Tabella filtri per sostanza Tossica

Tabella excel sostanze tossiche e relativo tipo di filtro maschere protezione vie respiratorie.

EXCEL
Nebbie, fumi, polveri e sostanze chimiche sono tutti elementi che possono incidere negativamente sulla salute del lavoratore. Per questo motivo, in ambienti nocivi, caratterizzati dalla presenza di materiali e condizioni che possono danneggiare la salute di chi vi opera, è stato previsto l’utilizzo di sistemi di protezione delle vie respiratorie. Ce ne sono di diversi tipi, dalle maschere con filtri agli autorespiratori.

Tutti i dispositivi hanno come scopo quello di impedire che sostanze nocive e agenti pericolosi possano essere respirati dal lavoratore, ma per ogni esigenza c’è una tipologia diversa. 
I contaminanti si suddividono in questo modo:
Polveri: particelle fini generate dalla frantumazione di materiali solidi
Nebbie: minuscole goccioline liquide a base organica o a base acquea che si creano da operazioni di spruzzo.
Fumi: particelle solide molto fini, si formano quando si fonde o vaporizza un metallo che si raffredda in modo veloce.
Gas: sostanze allo stato aeriforme a pressione e a temperatura ambiente.
Vapori: forma gassosa di sostanze che, a temperatura ambiente, si trovano allo stato liquido o solido.

I filtri inseriti sulle maschere e semimaschere e sono destinati a trattenere inquinanti solidi o aeriformi. Il colore dei filtri per maschere serve a differenziarli e a specificare la categoria di appartenenze: ogni colore utilizzato nella colorazione delle bande si riferisce allo specifico inquinante che rimuove.


Filtro TIPO P, colore BIANCO: è il filtro utilizzato per le polveri, gli aerosol solidi e i liquidi tossici.
Filtro TIPO A, colore MARRONE: viene utilizzato per determinati gas o vapori organici con punto di ebollizione superiore ai 65°, solventi ed idrocarburi (acetati, acidi, acrilato, alcool, benzene, etanolo, white spirit). Nel caso di gas e vapori organici con punto di ebollizione inferiore o pari a 65° (metilacetato, acetone, butano, cloroformio, metanolo) il colore è sempre marrone ma il tipo di filtro è denominato AX.
Filtro TIPO B, colore GRIGIO: da utilizzare per determinati gas e vapori inorganici (acidi, bromo, cianuro, diossido di cloro, fluoro, solfuro di carbonio) escluso il monossido di carbonio (CO).
Filtro TIPO E, colore GIALLO: si utilizza per gli acidi, l'anidride solforosa (o diossido di zolfo, SO2) e l’acido cloridrico.
Filtro TIPO K, colore VERDE: da utilizzare per l’ammoniaca e i derivati organici dell’ammoniaca (aziridina, butilammina, idrazina, metilammina).
Filtro TIPO CO, colore NERO: utilizzato per il monossido di carbonio.
TIPO Reactor, colore ARANCIO: utilizzato per lo iodio.
TIPO NO-P3, colore BLU-BIANCO: si utilizza per gli ossidi di azoto e il vapore nitroso. Protegge anche dalle polveri.
TIPO Hg-P3, colore ROSSO-BIANCO: utilizzato per i vapori di mercurio. Protegge anche dalle polveri.
I filtri A-B-E-K sono a loro volta classificati in base alla loro capacità filtrante:

Classe 1: bassa capacità (contenuto di gas inferiore a 1.000 ppm)
Classe 2: media capacità (contenuto di gas inferiore a 5.000 ppm)
Classe 3: alta capacità (contenuto di gas inferiore a 10.000 ppm)

I filtri combinati associano diversi tipi di filtri per maschere (A-B-E-K), garantendo tutti i requisiti prescritti separatamente per ogni tipo di filtro. Di conseguenza posseggono tutti i colori identificativi dei filtri corrispondenti. Ad esempio: un filtro ABEK2P3 dovrà essere identificato con i colori marrone, grigio, giallo, verde e bianco.

Una volta individuato il dispositivo di protezione delle vie respiratorie adatto alle proprie necessità, sarà opportuno intraprendere un’attività di formazione, informazione e addestramento dei lavoratori che dovranno indossare, maneggiare e prendersi cura delle attrezzature.

Le tabelle in excel sono strumenti di supporto informativo. La scelta dei DPI deve essere effettuata da personale competente, basandosi su SDS, valutazione del rischio, condizioni ambientali, marcatura del produttore, compatibilità e programma aziendale di gestione dei DPI. Non utilizzare dispositivi filtranti in condizioni non idonee ai filtranti o con contaminanti ignoti.

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CALCOLO RISCHIO CHIMICO PER LA SALUTE IN EXCEL

Codifica a colori dei filtri per le maschere protezione vie respiratorie

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Le tabelle in excel sono strumenti di supporto informativo. La scelta dei DPI deve essere effettuata da personale competente, basandosi su SDS, valutazione del rischio, condizioni ambientali, marcatura del produttore, compatibilità e programma aziendale di gestione dei DPI. Non utilizzare dispositivi filtranti in condizioni non idonee ai filtranti o con contaminanti ignoti.

Colori dei filtri per maschere: come interpretarli e scegliere il filtro corretto (con guida pratica e web app gratuita)

Dalla codifica a colori alla selezione tracciabile: criteri tecnici, combinazioni (ABEK2P3, AXP3, HgP3) e limiti d’uso

La codifica a colori dei filtri per maschere e semimaschere è uno standard tecnico che consente di riconoscere rapidamente la famiglia di contaminanti contro cui un filtro è progettato. È una scorciatoia utile, ma non basta da sola: la scelta corretta dipende anche da forma del contaminante (particolato, gas/vapori o combinato), classe del filtro, condizioni di impiego, compatibilità con il facciale e gestione (fit, manutenzione, sostituzione).

Per ridurre errori e rendere la selezione documentabile, è utile affiancare alla lettura dei colori una procedura e, quando disponibile, una web app gratuita che aiuti a comporre il codice filtro in modo coerente con le regole di marcatura.


Cosa significano i colori (bande) dei filtri

Le bande colore indicano la tipologia di filtro (gas/vapori o particolato) e, per alcuni tipi, la combinazione di più famiglie.

Particolato: Bianco (P)

  • Bianco = P: protezione da polveri, fumi, nebbie/aerosol (solidi o liquidi).

  • La protezione è graduata in P1 / P2 / P3 (efficienza crescente).

  • Importante: un filtro P non protegge dai gas e vapori.

Gas e vapori: Marrone, Grigio, Giallo, Verde

  • Marrone = A / AX

    • A: gas e vapori organici con punto di ebollizione > 65°C (es. molti solventi).

    • AX: organici molto volatili (p.eb. ≤ 65°C), con vincolo tipico single shift (uso per un solo turno).

  • Grigio = B: gas e vapori inorganici (escluso CO).

  • Giallo = E: gas acidi.

  • Verde = K: ammoniaca e derivati (amine).

Per A/B/E/K esiste anche la classe 1–3 (capacità): 1 bassa, 2 media, 3 alta.

Filtri “speciali”: Viola, Blu-Bianco, Rosso-Bianco

  • Viola = SX: per gas/vapori specifici nominati dal produttore (non è un filtro “generico”).

  • Blu + Bianco = NOP3: ossidi di azoto (NOx) + P3 (special filter).

  • Rosso + Bianco = HgP3: vapori di mercurio + P3 (special filter), con limite tipico di utilizzo massimo (es. 50 ore, secondo marcatura/produttore).

Filtri combinati: più bande insieme

Quando un filtro deve coprire più famiglie, presenta più bande: ad esempio un ABEK2P3 ha bande marrone+grigio+giallo+verde+bianco.


Come scegliere il filtro: metodo pratico in 6 passaggi

Una selezione corretta è un processo tecnico. Ecco una sequenza operativa semplice ma completa.

1) Identifica contaminante e condizioni (SDS e processo)

  • Quali sostanze/miscele sono presenti?

  • Ci sono sottoprodotti o reazioni (es. riscaldamento, spruzzo, combustione)?

  • Qual è la durata dell’esposizione e la ventilazione disponibile?

2) Definisci la forma: particolato, gas/vapori o combinato

Questo è il punto che genera più errori.

  • Solo particolato → serve P1/P2/P3.

  • Solo gas/vapori → serve A/B/E/K (o AX/SX/speciali).

  • Combinato (aerosol + gas/vapori) → serve un combinato gas + P (es. A2P3, ABEK2P3, AXP3).

3) Scegli la famiglia gas/vapori corretta (se presenti)

  • Organici: A o AX (in base al punto di ebollizione).

  • Inorganici: B (escluso CO).

  • Acidi: E.

  • Ammoniaca/amine: K.

  • Miscele complesse: ABEK (solo se giustificato da SDS/valutazione).

  • Casi speciali: SX, NOP3, HgP3 (solo se applicabile e previsto dal produttore).

4) Assegna la classe corretta (solo dove prevista)

  • Classi 1–3 si applicano a A/B/E/K e ai multi-tipo (es. ABEK2).

  • Non si applicano a AX, SX, NOP3, HgP3.

5) Scegli la classe P (se particolato presente o scenario combinato)

  • P1: bassa efficienza

  • P2: media

  • P3: alta (spesso prudenziale quando l’aerosol è tossico o lo scenario è incerto)

6) Verifica compatibilità, tenuta e gestione

  • Filtro compatibile con l’attacco della maschera.

  • Fit-check e, se richiesto dal programma aziendale, fit-test.

  • Criteri di sostituzione definiti e registrati (AX single shift; HgP3 ore massime, ecc.).


Perché una procedura è indispensabile

La codifica a colori è utile, ma senza procedura si rischia:

  • scegliere una famiglia errata (es. solo P quando serviva anche gas/vapori);

  • assegnare classi dove non esistono (errore tipico: “AX2”);

  • sottovalutare vincoli speciali (AX single shift, HgP3 max ore);

  • non gestire correttamente manutenzione, fit e sostituzioni.

Una procedura aziendale (con tabelle e checklist) serve a:

  • rendere la selezione ripetibile e non “a esperienza”;

  • formalizzare responsabilità (chi valida, chi controlla, chi registra);

  • garantire tracciabilità (SDS consultata, motivazione scelta, piano sostituzione).


Utilità della web app gratuita

La web app gratuita è progettata come supporto informativo, utile per:

  1. Interpretare i colori e leggere rapidamente “a cosa serve” ciascuna banda.

  2. Evitare errori di marcatura, perché applica regole coerenti:

    • classi 1–3 solo per A/B/E/K e multi-tipo;

    • AX/SX/NOP3/HgP3 senza classi;

    • evidenza dei vincoli (AX single shift; HgP3 limite ore).

  3. Comporre il codice filtro in modo immediato (A2P3, ABEK2P3, AXP3, SXP3).

  4. Consultare un catalogo di schede con descrizioni, note e limitazioni.

  5. Supportare la formazione: la logica “scenario → colori → classi → codice” è didattica e riduce fraintendimenti.


Limiti della web app (da conoscere prima di usarla)

La web app non può sostituire:

  • DVR e valutazione del rischio specifica;

  • SDS e analisi chimico-fisiche (es. concentrazioni, OEL/TLV);

  • verifiche di ossigeno e condizioni ambientali;

  • istruzioni del produttore su compatibilità, tempi massimi, filtri disponibili;

  • programma APVR (formazione, addestramento, fit-test, manutenzione, sostituzione).

In pratica: l’app aiuta a non sbagliare la lettura dei colori e la composizione del codice, ma non può garantire che quel filtro sia idoneo nel tuo scenario se mancano dati tecnici o se la situazione richiede DPI isolanti.


La web app e la procedura sono strumenti di supporto informativo. La scelta dei DPI deve essere effettuata da personale competente, basandosi su SDS, valutazione del rischio, condizioni ambientali, marcatura del produttore, compatibilità e programma aziendale di gestione dei DPI. Non utilizzare dispositivi filtranti in condizioni non idonee ai filtranti o con contaminanti ignoti.

UTILIZZALA (CON DOVUTA PRECAUZIONE!!) E' GRATUITA!! (CONTIENE ANCHE PROCEDURA WORD)


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