, impatti, martellamenti, cadute di pezzi o altre sorgenti.

Se il metodo è da integrare, non bisogna interpretare il valore come finale. Occorre completare i dati mancanti.

Se il metodo non è validabile, la valutazione deve essere corretta o ripetuta.

Limiti del foglio Excel per la valutazione rumore UNI EN ISO 9612:2025

Il foglio Excel è uno strumento tecnico di supporto alla valutazione dell’esposizione al rumore. Serve a raccogliere dati, applicare calcoli, controllare requisiti minimi, classificare l’esposizione e produrre una sintesi operativa. Tuttavia, non sostituisce la valutazione tecnica del misurista, non sostituisce la norma ufficiale e non può garantire da solo che la valutazione sia corretta se i dati inseriti non sono rappresentativi.

Il modello DVR collegato chiarisce correttamente che la completezza metodologica riguarda il processo di valutazione e la completezza delle evidenze, mentre l’esito di esposizione riguarda il confronto dei risultati con i valori di riferimento impostati. Inoltre, la sezione DPI è una valutazione gestionale separata rispetto alla misura dell’esposizione esterna secondo UNI EN ISO 9612:2025.


1. Limite principale: il foglio calcola, ma non misura

Il foglio Excel non effettua misurazioni fonometriche. Elabora i dati che vengono inseriti dall’utente.

Questo significa che il risultato dipende completamente da:

  • qualità delle misure effettuate in campo;
  • corretto uso del fonometro o esposimetro;
  • corretta calibrazione;
  • corretta posizione del microfono;
  • rappresentatività del turno;
  • correttezza delle durate inserite;
  • completezza dei compiti o campioni;
  • corretta identificazione degli eventi rumorosi;
  • assenza di artefatti o errori di misura.

Se i dati inseriti sono errati, incompleti o non rappresentativi, anche il risultato calcolato sarà tecnicamente debole, pur essendo matematicamente corretto.


2. Non sostituisce il giudizio del tecnico valutatore

Il foglio non può decidere autonomamente se una giornata, un compito o un gruppo omogeneo siano realmente rappresentativi.

Il valutatore deve sempre verificare:

  • se i lavoratori campionati rappresentano davvero il gruppo;
  • se la giornata nominale è corretta;
  • se le attività osservate sono normali o anomale;
  • se le pause e i tempi silenziosi sono stati considerati correttamente;
  • se gli eventi rumorosi significativi sono stati inclusi;
  • se eventuali rumori esclusi sono realmente non pertinenti;
  • se la strategia scelta è coerente con il lavoro.

Il modello DVR richiama infatti l’obbligo di analizzare lavoro, HEG, giornata nominale, sorgenti, eventi significativi e strategia di misura prima di emettere la valutazione.


3. Non dimostra automaticamente la rappresentatività delle misure

Il foglio può controllare campi, durate, numero di misure e dispersioni, ma non può sapere se la misura è stata fatta nel momento giusto.

Per esempio, il file può indicare che sono presenti tre misure per un compito, ma non può sapere se:

  • il lavoratore stava svolgendo il compito in condizioni ordinarie;
  • la macchina era regolata normalmente;
  • il ciclo produttivo era quello tipico;
  • il materiale lavorato era rappresentativo;
  • il lavoratore ha modificato il comportamento perché osservato;
  • il tecnico ha escluso involontariamente una fase rumorosa;
  • il turno misurato era più silenzioso o più rumoroso del normale.

La rappresentatività rimane una responsabilità tecnica del valutatore.


4. Limite sulla definizione del gruppo omogeneo

Il foglio può gestire l’HEG, cioè il gruppo omogeneo di esposizione, ma non può validare da solo l’omogeneità reale del gruppo.

Due lavoratori possono avere la stessa mansione formale ma esposizioni diverse perché:

  • lavorano su macchine differenti;
  • sono in punti diversi del reparto;
  • svolgono compiti rumorosi con frequenza diversa;
  • lavorano su turni diversi;
  • hanno tempi di permanenza diversi nelle aree rumorose;
  • usano utensili differenti;
  • sono coinvolti in fasi di setup o manutenzione non comuni agli altri.

Il foglio può segnalare dispersioni elevate o campionamenti insufficienti, ma la decisione di mantenere, dividere o ridefinire il gruppo spetta al tecnico.


5. Limite nella strategia per compiti

Nel metodo per compiti, il foglio calcola correttamente livelli medi energetici, contributi e LEX,8h, ma dipende dalla qualità della scomposizione della giornata.

Il limite principale è che l’utente deve aver definito compiti realmente omogenei.

Il risultato può essere distorto se:

  • un compito contiene attività acusticamente molto diverse;
  • un compito rumoroso breve viene dimenticato;
  • le durate sono stimate male;
  • i periodi silenziosi vengono esclusi senza motivo;
  • i campioni sono troppo brevi;
  • i cicli non sono misurati interamente;
  • la dispersione tra campioni viene ignorata;
  • la durata della singola misura non rappresenta il compito.

Il foglio può indicare “da verificare” o “da integrare”, ma non può sostituire l’osservazione sul campo.


6. Limite nella strategia per mansione

Nel metodo per mansione, il foglio controlla lavoratori minimi, campioni, durata cumulativa e c1u1. Tuttavia, non può garantire da solo che il campionamento sia realmente casuale e distribuito correttamente.

L’utente deve documentare:

  • come sono stati scelti i lavoratori;
  • come sono stati scelti gli orari dei campioni;
  • se sono stati inclusi inizio e fine turno, quando significativi;
  • se sono state incluse fasi rumorose ricorrenti;
  • se il campionamento copre adeguatamente il lavoro;
  • se il gruppo è davvero omogeneo.

Se la casualità viene dichiarata ma non dimostrata, il foglio non può verificarla in modo indipendente.


7. Limite nella strategia su giornata intera

Nel metodo giornata intera, il foglio può controllare durata, copertura del turno, numero di misure e variabilità, ma non può sapere se il dato registrato contiene artefatti.

Le misure su giornata intera sono particolarmente sensibili a:

  • urti sul microfono;
  • sfregamenti su indumenti;
  • manipolazione dello strumento;
  • colpi accidentali;
  • grida o comportamenti non rappresentativi;
  • eventi esterni anomali;
  • rumori non pertinenti;
  • rimozione o spostamento del dosimetro.

Per questo motivo il foglio richiede osservazioni, log temporale, interviste o validazioni, ma la valutazione finale degli artefatti resta del tecnico.


8. Limite nella valutazione dei picchi C

Il foglio gestisce i picchi C e può calcolare o riportare un valore cautelativo, ma la parte più delicata resta l’identificazione e la validazione degli eventi.

Il foglio non può stabilire da solo se un picco deriva da:

  • reale impatto metallico;
  • reale scarico pneumatico;
  • reale lavorazione impulsiva;
  • urto accidentale sul microfono;
  • sfregamento del microfono;
  • manipolazione dello strumento;
  • evento esterno non pertinente;
  • comportamento anomalo.

La relazione generata dalla web app mostra che la gestione dei picchi richiede validazione e confronto con Lp,Cpeak,95%; se i dati non sono completi, il metodo può risultare non validabile per la parte picchi.


9. Limite nella valutazione dell’incertezza

Il foglio calcola l’incertezza sulla base dei dati inseriti e dei criteri impostati, ma l’incertezza calcolata è attendibile solo se le componenti sono inserite correttamente.

Il file non può sapere da solo se:

  • c1u1 è stato determinato correttamente;
  • la dispersione è dovuta a variabilità reale o a errore;
  • l’incertezza di durata è stata stimata in modo prudente;
  • l’incertezza strumentale usata è coerente con lo strumento reale;
  • la posizione microfonica era effettivamente rappresentativa;
  • le misure sono indipendenti e rappresentative.

L’incertezza non deve essere trattata come un numero puramente automatico. Deve essere letta come parte del giudizio tecnico.


10. Limite sui valori di riferimento

Il foglio usa valori di riferimento impostati dall’utente, ad esempio 80, 85, 87 dB(A) e una soglia per i picchi C.

Questi valori devono essere verificati rispetto a:

  • legislazione applicabile;
  • criteri aziendali;
  • regola decisionale scelta;
  • eventuali procedure interne;
  • aggiornamenti normativi;
  • casi particolari.

Il foglio non aggiorna autonomamente la normativa nazionale e non sostituisce la verifica giuridica o procedurale del valutatore.


11. Limite nella gestione dei DPI uditivi

La sezione DPI è utile per stimare l’esposizione residua @ orecchio, ma non fa parte della misura dell’esposizione esterna secondo UNI EN ISO 9612:2025.

Il modello DVR specifica che la valutazione dei DPI è gestionale e va letta separatamente dalla misura dell’esposizione esterna.

La stima con DPI può essere incerta perché dipende da:

  • corretto indossamento;
  • addestramento;
  • comfort;
  • compatibilità con altri DPI;
  • tempo effettivo di utilizzo;
  • fit testing o fit check;
  • PAR realmente misurato;
  • manutenzione del protettore;
  • sostituzione di inserti, cuscinetti o componenti;
  • interferenze con occhiali, elmetti, visiere o respiratori.

Il foglio può segnalare protezione adeguata, protezione insufficiente o possibile sovraprotezione, ma non può verificare fisicamente se il lavoratore indossa il DPI correttamente.


12. Limite sul fit testing e sul PAR

Se viene usato il PAR, cioè l’attenuazione personale misurata, il foglio presuppone che il dato sia corretto.

Il foglio non può verificare:

  • se il fit test è stato eseguito correttamente;
  • se lo strumento di fit testing era idoneo;
  • se il lavoratore ha riprodotto l’indossamento ordinario;
  • se il DPI testato è lo stesso consegnato;
  • se il test è ancora valido;
  • se l’addestramento è stato efficace.

Lo stato “da programmare” o “pianificato” indica gestione avviata, non prova conclusa. Il DVR precedente specifica infatti che lo stato “da programmare/pianificato” deve essere chiuso con data, metodo, verbale ed esito della prova.


13. Limite sulla sovraprotezione

Il foglio può indicare “possibile sovraprotezione” quando il livello stimato all’orecchio è troppo basso.

Tuttavia, la valutazione reale della sovraprotezione richiede verifica sul campo.

Occorre valutare:

  • comunicazione verbale;
  • percezione degli allarmi;
  • localizzazione delle sorgenti sonore;
  • percezione di mezzi in movimento;
  • coordinamento con colleghi;
  • isolamento del lavoratore;
  • rischio di rimozione spontanea del DPI.

Il foglio segnala il problema, ma non può stabilire da solo se il DPI sia effettivamente troppo attenuante nel contesto reale.


14. Limite sugli interventi di bonifica

Il foglio può indicare che un compito è dominante o che sono superati valori d’azione, ma non può progettare automaticamente l’intervento tecnico migliore.

Può suggerire che serve intervenire, ma la scelta concreta richiede valutazioni su:

  • sorgente specifica;
  • ciclo produttivo;
  • fattibilità tecnica;
  • costi;
  • manutenzione;
  • layout;
  • tempi di esposizione;
  • compatibilità con sicurezza macchina;
  • vincoli produttivi;
  • priorità aziendali.

Per esempio, se il compito dominante è la pulizia con aria compressa, il foglio può evidenziarlo, ma non può decidere se usare ugelli silenziati, ridurre pressione, sostituire tecnologia, confinare l’area o modificare la procedura.

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