FAQ Coronavirus gestione della sicurezza dei lavoratori

FAQ riguardo alla gestione della sicurezza dei lavoratori a fronte dell’emergenza epidemiologia da Covid-19

FAQ - AZIENDE E LAVORATORI

 
Si riportano di seguito le risposte ai quesiti più frequenti posti dalle aziende e dai lavoratori tramite le associazioni datoriali operanti nelle provincie di Varese e Como
 
 
 
1.   RISCONTRO DI UN CASO DI COVID-19 IN UN LAVORATORE: COSA SUCCEDE?
Ad ogni segnalazione di caso accertato,  il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS dell’Insubria procede  all’indagine epidemiologica, in base ai regolamenti internazionali di controllo delle malattie infettive, al fine di:
- individuare la possibile fonte di esposizione.
- identificare i contatti stretti.
Qualora il caso accertato risulti occupato presso una azienda del territorio di ATS Insubria, il personale sanitario di  ATS contatta  l’azienda in cui il lavoratore risulta occupato,  richiede il nominativo del medico  competente per  avere  la corretta  collaborazione nell’identificare i contatti  lavorativi da includere nella sorveglianza. In assenza del medico competente (casi in cui la sorveglianza sanitaria non è obbligatoria), si chiede la collaborazione del datore di lavoro o di personale da lui individuato.
I lavoratori che sono riconducibili alla definizione di contatto stretto1 sono inclusi in uno specifico
percorso di sorveglianza sanitaria da parte dell’ATS che comprende l’isolamento domiciliare (14 giorni dall’ultimo contatto  avvenuto).
 
L’ATS  fornisce al medico competente le notizie utili per  garantire una  corretta  informazione da diffondere ai lavoratori non identificati come contatti stretti.
         Potrebbero  ritenersi   necessari   interventi   di  informazione/formazione.  Si  ritiene  utile informare i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto  stretto,  sulle misure di prevenzione da adottare, diffondendo il decalogo ministeriale.
         Sorveglianza Sanitaria del medico competente:
 
1.    per l’emergenza  Covid-19 non è richiesta una sorveglianza sanitaria aggiuntiva per i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto  stretto,  in quanto  il paziente ammalato è seguito presso strutture sanitarie mentre i contatti stretti sono sorvegliati   dall’ATS.   È   comunque   essenziale   la   collaborazione   del   medico competente per definire eventuali misure di prevenzione aggiuntive e specifiche procedure  da  adottare in azienda in base  alla tipologia di attività svolta. (es.: deroghe per trasporto di merci in zona rossa).
2.    per le visite periodiche ed esami strumentali: per quanto possibile, anche in caso di
 
 
1 Definizione di "Contatto stretto":
- Operatore sanitario o altra persona impiegata nell’assistenza di un caso sospetto o confermato di COVID-19, o personale di laboratorio addetto al trattamento di campioni di SARS-CoV-2.
- Essere stato a stretto contatto (faccia a faccia) o nello stesso ambiente chiuso con un caso sospetto o confermato di COVID-19.
- Vivere nella stessa casa di un caso sospetto o confermato di COVID-19.
- Aver viaggiato in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive di un caso sospetto o confermato di COVID-19

superamento della scadenza periodica prevista dal piano di sorveglianza sanitaria, le visite sono rimandate sino ad emergenza terminata.
3.   Le     visite    preassuntive/prevenitive    possono    essere     effettuate    evitando l’affollamento dell’ambulatorio attraverso prenotazioni dilazionate
 
 
         Pulizia straordinaria degli ambienti di lavoro. Qualora un caso di covid-19 sintomatico abbia soggiornato nei locali dell’azienda, si applicano le indicazioni Ministeriali 2 contenute nella Circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22.02.2020.
         Per i locali non frequentati dal lavoratore infetto, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti con i comuni detergenti avendo cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente,  quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici.
         È importante avvertire le eventuali imprese appaltatrici incaricate di svolgere la pulizia dei locali, affinché il datore di lavoro di queste ultime adotti tutte le cautele necessarie3
In attuazione di quanto previsto dall’art. 26 D. Lgs. 81/2008.
 
Nota Bene.: si chiede al datore di lavoro di segnalare all’ATS eventuali casi di lavoratori residenti nel territorio di ATS Insubria ammalati di SARS-CoV-2 durante trasferte in Italia o all’estero, per i quali sia stata effettuata diagnosi entro 14 gg dalla partenza dall’Italia.
 
2.   CASO DI UN LAVORATORE SINTOMATICO  CHE HA AVUTO CONTATTI STRETTI CON COVID-19. COSA DEVE FARE IL DATORE  DI LAVORO?
Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ATS ed è posto in isolamento domiciliare.
 
Potrebbe però rilevarsi la presenza di un caso sospetto, come ad esempio:
 
         Lavoratore con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno dei seguenti sintomi: febbre, tosse, dispnea) e per il quale si hanno notizie certe, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia, di  viaggi in  Cina o di permanenza  in uno  dei comuni identificati nella “zona rossa”.
         Lavoratore  che  ha  frequentato  personalmente  una  struttura   sanitaria  dove  sono  stati ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2.
 
In tal caso il Datore di Lavoro invita il lavoratore a stare a casa e a contattare telefonicamente il proprio medico di Medicina Generale che provvederà ad inoltrare la segnalazione ad ATS secondo i protocolli normativi stabiliti.
In caso il lavoratore dovesse risultare positivo saranno applicate da ATS tutte le procedure già indicate al punto 1.
 
 
 
2 Pulizia di ambienti non sanitari
In stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto,  scuole e altri ambienti non sanitari dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati verranno applicate le misure di pulizia di seguito riportate.
A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente  utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.
Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti.
Tutte le operazioni di pulizia devono essere  condotte  da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto.
Vanno pulite con particolare attenzione tutte  le superfici toccate di frequente,  quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e
sanitari. La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio).
3 Operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure
indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto.

3.   IL LAVORATORE CHE DEVE STARE A CASA IN ISOLAMENTO, DEVE PRENDERE ASPETTATIVA/FERIE o
MALATTIA?

Il lavoratore posto in isolamento domiciliare contatterà il proprio medico curante  per il rilascio  del certificato medico riportante la diagnosi prevista (quarantena obbligatoria o volontaria, isolamento volontario, sorveglianza attiva, etc.). Il medico provvederà ad inviare tale certificato solo all’INPS.
 
4.   CASO DI UN LAVORATORE NON SINTOMATICO  CHE HA AVUTO CONTATTI STRETTI CON UN CASO DI COVID-19. COSA DEVE FARE IL DATORE  DI LAVORO?
Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ATS ed è posto in isolamento domiciliare.
Non sono previste particolari misure di tutela per gli altri soggetti che hanno soggiornato e condiviso spazi comuni con soggetti asintomatici.
 
5.   CASO DI UN LAVORATORE CON SINTOMATOLOGIA POTENZIALMENTE RICONDUCIBILE, ALMENO PER SIMILITUDINE,  AD UN CONTAGIO  DA COVID-19   E SENZA  CORRELAZIONE  CON  ZONE  A RISCHIO EPIDEMIOLOGICO. IL DATORE  DI LAVORO COSA DEVE FARE?
Il Datore di lavoro invita il lavoratore a stare a casa e a contattare telefonicamente il proprio medico di Medicina Generale che provvederà,  se del caso, ad inoltrare la segnalazione ad ATS secondo  i protocolli stabiliti.
 
6.   COSA DEVE FARE il LAVORATORE INTERVENUTO IN ZONA ROSSA PER MOTIVI DI LAVORO, PRIMA DELLA CLASSIFICAZIONE  ADOTTATA  CON SPECIFICA ORDINANZA?
In base al DPCM 29.02.2020, gli individui che a partire dal 01/02/2020 sono transitati ed hanno sostato in uno dei comuni della “zona rossa” sono obbligati a comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’ATS di residenza. Quindi secondo il decreto sarebbe il lavoratore ad avere l’obbligo di comunicazione.
Al  fine di semplificare ed  agevolare tali comunicazioni, il  Datore  di lavoro, con il  consenso  del lavoratore, si fa carico di comunicare direttamente al Dipartimento di igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS di competenza, da individuare in base alla residenza  del lavoratore,  i seguenti
 
dati: Nome e Cognome del lavoratore, comune di residenza e recapito telefonico, data di ultima sosta in uno dei comuni della zona rossa.
Non dovranno essere segnalati ad ATS i lavoratori che hanno effettuato solo il transito senza sosta nei comuni individuati come zona rossa.
 
7.   IN CASO DI UN LAVORATORE (TERZISTA) RESIDENTE IN ZONA ROSSA, INTERVENUTO IN APPALTO PRESSO UN’AZIENDA CHE HA SEDE NEL TERRITORIO DI ATS INSUBRIA PRIMA  DELLA CLASSIFICAZIONE ADOTTATA CON ORDINANZA?
Non è prevista alcuna segnalazione e non sono previsti provvedimenti specifici da adottare.
 
 
8.   LAVORATORE CHE INTERVIENE IN ZONA ROSSA PER MOTIVI DI LAVORO, DOPO  LA CLASSIFICAZIONE CON  SPECIFICA ORDINANZA,  PER  INTERVENTI AUTORIZZATI DAL  PREFETTO. COSA  DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO PRIMA  DELL’INTERVENTO IN ZONA  ROSSA  E DOPO?  QUANDO È NECESSARIO INTERVENIRE CON MASCHERINE  E ALTRI DPI?
Prima di effettuare l’intervento autorizzato in zona rossa [Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova Dei Passerini e Vò Euganeo], il datore di lavoro, in collaborazione con RSPP e Medico Competente, analizza attentamente le attività da svolgere in zona rossa individuando quali possono  essere  le eventuali situazioni di “contatto” tra i propri Lavoratori ed il personale residente nelle aree a rischio (valutazione del rischio). Questa analisi consentirà di individuare modalità organizzative atte  a minimizzare  il contatto interumano ravvicinato con le persone  del luogo, di definire le istruzioni operative adeguate  da impartire ai lavoratori stabilendo inoltre la fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale.

9.   QUANDO È  NECESSARIO   L’ACQUISTO  E  MESSA   A DISPOSIZIONE   DI  PROTEZIONI   PER  LE   VIE RESPIRATORIE,  PER  LO  SPECIFICO  PROBLEMA DEL  COVID-19  e  QUALE TIPO  DI  MASCHERINE  E’ EVENTUALMENTE NECESSARIO FORNIRE AI LAVORATORI?
Come indicato nella circolare 0005443-22/02/2020 e aggiornamento 02.03.2020, le mascherine FFP24
o FFP35, sono previste per:
         personale   sanitario  in  contatto   con  un  caso  sospetto  o  confermato  di  COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol).
         personale addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati.
 
Al di fuori di questi  casi, non  è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati all’attività svolta non  lo prevedano già (necessità di protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute).
 
La mascherina del tipo “chirurgico” può invece essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi quali tosse o starnuti per prevenire la diffusione di goccioline di saliva.
 
10. IN  TUTTI I CASI DI PASSAGGIO  DI LAVORATORI, PER MOTIVI  DI LAVORO, IN ZONE CLASSIFICATE ROSSE, A CHI VA INVIATA LA COMUNICAZIONE? CON CHE CONTENUTO?
In caso di solo transito, senza sosta nella zona rossa, non è prevista alcuna comunicazione.
 
11. MENSE  AZIENDALI: ESISTONO  AD OGGI LIMITI/DIVIETI/PRECAUZIONI DA PORRE IN ESSERE?
È utile evitare l’affollamento attraverso un’idonea organizzazione dei turni per accedere alla mensa o una diversa ripartizione/assegnazione degli spazi e applicando in modo puntuale le regole d’igiene elencate dal Ministero della Salute (decalogo) garantendo  in particolar modo un adeguato distanziamento tra le persone.
 
12. SPOGLIATOI AZIENDALI:  ESISTONO  AD OGGI LIMITI/DIVIETI/PRECAUZIONI  DA PORRE IN ESSERE?
Vale quanto già indicato per le mense. Evitare l’affollamento e seguire il decalogo del Ministero della
Salute.
 
13. QUALI SONO  LE ATTIVITA’ AZIENDALI CHE RIENTRANO  NELLE DEFINIZIONI  DI CUI AI PUNTI  c) E d) DELL’ORDINANZA DELLA REGIONE  LOMBARDIA 23-02.2020? IN PARTICOLARE, QUALI TIPI DI RIUNIONI IN LUOGO PRIVATO DEVONO RITENERSI SOSPESE FINO AL 9 MARZO (SALVO PROROGA)?  E PER I CORSI DI FORMAZIONE  AZIENDALI?
L’obiettivo dell’ordinanza che regola le prescrizioni per il contenimento del Coronavirus nelle aree regionali classificate come gialle (ovvero valide su tutto il territorio regionale ad eccezione della zona cosiddetta rossa) è quello di limitare le situazioni di affollamento di più persone  in un unico luogo. L’amministrazione  sulla   base   delle  valutazioni  di   ogni   specifica   situazione  può   dettagliare ulteriormente l’ordinanza in coerenza con l’obiettivo della stessa.
Qualora non sia rinviabile la riunione e nell’impossibilità di operare con modalità a distanza, è possibile svolgere incontri aziendali anche con partecipanti esterni all’azienda e attività di formazione aziendali a patto che vengano osservate scrupolosamente le indicazioni fornite dal decalogo del Ministero della salute garantendo  in particolar modo un adeguato  distanziamento tra le persone  e un adeguato ricambio di aria negli ambienti ove si effettuano  le riunioni.
 
14. QUALI SONO  LE MISURE DI PREVENZIONE CHE È OPPORTUNO  CHE I DATORI DI LAVORO ADOTTINO AL FINE DI FORNIRE UN SOSTEGNO  ALLA SOLUZIONE DI UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA?
         Garantire una  adeguata  informazione, diffondendo le 10 regole indicate dal ministero e fornendo   informazioni   corrette    con   specifico   riferimento   a   fonti   attendibili   ed   in
 
4 FFP2: Protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi dannosi per la salute
5 FFP3: Protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute. Questa classe di protezione filtra le sostanze nocive cancerogene e radioattive e i microrganismi  patogeni come virus, batteri e funghi

collaborazione con il medico competente.
         Garantire un’adeguata pulizia dei locali.
         Favorire la scrupolosa e frequente  pulizia delle mani mettendo a disposizione detergenti e tutto l’occorrente necessario per garantire tale buona pratica.
         Evitare situazioni di affollamento ovvero permanenza  di più persone in spazi chiusi ove non sia possibile garantire una adeguata  distanza tra  le persone  evitando situazioni “faccia a faccia”.
         Garantire una corretta  informazione/formazione in particolare nei riguardi dei lavoratori in trasferta o distacco presso unità produttive con sede in comuni della zona rossa, in Cina o in aree geografiche comunque ritenute “a rischio”.
 
15.  IL DATORE   DI  LAVORO DEVE  NECESSARIAMENTE   AGGIORNARE   LA VALUTAZIONE DEI  RISCHI  IN SEGUITO  ALLA DIFFUSIONE  DEL COVID-19?
Il Datore di Lavoro deve fornire informazioni ai lavoratori, anche mediante redazione di informative (o utilizzando opuscoli a disposizione, come  quello redatto  dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, che indica i 10 comportamenti da adottare per prevenire la diffusione del virus) e adottare precauzioni utili a prevenire l’affollamento e/o situazioni di potenziale contagio. Il documento di valutazione dei rischi dovrà essere aggiornato solo per i rischi specifici connessi alla peculiarità dello svolgimento  dell’attività lavorativa,  ovvero  laddove vi  sia  un  pericolo di  contagio  da  COVID-19 aggiuntivo e differente da quello della popolazione in generale. Diversamente risulta fondamentale adottare le precauzioni già note e diffuse dal ministero della Salute, declinandole alla specificità dei luoghi e delle attività lavorative.
 
16.  QUALE È IL RUOLO DEL MEDICO  COMPETENTE  E COME DEVE ESSERE CONDOTTA  LA SORVEGLIANZA SANITARIA IN MERITO ALLA DIFFUSIONE  DEL COVID-19?
Oltre a rendersi disponibile per informare i lavoratori sull’emergenza epidemiologica da COVID-19 e
sulle precauzioni da adottare, è importante ai fini generali della prevenzione una massima collaborazione tra il Datore di Lavoro ed il Medico Competente, con particolare riguardo ai lavoratori che svolgono o possono svolgere trasferte per motivi di lavoro in territorio Nazionale ed Internazionale, in Paesi o situazioni di volta in volta classificate a rischio dalle autorità competenti.
 
17.  LA NORMALE COLLABORAZIONE E INTERFERENZA TRA LAVORATORI DI IMPRESE DIFFERENTI (AREA CANTIERE E NON)  PUO’  PROSEGUIRE NORMALMENTE, SECONDO   LE SOLITE PRESCRIZIONI  DEL D.LGS.81/08 E SEGUENDO  LE INDICAZIONI E I SUGGERIMENTI  DEL DECALOGO DIFFUSO DAL MINISTERO  DELLA SALUTE, O DEVONO  ESSERCI MISURE di PREVENZIONE PARTICOLARI E AGGIUNTIVE/INTEGRATIVE?
Le attività possono proseguire nel rispetto della normativa vigente e delle indicazioni del Ministero della
Salute. Non sono previste misure aggiuntive.
 
 
18.  SE NEI  PROSSIMI   GIORNI  FOSSERO  PREVISTE LE VISITE  MEDICHE   PERIODICHE   DEL  PERSONALE DIPENDENTE   (SIA  PRESSO  L’AZIENDA CHE PRESSO  LO STUDIO  MEDICO)   È CONSIGLIABILE/POSSIBILE POSTICIPARLE, PREVIO  PARERE DEL M.C.?
La sorveglianza sanitaria può continuare rispettando le indicazioni del decalogo del Ministero della salute e di semplici accortezze per evitare situazioni di affollamento in sala d’attesa. A tale scopo ATS dell’Insubria ha emanato  indicazioni specifiche ai Medici competenti e alle aziende, diffuse attraverso  l’Organismo di Coordinamento ex art. 7 del D.Lgs 81/08.

Modifiche a quanto  contenuto  in queste  FAQ potrebbero intervenire  in conseguenza  dell’evoluzione  della situazione epidemiologica dell’epidemia.

fonte: Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria UU.OO.CC. Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro Sedi territoriali di Como e Varese 

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Valutazione del Rischio Covid-19

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