RISCHIO PROFESSIONALE NEI SALONI RICOSTRUZIONE E DECORAZIONE UNGHIE

una professione ad alto rischio chimico

Mentre per i saloni di acconciatura da un ventina di anni alcuni gruppi di lavoro, in particolare quello del IARC e delle agenzie nazionali per la salute sul lavoro, hanno cominciato a definire i termini per la valutazione del rischio chimico, una nuova attività sempre più diffusa, sta crescendo e sviluppandosi senza chiari riferimenti normativi di sicurezza.

Le attività di NAIL ART, decorazione e ricostruzione unghie, sono partite oltre una ventina di anni fa, specie in USA e nord Europa e solo da una decina di anni hanno iniziato a soppiantare quella che in Italia era definita manicure.

Queste attività ha introdotto nuovi materiali e metodiche.
In particolare , i primi produttori di cosmetici e accessori per Nail Art, facevano agli inizi ampio utilizzo di sostanze classificate come pericolose .

Gli ingredienti che hanno procurato maggiore preoccupazione sono:

Dibutyl Phthalate
Formaldehyde
Toluene
Methyl Metacrylate liquido


Per eliminare o ridurre questi ingredienti è in corso da tempo una revisione delle formulazioni da parte di alcuni produttori per Saloni Unghie.

Ma la lista delle sostanze “preoccupanti” riscontrate all’interno di queste attività è molto più ampia.

Acetone

Benzoyl Peroxide

Butyl acetate

Butyl methacrylate

Camphor

Ethanol

Ethyl acetate

Ethyl cyanoacrylate

Ethyl methacrylate

Hydroquinone

Isobutyl methacrylate

Methacrylic acid

4-methoxyphenol

Methyl ethyl ketone

Poly (ethyl/methyl Methacrylate)

Titanium dioxide

Tosylamide Formaldehyde Resin (TFR Resin)

 
Ai normali rischi chimici nel settore unghie si somma un ulteriore fattore di rischio per la salute.

L’utilizzo di Ultravioletti per accelerare la polimerizzazione ( induromento) dei trattamenti.

In letteratura ( Archives of Dermatology)  sono ripotati 2 casi di cancro associato all’esposizione UV nei saloni unghie.

Il primo caso è quello di una donna di 55 anni, senza familiarità nei tumori della pelle, che per 15 anni si è esposta due volte al mese ai raggi della lampada UV per unghie. Il secondo è quello di una donna di 48 anni, anch’essa senza familiarità nei tumori della pelle, che diversi anni prima aveva utilizzato una lampada UV per circa 8 volte in un anno. In entrambi i casi la biopsia ha rivelato un carcinoma della pelle a cellule squamose che è stato trattato con un intervento chirurgico.

E’ dimostrato che l’energia UV delle lampade normalmente utilizzate nei saloni unghie è relativamente bassa rispetto alla soglia considerata pericolosa, ma resta il ragionevole dubbio che l’interazione tra UV e agenti chimici possa in alcuni casi comportare ulteriori rischi.

Sovraesposti e Sottoinformati, un bel documento fatto circolare tra i Saloni Unghie in California

Come si vede non è necessario sollevare allarmi , anche perchè attualmente ogni ricerca epidemologica ( AHS-NCCC Community-Research
Project (2007-2010) ) sull’incidenza di tumori tra cosmetiste e manicure non ha rilevato una significativo aumento dell’incidenza di tumori.
Ma le ragioni di preoccupazione per la salute dei professionisti e delle professioniste impegnate nelle attività di Nail Art sono più che valide.
Il monitoraggio dei rischi professionali è molto accurato ( purtroppo non in Italia ) e sono state redatte ottime linee guida di sicurezza che speriamo vengano correttamente divulgate dai produttori dei cosmetici .

FONTE:nononsensecosmethic

Department of toxic substances control : analisi delle sostanze all’interno dei NAIL SALONS 

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