Prevenzione incendi 2026: nuovo testo coordinato VVF e novità per i manutentori

Prevenzione incendi 2026: nuovo testo coordinato dei Vigili del Fuoco, aggiornamenti normativi e obblighi per le aziende

Versione Aggiornata A Settembre 2026 Del Testo Coordinato Sulla Sicurezza Antincendio Nei Luoghi Di Lavoro, Relativo Ai Decreti Ministeriali 1, 2 E 3 Settembre 2021.

Disponibile il testo coordinato aggiornato a settembre 2026 dei Decreti Ministeriali 1, 2 e 3 settembre 2021. La nuova edizione pubblicata dai Vigili del Fuoco recepisce le recenti disposizioni sulla qualificazione dei tecnici manutentori antincendio, con particolare riferimento al D.M. 22 settembre 2026 e alla disciplina transitoria applicabile fino al 31 marzo 2027.

La prevenzione incendi nei luoghi di lavoro continua a evolversi attraverso modifiche normative, aggiornamenti delle procedure tecniche e chiarimenti applicativi che interessano direttamente le imprese e i professionisti della sicurezza.

Una delle novità più importanti dell'autunno 2026 riguarda la pubblicazione, avvenuta il 2 ottobre 2026, della nuova edizione del testo coordinato dei tre decreti antincendio del settembre 2021, disponibile sul portale istituzionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il documento, aggiornato a settembre 2026, permette di consultare in maniera organica le disposizioni che regolamentano il controllo e la manutenzione dei sistemi antincendio, la gestione delle emergenze, la formazione degli addetti e i criteri di sicurezza antincendio applicabili ai luoghi di lavoro.

L'elemento di maggiore interesse per gli operatori del settore è rappresentato dalle recenti modifiche alla disciplina della qualificazione dei tecnici manutentori, con conseguenze rilevanti anche per le aziende che affidano all'esterno le attività di controllo e manutenzione.

Perché il nuovo testo coordinato antincendio 2026 è importante

I tre decreti del settembre 2021 costituiscono un riferimento fondamentale per l'applicazione dell'articolo 46 del D.Lgs. 81/2008.

Le disposizioni interessano pressoché tutte le organizzazioni nelle quali siano presenti lavoratori, pur con obblighi e modalità applicative differenti in relazione alle caratteristiche dell'attività, ai rischi presenti e alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi applicabili.

La disponibilità di un testo coordinato aggiornato consente di ridurre il rischio di utilizzare disposizioni superate o di non considerare modifiche intervenute successivamente alla pubblicazione originaria dei decreti.

È tuttavia necessario distinguere la data di aggiornamento del documento dalla data di entrata in vigore delle singole disposizioni normative: non tutte le previsioni contenute nel testo coordinato sono nuove, né tutte hanno subito modifiche nel 2026.

Quali norme comprende il testo coordinato pubblicato dai Vigili del Fuoco

Il documento riunisce tre provvedimenti che disciplinano aspetti complementari della sicurezza antincendio.

D.M. 1 settembre 2021: controlli, manutenzione e qualificazione dei tecnici

Il cosiddetto Decreto Controlli definisce i criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio.

Il provvedimento disciplina anche la figura del tecnico manutentore qualificato, stabilendo specifici requisiti professionali e procedure di valutazione delle competenze.

Le attività interessate comprendono, secondo le pertinenti disposizioni tecniche, la manutenzione di estintori, reti idranti, sistemi automatici di rivelazione e allarme incendio, impianti di spegnimento e altri presidi di sicurezza antincendio.

La corretta manutenzione assume particolare importanza perché la semplice presenza di un impianto o di un'attrezzatura antincendio non garantisce, da sola, il mantenimento nel tempo delle prestazioni di sicurezza previste.

D.M. 2 settembre 2021: gestione della sicurezza antincendio ed emergenze

Il secondo decreto riguarda l'organizzazione della sicurezza antincendio durante il normale esercizio delle attività e nelle situazioni di emergenza.

Le disposizioni disciplinano, tra l'altro, la pianificazione delle emergenze, la designazione degli addetti antincendio, i percorsi formativi e i requisiti dei docenti.

Per i datori di lavoro rappresenta il riferimento per organizzare un sistema di gestione delle emergenze coerente con le caratteristiche dell'attività e con il livello di rischio presente.

Particolare attenzione deve essere rivolta alla corrispondenza tra le procedure previste nel piano di emergenza e le effettive condizioni operative dell'organizzazione.

D.M. 3 settembre 2021: criteri di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro

Il terzo provvedimento, comunemente denominato Decreto Minicodice, definisce i criteri generali per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio della sicurezza antincendio.

Il decreto individua anche specifici criteri semplificati applicabili ai luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio che soddisfano le condizioni previste dal relativo allegato.

La sua applicazione richiede una corretta individuazione della disciplina tecnica pertinente e non deve essere confusa con una generale esenzione dagli obblighi di valutazione e gestione del rischio incendio.

Aggiornamenti antincendio 2026: cosa cambia per i tecnici manutentori

La principale novità normativa intervenuta nel settembre 2026 riguarda il regime applicabile alla qualificazione dei manutentori antincendio.

L'articolo 4 del D.M. 1 settembre 2021 disciplina i requisiti dei tecnici manutentori qualificati, mentre l'allegato II definisce le modalità relative alla qualificazione.

L'attuazione di tali disposizioni è stata oggetto di successivi differimenti, dovuti anche alla necessità di organizzare il sistema delle valutazioni e delle qualificazioni professionali.

Il D.M. 15 luglio 2025 aveva fissato al 25 settembre 2026 la decorrenza delle disposizioni sulla qualificazione.

Pochi giorni prima di tale scadenza, il Ministero dell'Interno, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è intervenuto introducendo una specifica disciplina transitoria.

D.M. 22 settembre 2026: introdotto il nuovo articolo 6-bis

Il Decreto Ministeriale 22 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2026, ha modificato il D.M. 1 settembre 2021 introducendo l'articolo 6-bis, dedicato alle disposizioni transitorie.

La norma consente ai soggetti che abbiano presentato una regolare istanza di valutazione dei requisiti entro il 25 settembre 2026 di continuare a svolgere determinate attività di manutenzione e controllo antincendio durante il periodo necessario al completamento della procedura.

Questa possibilità è però subordinata a condizioni precise.

In particolare:

  • L'istanza deve essere stata presentata regolarmente entro il 25 settembre 2026.
  • La prosecuzione delle attività è consentita fino alla conclusione della procedura di valutazione.
  • Il periodo transitorio non può comunque protrarsi oltre il 31 marzo 2027.
  • Le attività consentite devono riguardare esclusivamente le tipologie di impianti, attrezzature e sistemi antincendio indicate nell'istanza presentata.

La scadenza del 31 marzo 2027 non costituisce quindi un rinvio generalizzato dell'obbligo di qualificazione.

Si tratta, invece, di una misura transitoria destinata ai soggetti che hanno rispettato le condizioni stabilite dal provvedimento.

Questa distinzione è essenziale sia per i manutentori sia per le aziende committenti.

Manutentori antincendio: cosa succede dopo il 25 settembre 2026

Dal punto di vista operativo, il nuovo quadro normativo richiede di distinguere differenti situazioni.

Tecnico già qualificato

Il manutentore in possesso della qualificazione prevista dalla normativa può eseguire le attività rientranti nelle tipologie per le quali risulta qualificato, nel rispetto delle ulteriori disposizioni applicabili.

Tecnico con regolare istanza presentata entro il 25 settembre 2026

Il soggetto che soddisfa le condizioni dell'articolo 6-bis può beneficiare del regime transitorio fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31 marzo 2027.

Tecnico privo di qualificazione e non rientrante nel regime transitorio

La sola esperienza lavorativa o la precedente esecuzione di attività manutentive non costituisce automaticamente titolo sufficiente per continuare a svolgere gli interventi soggetti ai nuovi requisiti di qualificazione.

È pertanto necessario verificare il possesso dei requisiti effettivamente richiesti per le specifiche attività.

Qualificazione antincendio: perché la scadenza del 31 marzo 2027 non vale per tutti

Uno degli aspetti che potrebbe generare maggiori incertezze interpretative riguarda proprio il termine finale della disciplina transitoria.

La possibilità di proseguire temporaneamente le attività non si estende indistintamente a tutte le imprese di manutenzione o a tutti i tecnici operanti nel settore antincendio.

Il nuovo articolo 6-bis stabilisce una condizione precisa: la regolare presentazione dell'istanza entro il termine previsto.

Inoltre, il regime transitorio è collegato alle tipologie di presidi antincendio per le quali è stata richiesta la valutazione.

Ne consegue che un tecnico non può considerarsi automaticamente autorizzato a intervenire su qualunque sistema antincendio soltanto perché ha presentato una domanda di qualificazione per una determinata categoria.

Per le imprese che operano nel settore della manutenzione è quindi importante verificare la corrispondenza tra le attività effettivamente svolte e quelle oggetto dell'istanza o della qualificazione conseguita.

Nuove disposizioni antincendio: gli effetti sulla gestione della sicurezza aziendale

Sebbene le modifiche del settembre 2026 riguardino principalmente i manutentori, le conseguenze operative interessano anche i datori di lavoro.

L'articolo 46 del D.Lgs. 81/2008 prevede specifiche misure di prevenzione e protezione antincendio nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro deve pertanto assicurare che le attrezzature, gli impianti e gli altri sistemi di sicurezza siano mantenuti in condizioni di efficienza secondo la normativa applicabile.

L'affidamento delle attività manutentive a un'impresa esterna non elimina gli obblighi organizzativi e di controllo che rimangono in capo all'azienda.

Verifica delle imprese incaricate della manutenzione antincendio

Alla luce delle nuove disposizioni, le aziende dovrebbero riesaminare la documentazione relativa ai soggetti incaricati delle manutenzioni.

Le verifiche possono comprendere:

  • Identificazione dei tecnici che eseguono concretamente gli interventi.
  • Accertamento dei requisiti di qualificazione applicabili.
  • Verifica dell'eventuale accesso al regime transitorio.
  • Controllo della corrispondenza tra qualificazione e tipologie di sistemi oggetto di manutenzione.
  • Aggiornamento della documentazione relativa agli affidamenti.

È opportuno distinguere i requisiti dell'impresa manutentrice da quelli dei singoli tecnici chiamati a eseguire gli interventi.

Registro dei controlli antincendio

Il nuovo testo coordinato rappresenta anche un'occasione per verificare la corretta gestione del registro dei controlli antincendio.

La documentazione deve consentire di ricostruire le attività effettuate, le relative scadenze e gli eventuali interventi correttivi necessari.

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alla presenza di manutenzioni non eseguite, anomalie non risolte oppure controlli effettuati senza adeguata tracciabilità.

La registrazione degli interventi non deve essere considerata un mero adempimento amministrativo, ma uno strumento per verificare nel tempo il mantenimento delle condizioni di sicurezza.

Il ruolo dell'RSPP nell'applicazione delle novità antincendio 2026

Le recenti modifiche normative assumono particolare interesse anche per i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Nell'ambito delle proprie funzioni di supporto tecnico e consulenziale, l'RSPP può contribuire all'individuazione degli aggiornamenti necessari alla gestione aziendale della sicurezza antincendio.

In particolare, può risultare opportuno:

  • Verificare se le procedure aziendali richiamano disposizioni superate.
  • Segnalare al datore di lavoro le nuove condizioni riguardanti i manutentori.
  • Riesaminare le modalità di controllo della documentazione tecnica.
  • Valutare eventuali criticità organizzative nella gestione degli interventi periodici.
  • Coordinare l'aggiornamento delle procedure interne con i soggetti incaricati della manutenzione.

L'aggiornamento del quadro normativo non comporta automaticamente la necessità di riscrivere integralmente il Documento di Valutazione dei Rischi.

Occorre invece verificare se siano intervenute modifiche significative ai rischi, alle misure di prevenzione e protezione oppure alle condizioni operative che rendano necessario un aggiornamento della valutazione.

Il testo coordinato 2026 sostituisce i precedenti decreti?

No.

La pubblicazione del documento aggiornato non introduce un nuovo decreto unico che sostituisce i D.M. 1, 2 e 3 settembre 2021.

Si tratta di una raccolta coordinata delle disposizioni normative e dei relativi aggiornamenti, predisposta per agevolarne la consultazione.

I singoli decreti conservano la propria identità giuridica e continuano a disciplinare i rispettivi ambiti di applicazione.

Il testo coordinato consente tuttavia ai professionisti di disporre di un riferimento documentale unitario, particolarmente utile per evitare la consultazione separata di numerosi provvedimenti modificativi.

Download del testo coordinato ufficiale — Settembre 2026

Titolo: Testo coordinato sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro

Normativa: D.M. 1, 2 e 3 settembre 2021 e successive modificazioni

Aggiornamento: settembre 2026

Pubblicazione: 2 ottobre 2026

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