checklist Microperforazioni
Microperforazioni nelle opere speciali di genio civile

La checklist SUVA dedicata alle microperforazioni è uno strumento tecnico molto utile anche per le imprese italiane che eseguono perforazioni, posa di ancoraggi e iniezioni nelle opere speciali di genio civile. Il documento, edizione marzo 2026, è costruito su 18 domande distribuite in tre aree — pianificazione e installazione, perforazioni/ancoraggi/iniezioni, organizzazione/formazione/comportamento — e si chiude con una scheda finale per pianificare le misure correttive, con riesame raccomandato ogni sei mesi.
Pur essendo nato in ambito svizzero, l’impostazione della checklist è perfettamente trasferibile in Italia: non come sostitutivo degli obblighi di legge, ma come strumento pratico per verificare se la sicurezza di cantiere è davvero governata e non solo formalmente documentata. Nel quadro italiano, quando i lavori ricadono nei cantieri temporanei o mobili del Titolo IV del D.Lgs. 81/08, il coordinatore per la progettazione redige il PSC, il PSC è parte integrante del contratto, ciascuna impresa esecutrice redige il POS e, prima dell’inizio dei lavori, il POS deve essere trasmesso e verificato secondo il flusso previsto dagli articoli 96, 100 e 101 e dall’Allegato XV. Operativamente, quindi, ciò che la checklist chiama “piano di sicurezza e di protezione della salute” va letto, in Italia, come integrazione concreta tra PSC, POS e procedure di cantiere; fuori dal Titolo IV torna invece centrale il coordinamento ex art. 26 e il DUVRI per i rischi interferenziali.
Il pregio principale della checklist è che parte dai pericoli reali. Il documento evidenzia infatti i rischi di trascinamento e schiacciamento negli organi mobili della macchina, le cadute per scivolamento o inciampo, il sovraccarico biomeccanico, l’urto con oggetti, il rumore, ma anche l’esposizione a polveri, le possibili fuoriuscite di gas, il rischio elettrico, il lavoro in quota, le aperture non protette e gli effetti ambientali di polveri, rumore e fanghi di perforazione. È una fotografia molto concreta di ciò che accade davvero attorno a una slitta di perforazione e durante la gestione di aste, adattatori, ancoraggi e materiali di risulta.
Nel contesto italiano, la prima sezione della checklist deve essere letta come una vera verifica di pre-avvio cantiere. L’analisi del suolo, della geologia, dell’idrogeologia, di eventuali contaminazioni o sacche di gas, insieme alla verifica preventiva di sottoservizi e condotte, è il presupposto per scegliere correttamente posizione della macchina, rampe di accesso, aree di stoccaggio e idoneità del sottofondo. Allo stesso livello vanno collocate la conformità dell’attrezzatura, la manutenzione documentata, la disponibilità di mezzi per la movimentazione dei carichi e l’effettiva preparazione del personale. In Italia questi aspetti si collegano direttamente agli obblighi su attrezzature di lavoro, formazione e addestramento: il datore di lavoro deve mettere a disposizione attrezzature idonee e adeguate al lavoro da svolgere e assicurare formazione sufficiente, adeguata e specifica per l’uso sicuro delle attrezzature.
La seconda parte della checklist entra nel cuore dell’esecuzione: dispositivi di protezione della macchina, sicurezza delle postazioni in quota, tutela della salute del personale, protezione dell’ambiente, sicurezza del metodo di perforazione e sostenibilità del carico biomeccanico. Per l’ambito italiano questo significa tradurre la checklist in controlli operativi quotidiani sulla perforatrice, verifica di arresti di emergenza o ripari della slitta, aspirazione delle polveri o loro abbattimento con acqua o schiuma, valutazione di rumore e vibrazioni, gestione degli agenti chimici impiegati nelle iniezioni e corretta movimentazione di aste e tubazioni. Anche la scelta dei DPI non può essere generica: l’art. 77 impone che siano selezionati sulla base dell’analisi dei rischi residui e accompagnati, quando necessario, da formazione e addestramento pratico.
Molto importante è poi la terza sezione, dedicata a organizzazione, formazione e comportamento. Qui la checklist chiede se il cantiere disponga di una reale organizzazione dell’emergenza, se il personale che entra per la prima volta venga informato dei pericoli specifici, se l’uso dei DPI venga effettivamente controllato, se nelle fasi critiche si continui a lavorare in modo ordinato e se tutte le aperture nel suolo siano sbarrate o coperte. Nel sistema italiano questi punti si agganciano agli obblighi di gestione delle emergenze e del primo soccorso, nonché alle regole sulla prevenzione incendi; per il primo soccorso resta inoltre vigente il D.M. 388/2003. Quanto alla formazione, l’art. 73 richiede informazione, formazione e addestramento per le attrezzature di lavoro e, per le attrezzature individuate in sede di Conferenza Stato-Regioni, anche specifica abilitazione degli operatori.
Per chi opera oggi in Italia c’è anche un ulteriore aspetto da non trascurare: la checklist non lo menziona perché appartiene a un diverso ordinamento, ma nei nostri cantieri temporanei o mobili occorre considerare anche la patente a crediti. Il regolamento attuativo è entrato in vigore il 1° ottobre 2024 e il sistema prevede che una patente con punteggio inferiore a 15 crediti non consenta a imprese e lavoratori autonomi di operare nei cantieri rientranti nell’art. 89 del D.Lgs. 81/08. Per le microperforazioni, quindi, la regolarità documentale dell’impresa non è più un tema separato dalla sicurezza operativa di campo.
Sul piano tecnico, infine, la checklist richiama la serie EN 16228 per le attrezzature di perforazione e fondazione. Anche per il contesto italiano questo richiamo è importante, perché UNI descrive la UNI EN 16228-2 come norma riferita ai pericoli significativi delle perforatrici mobili e segnala che la versione 2014 è stata ritirata con sostituzione nel 2022; il programma nazionale UNI richiama inoltre l’aggiornamento europeo A1:2021 per le diverse parti della famiglia normativa. In pratica, oltre alla conformità legislativa, chi acquista, noleggia o verifica una microperforatrice dovrebbe sempre considerare anche il livello di buona tecnica espresso da questa serie normativa.
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