Il Lavoratore autonomo in edilizia

iL lAVORATORE AUTONOMO


Il lavoro autonomo viene definito dall’art. 2222 del Codice civile che indica quale lavoratore autonomo colui che si obbliga a compiere un’opera o un servizio con lavoro proprio e senza vincoli di subordinazione con il committente. Nel lavoro autonomo l’oggetto della prestazione non consiste quindi in un “facere” cioè nella messa a disposizione di energie lavorative che saran- no utilizzate secondo le direttive del datore di lavoro, come avviene invece nel lavoro subordi- nato, ma consiste nella produzione, con mezzi propri e piena autonoma organizzazione, di un opus. Il lavoratore autonomo assume quindi una obbligazione di risultato, garantendo il rag- giungimento di determinati obiettivi con piena discrezionalità in merito ai tempi, luoghi e modal- ità della prestazione. Caratteristiche fondamentali quindi del lavoratore autonomo sono l’au- tonomia della realizzazione del lavoro ed il rischio di impresa; il lavoratore autonomo lavora di regola sulla base di un contratto d’opera ai sensi dell’art. 2222cc che definisce la natura person- ale del contratto. Spicca quindi la particolare autonomia che caratterizza tale prestazione di lavoro, non soggetta al potere direttivo, organizzativo o disciplinare del committente, avendo, il lavo- ratore autonomo il solo obbligo di rendere l’opera o il servizio nelle forme dedotte dal contratto secondo i dettami stabiliti dagli art. 2224 cc e 1176 comma 2° cc. Ma se al livello dottrinale è stato possibile delimitare una demarcazione tra il lavoro autonomo ed altre tipologie contrattuali, a volte appare difficile, nella pratica, individuare il carattere autonomo o meno del lavoro presta- to, in considerazione del fatto che, soprattutto in alcuni settori come l’edilizia, l’attività può risultare particolarmente complessa o al contrario molto semplice e non necessitante di costanti direttive. A tale proposito la Direzione Territoriale del Lavoro di Siena, nell’ambito della sua attiv- ità di informazione e formazione sul territorio, in materia lavoristica, ha voluto predisporre, con la puntuale e fattiva collaborazione del Responsabile della U.O. Vigilanza tecnica dr.Ing. Danilo De Filippo, il cui impegno merita senz’altro un sentito e doveroso riconoscimento, una sorta di vademecum sulla figura del lavoratore autonomo in edilizia che servirà a meglio definire e com- prendere questa tipologia di lavoro che presenta innegabili particolarità e complessità. Il lavoro affronta l’argomento proposto delineando preliminarmente la figura del lavoratore autonomo ed offre una panoramica completa prendendo in esame l’evoluzione della figura stessa, affrontan- do preliminarmente il discorso dal punto di vista giurisprudenziale. Il volume è poi arricchito da un intervento del dr. Giancarlo Nappi, Responsabile U.O. Vigilanza ordinaria, sul DURC per i lavoratori autonomi. Vengono infine proposti i riferimenti normativi più significativi in materia ed un prontuario delle principali violazioni riferite al lavoratore autonomo. Il Vademecum “Il Lavoratore Autonomo in edilizia” certamente costituisce un valido e pratico ausilio per tutti col- oro che, in qualità di lavoratori e imprese, sono impegnate nel settore e interessati quotidiana-
mente a tali problematiche.
Dott.ssa Rosaria Villani
Direttore Direzione Territoriale del Lavoro di Siena



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INTRODUZIONE

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 a figura del “Lavoratore autonomo” operante nel settore dell’edilizia è stata dibattuta sin dalla sua più prima, importante apparizione, avutasi all’interno del d.lgs. n.494/96 il quale, recependo la direttiva comunitaria 92/57/CEE del 24 giugno 1992, traduceva il composito “self-
employed person” in “lavoratore autonomo”. La definizione di LAVORATORE AUTONOMO è frutto del recepimento delle direttive comu- nitarie
La stessa direttiva comunitaria – denominata DIRETTIVA CANTIERI – si limitava a definire questo soggetto solo per effetto di esclusioni, individuandolo, dunque, in “qualsiasi persona diver- sa da quelle di cui all'articolo 3, lettere a) e b), della direttiva 89/391/CEE, la cui attività pro- fessionale concorre alla realizzazione dell'opera”. (“means any person other than those referred to in Article 3 (a) and (b) of Directive 89/391/EEC whose professional activity contributes to the completion of a project”). La direttiva citata, la 89/391/CEE, si limitava, infatti, ad individuare i soggetti imprenditoriali più emblematici, quali il “datore di lavoro” ed il “lavoratore”, lasciando ad una nebulosa e controversa aleatorietà la figura del lavoratore “imprenditore di sé stesso”. In un paese, quale l’Italia, in cui l’attività produttiva era (ed è) fortemente imperniata sull’ope- rosità di piccoli e medi soggetti imprenditoriali, le limitazioni e le restrizioni imposte dalle norme di derivazione comunitaria destarono non poche perplessità.
Il mercato produttivo edile di quell’epoca, infatti, trovava fondamento sulla consolidata espe- rienza di “artigiani”, legittimati ad operare sia da professionisti autosufficienti che, ove neces- sario, da soggetti produttivi, i quali, in virtù della incontestabile esperienza e professionalità, veni- vano arruolati dalle imprese in qualità di mastri e, dunque, quali esempi da imitare e copiare, per assoluta dedizione ed abnegazione al lavoro. Il LAVORATORE AUTONOMO in edilizia non è più l’artigiano “mercenario” che ha carat- terizzato la piccola e media imprenditoria degli anni ’70 e ‘80
Se da un lato, però, queste incondizionate duttilità e mobilità contribuivano alla crescita del set- tore edile, recavano, dall’altro, il germe dell’imprevedibilità sui fenomeni infortunistici che, in alcuni frangenti, assumevano la connotazione di vere e proprie “stragi”. L’avvento di copiose direttive comunitarie, intese a regolamentare il mercato anche nel rispetto dell’incolumità del lavoratore, non potevano prescindere, dunque, dal creare sensibili restrizioni, le quali andavano a riferirsi, principalmente, alle figure imprenditoriali meno strutturate e, pertanto, meno coin- volte dai “classici” sistemi di garanzia e tutela della sicurezza. Il “lavoratore autonomo” si ritro- vò, per la prima volta, ad essere coinvolto in un sistema cautelare e garantista che, inevitabilmente, ne ha limitato il campo d’azione inserendolo, in maniera a volte eccessivamente residuale, in un innovativo quadro di gestione delle responsabilità del cantiere. Il d.lgs. n.81/08 o Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro – TUSL – ha sostanzialmente chiu- so un’epoca, stabilendo, in maniera definitiva, un ordinamento di responsabilità ed una gerarchia di garanzie che, in maniera più o meno implicita, tendono ad accreditare quei soggetti produttivi che, meglio strutturati, possono più proficuamente attuare le tutele di sicurezza e salute pres- so i luoghi di lavoro.
 
IL LAVORATORE AUTONOMO - DEFINIZIONE E GIURISPRUDENZA
econdo quanto previsto dall’art. 89 comma 1 lett. d) del d.lgs. n.81/2008, il lavoratore auto- nomo è la “persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera sOenza vincolo di subordinazione”.

Questa definizione, o meglio l’appellativo di lavora-

tore autonomo, nella sostanza con cui è stato tradotto e concepito dal legislatore impegnato a regolamentare la tutela di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, non trova una paritaria equiva- lenza all’interno dell’ordinamento giuridico italiano, se non tramite la definizione del “contrat- to d’opera” contenuta all’art.2222 libro V, titolo III del codice civile che individua il suddetto con- tratto d’opera: “Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo, un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei con- fronti del committente”. La somiglianza tra le due formulazioni appare evidente in quanto, in entram- bi i casi, ci si riferisce a persona fisica che, con la propria professionalità, esegue una lavorazio- ne per la quale non deve possedere obbligazioni riconducibili al lavoro subordinato.
La professionalità in termini di contributo, la personalità fisica e l’assenza di vincoli di sub- ordinazione, sono le principali caratteristiche del lavoratore autonomo Quando il TUSL indica il lavoratore autonomo, ancora, si riferisce ad una specificità tipica della cantieristica che trova maggiori affinità con la definizione di impresa artigiana contemplata dagli artt. da 2 a 4 della legge n.443/1985 denominata “Legge-quadro per l’artigianato” che, in sostan- za, individua l’artigiano in colui che esercita un’attività di impresa finalizzata alla produzione dei beni (anche semi-lavorati) o alla prestazione di servizi . Anche in questo caso, la citata defi- nizione, sebbene attinente e, a ben guardare, anch’essa allineata alle precedenti per molti profi- li, individua un gruppo imprenditoriale più vasto di quello che il Testo Unico ha voluto intende- re. Chi è allora il LAVORATORE AUTONOMO che opera in edilizia, definito dal d.lgs.n.81/08? Il lavoratore autonomo oggetto dell’art. 89 comma 1 lettera d) del d.lgs. n.81/08 e dei successivi riferimenti, in parte anche deroganti di alcuni adempimenti, è rappresentato, inve- ce, dall’impresa individuale artigiana che svolge la propria attività senza avvalersi di lavora- tori dipendenti (nell’accezione ampia ed estesa contenuta all’art. 2 comma 1 lett.a) ed ancora, senza l’ausilio di soci o collaboratori di qualsiasi natura (nemmeno familiari).
LAVORATORE AUTONOMO = IMPRESA ARTIGIANA INDIVIDUALE SENZA DIPENDENTI
Una volta ristretto il campo di definizione e di individuazione del lavoratore autonomo, occorre fare un’importante riflessione circa i contenuti del citato art.89: in questo precetto, infatti, il legis- latore utilizza il termine “contributo” (“contribuisce”) riferendolo all’opera prestata da questo soggetto, quasi a voler sancire, implicitamente, una forma di restrizione nella possibilità d’azio- ne dello stesso all’interno del cantiere.

 
Tale limitazione trova origine, quasi certamente, dalla definizione di idoneità tecnico professio- nale che si vuole qui ripetere per percepire ancora meglio l’orientamento del legislatore: “possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare”.
Le opere che, in edilizia, possono essere realizzate senza disporre di forza lavoro e mediante l’e- sclusiva organizzazione del proprio tempo e della propria persona, sono, infatti, talmente limita- te da poter considerare l’apporto del lavoratore autonomo semplicemente in termini di contribu- to, a volte anche di pregiato valore e di stimata qualità, ma certamente circoscritte rispetto all’in- tera esecuzione dell’opera. A partire dalla Direttiva Cantieri, dunque, coloro che hanno legifera- to in materia di sicurezza si sono spinti sempre di più nella direzione di pretendere che il cantie- re venga gestito da imprese adeguatamente strutturate, tali da garantire, per organizzazione, forza lavoro e disponibilità di attrezzature, appropriati livelli di tutela delle condizioni antinfortunisti- che. A queste imprese, il lavoratore autonomo, l’artigiano, apporterà, se richiesto, un prezioso con- tributo in termini di prestazioni professionali di qualità.
Và rilevato ancora, a sostegno di questa tesi, che all’interno del IV titolo del d.lgs. n.81/08, spe- cifico per i cantieri temporanei o mobili, non si parla mai di “imprese o lavoratori autonomi”, ma costantemente di “imprese e lavoratori autonomi”, a voler dare per scontato, dunque, che la presenza dell’artigiano non possa prescindere da quella di un altro soggetto imprenditoriale mag- giormente organizzato e strutturato. Quanto finora affermato non deve indurre a pensare che la scelta di esercitare l’attività di lavoratore autonomo rappresenti un’etichetta definitivamente pre- clusiva ad aspirazioni professionali di maggiore respiro. Come vedremo più avanti, infatti, nel massimo rispetto dell’assioma “in riferimento ai lavori da realizzare”, l’artigiano autonomo ha facoltà e modi per organizzarsi secondo forme associative di assoluta legittimità che gli consen- tono di ambire a qualunque tipologia ed entità d’appalto.
In quanto IMPRESA ARTIGIANA INDIVIDUALE gode della possibilità di potersi adat- tare alle esigenze specifiche dalle lavorazioni mediante assunzioni a tempo determinato Una precisazione è obbligatoria, anche in funzione delle realtà che sono, poi, rintracciabili all’in- terno dei cantieri, specie nei casi di opere di ristrutturazione presso ambienti di rilievo artistico- storico o, a maggior ragione, sottoposti alla tutela prevista per i beni culturali. Nei casi descritti, eventuali restauratori e decoratori sono, per legge, equiparati ai lavoratori autonomi di cui si tratta, ma, ancora, a condizione che siano in possesso di una posizione giuridica di impresa indi- viduale artigiana o, meglio, siano iscritti ad un apposito albo professionale.
 
GLI OBBLIGHI DEL LAVORATORE AUTONOMO

G li adempimenti in capo ai lavoratori autonomi attraversano in maniera trasversale l’intero d.lgs. n.81/08, sebbene poi, i maggiori obblighi si addensino all’interno del Titolo IV. Occorre premettere che, a differenza di quanto ritenuto da molte fonti, il lavoratore autonomo non è un soggetto che viene solo marginalmente interessato dalle misure prescrittive previste dal testo unico, ma, proprio nello spirito con cui il legislatore ha voluto graduare le responsabilità, queste appaiono attenuate per effetto della marginale incidenza di questa figura. Molti adempimenti riservati alle imprese, infatti, non incidono minimamente sulla figura dell’artigiano autonomo, anche in ovvia conseguenza del fatto che questo soggetto giuridico non possiede lavoratori dipen- denti per i quali, invece, sarebbe tenuto ad attuare le comuni misure di tutela previste dalla legge. Uno tra i primi riferimenti al lavoratore autonomo è contenuto all’art.20 comma 3 d.lgs. n.81/08, circa l’obbligo di esporre, in regime d’appalto e subappalto, l’apposito tesserino di riconosci- mento.
Il lavoratore autonomo deve fornirsi del cartellino di identificazione
Al successivo art.21 vengono delineate importanti precisazioni riferite a numerosi soggetti giu- ridici tra i quali spiccano, in maniera palese, i lavoratori autonomi e gli artigiani, i quali sono obbli- gati ad utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di legge ed a munirsi di dis- positivi di protezione individuale al pari degli altri lavoratori. Gli stessi soggetti, recita la norma, con riferimento ai rischi specifici delle attività svolte, hanno “facoltà di beneficiare della sorve- glianza sanitaria e partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. Come è facile notare, al fianco di alcune obbligazioni indispensabili in termini di “con- vivenza”, all’interno del cantiere, con altri soggetti, i lavoratori autonomi non sono obbligati, salvo risponderne poi penalmente nel caso si dovesse verificare un evento infortunistico a questi imputabile, né a frequentare corsi di formazione professionale né a sottoporsi a specifici controlli sanitari. In futuro, tale facoltà sarà certamente limitata dal Sistema di qualificazione delle impre- se e dei lavoratori autonomi che creerà, ineluttabilmente, precisi indici di scelta dei soggetti auto- rizzati a partecipare alle lavorazioni. Giungendo all’art.90 comma 9 del Titolo IV, specifico per l’edilizia, si legge che la committenza dei lavori (pubblica o privata) deve verificare, anche nei confronti dei lavoratori autonomi, l’idoneità tecnico-professionale secondo specifici contenuti di cui parleremo poco più avanti. L’art. 94 del d.lgs. n.81/08 è intitolato “Obblighi dei lavoratori autonomi” e si limita a sostenere che “I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al presente Decreto Legislativo, si adeguano alle indi- cazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza”.
Nella sua stringatezza, il precetto normativo, oltre a sancire l’assoluto rispetto che il lavoratore autonomo deve, ovviamente, al CSE, in realtà, mediante l’evidente richiamo ai più ampi conte- nuti di legge, contiene in sé una complessa serie di obbligazioni previste in numerosi articoli del Testo Unico:
All’art.90 commi 9 e 10, dove, in funzione della verifica dell’idoneità del lavoratore autonomo e, quindi, dell’obbligo di questi ad esibire determinate dimostrazioni, si articolano specifiche responsabilità del committente;
All’art.92, in virtù del quale il Coordinatore, nell’adempiere ai doveri di organizzazione, valuta- zione dei rischi interferenziali, informazione e vigilanza non può, in alcun modo, escludere i lavo- ratori autonomi coinvolti nelle lavorazioni;

 
All’art.100 comma 3, secondo cui “I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori auto- nomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza”;
Agli artt.124, 138, 152 le cui sanzioni sono anche specificatamente riferite ai lavoratori autono- mi mediante l’art.160 c.1 lettera c). Il lavoratore autonomo, dunque, quale soggetto partecipante alla realizzazione dell’opera, è comun- que chiamato al pieno coinvolgimento nel progetto di sicurezza del cantiere e, dunque, a volte anche più di altri, risponde personalmente nel caso attui comportamenti considerati lesivi ai prin- cipi di tutela antinfortunistica.
Il COMMITTENTE e l’IMPRESA
sono responsabili del controllo sull’operato del lavoratore autonomo
 
IDONEITÀ TECNICO-PROFESSIONALE DEL LAVORATORE AUTONOMO
li indicatori più utili a verificare l’idoneità tecnica e professionale del lavoratore autonomo sono tutti contenuti all’interno della definizione di questo soggetto produttivo.

 Egli è, infatti, una persona fisica munita di adeguata esperienza professionale, attraverso la quale riesce a contribuire, senza dover ricevere specifiche indicazioni da nessun’altro soggetto, alla rea- lizzazione dell’opera, limitatamente al ruolo assegnatogli.
Per poter ottemperare alla funzione descritta, il lavoratore autonomo deve, altresì, dimostrare di possedere alcuni titoli indispensabili, indicati all’allegato XVII del d.lgs. n.81/08: iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia del- l’appalto per cui è stato chiamato a fornire il proprio contributo; specifica documentazione atte- stante la conformità di macchine, attrezzature e opere provvisionali utilizzate; elenco dei dispo- sitivi di protezione individuali in dotazione; documento unico di regolarità contributiva in corso di validità. Laddove l’artigiano venga chiamato a prestare la propria professionalità per lavori specialistici sottoposti a specifiche restrizioni, dovrà esibire anche gli attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria.
DURC, ATTREZZATURE e MACCHINE
indici dell’idoneità del lavoratore autonomo
 
I RAPPORTI DI LAVORO E GLI INDICATORI DI AUTONOMIA

Una delle questioni più controverse riferite all’utilizzo dei lavoratori autonomi nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili, riguarda proprio il concetto di “autonomia” nell’esercizio dell’attività di questi soggetti. Negli ultimi anni, purtroppo, il lavoro autonomo è divenuto una sorta di nuova frontiera del lavoro nero o, ancora, viene considerata quale alternativa – ovvia- mente “sleale” – rispetto a forme societarie ritenute troppo vincolanti, troppo complesse o, piùsemplicemente, troppo costose rispetto alle spese di gestione.

 


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Pseudo “LAVORATORI AUTONOMI” LA NUOVA FRONTIERA DEL LAVORO NERO Numerosi soggetti che in passato, purtroppo, hanno usufruito e sfruttato il cosiddetto lavoro som- merso, oggi si avvalgono di forme di “pseudo-artigianato”, utili, sostanzialmente, a maschera- re, in maniera più o meno abile, rapporti lavorativi che, invece, in tutto e per tutto, risultano esse- re riconducibili alle prestazioni subordinate.
Appare utile elencare, dunque, quali siano, da una parte, gli indici che meglio identificano un finto artigiano che, in realtà, agisce quale lavoratore subordinato, e, dall’altra parte, quali siano gli elementi che meglio tipicizzano e caratterizzano il vero lavoratore autonomo.
Una precisazione è, però, d’obbligo: la presenza di uno o due indici, in un senso o nell’altro, non rappresentano certezze assolute, per cui, logicamente, è necessario contestualizzare gli indizi rile- vati con la realtà oggettiva del cantiere.
INDICI RIVELATORI SUBORDINAZIONE
1 - Presenza di direttive tecniche e di poteri di controllo da parte dell’impresa o di altro soggetto (p.e. il committente)
2 - Inserimento del lavoratore autonomo nell’organizzazione aziendale ed assoggettamento al potere gerarchico
3 - Esecuzione delle lavorazioni con materiali ed attrezzature dell’impresa
4 - Pagamento di una retribuzione fissa a scadenze prestabilite basate sulle ore di lavoro svolte e sulla effettiva presenza
5 - Osservanza vincolante di un orario di lavoro
6 - Mono-committenza in periodi sensibili
7 - Assenza di un rischio di impresa e di una autorganizzazione in capo all’artigiano
CARATTERI LAVORO AUTONOMO
A - L’attività esercitata consiste in un’opera o in un servizio
B - L’attività esercitata è personale
C - Si svolge senza vincolo di subordinazione
D - È compensata da un compenso e non da una retribuzione
E - È effettuata sotto eclusiva responsabilità per eventuali vizi e/o difformità dell’opera Alternativamente, capita, nel corso dell’esecuzione dell’opera, che una pluralità di soggetti auto- nomi, pur operando in forma unitaria ed organica, continuino ad affermare la loro presunta auto- nomia in quanto non intendono ricorrere a forme societarie regolari, delle quali, in caso contra- rio, dovrebbero assumersi oneri e costi di gestione. Avviene così che la figura giuridica del lavo- ratore autonomo, così come viene inteso nell’ambito della cantieristica, si presti ad una serie di alterazioni che, a questo punto, vale la pena di elencare dettagliatamente: Lavoratore autonomo che assume un incarico affidatogli da una committenza (che, verosimilmente, è rappresenta- ta da un’impresa esecutrice) ed è in grado di portarlo a termine autonomamente, con le pro- prie forze ed utilizzando proprie attrezzature. Questa è una situazione di regolarità ed il lavoratore autonomo è soggetto ai citati obblighi dettati dagli artt. 21, 26, 94, 100, 124, 138 e 152 del
d.lgs. n.81/08. Il lavoratore autonomo, ingaggiato dall’impresa, agisce, in base a precisi indi- ci rivelatori di cui si è detto, da lavoratore subordinato nei confronti dell’impresa stessa. La situazione, anche per gli effetti dell’art.299 del T.U. (“Esercizio di fatto di poteri direttivi”), è irregolare ed il lavoratore dovrà essere assunto dall’impresa esecutrice, anche con contratto a tempo determinato, per il periodo necessario al completamento della prestazione e con decor- renza da ricondursi all’inizio della prestazione stessa. L’assunzione dovuta non costituisce, comun- que, un impedimento al mantenimento della qualifica di impresa individuale ma ne rappresenta un momento cumulativo rispetto all’ordinario svolgersi dell’attività di libero imprenditore auto- nomo. In questo caso il disciplinarsi del rapporto di lavoro di cui trattasi avverrà applicando gli oneri previdenziali, assicurativi, contributivi, retributivi e le tutele per la salute e la sicurezza sul lavoro proprie del lavoro subordinato e tipiche per l’impresa. Pluralità di lavoratori autonomi di cui solo uno tra questi ha assunto le obbligazioni contrattuali e gli altri operano, di fatto, con vincolo di subordinazione nei confronti del primo obbligato, in presenza o meno di con- tratto formale. In questo caso la situazione è da ritenersi irregolare in quanto, sempre per effet- to dell’art.299, è rilevabile la sussistenza di un datore di lavoro di fatto, contraente le obbliga- zioni contrattuali con la committenza, che si avvale della prestazione d’opera di altri lavoratori autonomi, in maniera subordinata di fatto. Detto contraente assume anche in questo caso gli oneri e le responsabilità indicate al precedente punto 2. Nel caso descritto, considerando il fatto che le lavorazioni non possono essere portate a termine in piena autonomia, è ravvisabile anche una non corretta valutazione dell’idoneità tecnico professionale dei soggetti individuati da parte del committente e dell’impresa per conto del quale viene svolto il lavoro. Pluralità di lavoratori autonomi ciascuno con un proprio contratto che ripartisce l’opera in singole lavorazioni evi- dentemente disgiunte. La situazione è da ritenersi regolare se le singole lavorazioni sono chia- ramente identificate nel contratto, sono disgiunte le une dalle altre e possono realmente essere rea- lizzate in piena autonomia organizzativa (si tratta, certamente, di situazioni marginali e di lavorazioni di piccolissima entità).

 
La situazione è da ritenersi irregolare in quanto, in virtù di un comportamento conclu-
dente, si è in presenza di una società di fatto per effetto della quale si dovrà dare pieno adempi- mento alle misure previste nei confronti delle imprese esecutrici dal d.lgs. n.81/08. Nel caso descritto, come per il punto 3, è ravvisabile anche la non corretta valutazione dell’idoneità tec- nico professionale da parte del committente e dell’impresa per conto del quale viene svolto il lavoro. Pluralità di lavoratori autonomi, provvisti di un unico contratto, ma aggregati secon- do le forme associative ammesse dalla legge . Si è sostanzialmente in presenza di un’impresa esecutrice e la situazione è da ritenersi  regolare se viene dato pieno adempimento alle corri- spondenti misure previste dal d.lgs. n.81/08. 

 
LE FORME DI COLLABORAZIONE ED ASSOCIAZIONE TRA LAVORATORI AUTONOMI
ome già accennato al paragrafo precedente, la norma non esclude la possibilità che una plu- ralità di lavoratori autonomi possa affrontare l’esecuzione di un lavoro in maniera organica

 ed unitaria. Ferme restando le classiche forme societarie di persone (sas, snc ed ss), che sono però poco attinenti a soggetti già in possesso di uno status giuridico quale quello di impresa individuale arti- giana, esistono forme associative tra lavoratori autonomi che permettono, a ciascuno dei com- ponenti, di mantenere pressoché inalterata, ove occorra, la personale condizione di lavoratore autonomo.
Le forme associative più comuni, ammesse anche nel settore edile per gli artigiani autonomi, sono i consorzi, le società consortili e le cooperative, a proposito delle quali, nel seguito, ver- ranno tratteggiati gli elementi distintivi fondamentali, sui quali però occorre fare un’immediata precisazione: tutte le forme aggregative indicate costituiscono, rispetto alla norma, forme societarie che danno luogo alla concretizzazione di un’impresa.
Per effetto di tale puntualizzazione, qualunque sia la forma associativa scelta, i soggetti aggre- gati dovranno dare piena esecuzione ai precetti normativi inseriti all’interno del d.lgs. n.81/08 e previsti per le imprese esecutrici nei cantieri temporanei o mobili.
Le forme aggregative tra lavoratori autonomi danno sempre luogo ad una IMPRESA che, dunque, dovrà ottemperare agli obblighi di legge
La ragione per cui più lavoratori autonomi artigiani dovrebbero preferire una di queste forme associative rispetto a quelle più classiche, quali le snc o le srl, è la possibilità, per alcu- ne delle prime, di conservare l’etichetta giuridica di artigiano da parte degli associati e, quin- di, dove occorra, di poter prestare la propria attività autonoma altrove.
 
IL CONSORZIO E LE SOCIETÀ CONSORTILI TRA LAVORATORI AUTONOMI
n linea generale, il Consorzio artigiano è una organizzazione comune, prevista dalla legge n.443/1985, finalizzata a disciplinare lo svolgimento di determinate attività delle rispettive


 imprese appartenenti e definita attraverso un contratto associativo fra più imprenditori. Il descritto contratto associativo può dare vita a due tipi di consorzio: Consorzio con attività interna, solitamente costituito per regolamentare la concorrenza tra socie- tà, per esercitare il controllo qualitativo dei prodotti o per la creazione o il rispetto di marchi di qualità. In questo tipo di consorzio ogni impresa continua a svolgere autonomamente tutte le fasi delle propria attività secondo regole di occorrenza reciproca; Consorzio con attività esterna, costituito per avere rapporti con terzi e integrare fra loro le com- petenze dei soggetti consorziati mediante la conduzione di una o più fasi imprenditoriali, quali la gestione di gare d’appalto, la realizzazione di particolari lavorazioni o la cura di reti commercia- li.
Il Consorzio esterno può essere costituito per svolgere un solo lavoro o una sola funzione oppu- re per svolgere più lavori e funzioni, in un arco temporale che può essere di media e lunga dura- ta e può essere, inoltre, di tipo stabile o temporaneo, con ovvio significato della differenziazio- ne. Può essere, ancora, variamente strutturato e possedere o meno dipendenti.
In ogni caso, il consorzio esterno nasce con un atto costitutivo ed un preciso statuto, all’inter- no dei quali sono specificati: scopo, compiti, vantaggi derivanti dall’attività consortile, rapporti

 
fra le imprese consorziate, struttura dirigenziale (presidente, consiglio d’amministrazione, diri- genti) ed organizzativa. Ulteriori accordi di dettaglio possono essere stipulati con i patti paraconsortili che sono scritture private sottoscritte dai rappresentanti legali di tutte le imprese costituenti il consorzio, del cui contenuto devono essere informati i soggetti incaricati del coordinamento fra le imprese.
Il Consorzio deve possedere una propria partita IVA e, nel luogo presso cui ha sede, deve esse- re iscritto al Registro delle Imprese, dove, entro trenta giorni dalla stipula, deve essere deposi- tato, a cura degli amministratori, un estratto del contratto contenente almeno:
Denominazione, oggetto del consorzio e sede legale; Dati anagrafici dei consorziati;
Durata del consorzio;
Persone fisiche a cui vengono attribuite la presidenza, la direzione e la rappresentanza del con- sorzio ed i rispettivi poteri;
Modalità di formazione del fondo consortile e norme relative alla liquidazione.
Nella fattispecie delle lavorazioni sotto regime d’appalto, il Consorzio esterno può essere istitui- to:
al solo scopo di svolgere funzioni equivalenti a quelle di una ATI (Associazione Temporanea di Imprese), cioè di presentarsi unitariamente alla gara d’appalto e nei confronti dei fornitori e di eventuali subappaltatori, mentre i lavori di realizzazione dell’opera sono poi suddivisi tra le imprese consorziate, che li eseguono in modo autonomo, con la propria organizzazione. Di con- seguenza ogni Datore di Lavoro risponde dell'applicazione delle norme vigenti in materia di igie- ne e sicurezza sul lavoro per la propria parte dei lavori. Anche in questo tipo di organizzazione il committente deve dare applicazione al d.lgs. n.81/08, nominando il CSP e il CSE. Nei casi di più forte interazione fra le imprese del Consorzio, al fine di meglio gestire la sicurezza in can- tiere, può essere opportuno che il CSE richieda un unico interlocutore operativo, ferme restan- do le responsabilità dei Datori di Lavoro delle singole Imprese.
allo scopo di acquisire l'opera ed eseguirla in modo unitario; in tal caso il Consorzio agisce come una società, con propri Datore di Lavoro, dipendenti, struttura dirigenziale e organiz- zativa. Il Datore di Lavoro del Consorzio deve dare completa attuazione al d.lgs. n.81/08 e con- seguentemente avrà propri SPP, medico competente, ecc. In attuazione, ancora, a quanto pre- visto dal Titolo IV del d.lgs. n.81/08 realizza un POS relativo alle lavorazioni oggetto dell’ap- palto.
Dopo questa ampia, ma indispensabile premessa, mutuando il concetto di consorzio, nel pieno rispetto delle previsioni ex legge n.443/1985, ed applicandolo ai lavoratori autonomi operanti in edilizia, ci si troverà ad argomentare, generalmente, di consorzi esterni, costituiti, di fatto, all’esplicito scopo di acquisire l'opera ed eseguirla in maniera unitaria, agendo, quindi, come vere e proprie società, all’interno della quale, però occorrerà individuare la qualificazione dei rapporti tra i lavoratori autonomi consorziati secondo le modalità tratteggiate già nel paragrafo precedente.

Il CONSORZIO “ESTERNO”
può essere una funzionale forma di aggregazione tra lavoratori autonomi Occorrerà capire, dunque, se sussistono, tra i consorziati, vincoli di subordinazione (nel qual caso saremo, di fatto, in presenza di un rapporto subordinato rispetto ad un “datore di lavoro”) o se, viceversa, non sono ravvisabili posizioni gerarchicamente sovraordinate rispetto ad altre ed allo- ra ci troveremo di fronte ad una “società”. Non è da escludere nemmeno il verificarsi di una situa- zione “mista” per la quale un certo numero di lavoratori autonomi prestano la loro opera in maniera subordinata rispetto ad altri lavoratori autonomi che, dunque, in virtù della loro supremazia sui primi, sono tutti qualificabili come “datori di lavoro” (come se ci si trovasse in presenza, per esempio, di una snc con dipendenti).
Nei termini descritti, quindi, il consorzio agirà quale vera e propria impresa e, pertanto, il datore di lavoro (o i datori di lavoro) dovrà attuare tutti gli adempimenti previsti dal d.lgs. n.81/08 per le imprese esecutrici.
Il forte pregio del contratto di tipo consortile, disciplinato dagli artt. 2602 e segg. del codice civi- le, in parte modificati dalla legge 10 maggio 1976, n. 377, permane nell'autonomia aziendale di cui gli artigiani continuano sostanzialmente a godere, pur associandosi.
L'artigiano consorziato, infatti, conserva la propria natura di piccolo imprenditore, è autorizzato a mantenere una propria clientela e detiene una totale autonomia di gestione nell'ambito della propria microimpresa.
Il consorzio (o la società consortile) permette il mantenimento dell’etichetta giuridica di lavoratore autonomo. L’associato, dunque, potrà mantenere una propria libertà operativa ed una propria clientela
Identiche considerazioni possono essere fatte per le società consortili, con la precisazione che queste rappresentano, in genere, entità giuridiche con strutture maggiormente complesse e sono, pertanto, previste per disciplinare attività che si svolgono nel lungo periodo.
Un’ultima riflessione va fatta in merito al consorzio di artigiani che partecipa all’appalto quale impresa affidataria. Nella definizione contenuta all’art.89, comma 1, lett. i), si legge esplicita- mente che “nel caso in cui titolare del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svol- ga la funzione di promuovere la partecipazione delle imprese aderenti agli appalti pubblici o pri- vati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei lavori, l’impresa affidataria è l’im- presa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto individuata dal con- sorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione”. Nel caso descrit- to, quindi, la norma non ammette che l’intero consorzio possa agire da impresa affidataria, ma, piuttosto, all’atto dell’assegnazione dei lavori, dovrà essere necessariamente individuata una sola impresa che andrà ad occupare tale ruolo. Nel caso specifico si individuerà un lavoratore auto-

 
nomo che, però, dovendo dare luogo ai compiti previsti per l’impresa affidataria, dovrà posse- dere le caratteristiche, anche culturali e professionali previste dalla norma all’art. 97.
 



 LA SOCIETÀ COOPERATIVA DI LAVORATORI AUTONOMI na delle forme associative tra imprese artigiane (anche individuali) che ha visto, specie negli ultimi anni, il maggiore sviluppo nel mercato produttivo della piccola e media impresa, è la

società cooperativa

ilità di potersi, anch’essa, qualificare come

, anche in considerazione della possib
impresa artigiana.
La società COOPERATIVA di lavoratori autonomi è qualificata come IMPRESA ARTI- GIANA
La citata “legge quadro” sull’artigianato n.443/1985, all’art. 3, prevede, infatti, che: “è artigia- na l'impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano [..omissis..], abbia per scopo preva- lente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi [..omissis..]. È [..omissis..] artigiana l'impresa che, nei limiti dimensionali di cui alla pre- sente legge, è costituita ed esercitata in forma di società, anche cooperativa, escluse le società per azioni ed in accomandita per azioni, a condizione che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, e che nell'impre- sa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale”. Gli elementi che devono ricorrere perché una cooperativa si possa qualificare come impresa arti- giana sono quindi:
lo svolgimento in termini di prevalenza di un’attività di produzione di beni o prestazione di ser- vizi;
lo svolgimento in termini di prevalenza di lavoro personale, anche manuale, da parte dei soci;
il rispetto dei limiti dimensionali, nei quali peraltro rientrano sempre le cooperative di cui all’art.
2522 codice civile;
la prevalenza dell’attività lavorativa rispetto all’apporto di capitale.
Con la circolare n.7/6184/L. 443/85, del 18 dicembre 2000 anche il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha confermato il suddetto orientamento, illustrando le caratteristiche delle cooperative che hanno titolo ad essere iscritte all’Albo delle imprese artigiane.
Fatte queste premesse, appare utile specificare che gli artigiani possono riunirsi in cooperativa, sia permanendo, singolarmente, nello status di imprenditori artigiani, sia perdendo tale loro indi- vidualità e ponendosi, in questo secondo caso, come soci lavoratori, nel presupposto che nei loro confronti si possa instaurare un rapporto di lavoro in qualunque forma, sia autonomo che subor- dinato, come previsto dall’art. 1 comma 3 della L. 142/2001 e come modificato dal comma 1, lett. a) dell’art. 9 della legge 30/2003.
La differenza sostanziale esistente tra le forme associative consortili di cui si è parlato in prece- denza e la cooperativa di artigiani, consiste nel fatto che, all’interno di quest’ultima, il singolo artigiano associato, pur potendo mantenere la qualifica di imprenditore individuale, perde, in ogni

 
caso, la propria autonomia e non può esercitare nessuna attività concorrente a quella tipica della cooperativa stessa. Il singolo lavoratore autonomo, socio lavoratore, non può esercitare atti- vità “in concorrenza” con la cooperativa a cui appartiene
Dal momento della sua nascita, quindi, l’attività imprenditoriale artigiana sarà esercitata dalla cooperativa, ed al suo interno, i singoli soci artigiani, svolgeranno singolarmente o in maniera collettiva specifiche attività produttive, anche acquisendo beni strumentali, merci e garanzie all'ac- cesso al credito. Resta inteso che, alla stregua di qualunque altra impresa artigiana, la cooperati- va, che operi nel rispetto delle condizioni già richiamate, dovrà essere iscritta all'albo delle impre- se artigiane istituito presso ogni Camera di Commercio, avendo tale iscrizione natura costituti- va.
La Cooperativa artigiana, composta da lavoratori autonomi, deve essere iscritta all’albo delle Imprese Artigiane Dalla specifica qualificazione di cooperativa di lavoro artigiana, nella quale i soci lavoratori man- tengono, quindi, esclusivamente la qualificazione di soci artigiani, derivano particolari conse- guenze sotto il profilo previdenziale ed assistenziale per i soci medesimi.
I provvedimenti a cui fare riferimento per comprendere tali conseguenze sono sostanzialmente due: La sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 401 R.G. 277/94 del 5 giu- gno 2000; La legge 3 aprile 2001, n. 142. Dall’esame dei contenuti di tali riferimenti giuridici, risalta immediatamente come, in ambito previdenziale, la qualifica di imprenditore artigiano risul- ti essere sempre prevalente rispetto al tipo di sistema societario prescelto per l’aggregazione di soggetti. Appare opportuno, ancora, ricordare la Deliberazione n. 88 del 7 luglio 2005, assunta dalla Commissione Regionale per l’Artigianato della Toscana nella quale viene evidenziato chia- ramente che, dalle differenze di inquadramento utilizzate, in applicazione all’art. 1 co. 3 della legge 142/01, e, dunque, in relazione alla diversa tipologia di socio e di rapporto lavorativo scel- to, “discendono tutti gli altri effetti giuridici previsti dalla norma”.
La legge quadro per l’artigianato individua almeno tre categorie di soggetti ricompresi nell’im- presa artigiana, i soci (art. 3), i dipendenti (art. 4) e gli apprendisti (art. 4) (Le regole relative al lavoro dei soci vengono definite da un regolamento che le cooperative hanno l'obbligo di redi- gere e di depositare presso la Direzione Territoriale del Lavoro territorialmente competente). Considerato, però, che l’impresa artigiana si qualifica, per definizione, per l’opera “personale, anche manuale” prestata dall’imprenditore o dai soci, la presenza dei dipendenti e degli appren- disti viene fortemente limitata, in modo che l’attività dei primi mantenga una specifica prevalenza. In questa direzione si è orientato il legislatore, anche in riferimento all’istituto della mutualità pre- valente, condizione, sancita dalla riforma del codice civile, che ha introdotto anche le categorie speciali di soci (in inserimento e in formazione) e che, all’art. 2512, esplicita in termini chiari che una cooperativa è tanto più mutualistica quanto più utilizza l’opera dei propri soci e non quella degli eventuali dipendenti. La legge n.30/2003, che ha integrato e modificato la legge n.142/2001, ha ribadito il concetto che, affinché la società cooperativa possa godere della qualifica di “impre-

 
sa artigiana”, è necessario che la maggioranza dei soci svolga in maniera prevalentemente per- sonale, all’interno del processo produttivo, il proprio lavoro, anche di tipo manuale.
La cooperativa è impresa artigiana solo se vi è prevalenza della prestazione personale del socio. Tale impegno, quindi, rappresenta il normale adempimento del contratto sociale, e crea, come indicato dal Ministero delle Finanze, nella Risoluzione n. 81 dell'11.03.2002 (riferita alle s.r.l. ma applicabile, per analogia, anche alle cooperative), una particolare situazione in cui la pre- stazione dei soci non può essere qualificata come prestazione derivante da contratto di lavoro subordinato o di altro tipo, bensì, piuttosto, come obbligazione sociale prevista dallo statuto, per la quale il compenso viene pattuito nel rispetto del criterio civilistico di relazione alla quantità e qualità del lavoro svolto, in quanto in tali prestazioni lavorative, sempre a detta del Ministero delle Finanze, sarebbero ravvisabili requisiti che contraddistinguono un rapporto di partecipa- zione autonoma:
mancanza di vincolo di subordinazione; mancanza di retribuzione in senso tecnico; prevalenza della prestazione personale del socio; continuità nel tempo della prestazione partecipativa;
coordinazione, realizzata attraverso l'inserimento funzionale del socio prestatore, nell'organiz- zazione economica ed organizzativa della società. Ai soci lavoratori delle cooperative artigiane, che sono, poi, le più comuni del settore edile, ai sensi dell’articolo 6, ultimo comma, della legge 443/85, si applica la disciplina contributiva dei lavo- ratori artigiani, con la conseguenza che i singoli soci risulteranno iscritti alla particolare previ- denza che riguarda tali lavoratori, alla stregua dei soci delle altre imprese artigiane costituite. Tale orientamento, inizialmente contrastato dall’INPS, ha trovato la sua definitiva conferma con la già richiamata sentenza delle Sezioni Unite di Corte di Cassazione n. 401 del 5 giugno 2000.
Un ultimo richiamo rispetto alla controversa posizione giuridica occupata del socio lavoratore artigiano, và fatto con specifico riguardo alle tutele che gli vengono riservate in materia di sicu- rezza sul lavoro. Infatti, se da una parte, come abbiamo già visto, la prestazione del socio lavo- ratore non viene ricondotta ad un rapporto di subordinazione verso un datore di lavoro, dall’al- tra parte, in materia di garanzie sulle condizioni salute e sicurezza sul luogo di lavoro, il socio lavoratore viene, in tutto e per tutto equiparato al lavoratore subordinato, come confermato dall’art.2 del d.lgs. n.81/08 ove, alla definizione di lavoratore (quindi del soggetto destinatario della maggior parte delle tutele previste dal testo normativo) è possibile leggere che “..al lavo- ratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso”. L'attività lavorativa del socio, quindi, se da un lato si presenta come il mezzo con cui si viene a concretizzare l’intesa fra il socio medesimo e la società cooperativa e, dunque, quale realizzazione del legame di natura societaria statutariamente definito nell’atto costitutivo, dall’altro si configura come un rapporto comunque sottoposto alla salvaguardia antinfortunistica del lavoro subordinato. Se, pertanto, il lavoratore

 
autonomo non è generalmente sottoposto alle tutele di sorveglianza sanitaria, di formazione pro- fessionale o d’informazione sui rischi riferiti all’ambiente di lavoro, se non in termini di facoltà di cui avvalersi (come stabilito dall’art.21 comma 2 del d.lgs. n.81/08), questi, nel momento in cui viene inserito, in qualità di socio lavoratore, all’interno di una struttura imprenditoriale quale è la cooperativa, si ritrova proiettato in una dimensione garantista più restrittiva che lo assimila, ipso facto, al lavoratore così come definito e novellato all’interno del Testo Unico per la sicurezza sul lavoro.
L’ARTIGIANO SOCIO LAVORATORE DI COOPERATIVA È EQUIPARATO AL LAVORATORE E DEVE POTER BENEFICIARE DELLE TUTELE PREVISTE DALLA LEGGE In generale, quindi, la cooperativa di artigiani, qualificandosi quale impresa artigiana al cui inter-
no operano oltre a dipendenti ed apprendisti, anche i descritti soci lavoratori, sarà obbligata a dare
completo adempimento alle prescrizioni del d.lgs. n.81/08 alla stregua di una qualunque altra impresa esecutrice. Vale la pena, infine, fornire un’ultima precisazione in merito al Documento Unico di Regolarità Contributiva di cui la cooperativa di artigiani (ma la stessa riflessione vale, ovviamente, per i consorzi tra artigiani) deve essere in possesso anche per la prevista verifica di idoneità tecnico professionale. Come detto, la cooperativa (o il consorzio) si presenta al com- mittente come una vera e propria impresa, dotata di un proprio status giuridico e, dunque, in grado di esibire un proprio Documento di regolarità contributiva. Se è ovvio, dunque, che que- sto documento, qualora esistano lavoratori subordinati, passi anche dalla verifica di regolarità dei contributi rispetto a questi dipendenti, è altrettanto ovvio che, anche nei consorzi o nelle cooperative in cui non siano presenti lavoratori subordinati, la validità del DURC è subordinata alla verifica di regolarità di ogni singolo lavoratore autonomo associato.
Questo implica, in sostanza, che il DURC di una cooperativa o di un consorzio di artigiani sarà regolare solo quando, attraverso le verifiche effettuate dagli istituti, anche quello individuale dei singoli associati risulterà essere in regola, fermo restando il più rigido controllo ove esistano anche lavoratori subordinati.
La regolarità del DURC della cooperativa prevede, anche, la regolarità dei singoli associa- ti.
 
 
RAGGRUPPAMENTI TEMPORANEI D’IMPRESA
n recente orientamento giuridico, attraverso la lettura analogica degli artt.34 e 37 del d.lgs.163/06, ha ritenuto ammissibile, anche nel mercato dell’edilizia privata, la possibilità


 che “imprenditori individuali, anche artigiani” costituiscano raggruppamenti temporanei d’im- prese, anche orizzontali (per realizzare, cioè, lavori della stessa categoria), finalizzati al conse- guimento del contratto d’appalto. Tali raggruppamenti, in sostanza, operano alla stessa maniera delle più note Associazioni Temporanee d’Impresa (A.T.I.) conferendo, come previsto dallo stes- so Codice degli Appalti pubblici e prima della presentazione dell'offerta d’appalto, mandato col-

 
lettivo speciale con rappresentanza ad una delle imprese raggruppate, qualificata mandataria, la quale, poi, ha potere di esprimere offerta “in nome e per conto proprio e dei mandanti”.
Il rapporto di mandato descritto non ha effetti giuridici tali da determinare di per sé organizza- zione o associazione delle imprese e, quindi, ognuna di queste, teoricamente, continuerà a con- servare la propria completa autonomia gestionale. Mutuando la tipologia di raggruppamento descritta ed applicandola alle imprese individuali senza dipendenti, i lavoratori autonomi, sorgono grosse perplessità anche in ordine alla posizione di supre- mazia esercitata dal mandatario nei confronti dei mandanti, in virtù della stipulazione del con- tratto con il committente. Fonti giuridiche, infatti, nell’ipotesi descritta, hanno individuato nella preminenza fattuale del mandatario un comportamento concludente che lo porta ad essere indi- cato, per gli effetti di legge, quale datore di lavoro degli altri imprenditori individuali che, di fatto, nell’esecuzione dell’opera dovranno prestare la loro attività sotto le sue direttive.
Per contro, se così non fosse, sarebbe ravvisabile, in capo alla committenza, una mancata verifi- ca dell’idoneità tecnico professionale, secondo le ipotesi descritte nei paragrafi precedenti, in quanto l’impresa individuale mandataria non possiede, in sé e per sé, le capacità organizzative, la disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, adeguate ai lavori da realizzare, se non nel momento in cui viene ad utilizzare i lavoratori autonomi mandanti.
Da queste riflessioni e dalla diretta conseguenza che il descritto raggruppamento di lavoratori autonomi, parimenti ad una qualunque impresa esecutrice, dovrà dare pieno adempimento al d.lgs. n.81/08, ne conseguono due inderogabili soluzioni alternative, peraltro già specificate nel corso della trattazione del capitolo:
l’imprenditore individuale mandante assumerà i mandatari con contratto a tempo determina- to per l’intera durata delle lavorazioni, oppure,le imprese individuali tutte andranno a costi- tuire una società secondo le forme già descritte nel testo o in applicazione a configurazioni più classiche di società di persone, quale per esempio la società in nome collettivo.
 
 

 IL LAVORATORE AUTONOMO “DATORE DI LAVORO” questo punto della trattazione appare utile invitare il lettore ad una riflessione: se, da una parte, è certamente attuabile l’aggregazione di più lavoratori autonomi, dall’altra, come è stato
possibile constatare nei precedenti paragrafi, queste forme aggregative risultano essere piuttosto “macchinose” o complesse e, a volte, vincolano l’autonomo ad un “patto di non concorrenza” che poco si adatta alle esigenze di indipendenza tipiche del nostro soggetto produttivo. Non si dimen- tichi poi, come già accennato in precedenza, che, compiuto il momento aggregativo, viene a crear- si un’impresa che dovrà comunque dare adempimento ai precetti del TUSL. Vale la pena, dun- que, in alternativa alle forme societarie descritte, valutare l’eventualità di aggregarsi, tra lavora- tori autonomi, mediante le più classiche forme di lavoro subordinato. Laddove, infatti, esiste un’e- vidente esigenza di cooperazione tra lavoratori autonomi, ma questa è limitata, ad esempio, alla

 
realizzazione di lavori per un singolo cantiere, uno di questi soggetti potrebbe proficuamente sce- gliere di assumere gli altri artigiani attraverso contratti a tempo determinato, senza invalidare, peraltro, le necessità di autonomia di ciascun soggetto. L’assunzione, infatti, non costituisce un impedimento al mantenimento della qualifica di impresa individuale ma ne rappresenta, semmai, un momento cumulativo rispetto all’ordinario svolgersi dell’attività di libero imprenditore auto- nomo. Il lavoratore autonomo che viene temporaneamente “assunto” da un altro soggetto imprenditoriale non perde la propria qualifica di impresa individuale Nel caso descritto, naturalmente, il neo “datore” di lavoro dovrà disciplinare il rapporto di lavoro applicando gli oneri previdenziali, assicurativi, contributivi, retributivi e le tutele per la salute e la sicu- rezza sul lavoro proprie del lavoro subordinato e, ovviamente, l’inquadramento contrattuale dell’autonomo “dipendente”dovrà essere congruo ed adeguato al livello di professionalità apportato.

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Idoneità tecnico-professionale dei lavoratori Autonomi

Nella scelta delle Imprese a cui affidare i lavori da eseguire e nella verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle Imprese e dei Lavoratori autonomi, anche in subappalto, il Committente o il Responsabile dei lavori deve appurare l’adeguatezza di tali imprese e lavoratori autonomi ad eseguire i lavori che si intende affidare loroo che potranno essere incaricati dalle imprese afifidatarie.
In particolare il Committente che intende eseguire un'opera edile non può affidarla ad altri se non ad un'impresa “regolare” in possesso di tutte le attrezzature e dipendenti necessari per realizzare quell'intervento.
A tal fine sono di riferimento i seguenti:
•    il documento “Lavoratori autonomi – Attività in cantiere” del Gruppo edilizia del Coordinamento tecnico in materia di salute e sicurezza delle Regioni
•    la Circolare ministeriale n.16 del 4 luglio 2012 “Lavoratori autonomi – Attività in cantiere – indicazioni operative per il personale ispettivo”
Tali riferimenti chiariscono che i Committenti devono effettuare la verifica di ciascun Lavoratore autonomo - come definito dall’ex articolo 89 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 81/08 ovvero colui che svolge la sua attività senza l’utilizzo di maestranze riferibili ad una sua organizzazione di lavoro e, ai sensi dell’art. 2222 del Codice Civile, senza vincolo di subordinazione nei confronti di chi gli ha fornito il lavoro - e che il rapporto di lavoro tra lavoratori autonomi è da intendersi regolare ogni qual volta lo stesso non realizza insieme ad altri la stessa lavorazione, neppure in forme associate, bensì da solo ed in piena autonomia.
Peraltro la suddetta Circolare ministeriale mette in dubbio la regolarità di formule aggregative quali l'associazione temporanea di lavoratori autonomi, che comunque non modificherebbero la necessaria condizione di autonomia necessaria a ciascuno lavoratore autonomo.
Il Committente incorre in responsabilità derivante dalla non corretta valutazione dell’idoneità tecnico-professionale del lavoratore autonomo se affida i lavori a più lavoratori autonomi che svolgono insieme lo stesso lavoro, anche in forma associata, oppure ad una impresa o a un lavoratore autonomo che per svolgere i propri lavori si devono avvalere di lavoratori formalmente autonomi, che concretamente lavorano in subordinazione dell’impresa.
Inoltre non è sufficiente a dimostrare l’effettiva autonomia la mera proprietà o possesso di attrezzatura minuta, quali secchi, pale, picconi, martelli, carriole, funi, bensì è necessaria la proprietà o il possesso di macchine e attrezzature specifiche e necessarie per la realizzazione del lavoro, quali ponteggi, macchine edili, motocarri, escavatori, apparecchi di sollevamento.
Infine si chiarisce presuntivamente che non possono essere svolte da lavoratori autonomi mansioni di:
•    manovalanza,
•    muratura,
•    carpenteria,
•    rimozione amianto,
•    posa ponteggi,
•    conduzione macchine operatrici dell'impresa committente o dell'appaltatore
Per maggiore informazione e per completezza consultare la Circolare ministeriale n.16/2012

fonte: Cpt Lucca

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Indirizzi per la sperimentazione dei piani di emergenza esterna degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante
Green jobs: impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori
Allergia da animali da laboratorio (LAA)
Valutazione del rischio chimico per la salute e sicurezza metodo mirc Excel
Nuovi criteri per la valutazione del rischio vascolare derivante da esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
METODOLOGIA SEMPLIFICATA IN EXCEL PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHIO CHIMICO PER LA SICUREZZA
Piano nazionale 2018 delle attività di controllo sui prodotti chimici
Protezione delle persone all'interno delle celle frigorifere
NUOVO REGOLAMENTO DPI
Guida 2018 all'assicurazione sul lavoro Inail
Norme per il rilascio dell’idoneità di prodotti esplodenti ed accessori di tiro destinati all’impiego estrattivo. 2018
posture, i movimenti corretti, e gli esercizi in ambito lavorativo per prevenire dolori alla schiena e cervicali in ambito lavorativo
indicazioni operative al personale ispettivo distacco INL CIRCOLARE N. 7 DEL 29 MARZO 2018
La sicurezza sui luoghi di lavoro e la certificazione
Decreto 21 marzo 2018 - Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido
Software gratuito GDPR per la Valutazione di impatto sulla protezione dei dati
Nuovo Regolamento Ue sulla privacy. Online l’aggiornamento 2018 della Guida applicativa
Slide 2018 Piano Amianto Regione Emilia-Romagna
Valutazione coperture amianto con algoritmo amleto 2018 Excel
Raccolta di CheckList Suva in Pdf ed excel
Lavoro intermittente attività artigiane, interpello 1/2018
impatto e la diffusione delle ICT
Sicurezza nei Lavori elettrici in alta tensione
la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro
Il benessere Acustico in un aula scolastica
ORGANIGRAMMA ADDETTI EMERGENZE IN EXCEL ED ESPORTAZIONE IN PDF
I rischi nella saldatura
CHECKLIST CONTROLLO SICUREZZA SUL LAVORO IN EXCEL
METODO MOVARISCH AGGIORNATO A GENNAIO 2018
NTC 2018 Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni
Parametri di legge acqua potabile
Circolare 11 gennaio 2018, n. 1 INL
La protezione dai fulmini dei parchi avventura
frasi H (Hazard statements) database
Manuali sicurezza lavorazioni
ORGANIGRAMMA AZIENDALE SICUREZZA CREATOR IN EXCEL
MAPPA INFOGRAFICA DINAMICA IN EXCEL
CRONOPROGRAMMA LAVORI EDILI EXCEL
LA SORVEGLIANZA E IL CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI
Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile - gru su autocarro
e scuole con rischio sismico anche lieve vanno chiuse
Normativa relativa ai percorsi formativi per RSPP/ASPP Regione Toscana
nterpello 13/12/2017 - n. 1 / 2017
parapetti di sommità dei ponteggi - Possibile impiego come protezione collettiva per lo svolgimento delle attività in copertura
raccolta gratuita di grafici per excel 
CALCOLO STRAIN INDEX IN EXCEL
test in excel di identificazione dei disturbi correlati all'uso dell'alcol 
verifica Attenuazione sonora e efficienza Dpi Rumore con metodo SNR
La Radiazione Solare: un Rischio Lavorativo ignorato. Effetti, prevenzione.
Interpello n. 2 2017 Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Indicazioni Operative Regionali per la Formazione alla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro
direttiva cancerogeni 2018
Software Gratuito per la gestione della manutenzione delle attrezzature di lavoro.
Proroga antincendio alberghi 2018
L'INQUADRAMENTO NORMATIVO DEI DISPOSITIVI DESTINATI ALL'ACCOPPIAMENTO CON CARRELLI ELEVATORI
Modello unico di dichiarazione ambientale 2018
valutazione rischio sismico
rischi di una prolungata esposizione ai fumi da bitume
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Bando Isi 2018
Aggiornamento della disciplina regionale dei tirocini extracurriculari 
Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro
circolare n. 193 del 29 dicembre 2017
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro
Calcolo Online rischio Freddo Severo
Interpello 13/12/2017 - n. 1 / 2017
Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari
Indicazioni Operative gestione formazione Regione Lazio
approvata una nuova regola tecnica per i contenitori-distributori
Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote
USO IN SICUREZZA ATTREZZATURE E IMPIANTI 
strumento per il rilascio automatizzato del Durc Inail e Inps
Dossier scuola Inail
ISO Technical Report 12295 Check List Excel
applicazione del titolo VI del D. Lgs. 81/08 e per la valutazione e gestione del rischio mmc
Modello DiRi Dichiarazione di rispondenza
Adeguamanto Dpi LEGGE 25 ottobre 2017, n. 163
linee guida per la posa di fibra ottica in presenza di reti del gas
procedura guidata per la valutazione del rischio nell’impiego di apparati LASER
SMART WORKING: UNA PROSPETTIVA CRITICA
LINEE GUIDA MIUR 2017 SULLE TECNICHE DI PRIMO SOCCORSO NELLA SCUOLA
modello  INL della Istanza di richiesta per la certificazione di contratti di appalto/subappalto in ambienti confinati
Lavoro agile. Legge 22 maggio 2017, n. 81
Obblighi del datore di lavoro in merito agli indumenti di lavoro dei dipendenti
Dall'alternanza scuola lavoro all'integrazione formativa
Esecuzione in sicurezza dei lavori in copertura 2017 Misure di prevenzione e protezione
Registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni
Manuale 2017 Uil Sull'amianto
elenco materiale aggiornato Suva Ch in Excel
Illustrazioni Tematiche Sicurezza in Edilizia
manuale e checklist Excel MMC SUVA 2017 rischi movimentazione carichi
I ruoli individuati dal T.U. n. 81/2008 e la delega di funzioni in edilizia
Aggiornamento Anas 2017 Listino prezzi di Riferimento
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Seminario Luoghi con pericolo di esplosione
Applicativo Gratuito in Excel e Access agenti chimici pericolosi e agenti cancerogeni e mutageni
Calcolo Stress Lavoro correlato in excel con nuova metodologia Inail 2017
Disturbi muscolo-scheletrici e lavoro
Manuale Asseverazione Fsc Torino 2017
Impianti negli edifici, aggiornata la raccolta dei pareri del MiSE 2017
Indicazioni per la redazione di un documento di valutazione dei rischi in un’ottica di genere
Mini Workshop 2017 sui progetti del Setting Ambienti di Lavoro nel PRP
Controlli AIA. Conoscenza condivisa in un sistema unitario a rete
quaderno-arpae-sugli-indirizzi-del-sistema-nazionale-di-protezione-dellambiente-2017.html
Analisi dei dati MAL.PROF. con l’applicativo “MalprofStat”
Lavorare in salute e sicurezza a ogni età: ricerche e interventi organizzativi
come redigere correttamente la dichiarazione di conformità di un impianto elettrico
Sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori.
I software gratuiti rischio biomeccanico  Ergonomic Risk Assessment
Aging in Excel
CheckList Ats Bergamo Verifica formazione
Test Excel verifica comprensione e conoscenza della lingua italiana nei percorsi formativi
Impresa familiare, obblighi INAIL
Tutela per studentesse e lavoratrici equiparate durante la gravidanza e la maternità
Prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio frantoio oleario
Lavoro subordinato anche senza continuità
SINP comunicazione infortunio di almeno 1 giorno
chiarimenti in relazione all’elezione del Rls
software gratuiti rischio biomeccanico  Ergonomic Risk Assessment
Sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori.
la dichiarazione di conformità di un impianto elettrico
Guida agli Incendi di natura elettrica
Dal CNI le Linee guida 2017 per il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione
CheckList Accessori di Sollevamento
sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e delle posture di lavoro incongrue
Quiz per il conseguimento del certificato di formazione professionale ADR 2017
Disabilità e situazioni di emergenza
Guida sul tema della salute e della sicurezza per le Associazioni di volontariato
INAIL: Indagine sui modelli partecipativi aziendali e territoriali per la salute e la sicurezza
Nuovi valori limite di esposizione Agenti cancerogeni o mutageni sul lavoro
Guida europea per la prevenzione dei rischi a bordo dei piccoli pescherecci
salute e della sicurezza dei lavoratori nei settori dell’agricoltura,dell’allevamento
Atti gruppo tecnico interregionale per la salute e sicurezza 2017
INAIL:Apparecchi di sollevamento materiali di tipo fisso - Parte I
INAIL:Salute e sicurezza Impianti di climatizzazione
ANMA:Ergonomia e sicurezza sul lavoro per il futuro
INGENIO:Resistenza al fuoco di elementi strutturali in legno
INAIL:tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre
Tabella Valore Minimo E Massimo Accellerazione Al Suolo Per Comune
adempimenti documentali in materia di scurezza ed igiene del lavoro, previsti nel D.Lgs. 81/08
L’alfabeto della sicurezza nelle scuole
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attivita' scolastiche
Mappa dei rischi nei comuni italiani
La protezione dalle scariche atmosferiche nell’ambito della prevenzione incendi
La tutela dal fumo passivo negli spazi confinati o aperti non regolamentati
Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000
Il Fascicolo Amianto
Vademecum 2017 Uil sul Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza 
Accertamento Alcol e Tossicodipendenza
UNI EN ISO 7010:2017 segnali di sicurezza
Aggiornamento 2017 tabelle tipologiche denunce di malattia professionale iNAIL
INAIL:Sicurezza al passo coi tempi
Utilizzo in siCUrezza del Carrello elevatore
OT/24 2018 Riduzione premio inail in excel
Video per la formazione su malattia professionale e infortunio sul lavoro
Manuale quadri elettrici bassa tensione
sicurezza nella lavorazione del marmo 
Modulistica Pes Pav
Linea Guida Strutture di Protezione Trattori
Piano vigilanza sicurezza vendemmia 2017
Le linee elettriche aeree e interrate: rischi, precauzioni e procedure per i cantieri edili
Qualificazione impresa operante in Ambienti Confinati
Lavoro a turni e salute
Seminario Atmosfere esplosive, valutazione e gestione del rischio
Dal 1° luglio 2017 obbligo defibrillatori per le attività sportive non agonistiche
Pubblicazione della traduzione delle Questions & Answers europee sulla Direttiva 2012/18/UE – Seveso
nuovi voucher 2017 per il lavoro occasionale
Il Regolamento (CE) n. 1907/2006
Le Guide dell'ECHA
linee guida per la manutenzione Macchine
valutazione dei rischi nel comparto industrie estrattive
Sicurezza sul Lavoro all'interno dei Condomini
Tutorial Procedure Standardizzate DVR
Modello editabile  di Libretto personale di radioprotezione
Limiti di esposizione, livelli di azione e obbligo del registro degli esposti
consultabile sul PAF la nuova sessione FAQ rischio da esposizione a CEM
INAIL:Uso eccezionale di attrezzature di sollevamento materiali
Inquinamento Indoor
attenzione alla pelle delle mani Operatori del settore acconciatura
Modifiche 2017 alla normativa in materia di SCIA antincendio
Manuali GHP - buona prassi igienica
Cavi elettrici, dal 1° luglio 2017 obbligo del marchio CE
piano di controllo e manutenzione di un’attrezzatura
Schede  Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause
Una nuova versione di valutazione della sicurezza chimica dell'ECHA
CheckList Controllo ASL su Formazione e Attrezzature
materiali informativi in lingua per datori di lavoro e lavoratori Cinesi
Sicurezza Agricoltura e selvicoltura
Linee guida sterilizzazione ambito sanitario
Risposte adattative dei Vigili del Fuoco sottoposti a stress psico-fisico
INAIL:Opuscolo informativo per Lavoratori delle aziende di prima lavorazione del legno
Infortuni in itinere le responsabilità del datore di lavoro
ruolo del RLS Rischi psicosociali
Ambienti Confinati
Valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi
la manutenzione in ambiente ospedaliero
Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi
direttiva macchine e regolamento prodotti da costruzione
direttiva macchine e regolamento prodotti da costruzione
Nuove regole antincendio 2017 per le autorimesse
Uso in sicurezza degli accessori di sollevamento magnetici
Rapporto sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
ridurre il numero di incidenti stradali di chi guida per lavoro
Video AAS5 Friuli Occidentale
quando è applicabile il DPR 177/2011
sicurezza delle scaffalature di un magazzino 
D.Lgs 81/2008 Aggiornato Maggio 2017
Ingegneria della Sicurezza Antincendio
Calcolo in excel del rischio sismico delle costruzioni secondo dm 7 marzo 2017
valutazione-dei-rischi-nelle-confezioni-e-pronto-moda.html
Sicurezza e agilità: quale tutela per lo smart worker?
Linee guida per la classificazione delle classi di rischio sismico
Ingegneria Sismica Strutture e Rischio Sismico 
Libretto uso manutenzione immobili
La salute e la sicurezza negli ambienti di studio e ricerca
meccanismi di esodo in caso di emergenza Nell’ambito della prevenzione incendi
INAIL:La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi
Analisi delle cause di rottura di materiali metallici
Contributo del sistema prevenzionistico aziendale all’attività del medico competente
patologie da movimentazione manuale dei carichi
INAIL: uso delle piattaforme di lavoro mobili in elevato nei cantieri temporanei o mobili
Piani di rimozione amianto 2017
differenza tra soggetto delegato e preposto e i residui obblighi datoriali
INAIL:esposizione ad amianto nel comparto rotabili ferroviari
La promozione della salute quando e dove si lavora (WHP)
La salute e la sicurezza sul luogo di lavoro sono affare di tutti
Slides 2017 moduli sicurezza per la formazione del volontariato di Protezione Civile
sistemi di comando delle macchine secondo le norme EN ISO 13849-1 e EN ISO 13849-2
ponteggi metallici fissi di facciata 2017
Prevenzione e gestione dei rischi psicosociali sul lavoro
La manutenzione dei veicoli metro ferroviari
verifiche Impianti elettrici nei locali medici
Riduzione del rischio nelle attività di scavo
Clima e salute un tema del presente e del futuro
introdotto limite a lungo termine per esposizione a Formaldeide
Linee di indirizzo per i lavoratori in autostrada
Manuale dell’Ente Bilanterale Nazionale del Turismo (EBNT)
disciplina dello stress lavoro-correlato per gli esercizi pubblici
Criteri di valutazione del rischio fotobiologico
le approvazioni di progetto degli impianti antincendio 
Sicurezza degli ascensori
Tabella dei contenuti e della durata dei corsi di formazione e aggiornamento in materia di sicurezza
Valutazione dei rischi e caratteristiche soggettive
Cosè la Riunione Periodica prevista all'art.35 del D.Lgs 81/08
Rischio cancerogeno, linee guida  2017 ULSS del Veneto
Responsabilità dell’ingegnere nell’esercizio di una professione
tutela della salute e sicurezza nel settore delle energie rinnovabili
Il metodo Niosh per la valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi
Responsabilità civili e penali del R.S.P.P
Prestazioni professionali gratuite, il quadro normativo di riferimento
Corso di Radioprotezione e RadioBiologia
Linea guida Cnpi sul Fascicolo del fabbricato
Circolare Inps n. 2/2017 Unità produttiva
Valutazione rischio chimico e nuovi VLEP, la Direttiva europea 2017/164
checklist per il rischio chimico 
Linee guida per la classificazione del rischio sismico -Otto classi di Rischio Sismico, dalla A+ alla G
check list in excel con 160 punti di verifica sugli agenti chimici pericolosi e cancerogeni e mutageni.
Agenti chimici, quarto elenco valori indicativi esposizione professionale
Allergia da animali da laboratorio (LAA)
FAQ del Ministero sulla bonifica amianto negli edifici pubblici FAQ del Ministero
Il Rischio Biologico all’interno dei luoghi di lavoro dovuto ai microorganismi trasportati dall’aria
collana “Il sistema di sorveglianza Infor.MO degli infortuni mortali e gravi
Salute e sicurezza in agricoltura
Revisione 2017 Manuali Haccp
RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza
Contenitori-distributori mobili carburanti liquidi 9000 lt
Linee di indirizzo Inail in merito alle malattie di origine professionale 
Algoritmo di valutazione del rischio biologico inail
Attività a rischio specifico: istruzioni operative di sicurezza Uni Padova
Salute e Sicurezza nella raccolta differenziata dei rifiuti
La Cartella Sanitaria e di Rischio del Lavoratore
Workshop nazionale  Piani della Prevenzione 
Focus Campi Elettromagnetici
FAQ uso in sicurezza PLE
Salute e sicurezza in ambito marittimo e portuale
I procedimenti Penali per i Tumori Professionali
patentino per l'acquisto e l'impiego dei prodotti fitosanitari
rischi presenti nei centri fitness e nei centri benessere
Prorogati i termini per l'abilitazione all'uso delle macchine agricole

Notizie prevenzione e sicurezza settore Edilizia:

responsabilita-dellappaltatore-negli-appalti-privati-2018.html
Obbligo indicare gli oneri della sicurezza aziendale
Prezzario Regione Piemonte 2018 CD
NTC 2018
CODICE DI COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE
Ruolo del CEL e criticità nei lavori in quota
Sistemi di ventilazione nelle attività cantieristiche in sotterraneo,aspetti di sicurezza e salute lavoro
Portata imbracature di sollevamento
Accessori di sollevamento Liste di controllo suva 2018
CADUTE DALL'ALTO: PONTEGGI, PONTEGGI ANTOSOLLEVANTI, OPERE PROVVISIONALI
Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile gru su autocarro
Principali Sostanze/Miscele chimiche in Edilizia procedure di sicurezza
Atti Seminario XVI Corso di aggiornamento ECM 
Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo
Guida regione Toscana – Il rischio di temperature elevate nei cantieri edili
download dei moduli Modulistica edilizia unificata
Utilizzo come protezione collettiva in sommità
Faq Cantieri Edili
fattori di rischio e le misure preventive per il rischio cadute dall’alto
Palchi per spettacoli ed eventi similari - Leggi, norme e guide. Inail 2017
Come trattare i costi della manodopera e della sicurezza nella contabilità dei lavori pubblici
linee di indirizzo della Regione Lombardia per la sicurezza nei cantieri
L'uso delle piattaforme di lavoro mobili in elevato nei cantieri temporanei o mobili
Prezzari Oneri sicurezza Marche 2017 Excel
ponteggi metallici fissi di facciata
Riduzione rischio nelle attività di scavo
La responsabilità delle figure di cantiere previste dal D. Lgs. 81
Bonifica da ordigni Bellici
Corso Tecnica e Sicurezza dei Cantieri
La sicurezza nei cantieri temporanei o mobili e i contratti pubblici
parametri minimi di sicurezza da adottare per tutto il personale che opera lungo l’autostrada
Fornitura Calcestruzzo preconfezionato in cantiere
esempio di calcolo corrispettivo a base gara per l'affidamento dei contratti pubblici di servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria
adempimenti connessi alla gestione della sicurezza tra operatori di gru interferenti.
DUVRI e PSC possono essere compresenti?
Il rischio da sovraccarico biomeccanico in edilizia
Verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento cose e persone
Lavori di costruzione vicino, dentro e sopra l'acqua
Decreto per il calcolo dei corrispettivi professionali
Informazioni importanti sull’Uso e sulla Manutenzione di Funi Metalliche 
soggetti delle stazioni appaltanti
Adempimenti relativi a DVR, DUVRI, PSC e POS
Quando il cantiere deve considerarsi concluso
Manuale per l’autista di autobetoniera e della centrale di betonaggio
Forme associative fra le imprese
Quaderni Sicurezza Cantiere 2016 Inail
Linea guida ATECAP-ANCE con le procedure di sicurezza per la fornitura del calcestruzzo in cantiere
Redazione del POS per la mera fornitura di calcestruzzo
Sicurezza lavori su fune
Le definizioni, la normativa, le autorizzazioni, la documentazione e il PIMUS
Terre e rocce da scavo, il nuovo testo unico
Gli oneri di sicurezza aziendali vanno sempre indicati
Il Ponteggio metallico nei cantieri temporanei e mobili
La gestione degli appalti Il ruolo del Coordinatore per la Sicurezza
Montaggio e manutenzione di impianti solari
Dispositivi di protezione individuale anticaduta
tutela dalle cadute dall'alto
Il progetto sicurezza in edilizia 
Utilizzo dpi 3 categoria per lavori in quota.
Linea guida per lo svolgimento dell'incarico di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
Lavori in quota e prevenzione cadute dall'alto
Procedure di controllo per Apparecchi di sollevamento materiali
rischio caduta dalle coperture
Realizzazione di un impianto solare termico su tetto a falde inclinate
Gestione delle opere provvisionali, di protezione (Ponteggi)
Uso delle forche di sollevamento in edilizia
procedure, le istruzioni operative e i moduli del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro
Adempimenti a cui il datore di lavoro deve ottemperare per la gestione delle attrezzature classificate come SC e SP
Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi di sollevamento materiali di tipo trasferibile e relativi accessori di sollevamento
Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile e relativi accessori di sollevamento”
Recinzione di cantiere e protezione di terzi.
Psc Piano sicurezza e coordinamento
Trabattelli classificazione, manutenzione
Calcolo in excel compenso Csp Cse
Modelli Semplificati di Pos, Psc,Pss, Pss e Fascicolo dell'Opera
Guida pratica per lavorare sicuri in cantiere Lavoratori Autonomi
Delega Sicurezza al Capocantiere
Imbracatura di carichi 
Gli obblighi documentali di committenti, imprese e coordinatori
Check List Macchinari di Cantiere
Gru interferenti di proprietà di differenti imprese
Dal Cpt di Torino le schede macchinari e attrezzature e relative check list
Il Lavoratore autonomo in edilizia
Linee Guida Coordinatori sicurezza Cantieri
Uso della ple nei cantieri
Schede Sicurezza Edilizia in word
Risorse e servizi online offerti su Testo Unico Sicurezza dot com:

Tutte le news pubblicate dal 2010 ad oggi
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