UNI 9994-1:2024 Manutenzione estintori

UNI 9994-1:2024: le principali novità per la manutenzione degli estintori portatili e carrellati

UNI 9994-1:2024: Le Principali Novità Per La Manutenzione Degli Estintori Portatili E Carrellati

Il 25 luglio 2024 è entrata in vigore la nuova edizione della norma UNI 9994-1:2024, dedicata agli estintori d’incendio e, in particolare, alle attività di controllo iniziale e manutenzione. La norma sostituisce la precedente UNI 9994-1:2013 e rappresenta il riferimento tecnico nazionale per mantenere efficienti gli estintori portatili e carrellati durante la loro vita operativa. Il campo di applicazione riguarda le attività di controllo iniziale, sorveglianza, controllo periodico, revisione programmata e collaudo, mentre non riguarda l’installazione degli estintori.

Nel quadro del D.M. 1 settembre 2021, la manutenzione e il controllo dei presidi antincendio devono essere eseguiti secondo la regola dell’arte, in accordo con norme tecniche pertinenti e manuali d’uso e manutenzione; per gli estintori, la norma tecnica indicata come riferimento è la UNI 9994-1.

La UNI 9994-1:2024 introduce un aggiornamento rilevante per la manutenzione degli estintori d’incendio in Italia. Le novità non riguardano soltanto le scadenze, ma anche la classificazione degli estintori a base d’acqua, la gestione dei ricambi, la tracciabilità documentale, la responsabilità della persona incaricata e la salvaguardia ambientale.

Il cambiamento più evidente è l’aggiornamento delle periodicità di revisione e collaudo, ma il vero impatto della norma è più ampio: la manutenzione diventa più legata alla configurazione tecnica dell’estintore, al prototipo autorizzato, al libretto del produttore e alla qualità della documentazione.

Perché la nuova UNI 9994-1:2024 è importante

La nuova edizione non si limita ad aggiornare alcune scadenze, ma interviene su più aspetti operativi della manutenzione antincendio. Le novità principali riguardano:

  • l’aggiornamento della terminologia tecnica;
  • la nuova classificazione degli estintori a base d’acqua;
  • la revisione delle periodicità massime di revisione e collaudo;
  • una migliore definizione della sorveglianza;
  • il rafforzamento della tracciabilità documentale;
  • l’attenzione alla conformità dei ricambi e degli agenti estinguenti;
  • la gestione degli estintori fuori servizio e dei materiali dismessi;
  • il richiamo alla sostenibilità ambientale, anche in relazione agli agenti fluorurati.

La nota dei Vigili del Fuoco sulla UNI 9994-1:2024 evidenzia proprio che la nuova edizione introduce modifiche terminologiche, riclassifica gli estintori a base d’acqua, definisce meglio la sorveglianza, aggiorna le periodicità di revisione e collaudo e chiarisce le decorrenze degli interventi manutentivi.

Aggiornamenti della terminologia

Uno degli interventi più significativi riguarda la sezione relativa a termini e definizioni. La norma adotta un linguaggio più coerente con il quadro autorizzativo e con le responsabilità di produttori, manutentori e persone responsabili.

Tra gli aggiornamenti più rilevanti si segnala il passaggio dal concetto di “prototipo omologato” al concetto di “prototipo autorizzato”. Questa modifica non è soltanto formale: serve a chiarire che l’estintore commercializzato deve essere conforme al prototipo che ha superato positivamente la fase autorizzativa presso l’autorità competente.

In termini pratici, ciò significa che:

  • il fabbricante deve immettere sul mercato estintori conformi al prototipo autorizzato;
  • la dichiarazione di conformità e il libretto d’uso e manutenzione diventano documenti centrali per verificare la corretta gestione dell’estintore;
  • il manutentore deve operare preservando la conformità dell’apparecchio al prototipo autorizzato;
  • ricambi, agenti estinguenti e componenti sostituiti devono essere coerenti con quanto previsto dal produttore.

Questo aggiornamento rafforza il collegamento tra manutenzione, documentazione tecnica e responsabilità del fabbricante.

Nuova classificazione degli estintori a base d’acqua

La nuova UNI 9994-1:2024 rivede in modo importante la classificazione degli estintori a base d’acqua. La distinzione non riguarda più soltanto la generica presenza di acqua o schiuma, ma considera più elementi tecnici.

La classificazione tiene conto di:

  • tipo di pressurizzazione, distinguendo tra:
    • estintori a base d’acqua a pressione permanente;
    • estintori a base d’acqua a pressione ausiliaria;
  • composizione dell’agente estinguente, distinguendo tra:
    • sola acqua;
    • acqua miscelata con additivi;
    • acqua miscelata con nuovi additivi fluorine-free;
    • additivo in cartuccia separato dall’acqua;
  • tipologia del serbatoio, distinguendo tra:
    • serbatoio plastificato;
    • serbatoio in acciaio inox, inteso come acciaio altolegato;
    • serbatoio in alluminio.

Questa riclassificazione è rilevante perché incide direttamente sulle attività di controllo, revisione e collaudo. In particolare, la norma presta maggiore attenzione ai serbatoi plastificati, per i quali possono essere richieste verifiche specifiche sullo stato del trattamento interno.

Additivi fluorine-free e sostenibilità ambientale

Un’altra novità importante è l’esplicito riferimento agli additivi fluorine-free, cioè agenti estinguenti privi di sostanze fluorurate. Questo aggiornamento si inserisce in un contesto più ampio di progressiva attenzione europea verso le sostanze fluorurate persistenti, tra cui il PFOA e i composti correlati. Il Regolamento delegato (UE) 2020/784 ha infatti modificato il Regolamento POPs, inserendo il PFOA, i suoi sali e i composti correlati nel quadro delle sostanze soggette a restrizioni.

Per le aziende, questo significa che la manutenzione degli estintori non deve essere vista solo come adempimento antincendio, ma anche come attività con possibili ricadute ambientali, soprattutto quando comporta la sostituzione o lo smaltimento di agenti estinguenti.

Le fasi operative della manutenzione

La UNI 9994-1:2024 conferma una struttura articolata della manutenzione degli estintori. Le attività non sono tutte uguali: alcune sono visive, altre documentali, altre ancora richiedono interventi tecnici più approfonditi.

Le principali fasi sono:

  • Sorveglianza
    È una verifica visiva organizzata dalla persona responsabile. Può essere svolta anche da personale non tecnico, purché adeguatamente informato. Serve a controllare che l’estintore sia presente, visibile, accessibile, integro, non manomesso e dotato di cartellino di manutenzione.
  • Controllo iniziale
    È l’attività con cui il manutentore prende in carico l’estintore, specialmente in caso di subentro. Comprende verifiche documentali e visive, tra cui la presenza delle marcature, delle registrazioni pregresse e del libretto d’uso e manutenzione.
  • Controllo periodico
    Deve essere effettuato con periodicità massima semestrale, entro la fine del mese di competenza. Comprende verifiche tecniche sull’efficienza dell’estintore, sullo stato di carica, sulla pressione, sul cartellino, sull’integrità dell’apparecchio e, per alcune tipologie a base d’acqua, sul trattamento di plastificazione interna.
  • Revisione programmata
    È un intervento più approfondito, con verifiche tecniche interne, controllo delle parti, sostituzione dell’agente estinguente, controllo dei dispositivi di sicurezza e ripristino dell’estintore in condizioni di efficienza.
  • Collaudo
    È la verifica della stabilità del serbatoio o della bombola, secondo le periodicità previste. Serve ad accertare che l’estintore possa continuare a essere utilizzato in sicurezza.
  • Manutenzione straordinaria
    Si esegue fuori dalle scadenze ordinarie, ad esempio dopo un utilizzo anche parziale dell’estintore o quando viene rilevata una non conformità.

Il controllo periodico resta fissato, come periodicità massima, a 6 mesi; revisione e collaudo seguono invece le scadenze specifiche previste in base ad agente estinguente, pressurizzazione e materiale del serbatoio.

Nuove periodicità di revisione e collaudo

Uno degli aspetti più rilevanti della UNI 9994-1:2024 riguarda le nuove periodicità massime per revisione programmata e collaudo. La norma introduce un sistema più differenziato rispetto al passato, soprattutto per gli estintori a base d’acqua.

In sintesi, le principali scadenze sono:

  • Estintori a polvere
    • revisione programmata ogni 60 mesi;
    • collaudo ogni 120 mesi;
    • rispetto alla precedente edizione, la revisione passa da 36 a 60 mesi, mentre il collaudo passa da 144 a 120 mesi.
  • Estintori a biossido di carbonio, CO₂
    • revisione programmata ogni 60 mesi;
    • collaudo ogni 120 mesi.
  • Estintori a idrocarburi alogenati
    • revisione programmata ogni 72 mesi;
    • collaudo ogni 120 mesi.
  • Estintori a base d’acqua a pressione permanente con sola acqua
    • serbatoio plastificato: verifica del trattamento interno a 24 mesi, revisione a 60 mesi e collaudo a 72 mesi;
    • serbatoio inox o alluminio: revisione a 60 mesi e collaudo a 120 mesi.
  • Estintori a base d’acqua a pressione permanente con acqua miscelata ad additivi o additivi fluorine-free
    • serbatoio plastificato: revisione a 24 mesi e collaudo a 72 mesi;
    • serbatoio inox o alluminio: revisione a 48 mesi e collaudo a 120 mesi.
  • Estintori a base d’acqua a pressione permanente con additivo in cartuccia separato dall’acqua
    • serbatoio plastificato: revisione a 60 mesi e collaudo a 72 mesi;
    • serbatoio inox o alluminio: revisione a 60 mesi e collaudo a 120 mesi.
  • Estintori a base d’acqua a pressione ausiliaria con sola acqua
    • serbatoio plastificato: revisione a 60 mesi e collaudo a 72 mesi;
    • serbatoio inox o alluminio: revisione a 60 mesi e collaudo a 120 mesi.
  • Estintori a base d’acqua a pressione ausiliaria con acqua miscelata ad additivi o additivi fluorine-free
    • serbatoio plastificato: revisione a 24 mesi e collaudo a 72 mesi;
    • serbatoio inox o alluminio: revisione a 48 mesi e collaudo a 120 mesi.
  • Estintori a base d’acqua a pressione ausiliaria con additivo in cartuccia separato dall’acqua
    • serbatoio plastificato: revisione a 60 mesi e collaudo a 72 mesi;
    • serbatoio inox o alluminio: revisione a 60 mesi e collaudo a 120 mesi.

I tempi indicati rappresentano valori massimi ammissibili. Le periodicità possono essere ridotte in funzione del rischio, delle condizioni d’uso o delle indicazioni del fabbricante, ma non devono essere aumentate oltre i limiti previsti dalla norma.

Decorrenza delle scadenze e ruolo del libretto d’uso e manutenzione

La nuova norma chiarisce anche il tema della decorrenza degli interventi. In generale:

  • la data del primo controllo periodico coincide con la prima installazione o messa in esercizio;
  • la prima revisione programmata si calcola dalla data di produzione dell’estintore;
  • se la data di produzione dell’estintore non è disponibile, si fa riferimento alla data di produzione del serbatoio o della bombola;
  • il primo collaudo si calcola dalla data di produzione del serbatoio o della bombola;
  • se manca il mese di produzione, il calcolo parte dal mese di gennaio dell’anno indicato.

Il libretto d’uso e manutenzione mantiene un ruolo centrale. Per gli estintori già prodotti alla data di adozione della nuova norma, occorre verificare la coerenza tra dichiarazione di conformità, libretto del fabbricante e periodicità applicabili. In modo prudenziale, per gli estintori già immessi sul mercato, in particolare per quelli a polvere, diversi operatori di settore raccomandano di mantenere le periodicità di revisione già previste dal libretto, salvo aggiornamenti formalizzati dal fabbricante e compatibili con il prototipo autorizzato.

Controllo periodico: cosa verificare

Il controllo periodico resta una delle attività più importanti perché consente di individuare anomalie prima che l’estintore diventi inefficiente o pericoloso.

Durante il controllo periodico devono essere considerati, tra gli altri, i seguenti aspetti:

  • presenza dell’estintore nel punto previsto;
  • visibilità e accessibilità del presidio;
  • assenza di manomissioni;
  • integrità del supporto;
  • leggibilità delle iscrizioni e delle marcature;
  • presenza del cartellino di manutenzione;
  • verifica della data prevista per le successive attività;
  • controllo della pressione per gli estintori a pressione permanente;
  • controllo della carica degli estintori a CO₂ mediante pesatura;
  • verifica delle bombole di gas ausiliario, ove presenti;
  • assenza di corrosione, ammaccature, perdite, incrinature o danni ai tubi flessibili;
  • verifica del trattamento interno per specifici estintori a base d’acqua con serbatoio plastificato.

L’attenzione ai serbatoi plastificati è una delle novità più operative della norma, perché introduce controlli mirati su una parte dell’estintore che può incidere in modo significativo sulla sua affidabilità.

Revisione programmata e sostituzione dell’agente estinguente

La revisione programmata non è un semplice controllo visivo. È un intervento tecnico che mira a ripristinare e confermare l’efficienza dell’estintore.

Durante la revisione programmata, il manutentore deve verificare:

  • stato generale dell’apparecchio;
  • corretto funzionamento delle parti;
  • sezioni di passaggio dell’agente estinguente;
  • tubi, raccordi e ugelli;
  • ruote e assali, se presenti negli estintori carrellati;
  • dispositivi di sicurezza contro le sovrappressioni;
  • guarnizioni;
  • valvola erogatrice, ove previsto;
  • conformità dell’agente estinguente al prototipo autorizzato.

L’agente estinguente sostituito non deve essere riutilizzato e deve essere gestito come materiale di scarto secondo la normativa ambientale applicabile. La sostituzione deve avvenire con agente conforme a quello previsto per il prototipo autorizzato.

Collaudo: sicurezza del serbatoio e idoneità all’uso

Il collaudo serve a verificare la stabilità del serbatoio o della bombola. È un passaggio fondamentale perché l’estintore è un’apparecchiatura soggetta a pressione e, come tale, deve garantire sicurezza anche dal punto di vista meccanico.

Nel collaudo devono essere valutati:

  • assenza di perdite;
  • assenza di deformazioni;
  • assenza di corrosione interna o esterna;
  • idoneità del serbatoio o della bombola;
  • conformità alle indicazioni del produttore;
  • esito positivo della prova prevista.

Se l’estintore non supera positivamente il collaudo, deve essere messo fuori servizio. Anche in questo caso la tracciabilità dell’intervento è essenziale.

Manutenzione straordinaria

La manutenzione straordinaria si attiva quando l’estintore è stato utilizzato, anche solo parzialmente, oppure quando vengono rilevate anomalie o non conformità.

Questa attività può essere necessaria, ad esempio, quando:

  • l’estintore è stato scaricato anche in parte;
  • il dispositivo risulta danneggiato;
  • sono presenti segni di corrosione;
  • il cartellino è assente o non aggiornato;
  • la pressione non è corretta;
  • il serbatoio presenta ammaccature;
  • l’agente estinguente o i componenti non risultano conformi;
  • il manutentore ha dubbi sull’effettiva efficienza dell’apparecchio.

In caso di dubbio non risolvibile, l’estintore deve essere posto fuori servizio secondo la procedura prevista.

Estintori fuori servizio e dismissione

La UNI 9994-1:2024 rafforza il principio secondo cui un estintore non manutenibile non deve restare in esercizio. L’obiettivo è evitare che un presidio antincendio apparentemente presente risulti in realtà inefficiente nel momento dell’emergenza.

Devono essere considerati fuori servizio, tra gli altri, gli estintori che:

  • non sono di tipo approvato, salvo specifiche eccezioni;
  • presentano corrosione;
  • hanno ammaccature sul serbatoio;
  • sono privi delle marcature previste;
  • hanno marcature o iscrizioni illeggibili e non sostituibili;
  • hanno parti di ricambio o agenti estinguenti non più disponibili;
  • presentano componenti o agenti estinguenti non conformi al prototipo autorizzato;
  • devono essere ritirati dal mercato in base a disposizioni legislative;
  • sono privi del libretto d’uso e manutenzione e delle istruzioni del produttore, se non più reperibili;
  • hanno superato 18 anni di vita.

Quando un estintore è fuori servizio, devono essere adottate misure chiare:

  • applicazione dell’etichetta “estintore fuori servizio”;
  • informazione alla persona responsabile;
  • indicazione dello stato sul cartellino di manutenzione;
  • rimozione o sostituzione del presidio;
  • gestione della dismissione secondo la normativa vigente.

La nota dei Vigili del Fuoco sottolinea che, in caso di dubbio tecnico persistente, il manutentore deve ricorrere alla messa fuori servizio secondo la procedura indicata.

Parti di ricambio e agenti estinguenti

La nuova norma ribadisce un principio fondamentale: la manutenzione non deve alterare la conformità dell’estintore al prototipo autorizzato.

Per questo motivo:

  • le parti di ricambio devono essere conformi a quelle previste dal produttore;
  • l’agente estinguente deve essere quello previsto per il prototipo autorizzato;
  • non è ammessa la sostituzione con componenti o agenti generici non coerenti;
  • l’impossibilità di reperire componenti conformi può comportare la messa fuori servizio dell’estintore;
  • il manutentore deve segnalare alla persona responsabile eventuali anomalie o difformità.

Questo punto è particolarmente importante per le aziende che hanno parchi estintori datati o composti da modelli non più supportati dal produttore.

Documentazione, cartellino e registro

La UNI 9994-1:2024 attribuisce grande importanza alla documentazione. La manutenzione non deve essere solo eseguita: deve essere anche dimostrabile.

Ogni estintore in esercizio deve essere dotato di cartellino di manutenzione. Il cartellino deve consentire di identificare l’estintore, l’azienda incaricata, il tipo di intervento eseguito, la data dell’intervento e la scadenza successiva.

Al termine delle attività, il manutentore deve redigere il documento di manutenzione, che deve riportare:

  • attività svolte;
  • anomalie riscontrate;
  • interventi eseguiti;
  • ricambi utilizzati;
  • eventuali operazioni ancora da eseguire;
  • dati dell’azienda di manutenzione;
  • dati identificativi del manutentore;
  • dati del committente e della persona responsabile.

Una copia del documento deve essere consegnata al committente e può essere allegata al registro. Il registro deve essere tenuto aggiornato dalla persona responsabile e deve contenere gli interventi svolti e gli eventuali estintori fuori servizio.

Salvaguardia ambientale e gestione dei rifiuti

La manutenzione degli estintori genera materiali che devono essere gestiti correttamente: agenti estinguenti esausti, componenti sostituiti, serbatoi dismessi e interi estintori non più utilizzabili.

La nota dei Vigili del Fuoco chiarisce che le dismissioni di componenti, materiali, agenti estinguenti ed estintori derivanti dalla manutenzione si configurano come produzione di rifiuti e devono essere gestite secondo la normativa ambientale vigente, riconducibile al D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche.

Questo aspetto è particolarmente importante per:

  • estintori contenenti agenti estinguenti fluorurati;
  • agenti estinguenti sostituiti durante la revisione;
  • estintori fuori servizio;
  • serbatoi non più collaudabili;
  • componenti metallici, valvole, tubazioni e guarnizioni;
  • materiali provenienti da manutenzioni straordinarie.



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