Prezzario Covid-19 Regione Piemonte

Misure di sicurezza connesse con l'emergenza sanitaria COVID-19 

La sezione tematica presentata, dal titolo "Misure di sicurezza connesse con l'emergenza sanitaria COVID-19" è stata predisposta dalla Regione Piemonte (referenti Marianna MATTA e Lucia BONTEMPO), in attuazione delle previsioni di cui alla D.G.R. n. 11-1330 dell'8 maggio 2020 (BUR n. 20 s. 3 del 14/05/2020).   I contenuti presentano CARATTERE SPERIMENTALE E TEMPORANEO, data la stretta connessione con l'emergenza sanitaria COVID-19 - ritenendo gli stessi non più necessari nel momento in cui possa essere considerata conclusa    la fase emergenziale. Essa si propone dunque  quale  primo  strumento  operativo per  rispondere  alla  necessità  di  mettere in  atto,  nei  cantieri  temporanei o  mobili  - anche eventualmente non pubblici - tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli di regolamentazione definiti per il contenimento della diffusione del COVID-19.
Secondo  quanto  già  illustrato  al  paragrafo  2.2.11  della  Nota  metodologica  - Allegato  A,  alla  cui  lettura si  rimanda  necessariamente  per  il dettaglio dei criteri adottati, tale sezione è finalizzata alla quantificazione economica delle misure da prevedersi in un cantiere temporaneo o mobile per l'attuazione delle previsioni del protocollo di regolamentazione Allegato 13 del D.P.C.M. 17 maggio 2020 "Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri", sia in qualità di committenti dell'opera   - e quindi in termini di costi della sicurezza da individuarsi nel Piano di Sicurezza e Coordinamento a carico del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione/Esecuzione - sia in qualità di datori di lavoro - ossia in termini di nere aziendale della sicurezza da considerarsi nell'ambito della quota di spese generali riconosciuta.
In generale infatti le misure ivi previste comportano  la revisione delle procedure lavorative e gestionali normalmente impiegate in un cantiere edile, richiedendo l'attuazione di nuovi e aggiuntivi apprestamenti e/o dispositivi di protezione individuale e collettiva, ma anche la messa in atto di  nuove/diverse  modalità  di  gestione  dei  tempi  lavorativi,  con  conseguente  variazione  del  cronoprogramma  dei  lavori.  Inoltre,  quale conseguenza diretta delle diverse - e aggiuntive -   modalità esecutive che dovranno attuarsi, anche nel rispetto dei protocolli su citati, in tutte le fasi  di  realizzazione  di  un'opera,  è  ragionevolmente  prevedibile  una  rimodulazione  dei  livelli  produttivi,  anche  nell'ambito  della  singola lavorazione di cantiere, rendendosi dunque necessaria una puntuale valutazione di possibili fattori correttivi dei costi economici degli interventi. Potranno individuarsi  maggiori COSTI/ONERI  cosiddetti "CONNESSI", ossia direttamente riconducibili a misure di sicurezza (cosiddette misure "antiCOVID-19") dell'ambiente lavorativo "cantiere", sia nei confronti dei lavoratori delle imprese (appaltatrici, subappaltatrici), sia dei visitatori, sia dei fornitori.  Tali maggiori quote  economiche    potranno dunque ricondursi, richiamando quanto definito dalle norme vigenti in materia, alla fattispecie di:
a)  COSTI  della  sicurezza:  ossia  quantificazione  economica  analitica  e  dettagliata  di  tutte  le  specifiche  misure  di  sicurezza  definite  dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP)/esecuzione (CSE) all'interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC). Tali costi non sono soggetti al ribasso d'asta.
b) ONERI aziendali per la sicurezza: afferenti all'esercizio dell'attività svolta da ciascun operatore economico nella sua veste di "datore di lavoro"
e dovuti esclusivamente alle misure per la gestione del rischio proprio connesso all'attività svolta e alle misure operative gestionali. 

Tali oneri sono ricompresi nell'ambito delle spese generali riconosciute all'operatore e corrispondenti a procedure contenute normalmente nei Piani Operativi di sicurezza redatti dalle singole imprese esecutrici (POS).
La  presente sezione  tematica è  finalizzata  a  fornire  indicazioni per  la  corretta progettazione  - e  quantificazione - delle  misure di  sicurezza attuative delle previsioni di cui ai punti a) e b).
Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico per il quale occorre adottare   misure uguali per tutta la popolazione.   Le misure di sicurezza previste  possono  dunque  considerarsi  estese  a  tutti  i  soggetti  comunque  coinvolti  nelle  lavorazioni  (titolari  del  cantiere,  subappaltatori, subfornitori).  Il  legislatore  ha  scelto  di  contrastare  e  contenere  la  diffusione  del  virus  COVID-19  attraverso  la  definizione,  e  conseguente applicazione  nei  rispettivi  ambiti,  di  "Protocolli  di  regolamentazione"  nei  quali  sono  fornite  le  misure  di  sicurezza  ritenute  necessarie  ed indispensabili per l'attuazione della prevenzione del rischio relativo. In particolare le previsioni del "protocollo cantiere" di cui all'allegato 13 del D.P.C.M. 17  maggio 2020 devono essere  adottate  dai datori  di lavoro all'interno  dei cantieri,  per la tutela della salute delle persone presenti all'interno del cantiere e garantire la salubrità dell'ambiente di lavoro.
A tal fine il protocollo è strutturato in una serie di punti - da 1 a 10, come di seguito elencati:
1 - INFORMAZIONE
2 - MODALITÀ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERI AI CANTIERI
3 - PULIZIA E SANIFICAZIONE DEL CANTIERE
4 - PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI
5 - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
6 - GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI)
7 - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (TURNAZIONE, RIMODULAZIONE DEL CRONOPROGRAMMA DELLE LAVORAZIONI)
8 - GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN CANTIERE
9 - SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS O RLST
10- AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE

 
A  ciascuno  dei  suddetti   punti  sono  associate  misure  direttamente  riconducibili  al  datore  di  lavoro  dell'impresa   esecutrice,  e  dunque potenzialmente ascrivibili alle previsioni di "ONERE AZIENDALE DELLA SICUREZZA", ovvero al committente dell'opera per conto del quale la stessa è  realizzata (ossia quale  "COSTO DELLA SICUREZZA")  attraverso l'operato  del  CSP/CSE mediante  le  previsioni del  PSC.  Nondimeno occorre evidenziare che proprio in virtù della discrezionalità tecnica del progettista nell'attuare le scelte progettuali ed organizzative ritenute di volta in volta maggiormente idonee, alcune previsioni possono essere ascrivibili sia al costo della sicurezza sia all'onere aziendale della sicurezza. Al fine di rendere l'informazione relativa alla misura di sicurezza prevista nella voce di prezzario regionale quanto più possibile chiara, i contenuti della presente sezione sono presentati con la specifica se trattasi di un "COSTO DELLA SICUREZZA" da quantificarsi, qualora necessario, sempre e  solo  come  tale, ovvero "ONERE  AZIENDALE  DELLA  SICUREZZA", o  ancora  indistintamente  in  uno  dei  due  casi in  funzione delle  scelte progettuali del progettista/coordinatore per la sicurezza. In quest'ultima previsione la voce di elenco prezzi non riporta alcuna specifica in apertura ed è proposta di seguito alle altre in funzione delle finalità espresse nei vari punti del protocollo. Inoltre le voci prettamente di "Onere aziendale della sicurezza" non presentano alcun prezzo, essendo un "di cui" delle spese generali complessivamente riconosciute.

- da  un  lato  si  è  ritenuto  infatti  potesse  costituire  un  supporto  per  le  stazioni  appaltanti  per  la  determinazione  della  quota  di  incremento percentuale applicabile (variabile potenzialmente dal +2% al +4% sul totale della spesa generale riconosciuta in attuazione delle previsioni di cui alla D.G.R.11-1330 dell'08 maggio 2020). Attraverso la lettura dei descrittivi delle voci proposte quali "onere aziendale della sicurezza" è infatti direttamente riscontrabile la messa in atto delle misure previste e dunque la loro equa quantificazione nelle spese generali riconosciute;
- dall'altro tale elenco può fungere da guida sia per il datore di lavoro sia per gli eventuali enti preposti ali controlli sulla corretta attuazione delle misure di sicurezza previste, essendo le voci direttamente ricondotte alle previsioni di adempimento del protocollo cantieri, previsioni cogenti a tutti gli effetti e la cui piena attuazione può ragionevolmente considerarsi causa esimente per una eventuale responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'ex articolo 42 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18   - convertito in L. n. 27 del 24 aprile 2020 - ossia al riconoscimento dell'infortunio sul lavoro nei casi di accertata infezione COVID-19 in ambito lavorativo.
 
Per completezza si ricorda inoltre che, anche laddove non presente il PSC, la stima dei costi della sicurezza dovrà comunque essere aggiornata ai sensi dell'Allegato XV punto 4.1.2 del D.Lgs. 81/08: in tali casi evidentemente per il cantiere pubblico la previsione della sicurezza e dei relativi costi è in capo alla stazione appaltante medesima, attraverso eventualmente il proprio Responsabile dei Lavori.
 
A  margine   si   evidenzia  che   alcune   voci  della   sezione  in  esame   potrebbero   apparire,  in  prima   lettura,  sovrapponibili  in  termini   di descrizione/misura prevista/dispositivo etc, alle voci preesistenti nella sezione tematica 28 "Salute e sicurezza sul lavoro - D.Lgs. 81/08   s.m.i.": la scelta  di  mantenere  comunque  due  sezioni  distinte,  deriva  dal  carattere  temporaneo  e  sperimentale  della  sezione  anti  COVID-19:  le  sue specifiche  misure sono infatti connesse con  la  condizione emergenziale  in  virtù  dell'evolversi della  situazione  epidemiologica e  dunque, al cessare della stessa anche le finalità delle voci ivi previste potrebbe venir meno e giustificare l'eliminazione dell'intera sezione tematica. Nei casi di stretta analogia delle voci, peraltro rari, sono stati allineati eventuali prezzi comuni in entrambe le sezioni, non essendoci alcun motivo per considerare tali nuove voci fornite sul mercato ad un prezzo diverso in funzione della destinazione d'uso nell'ambito del cantiere (specifica misura anti COVID-19).
 
Inoltre, come già illustrato al paragrafo 2.2.4.2 della Nota metodologica Allegato A per le voci di costo proposte nella sezione 28, quantificandosi tali voci quali "costi" per il committente e non quali "prezzi" corrisposti all'appaltatore per l'obbligazione medesima, nel richiamare i contenuti di cui alla circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti   n. 4536 del del 30 ottobre 2012 (G.U. n. 265 del 13/11/2012), essendo tali costi sottratti alla logica concorrenziale del mercato, gli stessi, nella sezione 31, sono forniti PRIVI della quota di UTILE di impresa (pari al 10%), in quanto parte rappresentativa, quest'ultima, di un potenziale elemento di concorrenza tra i vari esecutori (non attuabile in quanto sottratto all'offerta medesima).
 
Dato l'attuale contesto normativo, si ritiene di poter prevedere che la formulazione tematica proposta, efficace ed applicabile a decorrere dalla data di pubblicazione dell'edizione 2020 del prezzario sul bollettino ufficiale regionale, possa essere applicata anche a procedure di appalto in data precedente in relazione alla messa in atto delle misure e per tutta la durata in cui le stesse devono essere attuate tenendo conto dell'evolversi A seguire si riportano  alcuni approfondimenti per le misure indicate,    rimandano altresì  alla lettura delle note dei vari capitoli della presente sezione.
 
1) Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
Il punto 5 del Protocollo di regolamentazione cantieri riporta indicazioni specifiche relativamente all'uso dei dispositivi di protezione individuale necessari per la tutela della  salute dei  lavoratori, richiamando comunque le difficoltà esistenti relativamente al loro approvvigionamento per carente disponibilità in commercio e rimandando alle istruzioni di utilizzo di cui alle indicazioni fornite dall'organizzazione mondiale della sanità. In  tal  senso  si  consente  l'utilizzo,  ai  soli  fini  di  evitare  la  diffusione  del  virus,  di  mascherine  la  cui  tipologia  corrisponda  alle  indicazioni dell'autorità sanitaria e del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE), ove nominato.
L'utilizzo di tali DPI (mascherine, (guanti, occhiali, tute, cuffie) è necessario qualora la lavorazione da eseguire in cantiere imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative; in tali evenienze, in mancanza di idonei D.P.I., le lavorazioni dovranno essere sospese.
Il protocollo prevede che sia lo stesso CSE ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei costi con tutti i dispositivi ritenuti necessari; il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP), con il coinvolgimento del RLS o, ove non presente, del RLST, adegua la progettazione del cantiere alle misure contenute nel presente protocollo, assicurandone la concreta attuazione. Il datore di lavoro dal canto suo  provvede a rinnovare a tutti  i lavoratori gli indumenti da  lavoro prevedendo la distribuzione  a tutte le maestranze impegnate nelle lavorazioni di tutti i dispositivi individuale di protezione anche con tute usa e getta.
E' di tutta evidenza dunque il ruolo di individuazione di tali DPI destinato al CSE/CSP in relazione al rischio COVID-19, chiaramente sulla base della  propria  valutazione  progettuale,  che  ricordiamo  essere  discrezionale, in  funzione  delle  caratteristiche  del  cantiere  e  delle  lavorazioni relative. Anche per lavorazioni che per loro natura non richiederebbero l'utilizzo da parte del lavoratore di DPI specifici, essendoci comunque una interferenza connessa al rischio  biologico, per  distanze  inferiori ad  un  metro, dovranno dunque  essere  riconosciuti  i  DPI necessari, e questo indipendentemente dalla presenza di lavoratori appartenenti alla stessa impresa.
Quindi il singolo DPI deve essere riconosciuto anche a lavoratori che svolgono medesima lavorazione e sono dipendenti di un'unica ditta: non è indispensabile  che  vi  siano,  perciò,  due  lavorazioni  interferenti;  tale  lettura  deriva  dalla  evidenza  del  protocollo  stesso  laddove  parla  di "lavorazione da eseguire in cantiere che imponga di lavorare a distanza inferiore ad 1 metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative".
Per  il  necessario  riconoscimento  di  un  DPI  previsto  per  il  rischio   COVID-19,  il  coordinatore  della  sicurezza  dovrà  dunque  analizzare preventivamente tutte le fasi e le attività lavorative nonché  il numero di lavoratori richiesti contemporaneamente per lo svolgimento delle stesse e prevedere, nel caso in cui le lavorazioni non siano    sfalsabili e/o differibili nel tempo e nella numerosità del personale impiegato, per distanze inferiori al metro, il/i DPI ritenuti più idonei per la tutela dal rischio contagio.
Per  tali  motivi  nell'ambito  della  sezione  tematica  31  si  è  indicato  un  elenco  di  possibili  DPI  (mascherine,  visiere,  occhiali,  tute,  guanti)
proponendoli quali "costo della sicurezza", in quanto derivanti dalla stima dettagliata e precisa condotta dal CSP/CSE in sede di stesura/aggiornamento del PSC alla luce del rischio biologico COVID-19.

In tale contesto spetterà evidentemente al datore di lavoro la verifica della costante disponibilità e attuazione delle misure di protezione garantite con l'utilizzo dei DPI, in coerenza con la reciproca responsabilità di tutela che è propria di ciascun soggetto operante in cantiere (sulla base del principio  di  "Tutelare  se  stessi  per  tutelare  gli  altri".  Il  CSE  dovrà  vigilare  sul  corretto  impiego  di  tali  DPI,  anche  in  funzione  del  loro riconoscimento economico in sede di contabilità sui SAL (pagamento delle previsioni di costo della sicurezza "a misura", a seguito della loro reale attuazione.
Laddove possibile dovranno altresì  essere privilegiate misure di DPI preferibilmente monouso   di tipo "usa e getta" per ridurre al minimo il rischio contagio per utilizzo da parte di personale diverso. A tal fine tutti i prezzi previsti sono stati descritti in fornitura secca e non in nolo eventuale. Inoltre con specifico riferimento alle mascherine di "tipo chirurgico", il valore di prezzo fornito è stato mantenuto in linea con quanto stabilito dal governo, per l'intero territorio nazionale, con l'Ordinanza n. 11/2020 del 26 aprile 2020 con la quale il Commissario straordinario per l'attuazione delle misure di contrasto e di contenimento dell'emergenza epidemiologica COVID-19 ha fissato il costo massimo di vendita al consumo di tali prodotti, pari ad euro 0,50 oltre IVA.
 
2) Pulizia, disinfezione e sanificazione del cantiere
Il punto 3 del Protocollo cantieri prevede a carico del datore di lavoro specifiche misure per attuare la pulizia e la sanificazione periodica dei locali. In generale si parla infatti delle azioni di "pulizia giornaliera" e di "sanificazione periodica" che il datore di lavoro è tenuto ad attuare per garantire la salubrità degli ambienti di lavoro (spogliatoi, mense e locali comuni) dei mezzi d'opera, di lavoro e delle attrezzature e degli strumenti individuali.
Dalla lettura del protocollo alla luce delle disposizioni legislative vigenti in materia se ne deduce come evidentemente il legislatore intendesse riferirsi, nell'ambito delle misure previste nel protocollo stesso, sostanzialmente ad azioni, poste a carico del datore di lavoro, sia di pulizia (intesa come igienizzazione), sia disinfezione, sia sanificazione vera e propria,  secondo le previsioni del D.M. 7 luglio 1997 n. 274 "Regolamento  di attuazione degli articoli 1 e 4 della legge 25 gennaio 1994, n. 82 per la disciplina delle attività di pulizia, disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione".
Infatti, secondo tale regolamento le attività di pulizia, di disinfezione, disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione sono così definite:
a) sono attività di pulizia quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza;
b) sono attività di disinfezione quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni;
c) sono attività di disinfestazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perché  parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi sia perché  molesti e specie vegetali non desiderate. La disinfestazione può essere integrale se rivolta a tutte le specie infestanti ovvero mirata se rivolta a singola specie;
d) sono attività di derattizzazione  quelle che  riguardano il  complesso di procedimenti  e operazioni  di disinfestazione atti a determinare o la distruzione completa oppure la riduzione del numero della popolazione dei ratti o dei topi al di sotto di una certa soglia;
e)  sono  attività  di  sanificazione  quelle  che  riguardano  il  complesso  di  procedimenti  e  operazioni  atti  a  rendere  sani  determinati  ambienti
mediante  l'attività  di  pulizia  e/o  di  disinfezione  e/o  di  disinfestazione ovvero mediante  il  controllo  e  il  miglioramento  delle  condizioni  del microclima per quanto riguarda la temperatura, l'umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l'illuminazione e il rumore.
In particolare per le attività di sanificazione in casi confermati di COVID-19 accertato, la Circolare n.5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della
Salute, ne definisce le modalità e i prodotti da utilizzare specificatamente negli ambienti e nelle aree potenzialmente contaminate.
Dalla lettura combinata di quanto sopra riportato  è evidente come non sia possibile parlare in generale di "SANIFICAZIONE" per ambienti non chiusi e come tale operazione, per lo svolgimento della quale è peraltro necessaria una qualifica specifica da parte dell'operatore economico, non sia prevedibile "giornalmente", in quanto attività costosa e richiedente un certo tempo esecutivo. Tale considerazione è confermata anche dalla  successiva  previsione  del  protocollo  medesimo,  laddove  si  richiede  espressamente  una  azione  di  sanificazione,  atta  a  rendere  sani determinati  ambienti attraverso la disinfezione associata  al controllo e al miglioramento delle  condizioni  del  microclima, della  temperatura, umidità,  ventilazione,  illuminazione e  rumore,  nei  casi di  presenza  di  casi confermati di  COVID-19. In  tali casi all'interno  del  cantiere  sarà necessario procedere con operazioni di pulizia, con acqua e detergenti neutri e successivamente sanificare con opportuna decontaminazione attraverso l'uso di ipoclorito di sodio 0,1% ovvero di etanolo al 70% per quelle superfici che possono essere danneggiate dall'uso dell'ipoclorito di sodio. Tale trattamento deve essere altresì  eseguito    quando è prescritto nei protocolli aziendali dal medico competente, tenuto a stabilirne la periodicità, per particolari situazioni ambientali rilevate.
Quindi un intervento specifico - la sanificazione - in situazioni straordinarie, determinate e singolari.
Inoltre occorre ricordare che tali operazioni di sanificazione richiedono preventivamente il campionamento della superficie da decontaminare per il rilevamento della contaminazione batterica e micotica presente, nonché  il relativo smaltimento del rifiuto prodotto, essendo rifiuto speciale, comportando inevitabilmente costi di esecuzione - oltre che tempi - elevati.
Per tali motivi tali operazioni di sanificazione rappresentano sempre un costo della sicurezza da valutarsi ad opera del CSP/CSE in fase di stesura del PSC. Qualora la previsione di partenza non venisse eseguita   - ad esempio per assenza di caso COVID-19 conclamato - tale misura non verrà contabilizzata e pagata all'impresa, in quanto non eseguita.
Nei casi ordinari, anche con cadenza giornaliera, sono invece da prevedersi sempre operazioni di "pulizia" e "disinfezione" secondo i presupposti di seguito illustrati.
Le azioni di DISINFEZIONE, intesa come insieme di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la distruzione o inattivazione  di  microorganismi  patogeni,  da  svolgersi  dopo  idonea  azione  di  pulizia,  potranno  essere  quantificate  in  termini  di  costi  della sicurezza in funzione delle scelte progettuali ed organizzative del CSP/CSE in sede di stesura del PSC. In particolare tali misure di disinfezione, interessando l'insieme delle maestranze presenti in cantiere, potranno essere adottate quali dispositivi di protezione collettiva (DPC) per la salute dei lavoratori, e quindi in quanto tali riconoscibili comunque nell'ambito dei "costi della sicurezza" veri e propri. Nell'ambito del protocollo si ricorda che il datore d lavoro è tenuto a garantire la disinfezione dei mezzi d'opera   con le relative cabine di regia e pilotaggio, le auto di servizio e/o a noleggio e i mezzi di lavoro quali gru e mezzi operanti in cantiere.
Le azioni di PULIZIA, intesa come l'insieme dei procedimenti e delle azioni atte    rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza, sono sempre da svolgersi prima della vera e propria azione di disinfezione; in generale i relativi costi sono già ricompresi nei costi relativi al noleggio dei singoli locali.
Le semplici azioni di pulizia sono dunque generalmente da considerare ricomprese nell'ambito della componente aggiuntiva di spese generali
riconosciuta. Il datore di lavoro è tenuto a verificare la corretta pulizia degli strumenti individuali impedendone l'uso promiscuo tra più lavoratori e fornendo  specifico  detergente  rendendolo  disponibile  in  cantiere  sia  prima  che  durante  che  al  termine  della  prestazione  di  lavoro.  Per  le attrezzature per le quali non sia possibile evitare l'uso promiscuo, le stesse devono essere disinfettate prima di essere utilizzate da ciascun diverso operatore.
 
3) Gestione dei fornitori esterni - modalità di accesso al cantiere
Il punto 2 del Protocollo cantieri prevede espressamente la necessaria integrazione del PSC da parte del CSE per l'individuazione di procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto dei fornitori esterni con il personale presente in cantiere. In particolare, nel ricordare che sarebbe auspicabile la permanenza sul mezzo del fornitore medesimo durante le operazioni  di carico/scarico, qualora lo stesso avesse necessità di scendere, allora dovrà essere  effettuata la misurazione della  temperatura e forniti appositi DPI anti contagio, oltre che destinato un apposito servizio igienico dedicato. Tali misure rappresentano, conseguentemente, un costo della sicurezza, qualora previste dal CSP/CSE.
 
4) Gestione di una persona  sintomatica in cantiere
Il punto 8 del Protocollo cantieri prevede l'azione dell'autorità sanitaria e del CSP/CSE per la definizione delle modalità di gestione di un caso sospetto di COVID-19, al fine di ridurre al minimo le occasioni di potenziale contagio nei confronti di altro personale e poter avviare le procedure previste per il suo tempestivo allontanamento dall'ambiente di lavoro, nonché  la successiva indispensabile azione di sanificazione degli ambienti e  dei  luoghi di passaggio. In  tal  senso il  CSP/CSE potrà,  nell'ambito  della  stesura del  PSC,  prevedere procedure  e  specifici  locali all'uopo destinati (ulteriori, aggiuntivi e ad uso esclusivo), riconoscendone i relativi costi quali "costi della sicurezza".
 
Considerata la peculiarità della  sezione tematica proposta, ossia la definizione di misure da  attuarsi nel contesto emergenziale  generato dal rischio  COVID-19, i  contenuti  presentati  nella  stessa sono  da  considerarsi con  carattere  sperimentale  e  transitorio,  in  quanto  derivanti  dalle necessità correlate ad un periodo emergenziale che - come auspicabile - potrebbe concludersi nei mesi a venire.
I prezzi proposti per le misure previste sono stati desunti attraverso indagini di mercato che hanno visto spesso valori fluttuanti e anche significativamente diversi fra loro, in particolare per i dispositivi di protezione individuale (DPI) richiesti dal protocollo cantieri ovvero per le misure di pulizia/disinfezione/sanificazione.
In tal senso potrebbe essere necessaria una revisione intermedia dei prezzi ivi proposti, in funzione degli sviluppi delle condizioni di mercato che si verificheranno nei prossimi mesi, per cui in funzione delle eventuali mutazioni delle condizioni previste sarà possibile anche una revisione intermedia della presente sezione tematica, al di là della validità annuale del prezzario regionale 2020. A tal fine, in attuazione della D.G.R.
11-1330 dell'08 maggio 2020, saranno presi in conto anche gli eventuali risultati del monitoraggio sull'andamento delle previsioni ad opera del tavolo di lavoro appositamente predisposto tra la Direzione OOPP e le associazioni rappresentative.
 
I prezzi sono comprensivi del 26,50% (15% + 10%) per spese generali ed utili di impresa.
La mano d'opera edile (ed affine) utilizzata per la valorizzazione delle analisi è quella definita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con  Decreto  della  Direzione  Generale  della  Tutela delle  condizioni  di  lavoro e  delle  relazioni  industriali  n.  26  del  22  maggio 2020,  nel  quale  il Ministero ha  fornito, attraverso apposite tabelle,  il  costo medio  orario su base provinciale per il  personale dipendente da  imprese del  settore dell'edilizia e attività affini (con decorrenza maggio 2020).
Per    comodità    di    utilizzo    il    testo    del    decreto    completo    di    tabelle    è    consultabile    all'indirizzo: www.regione.piemonte.it/web/temi/protezione-civile-difesa-suolo-opere-pubbliche/opere-pubbliche/prezzario/prezzario-regione-piemonte-manodop era-applicata.
Per la stesura di nuove analisi prezzi il costo orario della manodopera da applicare per le singole categorie di lavori è da riferirsi alla tabelle ministeriali connesse allo specifico settore produttivo, laddove esistenti (Edilizia e affini, metalmeccanico-impiantistico ed affini etc.), ovvero alle
tabelle fornite dalle associazioni di riferimento sulla base dei rispettivi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (C.C.N.L.) vigenti.

Fonte: Regione Piemonte

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Il documento proposto diventera' parte integrante del Piano Operativo di sicurezza della impresa, prevede le misure di contrasto alla diffusione del CONTAGIO del nuovo virus COVID-19 nello specifico cantiere edile, dando evidenza di un processo di controllo della applicazione delle misure stesse. Maggiori info