Check List rischio elettrico nei cantieri edili
Il rischio elettrico nei cantieri edili: analisi, scenari e misure di prevenzione

L’energia elettrica è alla base della quasi totalità delle attività lavorative moderne e i cantieri edili non fanno eccezione. Betoniere, gru, piattaforme di lavoro elevabili, pompe per calcestruzzo, utensili portatili, impianti di cantiere: tutto ha bisogno di alimentazione elettrica.
A questo si somma la presenza, spesso sottovalutata, di infrastrutture elettriche già esistenti – linee aeree e interrate di diversa tensione, impianti di illuminazione pubblica, linee di trazione per trasporti pubblici – che attraversano o lambiscono l’area di cantiere. Proprio questa combinazione tra impianti esistenti e attrezzature metalliche mobili rende il rischio elettrico nei cantieri un problema concreto e tutt’altro che teorico.
2. Il fenomeno infortunistico: numeri che preoccupano
I dati INAIL mostrano che il rischio elettrico nel settore delle costruzioni non è episodico:
1172 infortuni per cause di natura elettrica nel triennio 2019–2023, secondo la banca dati statistica INAIL.
186 infortuni mortali e gravi per cause elettriche nel settore costruzioni nel periodo 2002–2022, rilevati dal sistema di sorveglianza Infor.Mo.
Tra gli infortuni mortali, la maggior parte è legata al contatto elettrico diretto, e in particolare al contatto con linee elettriche aeree durante l’impiego o la movimentazione di:
betoniere, autobetonpompe e pompe per calcestruzzo;
PLE (piattaforme di lavoro elevabili);
gru e altri apparecchi mobili di sollevamento;
ponti su ruote (trabattelli) e scale metalliche;
cassoni ribaltabili, benne, tubi di aspirazione e utensili metallici con parti conduttrici.
Dall’analisi degli eventi emerge un denominatore comune: mancata consapevolezza del rischio e carenza di informazione/formazione specifica. Gli operatori spesso sottovalutano la pericolosità della vicinanza alle linee in tensione e non applicano correttamente le misure previste dall’art. 117 del d.lgs. 81/2008 per i lavori in prossimità di linee elettriche.
3. Comprendere le infrastrutture elettriche presenti sul territorio
Per prevenire il rischio è essenziale sapere riconoscere le diverse reti elettriche e le loro caratteristiche. Il sistema elettrico nazionale è composto da:
centrali di produzione;
reti di trasmissione in alta e altissima tensione, che trasportano l’energia su lunghe distanze;
reti di distribuzione in media e bassa tensione, che portano l’energia alle città, alle imprese e alle abitazioni.
Nel documento sono descritte in particolare:
3.1 Reti di Bassa Tensione (BT)
Tensioni tipiche: 230/400 V.
Estensione complessiva superiore a 800.000 km sul territorio nazionale.
Possono essere aeree (su pali, in genere tra 6 e 12 m di altezza) oppure interrate.
Nelle configurazioni aeree è sempre più raro trovare conduttori nudi; si usano soprattutto cavi isolati.
Nelle aree urbane prevale la posa interrata, a profondità generalmente > 80 cm, con idonee protezioni meccaniche.
3.2 Reti di Media Tensione (MT)
Tensioni tipiche: 3–20 kV.
Estensione: oltre 360.000 km.
Installazioni sia aeree (su pali o tralicci, in genere tra 6 e 20 m di altezza) sia interrate.
Le linee aeree possono avere conduttori nudi su isolatori o cavi isolati.
In ambito urbano prevale la posa interrata; in zone rurali e montane le linee aeree sono ancora molto diffuse.
3.3 Reti di Alta e Altissima Tensione (AT e AAT)
Tensioni tipiche: 132 kV–380 kV.
Costituite da linee aeree su tralicci in conduttori nudi, spesso visibili in aree rurali, lungo ferrovie e alle periferie.
In ambito urbano si ricorre prevalentemente a cavi interrati, ben segnalati e protetti.
Accanto alle reti dei distributori occorre considerare anche altre infrastrutture in tensione:
impianti di produzione (es. fotovoltaico, eolico, cogenerazione);
impianti di illuminazione pubblica;
linee di trazione elettrica (treni, tram, filobus);
impianti privati di edifici, complessi produttivi, strutture pubbliche.
4. Specificità del rischio elettrico in cantiere
Il rischio elettrico nei cantieri edili è spesso un rischio per interferenza: le attività di costruzione o ristrutturazione si svolgono in contesti già infrastrutturati, dove le linee elettriche sono presenti prima dell’apertura del cantiere.
Le attrezzature tipiche di cantiere – gru, PLE, bracci delle autobetonpompe, escavatori, cassoni ribaltabili, trabattelli e scale metalliche – sono costituite in gran parte da strutture metalliche conduttive. Un loro avvicinamento eccessivo o il contatto con le parti in tensione può determinare:
elettrocuzione diretta (passaggio di corrente attraverso il corpo);
innesco di arco elettrico, con possibili ustioni, proiezione di materiale fuso, effetti termici e meccanici;
rischio per il manovratore sul mezzo e per eventuali lavoratori a terra in contatto con la macchina o in prossimità.
5. Pianificazione del lavoro in sicurezza
Una parte fondamentale del documento è dedicata alla pianificazione preventiva delle attività. Prima di iniziare i lavori è indispensabile:
Esaminare attentamente l’area di cantiere
Rilevare la presenza di linee aeree o infrastrutture elettriche visibili.
Verificare, tramite documentazione o contatti con il distributore/proprietario del terreno, l’eventuale presenza di cavi interrati prima delle attività di scavo.
Considerare sempre in tensione le linee elettriche
Salvo informazioni ufficiali di messa fuori servizio, ogni linea va considerata energizzata.Valutare i movimenti delle attrezzature di lavoro
Non solo l’ingombro statico, ma anche le traiettorie del braccio, le rotazioni della torre, i ribaltamenti dei cassoni.
Tenere conto di oscillazioni del carico, sbandieramenti e possibili errori di manovra.
Gestire in sicurezza i gruppi elettrogeni
Garantire la separazione fisica dalla rete del distributore.
Verificare la corretta protezione dell’impianto di cantiere (sovraccarico, cortocircuito, differenziale).
Organizzare gli scavi in sicurezza
Per profondità > 50 cm, è necessario informarsi presso il distributore di energia e il proprietario del terreno sulla presenza di cavi interrati.
Contattare l’ente distributore
Quando non è possibile mantenere le distanze di sicurezza, occorre richiedere la disalimentazione temporanea della linea.
È importante anche per la segnalazione di guasti o situazioni di pericolo.
Garantire informazione, formazione e addestramento
Il personale deve conoscere le distanze di sicurezza, il significato di conduttore nudo/isolato, le procedure da adottare in prossimità di linee elettriche.
6. Distanze di sicurezza: riferimenti normativi essenziali
Il documento richiama in modo puntuale le distanze minime dalle linee elettriche non protette, riportate nella tabella 1 dell’allegato IX del d.lgs. 81/2008.
Per le linee non protette (conduttori nudi), la distanza minima da mantenere durante l’attività è:
fino a 1.000 V: 3 m;
oltre 1.000 V e fino a 30.000 V: 3,5 m;
oltre 30.000 V e fino a 132.000 V: 5 m;
oltre 132.000 V: 7 m.
Questi valori rappresentano un limite inderogabile in assenza di specifiche misure organizzative e procedurali che garantiscano un livello di sicurezza equivalente o superiore (es. disalimentazione, schermatura, procedure di lavoro controllate).
Inoltre, il documento riporta le altezze minime delle linee aeree in conduttori nudi, tratte dalla normativa tecnica (DM 21.03.1988 e norme CEI 50341). A titolo esemplificativo:
linee BT (400 V): ≥ 5 m dal suolo o acque non navigabili;
linee MT (15–20 kV): ≥ 6 m;
linee AT 132 kV: ≥ 6,3 m;
linee AAT 380 kV: ≥ 7,8 m.
Questi valori consentono, già in fase di sopralluogo, di stimare il livello di rischio e di valutare se i movimenti delle attrezzature potrebbero intercettare il volume di ingombro delle linee.
7. Contatto e distanza: le due parole chiave della prevenzione
L’intera pubblicazione ruota attorno a due concetti fondamentali: contatto e distanza.
Il contatto con una parte in tensione non deve mai avvenire. Ciò vale per persone, attrezzature, materiali, utensili.
La distanza di sicurezza è la misura preventiva principale: va definita e rispettata in funzione della tensione della linea e del tipo di conduttore (nudo o isolato).
Per questo è necessario:
delimitare aree di rispetto sotto le linee aeree;
prevedere limitatori di movimento per gru, PLE e attrezzature con bracci articolati;
evitare l’uso di scale e trabattelli metallici sotto o in prossimità delle linee;
coordinare le manovre con un uomo a terra che controlli l’ingombro rispetto alle linee;
evitare lavori in quota quando gli spostamenti comportano il passaggio vicino a conduttori in tensione.
8. Cosa fare in caso di infortunio elettrico
Una sezione specifica del documento è dedicata alla gestione dell’emergenza in caso di infortunio per contatto elettrico. I principi di base possono essere riassunti così:
Autoprotezione
Non toccare l’infortunato se è ancora in contatto con la parte in tensione.
Non utilizzare acqua o materiali conduttivi per spegnere eventuali fiamme finché non è certa l’interruzione dell’energia.
Allarme immediato
Contattare il Numero Unico Emergenze 112 (o il 118 dove previsto), possibilmente in vivavoce, fornendo luogo, dinamica, numero di persone coinvolte.
Valutazione delle condizioni dell’infortunato (solo se in sicurezza)
Verificare stato di coscienza.
Se cosciente: non spostare il soggetto, monitorarlo e attendere i soccorsi.
Se incosciente: valutare respiro e circolo e, se si è in grado, effettuare il massaggio cardiaco esterno su indicazione dell’operatore di centrale.
Gestione delle ustioni
Raffreddare con acqua fredda abbondante, evitando ghiaccio o sostanze irritanti.
L’operatore deve mantenere la calma, proteggersi, seguire le istruzioni dell’operatore di centrale e non spostare o toccare l’infortunato se sospetta traumi o se la scena non è sicura.
9. Ruolo di datori di lavoro, coordinatori e imprese
Dal documento emerge chiaramente che la prevenzione del rischio elettrico non è solo una questione tecnica ma organizzativa:
Il datore di lavoro deve valutare nel DVR il rischio derivante dalla presenza di linee elettriche e dalle attrezzature utilizzate, prevedere misure tecniche, organizzative e procedurali, oltre a formazione e addestramento specifici.
I coordinatori per la sicurezza (CSP/CSE) devono integrare nelle fasi di progettazione e gestione del cantiere l’analisi delle infrastrutture elettriche esistenti, inserendo nel PSC prescrizioni puntuali su distanze, procedure, eventuali richieste di disalimentazione.
Le imprese esecutrici e i preposti devono tradurre queste indicazioni in istruzioni operative concrete, verificare il rispetto delle distanze, vigilare sull’uso corretto delle attrezzature e segnalare al committente o al CSE situazioni di pericolo.
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