Protocollo Regione Campania servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici

Protocolli e Ordinanze del Presidente della Regione Campania Fase 2 Emergenza Covid


Il presente documento è redatto dalla Unità di Crisi della Regione Campania giusto DPGR n. 51/2020 viste le risultanze degli incontri di ascolto e delle proposte pervenute da Camere Commercio, principali associazioni di categoria e singoli esercenti.
Il periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2 ha portato alla necessità di adottare importanti azioni contenitive che hanno richiesto, fra l’altro, la sospensione temporanea di numerose attività produttive, tra cui quelle legate al settore di cura della persona.
Nonostante il limitato numero di dipendenti del settore, la chiusura si è resa necessaria già con il DPCM
 
del 9 marzo, in quanto per le caratteristiche proprie di alcune delle attività svolte da diversi profili professionali (ad es. parrucchieri, estetisti, barbieri, etc.), che prevedono uno stretto contatto con il cliente, risulta difficile il rispetto dell’ormai noto “distanziamento sociale”, considerato come uno dei punti chiave nella prevenzione del contagio da SARS-CoV-2.
Il settore delle “Altre attività di servizi per la persona” (ATECO S.96) è classificato con un livello di rischio integrato medio-alto, con indice di aggregazione medio-basso.
Tale livello di rischio è dovuto, da un lato alle attività specifiche legate ai servizi per la persona che avvengono in stretta prossimità con il cliente per cui il distanziamento non può essere garantito, dall’altro all’elevata probabilità di esposizione a fonti di contagio legata anche alla presenza di operazioni che comportano rischio di formazione di aerosol.
In considerazione della complessità di gestione del rischio in tale settore, nella fase di mitigazione delle misure contenitive, molti Paesi europei hanno deciso di ritardare la riapertura di queste attività.
A riguardo, al fine della ripresa delle attività, successivamente alla fase di lockdown, nonché per garantire la tutela della salute del personale addetto e dell’utenza, si rende necessaria una rimodulazione graduale e progressiva delle misure per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 che tenga in considerazione le specificità e le modalità di organizzazione del lavoro, nonché le particolari criticità di gestione del rischio in tale settore.
Le indicazioni qui fornite sono di carattere generale e rappresentano essenzialmente un elenco di criteri guida di cui tener conto nelle singole situazioni.
Esse  tengono  conto  delle  attuali  conoscenze  sulle  caratteristiche  dell’infezione  da  SARS-CoV-2  e
 
sull’impatto nelle comunità che, come noto, sono passibili di aggiornamenti all’emergere di nuove
 
evidenze.
 
In particolare, tra le diverse misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, si considerano: norme comportamentali, distanziamento sociale e contact tracing.
Le indicazioni in esse contenute si pongono, inoltre, in continuità con le indicazioni di livello nazionale,
 
in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del
 
Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici.
In tale contesto, il sistema aziendale della prevenzione consolidatosi nel tempo secondo l’architettura
 
prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 costituisce la cornice naturale per supportare la gestione
 
integrata del rischio connesso all’attuale pandemia.
 
In ogni caso, solo la partecipazione consapevole e attiva di ogni singolo utente e lavoratore, con pieno senso di responsabilità, potrà risultare determinante, non solo per lo specifico contesto aziendale, ma anche per la collettività.
Infine, è opportuno che le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto locale e le procedure/istruzioni operative per mettere in atto dette misure. Tali procedure/istruzioni operative possono coincidere con procedure/istruzioni operative già adottate, purché opportunamente integrate, così come possono costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Resta inteso che in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico le misure indicate potranno essere
 
rimodulate, anche in senso più restrittivo.
 
Tutte le indicazioni riportate devono intendersi come integrazioni alle raccomandazioni di distanziamento sociale e igienico-comportamentali finalizzate a contrastare la diffusione di SARS-CoV-2 in tutti i contesti di vita sociale. Per tutte le procedure di pulizia, disinfezione e sanificazione, di aerazione degli ambienti e di gestione dei rifiuti si rimanda alle indicazioni contenute rispettivamente: nel Rapporto ISS COVID-19 n. 19/2020 “Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi”, nel Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”, e nel Rapporto ISS COVID-
19 n. 3/2020 “Indicazione ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”, e nel Rapporto ISS COVID-19 n. 21/2020 “Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico-ricettive e altri edifici ad uso civile e industriale non utilizzato durante la pandemia COVID-19”.
Le presenti linee guida sono state predisposte tenendo conto dei principi del “Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici” elaborato nel maggio 2020 dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – ISBN 978-88-7484-
619-1.
 
Esse, infine, sono coerenti con le “Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche e
 
Produttive” , in conseguenza del nuovo coronavirus SARS-CoV-2, di cui alla nota della Conferenza delle
 
Regioni e delle Province Autonome prot. 3897/COV19 del 17 maggio 2020, come recepite dall’Allegato
 
17 al DPCM del 17 maggio 2020.
 
 
 
 
 
 
 
CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE
 
 
 
Al fine di garantire l’accessibilità ai servizi dopo un lungo periodo di chiusura e in considerazione delle misure da  adottare,  che verosimilmente  ridurranno  il  numero  di  trattamenti  in  contemporanea, è opportuno prevedere la possibilità di permettere deroghe ai giorni di chiusura e consentire l’estenzione degli orari di apertura dei locali.
Tali misure potranno anche venire incontro ad una verosimile alta richiesta da parte dell’utenza e, allo stesso tempo, permettere una turnazione fra i lavoratori con beneficio della riduzione della presenza contemporanea di soggetti nel locale.
La razionalizzazione degli spazi tale da permettere il distanziamento potrà essere favorita dalla realizzazione di aree di attesa anche all’esterno dei locali, consentendo ove possibile l’occupazione del suolo pubblico in deroga.
Per le misure di contenimento del contagio è stata prevista una distinzione tra “misure organizzative generali”, fase di “prenotazione-accoglienza-apertura attività”, fase di “svolgimento delle attività” e fase di “conclusione del servizio”.
 
 
 
 
 
 
FASE 1 – MISURE ORGANIZZATIVE GENERALI
 
 
 
•   Il layout del locale e la gestione degli spazi dovranno essere ottimizzati anche tramite soluzioni innovative rispetto alla zona originariamente prevista per l’attesa, al fine di garantire le attività e il distanziamento fra clienti ed operatori.
•   Ad esempio, si possono riorganizzare gli spazi interni sfruttando tali aree per le fasi di attesa tecnica (ad es. tempo di posa del colore). Potranno altresì essere utilizzate barriere separatorie fra aree e postazioni al fine di mitigare il rischio (in particolare per le aree lavaggio).
•   Dovrà essere prevista una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, attraverso layout, brochure, segnaletica.
•   Individuare chiaramente le zone di passaggio, le zone di lavoro e le zone di attesa.
 
•   Prevedere una distanza minima di almeno un metro di separazione sia tra le singole postazioni di
 
 
lavoro che tra i clienti.
 
•   Limitare il numero di persone presenti nel locale allo stretto necessario e comunque al tempo
 
indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento.
 
•   Prevedere orari di lavoro flessibili e, ove possibile, turnazione dei dipendenti.
 
•   Ove possibile lavorare con le porte aperte.
 
•   Eliminare riviste ed ogni altro oggetto che possa essere di utilizzo promiscuo nel locale.
 
•   Posizionare nel locale raccoglitori chiusi per i rifiuti.
 
•   Pulire giornalmente i locali comuni come spogliatoi e servizi igienici con prodotti specifici. In tali locali, se dotati di finestre, queste devono rimanere sempre aperte; se privi di finestre, gli estrattori di aria devono essere mantenuti in funzione per l’intero orario di apertura.
•   Garantire un ricambio d’aria regolare e sufficiente nei locali di lavoro favorendo, in ogni caso possibile, l’aerazione naturale anche mantenendo la porta di ingresso aperta.
•   Eliminare la funzione di ricircolo dell’aria negli impianti di riscaldamento/raffrescamento.
 
 
 
 
 
 
 
FASE 2 - PRENOTAZIONE – ACCOGLIENZA – APERTURA ATTIVITA’
 
 
 
•   Dovrà essere prevista una buona programmazione di tutte le attività e dei tempi.
 
•   Le attività avvengono esclusivamente su prenotazione, previo appuntamento on-line o telefonico. A tal fine è necessaria una buona gestione degli orari per evitare le sovrapposizioni di clienti. Sarà necessario mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni consecutivi.
•   In fase di prenotazione, è necessario predeterminare i tipi di trattamento richiesti per ciascun cliente; ciò è fondamentale per ottimizzare i tempi di attesa e per la prevenzione di ogni forma di affollamento.
•   Ogni cliente accede al locale da solo. Nel caso di clienti che necessitano di assistenza (ad es. minori, disabili, etc.) è consentita la presenza di un accompagnatore da concordare in fase di prenotazione.
•   Limitare la permanenza dei clienti all’interno del locale esclusivamente al tempo necessario per l’erogazione del servizio/trattamento.
•   Dovrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37.5 °C.
 
•   Il gestore provvederà ad informare il cliente circa la necessità di osservare le misure di igiene personale
 
(ad es. lavaggio della barba) prima di recarsi al locale per il trattamento.
 
•   Igienizzare tutte le superfici in attesa dell’arrivo del primo cliente (anche se eseguito la sera prima),
 
comprese maniglie, porte interne ed esterne del salone, spazio cassa, area lavaggio e posti lavoro.
 
 
Disinfettare frequentemente le superfici comuni, ossia utilizzate da più persone (comprese tastiere, POS, maniglie, corrimani, etc.).
•   Nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti
 
e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani.
 
 
 
 
 
 
 
FASE 3  – SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’
 
 
 
•   Fornire al cliente durante il trattamento/servizio una mantella o un grembiule monouso ed utilizzare asciugamani monouso; se riutilizzabili, devono essere lavati ad almeno 60°C per 30 minuti. Una volta utilizzati debbono essere posti e conservati in un contenitore con un sacco di plastica impermeabile poi chiudibile e che garantisca di evitare i contatti fino al momento del conferimento e/o del lavaggio.
•   Privilegiare la conversazione con il cliente tramite lo specchio e svolgere le procedure rimanendo alle spalle del cliente in tutti i casi possibili.
•   L’operatore e il cliente, per tutto il tempo dell’espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, compatibilmente con lo specifico servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione) e ad eccezione del tempo necessario per l’effettuazione di trattamenti che lo inibiscano (ad es. cura della barba).
•   L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente) ed utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso per gli estetisti.
•   I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.
 
 
 
 
 
 
FASE 4  – CONCLUSIONE DEL SERVIZIO
 
 
 
•   Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori.
•   Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente.
 
•   Pulire e disinfettare dopo ogni trattamento/servizio gli strumenti utilizzati (ad es. forbici, pettini, etc.)
oltre le normali procedure di prevenzione in atto per il settore.
 
•   Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.
 
•   La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani.
•   Per quanto attiene il pagamento, è opportuno evitare di maneggiare il denaro contante, privilegiando i pagamenti elettronici, eventualmente in fase di prenotazione.
 
 
 
 
 
 
TRATTAMENTI ESTETICI
 
 
 
L’attività di un centro estetico presenta caratteristiche diverse da quella del barbiere e parrucchiere anche se in entrambi si lavora a distanza ravvicinata dai propri clienti. L’estetista lavora in ambienti generalmente singoli e separati (cabine) e le prestazioni tipiche comprendono già misure di prevenzione del rischio da agenti biologici alle quali ci si deve attenere rigorosamente nello svolgimento della normale attività professionale. Per quanto concerne le misure di sistema, le misure organizzative di prevenzione e protezione e le misure igienico-sanitarie si rimanda a quanto già riportato per i barbieri e parrucchieri, in linea generale.
Di seguito si riportano alcune indicazioni specifiche, al di là delle misure generali già presenti nel precedente paragrafo.
•   Durante i trattamenti estetici, i pannelli della cabina dovranno essere chiusi.
 
•   Nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria dovranno essere adottate specifiche misure soprattutto per le operazioni di cura del viso, in particolare, per i trattamenti del viso che implicano l’uso di vapore, si devono prevedere, ove possibile, operazioni alternative. Tali trattamenti potranno essere effettuati solo in locali fisicamente separati, che devono essere arieggiati al termine di ogni prestazione.
•   Sono inibiti, ove presenti, l’uso della sauna o del bagno turco, come anche quello delle vasche
 
idromassaggio.
 
•   Al termine di ciascuna sessione vanno rimossi, con i guanti, le pellicole, i lenzuolini monouso e
 
quant’altro sia stato utilizzato per il trattamento.
 
•   Pulire e disinfettare scrupolosamente tutte le superfici della cabina estetica all’uscita di ogni cliente utilizzando disinfettanti idroalcolici con particolare attenzione a tutte le apparecchiature e strumenti e a tutte le superfici con cui il cliente è venuto in contatto.
•   Prima di far entrare il cliente successivo, bisogna garantire il ricambio di aria nella cabina il più
 
possibile in modo naturale aprendo le finestre, oppure meccanicamente e la pulizia e disinfezione
delle superfici.
 
•   Tutte le procedure di prevenzione elencate richiederanno inevitabilmente un tempo maggiore del solito, che di conseguenza renderà necessaria una accurata pianificazione dei tempi operativi fin dalla fase di prenotazione secondo gli stessi criteri indicati nella sezione precedente.
 
 
 
 
 
 
MISURE SPECIFICHE PER I LAVORATORI
 
 
 
In riferimento all’adozione di misure specifiche per i lavoratori nell’ottica del contenimento del contagio
 
da SARS-CoV-2 e di tutela dei lavoratori “fragili” si rimanda a quanto indicato:
 
•   nella normativa specifica in materia di salute e sicurezza sul lavoro ( D.Lgs. 81/08 e s.m.i.).
 
•   nel Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020.
•   nella Circolare del Ministero della Salute “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività” del 29 aprile 2020.
•   nel  Documento  tecnico  Inail  “Documento  sulla  possibile  rimodulazione  delle  misure  di
 
contenimento del contagio da SARS-Cov-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione. Aprile
 
2020”.
 
In primo luogo, si richiama all’obbligo di utilizzo di mascherine durante tutta la giornata di lavoro e di guanti che dovranno essere cambiati per ogni cliente. I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.
L’uso della mascherina chirurgica dovrà essere associato a visiere o schermi facciali rispondenti ai requisiti previsti dalla norma tecnica di riferimento UNI EN 166:2004, ovvero quelli autorizzati in deroga, ai sensi della normativa vigente per l’emergenza COVID-19, per le attività di cura del viso e della barba. L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente) e utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso per gli estetisti.
In particolare per gli estetisti, e per tutti i trattamenti che prevedono una distanza ravvicinata, dovranno
 
essere previsti dispositivi di protezione individuale di livello protettivo superiore (FFP2 o FFP3 senza valvola espiratoria o visiere) per le attività di cura del viso che prevedono l’utilizzo di vapore e/o generazione potenziale di aerosol e, comunque, in tutti i casi già previsti dalla normativa vigente.
Deve  inoltre  essere  garantita  una  adeguata  informazione  e  formazione  sull’utilizzo  dei  DPI,  con
 
particolare riferimento alla importanza dell’uso esclusivo del dispositivo, alla importanza di non toccare
 
la parte esterna del dispositivo durante l’utilizzo e di procedere alla immediata igiene delle mani nel caso
 
in cui un simile contatto non possa essere evitato, alle modalità di sanificazione e conservazione dei dispositivi riutilizzabili (in particolare schermi facciali e visiere) fra un utilizzo e l’altro, alla importanza di una accurata igiene delle mani prima di indossare il dispositivo e dopo averlo rimosso e manipolato per la sanificazione se riutilizzabile.
In particolare per la sanificazione dopo ogni utilizzo di schermi facciali e visiere, il dispositivo deve prima
 
essere lavato con acqua e comuni detergenti e quindi disinfettato secondo le istruzioni fornite dal produttore o, in mancanza, mediante prodotti contenenti agenti “disinfettanti” secondo le indicazioni fornite dalle circolari del Ministero della Salute e dal Rapporto ISS COVID-19, n. 19/2020.
L’uso prolungato nel tempo dei prodotti di disinfezione può deteriorare le componenti delle protezioni
 
oculari/facciali. Pertanto, prima di ogni utilizzo del dispositivo è necessario ispezionare la visiera/schermo facciale e, se sono presenti segni di deterioramento, sostituire le componenti danneggiate (seguendo le istruzioni contenute nella guida all’utilizzo del dispositivo) o l’intera protezione.
Allo  stesso  modo, anche il  personale  addetto  alla  cassa  dovrà  indossare la  mascherina chirurgica
 
prevedendo altresì barriere di separazione (ad es. separatore in plexiglass).
 
In considerazione della tipologia di attività è opportuno, oltre ad un’informazione di carattere generale sul rischio da SARS-CoV-2, impartire altresì un’informativa più mirata, anche in collaborazione con le figure della prevenzione di cui al D.Lgs. 81/08 e s.m.i. con particolare riferimento a specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, ove previsti, anche per quanto concerne la vestizione/svestizione.
Va ribadita la necessità di una corretta e frequente igiene delle mani, anche attraverso la messa a disposizione in punti facilmente accessibili di appositi dispenser con soluzione idroalcolica.
Particolare attenzione dovrà essere posta ai locali spogliatoi ed ai servizi igienici, in particolare prevedendo un’adeguata attività di pulizia giornaliera degli stessi. In tali locali se dotati di finestre queste devono rimanere sempre aperte; se privi di finestre, gli estrattori di aria devono essere mantenuti in funzione per l’intero orario di apertura.
Si consiglia di indossare abiti da lavoro diversi da quelli di arrivo al lavoro o in alternativa mantella/grembiule monouso.
Lavare regolarmente gli indumenti da lavoro con prodotti specifici ad una temperatura di almeno 60 C°
 
e per un tempo di almeno 30 minuti.
 
 
 
 
 
 
 
MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI DI AREAZIONE
 
Fino all’individuazione di specifiche modalità di trasmissione del SARS-CoV-2 è necessario prestare
 
molta attenzione alla qualità dell’aria, in particolare, con frequenze maggiori procedendo alla pulizia dei
 
filtri degli impianti di condizionamento e ventilazione. La polvere catturata dai filtri rappresenta un
 
ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi o di altri agenti biologici.
 
L’OPERATORE DEL SERVIZIO nello specifico garantirà:
 
1)          Nel caso decidesse di non utilizzare condizionatori di aria:
 
•    areazione naturale ed il ricambio di aria almeno ogni 20 minuti.
 
2)         Nel caso decidesse di utilizzare condizionatori di aria:
 
•   pulizia preliminare dei filtri degli impianti, prevedendo la sostituzione nel caso in cui lo stato di usura fosse avanzata;
•   applicazione di un piano di manutenzione e pulizia periodico che garantisca l’uso in sicurezza;
 
•   escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
RICEVIMENTO MATERIE PRIME
 
 
 
Per l’accesso di fornitori esterni devono essere individuate procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale interno.
a.      Dovrà essere stabilito un calendario per gli approvvigionamenti (giornaliero, settimanale) allo scopo di stabilire orari compatibili con le attività evitando che più scarichi avvengano contemporaneamente. L’orario dello scarico deve essere obbligatoriamente previsto al di fuori dell’orario di apertura al pubblico; b.      laddove possibile (presenza di area di carico e scarico), il trasportatore dovrà attenersi alla distanza di un metro e comunque è tenuto ad indossare i necessari dispositivi di protezione (mascherina, guanti) in caso di discesa dal mezzo per effettuare la consegna, in caso contrario il trasportatore sarà tenuto a consegnare la merce in corrispondenza dell’area dedicata senza fare ingresso all’interno dell’attività;
c.      i fornitori sono tenuti a privilegiare la trasmissione della documentazione di trasporto per via
 
telematica ma, in caso di scambio di documenti con il personale, procedono alla preventiva igienizzazione delle mani mantenendo una distanza comunque non inferiore al metro rispetto agli altri operatori.
 
 
 
 
 
 
SMALTIMENTO DEI DPI
 
Come indicato dal rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità “Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus sars-cov-2”, aggiornato al 31 marzo 2020, tutti i DPI impiegati in ambienti di lavoro diversi dalle strutture sanitarie, dovranno essere smaltiti nei rifiuti
indifferenziati, tranne diverse disposizioni dei singoli regolamenti comunali.

Si raccomanda di:
 
•         chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti monouso;
 
•         non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;
 
•         evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
 
•         smaltire il rifiuto dal proprio esercizio quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio
 
(esporli fuori negli appositi contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti rionali o di strada).
 
Utilizzare almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della resistenza
 
meccanica degli stessi, che dovranno essere chiusi utilizzando legacci o nastro adesivo.
 
 
 
 
GESTIONE DI UN CASO SINTOMATICO SOSPETTO Ospite
 
Nel caso in cui un ospite o un operatore durante la permanenza all’interno della struttura o servizio, manifesti febbre e sintomi respiratori (tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie), lo deve comunicare tempestivamente al personale possibilmente senza entrare in contatto diretto.
La  struttura  provvede  tempestivamente  a  contattare  il  Dipartimento  di  prevenzione  dell’ASL    di
 
riferimento, fatto salvo situazioni di particolari criticità, ad esempio dispnea o difficoltà respiratorie
 
severe, in cui si chiederà l’intervento del 118.
 
Al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio, nell’attesa del parere sanitario:
 
•   raccomandare al cliente una mascherina chirurgica;
 
•   ridurre al minimo i contatti con altre persone e indirizzarlo a un ambiente isolato con la porta chiusa,
 
garantendo un’adeguata ventilazione naturale;
 
•   escludere l’impianto di ricircolo dell’aria, se possibile;
 
•   l’eventuale consegna di cibo, bevande o altro sarà effettuata lasciando quanto necessario fuori dalla porta;
•   eventuali, necessità improrogabili che comportino l’ingresso di personale nel medesimo ambiente, dovranno essere svolte da persone in buona salute utilizzando gli opportuni dispositivi di protezione individuale;
•  far eliminare eventuale materiale utilizzato dal cliente malato (es. fazzoletti di carta utilizzati) direttamente dal cliente in un sacchetto chiuso dallo stesso cliente e che dovrà essere smaltito insieme con i materiali infetti eventualmente prodottisi durante l’intervento del personale sanitario.
 
 
Personale dipendente o collaboratore
 

Se la persona che presenta i sintomi è un dipendente o un collaboratore, al momento in servizio, dovrà interrompere immediatamente l’attività lavorativa comunicandolo al datore di lavoro. Il dipendente è tenuto a rientrare al proprio domicilio adottando le necessarie precauzioni e prendere contatto con il proprio MMG. Qualora il dipendente sia domiciliato presso la struttura, al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio, nell’attesa dell’arrivo dei sanitari, dovranno essere adottate le misure sopra indicate in riferimento agli ospiti. È consigliabile che i dipendenti domiciliati presso la struttura siano alloggiati in camere singole poiché se uno di loro si ammala di COVID 19 tutti coloro che hanno dormito nella stessa stanza dovranno essere posti in isolamento domiciliare e allontanati dal lavoro. Se un dipendente o un collaboratore comunica da casa di avere dei sintomi, o sospetta infezione da Coronavirus, dovrà rimanere a casa e cercare subito assistenza medica. In caso di diagnosi di Covid-19 il lavoratore seguirà le istruzioni ricevute dal personale medico, incluso l'isolamento in casa fino a guarigione virologica accertata.
 
 
Kit protettivo
 
Presso la struttura dovrebbe essere disponibile un kit da utilizzare per coloro che presentano sintomi da Covid-19 o per coloro che si prendono cura di una persona affetta. Il kit comprende i seguenti elementi: mascherine chirurgiche per il malato e di tipo FFP2 per chi presta assistenza; protezione facciale e guanti (usa e getta); grembiule protettivo (usa e getta), tuta a maniche lunghe a tutta lunghezza; disinfettante / salviette germicide per la pulizia delle superfici e dei tessuti; sacchetto monouso per rifiuti a rischio biologico.
 
 
Persone entrate a contatto con il caso
 
Il personale sanitario che effettuerà la valutazione del caso provvederà all'identificazione di tutti i contatti e potrà stabilire le misure di isolamento quarantena e sorveglianza sanitaria nei loro confronti. La struttura/servizio e tutto il personale si impegna a favorire la massima collaborazione in questa fase, e valuterà d’intesa con l’autorità sanitaria, l’opportunità e le eventuali modalità di informazione delle persone non direttamente coinvolte.
 
 
 
 
 
 
PULIZIA, DISINFEZIONE E SANIFICAZIONE
 
 
 
Pulizia (o detersione): rimozione dello sporco visibile (ad es. materiale organico e inorganico) da oggetti e superfici, ambienti confinati e aree di pertinenza; di solito viene eseguita manualmente o meccanicamente usando acqua con detergenti o prodotti enzimatici. Una pulizia accurata è essenziale prima  della  disinfezione  poiché  i  materiali  inorganici  e  organici  che  rimangono  sulle  superfici
interferiscono con l'efficacia di questi processi.
 
Disinfezione: un processo in grado di eliminare la maggior parte dei microrganismi patogeni (ad eccezione delle spore batteriche) su oggetti e superfici, attraverso l’impiego di specifici prodotti ad azione germicida. L'efficacia della disinfezione è influenzata dalla quantità di sporco (deve quindi essere preceduta dalla pulizia), dalla natura fisica dell'oggetto (ad es. porosità, fessure, cerniere e fori), da temperatura, pH e umidità. Inoltre, giocano un ruolo la carica organica ed inorganica presente, il tipo ed il livello di contaminazione microbica, la concentrazione ed il tempo di esposizione al germicida.
 
 
Sanificazione: complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la pulizia e/o la disinfezione e/o la disinfestazione. In sintesi la sanificazione è l’insieme di tutte le procedure atte a rendere ambienti, dispositivi e impianti igienicamente idonei per gli operatori e gli utenti; comprende anche il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima (temperatura, umidità, ventilazione, illuminazione e rumore). Nella graduazione di complessità degli interventi rivolti all’abbattimento del virus SARS CoV-2, dopo pulizia e disinfezione, la sanificazione ha l’obiettivo di intervenire su quei punti dei locali non raggiungibili manualmente; si basa principalmente sulla nebulizzazione dei principi attivi e comprende anche altri interventi come ad esempio le pulizie in altezza e gli interventi sui condotti dell’aerazione.
La sanificazione non può essere eseguita in ambienti ove sono esposti alimenti e/o sono presenti persone o animali. È sempre bene raccomandare la successiva detersione delle superfici a contatto.
La necessità di sanificazione è stabilita in base all’analisi del rischio e non si può considerare un intervento
 
ordinario.
 
 
 
La frequenza della disinfezione e la valutazione della necessità di una sanificazione occasionale o periodica saranno definite sulla base dell’analisi del rischio che tiene conto dei fattori e delle condizioni specifiche del luogo in esame.
 
 
Locali con stazionamento prolungato e/o elevata frequentazione
 
Rientrano nella categoria locali e aree confinate ad alta frequentazione: negozi, alberghi, mense collettive, bar e ristoranti, palestre, scuole, strutture socio-assistenziali, carceri, mezzi di trasporto pubblico, aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime, locali di lavorazione ad elevata umidità, ecc., e in generale i locali con stazionamento prolungato in cui sono presenti superfici a contatto continuativo con l’aerosol generato dalla respirazione umana. Le misure di pulizia, disinfezione e sanificazione devono essere rivolte principalmente a quelle superfici che si trovano maggiormente esposte al contatto con le persone, come le superfici orizzontali che sono a livello del viso e del busto, e quelle più manipolate, come maniglie di porte e finestre, corrimano, pulsantiere, fotocopiatrici, tastiere, mouse, ecc., poiché la probabilità di
presenza e persistenza del virus è maggiore.
 
Tutte le attività di disinfezione e sanificazione devono essere eseguite dopo adeguate procedure di pulizia. Per ciò che concerne la disinfezione delle superfici le evidenze disponibili hanno dimostrato che il virus SARS CoV-2 è efficacemente inattivato da adeguate procedure che includano l’utilizzo dei comuni disinfettanti di uso ospedaliero, quali ipoclorito di sodio (0.1% per superfici - 0,5% per servizi igienici), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.
 
 
Locali con stazionamento breve e/o saltuaria frequentazione
 
Per i locali con stazionamento breve o saltuario di persone, come ad esempio, corridoi, hall, magazzini, alcune tipologie di uffici (es quelli occupati da un solo lavoratore o con un’ampia superficie per postazione di lavoro), ecc., compresi i locali dopo chiusura superiore a 9 giorni (tempo stimato di persistenza massima del coronavirus sulle superfici inanimate), le misure di pulizia, disinfezione e sanificazione devono essere, similmente alla precedente situazione, rivolte principalmente a quelle superfici che si trovano maggiormente esposte al contatto con le persone, come le superfici orizzontali che si trovano a livello del viso e del busto, e quelle più manipolate.
In questo caso è opportuno effettuare le operazioni di pulizia con saponi neutri seguite da risciacquo e procedere alla successiva disinfezione delle superfici valutate a più alto rischio con i prodotti indicati
sopra.

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Fonte: Regione Campania

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