FAQ CAMPI ELETTROMAGNETICI

CAMPI ELETTROMAGNETICI: NUOVA FAQ SULLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO PER I LAVORATORI PORTATORI DI DISPOSITIVI MEDICI IMPIANTABILI ATTIVI (DMIA)

Il Portale Agenti Fisici (PAF) ha integrato la sezione dedicata ai campi elettromagnetici (CEM) con una nuova risposta alle domande frequenti, identificata dal numero 375, dal titolo:

«Come valutare l'esposizione dei lavoratori portatori di DMIA nel caso di segnali complessi?»

Il documento, elaborato con il contributo specialistico dei colleghi del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-metaboliche e Invecchiamento dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), affronta un aspetto particolarmente delicato della valutazione dei rischi professionali: la possibile interferenza tra campi elettromagnetici caratterizzati da segnali complessi e dispositivi medici impiantabili attivi.

La nuova FAQ fornisce indicazioni tecnico-scientifiche utili ai datori di lavoro, ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), ai medici competenti e ai tecnici specializzati nella valutazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici.


Uno degli aspetti più significativi evidenziati dalla FAQ riguarda la distinzione tra il rispetto dei livelli di riferimento per la popolazione generale e la garanzia di compatibilità elettromagnetica dei dispositivi medici impiantabili.

La norma tecnica ISO 14117, relativa alla compatibilità elettromagnetica degli stimolatori cardiaci impiantabili, definisce requisiti di immunità basati su specifiche condizioni di prova.

Tali condizioni comprendono principalmente segnali sinusoidali puri o caratterizzati da modulazioni semplici e regolari.

Le sorgenti presenti negli ambienti lavorativi, tuttavia, possono produrre segnali notevolmente più complessi.

Si pensi, ad esempio, a campi elettromagnetici caratterizzati da:

  • Presenza contemporanea di componenti a frequenze differenti.
  • Modulazioni variabili nel tempo.
  • Impulsi elettromagnetici.
  • Variazioni rapide dell'intensità dei campi.
  • Sequenze di impulsi ripetuti.

Il chiarimento fondamentale della nuova FAQ è che, in presenza di segnali complessi, il semplice rispetto dei livelli di riferimento per ciascuna frequenza non garantisce automaticamente l'assenza di interferenze transitorie con i dispositivi medici impiantabili.

Questo principio assume particolare rilevanza nella valutazione individuale dei lavoratori portatori di pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantabili.

2. Quali parametri devono essere considerati nella valutazione

Secondo la nuova FAQ, la valutazione dei segnali complessi richiede un'analisi approfondita delle caratteristiche fisiche e temporali dell'esposizione.

In particolare, occorre considerare:

Composizione spettrale del segnale

È necessario individuare le differenti componenti in frequenza che costituiscono il campo elettromagnetico, analizzandone i rispettivi contributi.

Durata dell'esposizione

Occorre distinguere tra esposizioni continuative, intermittenti e transitorie.

Modulazione del segnale

La valutazione deve considerare le modalità con cui il campo varia nel tempo, compresi gli eventuali fenomeni impulsivi.

Struttura temporale

Devono essere esaminati parametri quali il duty cycle, i tempi di ripetizione degli impulsi e le caratteristiche temporali complessive.

Intensità del campo

La FAQ sottolinea la necessità di considerare l'intensità dei campi senza ricorrere automaticamente a medie temporali, che potrebbero non rappresentare adeguatamente le condizioni rilevanti ai fini delle interferenze.

Un ulteriore chiarimento riguarda il metodo del picco ponderato: anche quando tale metodologia dimostra il rispetto dei livelli previsti per la popolazione generale, il risultato non è necessariamente sufficiente per escludere interferenze transitorie con gli stimolatori cardiaci impiantabili.

3. Quando possono essere necessarie misurazioni specifiche

La FAQ richiama la possibilità di effettuare verifiche sperimentali mirate, adottando le metodologie previste dalla famiglia di norme EN 50527, dedicata alla valutazione dell'esposizione dei lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi.

Tali approfondimenti devono essere commisurati alle caratteristiche della sorgente, del dispositivo medico e delle condizioni effettive di esposizione.

La valutazione può quindi richiedere il coinvolgimento di figure professionali con competenze specifiche in materia di compatibilità elettromagnetica e dispositivi medici.

È inoltre importante acquisire, quando necessario, informazioni dal fabbricante del dispositivo e dal medico specialista che segue il lavoratore.

4. Segnali transitori: quando il rischio può essere considerato basso

La nuova FAQ fornisce anche indicazioni utili per distinguere situazioni potenzialmente critiche da condizioni nelle quali il rischio di interferenza risulta ragionevolmente basso.

In particolare, vengono considerate a basso rischio, alle condizioni descritte nel documento, alcune esposizioni a campi elettromagnetici transitori:

  • Di durata molto breve, non superiore a un secondo.
  • Non ripetuti nel tempo.
  • Tali da rendere trascurabile la probabilità di effetti clinicamente significativi derivanti da eventuali interferenze temporanee.

Tra gli esempi riportati figurano i transitori associati all'accensione o allo spegnimento di determinati utensili elettromeccanici conformi alla Raccomandazione 1999/519/CE e l'attraversamento rapido di varchi antitaccheggio o sistemi RFID.

Queste indicazioni non costituiscono una dichiarazione generalizzata di assenza di rischio per tutte le sorgenti impulsive o per tutti i dispositivi impiantabili.

La loro applicabilità deve essere verificata rispetto alle condizioni effettive di esposizione.

5. Le implicazioni per il Documento di Valutazione dei Rischi

Dal punto di vista operativo, il nuovo chiarimento rappresenta un riferimento tecnico utile per l'applicazione del Titolo VIII, Capo IV, del D.Lgs. 81/2008, relativo alla protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione ai campi elettromagnetici.

In particolare, l'articolo 209 richiede una valutazione che tenga conto anche dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio.

Per i lavoratori portatori di DMIA, tale valutazione deve considerare i possibili effetti indiretti derivanti dall'interferenza dei campi elettromagnetici con il funzionamento dei dispositivi.

Ne consegue che, quando siano presenti sorgenti caratterizzate da segnali complessi, può risultare necessario integrare la valutazione generale dei CEM con approfondimenti individualizzati.

In termini operativi, il processo valutativo dovrebbe comprendere l'identificazione delle sorgenti, la caratterizzazione delle esposizioni, l'esame delle informazioni tecniche sul dispositivo impiantato e la definizione delle eventuali misure preventive.

Le conclusioni devono essere adeguatamente documentate nel DVR o nella documentazione tecnica a esso collegata, nel rispetto della riservatezza delle informazioni sanitarie.

6. Il ruolo del medico competente

La presenza di un lavoratore portatore di un dispositivo medico impiantabile attivo richiede particolare attenzione anche sotto il profilo sanitario.

Il medico competente, nell'ambito delle proprie attribuzioni, contribuisce alla valutazione della compatibilità tra condizioni lavorative, caratteristiche del dispositivo e stato di salute del lavoratore.

Quando necessario, tale valutazione può essere supportata da informazioni fornite dal cardiologo o da altri specialisti responsabili del controllo del dispositivo.

È importante ricordare che il giudizio di idoneità alla mansione e la valutazione tecnica dell'esposizione costituiscono attività distinte ma complementari.

7. Dispositivi utilizzati in ambito sanitario ed estetico

Un ulteriore aspetto evidenziato dalla FAQ riguarda le apparecchiature impiegate nei settori sanitario ed estetico.

Il documento sottolinea l'importanza di distinguere il rischio associato alla persona sottoposta al trattamento da quello relativo all'operatore.

Sono richiamate, a titolo esemplificativo, le apparecchiature per:

  • Ipertermia.
  • Tecarterapia.
  • Elettrochirurgia mediante bisturi elettrici.

La presenza di un rischio potenziale per il paziente non comporta necessariamente un livello di rischio equivalente per l'operatore.

La valutazione deve infatti considerare le differenti condizioni di esposizione e le modalità di utilizzo delle apparecchiature.

8. Considerazioni conclusive

La nuova FAQ n. 375 del Portale Agenti Fisici costituisce un approfondimento tecnico-scientifico rilevante per la valutazione dell'esposizione professionale ai campi elettromagnetici dei lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi.

Il principale elemento di interesse consiste nel chiarimento dei limiti dell'approccio valutativo basato esclusivamente sul rispetto dei livelli di riferimento per la popolazione generale.

In presenza di segnali elettromagnetici complessi, la valutazione deve considerare anche la forma d'onda, la composizione spettrale, la durata, la ripetitività e l'intensità istantanea dell'esposizione, al fine di individuare eventuali condizioni che possano determinare interferenze con il dispositivo impiantato.

La FAQ rappresenta quindi un riferimento utile per l'aggiornamento delle procedure di valutazione del rischio CEM e per la gestione delle condizioni di particolare suscettibilità dei lavoratori.

Fonte ufficiale

Portale Agenti Fisici (PAF) – FAQ n. 375

Come valutare l'esposizione dei lavoratori portatori di DMIA nel caso di segnali complessi?

FAQ PRESENTE SUL SITO PORTALEAGENTIFISICI

Come valutare l'esposizione dei lavoratori portatori di DMIA nel caso di segnali complessi?

I limiti di immunità ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici stabiliti dalla norma tecnica ISO 14117 per gli stimolatori cardiaci impiantabili si basano sul principio fondamentale che questi devono funzionare in modo sicuro, senza generare rischi significativi per il paziente, almeno fino a quando i livelli di esposizione non superano i livelli di riferimento indicati nella Raccomandazione europea 1999/519/CE.

Tali livelli derivati a loro volta dai livelli di riferimento per la popolazione generale definiti dalle linee guida ICNIRP 1998 sono infatti alla base dei test di immunità elettromagnetica cui vengono sottoposti dai produttori gli stimolatori cardiaci impiantabili prima dell’immissione in commercio dei dispositivi. Da questa assunzione discende che gli ambienti in cui i livelli di riferimento per la popolazione non vengono superati possono essere ragionevolmente considerati a basso rischio per i portatori di pacemaker o defibrillatori impiantabili.

Tuttavia, questa assunzione si basa su test di immunità elettromagnetica che utilizzano segnali sinusoidali puri, ossia campi con una singola componente in frequenza, generati in modo continuo o con una modulazione in ampiezza semplice e regolare.

Nel caso di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici complessi– ovvero costituiti da più componenti sinusoidali, con diversi contributi in frequenza e modulazioni variabili o impulsive – il semplice rispetto dei livelli di riferimento per ogni singola componente in frequenza non garantisce automaticamente l’assenza di rischio di malfunzionamenti transitori per i portatori di dispositivi medici impiantabili. È invece possibile escludere danneggiamenti permanenti, che potrebbero verificarsi solo in presenza di campi elettrici e magnetici estremamente elevati e certamente superiori ai Valori di Azione stabiliti dal D.lgs. 81/08.

In particolare, relativamente a effetti transitori in presenza di campi elettrici e/o magnetici complessi, il rispetto dei limiti di esposizione della popolazione generale, verificato anche mediante il calcolo del picco ponderato, non può da solo essere sufficiente per dimostrare la ragionevole assenza di rischio per i portatori di stimolatori cardiaci impiantabili. Per questi campi complessi non esistono corrispondenti prove di immunità previste dalla ISO 14117, che invece utilizza segnali test specifici (sinusoidali e modulati in ampiezza). Di conseguenza, la valutazione del rischio in ambienti con segnali complessi richiede un’analisi più approfondita, che deve tenere conto:

  • della durata e del contributo spettrale (frequenza per frequenza) del segnale complesso;
  • della modulazione e della struttura temporale del segnale (es. duty cycle e tempi di ripetizione);
  • dell’intensità (non mediata nel tempo) dei campi;


Se necessario, la valutazione del rischio potrà prevedere anche misure sperimentali mirate, basate sulle metodologie indicate dalla famiglia di norme EN 50527-XX per verificare l’eventuale insorgenza di effetti interferenti sullo stimolatore cardiaco.

Proprio sulla base dei fattori analizzati in precedenza, è possibile individuare alcune sorgenti che possono essere considerate a basso rischio, indipendentemente dal modello o dalla modalità di programmazione dello stimolatore cardiaco impiantato con il quale interagiscono. Ad esempio, le sorgenti che generano campi elettrici e/o magnetici di tipo transitorio, cioè di durata molto breve (non superiore al secondo) e non ripetuti nel tempo, possono essere ragionevolmente considerate a basso rischio di interferenze elettromagnetiche rilevanti. In questi casi, infatti, eventuali deviazioni del comportamento del dispositivo rispetto a quello atteso, a meno che non comportino un danno permanente (cosa che, come detto in precedenza, si potrebbe verificare solo in presenza di campi elettrici e magnetici estremamente elevati), avrebbero una durata limitata e una probabilità trascurabile di determinare effetti clinicamente significativi.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, campi elettrici e/o magnetici generati all’accensione o allo spegnimento di utensili elettromeccanici che rispondono alla raccomandazione europea 1999/519/CE, oppure quelli che si sperimentano attraversando velocemente zone dove sono presenti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici come i varchi antitaccheggio o i sistemi RFID (Radio Frequency Identification).

Inoltre, in ambito sanitario o estetico, è importante distinguere tra i rischi per il paziente/cliente e quelli per l’operatore. In molte situazioni, infatti, l’utilizzo di apparati di tipo medico o estetico può comportare un rischio potenziale per la persona trattata, mentre i rischi per l’operatore risultano in molti casi accettabili. Esempi tipici sono le apparecchiature per ipertermia, la tecarterapia e i bisturi elettrici.

Nota tecnica e disclaimer

Il presente articolo costituisce un approfondimento informativo e tecnico-professionale elaborato sulla base della FAQ n. 375 del Portale Agenti Fisici. Non sostituisce la consultazione della fonte originale, delle norme tecniche applicabili o la valutazione specifica dei rischi richiesta dal D.Lgs. 81/2008.

Le indicazioni riportate nella FAQ riguardano prevalentemente il comportamento degli stimolatori cardiaci impiantabili e non devono essere automaticamente estese a qualsiasi tipologia di dispositivo medico impiantabile attivo.

La FAQ non introduce nuovi valori limite di esposizione né modifica le disposizioni legislative vigenti.

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