RISCHIO ELEMENTI IN MOVIMENTO WEB APP
Web app gratuita per il calcolo tecnico del rischio da organi mobili, schiacciamento, impatto e contatto con parti in movimento secondo criteri UNI/HSE
Gli elementi in movimento presenti su macchine, impianti, linee automatiche, nastri, spintori, sportelli motorizzati, attuatori, portelli, rulli e sistemi di movimentazione rappresentano una delle sorgenti di rischio più rilevanti negli ambienti di lavoro.
Il rischio non riguarda solo le grandi macchine industriali. Anche un piccolo elemento mobile, se accessibile, può provocare lesioni a dita, mani, braccia, volto, collo, torace o arti inferiori. La gravità della lesione dipende da molti fattori: forza applicata, velocità, massa mobile, energia del movimento, superficie di contatto, parte del corpo esposta, tempo di arresto, possibilità di inversione automatica e presenza o assenza di protezioni.
Per supportare consulenti HSE, RSPP, ASPP, manutentori, auditor interni, tecnici di stabilimento e progettisti, è stata sviluppata una web app gratuita per la valutazione del rischio da elementi in movimento, pensata per eseguire un pre-check tecnico e documentare in modo ordinato i principali parametri di rischio.
La web app consente di calcolare forza, pressione, energia cinetica, energia potenziale, indice di rischio e margini di sicurezza, generando un esito tecnico utile per individuare situazioni conformi, non conformi, critiche o non valutabili esclusivamente con il criterio forza/pressione.
Il rischio da elementi in movimento non può essere valutato in modo superficiale. Una parte mobile apparentemente lenta o leggera può comunque generare lesioni se la forza è elevata, la pressione è concentrata, l’energia è significativa o la parte del corpo esposta è vulnerabile.
La web app gratuita offre un metodo pratico per calcolare e documentare i principali parametri del rischio: forza, pressione, energia, margini di sicurezza, indice IRM ed esito tecnico. Il suo valore principale è aiutare l’utente a distinguere tra situazioni accettabili, situazioni da migliorare, non conformità e casi in cui il calcolo numerico non è sufficiente.
Utilizzata correttamente, può diventare un valido supporto per consulenti HSE, RSPP, manutentori e aziende che vogliono migliorare la gestione dei rischi da macchine e organi mobili, trasformando la valutazione da semplice osservazione qualitativa a processo tecnico più chiaro, tracciabile e documentato.
Perché gli elementi in movimento sono pericolosi
Un elemento in movimento può provocare lesioni attraverso diversi meccanismi.
I principali sono:
- schiacciamento, quando una parte del corpo resta compressa tra un organo mobile e una parte fissa o tra due organi mobili;
- impatto o urto, quando un elemento mobile colpisce il lavoratore;
- cesoiamento, quando due parti si muovono in modo tale da tagliare o tranciare;
- taglio, quando sono presenti lame, bordi affilati o parti taglienti;
- trascinamento, tipico di rulli, nastri, cinghie, catene e organi rotanti;
- impigliamento, quando indumenti, guanti, capelli o DPI possono essere catturati dall’organo mobile;
- intrappolamento, quando il corpo o una sua parte resta bloccata nella zona pericolosa;
- caduta o abbassamento di parti mobili, quando interviene la gravità o un’energia accumulata.
Il punto centrale è che non tutti questi rischi possono essere valutati allo stesso modo. Alcuni contatti controllati possono essere analizzati mediante forza, pressione ed energia. Altri, come taglio, cesoiamento, trascinamento e impigliamento, richiedono invece misure tecniche specifiche, come ripari, interblocchi, distanze di sicurezza e dispositivi di protezione.
Riferimenti normativi e tecnici
La web app è impostata con una logica tecnica ispirata ai principali riferimenti per la sicurezza del macchinario e la valutazione dei rischi.
UNI EN 415-10:2014
La UNI EN 415-10:2014 è la versione ufficiale italiana della norma europea EN 415-10:2014 e fornisce i requisiti generali per le macchine per imballare rientranti nel campo di applicazione della serie EN 415. Quando utilizzata insieme alla parte specifica pertinente della serie EN 415, fornisce requisiti per la specifica tipologia di macchina considerata.
La web app utilizza questo riferimento come base tecnica per il criterio di valutazione di forza, pressione ed energia in caso di contatto prevedibile con elementi mobili, con particolare attenzione al concetto di progettazione intrinsecamente sicura.
UNI EN ISO 12100:2010
La UNI EN ISO 12100:2010 specifica terminologia, principi e metodologia per raggiungere la sicurezza nella progettazione del macchinario e definisce i principi per la valutazione e la riduzione del rischio.
La web app segue questa impostazione generale: identificare il pericolo, stimare il rischio, valutarlo, individuare le misure di riduzione e documentare l’esito.
UNI EN ISO 13854:2020
La UNI EN ISO 13854:2020 riguarda gli spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo. UNI precisa che la norma consente di evitare i pericoli derivanti dalle zone di schiacciamento, ma si applica solo ai rischi di schiacciamento e non ad altri pericoli come urto, cesoiamento o trascinamento.
Questo principio è importante perché la web app distingue i casi valutabili con forza/pressione dai casi in cui il calcolo non è sufficiente.
UNI EN ISO 13857:2020
La UNI EN ISO 13857:2020 stabilisce valori per le distanze di sicurezza finalizzate a impedire il raggiungimento di zone pericolose con arti superiori e inferiori, in ambienti industriali e non industriali.
La web app richiama questo criterio quando l’esito evidenzia la necessità di impedire l’accesso alla zona pericolosa mediante ripari, distanze o protezioni.
Gli elementi in movimento di una macchina rappresentano una delle principali fonti di rischio meccanico per l’operatore: schiacciamento, urto, cesoiamento, trascinamento, intrappolamento, impigliamento, abrasione e contatto con parti mobili possono determinare lesioni anche gravi. In ambito di sicurezza macchine, il principio generale non è “rendere lento” un movimento, ma dimostrare che il rischio residuo sia stato eliminato o ridotto a un livello accettabile mediante progettazione intrinsecamente sicura, ripari, dispositivi di protezione, distanze di sicurezza, comandi sicuri e informazioni per l’uso.
Un riferimento tecnico particolarmente utile per valutare quando un movimento possa essere considerato intrinsecamente sicuro, perché non in grado di provocare lesioni al corpo dell’operatore in caso di contatto, è la UNI EN 415-10:2014 – Sicurezza delle macchine per imballare – Parte 10: Requisiti generali. UNI precisa che questa norma è la versione ufficiale italiana della EN 415-10:2014 e fornisce requisiti generali per le macchine per imballare, da utilizzare insieme alla parte specifica della serie EN 415 applicabile alla macchina considerata.
La norma è riferita alle macchine per imballare, ma i suoi criteri sono spesso richiamati come riferimento tecnico utile anche in valutazioni più generali di sicurezza macchine, purché l’utilizzo sia motivato, documentato e coerente con l’analisi dei rischi secondo UNI EN ISO 12100.
Il principio: quando un elemento in movimento può essere considerato non pericoloso
Secondo l’impostazione della EN 415-10, un metodo di progettazione intrinsecamente sicura consiste nel ridurre forza, pressione ed energia del movimento a valori tali da non causare lesioni. La norma richiama, nell’Appendice B informativa, esempi di valori massimi utilizzabili per la progettazione intrinsecamente sicura.
Il concetto operativo è questo:
- se un elemento mobile può entrare in contatto con una parte del corpo dell’operatore;
- se il movimento può essere arrestato o interrotto dal contatto con il corpo stesso;
- se i valori di forza, pressione ed energia restano entro limiti compatibili con l’assenza di lesione;
- se sono state considerate le parti del corpo effettivamente raggiungibili nella zona pericolosa;
allora il rischio può essere valutato come eliminato o adeguatamente ridotto mediante progettazione intrinsecamente sicura.
Questo non significa che ogni parte mobile lenta o leggera sia automaticamente sicura. Occorre dimostrare, mediante misurazione, calcolo o valutazione tecnica, che il contatto non produca condizioni lesive.
Gerarchia delle misure di sicurezza
La sicurezza degli elementi in movimento deve seguire la classica gerarchia della prevenzione applicata alle macchine:
- Eliminazione del pericolo alla fonte
La soluzione migliore è eliminare il movimento pericoloso, evitare l’accesso alla zona di pericolo o progettare il sistema in modo che non possa generare lesioni. - Progettazione intrinsecamente sicura
Riduzione di forza, pressione, energia, velocità, massa mobile, rigidità e spigoli pericolosi. - Ripari e dispositivi di protezione
Ripari fissi, ripari mobili interbloccati, barriere fotoelettriche, bordi sensibili, tappeti sensibili, scanner, dispositivi di consenso, comandi a due mani, arresti sicuri. - Misure organizzative e procedurali
Procedure di regolazione, manutenzione, pulizia, cambio formato, lockout/tagout, formazione e addestramento. - Informazioni per l’uso e segnalazione dei rischi residui
Manuale, pittogrammi, segnaletica, istruzioni operative, limiti d’uso e divieti.
La EN 415-10 richiama espressamente questa logica: prima si elimina o riduce il rischio mediante progettazione intrinsecamente sicura, poi si adottano misure di protezione per i rischi non eliminabili, infine si informano gli utilizzatori sui rischi residui.
Forza, pressione ed energia: cosa significano
Forza
La forza è l’azione meccanica esercitata dall’elemento mobile sul corpo dell’operatore. È normalmente espressa in newton, N.
Nel rischio da elementi mobili, la forza può essere:
- forza di schiacciamento, quando il corpo o una sua parte viene compresso tra un elemento mobile e una parte fissa, oppure tra due elementi mobili;
- forza di impatto, quando l’elemento mobile urta il corpo dell’operatore con un movimento libero o semi-libero.
La forza da sola non è sufficiente per valutare il rischio: lo stesso valore può essere accettabile su una parte robusta del corpo e non accettabile su una parte vulnerabile come laringe, volto, dita o articolazioni.
Pressione
La pressione è la forza distribuita su una superficie di contatto. È il rapporto tra forza e area di contatto:
Pressione = Forza / Superficie di contatto
La EN 415-10 esprime la pressione statica sul corpo in N/cm². Il dato è fondamentale perché un contatto su una superficie ampia è meno lesivo rispetto allo stesso carico concentrato su uno spigolo, un bordo stretto o una piccola superficie rigida.
Per questo motivo, nella progettazione di elementi mobili potenzialmente accessibili, è importante:
- arrotondare bordi e spigoli;
- aumentare la superficie di contatto;
- usare materiali deformabili o bordi sensibili;
- evitare punti rigidi concentrati;
- eliminare superfici taglienti, abrasive o appuntite.
Energia
L’energia del movimento dipende dalla massa dell’elemento mobile e dalla sua velocità. Anche se la forza statica può sembrare limitata, un elemento con massa elevata o con inerzia significativa può generare danni durante l’urto.
La EN 415-10 indica che, se i valori dell’Appendice B non sono applicabili, l’energia non deve superare 4 J in generale, oppure 10 J se il movimento viene invertito automaticamente entro 1 secondo dal rilevamento della resistenza.
Questo criterio è importante perché introduce un controllo aggiuntivo: non basta limitare la forza; occorre anche considerare l’energia disponibile nel movimento e la capacità del sistema di fermarsi o invertire rapidamente.
Valori limite indicativi secondo EN 415-10, Appendice B
L’Appendice B della EN 415-10 riporta valori massimi informativi per evitare lesioni al corpo. La norma precisa che il fabbricante deve identificare le parti del corpo che possono raggiungere la zona pericolosa e utilizzare il valore più basso applicabile.
SCARICA LA TABELLA VALORI LIMITE
Questi valori devono essere letti con prudenza: l’Appendice B è informativa, non sostituisce l’analisi dei rischi e non può essere usata in modo automatico per dichiarare sicuro qualsiasi movimento. Serve invece come riferimento tecnico per dimostrare, in modo argomentato, che un contatto prevedibile non genera lesioni.
Parti del corpo più vulnerabili
Dai valori indicativi emerge che alcune parti del corpo richiedono particolare cautela:
- laringe e parte frontale del collo, con limiti estremamente bassi;
- viso, per la vulnerabilità di occhi, naso, bocca e tessuti molli;
- dita e mani, perché frequentemente esposte durante regolazione, alimentazione, pulizia, recupero pezzi e cambio formato;
- torace e addome, per il rischio di compressione su organi interni;
- articolazioni, dove possono verificarsi lesioni anche con forze non particolarmente elevate.
Nella valutazione non bisogna considerare solo l’operatore esperto in condizioni ideali, ma anche:
- operatore inesperto o in formazione;
- manutentore;
- addetto alla pulizia;
- personale che interviene per rimuovere inceppamenti;
- lavoratore che accede alla macchina in modo non ordinario ma prevedibile;
- lavoratore con DPI che possono aumentare il rischio di impigliamento;
- lavoratore esposto a movimenti ripetitivi, tempi stretti o scarsa visibilità.
Schiacciamento, urto, cesoiamento e trascinamento: non sono lo stesso rischio
Un errore frequente è trattare tutti gli elementi in movimento come se generassero lo stesso tipo di pericolo. In realtà la misura di prevenzione cambia in funzione del meccanismo lesivo.
Schiacciamento
Si verifica quando una parte del corpo viene compressa tra due parti, una mobile e una fissa o entrambe mobili. Per eliminare il rischio si può intervenire con:
- distanze minime di sicurezza;
- limitazione di forza e pressione;
- bordi sensibili;
- inversione automatica;
- ripari o interblocchi.
Per il rischio specifico di schiacciamento esiste anche la UNI EN ISO 13854, che specifica distanze minime in rapporto alle parti del corpo e si applica quando la sicurezza può essere ottenuta mediante spazi minimi. UNI precisa che tale norma è riferita al rischio di schiacciamento e non ad altri pericoli, come urto, cesoiamento o trascinamento.
Urto
Si verifica quando l’elemento mobile colpisce il corpo. La valutazione deve considerare:
- massa in movimento;
- velocità;
- energia;
- forma della superficie di contatto;
- tempo di arresto;
- possibilità di inversione;
- parte del corpo colpita.
Cesoiamento
Si verifica quando due parti si muovono in modo tale da tagliare o tranciare. In questo caso la semplice limitazione della forza può non essere sufficiente, perché anche forze moderate concentrate su bordi rigidi possono provocare lesioni.
Trascinamento e impigliamento
Sono rischi tipici di rulli, alberi, cinghie, nastri, catene, ingranaggi e organi rotanti. La limitazione della forza non è normalmente sufficiente: occorrono ripari, distanze, carterature, interblocchi, arresti di emergenza e prevenzione dell’avviamento inatteso.
Come valutare tecnicamente un elemento in movimento
Una valutazione corretta dovrebbe seguire una procedura documentata.
1. Identificare l’elemento mobile
Occorre descrivere:
- tipo di elemento mobile;
- funzione svolta;
- corsa;
- velocità;
- massa;
- energia;
- modalità di comando;
- condizioni di arresto;
- eventuale inversione automatica;
- presenza di parti taglienti, spigoli, superfici rigide o elementi sporgenti.
2. Individuare le condizioni di esposizione
La valutazione deve considerare tutte le fasi di vita della macchina:
- produzione normale;
- avviamento;
- arresto;
- regolazione;
- cambio formato;
- pulizia;
- manutenzione;
- sblocco inceppamenti;
- ricerca guasti;
- accesso straordinario ma prevedibile.
Molti infortuni non avvengono durante il ciclo ordinario, ma durante interventi brevi e ripetitivi su macchina non completamente segregata.
3. Individuare le parti del corpo raggiungibili
Bisogna stabilire quali parti del corpo possono entrare nella zona pericolosa:
- dita;
- mano;
- braccio;
- testa;
- collo;
- torace;
- addome;
- gamba;
- piede.
La EN 415-10 richiede di utilizzare il valore più basso della tabella quando più parti del corpo possono raggiungere la zona pericolosa.
4. Valutare forza, pressione ed energia
La misurazione può essere effettuata con strumenti idonei, ad esempio celle di carico, dispositivi per la misura della forza di impatto o sistemi equivalenti. Quando necessario, si calcola anche la pressione in funzione della superficie di contatto.
La EN 415-10 descrive anche, nell’Appendice A informativa, un metodo per stimare energia o forza tramite spostamento di un pendolo con massa concentrata, assumendo la forza costante durante lo spostamento.
5. Confrontare i valori misurati con i limiti
Se i valori sono inferiori ai limiti pertinenti, il rischio può essere considerato ridotto, ma solo se:
- il contatto è realmente compatibile con le condizioni valutate;
- non sono presenti spigoli, lame, zone di cesoiamento o trascinamento;
- il movimento si arresta o inverte in modo affidabile;
- il sistema mantiene le prestazioni nel tempo;
- il rischio residuo è documentato;
- le condizioni di manutenzione e uso prevedibile sono considerate.
6. Definire le misure integrative
Se i valori non sono rispettati, occorre intervenire con misure aggiuntive, ad esempio:
- riduzione della velocità;
- riduzione della massa mobile;
- riduzione della forza motrice;
- inserimento di frizioni, limitatori di coppia o sistemi di controllo forza;
- bordi sensibili;
- dispositivi di rilevamento presenza;
- ripari fissi;
- ripari mobili interbloccati;
- distanze di sicurezza;
- comandi ad azione mantenuta;
- dispositivi di consenso;
- arresto sicuro;
- procedure di lockout/tagout.
Il ruolo della UNI EN ISO 12100
La UNI EN ISO 12100 è il riferimento generale per la valutazione e riduzione del rischio nel macchinario. La EN 415-10 stessa richiama l’esigenza di progettare secondo i principi della EN ISO 12100 per i pericoli pertinenti non trattati specificamente dalla norma.
In pratica, la valutazione deve seguire questa logica:
- identificazione dei limiti della macchina;
- identificazione dei pericoli;
- stima del rischio;
- valutazione del rischio;
- riduzione del rischio;
- verifica dell’efficacia delle misure adottate;
- documentazione nel fascicolo tecnico;
- indicazione dei rischi residui nelle istruzioni.
I valori di forza e pressione non sono una scorciatoia per evitare la valutazione del rischio: sono uno strumento tecnico da inserire dentro un processo più ampio.
Collegamento con la Direttiva Macchine e il Regolamento Macchine
La EN 415-10 è stata preparata su mandato della Commissione europea e contiene un’Appendice ZA che collega le clausole della norma ai requisiti essenziali della Direttiva Macchine 2006/42/CE, entro il campo di applicazione della norma.
Dal punto di vista HSE, questo è importante perché consente di inquadrare i limiti di forza, pressione ed energia non come semplici “buone prassi”, ma come elementi tecnici utili alla dimostrazione della conformità dei requisiti di sicurezza delle macchine, in particolare per i rischi derivanti da parti mobili.
Con l’evoluzione verso il Regolamento Macchine UE 2023/1230, il criterio sostanziale resta coerente: il fabbricante deve progettare e costruire la macchina in modo che i rischi siano eliminati o ridotti, considerando uso previsto e uso scorretto ragionevolmente prevedibile.
Esempi applicativi
Esempio 1: sportello o carter mobile motorizzato
Uno sportello motorizzato che si chiude lentamente può generare rischio di schiacciamento di dita, mano o braccio. La valutazione dovrà considerare:
- forza di chiusura;
- pressione sul bordo;
- tempo di arresto;
- eventuale inversione;
- presenza di bordo sensibile;
- accessibilità della zona;
- possibilità che l’operatore tenga la mano sul bordo durante la chiusura.
Se la forza sul bordo supera i limiti pertinenti, non è sufficiente dichiarare che il movimento è “lento”: servono protezioni o limitazioni aggiuntive.
Esempio 2: spintore automatico su linea di imballaggio
Uno spintore può colpire mano, avambraccio o torace dell’operatore durante il riposizionamento di prodotti. La valutazione deve considerare forza di impatto, energia, forma dello spintore, superficie di contatto e tempi di arresto.
Le misure possibili sono:
- riduzione della velocità;
- limitazione della forza;
- bordo deformabile;
- barriera fotoelettrica;
- riparo fisso o interbloccato;
- comando sicuro in modalità regolazione.
Esempio 3: nastro o rullo motorizzato
Un rullo può generare rischio di trascinamento anche con forze non elevate. In questo caso la tabella delle forze limite non è sufficiente, perché il meccanismo lesivo principale è l’intrappolamento/trascinamento. Occorrono ripari, distanze, carterature e prevenzione dell’accesso alle zone di imbocco.
Esempio 4: organo rotante con albero sporgente
La EN 415-10 indica che il rischio di impigliamento e attrito degli alberi rotanti può essere minimizzato se le estremità sono lisce, prive di parti sporgenti e non sporgono oltre determinati limiti dimensionali. Tuttavia, la stessa norma avverte che tali misure possono non essere efficaci in tutte le circostanze, ad esempio con guanti o DPI ad alta frizione.
Errori frequenti nella valutazione
Gli errori più comuni sono:
- considerare sicuro un movimento solo perché “lento”;
- misurare solo la forza e non la pressione;
- non considerare la parte del corpo più vulnerabile raggiungibile;
- non valutare energia e inerzia del movimento;
- trascurare le fasi di pulizia, regolazione e sblocco inceppamenti;
- applicare valori di forza a rischi di cesoiamento o trascinamento;
- non verificare il tempo reale di arresto o inversione;
- non considerare guasti, perdita di pressione pneumatica, gravità o energia accumulata;
- non documentare la misura effettuata;
- non riportare i rischi residui nel manuale;
- usare la tabella come sostituto dei ripari quando il rischio non è effettivamente eliminato.
Esito di conformità: come formularlo correttamente
Un esito tecnico può essere formulato in tre livelli.
Conforme
L’elemento mobile è conforme quando:
- il rischio è stato eliminato o ridotto secondo gerarchia prevenzionistica;
- forza, pressione ed energia sono entro i limiti pertinenti;
- la parte del corpo più vulnerabile raggiungibile è stata considerata;
- il sistema di arresto/inversione è efficace;
- non sono presenti rischi ulteriori di cesoiamento, taglio, trascinamento o impigliamento;
- le misure sono documentate e mantenute.
Conforme con prescrizioni
L’elemento mobile può essere considerato accettabile solo dopo interventi quali:
- aggiunta di bordo sensibile;
- riduzione della velocità;
- riduzione della forza motrice;
- modifica della geometria;
- protezione di una zona di cesoiamento;
- aggiornamento delle istruzioni;
- verifica strumentale periodica.
Non conforme
L’elemento mobile deve essere considerato non conforme quando:
- i valori di forza, pressione o energia superano i limiti applicabili;
- il movimento può causare cesoiamento, trascinamento o intrappolamento;
- non sono presenti ripari o dispositivi adeguati;
- l’arresto non è affidabile;
- la zona pericolosa è accessibile;
- la valutazione non considera l’uso prevedibile;
- il rischio residuo non è documentato.
Metodologia di calcolo secondo UNI EN 415-10:2014
La metodologia di calcolo serve a verificare se un elemento in movimento può essere considerato intrinsecamente sicuro perché, in caso di contatto prevedibile con il lavoratore, non genera forze, pressioni o energie tali da causare lesioni.
Il riferimento principale è la UNI EN 415-10:2014, che fornisce requisiti generali di sicurezza per le macchine per imballare e, nell’Appendice B informativa, riporta valori massimi indicativi per la progettazione intrinsecamente sicura. La stessa norma prevede che, se i valori dell’Appendice B non sono applicabili, l’energia non superi 4 J in generale oppure 10 J se il movimento viene invertito automaticamente entro 1 secondo quando viene rilevata una resistenza.
A cosa serve la web app gratuita
La web app gratuita serve a eseguire una valutazione tecnica preliminare e documentale del rischio da elementi in movimento.
Può essere utilizzata per:
- analizzare organi mobili accessibili dagli operatori;
- verificare situazioni di possibile schiacciamento o impatto;
- calcolare pressione e forza di contatto;
- stimare energia cinetica ed energia potenziale;
- confrontare i risultati con limiti tecnici di riferimento;
- individuare criticità su macchine e impianti;
- classificare il rischio con indice sintetico;
- generare prescrizioni tecniche;
- preparare un testo utilizzabile come supporto al DVR;
- produrre un report Word tecnico;
- creare un piano di miglioramento;
- archiviare più valutazioni relative a macchine, reparti o linee produttive.
È utile soprattutto per una prima analisi HSE ordinata, perché consente di trasformare una valutazione spesso descrittiva in una verifica più strutturata, basata su dati numerici e criteri tecnici.
Cosa calcola la web app
La web app calcola i principali parametri utili a valutare se il contatto tra un elemento mobile e il corpo del lavoratore possa essere potenzialmente lesivo.
Forza di schiacciamento o impatto
L’utente inserisce la forza misurata o stimata, espressa in newton.
La web app confronta il valore con il limite tecnico associato alla parte del corpo selezionata e al tipo di contatto:
- schiacciamento;
- impatto.
Il sistema genera un esito:
- forza entro il limite;
- forza prossima al limite;
- forza superiore al limite.
Come funziona la valutazione
La web app guida l’utente attraverso una sequenza logica.
Prima si inseriscono i dati della macchina, del reparto, dell’elemento mobile e della fase di lavoro. Poi si identifica il tipo di pericolo meccanico: schiacciamento, impatto, cesoiamento, taglio, trascinamento, impigliamento, intrappolamento o altro.
Successivamente si seleziona la parte del corpo potenzialmente esposta. Questa scelta è determinante, perché i limiti non sono uguali per tutte le parti del corpo. Il collo, il volto, le dita e alcune articolazioni richiedono criteri più cautelativi rispetto ad aree corporee meno vulnerabili.
L’utente inserisce poi i dati numerici:
- forza misurata;
- area di contatto;
- massa mobile;
- velocità;
- altezza di caduta;
- tempo di arresto;
- presenza di inversione automatica;
- tempo di inversione;
- protezioni presenti.
La web app esegue i calcoli, confronta i valori con i limiti interni e restituisce l’esito finale.
Esiti generati dalla web app
La web app produce quattro possibili esiti principali.
Conforme
L’esito è conforme quando forza, pressione ed energia risultano entro i limiti, il tipo di pericolo è compatibile con la metodologia e non sono presenti rischi ulteriori non gestiti.
Conforme con prescrizioni
L’esito è conforme con prescrizioni quando i valori risultano entro i limiti ma sono presenti condizioni che richiedono cautela, come:
- margine ridotto;
- necessità di verifica periodica;
- inversione automatica da controllare;
- protezioni da mantenere efficienti;
- superfici di contatto da migliorare;
- istruzioni operative da integrare.
Non conforme
L’esito è non conforme quando almeno uno dei parametri supera i limiti applicabili oppure quando mancano protezioni adeguate in presenza di rischio significativo.
Calcolo non sufficiente
Questo esito è fondamentale. La web app lo genera quando il rischio non può essere valutato solo con forza, pressione ed energia.
Esempi:
- taglio;
- cesoiamento;
- trascinamento;
- impigliamento;
- intrappolamento;
- contatto con rulli;
- contatto con organi rotanti;
- cinghie, catene o ingranaggi accessibili.
In questi casi la web app non attribuisce impropriamente una conformità numerica, ma segnala la necessità di misure tecniche specifiche.
Funzionalità principali della web app gratuita
La web app gratuita integra numerose funzioni operative.
Tra le principali:
- inserimento dati azienda, reparto, macchina e valutatore;
- descrizione dell’elemento in movimento;
- scelta della fase di lavoro;
- selezione del tipo di pericolo;
- selezione della parte del corpo esposta;
- calcolo forza;
- calcolo pressione;
- calcolo energia cinetica;
- calcolo energia potenziale;
- calcolo margini di sicurezza;
- calcolo indice IRM;
- esito automatico;
- prescrizioni tecniche automatiche;
- piano di miglioramento;
- archivio locale delle valutazioni;
- backup e ripristino dati in JSON;
- esportazione CSV;
- esportazione Word;
- dashboard riepilogativa;
- esempi completi precaricati;
- manuale operativo integrato;
- testo sintetico per DVR;
- disclaimer tecnico.
L’obiettivo è fornire uno strumento semplice da usare ma tecnicamente strutturato.
Report Word e documentazione
Una funzione importante della web app è la generazione di un report Word professionale.
Il report può contenere:
- dati aziendali;
- dati macchina;
- fase di lavoro;
- descrizione elemento mobile;
- tipo di pericolo;
- parte del corpo esposta;
- dati inseriti;
- formule di calcolo;
- risultati;
- confronto con limiti;
- margini di sicurezza;
- indice IRM;
- esito tecnico;
- prescrizioni;
- piano di miglioramento;
- testo di supporto al DVR;
- disclaimer;
- firme.
Questa funzione consente di utilizzare la web app non solo come calcolatore, ma anche come strumento di documentazione tecnica interna.
Esempi di utilizzo
La web app può essere usata in numerosi casi pratici.
Esempi:
- sportello motorizzato con rischio di schiacciamento dita;
- spintore pneumatico con rischio di impatto mano;
- portello verticale con rischio da caduta gravitazionale;
- asse lineare servoassistito con rischio urto;
- pressore automatico con rischio schiacciamento;
- nastro trasportatore con rischio trascinamento;
- rullo motorizzato con rischio impigliamento;
- zona di cambio formato con accesso prevedibile;
- macchina confezionatrice con organi mobili accessibili;
- attuatore pneumatico non segregato.
In alcuni casi la web app potrà fornire un esito numerico completo. In altri segnalerà che il calcolo non è sufficiente e che occorrono protezioni tecniche.
Limiti della web app gratuita
La web app è uno strumento di supporto e non sostituisce una valutazione tecnica completa.
I principali limiti sono:
- i risultati dipendono dalla correttezza dei dati inseriti;
- le misure di forza devono essere effettuate con strumenti idonei e, ove necessario, tarati;
- la superficie di contatto deve essere stimata in modo realistico;
- il calcolo non sostituisce l’analisi completa dei rischi della macchina;
- il calcolo non sostituisce la verifica di conformità CE;
- il calcolo non sostituisce il fascicolo tecnico del fabbricante;
- il calcolo non è sufficiente per rischi di taglio, cesoiamento, trascinamento, impigliamento o intrappolamento;
- la web app non verifica automaticamente il Performance Level, SIL o l’affidabilità dei circuiti di sicurezza;
- la web app non può valutare da sola l’idoneità reale dei ripari o degli interblocchi;
- le norme tecniche ufficiali devono sempre essere consultate nella loro versione integrale e aggiornata.
Per questi motivi, l’esito deve essere sempre interpretato da un tecnico competente.
Disclaimer
La web app gratuita per il calcolo del rischio da elementi in movimento è uno strumento tecnico di supporto alla valutazione preliminare e documentale. Non costituisce certificazione, marcatura CE, validazione normativa automatica o perizia tecnica.
L’utilizzatore resta responsabile della correttezza dei dati inseriti, della qualità delle misure effettuate, della scelta della parte del corpo esposta, dell’identificazione del pericolo e dell’interpretazione dei risultati.
Per macchine, impianti o situazioni complesse è necessario effettuare una valutazione completa da parte di personale competente, considerando il testo ufficiale delle norme applicabili, la legislazione vigente, le istruzioni del fabbricante, lo stato reale della macchina e le condizioni effettive di utilizzo.

