Tabella Reati Responsabilità ex D.Lgs. 231/01
Tabella Reati Presupposto 231 aggiornata 2026: strumento operativo per Modelli 231, risk assessment e compliance aziendale

La Tabella Reati Presupposto della Responsabilità ex D.Lgs. 231/2001 aggiornata al 2026 è uno strumento tecnico-operativo pensato per supportare imprese, consulenti, Organismi di Vigilanza, RSPP, HSE Manager, auditor, legali e responsabili compliance nella gestione ordinata del catalogo dei reati che possono generare responsabilità amministrativa dell’ente.
Il D.Lgs. 231/2001 prevede infatti che una società, associazione o ente possa essere chiamato a rispondere per determinati reati commessi, nel suo interesse o vantaggio, da soggetti apicali o sottoposti. Per questo motivo, disporre di un elenco aggiornato, ordinato e correttamente classificato dei reati presupposto è fondamentale per costruire, aggiornare e verificare un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231 realmente efficace.
La tabella aggiornata al 2026 è stata impostata con un criterio pratico: ogni singola fattispecie di reato presupposto è riportata su una riga autonoma, con indicazione dell’articolo/fonte 231, della categoria di appartenenza e della specifica norma incriminatrice. Questa struttura consente di utilizzare il file non solo come elenco informativo, ma anche come base per attività di mappatura, audit, gap analysis e aggiornamento del Modello 231.
A cosa serve la tabella dei reati presupposto 231
La tabella consente di avere una visione completa e ordinata del perimetro dei reati rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti. In particolare, è utile per:
- aggiornare il catalogo reati del Modello 231;
- verificare se il Modello aziendale recepisce le ultime modifiche normative;
- supportare il risk assessment 231;
- associare ogni fattispecie alle aree aziendali sensibili;
- individuare processi, procedure, controlli e protocolli da aggiornare;
- predisporre verbali e report dell’Organismo di Vigilanza;
- costruire check-list di audit interno;
- verificare l’impatto delle novità normative su imprese, enti pubblici economici, associazioni, fondazioni e società partecipate;
- distinguere i reati presupposto realmente operativi da norme accessorie, circostanze aggravanti, rinvii generali o disposizioni non autonome.
L’obiettivo non è solo elencare i reati, ma rendere il catalogo consultabile, filtrabile e utilizzabile nelle attività concrete di compliance.
Struttura della tabella
La tabella è stata organizzata secondo una logica chiara e utilizzabile anche in ambito professionale. Per ogni riga sono presenti, in forma normalizzata, almeno tre informazioni fondamentali:
Articolo / Fonte 231
Indica l’articolo del D.Lgs. 231/2001 o la fonte normativa esterna che determina la rilevanza della fattispecie per la responsabilità dell’ente. Esempi: art. 24, art. 24-bis, art. 25, art. 25-septies, art. 25-undecies, art. 25-octies.2, art. 25-undevicies.
Categoria
Indica la macroarea di rischio 231: reati contro la Pubblica Amministrazione, reati informatici, criminalità organizzata, reati societari, salute e sicurezza sul lavoro, riciclaggio, reati ambientali, reati tributari, contrabbando, reati contro il patrimonio culturale, reati contro gli animali, violazioni delle misure restrittive UE e così via.
Fattispecie di reato presupposto
Indica la singola fattispecie normativa rilevante, con riferimento all’articolo del codice penale, codice civile, TUF, D.Lgs. 74/2000, D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 286/1998, D.Lgs. 504/1995 o altra fonte speciale.
Questa impostazione evita l’errore frequente dei cataloghi 231 troppo sintetici, dove più reati sono accorpati in un’unica voce e diventano difficili da utilizzare per la valutazione dei rischi.
Perché la tabella è stata resa pienamente conforme
La versione conforme è stata depurata da elementi che, pur essendo collegati al sistema 231, non costituiscono una singola fattispecie presupposto autonoma.
Sono state quindi escluse o riclassificate:
- circostanze aggravanti non autonome;
- norme accessorie;
- norme definitorie;
- disposizioni sulla confisca;
- cause di non punibilità;
- rinvii generali non utilizzabili come singola fattispecie;
- articoli abrogati o non più vigenti;
- voci future non ancora efficaci alla data di riferimento;
- fattispecie non richiamate autonomamente dal D.Lgs. 231/2001.
Questo consente di utilizzare il foglio principale come elenco operativo puro dei reati presupposto vigenti, evitando confusioni tra fattispecie effettivamente rilevanti e disposizioni solamente collegate.
Aggiornamenti 2026 presenti nella tabella
La tabella recepisce gli aggiornamenti normativi più recenti e rilevanti per il sistema 231.
Nuovo art. 25-octies.2: violazione delle misure restrittive dell’Unione europea
Uno degli aggiornamenti più importanti riguarda l’introduzione dell’art. 25-octies.2 del D.Lgs. 231/2001, dedicato ai reati relativi alla violazione delle misure restrittive dell’Unione europea.
La novità deriva dal D.Lgs. 211/2025, che attua la disciplina europea in materia di violazione delle misure restrittive UE. Il provvedimento introduce nuove fattispecie penali e inserisce specifici reati nel catalogo 231, con impatti rilevanti per le imprese che operano con l’estero, esportano beni, forniscono servizi internazionali, gestiscono pagamenti transfrontalieri o intrattengono rapporti con soggetti, Paesi o settori sottoposti a sanzioni internazionali.
La tabella include le fattispecie effettivamente richiamate dal nuovo art. 25-octies.2, tra cui:
- violazioni connesse a misure restrittive UE;
- condotte dolose e, nei casi previsti, colpose;
- violazioni legate a beni, fondi, risorse economiche, servizi, transazioni e attività vietate;
- ipotesi relative alla facilitazione dell’ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle misure restrittive UE.
È stata invece esclusa, come voce autonoma, ogni disposizione non richiamata direttamente come reato presupposto operativo.
Aggiornamento art. 25-bis.1: delitti contro industria e commercio e riforma alimentare
La tabella tiene conto anche della L. 75/2026, che interviene sui reati in materia alimentare e sui delitti contro l’industria e il commercio. La legge modifica l’art. 25-bis.1 del D.Lgs. 231/2001, inserendo il riferimento all’art. 517-octies, quarto comma, c.p. e incidendo sul coordinamento con alcune fattispecie alimentari.
Poiché la legge entra in vigore dal 29 maggio 2026, la tabella distingue correttamente:
- lo scenario operativo vigente alla data di riferimento;
- lo scenario successivo all’entrata in vigore della riforma;
- le voci da eliminare o sostituire dal catalogo operativo.
Questa distinzione è importante perché evita di applicare anticipatamente norme non ancora vigenti e consente all’ente di programmare l’aggiornamento del Modello 231 in modo ordinato.
Nuovo art. 25-undevicies: reati contro gli animali
Un altro aggiornamento significativo riguarda l’introduzione dell’art. 25-undevicies del D.Lgs. 231/2001, relativo ai reati contro gli animali.
La novità è collegata alla L. 82/2025, che ha riformato la disciplina penale in materia di tutela degli animali e ha introdotto nuovi profili di responsabilità per gli enti. La tabella include le fattispecie effettivamente richiamate, tra cui uccisione di animali, maltrattamento, spettacoli o manifestazioni vietati, combattimenti tra animali e uccisione o danneggiamento di animali altrui.
È stata invece esclusa come fattispecie autonoma la norma avente funzione di circostanza aggravante, così da mantenere l’elenco coerente con il criterio “una fattispecie presupposto operativa per riga”.
Aggiornamento art. 25-sexiesdecies: contrabbando, dogane e accise
La tabella recepisce anche l’aggiornamento dell’art. 25-sexiesdecies, relativo a contrabbando, dogane e accise.
Il D.Lgs. 141/2024 ha modificato il quadro normativo di riferimento, coordinando la disciplina nazionale con il codice doganale dell’Unione e aggiornando il richiamo alle disposizioni in materia di accise. La tabella distingue le fattispecie operative dalle disposizioni meramente definitorie o accessorie, così da rendere il catalogo utilizzabile in sede di risk assessment.
Questo aggiornamento è particolarmente rilevante per imprese che operano in ambito import-export, logistica, distribuzione, carburanti, energia, prodotti soggetti ad accisa, depositi fiscali e supply chain internazionale.
Aggiornamento reati ambientali e rifiuti
La tabella aggiornata mantiene una sezione specifica dedicata all’art. 25-undecies, cioè ai reati ambientali.
Questa area resta una delle più rilevanti per le imprese, soprattutto per attività produttive, cantieri, manutenzioni, gestione rifiuti, scarichi, emissioni in atmosfera, bonifiche, depositi temporanei, intermediazione rifiuti, trasporti, impianti e filiere industriali.
La struttura per singola fattispecie permette di collegare ogni reato ambientale ai processi aziendali sensibili: gestione autorizzazioni, formulari, registri, MUD, tracciabilità, appalti ambientali, manutenzioni, scarichi idrici, emissioni, sostanze pericolose e rapporti con fornitori o trasportatori.
Aggiornamento reati informatici e cybersecurity
La tabella comprende i reati informatici e il trattamento illecito di dati previsti dall’art. 24-bis, mantenendo il catalogo aggiornato rispetto alle modifiche intervenute negli ultimi anni.
Questa sezione è essenziale per società che utilizzano sistemi gestionali, software cloud, database clienti, piattaforme e-commerce, strumenti di firma elettronica, sistemi di controllo accessi, impianti interconnessi, reti aziendali, portali web, app e infrastrutture digitali.
Nel contesto 231, i reati informatici devono essere valutati congiuntamente a policy IT, gestione credenziali, backup, log, segregazione degli accessi, autorizzazioni, cybersecurity, protezione dei dati e continuità operativa.
Aggiornamento reati tributari
La tabella conferma la sezione dedicata all’art. 25-quinquiesdecies, relativo ai reati tributari.
Questa area è ormai centrale nei Modelli 231, perché coinvolge processi amministrativi, contabili, fiscali e finanziari: fatturazione attiva e passiva, dichiarazioni fiscali, liquidazioni IVA, compensazioni, rapporti infragruppo, consulenti esterni, gestione documentale e controlli sui fornitori.
La separazione per singola fattispecie consente di verificare in modo puntuale l’esposizione dell’ente rispetto a dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, indebita compensazione e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Aggiornamento reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro
La tabella conserva la sezione dedicata all’art. 25-septies, relativo a omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione della normativa antinfortunistica.
Questa è una delle aree più importanti del Modello 231, perché richiede un collegamento diretto con il sistema di gestione salute e sicurezza, il DVR, le procedure operative, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la manutenzione, la gestione appalti, i permessi di lavoro, le verifiche periodiche e il controllo dei preposti.
Per le imprese che operano in settori a rischio, la tabella è utile per collegare la sezione 231 al D.Lgs. 81/2008 e ai protocolli aziendali di prevenzione.
Perché questa tabella è utile per aggiornare il Modello 231
Un Modello 231 efficace non può limitarsi a contenere un elenco generico dei reati presupposto. Deve invece dimostrare che l’ente ha:
- individuato le fattispecie astrattamente rilevanti;
- valutato i processi aziendali esposti;
- definito controlli preventivi;
- aggiornato protocolli e procedure;
- formato i soggetti coinvolti;
- previsto flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza;
- monitorato modifiche legislative e organizzative.
La tabella aggiornata 2026 supporta esattamente questo lavoro, perché consente di passare dal semplice elenco normativo alla mappatura operativa del rischio.
Per ogni reato presupposto è possibile associare:
- area aziendale interessata;
- processo sensibile;
- responsabile interno;
- procedura applicabile;
- livello di rischio;
- controlli preventivi;
- documenti aziendali di riferimento;
- evidenze richieste in audit;
- flussi verso l’OdV;
- necessità di aggiornamento del Modello.
Ambiti aziendali maggiormente interessati dagli aggiornamenti 2026
Gli aggiornamenti recepiti nella tabella sono particolarmente rilevanti per alcune tipologie di imprese e processi.
Le imprese con rapporti internazionali devono prestare attenzione alla nuova area delle misure restrittive UE, che impone verifiche su controparti, Paesi, beni, servizi, pagamenti, esportazioni e catene di fornitura.
Le imprese alimentari, commerciali e manifatturiere devono valutare gli effetti della riforma sui delitti contro l’industria e il commercio e sulle nuove disposizioni in materia di prodotti alimentari.
Le imprese che operano con animali, allevamenti, eventi, trasporti, commercio, servizi veterinari, gestione strutture o filiere collegate devono considerare la nuova area dei reati contro gli animali.
Le imprese della logistica, import-export, carburanti, energia, distribuzione e deposito devono verificare l’impatto dell’aggiornamento su dogane, contrabbando e accise.
Le aziende produttive e i cantieri devono continuare a presidiare con particolare attenzione le aree ambiente, rifiuti e salute e sicurezza sul lavoro.
Come utilizzare la tabella in pratica
Per un utilizzo corretto, la tabella dovrebbe essere integrata nel processo di aggiornamento del Modello 231 con un metodo progressivo.
Prima si verifica il catalogo dei reati presupposto applicabile all’ente. Poi si selezionano le fattispecie astrattamente rilevanti rispetto all’attività aziendale. Successivamente si collegano le fattispecie ai processi sensibili e si valuta il rischio secondo probabilità, impatto e adeguatezza dei controlli esistenti.
Dopo la valutazione, l’ente deve aggiornare:
- Parte Generale del Modello 231;
- Parte Speciale;
- Codice Etico;
- sistema disciplinare;
- procedure aziendali;
- deleghe e procure;
- flussi informativi verso l’OdV;
- piano formativo;
- check-list di audit;
- documentazione probatoria dei controlli.
La tabella, quindi, non sostituisce il Modello 231, ma costituisce una base tecnica essenziale per renderlo aggiornato, coerente e dimostrabile.
La Tabella Reati Presupposto 231 aggiornata 2026 rappresenta uno strumento fondamentale per chi deve gestire in modo professionale la responsabilità amministrativa degli enti.
La struttura “una fattispecie per riga” consente una consultazione rapida, precisa e operativa. Gli aggiornamenti 2026 recepiti rendono il documento particolarmente utile per verificare la tenuta del Modello 231 rispetto alle novità in materia di misure restrittive UE, reati contro gli animali, riforma alimentare, dogane, accise, ambiente, cybersecurity, reati tributari e sicurezza sul lavoro.

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