DVR CATRASTOFALE WEB

DVR Catastrofale e DVR-C Free: la web app gratuita per valutare e documentare il rischio catastrofale aziendale

DVR Catastrofale E DVR-C Free: La Web App Gratuita Per Valutare E Documentare Il Rischio Catastrofale Aziendale

La crescente attenzione verso terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni ha reso sempre più importante per le imprese disporre di strumenti semplici, ordinati e documentabili per comprendere il proprio livello di esposizione ai rischi catastrofali. In questo contesto nasce DVR-C Free, una web app gratuita pensata per aiutare aziende, consulenti, RSPP, tecnici, broker e studi professionali a predisporre un fascicolo catastrofale aziendale.

Il suo scopo è raccogliere in un unico ambiente digitale i dati dell’impresa, le sedi operative, i beni esposti, le informazioni territoriali, i questionari di vulnerabilità, il metodo di calcolo, gli esiti colorati, le matrici di rischio, le azioni di mitigazione e un report esportabile in Word.

Il DVR catastrofale non deve essere inteso come un adempimento formale da compilare in modo generico, ma come un fascicolo operativo di conoscenza e gestione del rischio. La web app gratuita DVR-C Free aiuta l’impresa a raccogliere dati, distinguere beni Cat Nat e beni operativi, stimare il rischio con un metodo trasparente, visualizzare esiti colorati, generare azioni di mitigazione, salvare il lavoro e produrre un report Word.

Il valore principale della web app non è “certificare” il rischio, ma rendere ordinato, tracciabile e comprensibile il processo di valutazione preliminare. In questo modo l’azienda può dialogare meglio con broker, compagnie, tecnici e consulenti, individuare le priorità e prepararsi in modo più consapevole alla gestione dei rischi catastrofali.

Che cos’è il DVR catastrofale

Con l’espressione DVR catastrofale, o DVR-C, si intende un documento tecnico-operativo di supporto alla valutazione preliminare dei rischi catastrofali che possono interessare un’impresa. Non è, allo stato attuale, un documento obbligatorio autonomo espressamente previsto con questa denominazione dalla normativa. È più corretto definirlo come un fascicolo di valutazione e documentazione del rischio catastrofale, utile per raccogliere dati, stimare priorità e preparare la documentazione di supporto alla polizza Cat Nat, alla gestione aziendale del rischio e al confronto con consulenti, broker e tecnici.

La normativa vigente riguarda principalmente l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per rischi catastrofali da parte delle imprese soggette all’obbligo, non l’obbligo generalizzato di redigere un “DVR catastrofale” come documento autonomo. Il MIMIT indica che la Legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo di copertura per danni causati da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni per imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia tenute all’iscrizione al Registro delle imprese, con esclusione delle imprese agricole.

Il DVR-C, quindi, serve a colmare un’esigenza pratica: trasformare l’obbligo assicurativo e la valutazione del rischio in un percorso documentale chiaro, verificabile e aggiornabile.

A cosa serve il DVR catastrofale

Il DVR catastrofale serve a rispondere a domande operative molto concrete:

Quali sedi aziendali sono esposte ad alluvione, frana o sisma? Quali beni rientrano nella base Cat Nat obbligatoria? Quali beni sono invece merci, scorte, beni di terzi o esposizioni operative? Quali dati sono ufficiali e quali sono stati inseriti manualmente? Quali vulnerabilità interne aumentano il rischio? Quali azioni di mitigazione sono prioritarie? Quale documentazione può essere consegnata a broker, compagnia assicurativa, consulente o tecnico?

La web app gratuita DVR-C Free consente di costruire un fascicolo che organizza queste informazioni in modo strutturato. Il documento finale non sostituisce una polizza, una perizia o una relazione tecnica, ma permette all’impresa di arrivare più preparata alla valutazione del rischio, alla richiesta di quotazione assicurativa, alla verifica delle somme assicurate e alla programmazione di interventi di mitigazione.

Quando si applica

Il fascicolo catastrofale è utile per tutte le imprese che devono valutare o documentare il proprio profilo di rischio rispetto a eventi naturali catastrofali. In particolare, è utile quando l’impresa possiede o impiega beni rientranti nel perimetro della copertura Cat Nat: terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Il MIMIT precisa che si tratta delle immobilizzazioni indicate all’art. 2424 c.c., Attivo, voce B-II, numeri 1), 2) e 3), impiegate a qualsiasi titolo per l’esercizio dell’attività d’impresa.

La valutazione è utile anche se i beni non sono di proprietà dell’impresa, ma sono utilizzati in affitto, leasing o ad altro titolo. Le FAQ MIMIT chiariscono che l’oggetto della copertura riguarda i beni impiegati nell’attività d’impresa anche se l’impresa non ne ha la proprietà, salvo i beni già coperti da analoga polizza anche se stipulata da un soggetto diverso.

Il fascicolo è utile anche nei casi di polizze già esistenti, perché le FAQ MIMIT indicano che l’adeguamento delle polizze già in essere decorre dal primo rinnovo o quietanzamento utile. È inoltre utile per distinguere correttamente beni esclusi, beni in costruzione, beni già assicurati, polizze collettive e situazioni particolari come attività svolte presso l’abitazione.

Non tutte le imprese hanno necessariamente beni da assicurare nel perimetro Cat Nat. Le FAQ MIMIT specificano che le imprese iscritte al Registro imprese che non hanno in proprietà e non impiegano per l’attività alcuno dei beni di cui all’art. 2424 c.c., Attivo B-II, numeri 1), 2) e 3), non sono soggette all’obbligo di stipula dell’assicurazione Cat Nat.

Scadenze e contesto normativo Cat Nat

Il Decreto interministeriale 30 gennaio 2025, n. 18 contiene le modalità attuative e operative degli schemi di assicurazione dei rischi catastrofali ai sensi della Legge 30 dicembre 2023, n. 213, ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2025.

Il MIMIT riepiloga l’entrata in vigore scaglionata dell’obbligo: grandi imprese entro il 31 marzo 2025, con periodo transitorio fino al 30 giugno 2025; medie imprese entro il 30 settembre 2025; micro e piccole imprese entro il 31 dicembre 2025. Il DL Milleproroghe 2026 ha poi previsto ulteriori proroghe per specifiche categorie, tra cui pesca/acquacoltura e imprese turistico-ricettive o di somministrazione; successivamente, per pesca e acquacoltura il termine è stato prorogato al 31 dicembre 2026.

L’inadempimento dell’obbligo assicurativo può incidere sull’accesso a contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. Il MIMIT ha adottato il Decreto ministeriale 18 giugno 2025 per adeguare la disciplina degli incentivi di competenza della Direzione generale per gli incentivi alle imprese, introducendo il requisito connesso all’adempimento dell’obbligo assicurativo tra quelli da valutare ai fini dell’accesso alle agevolazioni.

DVR catastrofale e DVR sicurezza: attenzione alla differenza

Il DVR-C non sostituisce il Documento di Valutazione dei Rischi previsto dal D.Lgs. 81/2008. Il DVR ordinario riguarda la salute e sicurezza dei lavoratori e rientra tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro, secondo gli articoli 17 e 28 del Testo Unico Sicurezza.

Il DVR catastrofale può però essere utile come documento di raccordo gestionale. Può evidenziare impatti su continuità operativa, vie di esodo, archivi, quadri elettrici, macchinari, scaffalature, depositi e procedure di emergenza. In questo senso può dialogare con il sistema aziendale di prevenzione, ma non lo sostituisce e non modifica gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.

La metodologia applicata dalla web app

La web app DVR-C Free applica un metodo semiquantitativo e documentale, basato sull’incrocio tra dato esterno oggettivo e dato interno soggettivo.

Il dato esterno riguarda la pericolosità del territorio: classe alluvionale, classe frana/PAI, zona sismica, PGA/ag, fonte, data di verifica e livello di confidenza. ISPRA, tramite IdroGEO, consente la consultazione, il download e la condivisione di dati, mappe, report e indicatori relativi a frane e alluvioni; la piattaforma permette anche di cercare un indirizzo, geolocalizzarsi, interrogare dati, creare report e verificare la pericolosità in un punto di interesse.

Per la componente sismica, la web app consente di registrare zona sismica, dato PGA/ag, fonte, eventuale indice ζE/IS-V o esiti derivanti da relazione strutturale esterna. INGV rende disponibili servizi web, tra cui WFS e WMS, e nel catalogo sono presenti servizi relativi al database MPS04 per la pericolosità sismica.

Il dato interno riguarda invece la vulnerabilità specifica della sede e dei beni: anno di costruzione, struttura prevalente, manutenzione, presenza di interrati, quadri elettrici a quota bassa, merci a pavimento, pompe, valvole antiriflusso, barriere, drenaggi, ancoraggio macchinari, scaffalature, certificazioni, miglioramenti sismici e documentazione tecnica disponibile.

La formula applicata è:

Rischio = P × V × E × M × C

dove:

P è la pericolosità esterna;
V è la vulnerabilità interna;
E è l’esposizione economica;
M è il fattore di mitigazione;
C è la confidenza del dato.

Il risultato viene normalizzato su scala 0–100 e classificato con esito colorato:

0–20 Basso21–40 Moderato41–60 Medio61–80 Alto81–100 Molto alto

Questa metodologia non è un modello idraulico, geologico o strutturale specialistico. È un criterio di screening documentale che permette di individuare priorità, carenze informative e necessità di approfondimento.

Come viene valutato il rischio di alluvione

Per l’alluvione, la web app considera la pericolosità esterna dell’area e la vulnerabilità interna della sede. Il rischio aumenta, ad esempio, quando sono presenti interrati o seminterrati vulnerabili, quadri elettrici o server a quota bassa, merci stoccate a pavimento, assenza di barriere antiallagamento, assenza di pompe di sollevamento, assenza di valvole antiriflusso o storico di allagamenti.

Il rischio si riduce quando l’azienda ha misure efficaci, come protezione dei quadri elettrici, soglie rialzate, stoccaggio su pallet, pompe, procedure di emergenza, manutenzione degli scarichi e piano di continuità operativa.

Come viene valutato il rischio frana

Per la frana o dissesto idrogeologico, la web app considera la classe esterna di pericolosità e fattori interni come vicinanza a versanti o scarpate, presenza di muri di sostegno, fessure o deformazioni, drenaggi, regimazione delle acque meteoriche, manutenzione delle opere e disponibilità di relazioni geologiche o geotecniche.

Il risultato non sostituisce una relazione geologica o geotecnica. Serve a capire se una sede richiede ulteriore verifica professionale, soprattutto in presenza di pendenze, segni di dissesto, opere di contenimento o dati esterni non verificati.

Come viene valutato il rischio sismico

Per il sisma, la web app offre più modalità di compilazione.

La prima è il metodo DVR-C semiquantitativo, che considera zona sismica o PGA/ag, anno di costruzione, tipologia strutturale, manutenzione, ancoraggio macchinari, scaffalature, certificazioni, elementi non strutturali e miglioramenti sismici.

La seconda è il metodo NTC 2018 documentale guidato, che consente di registrare dati coerenti con un’impostazione tecnico-documentale: livello di conoscenza, fattore di confidenza, classe d’uso, vita nominale, categoria sottosuolo, categoria topografica, regolarità, documentazione tecnica e presenza di interventi di miglioramento o adeguamento.

La terza è il metodo basato su indice ζE / IS-V o rapporto capacità/domanda, quando tali dati provengono da una relazione tecnica. Il sistema recepisce il valore e lo converte in un indicatore di vulnerabilità per il fascicolo.

La quarta modalità è il recepimento di risultati FEM o relazione strutturale esterna validata. La web app non esegue un vero calcolo FEM, non modella elementi finiti, non calcola modi propri, sollecitazioni o verifiche strutturali. Consente però di inserire software utilizzato, tipo di analisi, relazione, tecnico, giudizio, ζE, capacità/domanda e prescrizioni, integrando tali dati nel fascicolo.

Le NTC 2018 sono state approvate con D.M. 17 gennaio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018; la Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. contiene le istruzioni applicative; il D.M. 9 marzo 2023 ha introdotto modifiche e integrazioni al D.M. 17 gennaio 2018.

La classificazione sismica comunale non è sufficiente, da sola, per una progettazione o verifica strutturale: la Protezione Civile ricorda che per ogni costruzione occorre riferirsi a un’accelerazione propria, individuata in base alle coordinate geografiche dell’area di progetto e alla vita nominale dell’opera; la zona sismica resta utile per pianificazione e controllo del territorio.

Come funziona lato utente

L’utente accede alla web app gratuita e può iniziare da un fascicolo vuoto oppure caricare un esempio completo. La compilazione è guidata per sezioni.

Nella dashboard vede il riepilogo generale: numero di sedi valutate, esposizione Cat Nat, score aggregato, eventi sopra soglia, grafico dei rischi per sede, esito principale e checklist di completamento.

Nella sezione anagrafe aziendale inserisce ragione sociale, partita IVA, sede legale, referente, contatti, consulente e note.

Nella sezione attività valutata descrive l’attività svolta, il perimetro dell’analisi, le sedi incluse, i processi aziendali, le eventuali esclusioni e le finalità del fascicolo.

Nella sezione sedi e dati esterni inserisce ogni sede operativa, indirizzo, comune, coordinate, uso prevalente, titolo di godimento, superficie, valori immobiliari, anno di costruzione, struttura prevalente, manutenzione, interrati, note e dati di pericolosità. Se l’interrogazione automatica delle fonti istituzionali non è disponibile o non restituisce dati utilizzabili, la web app apre un popup di istruzioni e guida l’utente alla consultazione manuale dei portali ufficiali.

Nella sezione dato interno compila i questionari di vulnerabilità per alluvione, frana e sisma. I flag sono organizzati per evento e servono a documentare le caratteristiche della sede che possono aumentare o ridurre il rischio.

Nella sezione beni ed esposizione inserisce i beni esposti. La web app distingue tra base Cat Nat obbligatoria, beni già inclusi nei valori sede, merci/scorte, esposizioni operative, beni da verificare e beni non eleggibili. Questo evita doppi conteggi e consente una lettura più chiara della base economica.

Nella sezione metodo e matrici l’utente visualizza score, componenti di calcolo, esiti colorati, matrici P × V e riferimenti normativi. Le matrici permettono di vedere il posizionamento del rischio prima dell’applicazione dell’esposizione economica.

Nella sezione mitigazioni può generare automaticamente azioni consigliate in funzione del rischio rilevato e aggiungere azioni manuali. Ogni azione può avere priorità, responsabile, scadenza, costo stimato e stato di avanzamento.

Nella sezione report Word l’utente esporta il fascicolo in formato modificabile, con anagrafe, attività valutata, sedi, beni, metodo, risultati, matrici, azioni, riferimenti, disclaimer e spazio firme.

Nella sezione salvataggi, backup e restore può salvare il fascicolo con nome nel browser, duplicarlo, esportarlo in JSON, esportare l’intero archivio, ripristinare un fascicolo o cancellare l’archivio locale.

Salvataggio locale, backup e privacy operativa

La web app salva i dati nel browser tramite archivio locale. Questo consente di lavorare su più fascicoli senza installare software e senza dover creare necessariamente un account. Tuttavia, i dati locali possono essere persi se l’utente cancella la cache, cambia browser, cambia dispositivo o elimina i dati del sito.

Per questo motivo il backup JSON è fondamentale. Il backup serve a conservare una copia esterna del fascicolo o dell’intero archivio. Il restore serve a ricaricare un fascicolo esportato in precedenza. In un uso professionale è buona prassi conservare backup periodici, allegati documentali originali, fonti ufficiali consultate e versioni firmate del report.

Che cosa produce il report Word

Il report Word generato dalla web app contiene:

  • copertina e identificazione del fascicolo;
  • anagrafica aziendale;
  • attività valutata;
  • sedi operative;
  • dati esterni e fonti;
  • dati interni e questionari;
  • inventario beni;
  • esposizione Cat Nat e operativa;
  • metodo di calcolo;
  • tabella dei risultati;
  • matrici colorate P × V;
  • esiti colorati;
  • azioni di mitigazione;
  • riferimenti normativi;
  • limiti metodologici;
  • disclaimer;
  • spazio per firme.

Il report è pensato per essere modificabile, integrabile e verificabile. Può essere allegato a pratiche interne, consegnato a un consulente, inviato a un broker o usato come base per ulteriori verifiche tecniche.

Limiti della web app

DVR-C Free è uno strumento gratuito di supporto, non una certificazione.

Non sostituisce una polizza Cat Nat. Non stabilisce se una compagnia debba assicurare l’impresa. Non determina il premio assicurativo. Non calcola franchigie, scoperti, limiti di indennizzo o condizioni contrattuali. Non verifica la correttezza della polizza già stipulata.

Non sostituisce una perizia estimativa. I valori inseriti devono essere verificati con cespiti, contabilità, perizie, valori di ricostruzione, dati assicurativi e documentazione aziendale.

Non sostituisce un sopralluogo tecnico. I dati inseriti nei questionari sono dichiarativi e dipendono dall’accuratezza dell’utente.

Non sostituisce una relazione idraulica. Non esegue modellazioni idrologiche, idrauliche, bidimensionali o studi di battente, velocità, tempo di ritorno o dinamica dell’esondazione.

Non sostituisce una relazione geologica o geotecnica. Non valuta stabilità dei versanti, caratteristiche geomeccaniche, drenaggi profondi, cinematismi di frana o condizioni di fondazione.

Non sostituisce una verifica di vulnerabilità sismica. Non produce un modello strutturale, non calcola spettri di risposta, combinazioni NTC, sollecitazioni, verifiche agli stati limite o indice ζE autonomo. Può solo recepire dati tecnici esterni e usarli nel fascicolo.

Non sostituisce il DVR ordinario previsto dal D.Lgs. 81/2008. Può essere un allegato o un documento di supporto gestionale, ma non sostituisce la valutazione dei rischi per salute e sicurezza dei lavoratori.

Non garantisce il funzionamento continuo delle interrogazioni esterne. I portali istituzionali possono cambiare indirizzi, modalità di accesso, servizi, layer o restrizioni tecniche. Per questo la web app prevede anche l’inserimento manuale documentato e l’evidence log.

Disclaimer

La web app gratuita DVR-C Free è fornita come strumento di supporto alla raccolta, organizzazione e prima classificazione dei dati relativi ai rischi catastrofali. I risultati generati sono indicativi e dipendono dai dati inseriti dall’utente, dalla correttezza delle fonti consultate, dalla completezza delle informazioni disponibili e dall’eventuale verifica professionale.

Il fascicolo prodotto non costituisce perizia, asseverazione, certificazione, relazione strutturale, relazione geologica, relazione geotecnica, relazione idraulica, valutazione assicurativa, contratto di polizza, dichiarazione di conformità normativa o garanzia di accesso a contributi e agevolazioni.

L’utente resta responsabile della verifica dei dati inseriti, della consultazione delle fonti ufficiali, dell’aggiornamento del fascicolo, della conservazione delle evidenze documentali e dell’eventuale incarico a professionisti abilitati quando necessario.

In presenza di rischio alto o molto alto, dati esterni non verificati, vulnerabilità strutturali significative, immobili complessi, valori economici rilevanti o destinazioni d’uso critiche, è necessario rivolgersi a tecnici competenti e consulenti assicurativi qualificati.


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