Valutazione Stato conservazione amianto in excel AMLETO 2019

Algoritmo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto e del contesto in cui sono ubicate Vers.2019

2019

Amleto è un algoritmo basato su un modello bidimensionale che  ha lo scopo di fornire uno strumento operativo, di facile applicazione, per  ricavare indicazioni sul comportamento da tenere nei  confronti  di  materiali  in  cemento contenenti  amianto  “a  vista”,  valutandone  lo stato di conservazione ed il contesto in cui sono ubicati. Lo strumento si dimostra particolarmente utile per la definizione delle azioni che  devono essere intraprese (monitoraggio  e/o  bonifica)  dal  proprietario e/o  dal  responsabile  dell’attività  che  si  svolge nei locali interessati dalla presenza di questi materiali contenenti amianto (MCA).
 
Il   metodo  è   applicabile  principalmente  alle  coperture  in  cemento-amianto  (CA).  Gli indicatori considerati fanno capo  a  due  distinte tipologie di parametri: questo perché per determinare   la   presenza  del   rischio   è   necessario   considerare,   oltre   lo   stato  di conservazione del materiale, il contesto in cui è inserito l’edificio.
 
A ciascun parametro viene attribuito un punteggio stabilito in modo da limitare la variabilità dovuta  alla  soggettività  del  rilevatore. I parametri  relativi  alla  descrizione  e al  contesto in cui  è ubicata  la copertura vanno  valutati  complessivamente per  l’intera  superficie mentre per  quanto riguarda lo stato di conservazione della copertura, nel caso in cui non  sia uniforme, si deve  tener  conto della situazione che  presenta maggiori criticità.
 
Va sempre prevista una  documentazione fotografica a corredo delle schede.
 
Ai fini della  valutazione  dello  stato di  conservazione  della  copertura in  cemento amianto per   verificare  se  occorre effettuare  la  bonifica  della  copertura  e  con   quale  grado   di urgenza, si fa presente che  nel caso di evento di natura eccezionale (ad  esempio evento atmosferico, caduta di alberi, ecc.)  la superficie danneggiata dall'evento (lastre divelte e/o spezzate) è  esclusa  dalla  superficie complessiva  valutata  con  l'algoritmo, fatti salvi  gli obblighi  riguardanti  il   ripristino  della  superficie  danneggiata  derivanti  dalla  normativa vigente e  la facoltà da  parte  del proprietario dell'immobile di procedere in ogni caso alla bonifica dell'intera copertura in cemento amianto.
 

Foglio Excel Valutazione mediante Algoritmo Amianto vers. 2019 vers.1


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Guida alla compilazione della valutazione

La scheda n°1 descrive la localizzazione ed il contesto in cui si trova la copertura in CA ed evidenzia la vicinanza a finestre e balconi o luoghi con presenza di persone.

I parametri da valutare sono:

A) Rivestimenti o trattamenti superficiali – Dopo anni dall’installazione le coperture subiscono un deterioramento per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell’erosione eolica e di organismi vegetali, che determinano corrosioni superficiali con

affioramento delle fibre e conseguente liberazione di queste in aria. Quindi la presenza di rivestimenti o trattamenti superficiali, che limitano il rilascio di fibre, abbassa il punteggio complessivo.

B) Lastre appoggiate su struttura di sostegno – Viene attribuito un punteggio 0 nel caso in cui la copertura in cemento amianto sia montata direttamente su una struttura calpestabile continua, in quanto la presenza di tale struttura rappresenta una barriera fisica tra la copertura e l’ambiente sottostante, impedendo su tutta la superficie lo sfondamento accidentale. Viene attribuito il punteggio 3 se nella copertura e/o nella struttura calpestabile di appoggio alle lastre vi sono aperture, quindi possibilità di accesso o possibilità di sfondamento. Viceversa la mancanza di una struttura calpestabile fa si che su tutta la copertura vi sia il rischio di sfondamento e pertanto si assegna il valore massimo di 6 punti.

C) Estensione superficie della copertura – Viene assegnato un punteggio superiore se la copertura in cemento amianto ha una superficie maggiore di 500 mq.

D) Accessibilità – Deve essere valutata l’accessibilità del materiale per stimare la probabilità che gli occupanti dell’area danneggino accidentalmente o intenzionalmente, per vandalismo, il materiale. Una facile accessibilità aumenta inoltre la probabilità che persone si rechino sulla copertura senza opere provvisionali di sicurezza.

E) Necessità di accesso – Se vi è necessità di accedere alla copertura o in prossimità della stessa, ad esempio per attività di manutenzione, la probabilità di esposizione o che il materiale venga danneggiato è maggiore.

F) Esistono nell’edificio o in quelli adiacenti aperture con affaccio sulla copertura – Viene attribuito un punteggio se sono presenti aperture tipo terrazzi, balconi e finestre ad una distanza minore o uguale a 20 m alle lastre in posa perché possono essere elementi importanti nella definizione del rischio per coloro che abitano e/o lavorano nelle vicinanze.

G) Adiacenza con aree scolastiche, luoghi di culto, aree sportive e zone residenziali
– La presenza o meno, a una distanza inferiore o uguale a 100 m dal manufatto con copertura in cemento-amianto, di edifici abitati specialmente da popolazione in età molto giovane, come gli studenti, o con problemi di salute (luoghi di cura) determina priorità d’intervento vista la presenza di una popolazione più sensibile o un coinvolgimento di più soggetti data un’alta densità abitativa.

H1) Edificio abbandonato – Se l’edificio è abbandonato implica la mancanza di un programma di manutenzione e di controllo da parte del proprietario; questo può favorire il degrado del manufatto in CA e il danneggiamento causato da eventuali atti vandalici (ad esempio edificio industriale abbandonato a seguito di fallimento, ecc.).

H2) Edificio in uso – Il punteggio è associato al tipo di attività che si svolge nell’area. Si intende edificio inutilizzato quel manufatto in cui non vi sono attività ma non si trova in stato di abbandono.

I) Presenza rilevante di materiale infiammabile sottostante alla copertura – È un fattore legato alla sicurezza, in quanto si presume siano strutture a rischio incendio elevato e l’eventuale verificarsi dell’evento dannoso può interessare la copertura, compromettendone l’integrità e causando un elevato inquinamento ambientale. Il calcolo

del rischio aggiuntivo i) si effettua solo nei casi di presenza di unità produttive con esclusione delle civili abitazioni.
Nella scheda n° 1 viene riservato uno spazio per inserire eventuali note ed uno spazio per una semplice rappresentazione grafica della copertura, in modo da evidenziarne la struttura o per chiarire situazioni particolari.

L) Ubicazione in zona sismica – Tutti i materiali in CA presenti nelle strutture edilizie subiscono una frantumazione in polvere in caso di crolli dovuti ad eventi sismici rilevanti.
Si ritiene pertanto di dover incrementare il punteggio relativo a stato della copertura e contesto di ubicazione con un punteggio crescente – da 0 a 6 – proporzionalmente al grado di pericolosità della zona sismica in cui è situata la copertura oggetto di valutazione. Successivamente agli studi scientifici avviati nel 2004 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e all’ Ordinanza del PCM n. 3519 del 28 aprile 2006, con la quale è stata elaborata la mappa di pericolosità sismica nazionale (Allegato 1b dell’OPCM
3519/2006) e con la quale sono stati stabiliti i criteri per la definizione e l’aggiornamento delle zone sismiche regionali, sono state individuate le zone di pericolosità sismica del territorio toscano (DGRT n. 878/2012 aggiornata dalla DGRT n. 421/2014) e redatto l’elenco dei Comuni della Toscana con assegnazione della relativa zona di pericolosità sismica.
La classificazione sismica del territorio individua le seguenti 4 zone a pericolosità decrescente:
- zona 1  punteggio associato in Amleto pari a 6
- zona 2  punteggio associato in Amleto pari a 4
- zona 3  punteggio associato in Amleto pari a 2
- zona 4  punteggio associato in Amleto pari a 0


La scheda n°2 serve per  valutare lo stato di conservazione della copertura attribuendo un punteggio ai vari parametri di seguito riportati:
 
M) Lastre – È importante quantificare la superficie danneggiata ed i motivi di tale danneggiamento  per   stabilire  le  azioni  da   intraprendere  e   se  è   utile  continuare  la valutazione o suggerire un intervento di bonifica. Il punteggio assegnato cresce in funzione della superficie danneggiata. La superficie danneggiata viene misurata in numero di lastre danneggiate.

N) Compattezza del materiale – Nelle lastre piane o ondulate l’amianto è inglobato in una matrice non  friabile, che,  quando è in buono  stato di conservazione, impedisce il rilascio spontaneo di fibre. Per  valutare la compattezza del materiale si assegna il  valore 0 o 5 rispettivamente se con  una  pinza da  meccanici un  angolo si rompe  nettamente con  un suono secco o se la rottura  è facile, sfrangiata e con  un suono sordo. Se  non  è possibile raggiungere la copertura si assegna il valore 10 al punto P.
 
O) Affioramento di fibre  – Per valutare se la matrice cementizia ingloba totalmente (punti
0) o parzialmente  (punti 5) i fasci di fibre o se sono addirittura facilmente  asportabili con delle pinzette (punti 9). Tale considerazione deve  essere fatta osservando con una  lente di ingrandimento la superficie esposta agli agenti atmosferici.
 
P) Se  non risulta possibile raggiungere la copertura o l’osservazione da  vicino – Si attribuisce il valore 10. In tal caso non è valutabile il punto N e O.
 
Q) Stato di conservazione degli elementi di fissaggio – Questo parametro assegna un punteggio  maggiore  se diversi  elementi  di  fissaggio  delle  lastre  risultano  arrugginiti, facilmente disaccoppiati o addirittura assenti, in quanto facilitano la vibrazione delle lastre o  addirittura il  movimento delle stesse in caso di vento  o  agenti atmosferici di ingente rilevanza.
 
R) Stalattiti – Un indicatore della dispersione di fibre è dato  dalla presenza di materiale polverulento conglobato in stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento.
 
Procedura di calcolo
Sommare i  punteggi attribuiti ai parametri che  descrivono il  contesto in cui è  ubicata la copertura. Riportare il totale ottenuto sull’asse delle ascisse nel grafico.
Analogamente sommare i punteggi attribuiti ai parametri che descrivono lo stato di conservazione  della  copertura e  riportare  il  totale  sull’asse  delle  ordinate  nel  grafico  (si deve  tener  conto del punteggio relativo al lato peggiore).
La coppia di valori così ottenuta individua un punto  sul piano cartesiano compreso in una delle quattro  aree in cui è  suddiviso il  grafico stesso ed  a  cui corrispondono le differenti azioni da intraprendere.
 
Interpretazione dei  risultati:
 
      Zona A – Monitoraggio e controllo periodico (1 volta l’anno)
 
     Zona B – Rimozione da programmare (entro 3 anni). Le aree danneggiate dovrebbero essere sistemate con  interventi limitati e  controllate periodicamente al fine di evitare danni ulteriori (1 volta l’anno)
 
     Zona C – Rimozione  in  tempi  brevi.  La  rimozione  può  essere  rimandata  alla  prima occasione utile ma non protratta nel tempo  (entro 1 anno)
 
      Zona D – Rimozione immediata (entro 6 mesi)

Interpretazione dei risultati:

• Zona A – Monitoraggio e controllo periodico (1 volta l’anno)

• Zona B – Rimozione da programmare (entro 3 anni). Le aree danneggiate dovrebbero essere sistemate con interventi limitati, controllo periodico delle aree al fine di evitare danni ulteriori (1 volta l’anno)


• Zona C – Rimuovere prima possibile. La rimozione può essere rimandata alla prima occasione utile ma non protratta nel tempo (entro 1 anno)

• Zona D – Rimozione immediata (entro 6 mesi)

N.B. Nel caso in cui il risultato si collochi nella linea di separazione delle aree del grafico il risultato il risultato va considerato nell’area peggiore.

Fonte: Regione Toscana

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