Esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni
Quaderno INAIL 2026 sugli appalti di opere e manutenzioni: guida pratica, completa e attuale per la prevenzione infortuni nei cantieri

Il Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni è una pubblicazione INAIL del 2026 realizzata con il contributo di grandi gruppi industriali, infrastrutturali e di ricerca, tra cui Aeroporti di Roma, A2A, Autostrade per l’Italia, Poste-EGI, Ferrovie dello Stato Italiane, Italferr, Leonardo, Rfi, Snam, Terna, Webuild e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il valore del documento sta nella sua impostazione molto concreta: non propone una trattazione astratta della sicurezza negli appalti, ma raccoglie esperienze applicative, strumenti organizzativi, metodi di coordinamento, soluzioni tecnologiche e modelli culturali già sperimentati sul campo.
La pubblicazione nasce dalla consapevolezza che il settore degli appalti di opere e manutenzioni resta tra i più critici sotto il profilo prevenzionistico. INAIL evidenzia infatti che la temporaneità dei cantieri, la variabilità delle lavorazioni, la compresenza di più imprese e il peso dei rischi interferenziali rendono necessaria una gestione della sicurezza che vada oltre il mero adempimento formale e punti invece su cooperazione, coordinamento, informazione, cultura condivisa e innovazione.
Il Quaderno si propone quindi come strumento di diffusione di buone pratiche realmente adottate da committenti e appaltatori per migliorare i livelli di tutela.
Un altro elemento di particolare interesse è il modello concettuale che sostiene l’intera opera. Le esperienze sono organizzate secondo il ciclo di vita del rapporto tra committente e contractor e vengono lette attraverso le sei dimensioni della cultura HSE elaborate dal Laboratorio HSE: coordinamento e controllo, coinvolgimento e comunicazione, sistema di gestione HSE, gestione delle anomalie, pressione lavorativa, formazione e competenza. A queste si affiancano tre fasi temporali: prima dell’appalto, durante l’esecuzione e dopo la conclusione delle attività. Questo impianto rende il volume particolarmente utile anche per chi voglia trasformare singole pratiche in un vero sistema di gestione degli appalti.
Dal punto di vista normativo, il Quaderno richiama con chiarezza il doppio binario che regola la sicurezza negli appalti. Nei cantieri temporanei o mobili trova applicazione il Titolo IV del d.lgs. 81/2008, integrato dalle più recenti evoluzioni normative, mentre negli altri appalti rileva soprattutto l’art. 26 del Testo Unico. Il volume sottolinea inoltre il ruolo del d.lgs. 36/2023 per gli appalti pubblici, richiamando aspetti quali l’offerta economicamente più vantaggiosa, la separazione dei costi della manodopera e della sicurezza dall’importo soggetto a ribasso, la disciplina del subappalto e l’esclusione degli operatori con gravi infrazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il messaggio di fondo è netto: la prevenzione negli appalti non si regge solo sulle regole, ma le regole restano il fondamento minimo su cui costruire assetti organizzativi più maturi.
La prima sezione, Preappalto, è dedicata alla selezione e qualificazione della filiera. Qui il contributo di Leonardo sul progetto Safety Supply Chain mostra come la prevenzione possa iniziare già nella catena di fornitura, attraverso la diffusione di una cultura comune della sicurezza, workshop dedicati ai fornitori, audit sul campo, sistemi sanzionatori coerenti e KPI HSE destinati a entrare nei processi di vendor rating. Il senso della sezione è chiaro: la qualità prevenzionistica dell’appalto si costruisce prima dell’ingresso in cantiere, agendo su criteri di qualifica, aspettative contrattuali, leadership del committente e coinvolgimento attivo delle imprese esecutrici.
La macrosezione Gestione appalto – Organizzazione è una delle più ricche e mostra come il coordinamento della sicurezza possa essere rafforzato con approcci molto diversi ma complementari. Webuild propone l’inserimento di aspetti innovativi nel PSC già durante la progettazione esecutiva, integrando soluzioni tecniche, organizzative ed emergenziali. Rfi descrive modelli di schede di sicurezza per supportare CSP e CSE nella redazione dei PSC con una logica “per composizione”, particolarmente utile nei contesti ferroviari. Webuild presenta inoltre le Golden Rules, cioè regole salvavita comuni a tutti i cantieri del gruppo, pensate per uniformare i comportamenti e ridurre i rischi ad alto impatto. Poste-EGI porta un’esperienza molto interessante sull’analisi dei rischi negli immobili non utilizzati, utile anche in chiave DUVRI e IRS. Aeroporti di Roma contribuisce con gli Health & Safety Agent e con linee guida strutturate per la valutazione delle performance dei fornitori, mentre A2A valorizza l’induction in cantiere come momento formativo esperienziale e operativo. Chiudono la sezione modelli fortemente orientati al cambiamento culturale, come la Stop Work Authority di Autostrade per l’Italia, il progetto Snam4Safety, il programma di safety leadership di Webuild, la diffusione della cultura della sicurezza in Rfi, il sistema incentivante di Italferr e la celebrazione della Giornata mondiale della sicurezza come leva di coinvolgimento diffuso.
Questa sezione organizzativa è forse quella che meglio rende il valore del Quaderno per chi gestisce appalti complessi. Il filo rosso che unisce tutte le esperienze è la trasformazione della sicurezza da adempimento documentale a processo vivo: briefing, workshop, regole chiare, empowerment dei lavoratori, sistemi premianti, audit strutturati, comunicazione interna e responsabilizzazione della filiera. In altri termini, il volume mostra che il coordinamento non coincide solo con PSC, POS o DUVRI, ma richiede presìdi relazionali, momenti di verifica e strumenti in grado di incidere sui comportamenti reali.
La sezione Gestione appalto – Rischi specifici porta invece il lettore dentro i rischi tecnici e organizzativi più delicati. Vi rientrano i sistemi anticollisione tra uomini e mezzi, le telecamere intelligenti basate su AI per il monitoraggio delle anomalie, la gestione delle manutenzioni in ambienti iperbarici, la prevenzione del rischio amianto nei lavori di manutenzione, trasformazione e demolizione, il tema del sonno e della sonnolenza come fattore di incidentalità stradale e infortunistica, e il rischio caldo nei cantieri affrontato con strumenti digitali e modelli organizzativi adattivi. Il pregio di questi contributi è che non si limitano a descrivere il rischio, ma mostrano come sia stato effettivamente governato mediante procedure, controlli, tecnologie, formazione e misure di emergenza.
Particolarmente rilevanti, anche per chi opera come RSPP, CSP/CSE o consulente HSE, sono i contributi INAIL sul rischio amianto e sul rischio caldo. Nel primo caso viene chiarito l’iter corretto di individuazione dei materiali contenenti amianto, valutazione del disturbo potenziale, pianificazione delle misure di coordinamento e, se necessario, attivazione delle bonifiche con ditte specializzate e piano di lavoro. Nel secondo caso, il progetto Worklimate applicato ai cantieri ferroviari mostra come il rischio climatico debba entrare nella gestione ordinaria della sicurezza attraverso formazione, web app previsionali, questionari, serious game e una pianificazione flessibile di turni e attività. Sono esperienze molto spendibili anche in contesti diversi da quelli originari.
La sezione Gestione appalto – Revisione e miglioramento è centrata soprattutto sui near miss e sulle osservazioni di sicurezza. Qui il Quaderno mostra in modo molto efficace come la maturità prevenzionistica si misuri anche dalla capacità di raccogliere, analizzare e valorizzare i mancati infortuni. Il progetto Snam4Safety dedica uno specifico focus alla raccolta sistematica di near miss e OSS tramite applicazioni digitali, report semestrali e coinvolgimento diretto delle maestranze. In parallelo, il progetto sviluppato da Inail con FS, Rfi, Italferr, Anas e Webuild sulla tratta Orsara-Bovino della linea Napoli-Bari sperimenta una procedura condivisa di segnalazione dei near miss, formazione multilivello, app dedicata e sistema incentivante. Il risultato è una visione della sicurezza non più centrata solo sull’evento dannoso, ma sulla capacità di intercettare e gestire il quasi incidente prima che degeneri.
La sezione Innovazioni tecnologiche amplia ulteriormente l’orizzonte del Quaderno. Qui INAIL presenta gli esiti di attività di ricerca e trasferimento tecnologico in materia di opere provvisionali, dispositivi di protezione collettiva e individuale, sicurezza delle macchine mobili semoventi, simulatori per piattaforme di lavoro elevabili, realtà virtuale, realtà mista, simulatori per spazi confinati ed esoscheletri aptici. È una parte molto utile perché collega il mondo dei cantieri e degli appalti con quello della ricerca applicata, mostrando come la prevenzione possa essere sostenuta anche da prototipi, brevetti, sistemi avanzati di formazione immersiva e sperimentazioni orientate a ridurre l’esposizione dei lavoratori ai rischi più gravi.
Degna di nota è l’attenzione dedicata ai Quaderni tecnici Inail su ancoraggi, parapetti provvisori, ponteggi fissi, reti di sicurezza, scale portatili, sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto, sistemi di protezione individuale delle cadute e trabattelli. Questi strumenti vengono richiamati come supporti operativi di facile consultazione per lavoratori, tecnici, coordinatori e imprese, con l’obiettivo di migliorare la qualità progettuale e applicativa delle misure di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Accanto a questo, il simulatore di PLE e i percorsi formativi in realtà virtuale segnalano una traiettoria molto interessante: la sicurezza futura passerà sempre più per addestramenti realistici, immersivi e misurabili.
Una sezione di particolare attualità è quella dedicata a La gestione appalto estero. Leonardo affronta il tema con due contributi: uno di contesto, dedicato alle sfide della salute e sicurezza all’estero, e uno applicativo, riferito all’esperienza nei cantieri internazionali in Qatar. Il Quaderno chiarisce che la tutela del lavoratore italiano non si esaurisce entro i confini nazionali e richiama il dovere del datore di lavoro di valutare i rischi anche nei contesti internazionali, compresi i rischi geopolitici, security, sanitari, biologici, culturali e linguistici. L’esperienza in Qatar mostra inoltre come una gestione integrata possa confrontare normativa italiana, prescrizioni locali e standard ISO, adottando sistemi di coordinamento, documentazione bilingue, toolbox meeting e STARRT meeting per garantire compliance e zero infortuni. È una parte molto utile per chi opera in commesse internazionali o per aziende italiane con filiere estere.
Infine, la sezione Persone e imprese chiude il volume dando evidenza alla rete che ha reso possibile questa pubblicazione. Non è una semplice appendice istituzionale: è la prova concreta che la prevenzione negli appalti, soprattutto nei contesti complessi, cresce quando esiste una comunità di pratica tra enti, imprese, gruppi industriali, università e professionisti. Il Quaderno, infatti, non si limita a raccontare singole esperienze, ma costruisce un patrimonio condiviso che può essere adattato da altri committenti, appaltatori, coordinatori e sistemi HSE.
Nel complesso, la pubblicazione INAIL 2026 si presenta come uno dei contributi più completi e utili degli ultimi anni sul tema della prevenzione negli appalti di opere e manutenzioni. È utile ai committenti perché mostra come qualificare e governare la filiera; è utile ai CSP/CSE e agli RSPP perché offre metodi, strumenti e casi concreti; è utile alle imprese affidatarie ed esecutrici perché traduce la cultura HSE in processi, comportamenti e tecnologie applicabili. Soprattutto, il Quaderno dimostra che la sicurezza negli appalti si rafforza quando progettazione, organizzazione, vigilanza, formazione, innovazione e miglioramento continuo vengono tenuti insieme in un unico sistema coerente.
Prodotto: Monografia
Edizioni: Inail - 2026

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