verbali “operativi” del CSE in fase di esecuzione

Tre verbali “operativi” del CSE in fase di esecuzione

Nella gestione quotidiana della sicurezza in cantiere, il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) ha bisogno di strumenti tracciabili, coerenti con il PSC e soprattutto utili a governare interferenze, scostamenti e adeguamenti senza lasciare zone grigie. I tre verbali in Word che hai allegato coprono tre presìdi complementari:

  1. Verbale di coordinamento (riunione e decisioni di coordinamento);

  2. Verbale di verifica in cantiere (sopralluogo e riscontro dell’applicazione PSC e obblighi “di cantiere”);

  3. Verbale di verifica POS (controllo di coerenza e idoneità dei POS rispetto a PSC e Allegato XV).

Di seguito una descrizione puntuale, con riferimenti normativi italiani e con focus sull’utilità concreta per il CSE.


Verbale di coordinamento (riunione di coordinamento) – “governance” delle interferenze e dell’uso comune

A cosa serve

È il verbale con cui il CSE formalizza la riunione di coordinamento e “mette a terra” le decisioni operative relative a:

  • stato di attuazione del PSC;

  • interferenze e compatibilità tra lavorazioni (specie nei periodi a maggior rischio);

  • soggetti tenuti ad attivare specifiche misure del PSC;

  • misure di coordinamento per l’uso comune di apprestamenti/attrezzature/infrastrutture/servizi di protezione collettiva;

  • eventuali non conformità emerse e azioni concordate.

Riferimenti normativi chiave (richiamati e coerenti col modello)

  • Art. 92, comma 1, lett. c) D.Lgs. 81/2008: il CSE coordina l’applicazione delle disposizioni del PSC e la cooperazione/ coordinamento tra imprese e lavoratori autonomi; il modello lo richiama espressamente come finalità del verbale.

  • Allegato XV D.Lgs. 81/2008:

    • punto 2.2.4 (scelte progettuali e organizzative, procedure, misure preventive e protettive): nel verbale è prevista la sezione per definire chi deve attivare cosa e quando verrà verificato.

    • punto 2.3.4 (misure di coordinamento per uso comune): il verbale dedica una sezione specifica all’uso comune di apprestamenti/mezzi/servizi di protezione collettiva, con nominativi e modalità di verifica.

Utilità concreta per il CSE

  • Riduce ambiguità: definisce responsabilità e perimetro delle misure PSC (chi fa cosa, in che tempi, come si controlla).

  • Gestisce interferenze in modo dimostrabile: quando cambiano fasi e compresenze, il verbale documenta compatibilità PSC e necessità di integrazioni/aggiornamenti (anche cronoprogramma).

  • Supporta il committente (e tutela il CSE): in caso di contestazioni, dimostra che il coordinamento è stato svolto con riunioni, ordine del giorno, presenze, esiti e trasmissione.


Verbale di verifica in cantiere – “controllo sul campo”, contestazioni e attivazione della catena di segnalazione

A cosa serve

È il verbale di sopralluogo con cui il CSE verifica in sito:

  • l’applicazione, da imprese affidatarie/esecutrici e lavoratori autonomi, delle disposizioni pertinenti del PSC (art. 100) e delle procedure di lavoro;

  • le lavorazioni in corso, i soggetti presenti, e l’efficacia o meno delle disposizioni PSC in relazione allo stato reale del cantiere.

Riferimenti normativi chiave (richiamati e coerenti col modello)

  • Art. 92, comma 1, lett. a) D.Lgs. 81/2008: verifica dell’applicazione delle disposizioni contenute nel PSC e delle procedure di lavoro; è il riferimento diretto del modello.

  • Art. 100 D.Lgs. 81/2008 (PSC): il verbale richiama espressamente che la verifica riguarda PSC e procedure correlate.

  • Art. 92, comma 1, lett. e) D.Lgs. 81/2008: in caso di inosservanze, il CSE contesta per iscritto e segnala al committente/RL; il modello struttura proprio questa sequenza (inosservanze → ordini → segnalazioni).

  • Artt. 94, 95, 96, 97 comma 1 D.Lgs. 81/2008: il verbale ha una sezione dedicata alle inosservanze di competenza delle imprese e dei lavoratori autonomi (misure generali, obblighi datoriali, impresa affidataria, ecc.).

  • Pericolo grave e imminente: il modello prevede una sezione per registrare situazioni di pericolo grave e imminente e la conseguente sospensione delle lavorazioni fino ad adeguamento.

  • Escalation verso ASL e Ispettorato: il verbale prevede la comunicazione dell’inadempienza del committente/RL agli organi competenti se non adotta provvedimenti entro la data indicata.

Utilità concreta per il CSE

  • È lo strumento più “difensivo” e più operativo: documenta ciò che è stato visto, chi era presente, cosa non era conforme, cosa è stato ordinato e quali termini sono stati dati.

  • Trasforma l’osservazione in azione: la sezione “ORDINA” consente di formalizzare richieste con scadenza, riducendo il rischio che la non conformità resti “nota informale”.

  • Gestisce l’emergenza decisionale: nei casi di pericolo grave e imminente, consente di motivare e tracciare la sospensione delle lavorazioni fino alla verifica dell’adeguamento.


Verbale di verifica POS – “qualità documentale” e coerenza POS/PSC prima dell’ingresso in operatività

A cosa serve

È il verbale con cui il CSE:

  • prende atto della ricezione del POS (da impresa esecutrice) e della base normativa di redazione;

  • effettua la verifica di contenuto del POS secondo gli elementi obbligatori previsti;

  • conclude con un esito di idoneità/coerenza del POS rispetto al PSC, oppure richiede adeguamenti con termine e prescrizioni “nelle more”.

Riferimenti normativi chiave (richiamati e coerenti col modello)

  • Art. 92, comma 1, lett. b) D.Lgs. 81/2008: verifica dell’idoneità del POS, da parte del CSE; è il riferimento diretto del modello.

  • Art. 101 D.Lgs. 81/2008: trasmissione del POS al CSE (ricezione del POS ai sensi dell’articolo).

  • Art. 96, comma 1, lett. g) D.Lgs. 81/2008: obbligo di redazione del POS; il modello lo richiama nella sezione di ricezione.

  • Allegato XV, punto 3.2 D.Lgs. 81/2008: elenco degli elementi minimi del POS; il modello struttura la verifica “a punti” proprio su questa base (anagrafiche e ruoli, lavorazioni, emergenze, medico competente ove previsto, RSPP, direttore tecnico/capocantiere, organico, mansioni sicurezza, organizzazione/turni, opere provvisionali e impianti, sostanze pericolose/SDS, rumore, misure integrative, procedure complementari richieste dal PSC, DPI, informazione/formazione).

  • Coerenza POS–PSC: il modello ribadisce che il POS è “piano complementare di dettaglio del PSC” e che l’esito riguarda idoneità e coerenza.

Utilità concreta per il CSE

  • Previene problemi prima che diventino non conformità in campo: un POS incoerente o incompleto si traduce quasi sempre in prassi difformi; qui il CSE intercetta “a monte” le lacune.

    Uniforma le imprese: la check di Allegato XV consente di chiedere integrazioni puntuali, comparabili tra imprese diverse, evitando richieste “a sentimento”.

  • Rende gestibile il coordinamento: se il POS contiene procedure complementari richieste dal PSC e misure integrative coerenti, la fase di coordinamento in cantiere diventa più rapida e meno conflittuale.


Come i tre verbali lavorano insieme (valore aggiunto per il CSE)

  • Verbale POS: mette in qualità la documentazione e allinea l’impresa al PSC prima dell’operatività.

  • Verbale di coordinamento: governa le compresenze, l’uso comune e le interferenze nel tempo (riunioni e decisioni).

  • Verbale di verifica in cantiere: controlla l’applicazione reale, gestisce non conformità, ordini, segnalazioni e (se necessario) sospensioni.

    In sintesi: sono tre “livelli” della stessa strategia CSE — prevenire (POS), coordinare (riunione), verificare e intervenire (sopralluogo) — tutti ancorati a D.Lgs. 81/2008 e Allegato XV come tracciato tecnico-operativo.


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