Il rischio biologico negli alberghi

rischio biologico, con riferimento particolare alla presenza di insetti infestanti come le cimici da letto o dei microrganismi che possono causare la legionellosi.


Uno degli interventi, dal titolo “Legionella: il controllo e la gestione dei rischi” e a cura di  Andrea Conti, si è soffermato sulla legionellosi, la manifestazione patologica causata da Legionella di cui si conoscono due forme:
- “la malattia del Legionario (la più severa);
- la febbre di Pontiac”. 
L’intervento ricorda che la principale forma di trasmissione del batterio all’uomo “consiste nell’inalazione di acqua (sotto forma di aerosol) contaminata” e che “non sono conosciuti casi di trasmissione da uomo a uomo”. 
 
Veniamo brevemente ai rischi correlati alle attività ricettive. 
Si indica che “la maggior parte dei casi di legionellosi sono stati associati alla contaminazione degli impianti di distribuzione dell’acqua, di condizionamento dell’aria, di torri evaporative, fontane decorative e di impianti che utilizzano acqua per il benessere della persona”. 
In particolare i principali fattori di rischio presenti negli impianti sono:
- “la presenza di acqua ad una temperatura compresa tra 20 e 55 °C;
- la possibilità che l’acqua sia nebulizzata in particelle di dimensione idonea a raggiungere le basse vie respiratorie;
- la possibilità che tali particelle possano essere inalate”. 
 
Per la gestione del rischio si riportano indicazioni relative a:
- piano di autocontrollo: “documento periodico (annuale/biennale) che la struttura adotta per la prevenzione del rischio Legionellosi”: valutazione, gestione e monitoraggio; 
- valutazione: “individuare le specificità del sito e degli impianti che possono favorire la colonizzazione di legionella e che giustifichino il rischio che nella struttura possano verificarsi uno o più casi di malattia”. La valutazione serve ad acquisire “conoscenze sulla vulnerabilità degli impianti in termini di potenziale: proliferazione batterica; formazione di aerosol;
- gestione: sulla base della valutazione il piano di autocontrollo dovrà prevedere le misure di manutenzione e di disinfezione da adottare per la mitigazione del rischio; 
- monitoraggio: il piano di autocontrollo deve prevedere il monitoraggio periodico della qualità delle acque e quali misure di disinfezione adottare in caso di positività”. 
 
Un intervento al convegno si è soffermato invece sulle cimici da letto.
 
In “Gli infestanti animali. Un nuovo problema: Le cimici da letto”, a cura di Luigi Sansevero, si indica che possono essere molti gli infestanti che invadono gli ambienti di vita, ad esempio blatte (scarafaggi), topi e ratti. Infestanti che sono “direttamente o indirettamente” legati agli ambienti in cui si trovano o a quello direttamente circostante”, alle “condizioni igienico-strutturali degli immobili e alla gestione dei rifiuti”.
Invece la cimice dei letti (Cimex Lectularius), un infestante che sembrava scomparso ma è prepotentemente tornato alla ribalta, non è direttamente legato all’igiene degli ambienti.
 
La cimice dei letti è un insetto ematofago, “che si nutre preferibilmente di sangue umano, anche se può attaccare, in caso di bisogno, altri mammiferi o uccelli”. Generalmente sceglie “come punti di annidamento le strutture dei letti, le cuciture dei materassi, gli spazi dietro i battiscopa e più in generale qualsiasi fessura o intercapedine, generalmente il più vicino possibile agli esseri umani da cui sono attratti per il calore propagato e per l’emissione di CO2”.
Una specie che è in grado di sviluppare una “forte infestazione nel giro di poco tempo”.
 
Innanzitutto l’intervento sottolinea che, in caso di infestazione in corso, “si sconsiglia di procedere ad interventi ‘fai da te’, in quanto è necessario un intervento professionale, possibilmente effettuato da una ditta competente già pratica di questo particolare problema”.
Inoltre riguardo alla verifica della presenza di cimici dei letti si segnala che bisogna “ispezionare attentamente tutti i punti idonei ad ospitare un focolaio di infestazione alla ricerca di adulti, uova, neanidi (uno degli stadi di sviluppo degli insetti, ndr) e residui di muta”.
Per verificare la presenza di cimici dei letti è possibile utilizzare anche le Unità Cinofile Anti Cimici, “costituite dal binomio formato da un cane anti cimici (un cane addestrato alla ricerca olfattiva della Cimice dei letti) e dal suo conduttore cinofilo (un addestratore cinofilo specificatamente formato nella gestione e conduzione di un cane anti cimici)”.
 
Cosa non fare? 
Intanto è necessario “non iniziare una disinfestazione ‘fai da te’ utilizzando comuni insetticidi: si corre il rischio di snidare le cimici e propagarle in altre stanze della abitazione. Non trasportare vestiti, mobili ed altri oggetti in altre stanze, corriamo il rischio di infestarle. Inoltre non andare a dormire sul divano o in altra stanza e non andare a dormire da parenti”. Ed è meglio non buttare via il letto o il materasso: “per prima cosa sono oggetti costosi, sentiamo gli esperti per come poterli recuperare; inoltre si corre il rischio che qualcuno li recuperi diffondendo in altri luoghi l'infestazione”.
 
Queste alcune indicazione su cosa si può fare:
- “interpellare una ditta privata esperta, in quanto debellare le cimici non è una azione che richiede poco tempo, ma che necessita di buona tecnica e professionalità;
- lavare a 60°C e trattare materassi, struttura del letto, battiscopa, stipiti delle porte ed eventuali fessure con vapore secco al almeno 100°C ad una distanza dalle superfici non superiore ai 20 cm (diversi comuni elettrodomestici possono aiutare in questa funzione);
- terminato l’intervento della ditta disinfestatrice possiamo chiedere di porre in atto alcuni accorgimenti che permettano di verificare la completa eradicazione dell’infestazione ricercando questi insetti mediante l’utilizzo di trappole a cattura, specifiche per le cimici da letto. Ne esistono di due tipi. Il primo (trappola inerte) sfrutta la necessità dell’insetto di trovare nascondigli sicuri”. Il secondo (trappola attivata) “permette di catturare le cimici da letto utilizzando un attrattivo che a contatto con l’aria simula l’emissione di CO2 con aumento della temperatura”;
- dopo il trattamento, “in caso si voglia riutilizzare il materasso o proteggere quelli nuovi è possibile utilizzare degli specifici coprimaterasso che hanno la caratteristica di essere impermeabili a questo insetto”.
 
E riguardo alle metodologie di disinfestazione si può avere una “metodologia tradizionale o chimica: si basa sul trattamento insetticida all’interno dei luoghi ove l’infestazione ha attecchito”. Vi sono infatti varie metodiche “che vanno dall’irrorazione si soluzioni di gocce grossolane di insetticida con pompa a bassa pressione, all’aerosol della miscela con nebulizzatori per arrivare alla fumigazione degli ambienti da trattare con l’utilizzo di apposite apparecchiature o utilizzando speciali fumogeni”. Recenti ricerche hanno portato alla “scoperta di un nuovo insetticida chimico/fisico per combattere le cimici” a base di polveri fossili.
Per la disinfestazione esistono poi trattamenti puramente fisici:
- “trattamento criogenico con impiego di azoto liquido;
- trattamento con vapore secco;
- trattamento con calore”.
 
Concludiamo rimandando alla lettura integrale degli interventi che riportano non solo utili immagini esplicative, ma anche altri suggerimenti e approfondimenti per la prevenzione di questa tipologia di rischi nei luoghi di lavoro. 
 
 
“ Legionella: il controllo e la gestione dei rischi” e a cura di Andrea Conti (Asl Milano), intervento al convegno “Ospitalità e sicurezza per tutti” (formato PDF, 332 kB).
 
 “ Gli infestanti animali. Un nuovo problema: Le cimici da letto”, a cura di Luigi Sansevero (Asl Milano), intervento al convegno “Ospitalità e sicurezza per tutti” (formato PDF, 1.07 MB).

Puntosicuro, Asl Milano


Lista di controllo per la valutazione del rischio nelle strutture turistico-ricettive

Usl 10 Firenze

LA MANCATA PREVENZIONE: RISVOLTI CIVILI, PENALI E INDIRETTI.

Il primo pericolo è chiaramente quello di mettere in condizioni di rischio i propri clienti in primis, poi i dipendenti, visitatori e fornitori, a volte con conseguenze molto gravi o con esito infausto. 
Comunemente questi episodi sfociano in cause civili con richieste di risarcimento notevolmente onerose per il gestore della struttura.  

Vi sono poi i risvolti penali, previsti dal D.Lgs.81/08. Infatti, la valutazione del rischio biologico legionellosi (imposta dal D.Lgs. 81/2008) è lo strumento fondamentale che permette al datore di lavoro di tutelare la salute sia dei lavoratori sia degli ospiti.  
Oltre a prevedere interventi di protezione individuali e/o collettivi, occorre operare in un'ottica di prevenzione, attraverso la definizione di “misure tecniche, organizzative, procedurali” volte a evitare l'esposizione, come previsto dal D.Lgs. 81/2008, delineate dalle Linee guida per la sorveglianza e il controllo della legionellosi.

Infine esistono altri risvolti indiretti ma altrettanto pericolosi, quali danni all'immagine:
i casi di Legionella accertati all’interno di strutture ricettive finiscono in una banca dati europea (ELDSNet) in modo da permettere ai tour operator di escluderlo dalle mete programmate.

banca dati europea (ELDSNet)


Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi - Approvate in conferenza Stato Regioni nella seduta del 07 Maggio 2015 



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