Schede di rischio da sovraccarico

Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura


“Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria,dell’artigianato e dell’agricoltura” è una monografia che intende fornire da un lato, adeguati strumenti conoscitivia supporto delle valutazioni medico-legali, al fine di contribuire alla massima omogeneità possibilesul territorio nazionale e, dall’altro lato, indicazioni tecniche utili ai soggetti (datori di lavoro, medicicompetenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, responsabili del servizio di prevenzione e protezione,preposti, dirigenti, singoli lavoratori) che intervengono, nell’esercizio dei rispettivi ruoli e responsabilità,
nell’articolato processo volto ad assicurare le migliori condizioni di salute e sicurezza nei luoghidi lavoro.

I risultati stimati sono riferibili alle specifiche caratteristiche (lay-out, macchinari/attrezzature utilizzate, organizzazione e ciclo di lavoro, ecc.) descritte per ciascun compito; ne consegue che per un corretto utilizzo dei dati illustrati nelle schede, sarà necessario tener conto delle particolarità di ogni singola realtà lavorativa esaminata. 

Si sottolinea inoltre, che al fine di rendere confrontabili le stime ottenute ed al tempo stesso facilitarne l’utilizzo, si è preferito ipotizzare una adibizione giornaliera a ciascun compito, pari ad 8 ore, con presenza di 2 pause da 10 minuti ciascuna, oltre alla pausa mensa (comunque esterna all’orario di lavoro).



I 100 compiti inseriti nella monografia sono stati scelti fra quelli maggiormente rappresentativi,esaminati e valutati dai tecnici della Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione)dell’INAIL, a seguito di denunce di Malattia Professionale pervenute all’Istituto o adapprofondimenti tematici e studi di settore. Per molti dei casi analizzati è stata dimostratauna effettiva correlazione fra il rischio associato all’attività lavorativa e la patologia diagnosticataa carico del lavoratore. Alcuni dei compiti caratterizzano ambiti lavorativi ampiamentedistribuiti sul territorio nazionale, mentre altri sono riferibili a particolari e specifiche realtà produttive,geograficamente anche molto localizzate.
È utile sottolineare come, seppure la normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro,ovvero il D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i., non dedichi un Titolo specifico al rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, la stessa evidenzi chiaramente l’obbligo da parte del datore di lavoro di procedere alla valutazione e gestione di tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro (artt. 15, 17, 28), fra cui naturalmente anche quello da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.


Metodologia di valutazione del rischio

Al fine della valutazione dei compiti inclusi nella presente monografia, è stata adottata la Check-list OCRA, derivata dal metodo OCRA Index (Occupational Ripetitive Action Index) riportato dalla norma tecnica UNI ISO 11228-3 “Ergonomia; Movimentazione manuale, Parte
3: Movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza”.

La suddetta norma è finalizzata a definire le raccomandazioni ergonomiche per i compiti di lavoro ripetitivi che coinvolgono la movimentazione
manuale di carichi leggeri ad alta frequenza. 

La norma citata nel D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i., Titolo VI “Movimentazione manuale di carichi”, Allegato XXXIII “Riferimenti a norma
tecniche”, propone come metodo valutativo preferenziale l’OCRA Index.

Quest’ultimo considera i fattori di rischio identificati dalla letteratura tecnica, è applicabile a lavori multicompito e fornisce una previsione dell’insorgenza di disordini muscolo-scheletrici lavoro-correlati degli arti superiori (UL-WMSD) nella popolazione lavorativa. Linee-guida pubblicate dalle Regioni
Lombardia e Veneto suggeriscono l’utilizzo dell’OCRA Index e della derivata Check-list, al fine della valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.

La Check-list OCRA rappresenta una semplificazione del metodo OCRA Index ed è ottimizzata nell’identificare rapidamente il livello di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, consentendo anche di raccogliere informazioni essenziali per la gestione del rischio
stesso e del danno relativo alla popolazione lavorativa. 

La Check-list OCRA può essere considerata uno strumento di indubbia utilità, oltre che in ambito industriale, proprio in quei comparti
produttivi - agricoltura, servizi ed artigianato - caratterizzati, come già indicato, dalle maggiori criticità nella valutazione e gestione del rischio, sia per le peculiarità intrinseche dei compiti/cicli lavorativi, sia per l’indisponibilità di risorse economiche e di personale adeguatamente
formato.
La Check-list OCRA considera i seguenti fattori di rischio per il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: carenza di periodi di recupero, frequenza di azione, applicazione di forza, assunzione di posture incongrue/presenza di stereotipia, oltre a differenti fattori complementari (vibrazioni meccaniche al sistema mano-braccio, esposizione a basse temperature, effettuazioni di lavori di precisione, ecc.). Viene inoltre presa in esame, per la stima del rischio, la durata netta giornaliera del lavoro ripetitivo.
Il più recente aggiornamento del metodo (Colombini et Al. 2011) individua, attraverso valori numerici pre-assegnati, crescenti in funzione dell’aumentare del rischio, i punteggi relativi a tre fattori principali - frequenza di azione, applicazione di forza e assunzione di posture incongrue/presenza di stereotipia - ed a quelli complementari. Alla somma dei suddetti punteggi,
vengono applicati due moltiplicatori, uno relativo alla durata del lavoro ripetitivo e l’altro riguardante la carenza di tempi di recupero. Proprio quest’ultimo fattore, come specificato dagli Autori, è stato introdotto al fine di aumentare l’aderenza dei risultati della Check-list
OCRA a quelli del metodo OCRA Index e di valorizzare l’efficacia degli interventi migliorativi.
Il confronto fra l’indice di rischio stimato (considerando sia l’arto superiore destro che quello sinistro) ed i valori dell’indice Check-list OCRA riportati in fasce differenziate, consente di definire il livello di rischio.

Criteri valutativi

Ogni compito analizzato nella presente monografia è stato valutato nell’ambito della realtà lavorativa in cui è inserito. Al fine di rendere confrontabili le stime valutative ottenute e facilitarne l’utilizzo, sono state considerate le seguenti modalità operative:
• operatore destrimane;
• adibizione al compito in esame, sovrapponibile all’orario di lavoro giornaliero (8 ore);
• presenza di 2 pause di 10 minuti ciascuna (la prima inserita a metà mattinata e la seconda a metà pomeriggio), oltre la pausa mensa (comunque esterna all’orario di lavoro)
[Moltiplicatore per il recupero pari a 1.33].
Si sottolinea ancora una volta come i risultati stimati siano riferibili alle specifiche caratteristiche (lay-out, macchinari/attrezzature utilizzate, organizzazione del lavoro, ciclo di lavoro,
ecc.) descritte per ciascun compito; ne consegue che per un corretto utilizzo dei dati illustrati nelle schede, sarà necessario tener conto delle particolarità di ogni singola realtà lavorativa esaminata.

Considerare, per ciascun compito esaminato, la presenza nell’arco delle 8 ore di lavoro giornaliere di 2 pause da 10 minuti ciascuna (oltre la pausa mensa comunque esterna all’orario di lavoro), trova la sua giustificazione anche nella necessità di facilitare l’utilizzo dei risultati valutativi
stimati. In situazioni lavorative sovrapponibili a quelle indicate nelle singole schede, ma caratterizzate esclusivamente da differenze nelle tempistiche di recupero, sarà necessario dividere l’indice stimato per 1.33, per poi applicare l’adeguato fattore moltiplicativo per il recupero.
Per alcuni compiti opportunamente evidenziati nelle relative schede di rischio ed in conseguenza delle intrinseche caratteristiche degli stessi, è stata invece ipotizzata la presenza nelle 8 ore di lavoro giornaliere, di pause e tempi di recupero adeguati in numero e distribuzione
[Moltiplicatore per il recupero pari a 1].
I suddetti compiti, ricadenti essenzialmente nel comparto artigianale, sono caratterizzati, come detto, da modalità lavorative che prevedono pause e momenti di riposo adeguati in numero e distribuzione (10 minuti di pausa ogni 50 minuti di lavoro ripetitivo), con l’adozione di un
moltiplicatore per il recupero pari ad 1.

Fonte: Inail

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