CAMPAGNA INFORMATIVA 2023 SULL’EMERGENZA CALDO ESTIVO

Semplici azioni per evitare i danni da calore nei cantieri edili e stradali.

Come ogni anno con l'arrivo dell'estate, il Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) dell'Ulss 6 Euganea, ci ricorda che l'impennata delle temperature medie e degli eventi climatici estremi, quali ad esempio le ondate di calore, devono indurci a focalizzare l'attenzione verso la prevenzione degli effetti che questi fenomeni possono determinare sulla salute dei lavoratori.

Il titolo VIII del D. Lgs. 81/2008 definisce il microclima come un agente di rischi di tipo fisico; di conseguenza il datore di lavoro è obbligato a valutare il rischio oltre che a valutare ed identificare le misure necessarie a definire gli interventi protettivi e preventivi utili a minimizzare il rischio. Inoltre, l’art. 184 impone di informare e formare i lavoratori ed i loro rappresentanti in relazione ai risultati della valutazione dei rischi; tale obbligo assume particolare rilevanza nel caso di lavoratori con condizioni di ipersuscettibilità al rischio ove una corretta informazione può condurre il lavoratore a formulare motivata richiesta di sorveglianza sanitaria, così come previsto dall’art. 41 del D. Lgs. 81/2008.
L’obbligo della valutazione del rischio e della messa in atto delle misure di prevenzione e protezione risulta ancora più stringente in quelle lavorazioni che classicamente sono caratterizzate da questo rischio: l’edilizia e l’agricoltura.

MISURE DI PREVENZIONE

Raccomandazioni mirate ad un’efficace pianificazione degli interventi aziendali in materia di prevenzione del rischio microclima, da adottare nell’ambito della specifica organizzazione del sistema di prevenzione aziendale (art. 2 comma 2 D. Lgs. 81/2008).

1. DESIGNARE UN RESPONSABILE: individuare un responsabile che sia presente fisicamente nel luogo dove viene svolta l’attività lavorativa (può anche essere il Preposto), che sia adeguatamente formato sulla sorve-glianza delle condizioni microclimatiche, sull’utilizzo degli indici di stress termico e che sia preposto all’eventuale attuazione delle misure di tutela specifiche quando necessario.

2. IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO: rico-noscere i rischi legati all’esposizione alle alte temperature e i loro effetto sulla popolazione lavorativa, in particolare sui soggetti particolarmente su-scettibili; utilizzare piattaforme previsionali di allerta caldo, specifiche per i lavoratori (piattaforma WORKLIMATE).

3. FORMAZIONE: La formazione ha l’obiettivo di aumentare la consapevo-lezza dei lavoratori sugli effetti sulla salute dello stress da caldo e sulle mi-sure di prevenzione e protezione da adottare. Deve comprendere racco-mandazioni sugli abiti preferibilmente da indossare, sull’importanza di mantenere un ottimo stato di idratazione e un’alimentazione equilibrata, sui fattori di rischio individuali e la gestione dei sintomi delle patologie da calo-re, come prevenirne l’insorgenza e come e quando riconoscere i sintomi. È importante che la formazione dei lavoratori venga fatta in una lingua che i lavoratori comprendano. Oltre che per i lavoratori, si raccomanda anche per il preposto per la sicurezza e l’addetto al primo soccorso la formazione specifica sui rischi legati allo stress termico e sulle strategie di prevenzione e mitigazione.


4. STRATEGIE DI PREVENZIONE E PROTEZIONI INDIVIDUALI PER I LA-VORATORI:

Idratazione: Rendere disponibile acqua potabile da bere e acqua per rinfrescarsi. Acqua fresca potabile deve essere sempre disponibile e facilmente accessibile. Bere solo quando si ha sete può andare bene nei giorni freschi, ma in occasione di un’ondata di calore, o, in generale, dell'esposizione a temperature elevate, si dovrebbero seguire alcune semplici regole per una corretta idratazione. Si raccomanda che i lavoratori:

● facciano massima attenzione al proprio livello di idratazione e bevano prima di avvertire la sete;

● evitino di bere più di 1,5 litri di acqua in un’ora. L’eccesso di liquidi provoca carenza di sali minerali e può causare effetti negativi sulla salute;

● limitino l’assunzione di bevande energetiche utilizzate in ambito sportivo e/o l’assunzione autonoma di integratori salini per compensare i sali minerali persi con la sudorazione. Le bevande energetiche possono avere effetti negativi in termini di eccesso di calorie ingerite e provocare disturbi elettrolitici. In genere un’alimentazione equilibrata è in grado di reintegrare la perdita di sali dovuta alla sudorazione. L’assunzione di bevande energetiche o di integratori dovrebbe avvenire solo sotto supervisione medica.

● Contenitori per l’acqua dovrebbero essere installati in diverse postazioni sul luogo di lavoro.

Abbigliamento
Consigliare ai lavoratori di indossare, se possibile, abiti leggeri in fibre naturali, traspiranti e di colore chiaro e che ricoprano buona parte del corpo (es. maglietta leggera a maniche lunghe: è importante non lavorare a pelle nuda) e consigliare di indossare se possibile un copricapo con visiera o a tesa larga e occhiali da sole con filtri UV.

RIORGANIZZAZIONE DEI TURNI DI LAVORO: riprogrammare le attività non prioritarie e da condursi all’aperto in condizioni meteo-climatiche più favorevoli. Le attività più impegnative dovrebbero comunque essere ese-guite nelle ore più fresche della giornata. L’alternanza dei turni dovrebbe essere gestita in modo da minimizzare l’esposizione individuale al caldo o al sole diretto.

RENDERE DISPONIBILI AREE OMBREGGIATE: necessarie per le fre-quenti pause e per il consumo dei pasti (prediligere pasti ricchi in frutta e verdura).

FAVORIRE L’ACCLIMATAZIONE DEI LAVORATORI: per acclimatazione si intendono tutte quelle modificazioni fisiologiche dell’organismo che con-sentono di tollerare lo, svolgimento di mansioni lavorative in condizioni di esposizione a temperature elevate. L’acclimatazione si ottiene aumentan-do gradualmente i carichi di lavoro e l’esposizione al calore; per raggiunge-re uno stato di acclimatazione sono necessari dai 7 ai 14 giorni nell’individuo normale; nei soggetti ipersuscettibili sarà necessario preve-dere un periodo di acclimatazione più lungo.

È importante tenere presente che:
● l'acclimatazione si mantiene solo per alcuni giorni se si interrompe l’attività lavorativa;

● i disturbi da caldo si verificano spesso durante i primi giorni di attività lavorativa e/o nei primi giorni di un’ondata di calore o in concomitanza con le prime esposizioni stagionali a temperature particolarmente elevate;

● particolare attenzione va prestata ai lavoratori neo-assunti, ovvero lavoratori giovani e in ottime condizioni di salute ma con meno esperienza lavorativa alle spalle

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Fonte:scuola edile cpt Padova e Ulss6


Semplici Azioni Per Evitare I Danni Da Calore Nei Cantieri Edili E Stradali.

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P.O.S (Esempio di Piano operativo di sicurezza editabile in word)l Il POS è il piano operativo di sicurezza che tutte le imprese devono presentare prima di entrare in un cantiere edile, ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni, nuovo Testo unico sicurezza sul lavoro (T.U.S.L.).

Il presente Piano operativo di sicurezza (in sigla POS) costituisce assolvimento all'obbligo, posto in capo ai datori di lavoro delle imprese esecutrici, dell'art. 17 del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i..

Il POS è conforme a quanto disposto dall'allegato XV del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i.. Esso contiene la valutazione dei rischi, ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i., relativamente ai lavori eseguiti direttamente da questa/e impresa/e e propone le scelte autonome di carattere organizzativo ed esecutivo, in osservanza delle norme in materia di prevenzione infortuni e di tutela della salute dei lavoratori.

Il POS che ne risulta è idoneo ad essere accettato dai coordinatori e dagli organi di controllo.

Il Piano contiene l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori.

Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione.

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Il presente Piano di sicurezza e coordinamento ( PSC) è redatto ai sensi dell'art. 100 , c. 1, del D.Lgs. n. 81/08 in conformità a quanto disposto dall'all XV dello stesso decreto sui contenuti minimi dei piani di sicurezza. 
L'obiettivo primario del PSC è stato quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale, a ridurre i rischi medesimi entro limiti di accettabilità. 


Il piano si compone delle seguenti sezioni principali:

identificazione e descrizione dell'opera

individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza

analisi del contesto ed indicazione delle prescrizioni volte a combattere i relativi rischi rilevati;

organizzazione in sicurezza del cantiere, tramite:

relazione sulle prescrizioni organizzative;

lay-out di cantiere; (da inserire a vostra cura)

analisi ed indicazione delle prescrizioni di sicurezza per le fasi lavorative interferenti;
coordinamento dei lavori, tramite:

pianificazione dei lavori (diagramma di GANTT da inserire a vostra cura) secondo logiche produttive ed esigenze di sicurezza durante l'articolazione delle fasi lavorative;

prescrizioni sul coordinamento dei lavori, riportante le misure che rendono compatibili attività altrimenti incompatibili;

stima dei costi della sicurezza;

organizzazione del servizio di pronto soccorso,antincendio ed evacuazione qualora non sia contrattualmente affidata ad una delle imprese e vi sia una gestione comune delle emergenze.

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