Prestazioni energetiche degli edifici Web App
Il nuovo DM 28/10/2025 sui requisiti minimi: cosa cambia per le prestazioni energetiche degli edifici e come supporta il calcolo la web app gratuita

Il DM 28/10/2025 (cosiddetto “Nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025”) aggiorna e sostituisce in parte la disciplina nazionale sulle prestazioni energetiche degli edifici, intervenendo in modo organico su:
definizione e caratteristiche dell’edificio di riferimento;
modalità di calcolo dei fabbisogni e delle dispersioni (in particolare H’ T e ponti termici);
limiti di trasmittanza termica U delle strutture;
utilizzo delle superfici lorde come base univoca di calcolo;
verifica dei parametri per involucri ampiamente vetrati;
criteri di calcolo per teleriscaldamento e cogenerazione;
requisiti minimi per il benessere termo-igrometrico, antincendio e sicurezza;
obblighi per sistemi di automazione e controllo (BACS) e dispositivi autoregolanti;
integrazione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici negli edifici;
inquadramento di nuove casistiche di intervento (nuove costruzioni, ampliamenti, recupero sottotetti, cambi d’uso, ecc.).
In pratica, il DM 28/10/2025 è il nuovo riferimento per:
la Relazione tecnica ex “Legge 10”;
la verifica dei requisiti minimi di progetto;
il calcolo delle prestazioni da utilizzare anche ai fini della classe energetica.
Da quando è obbligatorio applicarlo
Il decreto specifica nei suoi articoli finali:
la data di entrata in vigore (legata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale);
le eventuali regole transitorie (per pratiche edilizie presentate prima/dopo una certa data).
In termini operativi, per i tecnici significa:
per i nuovi progetti (nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, ampliamenti) presentati dopo la data indicata nel decreto, il DM 28/10/2025 diventa il riferimento obbligatorio;
per le pratiche già depositate prima della sua entrata in vigore, continuano ad applicarsi le prescrizioni precedenti, salvo diverse disposizioni transitorie del decreto.
Quando prepari o aggiorni un progetto, sarà quindi indispensabile verificare:
quando è stato depositato il titolo edilizio (CILA/SCIA/Permesso di costruire);
se rientra nel regime precedente o in quello del nuovo DM.
2. Cosa introduce il decreto: i punti chiave
2.1 Ponti termici e Tabella 5-bis
Una delle novità più importanti è il trattamento dei ponti termici:
si conferma la definizione di ponte termico come porzione dell’involucro caratterizzata da dispersione maggiorata per discontinuità costruttive, strutturali o geometriche e/o per materiali con conducibilità diversa (in coerenza con UNI EN ISO 10211);
viene introdotta la Tabella 5-bis nell’Allegato A, che fornisce i coefficienti lineici ψ [W/mK] per i ponti termici più ricorrenti:
aggancio balcone,
davanzale,
spalla,
architrave,
cassonetto.
Le categorie riportate in Tabella 5-bis:
entrano a far parte integrante dell’edificio di riferimento;
devono avere lunghezze L corrispondenti a quelle dell’edificio reale;
regolano in modo chiaro il contributo dei ponti termici nel calcolo del fabbricato di riferimento.
Contestualmente, viene precisato che:
le trasmittanze U delle strutture riportate nelle Tabelle 1–5 devono intendersi già comprensive dell’effetto di tutti i ponti termici diversi da quelli specificamente elencati in Tabella 5-bis.
2.2 Superfici lorde come base di calcolo
Altra svolta importante: il decreto stabilisce esplicitamente che:
i calcoli devono essere effettuati su superfici lorde, non più lasciando spazio a interpretazioni “locali” (superficie netta, al netto di spessori, ecc.).
Questo riguarda:
i calcoli per l’edificio reale;
la costruzione dell’edificio di riferimento;
i rapporti di forma S/V e le verifiche H’ T;
le verifiche di trasmittanza U sulle strutture.
In più, il decreto chiarisce che per le strutture a contatto con il terreno:
la trasmittanza termica di riferimento deve già includere l’effetto del terreno, evitando sovrapposizioni o omissioni nei calcoli.
2.3 Nuove casistiche per interventi edilizi
Il DM 28/10/2025 chiarisce e raffina la classificazione di alcune tipologie di intervento:
sono assimilati a nuova costruzione:
recuperi di volumi non climatizzati (sottotetti, depositi, magazzini…),
cambi di destinazione d’uso,
quando la nuova porzione supera il 15% del volume esistente o 500 m³;
se l’ampliamento è ≤ 15% / 500 m³, non è assimilato a nuova costruzione ma:
deve rispettare i requisiti previsti per ristrutturazioni importanti o riqualificazioni energetiche, a seconda dell’incidenza sulla superficie disperdente;
viene introdotto il criterio basato sulla presenza di impianto di riscaldamento (centralizzato o autonomo);
si chiarisce che un semplice cambio di destinazione d’uso, senza interventi che rientrano nelle casistiche del decreto, non è assimilato automaticamente a nuova costruzione.
2.4 Modifiche a H’,T e verifica di trasmittanza U
Per la verifica di prestazione dell’involucro:
per nuove costruzioni, demolizioni e ricostruzioni e ristrutturazioni importanti di I livello:
H’,Tviene definito come coefficiente medio globale di scambio termico dell’involucro;
i limiti dipendono da zona climatica, rapporto S/V, percentuale di involucro trasparente, ecc.;
per le ristrutturazioni importanti di II livello, si semplifica:
non è più richiesta la verifica di H’ Tper l’intera parete;
ma è obbligatorio rispettare i limiti di trasmittanza termica comprensiva dei ponti termici, come da Appendice B (trasmittanza media sulle parti oggetto di intervento).
La verifica di U limite per pareti, coperture, pavimenti, serramenti sulle porzioni oggetto di intervento viene quindi rafforzata.
2.5 Involucri ampiamente vetrati
Il decreto rivede la verifica di H’<sub>T</sub> per gli involucri con grandi superfici vetrate:
per ristrutturazioni di II livello, la verifica del parametro H’,Tpuò essere eliminata, semplificando molto i casi con facciate molto trasparenti;
per le ristrutturazioni di I livello, il limite H’ T viene ridimensionato in funzione della percentuale di involucro trasparente e della zona climatica;
per edifici di nuova costruzione, la verifica H’ T è sostanzialmente confermata, ma con riferimento aggiornato all’edificio di riferimento 2025.
2.6 Cogenerazione, teleriscaldamento e metodo di Carnot
Per gli edifici allacciati a reti di teleriscaldamento:
viene introdotto il metodo di Carnot per il calcolo dei fattori di conversione in energia primaria dell’energia consegnata;
questo consente di riflettere meglio il combustibile effettivamente utilizzato per la produzione di calore, con impatto diretto sulla classificazione energetica.
Analogamente, vengono affinati i criteri per la cogenerazione, in modo da rappresentarne correttamente i benefici energetici.
2.7 Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici
Il DM introduce obblighi dettagliati, in particolare:
definisce requisiti minimi di punti di ricarica (Tipologia A e B) per edifici non residenziali con parcheggi ad accesso pubblico o privato;
stabilisce gli obblighi di canalizzazione per un numero minimo di posti auto;
fissa tempistiche progressive (01/01/2025 e 01/01/2030) per applicare gli obblighi agli edifici esistenti non residenziali;
per gli edifici residenziali di nuova costruzione, richiede canalizzazione per tutti i posti auto se il numero è superiore a 10.
2.8 BACS, regolazione e altri aggiornamenti
Il decreto prevede inoltre:
obbligo di dotare gli edifici non residenziali con impianti termici > 290 kW di sistemi di automazione e controllo di classe B o superiore, se il tempo di ritorno è inferiore a 6 anni;
obbligo di installare dispositivi autoregolanti della temperatura in caso di sostituzione del generatore (sempre con condizioni di convenienza economica);
indicazioni aggiuntive su benessere termo-igrometrico, sicurezza antincendio e sismica, e utilizzo di fonti rinnovabili fino a coprire anche carichi quali ascensori e scale mobili nel non residenziale.
3. Metodo di calcolo e classi energetiche A4–G
Metodo di calcolo (schema semplificato)
Il DM 28/10/2025 non inventa un nuovo metodo di calcolo, ma:
si appoggia alle norme tecniche (UNI/TS 11300 ecc.) per stimare fabbisogni e indici di prestazione;
definisce in modo più stringente l’edificio di riferimento e i parametri geometrici (superfici lorde, S/V, H,T), i ponti termici e i limiti di U.
Il percorso operativo, in estrema sintesi, è:
Modellazione dell’edificio reale
definizione geometria (superfici lorde, volumi);
involucro (U delle strutture, ψ dei ponti termici);
impianti (riscaldamento, raffrescamento, ACS, ventilazione, illuminazione, ascensori).
Calcolo degli indici di prestazione
EPH,nren, EPC,nren, EPW,nren, EPV,nren, EPL,nren, EPT,nren;
somma in EPgl,nren (energia primaria non rinnovabile);
eventualmente EPgl,ren (quota rinnovabile).
Edificio di riferimento
stessa geometria dell’edificio reale (superfici lorde, S/V);
strutture con U limite e ψ di Tabella 5-bis;
impianti standard definiti dal decreto;
calcolo di EPgl,nren,rif,standard (2019/21).
Verifiche
rispetto di H’,T e U limite sulle strutture;
rispetto di altri indicatori (rinnovabili, rendimenti impiantistici, BACS, EV, ecc.);
calcolo del rapporto EPgl,nren / EPgl,nren,rif,standard per la classe energetica.
3.2 Classi energetiche A4–G
La classificazione energetica resta impostata sulle Linee guida APE:
si calcola il rapporto:
in funzione di R, si assegna la classe da A4 (più efficiente) a G (meno efficiente).
Gli intervalli tipici sono:
A4: R ≤ 0,40
A3: 0,40 < R ≤ 0,60
A2: 0,60 < R ≤ 0,80
A1: 0,80 < R ≤ 1,00
B: 1,00 < R ≤ 1,20
C: 1,20 < R ≤ 1,50
D: 1,50 < R ≤ 2,00
E: 2,00 < R ≤ 2,60
F: 2,60 < R ≤ 3,50
G: R > 3,50
La novità del DM 28/10/2025 è che l’edificio di riferimento è stato aggiornato (ponti termici, superfici lorde, limiti U, teleriscaldamento, ecc.), quindi EPgl,nren,rif,standard cambia e, di riflesso, può cambiare la classe energetica anche a parità di EPgl,nren dell’edificio reale.
A cosa serve la web app gratuita e come si colloca rispetto al DM 28/10/2025

La web app è pensata come uno strumento di supporto per il tecnico che lavora con il DM 28/10/2025.
Non è un software di certificazione, ma un “cruscotto” che ti aiuta a vedere subito se sei sulla strada giusta.
In concreto ti permette di:
Analizzare l’involucro dell’edificio
Inserisci superfici lorde di pareti, coperture, pavimenti e serramenti.
Inserisci i valori di isolamento termico delle varie strutture.
Inserisci o fai calcolare i ponti termici più importanti (balconi, davanzali, spalle, architravi, cassonetti).
La web app calcola quanto disperde complessivamente l’involucro e ti indica se rientra nei limiti previsti dal decreto per:
nuove costruzioni e demolizioni con ricostruzione;
ampliamenti;
ristrutturazioni importanti di primo livello.
Controllare i limiti di isolamento delle singole strutture
Per pareti, coperture, pavimenti e serramenti la web app confronta il valore inserito con i limiti previsti dal DM per gli edifici esistenti e per le ristrutturazioni importanti di secondo livello.
L’esito è immediato: “ok” oppure “non conforme”, con richiamo al valore massimo ammesso.
Gestire i ponti termici secondo il DM 28/10/2025
Se vuoi, puoi usare i valori dei ponti termici indicati nella tabella specifica del decreto per:
agganci dei balconi;
davanzali;
spalle e architravi dei serramenti;
cassonetti.
La web app applica questi valori in funzione della zona climatica e del tipo di misura (dimensioni interne o esterne) e li abbina alle lunghezze reali che tu inserisci.
Stimare la classe energetica dell’edificio
Inserisci gli indici di prestazione energetica che hai calcolato con il tuo software (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione, ascensori).
Inserisci anche l’indice globale dell’edificio di riferimento standard fornito sempre dal tuo software.
La web app calcola il rapporto fra l’edificio reale e quello di riferimento e assegna automaticamente la classe energetica da A4 a G, con una rappresentazione grafica colorata facilmente leggibile anche dal committente.
Verificare rapidamente gli obblighi di ricarica per veicoli elettrici
Inserisci tipologia di edificio (residenziale o non residenziale), numero di posti auto e tipo di intervento (nuova costruzione, ristrutturazione importante o edificio esistente).
Per i residenziali la web app ti indica se è obbligatorio predisporre canalizzazioni per tutti i posti auto quando si supera la soglia prevista.
Per i non residenziali ti ricorda in modo sintetico logiche e obblighi, rinviando alle tabelle ufficiali del decreto per il dimensionamento di dettaglio.
In cosa la web app è conforme al DM 28/10/2025
La web app è stata progettata per essere allineata ai concetti chiave del decreto, in particolare:
Uso delle superfici lorde
Tutti i calcoli sull’involucro, sul rapporto fra superficie disperdente e volume e sulle verifiche di isolamento sono basati su superfici lorde, come richiesto espressamente dal DM 28/10/2025.
Verifiche dell’involucro
La web app considera la dispersione complessiva dell’involucro e la confronta con i limiti previsti dal decreto per:
nuovi edifici e demolizioni con ricostruzione;
ampliamenti;
ristrutturazioni importanti di primo livello.
I valori limite inseriti nel codice corrispondono alle tabelle del decreto, differenziati per zona climatica, rapporto fra superficie disperdente e volume e, dove previsto, quota di superficie vetrata.
Limiti di trasmittanza termica delle strutture
I limiti applicati a pareti, coperture, pavimenti e serramenti sono quelli riportati nelle tabelle del DM per edifici esistenti e ristrutturazioni importanti di secondo livello.
La web app ti mostra in chiaro se il valore inserito rispetta o meno il limite.
Ponti termici secondo la nuova tabella
Sono stati inseriti i valori dei ponti termici più comuni, così come indicati nelle tabelle del DM, per tutte le zone climatiche.
Se l’utente lo desidera, la web app usa direttamente questi valori, aggiornando automaticamente i campi corrispondenti.
Classi energetiche
La definizione della classe energetica segue le linee guida nazionali per gli attestati di prestazione energetica, cioè si basa sul confronto fra l’edificio reale e l’edificio di riferimento standard aggiornato.
Le soglie che separano le classi da A4 a G sono quelle ufficiali, e la rappresentazione grafica rispecchia la scala prevista (dal verde al rosso).
Quali semplificazioni utilizza la web app e perché
Per restare uno strumento veloce, leggero e gratuito, la web app non sostituisce un software energetico completo.
Ecco le principali semplificazioni rispetto al calcolo ufficiale:
Non calcola i fabbisogni energetici da zero
Non ricostruisce modelli dettagliati dell’edificio, non simula mese per mese, non applica direttamente le norme tecniche di calcolo.
Presuppone che tu abbia già calcolato gli indici energetici con un software dedicato e ti chiede di inserirli come dati in ingresso.
Non costruisce internamente l’edificio di riferimento
Non si occupa di generare automaticamente il modello completo dell’edificio di riferimento (geometrie, impianti standard, rendimenti, fattori di conversione).
Utilizza l’indice globale dell’edificio di riferimento che il tuo software fornisce in uscita. In altre parole: l’edificio di riferimento è una “scatola chiusa” che arriva dall’esterno.
Tratta l’involucro in modo sintetico
L’involucro è schematizzato nelle principali categorie di strutture (pareti, copertura, pavimento, serramenti) e nei ponti termici più frequenti.
Non entra nel massimo dettaglio di tutte le situazioni possibili (angoli particolari, nicchie, strutture molto complesse, combinazioni di materiali particolari).
Ristrutturazioni di secondo livello
Il DM prevede un calcolo preciso della prestazione delle porzioni oggetto di intervento, includendo i ponti termici in modo puntuale.
La web app, invece, ti fornisce:
un controllo immediato sui valori di isolamento delle singole strutture;
una visione complessiva sulla dispersione dell’involucro.
Non sostituisce il dettaglio di calcolo richiesto per ogni singolo intervento, ma ti aiuta a capire se stai lavorando in un “range” corretto.
Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici
Per gli edifici residenziali, applica la logica principale del decreto: ti dice se, superata una certa soglia di posti auto, devi prevedere canalizzazioni per tutti.
Per gli edifici non residenziali, non fa un dimensionamento matematico dei punti di ricarica e delle equivalenze fra tipologie (per esempio, combinazioni di ricariche lente e veloci), ma ti ricorda cosa controllare nelle tabelle del decreto.
Perché sono state fatte queste scelte?
Perché una web app gratuita, pensata come supporto pratico, deve:
essere semplice da compilare anche in fase di sopralluogo o di confronto con il cliente;
ridurre al minimo il rischio di errori di input troppo complessi;
non sovrapporsi ai software energetici ufficiali, ma affiancarli.
Disclaimer sulla web app gratuita
Qui trovi un testo unico, già pronto da usare in manuali, relazioni o nel report di stampa:
Disclaimer d’uso della web app “Prestazioni energetiche – DM 28/10/2025”
Questa web app è uno strumento gratuito di supporto alla progettazione e alla verifica preliminare delle prestazioni energetiche degli edifici.
La web app:
non sostituisce in alcun modo i software di calcolo energetico riconosciuti e aggiornati alle norme tecniche vigenti;
non sostituisce l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e non genera documenti ufficiali validi ai fini di legge;
utilizza dati inseriti dall’utente ed effettua alcune semplificazioni rispetto ai metodi di calcolo previsti dalla normativa, in particolare per quanto riguarda il calcolo dettagliato dei fabbisogni energetici e dell’edificio di riferimento.
I risultati forniti hanno valore puramente indicativo e servono a facilitare il controllo dei limiti previsti dal DM 28/10/2025 e la lettura della classe energetica.
La responsabilità della correttezza dei dati inseriti, delle scelte progettuali, dell’interpretazione delle norme e della conformità finale del progetto resta esclusivamente in capo al tecnico abilitato che utilizza la web app. L’autore e il distributore dello strumento non possono essere ritenuti responsabili per eventuali errori, omissioni o conseguenze derivanti dall’uso, corretto o scorretto, della web app e dei report prodotti.
