CEI 121-5:2026
La Guida CEI per progettare, costruire, verificare e gestire correttamente i quadri elettrici di bassa tensione
La CEI 121-5:2026 costituisce il nuovo riferimento tecnico italiano per orientarsi nell’insieme delle norme, delle prescrizioni legislative e delle responsabilità che interessano i quadri elettrici di bassa tensione. Pubblicata dal Comitato Tecnico CEI 121 nel giugno 2026, la Guida sostituisce integralmente la precedente edizione del luglio 2015 e le successive Varianti.
Il documento è rivolto a tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita del quadro:
- committenti;
- progettisti di impianti e di quadri;
- costruttori originali;
- costruttori del quadro finito;
- installatori;
- responsabili della manutenzione;
- verificatori e collaudatori;
- datori di lavoro e responsabili degli impianti;
- utilizzatori finali.
La funzione della Guida non è sostituire le norme tecniche applicabili, né introdurre una nuova procedura autonoma di certificazione. Il suo obiettivo è fornire criteri interpretativi e applicativi che consentano di individuare correttamente la norma di prodotto, definire i dati di progetto, attribuire le responsabilità, eseguire le verifiche e predisporre una documentazione coerente. Le Norme della serie CEI EN IEC 61439 e le altre norme richiamate restano pertanto i documenti tecnici fondamentali cui riferirsi.
La revisione del 2026 è rilevante perché recepisce l’evoluzione della serie IEC 61439, compresi i nuovi concetti introdotti nelle edizioni più recenti, tra i quali la corrente nominale di gruppo, la più articolata gestione delle sovratemperature, l’integrazione di convertitori elettronici, azionamenti, UPS e alimentatori switching, le prescrizioni per applicazioni in corrente continua e il più chiaro inquadramento dei quadri di Classe I e di Classe II.
La Guida amplia inoltre l’attenzione verso settori che richiedono valutazioni specifiche:
- quadri per impianti fotovoltaici;
- infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici;
- cantieri;
- reti pubbliche di distribuzione;
- condotti sbarre;
- porti turistici, campeggi, mercati e aree pubbliche;
- quadri per macchine;
- rischio di arco interno;
- progettazione in zona sismica;
- immissione sul mercato nordamericano;
- installazione, messa in servizio, manutenzione e modifica di quadri esistenti.
Un quadro elettrico non può essere considerato una semplice somma di interruttori, sbarre, morsetti e involucri. È un’apparecchiatura assiemata le cui prestazioni dipendono dall’interazione tra:
- architettura elettrica;
- apparecchi installati;
- sistema di sbarre;
- conduttori e connessioni;
- involucri e segregazioni;
- condizioni di ventilazione;
- temperatura ambiente;
- modalità di posa;
- contemporaneità dei carichi;
- sollecitazioni di cortocircuito;
- accessibilità;
- condizioni di manutenzione;
- ambiente elettromagnetico e meccanico.
La conformità dei singoli componenti alle rispettive norme di prodotto non dimostra, da sola, la conformità del quadro completo. Il costruttore deve valutare e verificare l’assieme nel suo complesso, considerando le condizioni reali dichiarate per l’impiego.
2. Il quadro normativo di riferimento: la serie CEI EN IEC 61439
La CEI 121-5 segue l’impostazione della serie CEI EN IEC 61439, la quale distingue le regole generali dalle prescrizioni specifiche per ciascuna famiglia di quadri.
Un principio essenziale è che la Parte 1 non deve essere utilizzata da sola per dichiarare la conformità di un quadro. La CEI EN IEC 61439-1 contiene le regole generali, le definizioni, i requisiti comuni e i metodi di verifica, ma deve essere applicata insieme alla parte pertinente alla tipologia di assieme.
CEI EN IEC 61439-1 – Regole generali
La Parte 1 stabilisce la struttura generale della conformità degli assiemi di bassa tensione. Disciplina, fra l’altro:
- condizioni di servizio;
- caratteristiche nominali;
- prescrizioni costruttive;
- protezione contro i contatti elettrici;
- tenuta dielettrica;
- sovratemperatura;
- tenuta al cortocircuito;
- compatibilità elettromagnetica;
- funzionamento meccanico;
- verifiche di progetto;
- verifiche individuali o di routine;
- identificazione e documentazione dell’assieme.
Nelle edizioni più recenti sono stati approfonditi l’impiego dei dispositivi elettronici di potenza, le applicazioni in corrente continua, il comportamento termico dei gruppi di circuiti e la distinzione tra assiemi di Classe I e Classe II.
CEI EN IEC 61439-2 – Quadri di potenza
La Parte 2 riguarda i quadri di potenza destinati principalmente all’uso da parte di persone esperte o avvertite. Rientrano normalmente in questo ambito:
- quadri generali di bassa tensione;
- quadri di distribuzione industriale;
- power center;
- motor control center;
- quadri di processo;
- quadri di automazione con sezioni di potenza;
- quadri destinati a infrastrutture, terziario complesso e industria;
- quadri in corrente continua, ove ricadenti nel relativo campo di applicazione.
Le edizioni più recenti hanno chiarito le forme di separazione interna, la protezione contro l’accesso a parti attive nei comparti delle unità funzionali e i metodi di verifica termica per quadri con raffreddamento naturale o attivo. Sono state inoltre introdotte disposizioni specifiche per gli assiemi connessi agli impianti fotovoltaici, successivamente sviluppate nella nuova Parte 8.
CEI EN IEC 61439-3 – Quadri di distribuzione destinati a essere utilizzati da persone comuni
La Parte 3 si applica ai DBO, ossia ai quadri di distribuzione destinati a essere manovrati da persone comuni. Il campo di applicazione comprende assiemi chiusi, fissi, per interno o esterno, con circuiti di uscita entro i limiti definiti dalla norma e tensione verso terra non superiore a 300 V in corrente alternata.
L’edizione IEC 2024 ha eliminato la precedente distinzione tra DBO di tipo A e B, ha ampliato gli esempi di dispositivi installabili e ha introdotto indicazioni per impianti “prosumer”, nei quali possono coesistere consumo, accumulo e produzione locale, compresa quella fotovoltaica.
CEI EN IEC 61439-4 – Quadri per cantiere
La Parte 4 disciplina gli assiemi per cantieri, caratterizzati da condizioni gravose, frequenti movimentazioni, esposizione agli agenti atmosferici, urti, polvere, umidità e utilizzo temporaneo. La norma considera sia le caratteristiche elettriche sia la robustezza meccanica e l’idoneità alle particolari modalità operative del cantiere.
CEI EN IEC 61439-5 – Quadri per reti pubbliche di distribuzione
La Parte 5 riguarda gli assiemi utilizzati nelle reti pubbliche di distribuzione dell’energia, per tensioni fino a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua. L’edizione più recente considera anche gli effetti dei nuovi profili di carico determinati da generazione distribuita e ricarica dei veicoli elettrici.
CEI EN 61439-6 – Sistemi di condotti sbarre
La Parte 6 si applica ai sistemi di condotti sbarre, comprendenti elementi rettilinei, giunti, unità di derivazione, curve, adattatori e accessori. La conformità deve essere riferita al sistema completo e alle configurazioni previste dal costruttore, non soltanto alle sbarre o ai singoli involucri.
CEI EN IEC 61439-7 – Quadri per applicazioni particolari
La Parte 7 comprende assiemi destinati ad applicazioni quali:
- porti turistici;
- campeggi;
- mercati;
- piazze e aree pubbliche;
- stazioni e infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici;
- ulteriori installazioni speciali accessibili al pubblico.
Per le infrastrutture di ricarica sono considerate le esigenze proprie della ricarica in Modo 3 e Modo 4, oltre alle condizioni ambientali e di accessibilità tipiche delle installazioni pubbliche.
CEI EN IEC 61439-8 – Quadri per impianti fotovoltaici
Nel quadro normativo vigente nel luglio 2026 deve essere considerata anche la nuova CEI EN IEC 61439-8, pubblicata dal CEI nel maggio 2026 e derivata dalla IEC 61439-8:2026.
La Parte 8 si applica agli assiemi per impianti fotovoltaici destinati alla combinazione e distribuzione di circuiti in corrente continua fino a 1.500 V. Disciplina inoltre gli eventuali circuiti ausiliari e di comando in corrente alternata, definendo condizioni di servizio, caratteristiche nominali, requisiti costruttivi e verifiche specifiche. Restano esclusi i singoli dispositivi coperti da proprie norme di prodotto e le apparecchiature di conversione disciplinate, per esempio, dalla serie IEC 62109.
Questa nuova parte è particolarmente importante perché i quadri in corrente continua fotovoltaica presentano criticità diverse da quelle dei comuni quadri in corrente alternata:
- archi elettrici in corrente continua più difficili da estinguere;
- elevate tensioni permanenti;
- polarità e correnti inverse;
- possibili alimentazioni da più sorgenti;
- variazioni termiche e ambientali significative;
- esposizione diretta all’esterno;
- coordinamento con dispositivi di sezionamento, protezione e conversione;
- necessità di verificare correttamente distanze, isolamento, materiali e dispositivi in relazione alla tensione continua.
3. La CEI 121-5 non è una norma di prodotto autonoma
La Guida deve essere utilizzata come strumento di supporto alla scelta e all’applicazione delle norme. Non è corretto dichiarare genericamente che un quadro è “conforme alla CEI 121-5” come se questa fosse la sola norma di prodotto.
La dichiarazione tecnica deve individuare almeno:
- la parte applicabile della serie CEI EN IEC 61439;
- l’edizione adottata;
- le eventuali altre norme applicabili;
- le caratteristiche nominali del quadro;
- le condizioni di installazione e impiego;
- le verifiche eseguite;
- le disposizioni legislative considerate.
Un quadro di distribuzione industriale potrà, per esempio, essere dichiarato conforme alla CEI EN IEC 61439-1 e alla CEI EN IEC 61439-2. Un DBO dovrà essere riferito alla Parte 1 e alla Parte 3. Un assieme per cantiere richiederà la Parte 4, mentre un quadro fotovoltaico che rientri nel nuovo campo di applicazione dovrà essere valutato anche rispetto alla Parte 8.
La corretta individuazione della norma applicabile è quindi il primo atto progettuale. Una classificazione errata può condurre a verifiche incomplete, valori nominali non pertinenti, documentazione inadeguata e, nei casi più critici, a un quadro non idoneo all’ambiente o all’impiego previsto.
4. Il quadro legislativo italiano ed europeo
La CEI 121-5:2026 non si limita agli aspetti puramente normativi, ma collega le regole tecniche alle disposizioni legislative applicabili.
Legge 1° marzo 1968, n. 186
La Legge n. 186/1968 stabilisce che materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati a regola d’arte. L’articolo 2 riconosce la presunzione di conformità alla regola d’arte per le realizzazioni eseguite secondo le norme del CEI.
Questo non elimina la responsabilità del progettista, del costruttore o dell’installatore: occorre applicare correttamente la norma pertinente, rispettarne il campo di applicazione e documentare le eventuali soluzioni alternative.
Decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37
Il D.M. 37/2008 disciplina la progettazione, realizzazione e dichiarazione di conformità degli impianti posti al servizio degli edifici.
Nel caso dei quadri, occorre distinguere chiaramente:
- la responsabilità del costruttore del quadro come prodotto;
- la responsabilità del progettista dell’impianto;
- la responsabilità dell’impresa installatrice;
- la dichiarazione di conformità dell’impianto;
- la documentazione tecnica del quadro allegata o richiamata nella documentazione dell’impianto.
Il quadro costituisce normalmente un componente fondamentale dell’impianto, ma la dichiarazione di conformità dell’impianto prevista dal D.M. 37/2008 non sostituisce la documentazione di conformità del quadro. Analogamente, la dichiarazione del costruttore del quadro non sostituisce quella dell’installatore per l’impianto complessivo.
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
Negli ambienti di lavoro il datore di lavoro deve mettere a disposizione impianti e apparecchiature elettriche sicuri, idonei alle condizioni d’uso e mantenuti in efficienza. Il quadro deve quindi essere inserito nel sistema aziendale di valutazione del rischio, manutenzione, verifica e gestione delle modifiche.
La conformità iniziale non esaurisce gli obblighi: sicurezza, integrità delle protezioni, accessibilità, serraggi, ventilazione, pulizia, tarature e condizioni di isolamento devono essere preservati durante l’intera vita dell’assieme.
Direttiva Bassa Tensione 2014/35/UE
La Direttiva 2014/35/UE si applica alle apparecchiature elettriche progettate per essere utilizzate con tensioni nominali comprese tra:
- 50 V e 1.000 V in corrente alternata;
- 75 V e 1.500 V in corrente continua.
In Italia è stata attuata dal D.Lgs. 19 maggio 2016, n. 86. Quando il quadro rientra nel suo campo di applicazione, il fabbricante deve garantire il rispetto degli obiettivi di sicurezza, predisporre la documentazione tecnica, redigere la dichiarazione UE di conformità e apporre la marcatura CE.
Direttiva Compatibilità Elettromagnetica 2014/30/UE
La Direttiva EMC richiede che le apparecchiature:
- non generino perturbazioni elettromagnetiche superiori ai livelli compatibili con il funzionamento di altre apparecchiature;
- possiedano un livello di immunità adeguato all’ambiente previsto.
L’impiego di componenti marcati CE non esonera automaticamente dalla valutazione dell’assieme. Devono essere rispettate le istruzioni dei fabbricanti, le modalità di cablaggio, la separazione tra circuiti, i collegamenti di terra e di equipotenzialità, la schermatura, la disposizione dei filtri e l’ambiente elettromagnetico dichiarato.
In Italia la materia è regolata dal D.Lgs. 194/2007, come modificato dal D.Lgs. 80/2016.
Direttiva ATEX 2014/34/UE
Quando il quadro o una sua parte è destinato a essere installato in atmosfera potenzialmente esplosiva, occorre verificare l’applicabilità della Direttiva 2014/34/UE e del D.Lgs. 85/2016, oltre alle norme della serie CEI EN IEC 60079.
La conformità alla serie 61439 non costituisce, da sola, conformità ATEX. Devono essere considerate la classificazione delle zone, la categoria o il livello di protezione richiesto, le sorgenti di innesco, le temperature superficiali, i componenti certificati e le modalità di installazione.
Direttiva RoHS
Quando il prodotto ricade nel campo di applicazione della disciplina RoHS, devono essere rispettate le limitazioni sull’impiego di determinate sostanze pericolose previste dalla Direttiva 2011/65/UE e successive modifiche, compresa la Direttiva delegata 2015/863/UE.
L’applicabilità deve essere valutata caso per caso, tenendo conto delle esclusioni previste per alcune grandi installazioni fisse o apparecchiature specifiche. La documentazione tecnica può essere predisposta facendo riferimento alla EN IEC 63000.
5. Marcatura CE, dichiarazione UE e conformità alla norma: documenti distinti
Uno degli aspetti più frequentemente fraintesi riguarda la relazione tra marcatura CE e norme CEI.
La marcatura CE:
- non è un marchio di qualità rilasciato dal CEI;
- non costituisce una certificazione volontaria dell’assieme;
- non viene concessa da un ente normatore;
- rappresenta la dichiarazione del fabbricante secondo cui il prodotto soddisfa la legislazione europea applicabile.
La dichiarazione di conformità alla CEI EN IEC 61439 attesta invece che l’assieme è stato progettato e realizzato secondo la pertinente norma tecnica.
Devono quindi essere mantenuti distinti almeno tre livelli documentali:
- Dichiarazione UE di conformità, riferita alle direttive o ai regolamenti europei applicabili.
- Dichiarazione del costruttore relativa alla norma di prodotto, con indicazione della parte pertinente della serie 61439 o di altra norma applicata.
- Dichiarazione di conformità dell’impianto, rilasciata dall’impresa installatrice ai sensi del D.M. 37/2008, quando applicabile.
I tre documenti rispondono a finalità e responsabilità diverse. La presenza di uno non rende superflui gli altri.
6. Costruttore originale e costruttore del quadro
La serie CEI EN IEC 61439 attribuisce un ruolo centrale alla distinzione tra costruttore originale e costruttore dell’assieme.
Costruttore originale
Il costruttore originale è il soggetto che ha realizzato il progetto originario dell’assieme o del sistema costruttivo e ha eseguito, o fatto eseguire, le relative verifiche di progetto.
Può trattarsi, per esempio, del produttore di un sistema di quadri che mette a disposizione:
- involucri;
- sistemi di sbarre;
- supporti;
- connessioni;
- configurazioni provate;
- tabelle di declassamento;
- criteri di montaggio;
- software di configurazione;
- istruzioni tecniche;
- rapporti di prova e regole di derivazione.
Costruttore dell’assieme
Il costruttore dell’assieme è il soggetto che completa il quadro e ne assume la responsabilità finale. Può coincidere con il costruttore originale oppure essere un assemblatore che utilizza un sistema verificato da terzi.
Il costruttore del quadro deve:
- rispettare le istruzioni del sistema costruttivo;
- selezionare apparecchi e componenti idonei;
- verificare che la configurazione realizzata rientri nelle configurazioni documentate;
- effettuare le verifiche di propria competenza;
- eseguire le verifiche individuali sul quadro finito;
- predisporre targa, documenti e dichiarazioni;
- fornire istruzioni di trasporto, installazione, uso e manutenzione;
- conservare la documentazione tecnica.
Quando introduce modifiche non comprese nelle soluzioni verificate dal costruttore originale, il costruttore del quadro assume, per gli aspetti modificati, anche le responsabilità proprie del costruttore originale. Deve quindi dimostrare nuovamente la conformità delle caratteristiche influenzate dalla modifica.
Un principio pratico fondamentale
L’impiego di un involucro, di un sistema di sbarre o di interruttori appartenenti a una gamma “certificata” non rende automaticamente conforme qualsiasi configurazione costruita con tali elementi.
La validità delle verifiche del costruttore originale dipende dal rispetto di condizioni quali:
- marca, tipo e posizione degli apparecchi;
- dimensioni e disposizione delle sbarre;
- distanza tra i supporti;
- sezione e percorso dei conduttori;
- ventilazione;
- volume libero;
- segregazioni;
- grado di protezione;
- coppie di serraggio;
- orientamento;
- valori nominali e fattori di contemporaneità;
- dispositivi di protezione a monte;
- condizioni ambientali.
Ogni deviazione deve essere tecnicamente valutata e, quando necessario, nuovamente verificata.
7. La specifica del quadro: il punto di partenza della conformità
Non è possibile progettare correttamente un quadro senza una specifica completa. La CEI 121-5 richiama l’importanza dei dati d’ingresso e della definizione delle caratteristiche d’interfaccia tra quadro, impianto e utilizzatore.
La IEC TR 61439-0 fornisce un supporto specifico alla preparazione delle caratteristiche da concordare tra committente, progettista e costruttore.
Dati relativi al sistema elettrico
Devono essere definiti almeno:
- corrente alternata o continua;
- tensione nominale;
- frequenza;
- numero delle fasi;
- sistema di distribuzione;
- sistema di messa a terra;
- tensione di isolamento;
- tensione di tenuta a impulso;
- livelli di sovratensione;
- presenza di sorgenti multiple;
- presenza di gruppi elettrogeni, UPS, accumuli o impianti fotovoltaici;
- possibilità di rifasamento o presenza di armoniche.
Correnti nominali e profilo di carico
Non è sufficiente indicare la sola corrente nominale dell’interruttore generale. Occorre stabilire:
- corrente nominale dell’assieme;
- correnti nominali dei singoli circuiti;
- correnti previste in servizio;
- contemporaneità dei carichi;
- corrente nominale dei gruppi di circuiti;
- eventuali sovraccarichi ciclici;
- profili di carica o generazione;
- correnti armoniche;
- carichi non lineari;
- carichi monofase e possibile sovraccarico del neutro;
- futuri ampliamenti.
Il concetto di corrente nominale di gruppo, introdotto nelle edizioni più recenti della Parte 1, consente di rappresentare più correttamente le condizioni di carico simultaneo di gruppi di circuiti ai fini della verifica termica.
Dati di cortocircuito
La specifica deve indicare:
- corrente presunta di cortocircuito nel punto di installazione;
- durata richiesta della tenuta;
- valore di picco;
- caratteristiche del dispositivo di protezione a monte;
- eventuale limitazione dell’energia passante;
- contributi di motori, generatori, UPS, accumuli e convertitori;
- condizioni di guasto tra fasi, fase-neutro, fase-protezione e in corrente continua;
- esigenze di selettività e continuità di servizio.
Condizioni ambientali e di installazione
Devono essere considerate:
- temperatura ambiente minima e massima;
- temperatura media giornaliera;
- altitudine;
- umidità;
- condensa;
- polvere;
- acqua;
- sostanze corrosive;
- irraggiamento solare;
- raggi ultravioletti;
- vibrazioni;
- urti;
- rischio sismico;
- atmosfera esplosiva;
- ambiente elettromagnetico;
- installazione interna o esterna;
- montaggio a parete, a pavimento o incassato;
- ventilazione naturale o forzata;
- accessibilità del locale.
Modalità di utilizzo
Occorre chiarire:
- chi può accedere al quadro;
- chi può effettuare manovre;
- quali operazioni devono essere possibili a porta aperta;
- se sono previste unità estraibili o rimovibili;
- se la manutenzione deve avvenire con parti dell’assieme in tensione;
- il grado di continuità di servizio richiesto;
- la necessità di segregazioni;
- la disponibilità di ricambi;
- l’eventuale espandibilità;
- la vita utile attesa.
Una specifica incompleta trasferisce ambiguità alle fasi successive e può rendere impossibile dimostrare l’idoneità del quadro all’uso previsto.
8. Caratteristiche nominali e targa del quadro
La targa deve identificare in modo univoco il quadro e il relativo costruttore. Le informazioni complete possono essere riportate sulla targa oppure nella documentazione associata, secondo quanto consentito dalla norma applicabile.
Tra i dati da definire e documentare rientrano generalmente:
- nome o marchio del costruttore;
- identificazione del quadro;
- data o codice di fabbricazione;
- norma applicata;
- tensione nominale;
- tensione di isolamento;
- tensione di tenuta a impulso;
- corrente nominale dell’assieme;
- frequenza;
- caratteristiche di cortocircuito;
- grado di protezione;
- sistema di messa a terra;
- eventuale classe di protezione;
- condizioni speciali di servizio;
- peso, quando rilevante per movimentazione e installazione.
I valori dichiarati devono corrispondere alle configurazioni effettivamente verificate. Non devono essere ricavati soltanto dai dati di targa dei singoli apparecchi.
9. Prescrizioni costruttive e prestazioni dell’assieme
La conformità del quadro comprende sia requisiti costruttivi sia requisiti prestazionali.
Robustezza dei materiali e delle parti
Devono essere valutati:
- resistenza alla corrosione;
- stabilità termica;
- resistenza dei materiali isolanti al calore;
- comportamento al fuoco;
- resistenza ai raggi UV per installazioni esterne;
- resistenza meccanica;
- capacità dei punti di sollevamento;
- resistenza agli urti;
- mantenimento delle marcature;
- affidabilità dei dispositivi di chiusura;
- funzionamento meccanico di porte, cassetti, sezionatori e interblocchi.
Grado di protezione IP
Il grado IP deve essere adeguato all’ambiente e mantenuto nelle condizioni reali di installazione.
Ciò significa che devono essere considerati:
- pressacavi e sistemi di ingresso;
- forature;
- giunzioni tra elementi;
- porte e pannelli;
- dispositivi montati sul fronte;
- aperture di ventilazione;
- filtri;
- basi e zoccoli;
- eventuali modifiche eseguite in cantiere.
Un involucro classificato IP55 non garantisce che il quadro finito mantenga IP55 dopo l’esecuzione di fori, l’installazione di ventole o l’ingresso dei cavi.
Resistenza agli urti IK
Quando richiesta dall’ambiente o dalla specifica, deve essere valutata la resistenza agli impatti meccanici. La classificazione IK non deve essere confusa con il grado IP: la prima riguarda gli urti, il secondo l’accesso a parti pericolose e la penetrazione di corpi solidi o acqua.
Distanze in aria e superficiali
Le distanze di isolamento devono essere determinate in relazione a:
- tensione nominale;
- tensione di isolamento;
- tensione di tenuta a impulso;
- categoria di sovratensione;
- grado di inquinamento;
- gruppo del materiale isolante;
- altitudine;
- geometria delle superfici.
Le distanze devono essere mantenute anche dopo il cablaggio, il serraggio e l’installazione degli apparecchi.
Incorporazione dei dispositivi
Interruttori, contattori, fusibili, relè, convertitori e altri dispositivi devono essere installati secondo le istruzioni dei rispettivi fabbricanti, rispettando:
- orientamento;
- distanze minime;
- ventilazione;
- connessioni;
- sezioni dei conduttori;
- accessori;
- temperature ammesse;
- coordinamento con le protezioni;
- condizioni di declassamento;
- limitazioni in corrente continua;
- requisiti EMC.
Circuiti interni e connessioni
Le connessioni devono sopportare le sollecitazioni elettriche, termiche e meccaniche previste. Devono essere considerati:
- sezioni;
- materiali;
- isolamento;
- raggi di curvatura;
- supporti;
- distanze;
- protezione contro l’abrasione;
- serraggi;
- effetti delle vibrazioni;
- dilatazioni termiche;
- correnti armoniche;
- accessibilità per la manutenzione.
10. Verifica di progetto: i tre metodi ammessi
La verifica di progetto dimostra che il progetto dell’assieme soddisfa i requisiti della norma. Le edizioni attuali della serie 61439 ammettono, secondo il requisito e nei limiti stabiliti, tre modalità:
- verifica mediante prova;
- verifica mediante confronto con un progetto di riferimento provato;
- verifica mediante valutazione, calcolo o applicazione di regole progettuali.
Non tutti i metodi sono utilizzabili indistintamente per ogni caratteristica. La norma stabilisce quali alternative sono ammesse e a quali condizioni.
Verifica mediante prova
Consiste nell’esecuzione di prove su un campione rappresentativo dell’assieme o del sistema.
È il metodo più diretto, ma la validità del risultato è legata a:
- configurazione provata;
- componenti utilizzati;
- disposizione interna;
- dimensioni;
- materiali;
- ventilazione;
- condizioni di prova;
- criteri di estrapolazione ammessi.
Una prova positiva su un campione non può essere estesa senza limiti a configurazioni sostanzialmente diverse.
Confronto con un progetto di riferimento
Il confronto è possibile quando il quadro da realizzare non è meno gravoso del progetto verificato e rispetta le condizioni stabilite dalla norma.
Devono essere confrontati, a seconda della caratteristica:
- dimensioni;
- materiali;
- correnti;
- perdite;
- apparecchi;
- sbarre;
- supporti;
- distanze;
- ventilazione;
- involucro;
- dispositivi di protezione;
- configurazione dei circuiti.
Il confronto deve essere documentato. Non è sufficiente una dichiarazione generica secondo cui il quadro “deriva da una gamma provata”.
Valutazione o calcolo
È ammessa per specifiche caratteristiche e secondo metodi definiti. Può comprendere:
- calcolo delle distanze di isolamento;
- valutazione dei materiali;
- determinazione delle perdite;
- calcolo delle sovratemperature;
- valutazione della tenuta al cortocircuito nei casi ammessi;
- verifica della continuità del circuito di protezione;
- applicazione di regole costruttive.
Calcoli e valutazioni devono riportare dati d’ingresso, ipotesi, metodo utilizzato, risultati e limiti di validità.
11. Le verifiche di progetto da documentare
Il fascicolo di verifica deve coprire le caratteristiche applicabili previste dalla norma. Tra le principali:
- robustezza dei materiali e delle parti;
- grado di protezione dell’involucro;
- distanze in aria;
- distanze superficiali;
- protezione contro la scossa elettrica;
- integrità dei circuiti di protezione;
- incorporazione degli apparecchi;
- circuiti e connessioni interne;
- terminali per conduttori esterni;
- proprietà dielettriche;
- limiti di sovratemperatura;
- tenuta al cortocircuito;
- compatibilità elettromagnetica;
- funzionamento meccanico.
Il costruttore deve poter dimostrare, per ciascuna caratteristica:
- quale requisito è applicabile;
- quale metodo è stato utilizzato;
- quale configurazione è coperta;
- quale documento ne costituisce l’evidenza;
- quali limiti e condizioni devono essere rispettati.
12. Verifica delle sovratemperature
La verifica termica è uno degli aspetti più critici della progettazione.
Un quadro può utilizzare apparecchi individualmente conformi e, nonostante ciò, sviluppare temperature eccessive a causa dell’interazione tra perdite, contemporaneità, ventilazione e geometria dell’assieme.
Fonti di riscaldamento
Contribuiscono alla temperatura interna:
- perdite degli interruttori;
- perdite dei fusibili;
- perdite dei contattori;
- trasformatori e alimentatori;
- convertitori e azionamenti;
- filtri EMC;
- sbarre;
- conduttori;
- morsetti;
- connessioni;
- apparecchi elettronici;
- resistenze anticondensa;
- irraggiamento solare;
- temperatura del locale;
- ostacoli alla ventilazione.
Parametri da considerare
La verifica deve tenere conto di:
- corrente effettivamente prevista;
- corrente nominale dell’assieme;
- carico simultaneo dei circuiti;
- corrente nominale di gruppo;
- fattore nominale di contemporaneità;
- sezioni e lunghezze dei conduttori;
- disposizione degli apparecchi;
- posizione delle sorgenti di calore;
- ventilazione naturale o forzata;
- temperatura ambiente;
- altitudine;
- grado IP;
- orientamento del quadro;
- installazione a parete o in nicchia;
- quadri affiancati;
- condizioni di manutenzione dei filtri;
- possibili ampliamenti.
Metodi di verifica
A seconda della configurazione e delle condizioni previste dalla norma, la sovratemperatura può essere verificata:
- mediante prova;
- mediante confronto con un progetto provato;
- mediante valutazione delle potenze dissipate;
- mediante calcolo della temperatura interna;
- mediante metodi basati sulla IEC TR 60890.
La IEC TR 60890:2022 ha aggiornato il metodo di calcolo, allineandolo alla IEC 61439-1:2020 e introducendo indicazioni aggiuntive per distribuzione non uniforme delle perdite, irraggiamento solare, materiali dell’involucro, ventilazione, raffreddamento forzato e installazione vicino a pareti.
Errori frequenti
Tra gli errori più comuni:
- sommare soltanto le potenze nominali dei carichi senza calcolare le perdite interne;
- utilizzare la corrente nominale dell’interruttore al posto della corrente realmente assegnata al circuito;
- trascurare la contemporaneità;
- non considerare il declassamento degli apparecchi;
- ignorare l’influenza del grado IP;
- assumere che una ventola risolva automaticamente il problema;
- non considerare il guasto o l’intasamento del sistema di ventilazione;
- installare il quadro in un ambiente più caldo rispetto a quello dichiarato;
- aggiungere apparecchi dopo la verifica originaria;
- non valutare la temperatura ai morsetti e sui materiali isolanti.
La verifica termica deve essere coerente con la configurazione consegnata e con le condizioni indicate nelle istruzioni di installazione.
13. Verifica della tenuta al cortocircuito
La verifica al cortocircuito deve dimostrare che il quadro sopporta le sollecitazioni termiche ed elettrodinamiche associate ai guasti previsti.
Non basta il potere d’interruzione dell’interruttore
Il potere d’interruzione dell’interruttore indica la capacità del dispositivo di interrompere una determinata corrente di guasto. Non dimostra automaticamente che:
- le sbarre resistano alle forze elettrodinamiche;
- i supporti non si deformino;
- le connessioni non si danneggino;
- il circuito di protezione mantenga la continuità;
- l’involucro contenga gli effetti del guasto;
- i conduttori interni siano correttamente coordinati.
Grandezze da coordinare
Devono essere coerentemente definite, quando applicabili:
- corrente presunta di cortocircuito;
- corrente nominale ammissibile di breve durata;
- corrente nominale di picco;
- corrente condizionata di cortocircuito;
- durata della sollecitazione;
- dispositivo di protezione associato;
- energia specifica passante;
- valore di picco limitato;
- distanza e tipologia dei supporti delle sbarre;
- sezione e materiale dei conduttori.
Corrente condizionata
Quando la tenuta del quadro dipende dall’intervento di uno specifico dispositivo di protezione, la dichiarazione deve identificare chiaramente:
- tipo e caratteristiche del dispositivo;
- taratura;
- potere limitatore;
- condizioni di coordinamento;
- eventuali restrizioni sui dispositivi alternativi.
La sostituzione del dispositivo a monte con un altro modello non equivalente può invalidare la verifica.
Contributi multipli
Nei sistemi moderni il guasto può essere alimentato da più sorgenti:
- rete;
- gruppi elettrogeni;
- motori;
- UPS;
- sistemi di accumulo;
- convertitori;
- impianti fotovoltaici.
La corrente di cortocircuito deve essere determinata per tutte le configurazioni significative di esercizio, comprese le condizioni di parallelo, emergenza e alimentazione inversa.
14. Protezione contro la scossa elettrica e circuito di protezione
Il quadro deve assicurare la protezione contro i contatti diretti e indiretti nelle condizioni previste di esercizio, manovra e manutenzione.
Devono essere valutati:
- involucri e barriere;
- isolamento principale;
- isolamento supplementare o rinforzato;
- circuiti SELV e PELV;
- continuità del circuito di protezione;
- collegamenti equipotenziali;
- messa a terra delle porte e delle parti mobili;
- protezione delle masse;
- possibilità di accesso durante la manutenzione;
- interblocchi;
- distanze dopo la rimozione di parti estraibili;
- energia immagazzinata in condensatori;
- presenza di alimentazioni ausiliarie separate.
La continuità del circuito di protezione deve essere mantenuta anche in presenza delle sollecitazioni di cortocircuito dichiarate.
Quadri di Classe II
Un involucro isolante non rende automaticamente il quadro di Classe II. L’intero assieme deve essere progettato secondo i criteri di isolamento doppio o rinforzato, evitando che il montaggio, le connessioni, le parti metalliche accessibili o gli interventi successivi compromettano la protezione.
15. Forme di separazione interna
Le forme di separazione servono a ottenere differenti livelli di segregazione tra:
- sbarre;
- unità funzionali;
- terminali per conduttori esterni;
- comparti adiacenti.
Possono contribuire a:
- ridurre il rischio di contatto con parti attive;
- limitare la propagazione di corpi estranei;
- facilitare alcune operazioni di manutenzione;
- migliorare l’organizzazione funzionale;
- limitare gli effetti locali di determinati guasti.
Le forme di separazione non devono però essere confuse con una classificazione di tenuta all’arco interno. Un quadro con segregazione elevata non è automaticamente resistente o qualificato rispetto a un arco interno.
Le edizioni più recenti della Parte 2 hanno chiarito la protezione delle parti attive nei comparti delle unità funzionali quando viene adottata una forma di separazione superiore alla Forma 1.
16. Arco interno: prevenzione, prova e mitigazione
L’arco interno è un evento a bassa probabilità ma ad alta conseguenza, capace di produrre:
- sovrapressioni;
- proiezione di parti;
- gas caldi;
- metalli vaporizzati;
- incendio;
- radiazione termica;
- ustioni;
- danneggiamenti estesi;
- interruzioni prolungate del servizio.
La conformità ordinaria alla serie 61439 non equivale automaticamente a una qualifica rispetto all’arco interno. La valutazione deve essere richiesta dalla specifica, dall’analisi del rischio o dalle condizioni dell’installazione.
La Guida richiama i documenti dedicati alla prova e alla gestione dell’arco interno, compresi IEC TR 61641 e IEC TS 63107.
Gerarchia delle misure
Una strategia corretta comprende:
- Prevenzione
- distanze adeguate;
- isolamento;
- qualità delle connessioni;
- controllo dei serraggi;
- protezione contro corpi estranei;
- prevenzione di condensa e contaminazione;
- manutenzione;
- interblocchi;
- procedure di manovra.
- Riduzione della probabilità
- compartimentazione;
- apparecchi adatti;
- monitoraggio termico;
- sensori;
- manutenzione predittiva;
- controllo dell’umidità.
- Riduzione dell’energia incidente
- protezioni rapide;
- relè d’arco;
- rilevamento ottico e di corrente;
- dispositivi di mitigazione;
- modalità di manutenzione a energia ridotta;
- coordinamento selettivo compatibile con la sicurezza.
- Contenimento e sfogo
- involucro adeguato;
- canali di sfogo;
- distanze di sicurezza;
- zone di espulsione;
- installazione coerente con la configurazione provata.
Una prova di arco interno è valida soltanto per le condizioni e la configurazione sottoposte a prova. Cambiamenti rilevanti di dimensioni, compartimentazione, accessi, ventilazione o disposizione interna richiedono una valutazione specifica.
17. Compatibilità elettromagnetica e apparecchiature elettroniche
I quadri moderni possono integrare:
- azionamenti a velocità variabile;
- inverter;
- UPS;
- convertitori statici;
- alimentatori switching;
- controllori programmabili;
- reti industriali;
- sistemi di misura;
- moduli di comunicazione;
- dispositivi di monitoraggio;
- sistemi di gestione dell’energia.
Questi dispositivi possono introdurre emissioni condotte e irradiate, armoniche, correnti ad alta frequenza, sovratensioni e correnti nei conduttori di protezione.
La progettazione EMC deve considerare:
- separazione tra circuiti di potenza e segnale;
- percorsi dei cavi;
- schermature;
- connessioni a bassa impedenza;
- piani equipotenziali;
- filtri;
- messa a terra funzionale;
- lunghezza dei collegamenti;
- installazione dei convertitori;
- compatibilità dei dispositivi;
- ambiente industriale o residenziale;
- aperture e discontinuità dell’involucro;
- istruzioni dei fabbricanti.
La CEI IEC TS 63290 sviluppa inoltre il tema degli assiemi intelligenti, includendo funzioni digitali di misura, automazione, monitoraggio e gestione dell’energia.
L’introduzione di funzioni intelligenti comporta anche nuove esigenze gestionali:
- tracciabilità delle configurazioni;
- gestione degli aggiornamenti;
- controllo degli accessi;
- integrità dei dati;
- continuità delle comunicazioni;
- coordinamento tra protezioni elettriche e logiche software;
- conservazione delle impostazioni iniziali.
18. Le verifiche individuali sul quadro finito
Le verifiche individuali, dette anche verifiche di routine, devono essere eseguite su ogni quadro completato. Non sono sostituite dalle verifiche di progetto, perché hanno lo scopo di individuare difetti di materiali, montaggio, cablaggio e funzionamento del singolo esemplare.
Comprendono, secondo la norma applicabile:
- verifica del grado di protezione, per gli aspetti controllabili sul prodotto finito;
- controllo delle distanze in aria e superficiali;
- verifica della protezione contro la scossa elettrica;
- controllo della continuità del circuito di protezione;
- verifica dell’incorporazione dei componenti;
- controllo dei circuiti e delle connessioni interne;
- controllo dei terminali per i conduttori esterni;
- verifica del funzionamento meccanico;
- verifica delle proprietà dielettriche;
- controllo del cablaggio;
- prova del funzionamento elettrico e delle logiche.
I risultati devono essere documentati in un rapporto identificato con il quadro cui si riferiscono.
Controlli funzionali
Oltre alle verifiche minime normative, il collaudo dovrebbe comprendere, quando pertinenti:
- sequenze di comando;
- interblocchi elettrici e meccanici;
- segnalazioni;
- consensi;
- arresti;
- allarmi;
- commutazioni rete-gruppo;
- logiche UPS;
- selezione delle sorgenti;
- comunicazioni;
- misure;
- tarature;
- polarità;
- senso ciclico delle fasi;
- comandi a distanza;
- perdita e ripristino dell’alimentazione ausiliaria.
Il rapporto deve indicare criteri di accettazione, strumenti utilizzati, esito e responsabile dell’esecuzione.
19. La documentazione tecnica del quadro
La documentazione è parte sostanziale della conformità. Un quadro privo di documentazione adeguata non consente di verificare i valori dichiarati, eseguire correttamente l’installazione o gestire in sicurezza manutenzioni e modifiche.
Il fascicolo dovrebbe comprendere almeno:
Documenti di progetto
- specifica del committente;
- dati di ingresso;
- schema unifilare;
- schemi funzionali e ausiliari;
- planimetria o disposizione interna;
- fronte quadro;
- elenco utenze;
- elenco materiali;
- dati di targa;
- caratteristiche d’interfaccia;
- calcoli di dimensionamento;
- coordinamento delle protezioni;
- calcoli di cortocircuito;
- verifica termica;
- dati relativi alle sbarre;
- selettività e backup, quando richiesti;
- valutazioni EMC;
- valutazioni ambientali e sismiche.
Documenti di verifica
- elenco delle verifiche di progetto;
- rapporti di prova;
- confronti con progetti di riferimento;
- calcoli;
- dichiarazioni e istruzioni del costruttore originale;
- condizioni di applicabilità;
- registrazioni delle verifiche individuali;
- rapporto di collaudo.
Documenti di conformità
- dichiarazione riferita alla norma tecnica applicata;
- dichiarazione UE di conformità;
- elenco della legislazione europea considerata;
- identificazione delle norme armonizzate o delle altre specifiche utilizzate;
- copia della targa;
- eventuali certificazioni volontarie.
Documenti per installazione ed esercizio
- istruzioni di trasporto;
- modalità di sollevamento;
- condizioni di stoccaggio;
- istruzioni di montaggio;
- prescrizioni per l’ancoraggio;
- modalità di ingresso dei cavi;
- coppie di serraggio;
- sezioni e tipologie dei conduttori;
- condizioni di ventilazione;
- limitazioni ambientali;
- procedure di messa in servizio;
- istruzioni d’uso;
- piano di manutenzione;
- elenco dei ricambi;
- procedura per modifiche e ampliamenti.
La documentazione deve essere identificabile, aggiornata e coerente con il quadro effettivamente consegnato, non soltanto con il progetto iniziale.
20. I due esempi applicativi della Guida
Uno degli elementi di maggiore utilità della CEI 121-5:2026 è l’aggiornamento dei due esempi di realizzazione di quadri di distribuzione.
Gli esempi accompagnano il lettore attraverso l’intero processo:
- acquisizione dei dati;
- definizione delle caratteristiche;
- scelta degli apparecchi;
- elaborazione degli schemi;
- disposizione del fronte quadro;
- dimensionamento delle sbarre;
- valutazione delle perdite;
- verifica delle sovratemperature;
- verifica al cortocircuito;
- predisposizione delle verifiche di progetto;
- verifiche individuali;
- dichiarazioni;
- istruzioni per l’installazione e la manutenzione.
Nei materiali di preview pubblica, i casi sono impostati con livelli diversi di complessità e comprendono sia l’approccio basato sul confronto delle potenze dissipate sia un calcolo più articolato delle temperature interne, accompagnato dalla verifica di cortocircuito e dalla documentazione di collaudo.
Il valore didattico non consiste nel fornire un modello da copiare indiscriminatamente, ma nel mostrare la tracciabilità che deve collegare:
requisito → dato di ingresso → scelta progettuale → verifica → evidenza documentale → istruzione per l’uso.
21. Quadri domestici e similari: CEI 23-51 e CEI EN IEC 61439-3
La scelta tra CEI 23-51 e CEI EN IEC 61439-3 non deve essere effettuata in base alla sola convenienza o alle dimensioni apparenti del quadro. Occorre verificare il rispettivo campo di applicazione.
CEI 23-51
La nuova edizione della CEI 23-51 è stata pubblicata nel 2025 e riguarda i quadri di distribuzione per installazioni domestiche e similari realizzati utilizzando involucri per apparecchi per installazioni fisse conformi alla CEI EN 60670-24 e dispositivi che dissipano potenza non trascurabile.
Tra gli aggiornamenti principali figurano:
- riallineamento del campo di tensione;
- revisione dei fattori di contemporaneità;
- considerazione dei circuiti per ricarica dei veicoli elettrici;
- considerazione dei circuiti fotovoltaici;
- introduzione del controllo dell’identificazione dei circuiti;
- aggiornamento degli esempi di verifica termica.
L’edizione 2016 rimaneva applicabile nel periodo transitorio fino al 31 luglio 2026. Alla nuova edizione è stato inoltre associato un corrigendum pubblicato nel gennaio 2026.
CEI EN IEC 61439-3
La Parte 3 deve essere utilizzata per i DBO che ricadono nel relativo campo di applicazione. Offre una struttura di verifica pienamente integrata nella serie 61439 e può essere più appropriata per assiemi con configurazioni, correnti o funzioni non riconducibili alla CEI 23-51.
Criterio di scelta
Prima di selezionare la norma occorre verificare:
- tipo di involucro;
- tensione;
- corrente;
- destinazione d’uso;
- soggetti autorizzati alla manovra;
- ambiente;
- tipologia dei circuiti;
- dispositivi installati;
- metodo di verifica termica;
- eventuali funzioni di produzione, accumulo o ricarica;
- limiti specifici previsti dalla norma.
Non è corretto estendere la CEI 23-51 a quadri che eccedono il suo campo di applicazione, né applicare automaticamente la Parte 3 senza accertare che l’assieme sia effettivamente un DBO.
22. Quadri per macchine e CEI EN 60204-1
Per i quadri destinati all’equipaggiamento elettrico delle macchine, il riferimento principale è la CEI EN 60204-1, insieme alle eventuali norme di tipo C applicabili alla specifica macchina.
La serie 61439 può essere utilizzata per verificare gli aspetti costruttivi e prestazionali dell’assieme, ma la conformità del quadro alla 61439 non dimostra da sola la conformità dell’intera macchina.
Devono essere considerati anche:
- arresto di emergenza;
- prevenzione degli avviamenti inattesi;
- sezionamento;
- circuiti di comando;
- identificazione dei conduttori;
- protezione dei motori;
- equipotenzialità;
- documentazione della macchina;
- funzioni di sicurezza;
- valutazione del rischio;
- integrazione con sistemi pneumatici, idraulici e di controllo.
Alla data dell’11 luglio 2026 continua ad applicarsi la Direttiva Macchine 2006/42/CE. Il Regolamento (UE) 2023/1230 diventerà applicabile dal 20 gennaio 2027, mentre la Direttiva rimarrà applicabile fino al 19 gennaio 2027.
Il costruttore della macchina o l’integratore resta responsabile della valutazione della conformità del sistema complessivo, anche quando il quadro è acquistato da un costruttore esterno.
23. Involucri vuoti e CEI EN 62208
La CEI EN 62208 stabilisce le prescrizioni generali per gli involucri vuoti destinati agli assiemi di bassa tensione.
Un involucro conforme alla CEI EN 62208 fornisce una base verificata per determinate caratteristiche, ma non costituisce un quadro completo conforme alla serie 61439.
Il costruttore dell’assieme deve ancora verificare gli effetti dell’installazione di:
- apparecchi;
- sbarre;
- cavi;
- aperture;
- ventilatori;
- filtri;
- sistemi di climatizzazione;
- porte interne;
- piastre;
- supporti;
- sistemi di segregazione.
Devono inoltre essere rivalutati grado IP, comportamento termico, resistenza meccanica, proprietà dielettriche e compatibilità con l’ambiente effettivo.
24. Progettazione e installazione in zona sismica
La CEI 121-5:2026 dedica uno specifico capitolo alla progettazione e installazione dei quadri in ambienti soggetti a rischio sismico, in accordo con la Guida CEI 0-23.
La CEI 0-23 fornisce indicazioni per ridurre la vulnerabilità sismica degli impianti elettrici e assicurarne, per quanto previsto dal progetto, sicurezza e continuità funzionale.
Aspetti progettuali
Devono essere considerati:
- accelerazione sismica di progetto;
- categoria dell’edificio;
- piano di installazione;
- peso del quadro;
- posizione del baricentro;
- rapporto tra altezza e base;
- rigidità dell’involucro;
- resistenza del basamento;
- caratteristiche degli ancoraggi;
- deformabilità della struttura;
- collegamenti tra colonne affiancate;
- sollecitazioni sulle sbarre;
- blocco di porte e parti estraibili;
- collegamenti flessibili;
- attraversamenti e giunti.
Interfaccia con le strutture
La verifica del quadro non può essere separata da quella del supporto. Occorre coordinare:
- costruttore del quadro;
- progettista elettrico;
- progettista strutturale;
- impresa installatrice;
- responsabile della sicurezza;
- committente.
Un quadro sismicamente qualificato può perdere la propria idoneità se viene fissato a una parete, soletta o carpenteria non adeguata.
Misure installative
Operativamente, sono rilevanti:
- numero e posizione degli ancoraggi;
- profondità di infissione;
- distanza dai bordi;
- resistenza del calcestruzzo;
- utilizzo di contropiastre;
- collegamento tra moduli;
- spazio per oscillazioni;
- flessibilità dei cavi;
- assenza di masse non fissate;
- protezione delle batterie;
- bloccaggio dei componenti pesanti;
- controllo dei serraggi.
Dopo un evento sismico significativo deve essere prevista un’ispezione straordinaria prima della rimessa in servizio.
25. Installazione e messa in servizio
Il quadro può essere conforme in fabbrica e diventare non conforme o non sicuro a seguito di trasporto o installazione errati.
Controlli preliminari
Prima dell’installazione devono essere verificati:
- integrità dell’imballo;
- danni da trasporto;
- deformazioni;
- infiltrazioni;
- presenza di condensa;
- completezza degli accessori;
- corrispondenza con i documenti;
- condizioni di stoccaggio;
- verticalità e planarità del piano di appoggio.
Installazione meccanica
Devono essere rispettate:
- istruzioni di sollevamento;
- uso dei punti di presa;
- sequenza di accoppiamento delle colonne;
- ancoraggio;
- spazi di ventilazione;
- accessibilità;
- distanze da pareti e soffitti;
- zone di sfogo, se previste;
- stabilità;
- ripristino del grado IP.
Collegamenti elettrici
Occorre controllare:
- sezione e tipo dei cavi;
- raggi di curvatura;
- capicorda;
- compatibilità dei materiali;
- coppie di serraggio;
- supporto meccanico dei cavi;
- collegamento del conduttore di protezione;
- sequenza delle fasi;
- polarità;
- separazione tra potenza e segnali;
- schermature;
- ingresso e uscita dei conduttori;
- rispetto degli spazi di connessione.
Messa in servizio
Prima dell’energizzazione devono essere eseguiti i controlli pertinenti:
- ispezione visiva;
- rimozione di materiali estranei;
- verifica dei serraggi;
- continuità del circuito di protezione;
- isolamento;
- funzionamento meccanico;
- tarature;
- interblocchi;
- sequenze;
- protezioni;
- circuiti ausiliari;
- alimentazioni multiple;
- comunicazioni;
- fase e polarità;
- ventilazione;
- presenza delle barriere;
- chiusura di porte e pannelli;
- corrispondenza della documentazione.
Le istruzioni della Guida pongono l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione nella continuità del processo di conformità, evitando che la responsabilità si interrompa al momento della consegna del quadro.
26. Manutenzione del quadro
La manutenzione deve essere pianificata in funzione di:
- condizioni ambientali;
- corrente e profilo di carico;
- criticità dell’impianto;
- numero di manovre;
- presenza di polvere o agenti corrosivi;
- sistemi di ventilazione;
- apparecchiature elettroniche;
- raccomandazioni dei fabbricanti;
- risultati delle ispezioni;
- precedenti anomalie.
Manutenzione preventiva
Può comprendere:
- pulizia;
- verifica di filtri e ventole;
- controllo della condensa;
- ispezione delle connessioni;
- verifica dei dispositivi di interblocco;
- controllo delle guarnizioni;
- prove dei dispositivi di protezione;
- verifica dei comandi;
- controllo delle batterie;
- verifica dell’integrità delle barriere;
- controllo dei segni di corrosione o surriscaldamento.
Manutenzione predittiva
Può avvalersi di:
- termografia;
- monitoraggio continuo delle temperature;
- misura delle correnti;
- analisi delle armoniche;
- controllo dell’isolamento;
- misura delle scariche parziali, quando pertinente;
- analisi della qualità dell’energia;
- registrazione degli interventi delle protezioni;
- monitoraggio ambientale;
- diagnostica dei dispositivi intelligenti.
Serraggi
Il riserraggio indiscriminato di tutte le connessioni non costituisce necessariamente una buona pratica. Deve essere eseguito secondo le istruzioni del costruttore, utilizzando utensili adeguati e valori di coppia documentati. Un serraggio eccessivo può danneggiare conduttori, morsetti e filettature.
Registrazioni
Ogni intervento dovrebbe riportare:
- identificazione del quadro;
- data;
- condizioni operative;
- anomalie rilevate;
- misure effettuate;
- componenti sostituiti;
- tarature modificate;
- persona responsabile;
- esito;
- eventuali azioni successive.
27. Modifica e ampliamento di un quadro esistente
Una modifica non deve essere trattata come una semplice operazione di cablaggio.
L’aggiunta o la sostituzione di un apparecchio può influenzare:
- dissipazione termica;
- corrente nominale;
- contemporaneità;
- tenuta al cortocircuito;
- distanze;
- grado IP;
- EMC;
- selettività;
- accessibilità;
- circuito di protezione;
- forma di separazione;
- tarature;
- marcatura e documentazione.
Processo corretto
Prima della modifica occorre:
- identificare il quadro e la norma applicata;
- recuperare la documentazione originaria;
- determinare il costruttore originale;
- verificare le istruzioni del sistema;
- valutare le caratteristiche interessate;
- accertare se la modifica rientra in una configurazione già verificata;
- eseguire le nuove verifiche necessarie;
- aggiornare schemi, calcoli, targa e dichiarazioni;
- effettuare le verifiche individuali sulle parti interessate;
- registrare l’intervento.
Quando la modifica esce dai limiti del progetto verificato, il soggetto che la realizza può assumere le responsabilità del costruttore originale per le parti modificate. Non è corretto parlare automaticamente di “ricertificazione”, perché la serie 61439 non impone in ogni caso una certificazione di terza parte; è invece necessaria una nuova valutazione tecnica e documentata della conformità. Le domande relative alle modifiche e all’estensione delle configurazioni costituiscono uno dei temi affrontati nella sezione quesiti della Guida.
28. Mercato nordamericano
La CEI 121-5 riporta anche informazioni per i quadri destinati al mercato nordamericano.
La conformità CE e IEC non comporta automaticamente l’accettazione negli Stati Uniti o in Canada. Devono essere individuati i codici, le norme e le procedure locali applicabili, considerando, tra l’altro:
- National Electrical Code;
- classificazioni NEMA e UL degli involucri;
- componenti Listed o Recognized;
- Short-Circuit Current Rating;
- requisiti di marcatura;
- cablaggi interni;
- colori e identificazione;
- distanze;
- protezioni dei circuiti;
- valutazioni da parte di laboratori riconosciuti;
- autorità locale competente, o AHJ;
- eventuale field evaluation.
La classificazione NEMA dell’involucro non è una semplice traduzione del grado IP. Le due classificazioni considerano criteri differenti e non sono automaticamente intercambiabili.
Per un quadro destinato al Nord America, la strategia di conformità deve essere definita prima della progettazione e dell’acquisto dei componenti. Un adattamento eseguito a quadro completato può richiedere sostituzioni rilevanti e una nuova valutazione del prodotto.
29. Principali criticità applicative evidenziate dalla Guida
L’utilizzo corretto della CEI 121-5:2026 consente di affrontare numerose criticità ricorrenti.
Norma di prodotto non correttamente individuata
Non è sufficiente richiamare genericamente la “CEI 61439”. Devono essere indicate Parte 1 e parte specifica pertinente.
Mancanza dei dati di ingresso
Un quadro non può essere progettato correttamente senza corrente di cortocircuito, condizioni ambientali, profilo dei carichi e modalità di utilizzo.
Confusione tra componente e assieme
La conformità di interruttori, sbarre o involucri non equivale alla conformità del quadro completo.
Verifiche di progetto non tracciabili
Il costruttore deve poter collegare ogni requisito alla relativa evidenza: prova, confronto, calcolo o valutazione.
Verifica termica approssimativa
Il volume dell’involucro o la semplice presenza di una ventola non costituiscono una dimostrazione sufficiente.
Cortocircuito valutato soltanto sugli interruttori
Devono essere verificate anche sbarre, supporti, conduttori, connessioni e circuito di protezione.
Documentazione incompleta
Schema elettrico e dichiarazione generica non esauriscono il fascicolo necessario.
Mancata gestione delle modifiche
Ogni ampliamento deve essere valutato rispetto al progetto verificato e alle prestazioni dichiarate.
Installazione incoerente
Aperture, pressacavi, ventilazione, ancoraggi e collegamenti possono modificare le caratteristiche del quadro.
Manutenzione non pianificata
La conformità deve essere mantenuta nel tempo attraverso controlli, registrazioni e gestione delle anomalie.
30. Procedura operativa raccomandata
Una gestione coerente del quadro può essere articolata nelle seguenti fasi.
1. Definizione del campo di applicazione
- identificare la funzione del quadro;
- individuare gli utilizzatori;
- stabilire l’ambiente;
- selezionare la parte pertinente della serie 61439 o l’altra norma applicabile;
- individuare la legislazione europea e nazionale.
2. Raccolta dei dati
- tensioni;
- correnti;
- frequenza;
- cortocircuito;
- sistema di terra;
- profilo dei carichi;
- contemporaneità;
- condizioni ambientali;
- modalità di installazione;
- esigenze di manutenzione;
- requisiti di continuità.
3. Progettazione
- scelta del sistema costruttivo;
- definizione degli apparecchi;
- dimensionamento di sbarre e conduttori;
- coordinamento delle protezioni;
- disposizione interna;
- ventilazione;
- accessi;
- segregazioni;
- collegamenti;
- interfacce.
4. Verifiche di progetto
- requisiti costruttivi;
- isolamento;
- protezione contro la scossa;
- sovratemperatura;
- cortocircuito;
- EMC;
- funzionamento meccanico;
- requisiti ambientali.
5. Costruzione controllata
- materiali identificati;
- istruzioni disponibili;
- operatori qualificati;
- coppie di serraggio registrate;
- controlli intermedi;
- gestione delle non conformità.
6. Verifiche individuali
- ispezione;
- prove elettriche;
- controlli meccanici;
- test funzionali;
- rapporto di collaudo.
7. Marcatura e documentazione
- targa;
- dichiarazione UE;
- dichiarazione normativa;
- fascicolo tecnico;
- istruzioni;
- schemi aggiornati.
8. Installazione e messa in servizio
- trasporto;
- ancoraggio;
- collegamenti;
- tarature;
- prove;
- ripristino del grado IP;
- verbale di messa in servizio.
9. Manutenzione e gestione delle modifiche
- piano periodico;
- registrazioni;
- diagnostica;
- ricambi;
- autorizzazione delle modifiche;
- aggiornamento documentale.
31. Lista di controllo essenziale per il committente
Prima di ordinare il quadro, il committente dovrebbe accertarsi che la specifica definisca almeno:
- norma applicabile;
- tensione e frequenza;
- corrente nominale;
- corrente di cortocircuito;
- sistema di terra;
- grado IP e resistenza meccanica;
- ambiente interno o esterno;
- temperatura e altitudine;
- accessibilità;
- riserva per ampliamenti;
- forme di separazione;
- alimentazioni multiple;
- sorgenti rinnovabili o accumuli;
- esigenze di selettività;
- modalità di ingresso dei cavi;
- manutenzione;
- rischio sismico;
- rischio di arco interno;
- documentazione richiesta;
- prove di accettazione.
32. Lista di controllo essenziale per il costruttore
Il costruttore dovrebbe poter rispondere in modo documentato alle seguenti domande:
- Qual è la norma di prodotto applicabile?
- Il progetto rientra nel sistema verificato del costruttore originale?
- Sono state rispettate tutte le istruzioni di configurazione?
- Le caratteristiche nominali sono state definite correttamente?
- La verifica termica rappresenta il reale profilo di carico?
- La tenuta al cortocircuito è coerente con il punto di installazione?
- Gli apparecchi sono correttamente declassati?
- Sono rispettati grado IP, distanze e segregazioni?
- Il circuito di protezione è continuo e adeguato?
- Sono state valutate EMC e condizioni ambientali?
- Sono disponibili tutte le evidenze delle verifiche di progetto?
- Sono state eseguite e registrate le verifiche individuali?
- La targa corrisponde al quadro realizzato?
- Le dichiarazioni sono corrette e separate?
- Le istruzioni di installazione e manutenzione sono complete?
33. Valore complessivo della CEI 121-5:2026
La CEI 121-5:2026 non deve essere letta soltanto come un repertorio di norme. Il suo valore principale consiste nella definizione di un metodo organico per governare l’intero ciclo di vita del quadro.
Il metodo può essere sintetizzato nella sequenza:
specificare correttamente → progettare su basi verificabili → costruire in modo controllato → verificare il singolo esemplare → documentare la conformità → installare secondo istruzioni → mantenere e modificare in modo tracciato.
La nuova edizione rende più chiaro che la sicurezza del quadro deriva dalla coerenza tra tutti questi passaggi. Nessuna singola prova, marcatura, dichiarazione o scelta di componenti può sostituire il processo complessivo.
Per progettisti e costruttori, la Guida rappresenta uno strumento per ridurre interpretazioni errate e lacune documentali. Per committenti e utilizzatori, fornisce criteri per definire capitolati tecnici più completi e valutare in modo oggettivo la fornitura. Per installatori e manutentori, chiarisce le condizioni che devono essere rispettate affinché le prestazioni dichiarate dal costruttore siano preservate nel tempo.
note: La CEI 121-5:2026 non modifica né sostituisce il metodo di valutazione Arc Flash previsto dal Rapporto Tecnico CEI 78-25:2025.

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