Prevenzione incendi per altre attività in edifici tutelati
Prevenzione incendi per altre attività in edifici tutelati – La Regola Tecnica Verticale V.12 del Codice di prevenzione incendi

Con “Prevenzione incendi per altre attività in edifici tutelati – La Regola Tecnica Verticale V.12 del Codice di prevenzione incendi” l’Inail, in collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il Ministero della Cultura, prosegue l’opera di divulgazione tecnica iniziata con i volumi dedicati alle precedenti RTV. Il testo – stampato a maggio 2025, ISBN 978-88-7484-920-8 – porta la firma di un gruppo interdisciplinare guidato da Raffaele Sabatino, Tarquinia Mastroianni e Tiziana Petrillo, affiancati da esperti VV.F., CNI e professionisti del restauro .
“Prevenzione incendi per altre attività in edifici tutelati” offre un modello replicabile che unisce rigore ingegneristico, sensibilità per il patrimonio culturale e realismo gestionale. La combinazione di analisi normativa, commento tecnico e applicazione pratica rende il volume un riferimento aggiornato per affrontare, in modo sostenibile, la sicurezza antincendio nei nostri edifici storici più vivi e vissuti.
Perché una RTV per “altre attività” in beni vincolati
La RTV V.12, varata con il d.m. 14 ottobre 2021, colma il vuoto normativo per tutte le attività soggette ex art. 72 del d.P.R. 151/2011 che si svolgono in edifici tutelati ai sensi del d.lgs. 42/2004 ma non rientrano nei musei, biblioteche o archivi già coperti dalla V.10. Si tratta di uffici, scuole, alberghi, negozi, strutture sanitarie e simili, destinazioni d’uso molto diffuse nel patrimonio storico italiano .
La regola verticale integra la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) del Codice – che rimane imprescindibile – e fornisce prescrizioni aggiuntive o sostitutive solo dove i vincoli architettonici rendono impraticabili le soluzioni standard. In concreto:
si applica in combinazione con la corrispondente RTV di attività (es. V.4 per gli uffici) ;
interviene principalmente sulle misure S.1, S.2, S.4, S.5, S.6, S.7 e S.8, mentre per S.3, S.9 e S.10 ci si affida alle sole indicazioni della RTO ;
consente forme di bilanciamento e compensazione (ad es. illuminate di sicurezza rinforzata o gestione operativa potenziata) quando requisiti dimensionali o di resistenza non sono conseguibili senza compromettere il bene culturale .
Il fulcro innovativo: il Piano di limitazione dei danni (PLD)
Una delle novità più rilevanti è l’obbligo di redigere un Piano di limitazione dei danni (par. V.12.5.4.1), che dettaglia:
squadre e competenze formate per la salvaguardia;
mappatura qualitativa-quantitativa dei beni;
procedure di evacuazione o protezione in situ;
depositi temporanei idonei;
criteri di scelta degli agenti estinguenti compatibili con i materiali da tutelare .
Il PLD rende operativa la tutela del patrimonio in emergenza, superando la logica puramente strutturale della vecchia normativa.
Il caso studio: ristrutturazione di un ufficio aperto al pubblico
Per tradurre la teoria in pratica il volume sviluppa un caso studio: la Riqualificazione antincendio di un ex rocca del XVI secolo, destinata a sede ASL e centro psico-sociale, con circa 500 occupanti potenziali . Il progetto percorre tutte le fasi previste dal Codice:
Classificazione e profili di rischio (Rvita, Rbeni, Rambiente) ;
Attribuzione dei livelli di prestazione e scelta delle soluzioni conformi/alternative;
Verifica analitica dell’esodo (S.4) e simulazioni di controllo fumi;
Definizione del PLD e dell’organizzazione della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA).
Il commento finale mette in luce come, anche in soluzione conforme, sia stato necessario ricorrere a soluzioni alternative per alcuni punti critici (corridoi ciechi, ridondanza vie d’esodo), dimostrando la flessibilità dell’approccio prestazionale del Codice .
Struttura dell’opera
Il testo, di oltre 300 pagine, ripercorre – con taglio didattico e ricco di schemi, check-list e riferimenti bibliografici – l’intero flusso progettuale:
Introduzione e obiettivi;
Differenze fra approccio prescrittivo e prestazionale;
Inquadramento normativo dell’attività 72;
Descrizione dettagliata della RTV V.12;
Sviluppo del caso studio con focus su reazione e resistenza al fuoco, compartimentazione, esodo, impianti, GSA, PLD, controllo fumi, ecc. .
Per chi è pensato il volume
Pur dichiarandosi “pubblicazione divulgativa” e non linea guida vincolante, l’opera è uno strumento operativo per:
progettisti antincendio che devono coniugare tutela e sicurezza;
funzionari di vigilanza VV.F. e tecnici delle Soprintendenze;
responsabili del servizio prevenzione e protezione di enti pubblici con sedi storiche;
professionisti del restauro interessati alle interazioni fra “conservazione” e “fire safety” .

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