Checklist Excel verifica e controlli degli impianti elettrici

strumento operativo con KPI, controlli interattivi, azioni correttive e gestione documentale

EXCEL

La gestione delle verifiche sugli impianti elettrici richiede molto più di una semplice lista di controllo. Occorre poter dimostrare che cosa è stato verificato, su quale componente, con quale esito, da chi, con quali evidenze, quali anomalie sono state rilevate e quali azioni correttive sono ancora aperte.

La Checklist Excel per la verifica e il controllo degli impianti elettrici rappresenta uno strumento evoluto per trasformare una verifica tecnica in un processo organizzato, misurabile e documentato.

Il suo valore non deriva soltanto dai 240 controlli disponibili, ma dall’integrazione fra:

CHECKLIST → KPI → EVIDENZE → AZIONI → SCADENZE → MISURE → DOCUMENTI → RIESAME

In questo modo la verifica non termina con una spunta.

Ogni controllo diventa parte di una gestione continua della sicurezza elettrica.

Il risultato è un sistema capace di supportare il tecnico non soltanto nel rispondere alla domanda:

“L’impianto è stato controllato?”

ma soprattutto:

“Che cosa abbiamo controllato, con quale esito, quali problemi abbiamo rilevato e quali azioni restano ancora da completare?”

Ed è proprio questa tracciabilità che rende la checklist particolarmente utile nella gestione professionale degli impianti elettrici.

Verificare, documentare, correggere e monitorare: quattro attività integrate in un unico strumento Excel operativo.

Per questo è stata realizzata una Checklist Excel professionale per la verifica e il controllo degli impianti elettrici, strutturata come vero strumento operativo di gestione e non come semplice foglio di spunta.

Il modello è stato sviluppato sulla base metodologica della Linea Guida CNPI n. 07.1 – “Verifica e controlli impianti elettrici – D.Lgs. 81/08 s.m.i.”, nuova edizione del 1° dicembre 2025, traducendo i principali contenuti tecnici della guida in un sistema Excel interattivo con dashboard KPI, 240 controlli preimpostati, registri, azioni correttive, scadenziari e strumenti di tracciabilità.

L’obiettivo è fornire a Datore di Lavoro, RSPP, tecnici, manutentori e responsabili degli impianti uno strumento che aiuti a organizzare e documentare la gestione della sicurezza elettrica nel tempo.



Il file è stato progettato secondo il principio:

un file = una campagna di verifica + un perimetro aziendale chiaramente definito.

Prima di iniziare i controlli, l’utilizzatore configura:

  • azienda;
  • sede o unità produttiva;
  • identificativo della campagna;
  • tecnico referente;
  • data di riferimento;
  • perimetro degli impianti;
  • eventuali esclusioni;
  • approvazione.

Questo consente di evitare che verifiche riferite ad ambienti, impianti o periodi differenti vengano mescolate nello stesso dataset.

Il foglio IMPOSTAZIONI specifica inoltre chiaramente che i risultati del file rappresentano indicatori di avanzamento e tracciabilità e non costituiscono automaticamente una certificazione della sicurezza o della conformità legale dell’impianto.


240 controlli tecnici già predisposti

Il cuore del sistema è il foglio CHECKLIST, che contiene:

  • 240 controlli preimpostati;
  • 80 righe aggiuntive per ripetere lo stesso controllo su componenti, quadri, locali o apparecchiature differenti.

Ogni riga della checklist dispone di un identificativo univoco e contiene campi specifici per:

  • area tecnica;
  • punto di verifica;
  • componente o posizione;
  • esito;
  • data del controllo;
  • esecutore;
  • evidenza;
  • criterio;
  • motivazione di eventuali NA o NV;
  • priorità dell’azione;
  • azione correttiva;
  • responsabile;
  • termine;
  • stato;
  • data di chiusura;
  • evidenza di chiusura;
  • verificatore;
  • stato operativo;
  • qualità della compilazione;
  • azione suggerita;
  • metodo o criterio;
  • fonte;
  • cautela tecnica.

Il risultato è una vera scheda di controllo tracciabile, nella quale l’esito non è separato dalla successiva gestione delle anomalie.


Quattro esiti standardizzati

La checklist utilizza quattro possibili risultati:

  • C – Conforme
  • NC – Non conforme
  • NA – Non applicabile
  • NV – Non verificato

La distinzione tra questi esiti è fondamentale.

Un elemento NV non deve essere interpretato come conforme.

Un controllo NA deve invece essere motivato, perché la semplice esclusione non può essere utilizzata per migliorare artificialmente gli indicatori.

Il file è stato costruito proprio per ridurre questo rischio: la dashboard ricorda espressamente che le voci NA incidono correttamente sui KPI solo quando risultano adeguatamente motivate e documentate.


23 aree tecniche di verifica

I 240 controlli sono organizzati in 23 aree tecniche, in modo da coprire in maniera ordinata gli aspetti più rilevanti della gestione degli impianti elettrici.

Tra le principali aree presenti nel file figurano:

  • documentazione;
  • ruoli e competenze;
  • piano e periodicità;
  • preparazione e sicurezza;
  • esame a vista;
  • differenziali;
  • energia e armoniche;
  • protezioni e logiche MT;
  • terra e anello di guasto;
  • continuità ed equipotenziali;
  • resistenza di isolamento;
  • condutture e connessioni;
  • comandi ed emergenza;
  • quadri elettrici;
  • termografia;
  • trasformatori;
  • rifasamento;
  • apparecchiature di protezione;
  • strumenti;
  • documentazione delle misure;
  • gestione delle anomalie;
  • azioni correttive;
  • registrazione e riesame.

La suddivisione consente di filtrare facilmente la checklist e utilizzare soltanto le aree pertinenti al sito realmente esaminato.



La prima area della checklist riguarda proprio la documentazione.

Il sistema verifica, tra l’altro, la disponibilità di:

  • dichiarazioni di conformità;
  • eventuali dichiarazioni di rispondenza;
  • relazioni di progetto;
  • elaborati grafici;
  • planimetrie;
  • schemi unifilari;
  • schemi funzionali MT e BT;
  • studio di coordinamento delle protezioni;
  • manuali dei componenti;
  • verbali;
  • rapporti precedenti;
  • configurazioni digitali;
  • firmware;
  • dati della rete;
  • prescrizioni relative a impianti particolari.

Questa impostazione deriva da un principio essenziale: non è possibile verificare correttamente un impianto che non è sufficientemente conosciuto e documentato.



Un secondo gruppo di controlli è dedicato alle responsabilità.

La checklist permette di verificare se:

  • i responsabili sono identificati;
  • le competenze degli esecutori sono adeguate;
  • il livello di complessità manutentiva è stato valutato;
  • le qualificazioni per i lavori elettrici sono gestite separatamente;
  • gli specialisti necessari sono stati individuati;
  • le risorse e i tempi risultano compatibili con l’attività;
  • i rapporti fra responsabile dell’impianto e responsabile dei lavori sono definiti;
  • eventuali attività riservate al costruttore sono state riconosciute;
  • le istruzioni operative sono disponibili e comprese.

Il file evita quindi di ridurre il controllo tecnico al solo componente, integrando anche l’aspetto organizzativo.



Una sezione specifica permette di verificare la qualità del piano manutentivo.

I controlli chiedono, ad esempio, se:

  • le funzioni di sicurezza da mantenere sono state definite;
  • sono state valutate le conseguenze del guasto;
  • la strategia manutentiva è motivata;
  • lo stress operativo è documentato;
  • lo stress ambientale è considerato;
  • le periodicità hanno una motivazione;
  • sono state considerate le istruzioni dei costruttori;
  • ogni attività possiede un metodo;
  • sono definiti criteri di accettazione;
  • vengono considerati ricambi e tempi di ripristino;
  • gli esiti precedenti alimentano il riesame del piano.

Un aspetto particolarmente importante è che il foglio non propone periodicità universali.

Le frequenze devono essere definite dal tecnico considerando impianto reale, rischio, costruttori, norme e storico manutentivo.



La checklist verifica inoltre che prima dell’intervento siano stati considerati:

  • analisi preventiva;
  • ambiente;
  • interferenze;
  • piani di lavoro;
  • alimentazioni;
  • scenari di esercizio;
  • messa in sicurezza;
  • prevenzione delle richiusure intempestive;
  • delimitazione dello spazio;
  • mantenimento delle condizioni di sicurezza;
  • consegna e riconsegna dell’impianto.

Questo consente di utilizzare il foglio non soltanto dopo la manutenzione, ma anche nella fase di preparazione e autorizzazione dell’intervento.



Una specifica area riguarda i differenziali.

I punti di verifica comprendono:

  • identificazione del dispositivo;
  • tipologia;
  • congruenza rispetto al carico;
  • pulsante TEST;
  • prova strumentale;
  • forma d’onda;
  • corrente di intervento;
  • tempo di intervento;
  • caratteristiche dello strumento;
  • ripristino finale;
  • gestione degli scatti indesiderati.

Il modello invita inoltre a considerare il possibile contributo di:

  • filtri EMC;
  • utenze elettroniche;
  • inverter;
  • correnti di dispersione.

In questo modo il differenziale non viene valutato soltanto in base al fatto che “scatti”, ma rispetto al comportamento reale dell’impianto.



L’area Energia e armoniche comprende verifiche relative a:

  • correnti di avviamento;
  • tensione;
  • correnti di fase;
  • corrente sul neutro;
  • spettro armonico;
  • THDi;
  • THDv;
  • armoniche omopolari;
  • flicker;
  • temperature;
  • nuovi carichi elettronici;
  • fattore di potenza;
  • rifasamento;
  • risonanze;
  • correnti di dispersione;
  • monitoraggio storico.

La checklist è quindi particolarmente utile anche negli impianti moderni dove LED, UPS, inverter e alimentatori elettronici possono modificare significativamente le condizioni di esercizio.



Per gli impianti MT il foglio prevede controlli specifici su:

  • studio di coordinamento;
  • regolazioni dei relè;
  • metodo di prova;
  • catena completa di protezione;
  • trasformatori di misura;
  • cablaggi;
  • interblocchi;
  • logiche di stacco;
  • riattacco;
  • commutazione;
  • trasferimento;
  • file di programmazione;
  • comportamento degli interruttori;
  • verifiche successive alla sostituzione.

L’approccio è volutamente sistemico: una protezione non è soltanto il relè, ma una catena composta da sensori, cablaggi, logica e organo di interruzione.



Un’altra sezione completa è dedicata agli impianti di terra.

Vengono verificati:

  • tipo di sistema TT, TN o IT;
  • stato del dispersore;
  • metodo di misura;
  • resistenza di terra;
  • anello di guasto;
  • geometria della misura;
  • disturbi;
  • collegamenti esterni;
  • tensioni di contatto;
  • tensioni di passo;
  • criteri di accettazione;
  • completezza del rapporto.

Il modello evita volutamente di proporre un unico valore limite valido per qualsiasi situazione.



L’area dedicata alla continuità verifica:

  • conduttori PE;
  • collegamenti equipotenziali;
  • strumento utilizzato;
  • corrente di prova;
  • compensazione dei cavi;
  • criteri di accettazione;
  • singoli collegamenti;
  • registrazione dei valori;
  • periodicità.

Il foglio richiama inoltre correttamente che valori validi per specifiche applicazioni non devono essere estesi automaticamente a tutti gli impianti.



Per le prove di isolamento vengono controllati:

  • circuito;
  • tensione nominale;
  • tensione di prova;
  • presenza di SPD;
  • componenti sensibili;
  • configurazione dei conduttori;
  • motivazione di eventuali riduzioni della tensione;
  • idoneità dello strumento;
  • criterio minimo;
  • confronto storico;
  • ripristino;
  • rapporto finale.

Questa sezione è particolarmente utile per impedire che una misura venga registrata senza riportare le condizioni nelle quali è stata eseguita.



Le condutture vengono analizzate rispetto a:

  • corrispondenza con gli elaborati;
  • danneggiamenti;
  • supporti;
  • sollecitazioni meccaniche;
  • fonti di calore;
  • acqua;
  • corrosione;
  • contaminazione;
  • animali;
  • carico;
  • armoniche;
  • deformazioni;
  • alterazioni termiche;
  • eventi pregressi.

Anche qui la checklist collega l’esame a vista con la conoscenza dello storico.



Uno degli elementi distintivi del file è la dashboard gestionale.

Il cruscotto visualizza indicatori relativi a:

  • righe selezionate;
  • copertura tecnica;
  • controlli conformi e non conformi documentati;
  • NC aperte;
  • NV aperte;
  • azioni immediate;
  • azioni scadute;
  • dati da integrare;
  • attività del piano scadute;
  • verifiche DPR 462 scadute;
  • strumenti con scadenza superata;
  • completezza documentale.

È inoltre disponibile un Focus Area che permette di osservare i KPI relativi a una singola area tecnica.

Un principio importante del file è espresso direttamente nella dashboard:

nessun KPI costituisce da solo un giudizio di conformità legale.

Gli indicatori servono per governare l’attività, non per sostituire il giudizio tecnico.


Copertura tecnica: un KPI più utile della semplice percentuale di conformità

Uno degli indicatori più interessanti è la copertura tecnica.

Non misura semplicemente quanti controlli risultano conformi.

Misura piuttosto quanti controlli sono stati realmente affrontati con un esito valido e documentato.

Questo evita il classico errore di avere una percentuale apparentemente molto elevata di conformità dopo aver verificato soltanto una piccola parte dell’impianto.

Per questo motivo il KPI deve essere letto insieme a:

  • conformità;
  • NC;
  • NV;
  • qualità della compilazione.


Ogni non conformità può generare una specifica azione.

Il foglio permette di definire:

  • priorità;
  • descrizione;
  • responsabile;
  • termine;
  • stato;
  • data di chiusura;
  • evidenza;
  • verificatore.

Le azioni vengono raccolte in un registro separato per facilitarne il monitoraggio.

La dashboard segnala automaticamente:

  • azioni immediate;
  • azioni scadute;
  • azioni senza termine;
  • prove da completare;
  • documenti da acquisire.


Un elemento particolarmente importante del modello è che la semplice indicazione:

“Chiusa”

non è sufficiente.

Per considerare valida la chiusura devono risultare presenti i riscontri previsti.

Questo impedisce che un’anomalia venga formalmente chiusa senza:

  • evidenza dell’intervento;
  • verifica;
  • data;
  • responsabile.

La tracciabilità viene quindi mantenuta fino alla conclusione del processo.



Il file comprende anche il foglio PIANO, che consente di registrare le attività periodiche con:

  • attività;
  • impianto;
  • componente;
  • metodo;
  • responsabile;
  • frequenza;
  • motivazione;
  • data precedente;
  • prossima scadenza;
  • stato.

La dashboard evidenzia automaticamente gli elementi scaduti.



Il foglio MISURE consente di registrare misurazioni strumentali in modo ordinato.

Per ogni prova possono essere indicati:

  • grandezza;
  • valore;
  • unità;
  • condizioni;
  • strumento;
  • criterio;
  • giudizio tecnico;
  • operatore;
  • data.

Il foglio non introduce automaticamente limiti tecnici universali.

Il confronto avviene soltanto rispetto ai criteri inseriti dall’utilizzatore.



Il foglio STRUMENTI permette di tenere sotto controllo:

  • tipo di strumento;
  • costruttore;
  • modello;
  • matricola;
  • campo di misura;
  • certificato;
  • controllo metrologico;
  • prossima scadenza;
  • stato.

Questo consente di collegare ogni misura alla reale affidabilità dello strumento utilizzato.


Gestione separata del DPR 462/2001

Particolarmente utile è la presenza di un foglio DPR462 separato dal piano manutentivo.

Questo consente di non confondere:

verifiche di legge → controlli manutentivi → misure tecniche interne.

Nel foglio possono essere gestiti:

  • tipologia della verifica;
  • impianto;
  • soggetto;
  • verbale;
  • data;
  • esito;
  • prossima scadenza.


Il foglio DOCUMENTI permette di censire:

  • documento;
  • revisione;
  • data;
  • responsabile;
  • disponibilità;
  • percorso di archiviazione;
  • note.

Questo trasforma la cartella Excel in un vero punto di raccordo con il dossier tecnico dell’impianto.



Un altro foglio specifico, FONTI_CAUTELE, raccoglie i punti nei quali la documentazione di origine richiede attenzione particolare.

Questo permette di distinguere chiaramente:

  • contenuto della fonte;
  • criterio operativo del file;
  • punto da convalidare;
  • eventuale decisione tecnica.

È una scelta metodologica importante, perché evita di trasformare automaticamente esempi o indicazioni generali in soglie obbligatorie.



Utilizzata nel tempo, la cartella permette di creare uno storico relativo a:

  • stato dell’impianto;
  • controlli;
  • misure;
  • anomalie;
  • azioni;
  • scadenze;
  • documenti;
  • strumenti;
  • modifiche.

È quindi possibile confrontare campagne differenti e capire se:

  • le anomalie stanno diminuendo;
  • alcuni guasti si ripetono;
  • determinate aree richiedono maggiore attenzione;
  • il piano deve essere aggiornato;
  • le frequenze devono essere riesaminate;
  • occorrono approfondimenti tecnici.

Utilizzo consigliato

Un possibile flusso operativo è il seguente:

1. Configurare la campagna

Compilare azienda, sede, responsabili, data e perimetro.

2. Definire il perimetro reale

Stabilire quali impianti e componenti sono inclusi.

3. Compilare la checklist

Attribuire C, NC, NA o NV e registrare l’evidenza.

4. Analizzare la dashboard

Verificare copertura, NC, NV e qualità documentale.

5. Gestire le azioni

Attribuire priorità, responsabile e termine.

6. Registrare misure e strumenti

Documentare le prove strumentali.

7. Gestire scadenze

Aggiornare piano, DPR 462 e controlli metrologici.

8. Chiudere le anomalie

Solo dopo verifica dell’efficacia.

9. Riesaminare

Utilizzare i risultati per aggiornare il piano manutentivo.




Un supporto alla decisione, non un sostituto del tecnico

La struttura del file è intenzionalmente prudenziale.

Le formule e i KPI aiutano a individuare:

  • ritardi;
  • informazioni mancanti;
  • controlli non svolti;
  • NC;
  • scadenze.

Ma non stabiliscono autonomamente se un impianto sia sicuro.

La valutazione finale resta di competenza dei soggetti tecnicamente qualificati.

La stessa cartella specifica che:

frequenze, soglie, competenze e criteri devono essere validati in funzione del sito reale.

ANCHE QUESTA RISORSA E' GRATUITA PER GLI ISCRITTI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PROFESSIONAL

SCARICA LA CHECK LIST IN EXCEL

VAI ALLA WEB APP GRATUITA

NEWSLETTER PROFESSIONAL


tutte le risorse gratuite presenti sono scaricabili per gli iscritti alla nostra Newsletter Professional
Sei gia' iscritto alla nostra Newsletter Professional?
Inserisci l'email con cui ricevi le news Periodiche per procedere con il download.Se non sei ancora iscritto scopri come farlo cliccando sul pulsante Maggiori Info..
Maggiori Info sulla Newsletter Professional

ANCHE QUESTA RISORSA E' GRATUITA  PER GLI ISCRITTI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PROFESSIONAL. ISCRIVITI ANCHE TU.

DOWNLOAD CONTENUTI