organizzazione degli spazi e viabilità interna

organizzazione degli spazi e viabilità interna

L’organizzazione degli spazi e la gestione dei flussi (persone, materiali, veicoli) rappresentano uno dei fattori più “strutturali” del rischio infortunistico: se la viabilità interna è progettata male, anche operatori competenti e mezzi conformi finiscono per lavorare in condizioni con elevata probabilità di interferenza, manovre in retromarcia, angoli ciechi, attraversamenti non protetti e sovrapposizione tra pedoni e mezzi di movimentazione.

Nell’impostazione Infor.MO, questi scenari sono tipicamente riconducibili a:

  • fattori organizzativi/procedurali (regole non definite, non comunicate o non vigilate);

  • fattori ambientali (layout, percorsi, superfici, illuminazione, segnaletica);

  • fattori tecnici/attrezzature (veicoli e sistemi di movimentazione non adeguati o non mantenuti);

  • fattori umani (comportamenti, abitudini, affaticamento, idoneità psicofisica).

La prevenzione efficace, quindi, non si esaurisce nel “mettere cartelli”: richiede un sistema integrato progettuale + organizzativo + tecnico + comportamentale, coerente con il D.Lgs. 81/2008 (luoghi di lavoro, attrezzature, segnaletica, appalti/interferenze, formazione/addestramento).

Organizzazione degli spazi e viabilità interna – Misure preventive e protettive

1. Scopo e campo di applicazione

1.1. Il presente testo definisce le principali misure preventive e protettive per la riduzione del rischio infortunistico connesso alla viabilità interna e alla organizzazione degli spazi nei luoghi di lavoro, con riferimento alla compresenza di pedoni, mezzi di sollevamento e trasporto, materiali, nonché alla presenza di soggetti esterni (appaltatori, fornitori, visitatori).
1.2. Le indicazioni sono applicabili a contesti produttivi, logistici e di servizio, in aree interne ed esterne aziendali, incluse zone di carico/scarico, manovra, stoccaggio e transito.

2. Quadro normativo essenziale

2.1. Le misure devono essere progettate e attuate in coerenza con il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, con particolare riferimento a:

  • obblighi generali di tutela e valutazione dei rischi (principi di prevenzione e organizzazione del lavoro);

  • requisiti di sicurezza dei luoghi di lavoro e delle vie di circolazione interne;

  • uso in sicurezza delle attrezzature di lavoro e dei mezzi di movimentazione;

  • segnaletica di sicurezza;

  • gestione delle interferenze con imprese appaltatrici e lavoratori autonomi.
    2.2. Le misure operative qui indicate vanno integrate nelle procedure aziendali e nella documentazione di gestione della sicurezza (regole interne, istruzioni operative, piani e registrazioni di controllo).

3. Principi di prevenzione adottati (impostazione Infor.MO)

3.1. La prevenzione del rischio di investimento, urto, schiacciamento, caduta di gravi e collisione in ambito viabilità interna richiede l’integrazione di:

  • misure progettuali e tecniche (layout, separazioni, barriere, sistemi di visibilità e segnalazione);

  • misure organizzative (regole, ruoli, procedure, coordinamento tra soggetti);

  • misure gestionali (monitoraggio e controllo, manutenzione, audit);

  • misure formative (informazione, addestramento e aggiornamento);

  • misure individuali (DPI mirati, ove necessari).
    3.2. L’uso promiscuo di spazi e vie da parte di operatori di organizzazioni diverse, appaltatori, fornitori e privati deve essere gestito mediante una valutazione del rischio che produca regole chiare, coordinamento e responsabilità definite, con controllo sistematico del rispetto delle procedure anche in relazione alla corretta conduzione dei veicoli e dei mezzi/attrezzature/impianti di sollevamento e trasporto.

4. Organizzazione degli spazi e separazione dei flussi

4.1. Deve essere assicurata la separazione fisica tra spazi e vie riservati ai pedoni e quelli destinati ai mezzi di sollevamento e trasporto, mediante soluzioni tecniche coerenti con le condizioni operative (barriere, parapetti, protezioni antiurto, delimitazioni rigide).
4.2. I percorsi pedonali e veicolari devono essere progettati per ridurre al minimo le sovrapposizioni e gli incroci, individuando attraversamenti dedicati e controllati.
4.3. Deve essere adottato, ove possibile, un sistema di percorsi a senso unico per la viabilità dei mezzi, riducendo la necessità di inversioni di marcia e manovre complesse.

5. Gestione della retromarcia e delle manovre critiche

5.1. La retromarcia deve essere consentita solo quando non evitabile e, in ogni caso, esclusivamente in aree:

  • chiaramente contrassegnate;

  • precluse ai pedoni;

  • progettate per garantire manovra sicura e visibilità.
    5.2. In presenza di retromarcia o manovre con visibilità ridotta devono essere adottate misure integrative quali:

  • barriere e interdizioni temporanee ai pedoni;

  • sistemi per aumentare la visibilità del conducente (telecamere, specchi, monitor);

  • dispositivi di segnalazione sui veicoli (segnalatori acustici, girofari);

  • rilevatori di prossimità o sistemi equivalenti;

  • impiego di movieri/spotter, adeguatamente addestrati e riconoscibili.

6. Requisiti dei percorsi e manutenzione delle vie di circolazione

6.1. I percorsi per veicoli e persone devono essere chiaramente individuati e avere larghezza sufficiente in relazione a mezzi, carichi e margini di sicurezza.
6.2. Il fondo deve essere solido, regolare, privo di buche e sporgenze, adeguatamente drenato e regolarmente mantenuto, garantendo ordine e pulizia.
6.3. Devono essere evitate pendenze eccessive, angoli acuti e svolte cieche; ove non eliminabili, devono essere implementate misure tecniche e regole di circolazione specifiche.
6.4. Elementi vulnerabili agli urti dei veicoli (scaffali, tubazioni, cavi, strutture, macchine a bordo corsia) devono essere protetti con adeguate soluzioni antiurto e segregazioni.

7. Sicurezza dei percorsi pedonali, scale e protezioni verso il vuoto

7.1. I percorsi pedonali devono avere superficie antisdrucciolo e, ove prospicienti il vuoto, parapetti idonei.
7.2. Le scale devono essere munite di corrimano e dotate di gradini con rapporto alzata/pedata adeguato, mantenuti in condizioni di efficienza e pulizia.
7.3. Qualora necessario, devono essere fornite calzature con suole resistenti allo scivolamento, in coerenza con i rischi effettivi e con le condizioni delle superfici di transito.

8. Incroci, punti ciechi e accessi critici

8.1. Particolare attenzione deve essere posta agli incroci e alle sovrapposizioni tra percorsi pedonali e percorsi dei sistemi di movimentazione dei materiali (ad esempio carriponte, nastri trasportatori, sistemi passacampata), al fine di ridurre i rischi dovuti a:

  • caduta di gravi;

  • contatti con attrezzature, impianti, materiali o organi in movimento.
    8.2. In presenza di svolte o angoli ciechi devono essere installati specchi curvi e, se necessario, implementate ulteriori misure (segnalazioni, stop, limitazioni di velocità).
    8.3. Le porte pedonali che danno diretto accesso a vie percorse da veicoli devono garantire la visione diretta mediante superfici vetrate; se ciò non è possibile, deve essere impedita l’uscita diretta sulla via con barriere o dispositivi equivalenti.

9. Indumenti ad alta visibilità e misure per la percepibilità dei pedoni

9.1. Nelle aree in cui è prevedibile la presenza di persone in spazi con veicoli in movimento, deve essere previsto l’impiego di indumenti ad alta visibilità.
9.2. La scelta dei DPI deve essere coerente con la valutazione del rischio e con le condizioni ambientali (illuminazione, traffico interno, interferenze).

10. Mappa aziendale dei flussi e ottimizzazione del layout

10.1. Deve essere predisposta una rappresentazione dei flussi sulla mappa aziendale, includendo:

  • percorsi delle persone;

  • percorsi dei mezzi;

  • flussi dei materiali;

  • aree di stoccaggio e punti di carico/scarico.
    10.2. La mappa deve essere utilizzata per studiare soluzioni finalizzate a ridurre al minimo sovrapposizioni e incroci e deve essere aggiornata in caso di modifiche organizzative o logistiche.

11. Illuminazione, segnaletica e regole di circolazione

11.1. L’illuminazione deve essere adeguata, in particolare:

  • nelle aree con compresenza di pedoni e mezzi;

  • nelle aree di manovra;

  • nelle aree di carico e scarico.
    11.2. Devono essere evitati improvvisi cambiamenti nei livelli di illuminazione e l’abbagliamento dei conducenti.
    11.3. La segnaletica orizzontale e verticale deve essere mantenuta pulita ed efficiente e, ove necessario, integrata da segnali visivi e acustici; nei luoghi non illuminati devono essere previsti segnali luminosi o retroriflettenti.
    11.4. Devono essere adottati limiti di velocità appropriati e deve essere verificato il rispetto degli stessi mediante monitoraggio e controllo.

12. Parcheggi, stazionamenti e aree dedicate

12.1. Devono essere previsti parcheggi separati per veicoli commerciali e privati, chiaramente segnalati.
12.2. Motrici e rimorchi devono essere correttamente parcheggiati con freni di stazionamento e stabilizzatori inseriti, ove previsti, e con chiavi di avviamento rimosse.
12.3. Le zone destinate ad operazioni di accoppiamento/disaccoppiamento devono essere ben illuminate, con superfici solide e ben livellate.

13. Carico e scarico: organizzazione, procedure e sicurezza degli autisti

13.1. Devono essere individuate apposite aree per le operazioni di carico e scarico che siano, per quanto possibile:

  • in piano;

  • lontane da altre aree di lavoro;

  • libere da ostacoli;

  • protette dalle intemperie.
    13.2. I lavoratori addetti al carico/scarico devono conoscere le procedure corrette in relazione alla natura del carico e devono sapere quando e come è possibile operare sul pianale di carico dei mezzi.
    13.3. Gli autisti devono disporre di un luogo sicuro in cui attendere la conclusione delle operazioni e devono essere formati sulle operazioni di loro competenza (apertura/chiusura centine e portelloni, verifica distribuzione e stabilità del carico).
    13.4. Se non è possibile evitare operazioni in altezza (telonatura, apertura boccaporti o passi d’uomo), devono essere predisposte misure contro la caduta (passerelle, pulpiti, piattaforme, sistemi anticaduta).

14. Scarico per ribaltamento e prevenzione ribaltamento veicoli

14.1. Le operazioni di scarico per ribaltamento devono essere condotte in piano, con motrice e rimorchio allineati, in assenza di ostacoli sopraelevati e con interdizione dei pedoni nelle vicinanze.
14.2. Il portellone deve essere sbloccato prima del ribaltamento e, in caso di “impaccamento” del carico, deve essere evitato l’avanzamento del ribaltabile sollevato per favorire lo scarico.
14.3. È necessario che il personale a bordo utilizzi sistemi di ritenuta (cinture o equivalenti), anche in presenza di dispositivi di protezione antiribaltamento.

15. Idoneità dei veicoli, dotazioni integrative e visibilità del conducente

15.1. I veicoli devono soddisfare standard progettuali e costruttivi, essere idonei allo scopo, all’ambiente di utilizzo e alle caratteristiche del carico (natura, peso, stabilità).
15.2. La scelta dei mezzi deve derivare da valutazione specifica che consideri eventuali dotazioni integrative quali: protezioni del posto di guida, sistemi di trattenuta, ausili alla guida (specchi speciali, sistemi di ripresa/monitor, sensori di prossimità), dispositivi di segnalazione e soluzioni di miglioramento della percepibilità.
15.3. Deve essere evitato che la visuale del conducente (ad esempio del carrello elevatore) sia ostacolata dal carico sulle forche; ove ciò non sia evitabile, devono essere previste modalità operative e misure compensative coerenti.

16. Controlli, manutenzione preventiva e mantenimento delle condizioni di sicurezza

16.1. Deve essere adottato un programma di controlli periodici e manutenzione preventiva per garantire nel tempo l’integrità e l’efficienza di veicoli, mezzi di movimentazione e relativi dispositivi (segnalatori, luci, freni, ausili alla guida).
16.2. Le verifiche devono essere pianificate, tracciate e seguite da azioni correttive tempestive in caso di non conformità.

17. Competenze, addestramento e aggiornamento

17.1. Gli operatori addetti alla conduzione di mezzi di trasporto e sollevamento devono essere specificatamente addestrati al corretto utilizzo, periodicamente aggiornati e valutati anche sotto il profilo dell’atteggiamento di guida sicura e del rispetto delle regole.
17.2. Movieri/spotter, quando impiegati, devono essere addestrati, chiaramente riconoscibili e inseriti in procedure definite.

18. Idoneità psicofisica, affaticamento e controllo di fattori individuali

18.1. Deve essere posta particolare attenzione all’idoneità psicofisica dei conducenti e al prevedibile affaticamento, in relazione alle mansioni svolte e all’organizzazione dei turni.
18.2. Devono essere adottate misure organizzative coerenti per prevenire condizioni di guida non sicura anche con riferimento all’uso di alcol o sostanze stupefacenti, secondo le procedure aziendali e gli obblighi applicabili.

19. Consultazione, monitoraggio e miglioramento continuo

19.1. La valutazione dei rischi legati alla viabilità interna e all’organizzazione degli spazi deve essere condotta con consultazione sistematica dei lavoratori che operano in tali spazi e, ove necessario, in collaborazione con soggetti esterni che li utilizzano.
19.2. Devono essere attivati strumenti di monitoraggio del rispetto delle regole e delle procedure, con analisi delle segnalazioni e degli eventi (infortuni e near miss) e attuazione di misure di miglioramento.
19.3. Ogni modifica di layout, flussi, mezzi, aree di stoccaggio o modalità operative deve comportare aggiornamento delle regole interne, dell’informazione agli interessati e, se necessario, della valutazione del rischio.

SCARICA:  Organizzazione degli spazi e viabilità interna (impostazione Infor.MO) – Misure preventive e protettive



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