La qualificazione del formatore alla salute e sicurezza sul lavoro

La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rappresenta, come emerge dal d.lgs 81/2008, uno strumento necessario per contribuire alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Una nuova pubblicazione Inail affronta il tema della qualificazione del formatore alla salute e sicurezza sul lavoro e propone una check list con un set di indicatori per la valutazione della qualità.  Le aree di competenza del formatore.

Infatti, se tutti gli attori del sistema SSL vengono adeguatamente informati e formati possono svolgere un ruolo attivo ai fini della prevenzione aziendale. Ciò è altrettanto vero per la figura del formatore, la cui qualificazione è essenziale requisito dell'efficacia dell'azione formativa e del raggiungimento dei suoi obiettivi. In questo ambito si inserisce la presente pubblicazione che riporta i risultati della ricerca svolta in collaborazione con l'Università degli Studi di Bergamo.

In “La qualificazione del formatore alla salute e sicurezza sul lavoro tra idealizzazione e valutazione” viene presentata, in particolare, una ricerca svolta in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo che vuole dare “carattere di concretezza” ai requisiti individuati dal decreto del 6 marzo 2013, “cercando di trasformare caratteristiche qualitative in quantitative, rendendole pertanto misurabili”.

 

Stiamo parlando del progetto di ricerca “Individuazione di criteri e requisiti per la definizione di un sistema di qualificazione della figura del formatore sulla salute e sicurezza sul lavoro”, di durata biennale, che si è posto principalmente, partendo dalle ricerche già implementate dall’Inail, i seguenti obiettivi:

- “definire criteri e requisiti per valutare e ottimizzare le competenze dei formatori nel settore della SSL (salute e sicurezza sul lavoro);

- sperimentare e, successivamente, ridefinire tali criteri di riferimento, con la finalità di elevare ed uniformare il livello qualitativo della formazione sul tema”.

 

Questa attività ha permesso di “identificare delle aree di competenza del formatore e di declinarle in indicatori di qualità, finalizzati alla valutazione del formatore a 360 gradi”. E ha portato a individuare un “set di indicatori (check list) che possono essere utilizzati dagli enti formatori, dai discenti e dal docente stesso sotto forma di autovalutazione”. E tali criteri - si indica nell’introduzione del documento - possono essere considerati “elementi utili per la qualificazione del formatore-docente, non solo per coloro i quali svolgeranno tale ruolo come consulenti, ma anche nel caso in cui saranno impegnati in azioni formative all’interno della propria realtà lavorativa”.

 

Rimandando a futuri articoli l’approfondimento della nuova pubblicazione Inail e, specialmente, degli indicatori per la valutazione della qualità di un formatore alla SSL, riportiamo oggi brevemente le aree di competenza dei formatori alla SSL.

 

In particolare l’idea di competenza alla base della ricerca “rimanda all’insieme di conoscenze e abilità messe in pratica da un soggetto per interagire in modo attivo e dinamico durante ogni attività. I formatori rispondono all’incertezza degli eventi con le loro competenze e secondo uno stile unico e singolare, che emerge dalla relazione tra la situazione e le persone presenti in aula. La competenza si apprende in situazione, perché si tratta di una forma specifica di sapere che si costruisce attraverso l’azione e la riflessione sulla pratica. Perciò sperimentare, mettere alla prova, giocare con le approssimazioni diventa fondamentale per l’apprendimento di nuove competenze”.

 

Questo il quadro delle aree di competenza frutto dell’analisi sui dati raccolti durante la ricerca.

 

Area socio-comunicativa:

- “capacità nel leggere bisogni e specificità dei gruppi e nel costruire adattamenti formativi;

- capacità di essere coltivatore di relazioni;

- capacità di scegliere il proprio posizionamento rispetto all’aula (non troppo asimmetrico);

- capacità di interrogarsi sulle proprie competenze, sui propri stili e posizionamenti;

- capacità di favorire scambio culturale tra/con i partecipanti”.

 

Area dei saperi tecnici e di contesto:

- “conoscenze della normativa vigente in relazione agli specifici ambiti (aggiornamento continuo);

- conoscenze dei rischi specifici dei settori di competenza;

- capacità di orientarsi rispetto ai documenti come DVR, registro infortuni, verbali riunione ex art. 35 ecc.;

- capacità di declinare le conoscenze teoriche nei contesti specifici (facendo esempi idonei, adattamento del linguaggio specifico);

- conoscenze, dirette o indirette, dei contesti lavorativi dei formandi (processi produttivi, dimensioni culturali);

- conoscenza dei ruoli e delle funzioni degli attori del sistema sicurezza (aziendale e territoriale)”.

 

Area metodologica:

- “capacità di leggere e gestire le dinamiche di gruppo;

- capacità di progettare e gestire strumenti metodologici in grado di favorire partecipazione e apprendimento;

- capacità di scegliere in modo equilibrato gli strumenti per favorire integrazione tra teoria e pratica, apprendimenti formali e informali;

- capacità di favorire ascolto e dialogo attraverso l’uso di dispositivi metodologici;

- capacità di innovare ciclicamente le metodologie;

- capacità di valutare l’impatto degli strumenti sull’aula”.

 

La figura del formatore è molto articolata e rischia di assumere i “tratti del formatore multitasking che si muove agilmente tra competenze molto diverse, dentro e fuori l’aula, con tipologie di corsisti e stakeholder molto differenti”; con una visione “idealizzata del formatore, in grado appunto di muoversi agilmente tra competenze tra loro molto differenti”.

Nella ricerca - su cui ci soffermeremo - la valutazione della qualità di un formatore SSL ha perciò comportato un “processo circolare di sperimentazione e ridefinizione dei criteri e degli indicatori in modo da comprenderne l’appropriatezza nei contesti di pratica professionale, senza cadere in un ulteriore mitizzazione o idealizzazione delle competenze del formatore”.


Riportiamo, in conclusione, l’indice del documento Inail:

Introduzione

 

Qualificazione della formazione alla salute e sicurezza sul lavoro: le ragioni del progetto

Valutare il formatore alla salute e alla sicurezza: aspetti normativi

La formazione alla salute e sicurezza in ambito europeo: il progetto ENETOSH

Breve storia di una ricerca: dalla testimonianza alla partecipazione

Le interviste: l’identificazione delle questioni fondamentali

I focus group: le aree di competenza del formatore alla salute e alla sicurezza

La valutazione delle competenze del formatore alla salute e sicurezza sul lavoro

Conclusioni: qualificare la formazione alla salute ed alla sicurezza sul lavoro


Inail, “ La qualificazione del formatore alla salute e sicurezza sul lavoro tra idealizzazione e valutazione”, pubblicazione realizzata dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale e a cura di Mauro Pellici, Cristina Dentici, Antonio Pizzuti, Cinzia Milana, Sara Stabile, Ghita Bracaletti, Enrico Lo Scrudato (INAIL - Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale) e Silvia Brena, Stefano Tomelleri e Ivo Lizzola (Università degli studi di Bergamo - Dipartimento scienze umane e sociali), edizione 2016 (formato PDF, 2.37 MB).

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