IHMOD 2.0 ITA WEB
modelli di esposizione ispirati al modello IHMOD 2.0 tradotto in Italiano

Questa web app è uno strumento gratuito, sviluppato per rendere più comodo l’utilizzo – in forma semplificata – dei principali modelli di esposizione contenuti nello strumento IHMOD 2.0
IHMOD (Industrial Hygiene MODeling) è un insieme di modelli matematici per la valutazione dell’esposizione inalatoria agli agenti chimici utilizzati dagli igienisti industriali e dai professionisti della salute e sicurezza.
Il modello IHMOD è stato sviluppato e proposto dall’American Industrial Hygiene Association (AIHA), sotto forma di un pacchetto Excel ufficiale distribuito come IHMOD 2.0 e IHMOD 2.0 Support File.
Si tratta di uno strumento molto diffuso nella comunità degli igienisti industriali perché permette di simulare in modo quantitativo diversi scenari di rilascio e dispersione degli inquinanti.
Modelli implementati e ambito di utilizzo
La web app implementa 11 modelli (deterministici + versione Monte Carlo).
3.1 Well‑Mixed Room (Stanza ben miscelata)
3.1.1 WMR – Emissione costante
Nome nella web app: Well‑Mixed Room – emissione costante
Idea di base: la stanza è ben miscelata, la concentrazione è uniforme in tutto il volume.
Emissione: costante nel tempo a tasso G (mg/min).
Ventilazione: Q (m³/min) con aria in ingresso a concentrazione C_in.
Volume: V (m³).
Quando usarlo:
processi abbastanza stabili nel tempo (verniciature continue in cabina, miscelazione solventi, lavaggi continui, ecc.);
ambiente ben ventilato e ben miscelato, senza zone a concentrazione molto differente.
3.1.2 WMR – Backpressure (contropresione / saturazione)
Nome nella web app: Well‑Mixed Room – backpressure
Come il modello precedente, ma l’emissione si riduce quando la concentrazione si avvicina a un valore limite C_sat.
Concetto di backpressure:
se l’aria è già satura di vapori, la volatilizzazione dal liquido rallenta;
G_eff = G · (1 - C/C_sat) o formulazioni simili: più C è grande, meno l’emissione è efficace.
Quando usarlo:
evaporazione da superfici o pozze in spazi chiusi dove l’accumulo in aria limita la velocità di emissione.
3.1.3 WMR – Purging Equation (spurgo/pulizia del volume)
Nome nella web app: Well‑Mixed Room – purging
Nessuna sorgente attiva (G ≈ 0): si studia solo la fase in cui il locale viene “lavato” da ventilazione e perdite.
Caso tipico:
dopo un rilascio, si chiude la sorgente e si attiva o si aumenta la ventilazione;
la concentrazione iniziale C₀ decresce verso C_in.
Quando usarlo:
per stimare tempi di bonifica dopo fine emissione;
per vedere quanto rapidamente si abbassa la concentrazione fino a un certo limite accettabile.
3.1.4 WMR – Emissione decrescente (Spill Model)
Nome nella web app: Well‑Mixed Room – emissione decrescente (spill)
Emissione non costante: parte da G₀ e decresce nel tempo (esponenzialmente) con un tempo caratteristico τ_spill.
Esempi:
pozza di solvente che evapora e si riduce progressivamente;
contenitore che perde ma si svuota nel tempo.
Quando usarlo:
rilasci finiti (non sorgenti infinite) in ambiente ben miscelato;
scenari di spill indoor dove la quantità di sostanza è limitata e si esaurisce.
3.2 Two‑Zone (Near‑Field / Far‑Field)
In questi modelli il volume complessivo è diviso in:
Near‑Field (NF): zona vicino alla sorgente e al lavoratore;
Far‑Field (FF): il resto dell’ambiente.
Si considerano due concentrazioni C_NF(t) e C_FF(t), collegate da un coefficiente di mixing.
3.2.1 Two‑Zone – Emissione costante
Nome nella web app: Two‑Zone – emissione costante
Emissione G nel NF.
Volume totale V, frazione f_NF per il NF (V_NF = f_NF·V).
FF ventilato con Q (aria a C_in).
Utilizzo tipico:
scenari in cui il lavoratore è vicino alla sorgente (laminazioni, carico prodotti, travasi localizzati) e il resto del locale ha concentrazione separata;
si vuole stimare la concentrazione “vicino al lavoratore” rispetto al fondo.
3.2.2 Two‑Zone – Emissione decrescente (Spill)
Nome nella web app: Two‑Zone – emissione decrescente
Come il modello precedente, ma l’emissione nel NF decresce nel tempo (spill).
Utile per:
sversamenti localizzati vicino al lavoratore,
rilasci finiti che si esauriscono, ma dove è importante distinguere NF/FF.
3.3 Turbulent Eddy Diffusion (TED) – Modelli di diffusione turbolenta
Questi modelli rappresentano la dispersione di un contaminante per effetto della diffusione turbolenta, con o senza advezione (vento medio), in forma semplificata.
Nella web app i TED sono implementati in una forma didattica 1D, utile per capire l’andamento qualitativo ma non equivalente 1:1 alle versioni dettagliate di IHMOD.
3.3.1 TED senza advezione – Pulse Release
Nome nella web app: TED, senza advezione – impulso
Un rilascio impulsivo di massa M₀ avviene in un mezzo infinito.
Non c’è vento medio, solo diffusione turbolenta con coefficiente K.
La concentrazione viene valutata a distanza x dal punto di rilascio.
Quando usarlo:
per visualizzare come si espande una “nube” dopo un rilascio istantaneo in ambiente dove il vento medio è trascurabile;
per analisi di massima e confronti concettuali.
3.3.2 TED senza advezione – Constant Emission Rate
Nome nella web app: TED, senza advezione – emissione costante
Sorgente continua G in un mezzo dominato dalla diffusione turbolenta.
La nuvola si “allunga” e la concentrazione dipende da G, K e distanza x.
Nella web app la soluzione è ottenuta numericamente mediante somma di impulsi.
Quando usarlo:
scenari qualitativi di sorgente continua in ambienti aperti o semi‑aperti senza vento predominante.
3.3.3 TED con advezione – Pulse Release
Nome nella web app: TED, con advezione – impulso
Rilascio impulsivo M₀, diffusione turbolenta K, vento medio U lungo l’asse x.
La nube si muove (traslata da U) e nel contempo si diffonde.
Quando usarlo:
per visualizzare la combinazione “trasporto + dispersione” dopo un rilascio istantaneo;
per capire come il tempo di arrivo del picco dipende dalla distanza e dalla velocità del vento.
3.3.4 TED con advezione – Constant Emission Rate
Nome nella web app: TED, con advezione – emissione costante
Sorgente continua G, diffusione turbolenta K, advezione U.
Il pennacchio viene trasportato dal vento e diffuso; la web app lo approssima numericamente.
Quando usarlo:
per stime qualitative di concentrazioni lungo la direzione del vento in presenza di sorgenti continue (camini, sfoghi, perdite puntuali verso ambienti aperti / semi‑aperti).
3.4 Plume – Near & Mid‑Field
3.4.1 Near and Mid‑Field Plume Models (semplificati)
Nome nella web app: Plume – near/mid field (semplificato)
Modello fortemente semplificato per stimare una concentrazione quasi stazionaria al recettore, a distanze relativamente vicine o intermedie dalla sorgente.
Tipicamente si usa una forma C ≈ C0 + G / Q_eff, dove Q_eff rappresenta un volume/portata effetto “diluizione”.
Quando usarlo:
per stime di ordine di grandezza;
per confrontare scenari (maggiore/minore portata di ventilazione, diverse emissioni G).
Non adatto come sostituto di modelli di dispersione avanzati (es. AERMOD, CALPUFF o implementazione completa dei plume model di IHMOD).
4. Manuale utente – Come usare la web app
4.1 Panoramica dell’interfaccia
L’interfaccia è divisa in tre parti principali:
Toolbar superiore
Selettore modalità (Deterministica / Monte Carlo);
Selettore modello;
Campo Nome scenario;
Pulsanti: Calcola, Salva scenario, Gestisci salvataggi, Esporta in Word.
Colonna sinistra – Parametri modello
In modalità deterministica: campi numerici per G, Q/K/U, V/x, C0, Cin, KL/U, C_sat/f_NF/τ_spill, tempi e TWA.
In modalità Monte Carlo: selezione delle distribuzioni per gli stessi parametri e definizione di Tmax/TWA/iterazioni.
Colonna destra – Risultati e grafico
Riepilogo dei KPI;
Grafico C(t) (deterministico) o percentili C(t) (Monte Carlo).
4.2 Modalità deterministica
Seleziona “Deterministica” nella barra superiore.
Scegli il modello dal menu a tendina (es. “WMR – emissione costante”).
Compila i parametri nella colonna sinistra:
G, Q, V, C0, Cin, KL, C_sat/f_NF/τ_spill;
Tempo massimo simulazione, Fine emissione G, TWA breve, TWA turno.
Inserisci un Nome scenario (es. “Verniciatura cabina 1 – turno mattina”).
Clicca su “Calcola”:
nella colonna destra compaiono i KPI (TWA, C_max, ecc.);
il grafico mostra la curva C(t) sul periodo selezionato.
4.3 Modalità Monte Carlo
Seleziona “Monte Carlo” nella toolbar.
Scegli il modello come sopra.
Per ciascun parametro (G, Q/K, V/x, C0, Cin, KL, C_sat/f_NF/τ_spill):
scegli il tipo di distribuzione: Costante, Uniforme, Normale;
inserisci i valori richiesti (valore singolo o min/max o µ/σ).
Definisci:
Tempo massimo simulazione;
Fine emissione G;
TWA breve e TWA turno;
Numero di iterazioni (es. 1000).
Clicca su “Calcola”:
nella colonna destra compaiono i percentili delle TWA (P10, P50, P90);
il grafico mostra le curve C(t) P10, P50 (mediana), P90.
4.4 Pulsanti e funzioni principali
4.4.1 Pulsante Calcola
Esegue il modello nella modalità corrente (Deterministica o Monte Carlo) con gli input inseriti.
Aggiorna il pannello “Risultati e KPI” e il grafico.
4.4.2 Pulsante Salva scenario
Salva lo scenario corrente (in modalità deterministica) nel localStorage del browser.
Vengono registrati:
nome scenario;
modello;
parametri di input;
alcuni KPI calcolati.
Gli scenari salvati restano solo sul tuo dispositivo e nel tuo browser.
4.4.3 Pulsante Gestisci salvataggi
Apre una finestra con la lista di tutti gli scenari salvati.
Per ogni scenario:
Carica: ripristina parametri e ricalcola la curva C(t);
Elimina: rimuove definitivamente lo scenario.
4.4.4 Pulsante Esporta in Word
Genera un file .doc con:
intestazione (scenario, modello, data, modalità deterministica/Monte Carlo);
tabella parametri di input;
tabella KPI (TWA breve/turno, C_max, ecc.);
un estratto della curva C(t) (valori tempo‑concentrazione);
un’immagine del grafico C(t), se il browser la permette;
una breve descrizione testuale del modello usato.
4.5 Avviso di chiusura / ricarica pagina
Per ridurre il rischio di perdere configurazioni non salvate:
Quando tenti di chiudere o ricaricare la pagina, il browser mostra un messaggio di conferma:
“Se ricarichi o chiudi la pagina, tutti i dati non salvati andranno persi. Hai salvato lo scenario?”Premi Annulla se vuoi rimanere sulla pagina e salvare prima;
Premi OK (o conferma equivalente) solo se sei sicuro di non aver bisogno dei dati correnti.
5. Disclaimer e nota legale
Web app gratuita e non ufficiale
La web app è distribuita come strumento gratuito e “as‑is”.
È stata ispirata ai modelli contenuti in IHMOD 2.0, ma non è lo strumento ufficiale.
Nessun collegamento con la fonte ufficiale
IHMOD 2.0 è un modello di simulazione sviluppato dagli autori originari e distribuito dalla
American Industrial Hygiene Association (AIHA) come file Excel con macro.Questa web app:
non è sviluppata, approvata, sponsorizzata o verificata da AIHA;
non è un porting certificato di IHMOD 2.0;
potrebbe usare equazioni semplificate o parametri raggruppati rispetto allo strumento originale.
Limiti dei modelli implementati
I modelli di Well‑Mixed Room sono concettualmente vicini a quelli di IHMOD ma non garantiscono identità numerica.
I modelli Two‑Zone, TED e Plume sono implementati in forma semplificata, con scopi didattici e di supporto, non come sostituti degli algoritmi dettagliati dello strumento originale.
I risultati devono essere considerati come stima e non come “valore assoluto intoccabile”.
Responsabilità d’uso
L’utente è responsabile per:
la correttezza dei dati inseriti;
la scelta del modello più appropriato allo scenario reale;
la verifica dei risultati con altre fonti (misure, altri modelli, letteratura, giudizio professionale).
Gli autori della web app non garantiscono la totale assenza di errori e
non si assumono responsabilità per decisioni tecniche, legali o regolatorie prese esclusivamente sulla base dei risultati prodotti.
