La tutela dal fumo passivo negli spazi confinati o aperti non regolamentati

Raccolta normativa nazionale ed internazionale relativa a divieto di fumo negli ambienti aperti e/o confinati 



La prevenzione e la cura del tabagismo, primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili, sono essenziali per promuovere e tutelare la salute pubblica e richiedono lo sviluppo di politiche ed interventi, anche in ambiti diversi da quello strettamente sanitario, con l’obiettivo di attuare misure efficaci (interventi normativi, attività di educazione e promozione della salute, sviluppo di metodologie e farmaci per favorire la cessazione) per diminuire i consumi di prodotti del tabacco, ridurre la prevalenza dei fumatori e, quindi, delle malattie croniche fumo correlate. L’attuazione di misure efficaci è un obiettivo intersettoriale che può essere raggiunto solo attraverso strategie e politiche condivise tra vari Ministeri e Regioni e integrate con quelle dell’Unione Europea (UE) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 
L’OMS, con il Piano di Azione Globale 2014-2020 per il controllo delle malattie croniche non trasmissibili, ha previsto l’obiettivo finale della riduzione del 25% della mortalità precoce per le malattie non trasmissibili entro il 2025; per raggiungere questo scopo gli Stati membri, tra cui l’Italia, si sono impegnati, tra l’altro, a ridurre la prevalenza dei fumatori del 30% entro il 2025.  
Attraverso documenti programmatici (Guadagnare salute) e piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani ed al controllo del tabagismo. Secondo l’approccio intersettoriale di “Guadagnare salute”, il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 impegna tutte le Regioni italiane a ridurre la prevalenza dei fumatori del 10% entro il 2018 (contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo previsto dall’OMS), attraverso l’attivazione di interventi di promozione della salute con approccio trasversale ai determinanti, per ciclo di vita e setting (scuole, ambienti di lavoro, comunità locali, servizio sanitario).  
A livello legislativo con l’articolo 51 “Tutela della salute dei non fumatori” della Legge 3/2003 l’Italia è stata il primo grande paese Europeo ad introdurre la regolamentazione del fumo in tutti i luoghi chiusi pubblici e privati - compresi i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità. Questa legge è una delle più conosciute ed apprezzate dai cittadini italiani; infatti, secondo i dati del sistema di sorveglianza nazionale PASSI sulla popolazione tra i 18 e i 69 anni, il 95% degli Italiani la ritiene utile e oltre il 90% pensa che sia rispettata. Questo dato è confermato dai risultati degli oltre 44.000 controlli, effettuati dal 2005 al 2016 dal Corpo dei Carabinieri per la Salute (NAS), che solo nel 2% dei casi hanno evidenziato un mancato rispetto della norma. L’Italia ha rafforzato, con la legge n. 75 del 18 marzo 2008, che ratifica la Convenzione Quadro OMS per il controllo del 
tabacco (World Health Organization - Framework Convention on Tobacco Control, WHO-FCTC), l’impegno nazionale per la prevenzione e il controllo del tabagismo. 
La necessità di tutelare anche la salute dei non fumatori, in particolare i minori, ha portato all’introduzione nel 2012 (legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189 del decreto legge 13 settembre 2012) del divieto di vendita delle sigarette ai minori di 18 anni, innalzando il precedente limite di 16 anni (previsto dall'art. 25 del Regio decreto 1934), e nel 2013 (legge di conversione 8 novembre 2013, n. 128 del Decreto Legge 12 settembre 2013 n.104) all’estensione del divieto di fumo alle aree all'aperto di pertinenza delle scuole. 
Un ulteriore progresso è rappresentato dal recepimento, con Decreto Legislativo numero 6 del 12 gennaio 2016, della Direttiva 40/2014/UE, che regola la produzione, presentazione e vendita dei tabacchi e dei prodotti affini nell'Unione europea. Il provvedimento pone particolare attenzione alla tutela dei minori con l’introduzione del divieto di fumo in auto in presenza di minori e donne in gravidanza e del divieto di fumo nelle pertinenze esterne dei reparti ospedalieri di neonatologia, ostetricia e pediatria. Inoltre sono state rafforzate le sanzioni ai rivenditori che vendono prodotti del tabacco ai minori e confermato il divieto di vendita ai minori delle sigarette elettroniche con nicotina. 
Grazie alla applicazione della legge ed alle azioni poste in essere dal Ministero della Salute, e dalle Regioni italiane, anche attraverso i Piani Nazionali della Prevenzione e con il supporto di progetti del Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CCM), sono stati ottenuti risultati importanti come la diminuzione del 16,8% della prevalenza dei fumatori (dal 23,8% del 2003 al 19,8% del 2016), la riduzione dei ricoveri per infarto miocardico acuto del 5% ogni anno, la diminuzione del 27,1% delle vendite dei prodotti del tabacco.  
Permangono, tuttavia, delle aree di azione da rafforzare, non solo nell’ambito delle abitazioni private, che non possono essere soggette a “norme” per la restrizione del fumo, ma soprattutto negli spazi all’aperto in presenza di minori, ad esempio fermate degli autobus, stadi settore famiglie, parchi pubblici (aree giochi, spiagge, centri sportivi, stazioni), che potrebbero essere normate. 
Il presente documento riassume i dati attuali relativi ai danni da fumo passivo, passa in rassegna le attuali normative e buone pratiche nazionali e internazionali relative al fumo in ambienti indoor e spazi aperti e si conclude con una serie di proposte operative per favorire la diffusione delle conoscenze sul fumo passivo come fattore di rischio per la salute e per fornire raccomandazioni volte a rafforzare la protezione dal fumo passivo in ambienti aperti e in particolari ambienti confinati. 


 Introduzione  Fumo passivo  

 Effetti del fumo passivo sulla salute 

 Fumo di terza mano  

 Vaporizzatori (sigarette elettronica) 

 Esposizione al fumo passivo in ambienti aperti 

 Esposizione al fumo passivo in ambiente domestico  Interventi di prevenzione dal fumo e loro efficacia

 Conclusioni  Appendice: Raccolta normativa nazionale ed internazionale relativa a divieto di fumo negli ambienti aperti e/o confinati 

 Normative nazionali 

 Normative Europee  Normative internazionali 

 Bibliografia 
 
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