Classi di pericolo CLP/GHS
Che cosa sono, a cosa servono e come leggere la tabella con codici internazionali e pittogrammi
Le classi di pericolo sono il linguaggio standard con cui, in Europa (Reg. CLP – CE n. 1272/2008, allineato al sistema GHS), si descrivono i pericoli intrinseci di sostanze e miscele. Ogni classe raggruppa un certo tipo di pericolo (fisico, per la salute, per l’ambiente) e al suo interno contiene categorie di gravità (1, 2, 3… oppure Tipi A–G). In generale, numero più basso o lettera più “alta” = pericolo più severo (es. Flam. Liq. 1 è più severo di Flam. Liq. 3; Self-react. A più severo di Self-react. G).
Da classe e categoria derivano in modo sistematico:
il pittogramma GHS (GHS01…GHS09),
l’avvertenza (“Pericolo”/“Attenzione”),
le frasi di pericolo H e i consigli di prudenza P per etichette e SDS,
i requisiti di stoccaggio, segregazione, DPI e gestione emergenze.
Le tre famiglie principali
Pericoli fisici – infiammabilità, esplosività/reattività, comburenza, gas sotto pressione, piroforicità, autoriscaldamento, reazione con acqua, perossidi organici, corrosione dei metalli.
Pericoli per la salute – tossicità acuta, corrosione/irritazione pelle e occhi, sensibilizzazioni (respiratoria/cutanea), mutagenicità, cancerogenicità, tossicità riproduttiva (anche Lact.), STOT (effetti su organi bersaglio per esposizione singola o ripetuta), aspirazione.
Pericoli per l’ambiente – pericoloso per l’ambiente acquatico (acuto/cronico); in UE anche pericoloso per lo strato di ozono.
Novità regolatorie UE
Con il Reg. (UE) 2023/707 l’UE ha introdotto nuove classi (senza pittogramma dedicato):
ED HH/ENV (interferenti endocrini per salute/ambiente), PBT/vPvB (persistenza + bioaccumulo + tossicità), PMT/vPvM (persistenza + mobilità + tossicità). Queste classi migliorano la gestione dei rischi “a lungo raggio” e guidano politiche di sostituzione e contenimento.
Come leggere i codici internazionali
Il codice è breve e univoco: Expl. 1.1 (esplosivi div. 1.1), Flam. Gas 1A (gas infiammabili cat. 1A), Ox. Liq. 2 (liquidi comburenti cat. 2), Acute Tox. 3, Carc. 1B, STOT RE 1, Asp. Tox. 1, Aquatic Chronic 2, ecc.
Alcune specificità UE: Aerosol 3 (non infiammabile) esiste; Flam. Liq. 4 non è adottata nel CLP; per la sensibilizzazione respiratoria c’è solo Resp. Sens. 1 (1A/1B)
La tabella è pensata per l’uso pratico in DVR, procedure e istruzioni operative. Ogni riga corrisponde a una classe (o gruppo omogeneo di categorie) e contiene:
Denominazione (IT)
Il nome in italiano della classe (es. Liquidi infiammabili, Corrosivi per i metalli, STOT – esposizione singola).Denominazione Internazionale
Il codice CLP/GHS utilizzato in etichette, SDS e banche dati (es. Flam. Liq. 1–3, Met. Corr. 1, Resp. Sens. 1 (1A/1B), Aquatic Chronic 1–4, ED HH 1).Spiegazione operativa (definizione/usi tipici)
Una sintesi tecnica che chiarisce cosa significhi la classe e in quali scenari si incontra (p.es. “vapori/atmosfere infiammabili”, “decomposizione esotermica”, “polmonite chimica da idrocarburi”).Pittogramma
L’icona GHS pertinente (GHS01–GHS09). Quando non esiste un pittogramma dedicato (p.es. Ozone 1 o le nuove classi ED/PBT/PMT), la cella è vuota o “—”.Cosa indica
Il messaggio chiave da comunicare subito agli operatori (es. “Facile innesco vapori”, “Rischio da pressione/jet”, “Asma occupazionale”, “Persistenza/biaccumulo”).Significato (definizione e precauzioni)
Le misure operative essenziali: segregazione e incompatibilità (infiammabili vs. comburenti), ventilazione/captazione, messa a terra, inertizzazione, scelta DPI (APVR/occhi/mani), procedure di emergenza (estinzione idonea, no acqua su reattivi con H₂, docce/lavaocchi), gestione ambientale (bacini, trattamento scarichi, prevenzione sversamenti), oltre alle priorità di sostituzione per cancerogeni, mutageni, reprotossici, ED, PBT/PMT.
Classi di pericolo CLP/GHS (UE) con pittogrammi
È allineata al quadro UE più recente (inclusi Aerosol 3 e nuove classi 2023/707) e segnala le specificità CLP (es. assenza di Flam. Liq. 4).
in UE non è adottata Flam. Liq. 4. Per gli aerosol esiste anche la Categoria 3 (non infiammabile). Per la sensibilizzazione respiratoria è prevista solo Resp. Sens. 1 (1A/1B).
| Denominazione (IT) | Denominazione Internazionale | Spiegazione operativa (definizione/usi tipici) | Pittogramma | Cosa indica | Significato (definizione e precauzioni) |
|---|---|---|---|---|---|
| Esplosivo instabile | Unst. Expl. | Instabile anche senza confinamento; solo impianti dedicati | Rischio di esplosione | Evitare urti/attriti/riscaldamenti; segregazione; personale addestrato. | |
| Esplosivi (Div. 1.1–1.6) | Expl. 1.1–1.6 | 1.1 pericolo di massa → 1.6 estremamente insensibile | Detonazione/deflagrazione | Limiti quantitativi; trasporto ADR; distanze e barriere. | |
| Esplosivi desensibilizzati | Desens. Expl. 1–4 | Esplosivi bagnati/umettati; sensibilità ridotta ma pericolosi | Esplosione attenuata | Mantenere desensibilizzazione; evitare essiccazione/riscaldamento. | |
| Gas infiammabili Cat. 1A/1B/2 | Flam. Gas 1A/1B/2 | Gas che si accendono facilmente; 1A più severa | Facile innesco | Ventilazione; inertizzazione; messa a terra; rilevazione fughe; ATEX. | |
| Gas piroforico | Pyrophoric Gas | Si incendia spontaneamente all’aria | Autoaccensione | Manipolazione in atmosfera inerte; esclusione aria/ossigeno. | |
| Gas chimicamente instabili | Chem. Unst. Gas A/B | Decomposizione/esplosione anche senza ossigeno | Decomposizione esotermica | Controllo T/P; evitare contaminanti/catalizzatori; sfoghi di emergenza. | |
| Aerosol infiammabili | Aerosol 1–2 | Spray infiammabili (propellenti/solventi) | Nebbia/vapori infiammabili | Non esporre al calore; non perforare; ventilazione; no fiamme/spark. | |
| Aerosol non infiammabile | Aerosol 3 | Spray non infiammabili (pericoli di pressione) | — | Contenitore in pressione | Non scaldare/perforare; schermare dal sole; ventilazione magazzino. |
| Gas comburenti | Ox. Gas 1 | Alimentano la combustione (es. O₂) | Intensificazione incendi | Segregare da infiammabili/riducenti; apparecchiature sgrassate. | |
| Gas sotto pressione (tipi) | Press. Gas | Compressi, liquefatti, liquefatti refrigerati, dissolti | Rischio da pressione/jet | Proteggere bombole/valvole; no riscaldamento; DPI termici per criogenici. | |
| Liquidi infiammabili | Flam. Liq. 1–3 | 1–3 in UE; vapori/atmosfere infiammabili | Facile innesco vapori | Impianti chiusi; ventilazione; messa a terra; bacini di contenimento. | |
| Solidi infiammabili | Flam. Sol. 1–2 | Si accendono/propagano facilmente (polveri metalliche) | Incendio rapido | Limitare polveri; inertizzazione; strumenti antiscintilla. | |
| Autoreattive | Self-react. A–G | Instabili termicamente; A–B rischio esplosione, C–G incendio | Decomposizione esotermica | Catena del freddo; evitare urti/impurezze; sfoghi & imballaggi omologati. | |
| Liquidi/solidi piroforici | Pyr. Liq. 1 / Pyr. Sol. 1 | Si incendiano all’aria | Autoaccensione | Lavorare in inertizzazione; estinguenti specifici. | |
| Autoriscaldanti | Self-heat. 1–2 | Si scaldano spontaneamente fino all’innesco (in massa) | Ossidazione superficiale | Evitare grandi masse/accumuli; dissipare calore; monitorare T. | |
| Con acqua sviluppano gas | Water-react. 1–3 | Con l’acqua liberano gas infiammabili (Na, carburi) | Reazione con acqua | Stoccare asciutto/inerti; vietata acqua per estinzione; polveri speciali. | |
| Comburenti (liquidi) | Ox. Liq. 1–3 | Non bruciano ma intensificano incendi | Ossidazione vigorosa | Separare da combustibili; evitare contaminazioni con organici/oli. | |
| Comburenti (solidi) | Ox. Sol. 1–3 | Come sopra in forma solida | Alimenta combustione | Stoccaggio separato; prevenire miscelazioni accidentali. | |
| Perossidi organici | Org. Perox. A–G | Reattivi; A–B anche rischio esplosione | Decomposizione radicalica | Catena del freddo; no metalli/impurezze; protezione dal sole. | |
| Corrosivi per i metalli | Met. Corr. 1 | Corrodono acciai/alluminio; rischio impiantistico | Corrosione materiale | Compatibilità materiali; vasche di contenimento; ispezioni. | |
| Tossicità acuta | Acute Tox. 1–4 | 1–3 molto tossico/tossico; 4 nocivo (orale/cutanea/inal.) | Effetti acuti | Evitare esposizione; primo soccorso/antidoti; DPI e procedure emergenza. | |
| Corrosione/irritazione cutanea | Skin Corr. 1A/1B/1C · Skin Irrit. 2 | Distruzione tessuti (Corr.) o irritazione (Irrit.) | Ustioni/dermatiti | Docce/lavaocchi; guanti/indumenti resistenti; neutralizzazione. | |
| Danni/irritazione oculare | Eye Dam. 1 · Eye Irrit. 2 | Danno irreversibile (Dam.) o irritazione (Irrit.) | Lesioni oculari | Protezione occhi/viso; docce oculari; schermature; no aerosolizzazione. | |
| Sensibilizzazione respiratoria | Resp. Sens. 1 (1A/1B) | Allergia respiratoria; non esiste Cat.2 | Asma occupazionale | Contenimento; aspirazione localizzata; APVR; sorveglianza sanitaria. | |
| Sensibilizzazione cutanea | Skin Sens. 1 (1A/1B) | Allergia da contatto | Dermatite allergica | Guanti idonei; igiene e formazione; sostituzione agenti sensibilizzanti. | |
| Mutagenicità cellule germinali | Muta. 1A/1B, 2 | Mutazioni ereditarie (accertate/sospette) | Rischio genetico | Gerarchia controlli; segregazione; info ai lavoratori; limiti operativi. | |
| Cancerogenicità | Carc. 1A/1B, 2 | Cancerogeno accertato/probabile/sospetto | Rischio tumori | Sostituzione; minimizzare esposizione; monitoraggi; sorveglianza sanitaria. | |
| Tossicità per la riproduzione | Repr. 1A/1B, 2; Lact. | Effetti su fertilità/sviluppo; Lact. via latte | Rischio riproduttivo | Tutele per gravidanza/allattamento; riduzione esposizione; informazione. | |
| STOT – esposizione singola | STOT SE 1, 2, 3 | Danni a organi (SE1–2 ⚕️); SE3 sonnolenza/irritazione vie resp. | Effetti sistemici | Limitare picchi; ventilazione; DPI respiratori/occhi/pelle; emergenze. | |
| STOT – esposizione ripetuta | STOT RE 1, 2 | Danni da esposizioni prolungate | Danni d’organo | Ridurre durata/frequenza; monitoraggi ambientali/biologici; rotazioni. | |
| Pericolo di aspirazione | Asp. Tox. 1 | Polmonite chimica (idrocarburi) | Ingresso nei polmoni | Evitare sifonamento; non indurre vomito; PS immediato. | |
| Ambiente acquatico – acuta | Aquatic Acute 1 | Molto tossico immediato per biota | Tossicità acuta ecosistemi | Prevenire sversamenti; bacini; piani emergenza ambientale; smaltimento. | |
| Ambiente acquatico – cronica | Aquatic Chronic 1–4 | Tossicità a lungo termine (1–2 con pitt.; 3–4 spesso senza) | Persistenza/biaccumulo | Evitare scarichi; monitoraggi; sostituzione sostanze molto persistenti. | |
| Pericoloso per lo strato di ozono (UE) | Ozone 1 | Sostanze che danneggiano l’ozono stratosferico | — | Danno all’ozono | Prevenire emissioni/fughe; recupero; alternative a basso ODP. |
| Denominazione (IT) | Denominazione Internazionale | Spiegazione | Pittogramma | Cosa indica | Significato (definizione e precauzioni) |
|---|---|---|---|---|---|
| Interferenti endocrini – salute | ED HH 1, ED HH 2 | Evidenza/probabile evidenza di effetti endocrini nell’uomo | — | Pericoli endocrini umani | Sostituzione; minimizzare esposizione; informazione; gestione rifiuti/scarichi. |
| Interferenti endocrini – ambiente | ED ENV 1, ED ENV 2 | Evidenza/probabile evidenza di effetti endocrini sugli ecosistemi | — | Rischi ecosistemici | Prevenire rilascio; contenimento; trattamento acque; monitoraggi; alternative. |
| Persistenti, bioaccumulabili e tossici | PBT | Persistenza + Bioaccumulo + Tossicità | — | Impatto a lungo termine | Ridurre/eliminare uso; controlli lungo ciclo vita; tracciabilità; phase-out. |
| Molto persistenti e molto bioaccumulabili | vPvB | Estremi casi P+B | — | Alto impatto | Misure stringenti; prevenzione rilasci; priorità a sostituzione. |
| Persistenti, mobili e tossici | PMT | Migrazione nelle acque, difficile rimozione | — | Contaminazione diffusa | Processi chiusi; trattamento scarichi avanzato; monitoraggi falda. |
| Molto persistenti e molto mobili | vPvM | Estremi casi P+M | — | Elevata mobilità | Prevenire dispersione; restrizioni d’uso; piani d’emergenza specifici. |
RISORSE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
