Accesso alla Copertura

metodologie di accesso in sicurezza alle coperture

La copertura deve essere dotata almeno di un accesso, interno od esterno, in grado di garantire il passaggio ed il trasferimento di un operatore e di materiali ed utensili in condizioni di sicurezza.

Un accesso interno deve possedere le seguenti caratteristiche:
a) ove sia costituito da una apertura verticale, la stessa deve avere una larghezza libera minima di 0,70 metri ed un’altezza libera minima di 1,20 metri. Limitatamente agli interventi da eseguirsi su edifici esistenti, qualora per dimostrati impedimenti di natura tecnica ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile non sia possibile garantire il rispetto delle dimensioni minime prescritte e vi siano altresì dimostrati impedimenti alla realizzazione di un accesso esterno conforme alle disposizioni di cui al presente regolamento, sono ammesse aperture di dimensioni inferiori, nel rispetto dei limiti dimensionali di cui alla lettera b) e tali comunque da garantire il passaggio di persone e materiali;

b) ove sia costituito da una apertura orizzontale od inclinata, la stessa deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; se di forma rettangolare, l’apertura deve avere una superficie libera di passaggio non inferiore a 0,50 metri quadrati, con lato inferiore di larghezza minima di 0,70 metri;

c) i serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro;

d) l’accesso da aperture orizzontali o inclinate non deve comportare la rimozione dell’anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite; il sistema di connessione dell’anta allo stipite deve essere tale da impedire il distacco accidentale dell’anta in posizione di apertura; l’anta deve inoltre essere provvista di meccanismo tale da evitare l’investimento improvviso ed incontrollato del soggetto che la apre.



 Un accesso esterno deve essere inequivocabilmente riconoscibile per il raggiungimento di sistemi di accesso fissi, permanenti o mobili. Nelle coperture piane, esso deve essere adeguatamente protetto da parapetti con cancelletto apribile verso l’interno. Nelle coperture inclinate, esso deve essere dotato di un ancoraggio facilmente raggiungibile al quale l’operatore, prima di accedere alla copertura, possa agganciare il dispositivo di protezione individuale e collegarsi ad un sistema di ancoraggio presente sul tetto.

Gli Approfondimenti a seguire tratti da coperturasicura della regione toscana

ACCESSO ALLA COPERTURA CON LINEA DI ANCORAGGIO FLESSIBILE INCLINATA

Descrizione:

Soluzione di Accesso alla copertura con linea di ancoraggio flessibile avente inclinazione > di 15°, costituita da fune in acciaio fissata superiormente ad ancoraggio strutturale e inferiormente a elemento terminale provvisto di serra-cavo e tenditore.
Utilizzabile con l’ausilio di dispositivo anticaduta di tipo guidato, munito di sistema autobloccante conforme alla EN 353.2. e meccanismo di apertura.

Caratteristiche:



Il presente sistema di accesso, che in alcuni casi può prevedere supporti intermedi guida- cavo, consente all’operatore di percorrere in sicurezza la distanza compresa tra il punto di sbarco, presente in corrispondenza del bordo di copertura (raggiunto con l’uso di scale o tra battelli), e la sommità del tetto.
Nel caso di coperture provviste di linee di vita, l’ancoraggio superiore della fune metallica coincide quasi sempre con uno dei supporti della linea orizzontale.



Il dispositivo di scorrimento lungo la linea guida deve essere collegato all’asola sternale dell’imbracatura (EN 361) , mediante un cordino provvisto di assorbitore di energia (conforme alla EN 355) e connettore (EN 362), avente lunghezza massima complessiva non superiore a mt.1 .
Il dispositivo anticaduta di tipo guidato dovrà essere dotato di un meccanismo di apertura che ne consenta il distacco dalla linea di ancoraggio al termine dell’utilizzo; in tal caso tale dispositivo, per essere attaccato o staccato, dovrà prevedere due azioni manuali consecutive volontarie.
La linea guida costituita da fune metallica dovrà garantire una resistenza statica minima di 15 kN

Impiego:

Il presente sistema risulta utilizzabile su tutte le coperture a falde, aventi inclinazioni comprese tra i 15° e i 30° ( sub-orizzontali).
Le linee guida di risalita, per caratteristiche statiche e di resistenza, non possono essere utilizzate in posizione orizzontale.

Specificità:

Permette all’operatore di accedere velocemente alla sommità della copertura senza ricorrere alle continue operazioni di attacco/stacco che richiederebbero i ganci di risalita conformi alla UNI EN 517. Consente, inoltre, di mantenere le mani libere, facilitando in tal modo il trasporto lungo il punto di accesso in copertura, di materiali e attrezzature.

Criticità:

Uso del sistema solo da parte di personale adeguatamente addestrato e informato preventivamente sulle modalità di utilizzo indicate dal produttore.
Il sistema presuppone precisi requisiti di resistenza del punto di ancoraggio superiore (resistenza al carico dinamico di 10 kN ).
La manutenzione e la verifica dei dispositivi installati dovrà essere condotta PREFERIBILMENTE da operatore esperto.


Alternative:



Ancoraggi fissi di risalita conformi alla UNI EN 795-UNI 11578 -UNI EN 517 tipo A limitatamente a quanto previsto dalla DPGR della Regione Toscana , n° 75 del 18.12.2013, art. 10, Comma 4.

Ispezioni:

Le verifiche dovranno essere effettuate preferibilmente da personale competente, secondo le indicazioni fornite dal fabbricante. Queste avranno lo scopo di controllare le condizioni di integrità del sistema e dei suoi singoli componenti prima e dopo il loro uso e dopo un lungo periodo di inutilizzo
l’impiego di un dispositivo guidato provvisto di sistema di apertura, consente di migliorare le condizioni di conservazione dei meccanismi di scorrimento e autobloccaggio, permettendo di riporre il dispositivo in luogo protetto durante il periodo di inutilizzo.

Sistemi e procedure complementari:

Verifica dello stato dei luoghi e delle condizioni al contorno: presenza linee elettriche, ostacoli lungo il percorso di accesso alla copertura, modifiche alla morfologia della copertura.
Agibilità del percorso e del punto di accesso esterno alla copertura.
Uso di calzature antisdrucciolo.
Verifica delle condizioni meteorologiche e ambientali: vento forte, gelo, scarsa visibilità, pioggia.
Verifica dei contenuti dell’eventuale “Fascicolo” (delle manutenzioni) in dotazione all’immobile (D. Lgs. 81/2008 art.91, comma 1, lett.b), se già presente, del quale farà parte integrante l’elaborato tecnico della copertura di cui al DPGR 75/2013

ACCESSI ESTERNI: CON PROTEZIONE DEL PUNTO DI SBARCO

Descrizione:

E’ identificabile come la porzione di piano di una copertura, anche inclinata, dove sbarca l’operatore mediante un percorso di accesso esterno.

Caratteristiche:

In mancanza di sistemi fissi di accesso alla copertura, deve essere previsto almeno un luogo di sbarco adeguatamente protetto ed inequivocabilmente raggiungibile con mezzi mobili (UNI 8088).

Impiego:

Accesso e/o transito in copertura.

Specificità:

In assenza di parapetti dal punto di sbarco si devono trovare poi ancoraggi in modo da consentire all’operatore di arrivare al sistema principale di ancoraggio (linea o palo).

Criticità:

Il punto di sbarco dell’operatore deve essere progettato affinché le operazioni dell’operatore possano avvenire agevolmente senza compiere manovre di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche, soprattutto quando l’operatore debba anche recare con sé la cassetta degli attrezzi o un dispositivo anticaduta retrattile da collegare alla linea anticaduta orizzontale.


Alternative:



Ponteggio,

Sistemi e procedure complementari:

Verifica delle condizioni metereologiche ed ambientali: vento forte (in particolare vento a raffica), gelo, pioggia forte, per l’utilizzo.
Verifica delle condizioni di ancoraggio in prossimità dell’uscita dal punto di sbarco.

ACCESSI ESTERNI: CON PUNTO DI ANCORAGGIO UNI EN 517/795 - UNI 11578

Descrizione:

Per accesso sicuro alla copertura si intende il punto, raggiungibile mediante un percorso sicuro, in grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura.

Caratteristiche:

Gli accessi esterni alla copertura con punto di ancoraggio strutturale, così come normati dalla UNI EN 517- UNI 11578 fisso Tipo A (UNI EN 795 rimovibile), consentono ad un operatore di trovare immediatamente, alla fine del percorso sicuro, un gancio di sicurezza strutturale da tetto, oppure un dispositivo di ancoraggio strutturale e/o una linea di ancoraggio. Detto punto di ancoraggio strutturale deve essere posto ad una distanza che consenta all'operatore di agganciarsi prima di uscire completamente dal percorso sicuro.
Impiego: E’ buona prassi porre il primo dispositivo di ancoraggio strutturale, quale accesso sicura alla copertura o alla porzione oggetto di manutenzione, ad una distanza di circa 60 cm (estensione di un braccio) dall'accesso esterno, che può essere anche costituito da una linea vita, come nella figura di pg.1, valutando attentamente il rischio residuo di caduta una volta agganciatosi. Il dispositivo di ancoraggio deve essere collocato su una struttura, o parte di essa, in grado di resistere ad una sollecitazione pari ad almeno 1000 kg.

Impiego:

Dispositivo di protezione individuale obbligatorio in tutti quei casi in cui pur essendo già state adottate tutte le possibili misure tecniche di prevenzione, anche di protezione collettiva, o nell'impossibilità tecnica di adottare DPC, permane un rischio residuo di caduta dall’alto. Deve essere destinato dal datore di lavoro ad un uso personale salvo quanto specificato all’art. 77 c.4 l.d) D.Lgs 81/08. Si rende necessario in quelle particolari fasi lavorative in cui l’operatore è esposto al rischio di caduta dall’alto della copertura o di parti di essa aperte sul vuoto dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto a un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.).

Esistono vari tipi di imbracature dotate di punti di ancoraggio diversi in funzione del loro utilizzo e delle tecniche di lavoro, le principali relative ai lavori in copertura sono sintetizzate nel grafico a lato

Specificità:

Se accedo da una facciata, il primo punto di ancoraggio strutturale a cui l’operatore si vincola (l’accesso sicuro in oggetto) dovrebbe consentirgli, da solo o assieme ad un numero limitato di ancoraggi puntuali o ganci, di arrivare ad agganciarsi ad una linea, fissa o flessibile, posta secondo la buona prassi ad una distanza dalla gronda pari o superiore a 2,3 m., al fine di impedire la caduta dell’operatore stesso che si è agganciato con cordino di 2 m e quindi lavora o transita “in trattenuta”. Se invece mi collego da una linea vita ad un gancio in una porzione di copertura, questo, per lo stesso motivo di cui sopra, deve essere posizionato ad una distanza di sicurezza non superiore ai 2,3m. dalla gronda (vedi figura).

Criticità:

Un elemento di criticità per questo tipo di accessi esterni è che il posizionamento che lo rende accessibile allungando un braccio, non garantisce l’operatore dall’evitare il rischio residuo di caduta (essendo la distanza del punto di ancoraggio significativamente inferiore a 2 m dal bordo della copertura) soprattutto quando accedo dalla facciata. Altra grande criticità e data dal fatto che, in caso di utilizzo di ganci strutturali del tipo UNI EN 517 o dispositivi di ancoraggio puntuale fisso UNI 11758 (UNI EN 795 rimovibile) Tipo A, l’operatore è comunque obbligato ad eseguire una serie di operazioni di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche. Nel caso di trasporto di attrezzature ed elementi da sostituire/manutenere ingombranti tali dispositivi sono sconsigliabili. e il rischio di scivolamento e/o rotolamento va attentamente valutato, prevedendo idonei DPC a supporto (anche di tipo temporaneo).


Alternative:



Accessi interni

Ispezioni:

Le verifiche di tali accessi con punti strutturali sono quelle relative allo stato di conservazione degli elementi di ancoraggio e alla loro posa in opera secondo normativa. Bisogna inoltre valutare attentamente la stabilità degli elementi strutturali su cui si predispongono.
Le verifiche, effettuate preferibilmente da personale competente e adeguatamente formato, dovranno valutare la conformità dell’installazione secondo le prescrizioni del fabbricante, l’integrità di ogni singolo componente prima e dopo il suo uso e dopo un lungo periodo di inutilizzo. Chi redige l’elaborato tecnico della copertura deve’ prevedere un programma delle revisioni periodiche per verificare la resistenza del sistema di ancoraggio (elaborato: piano di manutenzione), dove saranno riportate le verifiche e manutenzioni effettuate, a disposizione dei futuri operatori.

Sistemi e procedure complementari:

Verifica dell’assenza di ostacoli in prossimità dell’accesso.
Utilizzo da parte degli operatori di DPI: calzature antiscivolo, imbracatura, cordini,ecc.
Verifica delle condizioni ambientali e meteorologiche.
Predisposizione di opportuni DPC

ACCESSO INTERNO SU PARETE INCLINATA

Descrizione:

Apertura che permette, alla fine del percorso interno, l’uscita agevole dell’operatore in copertura con utensili da lavoro e materiali.

Caratteristiche:

Le dimensioni minime sono: larghezza minima del lato minore di 70 cm con un minimo di 0,50 mq.
I serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti a cui sia possibile rimanere impigliati nel passaggio ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro.
Il miglior posizionamento dell’accesso interno dovrebbe garantire la possibilità di collocare il primo punto di ancoraggio esterno ad una distanza tale da permettere l’aggancio in sicurezza dall’interno.
E’ necessario che i percorsi verticali siano prioritariamente realizzati con scale fisse a gradini a sviluppo rettilineo; in presenza di vincoli costruttivi possono essere utilizzate scale fisse, scale retrattili, scale portatili.

Impiego:

Accesso in sicurezza dei lavori in copertura.

Specificità:

In prossimità dell’accesso deve sempre trovarsi un ancoraggio (fisso UNI 795,tipo A o UNI 517) in modo da consentire all’operatore di trovarsi ancorato ancor prima di uscire completamente sulla copertura.
Dal punto di accesso si devono trovare poi ancoraggi in modo da consentire all’operatore di avvivare al sistema principale di ancoraggio (linea o palo).

Criticità:

L’uscita dell’operatore deve avvenire agevolmente senza compiere manovre di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche, soprattutto quanto l’operatore debba anche recare con sé la cassetta degli attrezzi o un dispositivo anticaduta retrattile da collegare alla linea anticaduta orizzontale


Alternative:



Accesso alla copertura esterno e permanente.

Ispezioni:

Le condizioni del gancio in prossimità dell’uscita deve essere verificato secondo il programma delle manutenzioni che fa parte dell’elaborato tecnico della copertura.

Sistemi e procedure complementari:
•Verifica delle condizioni meteorologiche ed ambientali.
•Verifica delle condizioni di ancoraggio in prossimità dell’uscita in copertura.

ACCESSO INTERNO SU PARETE VERTICALE

Descrizione:

Apertura che permette, alla fine del percorso interno, l’uscita agevole dell’operatore in copertura con utensili da lavoro e materiali.

Caratteristiche:
Le dimensioni minime sono: larghezza di 70 cm e altezza 120 cm.
I serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti a cui sia possibile rimanere impigliati nel passaggio ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro.
Il miglior posizionamento dell’accesso interno dovrebbe garantire la possibilità di collocare il primo punto di ancoraggio esterno ad una distanza tale da permettere l’aggancio in sicurezza dall’interno.

Impiego:
Accesso in sicurezza dei lavori in copertura.

Specificità:
In prossimità dell’accesso deve sempre trovarsi un ancoraggio (fisso UNI 795, A1-A2 o UNI 517) in modo da consentire all’operatore di trovarsi ancorato ancor prima di uscire completamente sulla copertura.
Dal punto di accesso si devono trovare poi ancoraggi in modo da consentire all’operatore di avvivare al sistema principale di ancoraggio (linea o palo).
Criticità:
L’uscita dell’operatore deve avvenire agevolmente senza compiere manovre di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche, soprattutto quanto l’operatore debba anche recare con sé la cassetta degli attrezzi o un dispositivo anticaduta retrattile da collegare alla linea anticaduta orizzontale


Alternative:



Accesso alla copertura esterno e permanente.

Ispezioni:

Le condizioni del gancio in prossimità dell’uscita deve essere verificato secondo il programma delle manutenzioni che fa parte dell’elaborato tecnico della copertura.

Sistemi e procedure complementari:
•Verifica delle condizioni meteorologiche ed ambientali
•Verifica delle condizioni di ancoraggio in prossimità dell’uscita in copertura