Interventi di prevenzione e mitigazione del contagio da SARS-CoV-2 da implementare alla ripartenza delle attività lavorative

Esempio tipo di procedure di intervento basate sulle conoscenze oggi disponibili su COVID-19.

Il presente lavoro, ferme le norme di legge rilevanti e le disposizioni della Direzione Prevenzione dell’Autorità Regionale, si concentra sulla valutazione critica degli interventi da attuare, quale contributo scientifico al disegno delle future strategie per la minimizzazione del rischio, ovvero:
 
-     applicazione delle misure igienico sanitarie atte a ridurre al minimo la possibilità di contagio
-     sorveglianza attiva per l’identificazione delle persone non suscettibili e rilevamento delle persone infettive
 
Tali strategie dovrebbero creare le condizioni di base necessarie a evitare la contaminazione ambientale da parte del microrganismo e pertanto ridurre il rischio di esposizione del lavoratore.
 
Mettere a disposizione del mondo del lavoro e delle Autorità Competenti una valutazione scientifica degli interventi di prevenzione e mitigazione del contagio da SARS-CoV-2, che dovranno essere implementate per la ripartenza in sicurezza delle attività lavorative e della vita sociale (fase 2 delle politiche di contenimento dell’epidemia COVID-19.

Sono già disponibili studi sull’efficacia su SARS-Cov-2 dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e delle procedure di igienizzazione.
 
-     L’utilizzo  della  maschera  chirurgica  è  in  grado  di  prevenire  efficacemente la  trasmissione dei coronaviruses dai soggetti sintomatici (Nat Med (2020).  https://doi.org/10.1038/s41591-020-0843-2).


Risulta quindi indicato ed efficace implementare le misure igienico-sanitarie per il contenimento delle malattie a trasmissione aerea richiamate nelle indicazioni operative per la “Tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari” della Regione Veneto. Tali misure, che si basano su tre approcci (comportamenti individuali, dispositivi di protezione, sanificazione degli ambienti) devono essere estese anche ai possibili utenti esterni (visitatori, fornitori, trasportatori, lavoratori autonomi, imprese appaltatrici). Le principali misure sono:
 
-     igiene delle mani con acqua e sapone o, se questi non sono disponibili, con soluzioni/gel a base alcolica (si rammenta che tali soluzioni non “lavano le mani” ma le disinfettano).
-     l’utilizzo permanente della mascherina e dei guanti, cambiata ogni giorno
-     il mantenimento della distanza di almeno un metro dalle altre persone;
-     intensificare le pulizie quotidiane degli ambienti/aree e garantire l’aerazione dei locali
-     la limitazione delle occasioni di contatto, escludendo le occasioni di aggregazione;
-     rafforzare le ordinarie norme di comportamento e corretta prassi igienica (evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca con le mani; tossire o starnutire all’interno del gomito con il braccio piegato o di un fazzoletto, preferibilmente monouso, che poi deve essere immediatamente eliminato;:
 
Per pulizie quotidiane/sanificazione si intendono tutte le procedure e operazioni atti a rendere salubre un determinato  ambiente  mediante  le  attività  di  pulizia,  di  detergenza  e/o  la  successiva  disinfezione.

(riferimento UNI 10585: 1993). Si possono utilizzare panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo per i servizi igienici e le altre superfici, e allo 0,1% di cloro attivo per tutti le altre superfici, tenendo in considerazione il tipo di materiale, l’uso e l’ambiente o altri detergenti professionali equivalenti come campo d’azione.


Identificazione di nuovi positivi
 
Le misure proposte sono indispensabili per ridurre la potenzialità di infettività dei soggetti asintomatici e si basano sulla prevenzione del contagio e sulla sorveglianza attiva. Bisogna considerare che le prescrizioni attuali già riducono la circolazione dei soggetti sintomatici, in applicazione delle norme attualmente in vigore in merito ai soggetti sintomatici COVID-19, positivi COVID-19 e ai contatti con soggetti positivi COVID-19 e i relativi periodi di quarantena oltre che le conseguenti indicazioni procedurali.
 
La persistenza di SARS-CoV-2, l’ingresso di un soggetto asintomatico nei luoghi di lavoro è un evento altamente probabile. E’ quindi necessario implementare procedure di screening, con l’obiettivo di impedire ai soggetti infetti di entrare in ambiente. Tale obiettivo è sicuramente raggiungibile solo se il tasso di infezioni asintomatiche trasmissibili è trascurabile, la sensibilità di screening è quasi perfetta e il periodo di incubazione della malattia è breve. Un analisi di quanto avvenuto negli aeroporti indica come la sensibilità della misurazione della temperatura è risultata subottimale permettendo di scoprire 64 soggetti positivi ogni
100 infetti. Appare pertanto evidente che tale indicazione permette di ridurre l’entrata di soggetti potenzialmente infettivi e l’associazione alle misure preventive ed alle altre misure diagnostiche debba essere obbligatoria al fine di sommare i vari interventi.
 
-     Compilazione scheda epidemiologica alla ripresa delle attività
-     Misurazione della temperatura all’ingresso ed all’uscita
-     Comunicazione tempestiva di sintomatologia respiratoria propria o di membri del nucleo familiare
In caso di assenza da lavoro di un dipendente per malattia si dovrà accertarne immediatamente lo stato di salute.
 
Particolare attenzione deve essere posta ai soggetti con co-morbosità conosciuta e pertanto la tutela dei lavoratori fragili è indispensabile una loro valutazione, deve essere rimandata al Medico competente la valutazione approfondita prima della ripresa della loro attività lavorativa almeno nel periodo epidemico. Ulteriore sorveglianza deve essere attuata nei confronti dei soggetti già risultati positivi al coronavirus. In tali soggetti è obbligatoria la conferma della doppia negatività al tampone nasofaringeo prima del loro rientro al lavoro.
 
Follow-up dei casi di positività
 
In caso di sospetta/accertata positività da COVID-19 devono essere sanificati gli ambienti dove il lavoratore ha operato e devono essere tracciati tempestivamente i contatti, sintomatici o non sintomatici, al fine di effettuare la segnalazione per le procedure di sorveglianza e quarantena stabilite dalle autorità sanitarie. Per quanto riguarda il luogo di lavoro, la determinazione di eventuali positivi, attraverso l’uso del tampone deve comunque essere fatta a tutti i dipendenti del settore/area/ gruppo di lavoro del dipendente positivo
 
Nella definizione di contatto stretto si usi quella dell’ECDC, ma in estrema sintesi viene definita come la persona che ha avuto contatto diretto con un caso di COVID-19 a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti o che si è trovata in un ambiente chiuso con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri. Tale procedura è assolutamente necessaria per identificare e prevenire il formarsi di microfocolai ambientali che potrebbero riaccendere l’epidemia.
 
Formazione e informazione
 
Tutto il personale dei luoghi di lavoro, compresi gli addetti alle pulizie, dovrebbero ricevere una formazione specifica sui principi di base della prevenzione e controllo delle malattie infettive con particolare attenzione alle precauzioni standard. Inoltre, gli addetti alle pulizie devono ricevere una formazione specifica su come effettuare le misure di pulizia/disinfezione. Pertanto dovrebbero essere oggetto di programmi di formazione

l’igiene delle mani e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, mentre per agli addetti alla pulizia anche i principi di base sulla sanificazione ambientale e sulla disinfezione.
 
Per rafforzare la sensibilizzazione è importante utilizzare promemoria visivi come poster, cartelli, volantini, screen-saver che dovrebbero, ad esempio, insistere sull’igiene delle mani, sul distanziamento sociale e altre precauzioni, nonché sulla necessità di monitorare il proprio buono stato di salute. Tale obiettivo potrebbe essere perseguito attraverso corsi a distanza e/o tutorial per i vari presidi nei luoghi di lavoro.
 
Tali parametri non permettono pertanto una caratterizzazione di una uniformità di applicazione, ma richiedono da parte delle autorità mediche di controllo la verifica dell’applicabilità delle procedure al contesto lavorativo.

Fonte: Documento dell’Università di Padova

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