Calcolo semplificato secondo UNI 10840 · verifica rapida dei requisiti di luce naturale
Il fattore medio di luce diurna (FLDm) è il rapporto, espresso in percentuale, tra l'illuminamento medio all'interno di un ambiente e l'illuminamento esterno su un piano orizzontale libero da ostruzioni in condizioni di cielo coperto.
In Italia la normativa igienico-sanitaria (DM 5/7/1975) richiede per i locali di abitazione un FLDm medio non inferiore al 2 %, oltre a un rapporto aeroilluminante minimo pari a 1/8 tra superficie apribile e superficie di pavimento. Per scuole e ospedali altri decreti fissano limiti compresi in genere tra l’1% e il 3% a seconda del tipo di ambiente.:contentReference[oaicite:2]{index=2}
L'app utilizza il metodo del fattore finestra descritto nella UNI 10840:2000, che fornisce una formula semplificata per il calcolo del FLDm:
ηm = (Af · t · ε · ψ) / [Atot · (1 − rm)]
dove Af è l’area vetrata netta, t la trasmissione luminosa del vetro, ε il fattore finestra legato alla porzione di cielo visibile e alle ostruzioni, ψ il fattore di riduzione per lo spessore della parete / arretramento del serramento, Atot la somma delle superfici interne del locale e rm il coefficiente medio pesato di riflessione interna.:contentReference[oaicite:3]{index=3}
Il risultato ηm è adimensionale; il FLDm è semplicemente ηm × 100.
L'esito “Conforme” o “Non conforme” è determinato confrontando il FLDm calcolato con il limite minimo associato alla destinazione d’uso selezionata (o al valore personalizzato impostato) e verificando il rapporto aeroilluminante rispetto al valore 1/8 quando rilevante per locali residenziali.
I KPI colorati ti danno una valutazione qualitativa (insufficiente, al limite, adeguata, molto buona) mentre il grafico a barre confronta il FLDm calcolato con il limite minimo e con un valore obiettivo tipico di comfort (5 %).
Questo strumento implementa un modello semplificato basato sulla formula del fattore finestra della UNI 10840:2000 e non sostituisce software di calcolo illuminotecnico dedicati né misure in situ. I risultati hanno valore indicativo e devono essere validati da un professionista abilitato, verificando le norme nazionali, regionali e regolamenti edilizi locali applicabili.