Classificazione Zone con presenza di Atmosfere Esplosive da Gas o Vapori

web app gratuita pre‑classificazione delle Zone AD (Zone 0/1/2) CEI EN IEC 60079‑10‑1

Web App Gratuita Pre‑Classificazione Delle Zone AD (Zone 0/1/2) CEI EN IEC 60079‑10‑1

La web app gratuita è pensata per supportare chi progetta, gestisce o verifica impianti in cui possono generarsi atmosfere potenzialmente esplosive da gas/vapori. Consente di effettuare una pre‑classificazione delle Zone AD (Zone 0/1/2) in modo tracciabile, coerente con l’impostazione della CEI EN IEC 60079‑10‑1:

  • guida l’utente nel dimensionamento della ventilazione locale e nell’analisi della diluizione;

  • consolida le scelte in una matrice (grado × diluizione × disponibilità) per proporre la zona;

  • fornisce anche una stima parametrica dell’estensione della zona (condizioni di applicabilità) e una verifica NE (nube di Negligible Extent, ossia estensione trascurabile) quando pertinente.

Zone AD” e “Zone ATEX” si riferiscono allo stesso concetto tecnico, ma con sfumature terminologiche diverse legate al contesto normativo:


🔹 1. “Zone AD” – terminologia CEI / normativa italiana

Nel linguaggio tecnico italiano, “Zone AD” sta per:

Zone con presenza di Atmosfere Esplosive da Gas o Vapori (AD = Atmosfere Esplosive da gas o vapori combustibili)

È il termine usato, ad esempio, nei documenti CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e nei DVR aziendali per indicare le aree classificate in base alla norma CEI EN IEC 60079-10-1.

Zone AD → Zone per Atmosfere Esplosive da gas:

  • Zona 0

  • Zona 1

  • Zona 2

Quando si parla di polveri combustibili, invece, si usa Zone AP (“Atmosfere Esplosive da Polveri”):

  • Zona 20 / 21 / 22 → norme CEI EN IEC 60079-10-2.


🔹 2. “Zone ATEX” – terminologia europea / legislativa

Nel contesto legislativo europeo e della Direttiva ATEX 2014/34/UE (apparecchiature) e 1999/92/CE (luoghi di lavoro), si parla di ATEX come acronimo di:

ATmosphères EXplosibles

Le Zone ATEX sono quindi quelle classificate secondo gli stessi criteri tecnici delle Zone AD, ma inserite nel quadro regolatorio europeo:

  • Zona 0 / 1 / 2 → gas, vapori, nebbie infiammabili

  • Zona 20 / 21 / 22 → polveri combustibili

A cosa serve in pratica
– valutare scenari tipici (getti da micro‑perdite, rilasci liquidi con frazione vaporizzata, evaporazioni da pozze/vasche);
– verificare l’effetto di varianti (ventilazione, schermature, gas pesanti, ecc.);
– produrre un report con formule, valori e assunzioni in chiaro.


Cosa calcola 

  1. Portata di rilascio Wg [kg/s] del gas/vapore generato dallo scenario (getto gas, rilascio liquido con frazione vaporizzata, evaporazione da pozza).

  2. Densità del gas in condizioni ambiente ρg [kg/m³].

  3. Caratteristica di rilascio Qc [m³/s]:

    Qc=ρg⋅(k⋅LFLeff)Wg

    con k fattore di sicurezza e LFLeff che tiene conto di eventuale concentrazione di fondo.

  4. Velocità di ventilazione locale uw [m/s] (indoor da V˙/Alibera; outdoor da vento × fattore di schermatura).

  5. Indice di diluizione R=Qc/uw [m²] ⇒ classe di diluizione (Alta/Media/Bassa) secondo soglie configurabili.

  6. Zona proposta da matrice (grado di emissione × diluizione × disponibilità della ventilazione).

  7. Estensione caratteristica (solo se applicabile, vedi sotto) e verifica NE.


Secondo quale metodo (logica di calcolo)

L’impostazione segue la filosofia della CEI EN IEC 60079‑10‑1: partire dalla sorgente di emissione, valutare ventilazione e diluizione, quindi dedurre la zona con una matrice di classificazione e, quando possibile, stimarne in modo parametrico l’estensione.

1) Dati di sostanza e condizioni

  • LFL (% vol): limite inferiore di infiammabilità.

  • Massa molare M (g/mol), γ (= cp/cv), Z (comprimibilità).

  • Pressione e temperatura ambiente: per densità e confronto con pressione di sorgente.

  • Opzione gas pesante (automatica da M o forzata dall’utente) per applicare correttivi all’estensione.

2) Sorgenti di emissione (calcolo di Wg)

  • Getto di gas da orifizio
    – verifica del rapporto P0/Pa: sonico (choked) o subsonico;
    – uso di Cd, area S, P0,T0, proprietà del gas;
    – facoltativa una auto‑diluizione del getto (fattore 0.2–1.5) applicata a valle su Qc.

  • Rilascio di liquido con frazione vaporizzata f:
    Wg=m˙liquido⋅f.

  • Evaporazione da pozza/recipiente:
    Wg=A⋅m˙′′ con area e flusso di evaporazione stimati.

3) Ventilazione e uw

  • Indoor: uw=V˙/Alibera.

  • Outdoor: uw=uvento⋅fattore di schermatura (aperto/semi‑ostruito/ostruito).

  • Disponibilità della ventilazione: Buona / Adeguata / Scarsa (probabilità che la ventilazione “richiesta” sia effettivamente presente al bisogno).

4) Indice R e classe di diluizione

  • R=Qc/uw.

  • Confronto con soglie High/Medium (default tipici: 0.5 m² e 2.0 m², modificabili):
    Alta se R<High (o non significativo);
    Media se High≤R<Medium;
    Bassa se R≥Medium.

5) Zona proposta (matrice “Tabella D.1”)

La zona deriva dalla matrice che incrocia:

  • Grado di emissione: Continuo / Primario / Secondario;

  • Diluizione: Alta / Media / Bassa;

  • Disponibilità ventilazione: Buona / Adeguata / Scarsa.

La matrice è editabile per aderire alla prassi aziendale e all’edizione di norma adottata.

6) Estensione caratteristica (solo se applicabile)

Per diluizione Alta e concentrazione di fondo trascurabile, la web app fornisce una stima parametrica dell’estensione (raggio caratteristico) del volume di zona:

r≈a1+a2R(×fH per gas pesanti)

con coefficienti configurabili. Non usare questa stima per diluizione Media/Bassa o in geometrie molto ostacolate/complicate.

7) Verifica NE (Negligible Extent)

Opzionale check volumetrico: se il volume della nube a una concentrazione di riferimento è ≤ del volume critico impostato e la concentrazione di fondo è sotto un limite, la zona 2 può essere qualificata come “Zone 2 NE” (estensione trascurabile). È una pre‑verifica di buon senso, non un giudizio normativo automatico.


Parametri necessari (input)

  • Sostanza: LFL, M, γ, Z; Gruppo gas (informativo).

  • Condizioni ambiente: pressione Pa, temperatura T.

  • Grado di emissione: Continuo / Primario / Secondario.

  • Getti gas: P0 (bar a), T0 (°C), area orifizio S (mm²), coefficiente di scarico Cd.

  • Rilascio liquido: portata m˙ [kg/s], frazione vaporizzata f (0–1).

  • Pozza/recipiente: area A [m²], flusso di evaporazione m˙′′ [kg/(m²·s)].

  • Ventilazione:
    – indoor: portata aria V˙ [m³/h] e sezione libera Alibera [m²];
    – outdoor: vento [m/s] e schermatura (aperto/semi‑ostruito/ostruito).

  • Disponibilità ventilazione: Buona / Adeguata / Scarsa.

  • Concentrazione di fondo Xb (frazione di LFL).

  • Fattore k su LFL (preset IEC k=1 o Conservativo k=0.5).

  • Soglie di R per la diluizione (High/Medium), coeff. estensione a1,a2 e fattore gas pesante fH.

  • NE: concentrazione di riferimento, volume critico, limite Xb e geometria (sfera/cilindro o volume imposto).


Risultati calcolati (e come interpretarli)

  • Wg [kg/s] – massa di gas/vapore rilasciata: più è alta, più è severo lo scenario.

  • ρg [kg/m³] – densità del gas in ambiente.

  • Qc [m³/s] – “forza” del rilascio in termini volumetrici.

  • uw [m/s] – “forza” della ventilazione attorno alla sorgente.

  • R=Qc/uw [m²] – indice che governa la diluizione (Alta/Media/Bassa).

  • Zona proposta – esito della matrice (con testo esplicativo del perché).

  • Estensione caratteristica r [m] – solo per condizioni di Alta diluizione e Xb trascurabile.

  • Esito NE – se la nube stimata è “di estensione trascurabile” alle condizioni impostate.


Significato delle Zone AD e delle zone proposte

  • Zone 0: atmosfera esplosiva presente continuamente, per lunghi periodi o frequentemente.

  • Zone 1: atmosfera esplosiva probabile in esercizio normale.

  • Zone 2: atmosfera esplosiva non probabile in esercizio normale e, se si verifica, di breve durata.

  • No Zone: rischio trascurabile secondo il metodo e le assunzioni utilizzate.

  • Zone 2 NE: come Zone 2, ma la nube stimata risulta di estensione trascurabile (criterio volumetrico e di fondo soddisfatti).

La zona finale dipende sempre da grado di emissione, diluizione (tramite R) e disponibilità della ventilazione. La web app rende trasparente questa logica e consente di tracciare le scelte.


Potenzialità della web app

  • Rapidità: esplori varianti di scenario (pressori, orifizi, vento, schermature) in pochi secondi.

  • Trasparenza: tutte le formule e le variabili chiave sono riportate, con valori e unità.

  • Adattabilità: matrice di classificazione ed estensione parametrica sono personalizzabili.

  • Preset: IEC (k=1) e Conservativo (k=0.5) per governare il margine di sicurezza sulla LFL.

  • NE check: utile pre‑verifica quando si mira a dimostrare l’estensione trascurabile della nube.

  • Operatività: salvataggi locali, caricamento esempi, esportazione del report.

Limiti (da conoscere prima dell’uso)

  • L’estensione parametrica è valida solo con diluizione Alta e Xb ≈ 0; per Media/Bassa, o in layout complessi/ostruiti, utilizzare metodi conservativi o CFD.

  • Le proprietà di sostanza (LFL, M, γ, Z) incluse in esempi sono indicative: vanno validate dal progettista per le condizioni operative.

  • Il modello non copre polveri (campo della 60079‑10‑2), spray/nebbie complesse, flash boiling articolato, reazioni chimiche particolari o scenari transitori non rappresentabili con i parametri base.

  • La matrice di zona è personalizzabile: va allineata alla procedura aziendale e all’edizione di norma adottata.

  • La verifica NE è una pre‑valutazione semplificata: non sostituisce analisi dedicate.


Metodo: dettagli operativi e scelte chiave

  • Fattore k su LFL: imposta il margine di sicurezza nell’equazione di Qc. Con “IEC” k=1; con “Conservativo” k=0.5.

  • Soglie di R: definiscono il confine fra diluizione Alta/Media/Bassa. Sono configurabili per aderire alle prassi interne.

  • Gas pesanti: opzionale fattore correttivo per l’estensione parametrica.

  • Disponibilità ventilazione: sposta la proposta di zona nella matrice; è cruciale valutarla in modo realistico (manutenzioni, affidabilità, interblocchi, ecc.).

  • Concentrazione di fondo Xb: se non trascurabile, riduce la LFL efficace e può inibire la stima di estensione.

  • Tracciabilità: ogni calcolo riporta formule, numeri e assunzioni nel report per favorire il riesame tecnico.


Disclaimer sulla web app gratuita

Questa web app è uno strumento di supporto  per la pre‑classificazione delle Zone AD; non sostituisce la norma tecnica, le procedure aziendali né il giudizio professionale. I risultati dipendono dagli input e dalle assunzioni inserite dall’utente. Prima di adottare decisioni progettuali, operative o di conformità, è necessaria una verifica tecnica da parte di personale qualificato e il confronto con la documentazione applicabile (norme, linee guida, specifiche interne). Gli autori non assumono responsabilità per usi impropri, errori di inserimento dati o interpretazioni non conformi.


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