Dispositivi di protezione individuale anticaduta

Per tutti i lavori che comportano un pericolo di caduta dall’alto è necessario adottare adeguate misure di sicurezza.


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Generalmente si ricorre a ponteggi o a reti di sicurezza per eseguire lavori di costruzione, montaggio, riparazione e manutenzione. Si tratta tuttavia di installazioni che non possono essere usate ovunque e talvolta gli oneri per montarle possono risultare eccessivi. 

In casi del genere le persone possono proteggersi con i dispositivi anticaduta. 

Per farlo occorre avere in dotazione dispositivi di protezione individuale (DPI) anticaduta e usarli correttamente.


Per proteggere una persona dalle cadute dall’alto con i dispositivi di protezione individuale occorre :
1. un punto di ancoraggio robusto posizionato al di sopra del posto di lavoro o almeno all’altezza della persona da proteggere (portata: 10 kN o 1000 kg);
2. sistemi di collegamento (EN 354), come cordini di posizionamento, funi di sicurezza con dispositivo di regolazione della lunghezza, dispositivi anticaduta di tipo retrattile, ecc;
3. un ammortizzatore di caduta (assorbitore di energia), (EN 355);
4. una cintura o imbracatura di sicurezza (EN 361) come dispositivo di sostegno del corpo del lavoratore.
Il punto di ancoraggio, la fune di sicurezza e l’imbracatura devono essere in grado di attenuare gli effetti dinamici della caduta. La cintura deve ridurre la violenza del contraccolpo in modo che l’operatore non subisca lesioni.

Dissipazione dell’energia cinetica


Il corpo umano è in grado di assorbire parte dell’energia di caduta e di evitare quindi lesioni in caso di cadute da piccole altezze. Gravi pos-ono invece essere le ferite riportate da chi
cade da altezze superiori a 0,5 m senza ammortizzatore di caduta.
La sollecitazione che il corpo umano è in grado di sopportare dipende inoltre dal tipo di imbracatura. Solo un’imbracatura EN 361 per il corpo (fig. 3) e un ammortizzatore appropriato permettono di ridurre al minimo il rischio di lesioni.
La figura  illustra la violenza che il contraccolpo esercita su una persona in caduta libera allacciata ad una fune senza o con ammortizzatore di caduta.


Principio generale:
la persona agganciata alla fune di sicurezza deve essere protetta in modo tale che, in ca-
so di caduta, l’energia venga assorbita prevalentemente dall’ammortizzatore incorporato e il contraccolpo cui è sottoposta la fune di ritenuta sia contenuto entro limiti sopportabili (< 6 kN).

Dispositivi di protezione individuale (DPI) anticaduta



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In commercio esiste una vasta gamma di DPI anticaduta. Spetta all’utilizzatore sapere esattamente quale prodotto offre una sicurezza ottimale. È bene che egli utilizzi esclusivamente dispositivi di protezione approvati sulla base della legislazione specifica in vigore da organi di certificazione riconosciuti .
Dato che i fabbricanti e gli organi di controllo si basano sulle norme europee (EN), riteniamo opportuno indicare le soluzioni previste da queste norme. L’osservanza di queste norme basta per soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute previsti dalla legge.


Attenzione!
Le cinture di cuoio con fibbie monopunta e altre cinture di ritenuta devono essere utilizzate solo in combinazione con le imbracature anticaduta.

3.1 Imbracature anticaduta (EN 361)
Le imbracature anticaduta (fig. 3) sono versatili. Se indossate correttamente, queste imbracature servono a ripartire le forze generate da una caduta sulle parti del corpo capaci di sopportare i carichi d’urto e a garantire una posizione verticale della persona in caso di caduta.


3.2 Imbracature anticaduta (EN 361) con cinturedi posizionamento (EN 358)


Le cosiddette imbracature complete si utilizzano nei casi in cui si deve lavorare a lungo nel sistema di posizionamento (ad es. con fune di posizionamento) o in sospensione a una fune. Sono costituite di una cintura ampia di sostegno e trattenuta a livello lombare, spesso con cosciali ergonomici che consentono una seduta libera di parecchi minuti nell’imbracatura. In caso di lavori prolungati si raccomanda l’uso di un seggiolino ergonomico o di un prodotto similare

Attenzione!
È vietato utilizzare sul lavoro l’equipaggiamento per l’arrampicata alpina. Anche le cinture con cosciali non sono ammesse, in quanto la parte superiore è sprovvista sia davanti (attacco sternale) che dietro (attacco dorsale) dell’elemento di attacco del dispositivo anticaduta.


Cinture di posizionamento per lavori su pali (EN 358)

Le cinture di posizionamento , in combinazione con un’imbracatura anticaduta, servono per salire su pilo-
ni (posa di linee aeree) e su alberi. Il cordino regolabile va posizionato attorno al palo, all’albero o a un altro punto di ancoraggio appropriato e collegato agli elementi di
attacco di cui è dotata la cintura. Se da questa posizione vengono eseguite operazioni di saldatura o taglio, bisogna usare cordini di posizionamento in filo d’acciaio o con anima d’acciaio. In tutte le situazioni in cui uno strappo nella fune di ritenuta provoca inevitabilmente una caduta si deve lavorare solo in combinazione con un sistema di arresto caduta (ad es. dispositivo anticaduta di tipo retrattile o dispositivo anticaduta di tipo guidato).


Cordini (EN 354)
Per il collegamento delle imbracature anticaduta e delle cinture di posizionamento ad un punto di ancoraggio sono indispensabili cordini di posizionamento e funi di sicurezza, nonché cinture provviste di ammortizzatori di caduta, moschettoni di sicurezza, ecc. I cordini devono presentare una resistenza statica minima di 20 kN.
Le funi di posizionamento fino a 2 m di lunghezza provviste di ammortizzatori di caduta (fig. 8) servono a collegare direttamente gli anelli di cui è munita la cinghia al punto di ancoraggio.
Le funi di sicurezza vengono utilizzate in combinazione con i dispositivi anticaduta di tipo guidato oppure con i dispositivi di regolazione della lunghezza per assicurare le persone tenute a lavorare in altezza


Gli ammortizzatori di caduta, detti anche assorbitori o dissipatori di energia (figg. 10 e 11), vanno montati fra l’imbracatura anticaduta e il punto rigido di ancoraggio
e servono ad attenuare gli effetti dinamici della caduta in modo da non superare il valore limite ammissibile (< 6 kN).
3.5 Connettori (EN 362)
I moschettoni di sicurezza (figg. 10–12) sono montati alle estremità delle funi di sicurezza o dei cordini di po sizionamento e consentono un collegamento rapido e
sicuro. Essi sono corredati di sistemi di chiusura a vite o di doppia sicura tali da impedire lo sganciamento involontario.


Cordini con dispositivo di regolazione della lunghezza (EN 358)
I dispositivi di regolazione della lunghezza sono degli accessori che servono a variare la lunghezza di un cordino tra il dispositivo di ancoraggio e l’imbracatura. I dispositivi di regolazione della lunghezza possono essere fissi o scorrevoli sulla fune.
I dispositivi di regolazione di tipo fisso sono bloccati sulla fune di sicurezza in direzione di caduta e possono essere spostati lungo la fune azionando l’apposito di sbloccaggio, in modo da regolare la lunghezza della fune in base al posto di lavoro .
I dispositivi di regolazione di tipo guidato si bloccano automaticamente in caso di brusca accelerazione (caduta). A seconda dell’applicazione, i cordini dotati di un dispositivo di regolazione della lunghezza sono collegati a un anello di aggancio (sistema di arresto caduta) o agli anelli di attacco laterali (posizionamento sul lavoro) dell’imbracatura. In questo caso bisogna rispettare scrupolosamente le indicazioni del fabbricante e, se richiesto, impiegare un ammortizzatore di caduta (assorbitore di energia).



3.7 Dispositivi anticaduta di tipo guidato su linea
di ancoraggio rigida (EN 353-1)
Questi dispositivi (fig.14) vengono utilizzati per assicurare le persone che devono salire su scale fisse molto alte.
Questo dispositivo è necessario:
• con le scale fisse montate su piloni e all’interno di pozzi;
• con le scalette fisse a sviluppo rettilineo alte più di 3 m dove una scala fissa con gabbia di protezione dorsale non è indicata.
Quando si utilizza questo dispositivo bisogna osservare quanto segue:
• i pioli su entrambi i lati della linea di ancoraggio devono avere una lunghezza minima di 15 cm;
• i pioli delle scale con montante centrale devono avere le estremità provviste di fermapiedi alti come minimo 2 cm;
• questo dispositivo va associato ad un’imbracatura anticaduta o ad una cintura di posizionamento;
• il cordino che va dalla cintura all’anello del sistema anticaduta deve avere una lunghezza non superiore a 0,2 m (fig. 15).
Figura 14 Montatore assicurato con un dispositivo di risalita sul binario di guida di una scala fissa a pioli.
Figura 15 Cursore di un sistema di risalita. max. 0,2 m
Usare un sistema di risalita (scala di sicurezza) invece di una scala con gabbia di protezione dorsale.
I sistemi di risalita sono preferibili rispetto alle scale con gabbia di protezione dorsale se la persona non deve lavorare con un dispositivo di protezione individuale anticaduta.


Dispositivi anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio flessibile (EN 353-2)
I dispositivi anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio flessibile sono indicati per assicurare le persone tenute a salire o scendere lungo la fune di sicurezza. A causa dell’enorme velocità risultante in caso di caduta libera della persona, l’imbracatura si blocca sulla fune di sicurezza


Dispositivi anticaduta di tipo retrattile (EN 360)
I dispositivi anticaduta di tipo retrattile  proteggono chiunque sia esposto ad un pericolo di caduta dall’alto. Una molla di richiamo incorporata tiene costantemente tesa la fune del dispositivo anticaduta e consente all’utilizzatore di essere libero di spostarsi fin dove arriva il cavo. Al verificarsi di una caduta questi dispositivi, ad azione autofrenante e adatti a limitare il contraccolpo dovuto alla caduta, sono in grado di trattenere la persona
allacciata alla fune. L’importante è che la persona che cade non possa oscillare o lo faccia solo in misura limitata. Questo presuppone che il punto di ancoraggio o eventualmente la puleggia di rinvio si trovi il più possibile sulla verticale della persona sospesa. Questi dispositivi, se usati correttamente, offrono una protezione ottimale: lo spazio di caduta libera è così limitato a 0,5−1,0 m senza che la persona sia praticamente soggetta a rota-
zioni e oscillazioni di sorta.


Discensori di emergenza
I discensori di emergenza  permettono di estrarre e salvare con la fune di sicurezza persone cadute o
vittime di un infortunio. Questi dispositivi di salvataggio vengono montati fra il punto fisso di ancoraggio e l’imbracatura anticaduta o, in caso di bisogno, fissati diret-
tamente sulla fune di sicurezza. Per gli interventi di sal-
vataggio si rivelano particolarmente idonei i dispositivi
anticaduta a manovella.
I discensori di emergenza devono essere utilizzati secondo le indicazioni del fabbricante.

Salvataggio
La persona sospesa alla fune deve essere soccorsa entro 10−20 minuti con mezzi propri, altrimenti potrebbe subire un trauma da sospensione.
• Prima di utilizzare un’imbracatura anticaduta pensare a come soccorrere la persona e a quali mezzi utilizzare.
• Tutti gli addetti ai lavori devono conoscere la procedura di salvataggio e saper applicare la
tecnica corretta.
• Il materiale necessario deve essere facilmente accessibile sul luogo d’intervento.


Punti e dispositivi di ancoraggio (EN 795)
I punti di ancoraggio devono poter sopportare le sollecitazioni cui sono sottoposti. Associati ad adeguati ammortizzatori di caduta i punti di ancoraggio devono poter sopportare un contraccolpo di almeno 10 kN (1000 kg).
Ancoraggio della fune di sicurezza a elementi portanti della costruzione I dispositivi anticaduta di tipo retrattile o le funi di sicu rezza si possono fissare facilmente a elementi della co struzione portanti mediante punti di ancoraggio mobili

Se sin dall’inizio si sa dove predisporre i punti di anco raggio o questi vengono usati regolarmente, bisogna utilizzare dei dispositivi di ancoraggio testati secondo la norma EN 795 o dimensionati a norma. 

Se la fune di sicurezza va avvolta ad una putrella d’acciaio, è bene utilizzare cinghie corte protette da una guaina


Ancoraggio della fune di sicurezza a funi metalliche tese (linee vita orizzontali)
Come punto di ancoraggio si possono utilizzare anche funi metalliche tese che vengono applicate tra i dispositivi di ancoraggio (conformi alla norma EN 795) o la struttura portante mediante un ammortizzatore di caduta. Le funi metalliche devono essere fissate a punti rigidi disposti a distanze sufficientemente ridotte e la lunghezza dei cordini deve essere tale da impedire che la persona possa ur tare contro eventuali ostacoli in caso di caduta


Le scale a pioli servono fondamentalmente come accessi provvisori o permanenti ai posti di lavoro, ma non sono postazioni di lavoro in altezza. Se si deve in ogni caso lavorare su una scala a pioli in quanto mancano dispositivi tecnici più adeguati (ad es. piattaforme elevabili o ponteggi mobili su ruote), a partire da un’altezza di caduta di 3 m è necessario utilizzare un sistema anticaduta (altezza misurata a partire dalla superficie di appoggio).


Protezione anticaduta su terreno ripido
Il punto di ancoraggio può essere costituito da un albero sufficientemente robusto al di sopra della postazione di lavoro. Il lavoratore scende lungo la fune senza correre pericoli grazie al dispositivo di regolazione della lunghezza o al dispositivo di discesa


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La sicurezza dei dispositivi di protezione individuale (DPI) anticaduta dipende enormemente dalla cura con cui essi vengono sottoposti a manutenzione.
I proprietari d’azienda o i superiori competenti sono
responsabili della fornitura, della manutenzione e dell’effettiva utilizzazione dei dispositivi anticaduta. 

Attenersi in particolare alle indicazioni del fabbricante contenute nelle istruzioni per l’uso.
Prima dell’uso, bisogna controllare periodicamente le cinture e le funi per verificare se sono usurate o danneggiate e, se necessario, provvedere a pulirle. 

Le cinture e le funi difettose o sollecitate dalla caduta di una persona vanno sostituite. Evitare assolutamente di esporle 
ad agenti dannosi, come intenso irraggiamento solare o sostanze aggressive (acidi, liscive, fondenti acidi per brasatura, oli, detergenti e scintille).
Le imbracature anticaduta, i cordini e i dispositivi anticaduta di tipo retrattile vanno controllati per accertare che funzionino bene e, se prescritto, che siano regolati correttamente. A seconda della frequenza d’uso, del luogo in cui vengono impiegati, di come vengono conservati e genere di dispositivo, occorre eseguire, a intervalli da 1 a 3 anni, una revisione completa. I controlli e le revisioni devono essere eseguiti soltanto da personale qualificato.

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