Le reti di sicurezza contro la caduta di oggetti

Quaderno di Ricerca INAIL n. 26: “Le reti di sicurezza contro la caduta di oggetti”

Gestione Delle Reti Di Sicurezza Contro La Caduta Di Oggetti (Reti Antidetriti/Anticalcinacci)

Il Quaderno di ricerca INAIL dedicato alle reti di sicurezza contro la caduta di oggetti affronta un tema molto concreto e spesso sottovalutato: la protezione di lavoratori e terzi (passanti, utenti di edifici) esposti al rischio di caduta dall’alto di detriti, laterizi, utensili e materiali durante lavori in quota o per degrado di componenti edilizie. Il frontespizio riporta “Quaderni di ricerca 26/2025” e dicembre 2025 come data dell’edizione/stampa (tipografia INAIL – Milano), mentre la tua richiesta lo colloca come pubblicazione resa disponibile nel circuito informativo INAIL nel febbraio 2026.

In sintesi, questo Quaderno INAIL ha un valore pratico perché sposta il tema delle reti antidetriti da “accessorio di cantiere” a dispositivo da selezionare e verificare con logiche prestazionali: definisce un impianto sperimentale, evidenzia le variabili che governano la risposta dinamica (materiale, stratificazione, ancoraggi, invecchiamento, forma della massa), e soprattutto collega i risultati alla costruzione di norme UNI dedicate che formalizzano requisiti, prove e condizioni di utilizzo.

La necessità di proteggere dall’alto non riguarda solo i cantieri: il Quaderno richiama anche casi di distacco di oggetti dai soffitti di edifici (con particolare attenzione ad ambienti scolastici e luoghi di culto), fenomeno che può portare a interdizione degli spazi e criticità gestionali.

In ambito cantieristico, la caduta dall’alto può derivare da attività in quota con perdita accidentale di utensili o materiali e conseguenti danni a lavoratori sottostanti.

Il punto chiave (e la ragione per cui l’elaborato è “pesante” sul piano tecnico) è che, storicamente, per le cosiddette reti antidetriti / anticalcinacci (spesso note come debris nets, containment nets) mancavano riferimenti prestazionali europei o nazionali specifici, e quindi i requisiti venivano di fatto “dichiarati” dai fabbricanti, senza un impianto di prove riconosciute e comparabili.

Il Quaderno si propone quindi di:

  • ricostruire quali prodotti sono presenti sul mercato e quali caratteristiche vengono dichiarate;

  • definire e descrivere una metodologia sperimentale (prove dinamiche) per valutare il comportamento delle reti sotto impatto/perforazione;

  • fornire risultati utili a standardizzare requisiti e prove per l’uso in sicurezza.



L’elaborato è esplicitamente collegato al Piano della Ricerca Scientifica INAIL – Triennio 2022/2024, nel programma dedicato a misure innovative di prevenzione e protezione in settori ad alto rischio (costruzioni e agricoltura), includendo il progetto sul “modello distribuito” applicato alle attrezzature provvisionali. Le attività sperimentali sono state svolte in collaborazione con Associazione Nazionale Cantiere Sicuro (UNI GL15 “Attrezzature provvisionali”) presso Palazzago (BG).

Questo aspetto è importante perché “spiega” la finalità pratica: non è solo una pubblicazione descrittiva, ma un tassello di trasferimento tecnologico verso requisiti, prove e criteri utilizzabili.



Il Quaderno è organizzato in modo progressivo: definizioni → quadro normativo/tecnico → ricognizione mercato → rischio/fenomenologia → prove sperimentali → impatto sulle norme → conclusioni.

Dall’indice si evidenziano alcuni blocchi fondamentali: Definizioni, Legislazione, Normativa tecnica (con riferimenti a norme UNI/EN e anche norme estere), una lunga sezione su reti presenti sul mercato (con elenco di fabbricanti/prodotti), e soprattutto un nucleo centrale sulle prove sperimentali (obiettivi, disposizione di prova, masse di prova, reti testate, acquisizione dati, risultati, sintesi e analisi) fino alle conclusioni.


Il cuore tecnico: come sono state impostate le prove (logica, variabili, misure)

4.1 Obiettivo sperimentale

L’obiettivo dichiarato è verificare che le reti resistano a carichi dinamici significativi derivanti dalla caduta di oggetti che:

  • impattano sulla rete (effetto “urto”),

  • possono perforarla (effetto “punzonamento/perforazione”).

4.2 Masse di prova e scenari di impatto

Il Quaderno imposta prove dinamiche con masse di forma e caratteristiche differenti, proprio perché la variabilità reale degli oggetti in caduta (forma, peso, dimensione) è uno dei fattori più critici. Nelle conclusioni vengono richiamate in modo chiaro due masse “tipo” usate per la sperimentazione:

  • sfera (massa 12 kg, diametro 150 mm);

  • cilindrocono (oggetto appuntito, massa 3 kg, lunghezza 180 mm).

4.3 Tipologie di rete e configurazioni

Le prove hanno considerato reti:

  • a singolo strato (con o senza telino),

  • a doppio strato (con combinazioni di maglie differenti),

  • in materiali differenti (es. poliammide e polipropilene),

  • in condizioni nuove e invecchiate (per valutare l’influenza del degrado da uso/tempo).

Tra le variabili operative spicca anche il numero di ancoraggi (es. 4 vs 8), perché influenza le azioni trasmesse agli ancoraggi e la deformazione massima, parametri misurati e rappresentati con grafici dedicati (sezione “Azioni agli ancoraggi”).

4.4 Cosa viene misurato

Le tabelle di sintesi risultati (richiamate nel testo) riportano almeno:

  • altezza di caduta h,

  • forza massima agli ancoraggi Fmax,

  • deformazione massima fmax,
    oltre a esiti qualitativi (rimbalzo con caduta a terra; sfondamento/perforazione).


Risultati principali: cosa ci dice davvero la sperimentazione (e cosa cambia in pratica)

Le conclusioni sono particolarmente utili perché trasformano dati sperimentali in indicazioni “decisionali”.

5.1 Prestazioni con la sfera (impatto “non appuntito”)

  • Le reti a singolo strato (con o senza telino) ancorate in 8 punti superano il test con sfera per altezze fino a 4 m, contenendo la massa, indipendentemente dal materiale (poliammide/polipropilene) e considerando anche l’invecchiamento; per questa configurazione il Quaderno quantifica l’energia cinetica associata (Ec) a 480 J.

  • Le reti a doppio strato in polipropilene (nuove e invecchiate) ancorate in 8 punti risultano efficaci per più altezze considerate (h = 10, 4, 2 m), evidenziando una resistenza dinamica maggiore rispetto alle reti a singolo strato.

5.2 Prestazioni con il cilindrocono (scenario “perforante”)

  • Con il cilindrocono (oggetto appuntito) le reti a singolo strato (con o senza telino), ancorate in 8 punti, superano il test fino a 4 m (con indicazione di maggiore certezza per le reti in polipropilene), includendo l’effetto dell’invecchiamento.

5.3 Indicazioni critiche: il rimbalzo e la dimensione della rete

Il documento segnala un aspetto pratico decisivo: in alcune prove l’esito è stato rimbalzo della massa con successiva caduta a terra. Questo porta a una raccomandazione di metodo: valutare l’utilizzo di reti di dimensioni maggiori rispetto alle 4×2 m nelle combinazioni massa/altezza considerate, per ridurre il rischio di rimbalzo e perdita di efficacia.



Uno dei punti più “forti” del Quaderno è la dichiarazione esplicita che i risultati sperimentali sono stati utilizzati per supportare la stesura delle norme UNI pubblicate ad aprile 2025:

  • UNI 11808-3:2025 – reti contro la caduta di piccoli oggetti (con focus su requisiti, metodi di prova e condizioni d’uso);

  • UNI 11808-4:2025 – reti contro la caduta di oggetti (requisiti, prove e utilizzo).

Il Quaderno chiarisce anche la logica tecnica sottostante:

  • per la UNI 11808-3 sono stati presi in considerazione i risultati delle prove con cilindrocono;

  • per la UNI 11808-4 quelli con sfera.

Inoltre, vengono richiamati aspetti strutturali delle norme (10 capitoli + appendice informativa) e il ruolo delle appendici nel fornire informazioni su deformazioni massime e forze trasferite agli ancoraggi (elemento essenziale per progettazione/valutazione del sistema di ancoraggio).



Implicazioni operative per cantieri e gestione del rischio (cosa farne in DVR/POS e in scelta tecnica)

Dal punto di vista gestionale e documentale (DVR, POS, PSC e procedure), il Quaderno porta almeno quattro messaggi operativi:

  1. Non basta “mettere una rete”: la prestazione dipende da oggetto/energia di caduta, geometria della rete, presenza del telino, stato di invecchiamento, e soprattutto configurazione degli ancoraggi (numero e modalità).

  2. Serve coerenza tra rischio e criterio di prova: la distinzione tra penetrazione (oggetto “appuntito”) e impatto (oggetto “non perforante”) è alla base della separazione UNI 11808-3 / 11808-4. In fase di analisi del rischio, è quindi essenziale caratterizzare: tipologia prevedibile di oggetti, possibili altezze di caduta, energia associata, presenza di terzi esposti.

  3. Il degrado conta: l’aver testato reti “invecchiate” rende evidente l’importanza di ispezioni, manutenzione e criteri di dismissione, oltre alla tracciabilità della vita utile (tema che le norme riprendono con capitoli dedicati).

  4. Attenzione al rimbalzo: anche quando la rete “tiene”, può non “contenere” in modo sicuro se la massa rimbalza e cade oltre. Questo impone di valutare dimensione/posizionamento e margini di sicurezza, non solo la resistenza a rottura.




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