Segnalazione e comunicazione NEAR MISS in edilizia

🧱 Segnalazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose nelle imprese edili

Segnalazione Dei Mancati Infortuni E Delle Situazioni Pericolose Nelle Imprese Edili

Nel cantiere edile ogni giornata di lavoro è caratterizzata da variabilità: lavorazioni interferenti, più imprese presenti contemporaneamente, layout che cambia, condizioni meteo che mutano, personale che ruota spesso. In questo contesto, gli eventi mancati per un soffio – i cosiddetti near miss o mancati infortuni – sono una miniera di informazioni preziose per prevenire gli infortuni veri e propri.

Il documento Inail–Formedil 2025 sottolinea che:

  • i near miss sono numericamente molto più frequenti degli infortuni;

  • la loro analisi permette di intercettare criticità organizzative, tecniche, procedurali e comportamentali prima che generino danni;

  • la loro gestione è pienamente coerente con i principi del d.lgs. 81/08 e dei sistemi di gestione in conformità alla UNI EN ISO 45001:23+A1:24.

In quest’ottica, il recente decreto-legge 31/10/2025 n. 159 dedica un articolo specifico al rafforzamento della cultura della prevenzione e del tracciamento dei mancati infortuni, riconoscendone il valore strategico nella riduzione strutturale degli infortuni.


⚠️ 2. Near miss, situazione pericolosa, infortunio: chiarire i concetti

Per usare bene lo strumento serve innanzitutto distinguere alcuni concetti chiave:

  • Pericolo (🧨): proprietà o condizione che ha il potenziale di causare danni (lesioni, malattie, danni a cose/ambiente).

  • Rischio (📉): combinazione tra probabilità che l’evento pericoloso si verifichi e gravità del danno atteso.

  • Incidente (💥): evento occorso “in occasione di lavoro” che potrebbe causare o causa lesioni o malattie:

    • se provoca danni alla persona → parliamo di infortunio;

    • se non provoca danni, ma avrebbe potuto farlo → parliamo di mancato infortunio (near miss).

  • Situazione pericolosa (⚡): circostanza in cui il pericolo è presente, ma non c’è ancora interazione con il lavoratore (ad es. martello in bilico sopra un’area di passaggio, ponteggio incompleto non ancora utilizzato).

L’Inail utilizza l’esempio del martello in bilico in quota per mostrare la catena: situazione pericolosa → near miss → infortunio, a seconda che la caduta non avvenga, avvenga senza colpire nessuno, oppure colpisca un lavoratore.


📜 3. Il quadro normativo per le imprese edili

Anche se il termine near miss non compare espressamente nel d.lgs. 81/08, il quadro normativo porta chiaramente in quella direzione:

  • Art. 18 e 28 d.lgs. 81/08

    • obbligo del datore di lavoro di perseguire il miglioramento continuo e di aggiornare il DVR a seguito di “eventi potenzialmente pericolosi” e “eventi inattesi”;

  • Art. 19 – Obblighi del preposto

    • vigilare sui comportamenti;

    • intervenire in caso di comportamenti non conformi;

    • segnalare tempestivamente deficienze di mezzi, DPI e ogni condizione di pericolo;

  • Art. 20 – Obblighi dei lavoratori

    • usare correttamente attrezzature e DPI;

    • segnalare immediatamente al datore di lavoro/dirigente/preposto qualunque condizione di pericolo nota e difetti di attrezzature/DPI;

  • Art. 78 – DPI

    • obbligo per il lavoratore di segnalare qualsiasi difetto o inconveniente nei DPI ricevuti.

Sul versante dei sistemi di gestione, la UNI EN ISO 45001:23+A1:24 e la ISO 45004:2024 inquadrano gli incidenti e i near miss come elementi fondamentali per:

  • attivare azioni correttive e di miglioramento;

  • misurare le prestazioni attraverso indicatori reattivi (infortuni) e anticipatori (near miss, segnalazioni, comportamenti sicuri).


🧭 4. Il flusso di gestione dei near miss in impresa edile

Il documento Inail–Formedil propone un flusso operativo molto chiaro, con ruoli e responsabilità definite 

🔹 4.1 Dalla segnalazione alla presa in carico

  1. Segnalazione

    • Può essere effettuata da chiunque in azienda (non solo lavoratori dell’impresa esecutrice, ma anche subappaltatori, preposti, RLS/RLST, ecc.).

    • Avviene tramite modulo dedicato (cartaceo o digitale).

    • L’impresa deve garantire che la segnalazione arrivi contemporaneamente:

      • all’incaricato alla ricezione/smistamento;

      • al preposto di riferimento.

  2. Presa in carico e primo feedback

    • L’incaricato:

      • protocolla la segnalazione;

      • invia subito un feedback di ricezione al segnalante (se non anonimo);

      • inoltra la segnalazione al gruppo di valutazione (datore di lavoro, RSPP, RLS/RLST, preposti – in funzione delle dimensioni dell’impresa).

🔹 4.2 Valutazione e “messa in sicurezza”

  1. Valutazione dell’evento
    Il gruppo di valutazione analizza la segnalazione per capire se:

    • c’è un pericolo grave, immediato e inevitabile → scattano:

      • comunicazione urgente a tutti i lavoratori;

      • messa in sicurezza (interdizione aree, sospensione attività, divieto d’uso di attrezzature/DPI non conformi, ecc.);

    • si tratta di near miss o di situazione pericolosa;

    • non rientra nel campo di applicazione (in tal caso va comunque dato feedback motivato al segnalante).

  2. Analisi delle cause e azioni a breve termine

    • Ricerca delle cause dirette (cosa ha generato l’evento: ad es. perdita d’equilibrio del martello, guasto, errore operativo);

    • Identificazione delle cause indirette/concause (assenza di protezioni, carenze di vigilanza, errori di organizzazione del cantiere, interferenze non gestite);

    • Attuazione di interventi immediati:

      • ripristino di delimitazioni e parapetti;

      • richiamo operativo o “pillole” formative mirate;

      • adeguamento segnaletica e percorsi;

      • sostituzione di attrezzature/DPI difettosi.

  3. Feedback intermedio

    • Comunicazione al segnalante dell’esito della valutazione e delle prime azioni intraprese.

🔹 4.3 Cause radice, miglioramento e chiusura

  1. Analisi delle cause radice

    • Si va oltre l’evento per risalire alle criticità di sistema:

      • errata o incompleta valutazione dei rischi;

      • formazione insufficiente o non mirata;

      • progettazione non adeguata dell’area di lavoro;

      • carenze di coordinamento tra imprese e nel PSC;

      • procedure assenti, inadeguate o sistematicamente disattese.

  2. Misure di miglioramento strutturale e verifica efficacia

    • individuazione e attuazione di interventi di medio-lungo termine (modifica procedure, layout di cantiere, acquisto ausili, aggiornamento PSC, piani formativi mirati, ecc.);

    • verifica se le misure adottate hanno realmente neutralizzato o ridotto il rischio;

    • solo a verifica positiva l’evento viene formalmente chiuso.

  3. Diffusione e restituzione al sistema

    • Condivisione degli esiti nella riunione periodica di cui all’art. 35 d.lgs. 81/08, nei toolbox meeting, nei momenti formativi;

    • aggiornamento di DVR, procedure, PSC e Piani Operativi di Sicurezza, se necessario.


📝 5. Moduli di segnalazione: cosa non deve mancare

Il modello Inail–Formedil propone un modulo strutturato, pensato per i cantieri edili, che l’impresa può personalizzare. Gli elementi chiave sono:

  • Dati identificativi dell’evento

    • codice/ID segnalazione;

    • data e fascia oraria;

    • cantiere e area specifica.

  • Descrizione dell’evento o della situazione pericolosa

    • cosa è accaduto o cosa è stato osservato;

    • in quale fase di lavoro (demolizioni, scavi, fondazioni, strutture, chiusure e partizioni, impianti, finiture, ecc.).

  • Situazione di lavoro e azione in corso

    • lavoro in squadra, in quota, alla guida;

    • spostamento, montaggio/smontaggio, movimentazione carichi, uso utensili o attrezzature.

  • Attrezzature/utensili coinvolti (esempi)

    • betoniere, macchine movimento terra, gru e apparecchi di sollevamento, ponteggi, seghe, flessibili, demolitori, trapani, ecc.

  • Carenze osservate

    • organizzative/procedurali: ruoli, formazione, permessi di lavoro, procedure non rispettate, interferenze, comunicazione, gestione DPI/DPC, circolazione mezzi;

    • tecniche: montaggio e manutenzione di macchine/impianti, stabilità di terreni e scavi, presenza linee elettriche, caduta oggetti, carichi sospesi, stoccaggio materiali e sostanze, illuminazione, parapetti e barriere, pavimentazioni, percorsi, rumore, segnaletica, uso DPI.

  • Storicità della situazione

    • se la criticità è già stata vista spesso, raramente, o è la prima volta.

  • Proposte di miglioramento

    • spazio per suggerimenti pratici del lavoratore.

  • Nome del segnalante (facoltativo)


🔄 6. Il feedback: l’icona chiave della partecipazione

Il feedback è uno degli elementi più forti del modello Inail–Formedil: è la risposta dell’organizzazione alla segnalazione del lavoratore.

Segnalazione e comunicazione de…


Iconicamente potremmo rappresentarlo con 🔁, perché:

  • chiude il cerchio tra segnalazione e azione;

  • rafforza il messaggio “la tua segnalazione è utile e ha un effetto reale”;

  • alimenta fiducia, motivazione, senso di appartenenza.

Sono previsti diversi moduli di feedback:

  • ricezione della segnalazione (“abbiamo ricevuto e preso in carico il tuo report”);

  • comunicazione che l’evento non è stato classificato come near miss/situazione pericolosa (con motivazione);

  • comunicazione di messa in sicurezza e azioni a breve termine;

  • comunicazione di chiusura dell’incidente con descrizione delle misure adottate.

Dal punto di vista culturale, il feedback:

  • rende visibile che l’azienda non usa le segnalazioni per colpevolizzare, ma per migliorare;

  • spinge i lavoratori a segnalare di più, aumentando la quantità e qualità dei dati di prevenzione disponibili.


🧠 7. Superare la “cultura della colpa”

Una delle barriere principali alla segnalazione è la cultura della colpa: paura di essere puniti, di “fare la spia”, di esporsi ammettendo un proprio errore.

Segnalazione e comunicazione de…


Il documento insiste su alcuni passaggi culturali fondamentali:

  • l’errore è intrinseco alla natura umana, non si può azzerare;

  • l’obiettivo non è “trovare il colpevole”, ma “capire cosa nel sistema ha reso possibile l’errore”;

  • concentrarsi solo sull’“errore esecutivo” (l’ultimo gesto sbagliato in cantiere) significa nascondere le vere cause radice (progettazione, organizzazione, formazione, procedure, comunicazione);

  • alcuni settori ad alto rischio (aviazione, industria nucleare, sanità) hanno già fatto un salto verso modelli in cui l’errore viene analizzato senza stigma per migliorare il sistema.

Per le imprese edili questo si traduce in azioni concrete:

  • evitare i “processi” pubblici ai lavoratori che segnalano;

  • usare i near miss come casi studio formativi, non come archivi di colpe;

  • coinvolgere preposti e RLS in una comunicazione che premi la segnalazione.


🔍 8. Tecniche di analisi: dal “5 perché” all’albero delle cause

Per trasformare una segnalazione in miglioramento, servono strumenti di analisi adeguati. L’Inail distingue fra:

🧩 Tecniche semplificate (ideali per i cantieri)

  • Metodo dei 5 perché (❓❓❓❓❓)

    • si chiede ripetutamente “perché è successo?” fino a individuare la causa radice;

  • Scheda di Analisi Infortuni Breve (AIB)

    • quattro campi: evento, cause immediate, cause organizzative, misure correttive;

  • Albero delle cause semplificato 🌳

    • un diagramma con frecce che collega evento, condizioni, azioni, fattori di contesto;

  • Safety snapshot 📸

    • ricostruzione visiva o narrativa da discutere in toolbox meeting, utile in cantieri multiculturali.

🧬 Tecniche strutturate (per eventi gravi o complessi)

  • Root Cause Analysis (RCA)

  • FTA – Fault Tree Analysis

  • Schema Bow-Tie 🎀 (cause a sinistra, evento al centro, conseguenze a destra, con barriere di prevenzione e protezione);

  • MORT – Management Oversight and Risk Tree (focalizzata sulla responsabilità gestionale);

  • SHELL (relazioni tra uomo, hardware, software/procedure, ambiente, organizzazione).

In ambito Inail, viene richiamato il modello Infor.Mo, basato su: incidente, contatto, danno, determinanti e modulatori, molto utile per leggere l’evento in una logica multifattoriale.


💻 9. Digitalizzazione della gestione dei near miss in edilizia

Il testo dedica un’appendice alla trasformazione digitale della gestione dei near miss, in coerenza con le tendenze BIM, digital twin, big data e IA lungo il ciclo di vita delle costruzioni.

Punti chiave:

  • non si tratta solo di “mettere online il modulo cartaceo”, ma di ripensare l’intero processo;

  • possibilità di collegare le segnalazioni ad altri processi (formazione, audit, approvvigionamento, manutenzione);

  • flussi di comunicazione più veloci e trasparenti tra lavoratori, preposti, RSPP, dirigenti, datore di lavoro, coordinatori e imprese;

  • possibilità di raccogliere dati aggregati per:

    • azienda;

    • territorio;

    • tipologia e dimensione di cantiere.

Strumenti tipici:

  • App e portali web da smartphone per segnalazioni in tempo reale;

  • moduli digitali guidati, con campi obbligatori e logiche condizionali;

  • integrazione di foto, video, audio nelle segnalazioni;

  • notifiche automatiche agli addetti alla sicurezza;

  • tracciabilità dello stato della segnalazione (aperta, in valutazione, in attuazione, chiusa).

Benefici principali:

  • aumento del numero di segnalazioni grazie a facilità d’uso e anonimato;

  • analisi più ricca e precisa;

  • maggior coinvolgimento dei lavoratori, che vedono gli effetti concreti delle loro segnalazioni.


📊 10. Near miss come indicatori di prestazione (KPI)

Secondo la ISO 45004:2024, gli indicatori possono essere reattivi (lagging) o anticipatori (leading). I near miss, pur riferendosi a eventi “negativi”, diventano in realtà indicatori positivi di partecipazione.

Per le imprese edili è possibile definire KPI come:

  • numero di segnalazioni di near miss / 100.000 ore lavorate;

  • numero di segnalazioni di near miss / numero medio di lavoratori;

  • tempo medio di presa in carico e di chiusura delle segnalazioni;

  • percentuale di segnalazioni che hanno portato ad azioni di miglioramento completate;

  • distribuzione delle segnalazioni per:

    • fase di lavoro (scavi, strutture, finiture, impianti, ecc.);

    • area di cantiere;

    • fattore prevalente (organizzativo, tecnico, comportamentale).

Nella fase iniziale, un aumento delle segnalazioni non deve essere letto come peggioramento, ma come emersione di criticità prima invisibili e segno che il sistema di segnalazione sta funzionando.


🧱🦺 11. Passi operativi per le imprese edili

Per trasformare il modello Inail–Formedil in pratica aziendale, una impresa edile può procedere così:

  1. Definire chiaramente cosa è near miss e cosa è situazione pericolosa nel proprio contesto.

  2. Stabilire il flusso di comunicazione in cantiere, inserendolo anche nei documenti contrattuali e nel PSC (specialmente quando sono coinvolte più imprese).

  3. Nominare uno o più incaricati alla ricezione e smistamento delle segnalazioni.

  4. Adottare e personalizzare i moduli di segnalazione e di feedback proposti da Inail.

  5. Definire se usare modalità:

    • cartacea (anche con “buca delle lettere”);

    • digitale (e-mail dedicata, app, portale).

  6. Inserire la gestione dei near miss nelle procedure aziendali e – dove presente – nel SGSL.

  7. Formare lavoratori, preposti, RLS, RSPP e datore di lavoro sul significato e sull’utilità delle segnalazioni.

  8. Garantire sempre un feedback (almeno di ricezione, e – quando possibile – di esito finale).

  9. Discutere periodicamente i dati in riunione di sicurezza e nelle riunioni periodiche art. 35.

  10. Utilizzare i dati per aggiornare DVR, PSC, POS e piani formativi.


✅ 12. Conclusioni: ogni mancato infortunio è un “campanello” da valorizzare

Per un’impresa edile moderna, la segnalazione e comunicazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose non è un adempimento formale, ma:

  • un sensore anticipatore dei problemi, prima che diventino infortuni;

  • un indicatore di partecipazione e maturità della cultura aziendale;

  • un ponte di dialogo tra lavoratori, preposti, RLS, RSPP e datore di lavoro;

  • un elemento centrale di sistemi di gestione in linea con le migliori pratiche internazionali.

Iconicamente, potremmo sintetizzarlo così:

  • ⚠️ Segnalo → 🧠 Analizziamo → 🛠️ Correggiamo → 🤝 Condividiamo → 🧱 Costruiamo cantieri più sicuri.


Fonte INAIL 2025





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