AI SAFE WORK 360
AI SAFE WORK 360°: la web app gratuita per valutare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla salute e sicurezza sul lavoro

L’impiego dell’Intelligenza Artificiale nei luoghi di lavoro non riguarda più soltanto software amministrativi, chatbot o strumenti di produttività.
Sempre più frequentemente sistemi algoritmici e applicazioni di IA intervengono direttamente nell’organizzazione del lavoro, nella gestione delle persone, nella manutenzione, nel controllo dei processi produttivi, nella rilevazione di anomalie, nel monitoraggio dei DPI, nella supervisione di macchine e impianti e nel supporto alle decisioni operative.
Da questo cambiamento nasce una nuova domanda per il sistema prevenzionistico aziendale:
in che modo l’introduzione di un sistema di Intelligenza Artificiale modifica i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori?
Per aiutare aziende, RSPP, consulenti e professionisti ad affrontare questa analisi in maniera strutturata nasce AI SAFE WORK 360°, web app gratuita dedicata alla valutazione dell’impatto dei sistemi di IA sulla salute e sicurezza sul lavoro e alla predisposizione di una documentazione utilizzabile come allegato tecnico al Documento di Valutazione dei Rischi.
L’Intelligenza Artificiale rappresenta una delle trasformazioni più importanti dell’organizzazione del lavoro contemporanea.
Non tutte le applicazioni generano rischi significativi.
Non tutte richiedono automaticamente un aggiornamento del DVR.
Ma quando un sistema modifica processi, decisioni, comportamenti, interazioni uomo-macchina o condizioni di lavoro, ignorarne gli effetti sarebbe difficilmente compatibile con una valutazione realmente completa.
AI SAFE WORK 360° nasce proprio per affrontare questo passaggio.
Non propone di creare artificialmente un nuovo “rischio IA”.
Propone invece di individuare come l’IA entra nella catena del rischio.
La domanda conclusiva sulla quale è costruito l’intero metodo è semplice:
Cosa può accadere al lavoratore se il sistema di Intelligenza Artificiale sbaglia, non funziona, viene interpretato male oppure viene seguito senza un adeguato controllo umano?
Rispondere professionalmente a questa domanda significa iniziare a integrare realmente l’Intelligenza Artificiale nel sistema di prevenzione aziendale.
Intelligenza Artificiale e prevenzione: il contesto normativo
L’Intelligenza Artificiale non costituisce, allo stato attuale, un nuovo rischio specifico disciplinato autonomamente dal D.Lgs. 81/2008.
Non esiste quindi un “Titolo IA” analogo a quelli dedicati, ad esempio, al rumore, alle vibrazioni, agli agenti chimici o alle attrezzature di lavoro.
Ciò non significa tuttavia che l’IA rimanga esterna alla valutazione dei rischi.
Il principio generale contenuto nell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 impone infatti che la valutazione riguardi tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.
Di conseguenza, quando l’introduzione di un sistema algoritmico modifica:
- il processo produttivo;
- l’organizzazione del lavoro;
- i ritmi;
- le modalità di interazione uomo-macchina;
- il carico mentale;
- il livello di autonomia decisionale;
- le modalità di controllo;
- le procedure operative;
- le condizioni di sicurezza;
gli effetti di tale modifica devono essere considerati nell’ambito della valutazione aziendale.
Il tema assume rilievo anche rispetto alla rielaborazione del DVR quando intervengono modifiche significative del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro ai fini della salute e sicurezza.
Il nuovo quadro introdotto dall’AI Act
A questo sistema prevenzionistico nazionale si sovrappone il Regolamento (UE) 2024/1689, il cosiddetto AI Act.
Il Regolamento europeo disciplina i sistemi di Intelligenza Artificiale attraverso un approccio basato sul rischio e dedica particolare attenzione ai sistemi classificati come ad alto rischio.
Per tali sistemi assume particolare importanza la supervisione umana.
L’articolo 14 stabilisce infatti che i sistemi di IA ad alto rischio devono essere progettati in maniera tale da poter essere efficacemente supervisionati da persone fisiche durante il loro utilizzo.
La stessa disposizione chiarisce che la supervisione umana deve contribuire a prevenire o minimizzare i rischi per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali.
Questa impostazione presenta evidenti punti di contatto con i principi della prevenzione aziendale.
IA e mondo del lavoro: le Linee guida ministeriali
Il quadro nazionale è stato ulteriormente sviluppato con il D.M. n. 180 del 17 dicembre 2025, con il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro.
Il Ministero ha inoltre collocato l’adozione dell’IA nel più ampio contesto delle politiche del lavoro, della trasformazione digitale e della tutela delle persone che lavorano.
Ne deriva un quadro nel quale l’IA non dovrebbe essere valutata esclusivamente sotto il profilo informatico.
Quando può incidere sulle condizioni di lavoro, diventa anche un tema:
organizzativo, ergonomico, psicologico, tecnico e prevenzionistico.
Perché è stata sviluppata AI SAFE WORK 360°
Uno dei problemi principali nella gestione dell’IA in azienda è la mancanza di un percorso operativo facilmente utilizzabile dal professionista della sicurezza.
Sapere che esiste l’AI Act non è sufficiente.
Il RSPP deve essere in grado di rispondere a domande molto più concrete:
Quale sistema IA viene utilizzato?
In quale processo?
Quali lavoratori sono interessati?
Quale decisione viene influenzata dall’algoritmo?
Cosa accade se il sistema sbaglia?
Il lavoratore può verificare il risultato?
Esiste la possibilità di ignorare o annullare l’output?
Un guasto può contribuire a determinare un infortunio?
Esistono sistemi di sicurezza indipendenti dall’IA?
L’introduzione del sistema determina una modifica significativa del rischio?
AI SAFE WORK 360° nasce per trasformare queste domande in un processo valutativo documentabile.
Non una semplice checklist
La web app non è stata progettata come una sequenza di caselle “Sì/No”.
L’obiettivo è accompagnare l’utente attraverso un vero percorso di analisi:
identificazione → classificazione → screening → scenario → valutazione → supervisione → misure → rischio residuo → miglioramento → documentazione.
Questa impostazione consente di distinguere correttamente due problemi differenti.
Da una parte:
la classificazione del sistema ai sensi dell’AI Act.
Dall’altra:
l’impatto effettivo del sistema sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Le due valutazioni non coincidono necessariamente.
Un sistema potrebbe non essere classificato come high-risk dall’AI Act e tuttavia modificare concretamente le condizioni di sicurezza di un reparto.
Viceversa, un sistema classificato come high-risk per la gestione dei lavoratori potrebbe avere implicazioni soprattutto sui diritti fondamentali e sull’organizzazione del lavoro, senza generare direttamente un rischio infortunistico.
Le principali famiglie di rischio considerate
La biblioteca interna della web app comprende numerose categorie.
Rischi cognitivi
Tra questi:
- automation bias;
- eccessivo affidamento alla macchina;
- perdita della consapevolezza situazionale;
- difficoltà di interpretazione;
- sovraccarico informativo;
- alert fatigue.
L’operatore può infatti progressivamente considerare l’output dell’IA più affidabile della propria valutazione.
Rischi organizzativi
La web app considera inoltre:
- accelerazione dei ritmi;
- assegnazione algoritmica dei compiti;
- riduzione dell’autonomia;
- modifiche della turnistica;
- intensificazione del lavoro;
- pressione derivante dal monitoraggio continuo.
Rischi psicosociali
Possono essere esaminati:
- tecnostress;
- pressione da monitoraggio;
- percezione di controllo permanente;
- stress derivante da valutazioni algoritmiche;
- conflitto tra decisione umana e raccomandazione del sistema.
Rischi tecnici
Vengono considerate condizioni quali:
- falso positivo;
- falso negativo;
- errore dei dati;
- errore di classificazione;
- malfunzionamento;
- perdita della connessione;
- indisponibilità;
- aggiornamento software difettoso.
Interazione uomo-macchina
Particolare attenzione viene riservata ai sistemi collegati a:
- macchine;
- robot;
- cobot;
- impianti;
- sistemi automatici;
- sistemi di accesso;
- dispositivi di rilevazione.
In questo ambito un errore algoritmico può diventare un elemento della catena causale di un infortunio.
Automation bias: un rischio particolarmente importante
L’AI Act richiama espressamente la necessità di evitare un affidamento automatico o eccessivo agli output dei sistemi di IA ad alto rischio.
Per questo la web app analizza specificamente il fenomeno dell’automation bias.
L’utente deve verificare:
- se l’operatore comprende il risultato;
- se può contestarlo;
- se può ignorarlo;
- se può effettuare una verifica indipendente;
- se è stato formato sui limiti del sistema.
Questo passaggio è particolarmente importante quando l’IA viene utilizzata in processi safety-critical.
Human Oversight Assessment
AI SAFE WORK 360° comprende una sezione specificamente dedicata alla supervisione umana.
Non è sufficiente affermare genericamente che “è presente un operatore”.
La web app verifica se il supervisore:
- conosce il sistema;
- comprende i limiti;
- sa interpretare gli output;
- può individuare anomalie;
- possiede le competenze necessarie;
- dispone del tempo per intervenire;
- ha l’autorità organizzativa necessaria;
- può ignorare l’output;
- può bloccare il processo;
- può disattivare il sistema.
La supervisione viene quindi valutata nella sua effettività, coerentemente con l’impostazione dell’articolo 14 dell’AI Act.
“What if AI fails?”
Una funzione specifica della web app affronta direttamente il fallimento del sistema.
Il valutatore viene guidato attraverso domande del tipo:
Cosa accade se l’IA non è disponibile?
Cosa accade se produce un risultato errato?
Cosa accade se genera un falso negativo?
Cosa accade se utilizza dati incompleti?
Cosa accade se viene aggiornato il modello?
Cosa accade se il supervisore non interviene?
Esiste una modalità manuale?
Esiste una barriera di sicurezza indipendente?
Si tratta di un approccio particolarmente utile per evitare che il sistema IA venga considerato implicitamente infallibile.
Valutazione del rischio
La web app utilizza una matrice strutturata che consente di documentare:
- probabilità;
- gravità;
- livello di rischio;
- misure esistenti;
- motivazione della stima;
- livello di rischio residuo.
È disponibile anche un indicatore integrativo relativo alle caratteristiche specifiche dell’IA, ma esso viene chiaramente identificato come supporto metodologico e non come metodo normato.
Il principio fondamentale rimane:
il punteggio non sostituisce il giudizio professionale.
Particolare cautela viene richiesta quando l’IA interviene direttamente su funzioni dalle quali può dipendere la sicurezza fisica del lavoratore.
Le misure di prevenzione
Per ogni scenario la web app consente di individuare misure suddivise per categorie.
Misure tecniche
Ad esempio:
- ridondanza;
- fail-safe;
- interblocchi;
- controlli indipendenti;
- limitazione dell’autorità dell’algoritmo;
- sistemi alternativi di rilevazione.
Misure organizzative
Tra queste:
- procedure operative;
- change management;
- escalation;
- gestione delle anomalie;
- modalità manuale;
- autorizzazioni;
- gestione degli aggiornamenti.
Misure formative
La web app permette di documentare interventi riguardanti:
- AI literacy;
- funzionamento del sistema;
- limiti;
- automation bias;
- anomalie;
- procedure di emergenza;
- esercizio dell’override.
Il piano di miglioramento
Le criticità individuate possono essere trasformate direttamente in azioni.
Per ogni intervento vengono registrati:
- azione;
- responsabile;
- priorità;
- scadenza;
- stato;
- evidenza;
- verifica.
In questo modo la valutazione non resta un documento statico, ma diventa uno strumento di gestione.
Valutazione del rischio residuo
Uno degli aspetti più importanti della web app riguarda il trattamento delle misure non ancora implementate.
Una misura semplicemente prevista non riduce automaticamente il rischio attuale.
Il sistema distingue quindi tra:
misura pianificata
e
misura realmente attuata e verificata.
Questo consente di evitare che un intervento futuro venga utilizzato impropriamente per rappresentare come già ridotto un rischio che, nella realtà, rimane presente.
Perché può essere utile
Il principale vantaggio della web app consiste nel trasformare un tema nuovo e complesso in un processo metodologico leggibile.
L’IA rischia infatti di essere trattata in due modi opposti ma entrambi insufficienti.
Da una parte può essere ignorata perché considerata un semplice software.
Dall’altra può essere considerata automaticamente come un nuovo “rischio IA”, senza analizzare quali conseguenze reali produca.
AI SAFE WORK 360° propone invece una terza strada:
valutare gli effetti concreti dell’IA sul lavoro.
La domanda centrale diventa:
“Se questo sistema influenza un processo, in quale modo può modificare il rischio per il lavoratore?”
Da qui discende tutto il processo valutativo.
Un supporto, non un sostituto del professionista
La web app non “approva” automaticamente un sistema di IA.
Non certifica la conformità.
Non sostituisce il datore di lavoro, il RSPP, il progettista, il DPO o gli altri soggetti competenti.
Il suo obiettivo è differente:
aiutare il professionista a ragionare in modo strutturato e lasciare traccia delle motivazioni che hanno portato alle conclusioni.
Questo aspetto è particolarmente importante nella valutazione dei rischi.
Un documento composto soltanto da punteggi difficilmente spiega perché un determinato rischio è stato considerato accettabile.
Una valutazione costruita attraverso scenari, misure, evidenze e supervisione umana consente invece una maggiore tracciabilità.
AI SAFE WORK 360° come strumento di governance preventiva
La web app può quindi essere considerata non soltanto uno strumento per redigere un allegato al DVR, ma anche un piccolo sistema di AI Safety Governance.
La logica proposta è:
conoscere → classificare → analizzare → valutare → controllare → formare → monitorare → rivalutare.
L’obiettivo è integrare progressivamente la gestione dell’Intelligenza Artificiale nel normale sistema aziendale di prevenzione.
AI SAFE WORK 360° – Web app gratuita
AI SAFE WORK 360° è una web app gratuita per la valutazione dell’impatto dei sistemi di Intelligenza Artificiale sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Consente di:
- censire i sistemi IA;
- effettuare uno screening preliminare AI Act;
- verificare la rilevanza ai fini del DVR;
- costruire scenari di rischio;
- valutare automation bias e over-reliance;
- analizzare la supervisione umana;
- verificare le conseguenze del fallimento;
- individuare misure preventive;
- determinare e documentare il rischio residuo;
- predisporre il piano di miglioramento;
- documentare formazione, consultazione e monitoraggio;
- generare un allegato tecnico strutturato al DVR.
Avvertenza
La web app costituisce uno strumento di supporto alla valutazione e alla documentazione. I risultati devono essere verificati e contestualizzati dal datore di lavoro e dai soggetti competenti in funzione dell’organizzazione, delle tecnologie utilizzate e delle condizioni operative effettive.
Non costituisce certificazione di conformità ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1689 né sostituisce gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, dalla normativa sulla protezione dei dati, dalla disciplina delle attrezzature e macchine o dalle altre disposizioni applicabili.
