Prevenzione incendi nelle strutture sanitarie
La Regola Tecnica Verticale V. 11 del Codice di prevenzione incendi nelle strutture sanitarie

La pubblicazione Inail 2025 “Prevenzione incendi nelle strutture sanitarie. La Regola Tecnica Verticale V.11 del Codice di prevenzione incendi” nasce dalla collaborazione tra Inail, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il volume illustra, con impostazione pratica e un caso studio ospedaliero, come applicare il Codice di prevenzione incendi (d.m. 3/8/2015 e s.m.i.) alle attività sanitarie, mettendo a confronto l’approccio prescrittivo storico con quello prestazionale del Codice.
La pubblicazione Inail è una guida operativa autorevole per applicare la RTV V.11 alle strutture sanitarie: spiega come scegliere il percorso normativo, come classificare correttamente l’attività e le aree, quali livelli minimi adottare per resistenza al fuoco e compartimentazione, e come impostare esodo, GSA e controllo dell’incendio in chiave prestazionale, con un caso studio che rende immediatamente replicabili i passaggi più critici.
Il documento ricostruisce l’evoluzione del Codice e delle RTV, richiamando gli interventi del 2019–2021 che hanno esteso il campo di applicazione e aggiornato l’allegato tecnico, nonché l’introduzione progressiva delle RTV (V.4–V.15). Per le strutture sanitarie, oggi si può progettare con la RT tradizionale (d.m. 18/9/2002, aggiornata d.m. 19/3/2015) oppure con il Codice + RTV V.11 (d.m. 29/3/2021): i due percorsi sono alternativi e non cumulabili; la scelta incide su flessibilità e oneri gestionali.
La parte sul d.m. 19/3/2015 evidenzia l’introduzione del Sistema di Gestione Antincendio (SGA) e la figura del Responsabile tecnico della sicurezza antincendio durante i piani di adeguamento per le strutture esistenti, con scadenze differenziate e presentazione di SCIA parziali.
La V.11 si applica a:
Ricovero ospedaliero e residenziale con P > 25 posti letto (incluse RSA);
Ambulatori/diagnostica/laboratori con S > 500 m² (superficie lorda).
Sono fornite definizioni, classificazioni per tipologia di prestazioni (SA/SB/SC), quota piani (HA–HE), posti letto (PA–PE) e classi d’area (TA1/TA2, TB1/TB2, TC, TK1–TK3, TM0–TM4, TT1–TT2, TZ).
Indicazioni cardine della V.11
Valutazione del rischio (V.11.4): si adotta la metodologia G.2, considerando la continuità delle cure salvavita. La tabella V.11-1 suggerisce valori di Rvita per le aree tipiche (TA: D1/D2; TB e molte TC: B1/B2; altre aree secondo G.3). Scelte diverse vanno motivate.
Resistenza al fuoco (V.11.5.1): classi minime dei compartimenti (es. SA fuori terra 60–90 min; SB fuori terra 30–60 min; interrati 60–90 min) in funzione della quota.
Compartimentazione (V.11.5.2):
le aree TA rispettano livello III di S.3 e devono essere “a prova di fumo” verso altre aree, con separazione reciproca TA1 ↔ TA2;
aree TK, TM1–TM3 e TT in comparti distinti;
regole specifiche per TM4 (distanze o compartimentazione) e per TB (a prova di fumo vs TT/TM2/TM3);
ubicazioni, comunicazioni e limiti per TM2–TM3/TK3 e per aree TC (commerciali) inserite in SA/SB.
Esodo (V.11.5.3): nelle aree TA è obbligatorio l’esodo orizzontale progressivo; nelle TA2 deve avvenire all’interno delle stesse aree, con varchi dimensionati per barelle e apparecchiature elettromedicali.
GSA (V.11.5.4): per attività SC con esodo comune è richiesto livello III; il Centro di gestione emergenze può essere in un locale non distinto (es. reception).
Controllo dell’incendio (V.11.5.5):
attività SA: livello ≥ III;
TK2 (grandi/ profonde), TM2 (interrati o con qf elevato), TM3 oltre soglie e TT1 richiedono livello IV se presenti in opere con aree TA/TB.
Il caso studio: ristrutturazione e ampliamento di un ospedale
Il volume sviluppa un progetto completo secondo d.m. 18/9/2002 e, in parallelo, secondo Codice + V.11, evidenziando l’iter: classificazione, valutazione del rischio, profili, strategia, livelli di prestazione, scelte progettuali (reazione/resistenza al fuoco, compartimenti, esodo, rivelazione/allarme, controllo fumi, operatività, impianti tecnologici) e confronto finale degli esiti. Questo approccio mostra in modo trasparente vantaggi/svincoli dell’impostazione prestazionale rispetto alla tradizionale, sia per soluzioni tecniche sia per oneri gestionali.
Prodotto: Volume
Edizioni: Inail

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