Notiziario online sicurezza sul lavoro

  • DECRETO LEGISLATIVO 25 NOVEMBRE 2022, N. 203

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    Disposizioni Integrative E Correttive Al Decreto Legislativo 31 Luglio 2020, N. 101, Di Attuazione Della Direttiva 2013/59/Euratom, Che Stabilisce Norme Fondamentali Di Sicurezza Relative Alla Protezione Contro I Pericoli Derivanti Dall'esposizione Alle Radiazioni Ionizzanti   Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, di attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. (22G00207) (GU Serie Generale n.2 del 03-01-2023) CONTENUTO DELLE MODIFICHE  Capo I Modifiche ai titoli II e III del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativi alle definizioni e alle autorita' competentiCapo II Modifiche al titolo IV del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo alle sorgenti naturali di radiazioni ionizzantiCapo III Modifiche al titolo VI del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo al regime giuridico per importazione, produzione, commercio, trasporto e detenzione di materiale radioattivoCapo IV Modifiche al titolo VII del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo al regime autorizzatorio e alle disposizioni per i rifiuti radioattiviCapo V Modifiche al titolo X del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo alla sicurezza degli impianti nucleari e degli impianti di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattiviCapo VI Modifiche al titolo XI del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo all'esposizione dei lavoratoriCapo VII Modifiche al titolo XII del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo all'esposizione della popolazioneCapo VIII Modifiche al titolo XIII del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo alle esposizioni medicheCapo IX Modifiche al titolo XV del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo a particolari situazioni di esposizione esistenteCapo X Modifiche al titolo XVI del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo all'apparato sanzionatorioCapo XI Modifiche al titolo XVII del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo a disposizioni transitorie e finaliCapo XII Modifiche agli allegati del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101Capo XIII Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientaleCapo XIV Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59, relativo alla disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e semplificazioniCapo XV Disposizioni finali Entrata in vigore del provvedimento: 18/01/2023 SCARICA IL DECRETO Fonte:Gazzetta ufficiale

  • Esposizione A Radiazioni Ionizzanti Negli Ambienti Di Lavoro

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    Questa Sezione Intende Fornire Alcuni Strumenti Finalizzati A Una Maggiore Conoscenza Del Rischio Da Esposizione A Radiazioni Ionizzanti Negli Ambienti Di Lavoro L'impiego delle radiazioni ionizzanti è sempre più diffuso, benché, a seguito dei ben noti gravi incidenti che hanno coinvolto centrali nucleari, nella percezione comune si sia sviluppata l'idea che queste siano ormai poco o per nulla utilizzate.Le radiazioni ionizzanti sono onde elettromagnetiche o particelle sub-atomiche che, irradiando la materia, determinano la creazione di particelle cariche. Nel caso dell'esposizione di esseri umani a radiazioni ionizzanti, le particelle cariche formatesi possono determinare, in funzione dell'entità dell'esposizione e delle modalità con cui questa avviene, danni per la salute molto gravi.L'uomo è da sempre esposto a radiazioni ionizzanti di origine naturale (raggi cosmici, prodotti di decadimento dei cosiddetti nuclidi primordiali, ecc.); a partire dalla fine del diciannovesimo secolo le radiazioni ionizzanti sono state deliberatamente utilizzate per scopi medici e industriali, e ciò ha comportato la possibilità di un'accresciuta esposizione da parte dei lavoratori che le utilizzano e della popolazione in generale. Ciò nonostante, il corretto impiego delle radiazioni ionizzanti, effettuato nel rispetto delle norme vigenti e in base alle attuali possibilità tecniche, fornisce vantaggi assai superiori rispetto agli eventuali danni sanitari che potrebbe determinare. DECRETO LEGISLATIVO 31 Luglio 2020, N. 101   Pubblicato in GU il Dlgs 31 luglio 2020 n° 101, che recepisce la Direttiva 2013/59/Euratom e riordina la normativa relativa alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Entrerà in vigore dal 27 agosto, abroga, tra gli altri, il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 e contiene alcune novità importanti. DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. (20G00121) (GU Serie Generale n.201 del 12-08-2020 - Suppl. Ordinario n. 29)Entrata in vigore del provvedimento: 27/08/2020 l presente decreto stabilisce norme di  sicurezza  al  fine  di proteggere  le  persone  dai  pericoli  derivanti  dalle  radiazioni ionizzanti, e disciplina:     a) la protezione sanitaria delle  persone  soggette  a  qualsiasi tipo di esposizione alle radiazioni ionizzanti;     b) il mantenimento e la  promozione  del  continuo  miglioramento della sicurezza nucleare degli impianti nucleari civili;     c) la gestione responsabile e sicura  del  combustibile  nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi;     d) la sorveglianza e il controllo  delle  spedizioni  di  rifiuti radioattivi e di combustibile esaurito e materie radioattive.   2. Le disposizioni del presente decreto fissano  i  requisiti  e  i regimi di controllo relativi alle diverse situazioni di esposizione.   3.  Il  sistema  di  radioprotezione  si  basa  sui   principi   di giustificazione, ottimizzazione e limitazione delle dosi.   4. In attuazione dei principi di cui al comma 3:     a) gli atti  giuridici  che  consentono  lo  svolgimento  di  una pratica garantiscono che il beneficio per i singoli individui  o  per la collettivita' sia prevalente rispetto al detrimento sanitario  che essa potrebbe causare. Le determinazioni che introducono o modificano una via di esposizione e  le  determinazioni  per  le  situazioni  di esposizione esistenti e di emergenza devono apportare  piu'  benefici che svantaggi;     b)  la  radioprotezione  di  individui  soggetti  a   esposizione professionale e del pubblico e' ottimizzata allo scopo  di  mantenere al  minimo  ragionevolmente  ottenibile  le  dosi   individuali,   la probabilita' dell'esposizione  e  il  numero  di  individui  esposti, tenendo conto dello stato delle conoscenze  tecniche  e  dei  fattori economici e sociali. L'ottimizzazione della protezione  di  individui soggetti a esposizione medica e' riferita all'entita'  delle  singole dosi, compatibilmente con il  fine  medico  dell'esposizione.  Questo principio si applica non solo in termini di  dose  efficace  ma,  ove appropriato, anche  in  termini  di  dose  equivalente,  come  misura precauzionale  destinata  a  mantenere  le  incertezze  relative   al detrimento sanitario  al  di  sotto  della  soglia  per  le  reazioni tissutali;     c) nelle situazioni di esposizione pianificata,  la  somma  delle dosi cui e' esposto un individuo non puo' superare i  limiti  fissati per  l'esposizione  professionale  o  del  pubblico.  Le  esposizioni mediche non sono soggette a limitazioni delle dosi.  Di seguito alcune delle novità di maggior rilievo. TITOLO XI PROTEZIONE DEI LAVORATORI    L’articolo 109 (Obblighi dei datori di lavoro, dirigenti e preposti) dettaglia il contenuto della relazione (già oggi prevista), redatta dall’esperto di radioprotezione e dettaglia le informazioni che a tal fine il datore di lavoro deve rendere all’Esperto in Radioprotezione.Il comma 4, stabilisce, in conformità con la disciplina generale di tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che la relazione redatta dall'Esperto in Radioprotezione costituisce il documento di cui all'articolo 28, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per gli aspetti relativi ai rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti ed è munita di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e dal medico autorizzato.  VALORI LIMITE LAVORATORI ESPOSTI (art. 146)Una importante novità introdotta dal Decreto è rappresentata  dalla riduzione consistente dei valori limite di esposizione per i lavoratori classificati esposti a radiazioni ionizzanti. In particolare risulta ridotto di più di sette volte il limite di dose equivalente al cristallino. Il limite fissato dal D.lgvo230/95 di 150 millisievert /anno  è stato ridotto a 20 millisievert/anno. SORVEGLIANZA SANITARIAL’articolo 134 “Sorveglianza sanitaria”, introduce novità rispetto al corrispondente articolo del D.lgvo 230/95 e smi nella parte in cui prevede che la sorveglianza di tutti i lavoratori esposti è affidata al medico autorizzato e non più suddivisa tra il medico competente per i lavoratori esposti di categoria B e il medico autorizzato per i lavoratori esposti di categoria A. Infatti, al comma 1, viene stabilito l’obbligo del datore di lavoro di provvedere ad assicurare mediante uno o più medici autorizzati la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e degli apprendisti e studenti in conformità alle norme del presente Titolo. Tale sorveglianza è basata sui principi che disciplinano la medicina del lavoro. Al comma 2, viene introdotto un periodo transitorio per consentire ai medici competenti di adeguarsi alla nuova previsione. Infatti, si prevede che i medici competenti di cui all’art. 25 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 che alla data di entrata in vigore della presente disposizione già svolgono l’attività di sorveglianza sanitaria sui lavoratori classificati esposti di categoria B possono continuare a svolgere tale attività anche senza l’abilitazione di cui all’articolo 138 per il termine di24 mesi. ESPOSIZIONE ALLE SORGENTI NATURALI DI RADIAZIONI IONIZZANTIIl decreto legislativo 101/2020 di recepimento della direttiva 59/2013/Euratom introduce nel sistema regolatorio di radioprotezione moltissime novità per quanto concerne la protezione dall’esposizione dalle sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, approfondendo il quadro regolatorio che era stato introdotto con il decreto legislativo 241/2000.La protezione delle radiazioni ionizzanti da sorgenti naturali è oggetto del Titolo IV e affronta vari aspetti radioprotezionistici:-     Protezione dall’esposizione al radon negli ambienti di vita: questa per l’Italia è unaimportante NOVITA’  (nel D.Lgs 230/95 e smi tale argomento era esplicitamente dichiarato fuori dal campo di applicazione)-     Protezione dall’esposizione  al radon negli ambienti di lavoro: sono contenute importantimodifiche rispetto al quadro normativo precedente.-     Protezione  dei  lavoratori  e  dei  degli  individui  della  popolazione  dall’esposizione  ai radionuclidi naturali presenti nelle materie e nei residui di “industrie NORM” (acronimo di Naturally Occurring Radioactive Material: indentifica quei materiali abitualmente non considerati radioattivi ma che possono contenere elevate concentrazioni di radionuclidi naturali per cui sono considerati di interesse dal punto di vista della protezione dei lavoratori e del pubblico).-     Protezione dalle radiazioni gamma emesse da nuclidi contenuti nei materiali da costruzione-     Protezione del personale navigante dall’esposizione alla radiazione cosmica, ecc. Andiamo nel dettaglio, focalizzandoci sugli elementi principali: prima di tutto, in accordo con quanto raccomandato dall’ICRP 103, per le situazioni di esposizione esistenti (come la protezione dal radon negli ambienti di vita e di lavoro e la protezione dell’esposizione gamma dovuta aimateriali da costruzione) lo strumento operativo per la radioprotezione è il “livello di riferimento”al posto del “livello di azione”. Il “livello di riferimento” è definito come un valore di dose o di concentrazione di attività in aria (nel caso del radon) da intendere non come “soglia”, ma come un valore al di sopra del quale non è opportuno che si verifichi l’esposizione (attenzione: non è un limite!), quindi è prioritario adottare interventi protettivi. Tuttavia tali interventi si richiedeche siano apportati anche al di sotto di tale livello, in osservanza del principio di ottimizzazione.PROTEZIONE DAL RADON NEI LUOGHI DI LAVOROPer quanto riguarda la protezione dal radon negli ambienti di vita e di lavoro, inquadrate come situazioni di esposizione esistenti, è fissato lo stesso livello di riferimento (pari ad una concentrazione media annua di 300 Bq/m3): questo certamente faciliterà l'attuazione della norma, delineando un quadro radioprotezionistico più omogeneo.Inoltre, per le abitazioni, come si vede dalla tabella 1, a quelle costruite dopo il 31/12/2024 si applicherà un livello di riferimento inferiore, pari a 200 Bq/m3.Le norme relative alla protezione dal radon nei luoghi di lavoro si applicano alle attività lavorative svolte in ambienti sotterranei, negli stabilimenti termali, nei luoghi di lavoro seminterrati e al piano terra se ubicati in aree prioritarie (opportunamente definite nell’art.11), oppure se svolte in “specifici luoghi di lavoro” da individuare nell’ambito di quanto previsto dal Piano di Azionale Nazionale Radon.Nei luoghi di lavoro sopra citati è richiesta la misurazione della concentrazione di radon in aria media annua e nel caso superi il livello di riferimento, si richiede l’adozione di “misure correttive” volte a ridurre i livelli medi di radon indoor. Un’altra novità, al riguardo è l’istituzione della figura dell’ “esperto in interventi di risanamento radon”, un professionista che abbia il titolo di ingegnere o architetto o geometra e formazione specifica sull’argomento attestata mediante la frequentazione di corsi di formazione o aggiornamento universitari dedicati, della durata di 60 ore, su progettazione, attuazione, gestione e controllo degli interventi correttivi per la riduzione della concentrazione del Radon negli ambienti.Nei casi in cui le misure correttive non siano sufficientemente efficaci da ridurre la concentrazione media annua di radon indoor sotto 300 Bq/m3, si prevede una valutazione dell’esposizione o della dose efficace dei lavoratori e qualora risulti superiore al valore di 6 mSv/anno (o il corrispondentevalore di esposizione al radon), tale situazione è da intendersi come una situazione di esposizione pianificata. Ovviamente tali adempimenti, sinteticamente descritti, vanno inquadrati nell’ambito degli obblighi previsti dal D.Lgs 81/08 e smi, quindi ad esempio le relazioni delle misurazioni di radon vanno a corredo del documento di valutazione dei rischi.E’ da notare che anche il fattore convenzionale di conversione utile alla stima della dose efficace da radon è stato aggiornato, alla luce della raccomandazione ICRP137.L’adozione di un Piano d’Azione Nazionale Radon è un’altra innovazione importante perché aiuterà a definire:-     specifiche attività lavorative per le quali il rischio di esposizione al lavoro deve essereoggetto di attenzione-     strumenti metodologici necessari all’assolvimento degli obblighi previsti dalla legge,-     strumenti tecnici operativi (linee guida e procedure),-     strategie e criteri attraverso i quali le regioni potranno individuare le aree prioritarie, tenuto conto che un primo criterio di identificazione è già presente nel decreto. Il decreto infatti indica che le Regioni e le provincie autonome, laddove sono disponibili dati di concentrazione del radon (o normalizzati) al piano terra, definiscono “aree prioritarie” quelle in cui in almeno il 15% degli edifici si supera il valore di riferimento;-     misure per rendere le politiche sul radon compatibili e coerenti con quelle sul risparmio energetico o sulla Indoor Air Quality (IAQ) e con le politiche sul fumo di tabacco.  La valutazione del Radon: tempistiche, interventi, cadenza  La prima valutazione della concentrazione media annua di attività del Radon deve essere effettuata entro 24 mesi dall’inizio dell’attività o dalla definizione delle aree a rischio o dalla identificazione delle specifiche tipologie nel Piano nazionale.Il documento che viene redatto a seguito della valutazione è parte integrante del Documento diValutazione del Rischio (articolo 17 del D.lgs. del 9 aprile 2008, n. 81).  Cadenza delle misure:•   Ogni volta che vengono fatti degli interventi strutturali a livello di attacco a terra, o di isolamento termico•   Ogni 8 anni, se il valore di concentrazione è inferiore a 300 Bq m-3  Se viene superato il livello di riferimento di 300 Bq m-3, entro due anni vengono adottate misure correttive per abbassare il livello sotto il valore di riferimento. L’efficacia delle misure viene valutata tramite una nuova valutazione della concentrazione. In particolare:•   A seguito di esito positivo (minore di 300 Bq m-3) le misurazioni vengono ripetute ogni 4 anni.•   Se la concentrazione risultasse ancora superiore è necessario effettuare la valutazione delle dosi efficaci annue, tramite esperto di radioprotezione che rilascia apposita relazione (il livello di riferimento questo caso è 6 mSv annui).  Chi effettua le misure (art. 155)Le misurazioni della concentrazione media annua di attività di radon in aria sono effettuati da servizi di dosimetria riconosciuti.La determinazione della dose o dei ratei di dose, e delle altre grandezze tramite le quali possono essere valutati le dosi e i ratei di dose nonché delle attività e concentrazioni di attività, volumetriche o superficiali, di radionuclidi deve essere effettuata con mezzi di misura, adeguati ai diversi tipi e qualità di radiazione, che siano muniti di certificati di taratura secondo la normativa vigente.I soggetti che svolgono attività di servizio di dosimetria individuale e quelli di cui agli articoli 17, comma 6, 19, comma 4, e 22, comma 6, devono essere riconosciuti idonei nell'ambito delle norme di buona tecnica da istituti previamente abilitati; nel procedimento di riconoscimento si tiene conto dei tipi di apparecchi di misura e delle metodiche impiegate. Con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, dell'interno e della salute, sentiti l'ISIN, l'Istituto di metrologia primaria delle radiazioni ionizzanti e l'INAIL sono disciplinate le modalità per l'abilitazione dei predetti istituti, tenendo anche conto delle decisioni, delle raccomandazioni e degli orientamenti tecnici forniti dalla Commissione europea o da organismi internazionali.Sono considerati istituti abilitati l'ISIN e l'INAIL.I servizi di dosimetria devono possedere requisiti minimi previsti dall'art. 22 .I contenuti della relazione tecnica e le modalità di effettuazione delle misure sono  dettagliati nell'Allegato II PROTEZIONE DALL’ESPOSIZIONE GAMMA DOVUTA AI MATERIALI CONTENENTI RADIOISOTOPI DI ORIGINE NATURALE (NORM)  Il Capo II del Titolo IV disciplina le “Pratiche che comportano l'impiego di materiali contenenti radionuclidi di origine naturale”, le cosiddette “industrie NORM. Nell’ambito del Titolo IV questa è forse tra le parti che hanno subito il cambiamento più importante rispetto alla normativa precedente. Innanzitutto, queste sono già classificate come “pratiche”, mentre prima erano “attività lavorative” che entravano nel sistema di radioprotezione solo se sussistevano determinate condizioni (superamento del livello di azione).In altri termini le attività che ricadono nell'ambito di applicazione della norma hanno l'obbligo - entro dodici mesi dall'entrata in vigore del decreto (entro il 27 agosto 2021)  o dall'inizio della pratica, di provvedere alle misurazioni delle concentrazioni di attività dei materiali presenti nel ciclo produttivo e nei residui di lavorazione, avvalendosi di organismi riconosciuti. Nel caso in cui i risultati delle misurazioni siano superiori ai livelli di esenzione è necessaria la nomina di un Esperto in Radioprotezione che procederà all'attuazione degli adempimenti  di radioprotezione prescritte per la tutela dei lavoratori (art. 22).L'articolo 22 prevede esplicitamente che la relazione tecnica contenente gli esiti delle valutazioni effettuate dall'Esperto in Radioprotezione siano parte integrante della valutazione dei rischi  ai sensi del D.lgvo 81/08.I settori industriali ai quali si applicano le nuove norme sono più numerosi rispetto al passato; ad esempio, i cementifici, la geotermia, gli impianti per la filtrazione delle acque di falda ecc. sono settori prima non coinvolti dalla normativa di radioprotezione. Nell’ambito dei settori industriali di cui all'allegato II (vedi Tabella II-1) , si considerano le attività che comportano:  a) l'uso o lo stoccaggio di materiali che contengono radionuclidi di origine naturale;b) la produzione di residui o di effluenti che contengono radionuclidi di origine naturale. VAI AL DECRETO PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE SCARICA IL DECRETO IN FORMATO WORD (SENZA ALLEGATO) SCARICA L'ALLEGATO AL DECRETO SCARICA L'APPROFONDIMENTO PAF IN MERITO AL DECRETO SCARICA LA TABELLA DEI SETTORI INDUSTRIALI "NORM" SCARICA LA TABELLA "Livelli di riferimento concentrazione media annua Radon"

  • CIRCOLARE MLPS N. 21 DEL 16 NOVEMBRE 2022

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    Chiarimenti Sull’esame Di Abilitazione Per L'iscrizione Nell'elenco Degli Esperti Di Radioprotezione   Oggetto: Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, sentiti il Ministro dell’università e la ricerca, l’ISIN, l’ISS e l’INAIL 9 agosto 2022, di attuazione dell’articolo 129, comma 4 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101.A partire dal 1° gennaio 2023 entrerà in vigore il decreto interministeriale 9 agosto 2022, di attuazione dell’articolo 129, comma 4, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, che disciplina i requisiti di iscrizione all’elenco degli esperti di radioprotezione, nonché le modalità di formazione e svolgimento del relativo esame e dell’aggiornamento professionale.Le disposizioni del citato decreto interministeriale andranno a sostituire, per quanto ivi previsto, le disposizioni dell’Allegato XXI al decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, che attualmente disciplina, tra l’altro, la materia dell’esame di abilitazione per gli esperti di radioprotezione.In proposito, con l’obiettivo di favorire la corretta applicazione delle nuove norme, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo di questo Ministero in data 11 novembre 2022, si forniscono le seguenti indicazioni relative al citato decreto interministeriale, nonché alcune precisazioni inerenti alle sessioni d’esame da tenersi nell’anno 2023 (con termine di presentazione delle domande entro il 31 dicembre 2022), anche in considerazione delle richieste di chiarimento finora pervenute.Esame di abilitazione per l'iscrizione negli elenchi degli esperti di radioprotezione.I candidati che presenteranno domanda di ammissione all’esame per l’iscrizione nell’elenco degli esperti di radioprotezione, entro il 31 dicembre 2022, dovranno possedere i titoli di studio e professionali previsti della normativa attualmente in vigore, in relazione al grado di abilitazione richiesto (punto 9 dell’Allegato XXI al decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101).L’esame, che i suddetti candidati sosterranno nell’anno 2023, verterà sugli argomenti indicati negli articoli 9, 10, 11 e 12 del decreto interministeriale 9 agosto 2022 per il grado di abilitazione richiesto nella domanda di ammissione all’esame.Si ritiene utile segnalare le novità introdotte dal citato decreto interministeriale 9 agosto 2022 rispetto alle previgenti disposizioni.In particolare, per il II grado il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza, oltre che degli argomenti indicati all’articolo 9, anche in materia di:v) caratterizzazione radiologica dei materiali;z) bonifica e rilascio condizionato e incondizionato.Per il III grado sanitario il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza, oltre che degli argomenti indicati all’articolo 9 e 10, anche in materia di:c) caratterizzazione radiologica dei materiali per gli aspetti di competenza;d) bonifica e rilascio incondizionato per gli aspetti di competenza.Per il terzo grado il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza, oltre che degli argomenti indicati all’articolo 9, 10 e 11, anche in materia di:m) radioprotezione legata alle installazioni basate sul processo di fusione;p) caratterizzazione radiologica dei materiali nelle installazioni e negli impianti non ricompresi nei gradi inferiori;q) bonifica e rilascio condizionato e incondizionato nelle installazioni e negli impianti non ricompresi nei gradi inferiori.Per i candidati che presenteranno domanda di ammissione all’esame dal 1° gennaio 2023troverà applicazione il decreto interministeriale 9 agosto 2022.Pertanto, i titoli di studio e professionali per l’ammissione all’esame di abilitazione sarannoquelli previsti dalla normativa in vigore.Sul punto, si precisa che i tirocini conclusi dai candidati entro il 31 dicembre 2022 si considerano validi ai fini del conseguimento del titolo di formazione post-universitaria per la parte in cui la suddetta formazione prevede il tirocinio pratico. Resta inteso che il tirocinio svolto deve essere congruo con il grado di abilitazione previsto dalla formazione post-universitaria.Nel caso in cui il tirocinio abbia avuto solo inizio nell’anno 2022, secondo le modalità previste dall’Allegato XXI al decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 e si concluda successivamente al 31 dicembre 2022, i soggetti che effettueranno la formazione post-universitaria valuteranno se lo stesso, nei limiti del grado per il quale si consegue la formazione post-universitaria, costituisca elemento di esonero per l’assolvimento dell’obbligo di tirocinio pratico previsto dalla nuova disciplina. Fonte: Lavoro.gov.it SCARICA LA CIRCOLARE

  • CRITERI E MODALITÀ PER LE AUTORIZZAZIONI ALLE DEROGHE AL RISPETTO DEI VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE

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    Decreto Del 30 Settembre 2022 Criteri E Modalità Per Le Autorizzazioni Alle Deroghe Al Rispetto Dei Valori Limite Di Esposizione (VLE)   È stato adottato il Decreto del 30 settembre 2022 del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il ministro della Salute, che, in attuazione dell’articolo 212 del Decreto legislativo n. 81 del 2008, definisce criteri e modalità per le autorizzazioni alle deroghe al rispetto dei Valori Limite di Esposizione (VLE) di cui all'articolo 208, comma 1, del citato Decreto legislativo n. 81 del 2008. Articolo 1 (Finalità)1. Il presente decreto individua, ai sensi dell’articolo 212, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, i criteri e le modalità di autorizzazione delle deroghe al rispetto dei valori limite di esposizione (VLE) di cui all’articolo 208, comma 1 del medesimo decreto legislativo n. 81 del 2008, relative alle attività comportanti le esposizioni ai campi elettromagnetici.2. Ai fini del presente decreto valgono le definizioni contenute nel decreto legislativo n. 81 del 2008 e, in particolare, quelle contenute nel titolo VIII, Capi I e IV.Articolo 2(Modalità di richiesta dell’autorizzazione alla deroga)1. Il datore di lavoro trasmette istanza di autorizzazione secondo il modello riportato nell’allegato I al presente decreto, esclusivamente per via telematica, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione generale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (dgsalutesicurezza@pec.lavoro.gov.it).2. La richiesta è formulata nel rispetto delle indicazioni di cui all’allegato II del presente decreto. Articolo 3(Tavolo tecnico istituzionale e istruttoria tecnica)1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali convoca, entro trenta giorni dalla ricezione della istanza, un tavolo tecnico istituzionale per l’istruttoria tecnica della documentazione trasmessa a corredo dell’istanza di autorizzazione alla deroga.2. Il tavolo tecnico istituzionale, di cui al precedente comma 1, è composto da un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un rappresentante del Ministero della salute, un rappresentante del coordinamento tecnico delle regioni e da n. 4 esperti, di cui n. 2 individuati dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e n. 2 dall’Istituto superiore di sanità (ISS).3. Il tavolo tecnico istituzionale, entro sessanta giorni dalla convocazione, formula un parere che tiene conto delle condizioni previste dall’articolo 212, comma 2, decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, e nel quale sono indicate la durata e le condizioni della deroga.4. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali chiede, anche su segnalazione del tavolo tecnico istituzionale, ogni altra informazione, chiarimento tecnico e integrazione documentale necessari a supporto dell’istanza di autorizzazione alla deroga o per il mantenimento della stessa.Articolo 4 (Modalità di rilascio e rinnovo dell’autorizzazione alla deroga)1. Sulla base del parere favorevole del tavolo tecnico istituzionale, con decreto delle Direzioni generali competenti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute è adottato il provvedimento di autorizzazione alla deroga al rispetto dei VLE.2. Il decreto di autorizzazione alla deroga è trasmesso al datore di lavoro richiedente e agli organi di vigilanza competenti per territorio.3. Le medesime modalità previste per l’autorizzazione alla deroga si applicano anche per la richiesta di rinnovo dell’autorizzazione.Articolo 5 (Verifiche e controlli)1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero della salute possono chiedere in qualsiasi momento agli organi di vigilanza di effettuare sopralluoghi per la verifica delle condizioni in base alle quali è stata concessa l’autorizzazione alla deroga.2. Qualora l’organo di vigilanza verifichi il venir meno delle condizioni per le quali è stata rilasciata l’autorizzazione alla deroga ne dà tempestiva e motivata comunicazione alle amministrazioni che hanno rilasciato l’autorizzazione.3. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero della salute, sulla base della comunicazione di cui al precedente comma 2 del presente articolo, provvedono alla revoca dell’autorizzazione medesima.Articolo 6 (Sorveglianza)1. Qualora nel corso del periodo di validità della deroga, il medico competente riscontri effetti nocivi sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori riconducibili al superamento dei VLE oggetto di deroga, ne dà tempestiva comunicazione al datore di lavoro, che provvede a sospendere con immediatezza l’applicazione della deroga, informando le amministrazioni che hanno rilasciato l’autorizzazione.2. A seguito della segnalazione del datore di lavoro di cui al precedente comma 1, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni previste per il mantenimento dell’autorizzazione alla deroga, convoca per l’acquisizione di apposito parere il tavolo tecnico istituzionale di cui all’articolo 3, comma 1 del presente decreto.3. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero della salute, sulla base del parere di cui al precedente comma 2 del presente articolo, provvedono all’eventuale revoca dell’autorizzazione medesima.   ALLEGATI:ALLEGATO I Modello di istanza di autorizzazione alla deroga ai valori limite di esposizione (VLE) ai sensi dell’articolo 212, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81ALLEGATO II Richiesta di autorizzazione alla deroga e ulteriori disposizioni Istanza di autorizzazione alla deroga di cui all’articolo 212, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.1.1 L’istanza di autorizzazione alla deroga deve contenere i seguenti elementi:a) generalità, codice fiscale e domicilio del richiedente; qualora si tratti di società devono essere indicati la denominazione o la ragione sociale, il codice fiscale e la sede legale;b) descrizione dell’attività lavorativa/processo produttivo oggetto della richiesta di deroga;c) l'ubicazione dei locali e delle aree destinati all’attività lavorativa/processo produttivo di cui al punto b;d) risultanze della valutazione del rischio effettuata conformemente all’articolo209, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 dalle quali risulti dimostrato che i VLE sarebbero superati per le attività lavorative/processi produttivi di cui al punto b, con indicazione dei gruppi omogenei dei lavoratori esposti;e) le misure tecnico-organizzative messe in atto per limitare l’esposizione dei lavoratori, tenuto conto dello stato dell’arte;f) le circostanze che giustificano debitamente il superamento dei VLE per i gruppi omogenei di lavoratori di cui al punto d;g) le caratteristiche del luogo di lavoro, delle attrezzature di lavoro e delle attività lavorative nonché il numero dei lavoratori coinvolti;h) dimostrazione da parte del datore di lavoro che i lavoratori sono sempre protetti contro gli effetti nocivi per la salute e i rischi per la sicurezza, avvalendosi in particolare di norme e orientamenti comparabili, più specifici e riconosciuti a livello internazionale;i) nel caso di installazione, controllo, uso, sviluppo, manutenzione degli apparati di risonanza magnetica (RM) per i pazienti nel settore sanitario o della ricerca correlata, il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre protetti dagli effetti nocivi per la salute e dai rischi per la sicurezza, assicurando in particolare che siano seguite le istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal fabbricante ai sensi del Regolamento (UE)2017/745 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 aprile 2017 relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio;j) modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria da effettuare nel caso di concessione della deroga;k) dimostrazione da parte del datore di lavoro che i gruppi omogeni di lavoratori di cui al punto d sono debitamente formati sul significato del superamento dei VLE, sulle modalità di riconoscimento e segnalazione di sintomi riconducibili all’esposizione e sulle misure di tutela da adottarsi di cui al punto h;l) dimostrazione da parte del datore di lavoro di aver posto in essere adeguate procedure circa la comunicazione, da parte dei lavoratori, dell’insorgenza di fattori di suscettibilità individuale e la conseguente informativa al medico competente.1.2. La documentazione tecnica di cui al punto 1.1 deve essere firmata, per la parte di competenza, dal RSPP.2. Ulteriori disposizioni.2.1 La variazione dei dati comunicati ai sensi del punto 1.1 deve essere preventivamente comunicata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione generale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (dgsalutesicurezza@pec.lavoro.gov.it).2.2 Qualora nel provvedimento di rilascio della deroga siano state inserite specifiche prescrizioni in merito alle modalità di esercizio dell’attività lavorativa/processo produttivo, il datore di lavoro deve inviare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione generale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (dgsalutesicurezza@pec.lavoro.gov.it) un piano delle misure da attuare comprendente le relative valutazioni di sicurezza e protezione.2.3 Fatte salve le limitazioni espressamente indicate nell’atto di rilascio, la deroga ha validità per un massimo di quattro anni salvo rinnovi di cui all’articolo 4 del presente decreto.2.4 Qualora non si intenda più avvalersi della deroga deve essere data comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione generale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (dgsalutesicurezza@pec.lavoro.gov.it) SCARICA IL DECRETO  

  • PROPOSTA DI MODIFICA DEL REGISTRO SORGENTI RADIAZIONI IONIZZANTI

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    Proposte Di Modifica Relative Al Registro Delle Sorgenti Di Radiazioni Ionizzanti, All'informazione E Formazione Dei Dirigenti E Dei Preposti, All'informazione E Formazione Dei Lavoratori.   La Conferenza delle Regioni nella seduta del 14 settembre ha espresso parere favorevole - condizionato all'accoglimento di alcune proposte di modifica irrinunciabili e ritenute prioritarie - relative al Registro delle sorgenti di radiazioni ionizzanti, all'informazione e formazione dei dirigenti e dei preposti, all'informazione e formazione dei lavoratori.Si tratta in particolare delle modifiche all’allegato I del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 (pag.91), relativo alla determinazione delle condizioni e modalità di applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 per le pratiche. Richieste di modifica/integrazione formulate dalle regioni in ordine allo Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, di attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117.     La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole sullo schema di decreto legislativo in oggetto condizionato all’accoglimento delle seguenti proposte di modifica ritenute irrinunciabili e prioritarie:- Inserire un articolo 15 bis del seguente tenore:“15 bis (Modifiche all’articolo 48 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativoal Registro delle sorgenti di radiazioni ionizzanti)All’articolo 48 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 sono apportate le seguentimodifiche:a) il comma 4 è sostituito dal seguente:I generatori di radiazioni e le materie radioattive impiegate ai fini di esposizione medica nelle strutture sanitarie, con esclusione delle sorgenti sigillate ad alta attività di cui al Titolo VIII, sono escluse dalla registrazione sul sito dell’ISIN. Tale esclusione riguarda anche gli obblighi di cui agli articoli 43 e 56.b) al comma 5 i termini “Nelle more della conclusione dell’accordo di cui al comma 4”sono abrogati.Il comma 5 è sostituito dal seguente:5. Le strutture sanitarie tengono un registro aggiornato in cui sono annotati ubicazione, trasferimento e smaltimento delle sorgenti non sigillate e delle sorgenti sigillate non ad alta attività, che mettono a disposizione dell’autorità competente. Le annotazioni riportate in tale registro adempiono anche agli obblighi di registrazione di cui agli art.43 e 56”d) il comma 6 dell’art. 48 è abrogato.”RelazioneL’obbligo di registrazione è ridondante rispetto ad altri flussi in-formativi vs organi della P.A. (ad esempio Inail e Ministero della salute) e presenta una forte implicazione sull’organizzazione e sui costi a carico del SSRL’automatismo previsto dal comma 6 non garantisce il coinvolgi-mento delle Regioni su questioni che hanno forti implicazioni (e relativi costi) sull’organizzazione delle attività sanitarie.Si chiede pertanto che le attività sanitarie siano esentate dall’obbligo di registrazione di cui all’articolo 48 ed anche di cui agli articoli 43 e 56; si tratta di flussi comunque tracciati da chi effettua il trasporto e riceve/gestisce il rifiuto.Si mantiene l’obbligo della tenuta di un registro aggiornato delle sostanze radioattive in entrata ed in uscita, fatta salva la non registrazione in uscita dei radiofarmaci somministrati ai pazienti, somministrazione che non costituisce smaltimento.- All’articolo 20 (Modifiche all’articolo 110 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo alla informazione e formazione dei dirigenti e dei preposti) inserire un comma 2 del seguente tenore:“2. All’articolo 110, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, le parole “almenoogni tre anni” sono sostituiti dalle parole “almeno ogni cinque anni”RelazioneSi rileva una incongruenza interna nell’articolato: negli art. 110 e 111 la formazione prevista avrebbe una frequenza triennale, nel caso di impiego di sorgenti sigillate ad alta attività (le più critiche dal punto di vista quanto meno della security) sarebbe quinquennale (comma 4 lettera d): probabilmente si tratta di un errore materiale nell’articolato: diversamente sarebbe difficile spiegare la logica di tale scelta.Inoltre, fissare una frequenza di formazione disallineata rispetto al D.Lgs 81 crea problemi organizzativi soprattutto nelle grandi strutture sanitarie che ne pregiudica l’efficienza.- All’art. 21 (Modifiche all’articolo 111 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativoalla informazione e formazione dei lavoratori) inserire un comma 2 del seguente tenore:“2. All’articolo 111, comma 2, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, la parola“triennale” è sostituita dalla parola “quinquiennale”.RelazioneSi rileva una incongruenza interna nell’articolato: negli art. 110 e 111 la formazione prevista avrebbe una frequenza triennale, nel caso di impiego di sorgenti sigillate ad alta attività (le più critiche dal punto di vista quanto meno della security) sarebbe quinquennale (comma 4 lettera d): probabilmente si tratta di un errore materiale nell’articolato: diversamente sarebbe difficile spiegare la logica di tale scelta.Inoltre, fissare una frequenza di formazione disallineata rispetto al D.Lgs 81 crea problemiorganizzativi soprattutto nelle grandi strutture sanitarie che ne pregiudica l’efficienza.- All’articolo 47 (Modifiche all’allegato I del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo alla determinazione delle condizioni e modalità di applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 per le pratiche), comma 1, dopo la lettera a) inserire una lettera a bis) del seguente tenore:“a bis) dopo il comma 2.4 è aggiunto il comma 2.5: “Per i radionuclidi non riportati nella Tabella I-1B i valori di concentrazione di cui al paragrafo 1.1 sono pari a 1 kBq/kg a meno che la concentrazione radioattiva non sia altrimenti nota sulla base delle indicazioni dell'Unione Europea o di competenti organismi internazionali”RelazioneAllo stato attuale non c’è alcuna indicazione su come comportarsi nella fattispecie (moltofrequente) presa in considerazione.- All’articolo 47 (Modifiche all’allegato I del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, relativo alla determinazione delle condizioni e modalità di applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 per le pratiche), comma 1, dopo la lettera b) inserire una lettera b bis) del seguente tenore:“b bis) Al comma 8 dopo il punto 8.1 è inserito il punto 8.2: “le disposizioni del presente comma non si applicano a rifiuti radioattivi solidi in concentrazioni inferiori a quelle contenute nella tabella I-1B”.RelazioneAllo stato attuale va richiesta una autorizzazione all’allontanamento anche per 1 pBq di qualsiasi sostanza radioattiva indipendentemente da tipologia e dal suo tempo di dimezzamento. Va reintrodotto conformemente al quanto previsto dalla direttiva e dall’ordinamento precedente il concetto di esenzione solo per quanto attiene i rifiuti solidi. I valori della tabella I-1B sono più conservativi di quelli previsti per la clearance generica sia dalla direttiva che dai BBS della IAEA.La Conferenza chiede, inoltre, di valutare le ulteriori proposte di modifica di cui alla nota allegata che chiariscono e migliorano il testo del provvedimento. Fonte:regioni.it SCARICA IL DOCUMENTO

  • RISCHIO RADIAZIONI IONIZZANTI -INAIL 2022

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    Strumenti Finalizzati A Una Maggiore Conoscenza Del Rischio Da Esposizione A Radiazioni Ionizzanti Negli Ambienti Di Lavoro.   L'area tematica Comprendere i rischi associati alle radiazioni ionizzanti appare in una nuova edizione completamente rivista. Il contenuto aggiornato è in linea con le ultime novità legislative, rivedendo profondamente la materia.  Come per le precedenti edizioni, il suo obiettivo è fornire una panoramica generale dei rischi associati all'uso delle radiazioni ionizzanti.  Fatta salva la capacità di affrontare numeri specifici di quel fattore di rischio come determinato dalla normativa vigente, fornire informazioni per classificare correttamente i problemi in base alle preoccupazioni per la sicurezza sul lavoro.  Principali usi delle radiazioni e possibili danni alla salute. La spiegazione in quest'area include sezioni sulla fisica delle radiazioni ionizzanti, possibili danni alla salute, consigli sulla legislazione e sull'assicurazione. Gli impieghi principali delle radiazioni e i possibili danni alla salute. L’articolazione dell’area prevede sezioni riguardanti cenni sulla fisica delle radiazioni ionizzanti, sui possibili danni alla salute, sugli aspetti legislativi e su quelli assicurativi.  Il tutto è arricchito con approfondimenti tematici su specifici aspetti, come gli impieghi principali delle radiazioni ionizzanti o il focus sulla normativa prevenzionale.Questa sezione mira a fornire alcuni strumenti per comprendere meglio i rischi dell'esposizione alle radiazioni ionizzanti negli ambienti di lavoro.  La radiazione ionizzante è un'onda elettromagnetica, o particella subatomica, che irradia materia, determinando la produzione di particelle cariche. Quando il corpo umano è esposto a radiazioni ionizzanti, le particelle cariche che si formano possono causare danni molto gravi alla salute, a seconda del livello di esposizione e di come si verifica.  L'uomo è stato esposto alle radiazioni ionizzanti di sorgenti naturali (raggi cosmici, prodotti di decadimento dei cosiddetti nuclidi primordiali, ecc.)   Le grandezze dosimetriche Le radiazioni ionizzanti   I principali impieghi delle radiazioni ionizzanti L'impiego delle radiazioni ionizzanti riguarda un numero sempre crescente di settori, benché nella percezione comune lo si associ prevalentemente con ambiti quali quello medico e della produzione di energia (peraltro non consentita nel nostro paese).La capacità delle radiazioni ionizzanti di vedere attraverso la materia opaca rispetto alle radiazioni ottiche e la semplicità con cui le molecole marcate (in cui uno o più atomi sono sostituti da radionuclidi) possono essere monitorate, sono proficuamente utilizzate nelle più disparate applicazioni.L'uso delle radiazioni ionizzanti spesso risulta assai più vantaggioso di altre tecnologie disponibili e in alcuni casi è divenuto difficilmente sostituibile o addirittura insostituibile: come esempi si possono citare i processi di sterilizzazione, i controlli di qualità di molti manufatti, la produzione di materiali ad alta ingegnerizzazione, la conservazione delle opere d'arte e i controlli di sicurezza.Le modalità con cui le radiazioni ionizzanti possono essere effettivamente utilizzate ai sensi della normativa vigente garantiscono che la possibile esposizione determini un rischio residuo per i lavoratori e la popolazione paragonabile a quello delle altre attività umane. I principali impieghi delle radiazioni ionizzanti   I danni per la salute L'esposizione a radiazioni ionizzanti può determinare l'insorgenza di varie patologie acute e/o croniche, in funzione della modalità dell'esposizione e della tipologia di radiazioni coinvolte.Nel rispetto della vigente normativa, l'eventuale esposizione a radiazioni ionizzanti della popolazione e dei lavoratori deve essere contenuta entro livelli tali da garantire un trascurabile incremento del rischio di contrarre patologie.Considerando le attuali modalità con cui può avvenire l'esposizione a radiazioni ionizzanti, gli eventuali danni per la salute sono oggi rappresentati principalmente dai danni somatici stocastici, cioè dalla accresciuta probabilità di contrarre, per gli esposti, patologie quali leucemie e tumori solidi. In altri termini, nei danni somatici stocastici, la probabilità di contrarre la patologia è correlata all'entità dell'esposizione: del resto la patologia, qualora contratta, non è distinguibile da quelle dovute a cause diverse dalle radiazioni ionizzanti e la sua gravità non è in relazione con l'esposizione.Altra tipologia di danno è rappresentata dai danni genetici stocastici. Analogamente ai precedenti, il danno consiste nell'accresciuta probabilità di aborti spontanei e malattie ereditarie in seguito all'esposizione a radiazioni ionizzanti delle cellule della linea germinale dei genitori.Danni meno frequenti, in quanto si manifestano solo a seguito a livelli di esposizione che nel rispetto delle normative vigenti possono verificarsi solo eccezionalmente, sono i danni somatici deterministici, cioè patologie a carico dell'individuo irradiato che sono tanto più gravi quanto l'esposizione è stata maggiore (ad esempio sindrome acuta da irradiazione, radiodermite, cataratta, ecc.). I danni per la salute   La normativa prevenzionale L'impiego di radiazioni ionizzanti è regolamentato per legge fin dal primo dopoguerra: attualmente il riferimento normativo in vigore è il d.lgs. 101/2020 che costituisce una sorta di testo unico sull'argomento, per la protezione dei lavoratori, della popolazione rispetto alle esposizioni ai fini medici (diagnostici e terapeutici) ed anche per l’ambiente.Per la protezione dei lavoratori e della popolazione la legge prevede:la figura dell'“esperto di radioprotezione” (precedentemente denominato “esperto qualificato”), definita ai sensi del d.lgs. 101/2020 art. 7, comma 39 come "la persona, incaricata dal datore di lavoro o dall'esercente, che possiede le cognizioni, la formazione e l'esperienza necessarie per gli adempimenti di cui all'articolo 130. Le capacità e i requisiti professionali dell'esperto di radioprotezione sono disciplinate dall'articolo 130”;la figura del “medico autorizzato”, responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti;la classificazione dei lavoratori e delle zone di lavoro in categorie, in funzione della potenziale esposizione alle radiazioni ionizzanti;la misurazione dell'esposizione dei lavoratori esposti, la registrazione e la conservazione delle misurazioni stesse;specifici limiti di esposizione per il corpo intero e per determinate parti del corpo relativi ai lavoratori classificati e alla popolazione in generale;procedure per le esposizioni non pianificate, derivanti da situazioni particolari, di emergenza, ecc. In questi casi è possibile derogare dai valori limite generalmente previsti;la valutazione del rischio da radionuclidi di origine naturale, in particolare radon.Per la protezione dei pazienti esposti per motivi diagnostici e/o terapeutici a radiazioni ionizzanti e per le persone che “coscientemente e volontariamente, al di fuori della loro occupazione” li assistono, la legge definisce i principi generali al fine di limitare il più possibile l’esposizione salvaguardando la finalità medica del trattamento. A tale riguardo la legge prevede:la figura dello “specialista in fisica medica”, definita ai sensi del d.lgs. 101/2020 art. 7, comma 148 come “laureato in fisica in possesso del diploma di specializzazione in fisica medica o fisica sanitaria e, conseguentemente, delle cognizioni, formazione ed esperienza necessarie a operare o a esprimere pareri su questioni riguardanti la fisica delle radiazioni applicata alle esposizioni mediche”;la figura del “responsabile dell’impianto radiologico”, medico specialista in radiodiagnostica, radioterapia o medicina nucleare che ha la responsabilità clinica delle esposizioni;livelli diagnostici di riferimento, ai fini dell'ottimizzazione dell'esecuzione degli esami.In ogni caso la legge prescrive l’impiego delle dosi più basse ragionevolmente ottenibili e compatibili con il fine diagnostico e/o terapeutico perseguito con l'esposizione. La normativa prevenzionale Il regime autorizzativo La documentazione per la sorveglianza fisica Fonte:Inail

  • MODALITÀ E I LIVELLI DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE DI EMERGENZA ALLE RADIAZIONI IONIZZAZANTI

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    Decreto Interministeriale 6 Aprile 2022- Modalità E Livelli Di Esposizione Professionale Dei Lavoratori E Del Personale Di Intervento In Emergenza.   Art. 1 (Obiettivi)1. Il presente decreto stabilisce le modalità e i livelli di esposizione alle radiazioni ionizzanti dei lavoratori e del personale di intervento che partecipa alle attività emergenziali e che, in relazione all'attività a cui sono adibiti, sono suscettibili di incorrere in una esposizione professionale di emergenza, comportante il rischio di superare anche uno dei limiti di dose stabiliti per i lavoratori esposti. Art. 2 (Definizioni)1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto, si fa riferimento alle definizioni contenute nell’articolo 7 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101. Art. 3 (Indicazioni generali finalizzate alla limitazione dell’esposizione di emergenza)1. Durante una situazione di esposizione di emergenza l'intervento prevede la pronta attuazione delle misure definite nell'ambito della preparazione all’emergenza, compresi:a) la tempestiva attuazione di misure protettive, possibilmente prima che abbia inizio l'esposizione;b) la valutazione dell'efficacia delle strategie e delle azioni attuate e loro adeguamento alla situazione esistente;c) il confronto tra le dosi e il livello di riferimento applicabile, con particolare attenzione per i gruppi esposti a dosi superiori al livello di riferimento;d) l'attuazione di ulteriori strategie protettive, se necessario, a seconda delle condizioni esistenti e delle informazioni disponibili. Art. 4 (Attività su scenari di intervento)1. Le principali attività che determinano esposizione professionale di emergenza per lavoratori e personale di intervento sono:a) il soccorso e il salvataggio delle persone in imminente pericolo;b) il contenimento degli effetti di danno alle persone, ai beni, agli animali e all'ambiente mediante operazioni di soccorso tecnico urgente e spegnimento di incendi;c) la messa in sicurezza di materiali radioattivi;d) la decontaminazione delle persone, di mezzi ed equipaggiamenti;e) la delimitazione delle aree contaminate;f) il monitoraggio delle matrici e dei prodotti alimentari;g) la verifica dell’effettivo ripristino delle condizioni di sicurezza dei siti di intervento;h) la bonifica di ambienti contaminati. Art. 5 (Valutazione dello scenario operativo)1. Gli interventi che determinano modalità di esposizione professionale in emergenza prevedono misure di valutazione dello scenario operativo con particolare riguardo a:a) tipologia delle radiazioni ionizzanti e i dispositivi di protezione individuale disponibili più idonei in relazione all’emergenza;b) caratteristiche e il numero delle persone da soccorrere, l’accessibilità al sito, le condizioni atmosferiche, la presenza di elementi di rischio aggiuntivi o di pericolo;c) presenza di aree contaminate e, appena noti, la natura e la tipologia della sostanza radioattiva rilasciata, nonché i quantitativi, la provenienza e le modalità di rilascio della stessa;d) estensione e caratteristiche dell’area operativa all’interno della quale è necessario effettuare le operazioni di emergenza. Art. 6 (Misure protettive per la gestione dell’emergenza)1. Sono considerate misure protettive efficaci per la gestione dell’emergenza:a) l'applicazione dei principi generali della radioprotezione per le situazioni di esposizione di emergenza, come indicati dall’articolo 173 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101;b) la delimitazione e suddivisione dell’area operativa, all’interno della quale è presente una condizione che possa determinare un’esposizione a dosi superiori ai limiti previsti per le diverse categorie;c) l’impiego di mezzi di sorveglianza dosimetrica da utilizzarsi in relazione alle funzioni svolte per ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione;d) il monitoraggio ambientale dell'area operativa;e) il controllo dell’esposizione professionale o accidentale degli addetti all'emergenza che accedono all’area operativa;f) la sorveglianza degli accessi all’area operativa;g) l’applicazione di tecniche operative che non espongono direttamente gli operatori agli effetti delle radiazioni, anche mediante sistemi robotizzati o azionati a distanza. Art. 7 (Strategie di gestione dell'emergenza)1. Sono considerate strategie e azioni efficaci per la gestione dell’emergenza:a) la predisposizione da parte della Prefettura dei piani di emergenza per le installazioni e gli impianti, nei casi previsti dagli articoli 174, 175, 177, 185, 186 e 187 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, che si avvale per tale fine del «comitato per la pianificazione dell'emergenza radiologica e nucleare», con i contenuti previsti dall'Allegato XXXII dello stesso decreto;b) la capacità di condividere da parte del responsabile della segnalazione dell’emergenza, nell’immediatezza, tutte le informazioni finalizzate alla gestione dell’intervento con il Comando dei vigili del fuoco, la Prefettura, la Questura, il Servizio di emergenza sanitaria 118, l’ARPA/APPA e il Sindaco;c) l'adozione di un modello di intervento in grado di assicurare la gestione degli allarmi, il flusso di comunicazione tra i soggetti impegnati nell’emergenza e lo svolgimento coordinato delle attività operative in campo, individuando la direzione tecnica dei soccorsi in capo al Comando dei vigili del fuoco competente per territorio, con l’attivazione di un Posto di comando avanzato al quale dovranno fare riferimento i responsabili di tutte le funzioni individuati nei piani di emergenza; per la gestione delle operazioni il direttore tecnico dei soccorsi si avvale dell’esperto di radioprotezione dell’esercente, anche riguardo al controllo dell'esposizione professionale e accidentale di emergenza;d) la definizione di specifiche misure protettive, anche comprendenti misure di salute pubblica, da adottare nei confronti della popolazione, nonché di informazione pubblica;e) l’impiego delle squadre speciali di intervento laddove previsto nei piani di emergenza indicati dal Titolo XIV del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101. Art. 8 (Squadre speciali di intervento)1. Per le esigenze connesse all’attuazione dei piani di emergenza, nei casi in cui è necessario che siano previste squadre speciali di emergenza, si applicano le seguenti disposizioni.2. Il personale, individuato su base volontaria, è chiaramente ed esaustivamente informato in anticipo in merito ai rischi per la salute associati alle esposizioni e alle misure di protezione disponibili.3. Ai lavoratori e al personale delle squadre speciali di emergenza che, in relazione all'attività cui sono adibiti, siano suscettibili di incorrere in esposizioni professionali di emergenza, comportanti il rischio di superare anche uno dei limiti di dose stabiliti per i lavoratori esposti, si applicano le disposizioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 dell’articolo 124 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101.4. Nel caso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le disposizioni di cui al presente articolo si applicano al personale facente parte dei nuclei di intervento N-R. In caso di intervento del personale non facente parte dei nuclei di intervento N-R, in ottemperanza all’articolo 124, comma 9, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, dovranno essere previste ed adottate le misure idonee ad evitare che lo stesso sia suscettibile di incorrere in esposizioni superiori ai limiti stabiliti per i lavoratori esposti di cui all’articolo 146 del decreto legislativo n. 101 del 2020. In caso di avvenuta esposizione di emergenza, fermo restando quanto previsto dall’articolo 124, comma 10, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, tale personale è comunque sottoposto alla sorveglianza sanitaria eccezionale di cui all’articolo 141 del decreto legislativo n. 101 del 2020. SCARICA IL DECRETO

  • PIANO NAZIONALE DELLE MISURE PROTETTIVE CONTRO LE EMERGENZE RADIOLOGICHE 2022

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    Documento Con Le Linee Guida E Le Misure Da Adottare In Caso Di Incidenti Nucleari Aggiornato 2022   Il Piano considera tre scenari legati a un incidente all’estero. Il primo scenario considera un incidente a un impianto posto entro 200 chilometri dai confini nazionali “tale da comportare l’attuazione di misure protettive dirette e indirette della popolazione, e di altre misure, quali la gestione di cittadini italiani che si trovano nel Paese incidentato o che rientrano da esso, e la gestione delle importazioni di derrate alimentari e altri prodotti contaminati”.  Il secondo scenario considera un incidente a un impianto in Europa posto oltre 200 chilometri dai confini nazionali “tale da comportare l’attuazione di misure protettive indirette della popolazione, e di altre misure quali la gestione di cittadini italiani che si trovano nel Paese incidentato o che rientrano da esso, e la gestione delle importazioni di derrate alimentari e altri prodotti contaminati”.  Il terzo scenario considera un incidente a un impianto “posto in qualsiasi altra parte del mondo tale da comportare l’attuazione di misure di risposta quali la gestione di cittadini italiani che si trovano nel Paese incidentato o che rientrano da esso, e di misure per la gestione delle importazioni di derrate alimentari e altri prodotti contaminati”.     La radiazione è classificata in base agli effetti che produce nell’interagire con la materia: si parla quindi di radiazione non ionizzante e di radiazione ionizzante.La radiazione non ionizzante comprende fenomeni come la luce ultravioletta, il calore radiante e le microonde.La radiazione ionizzante comprende i fenomeni di radioattività naturale (come i raggi cosmici e la radiazione proveniente dalle materie radioattive contenute nel terreno) e fenomeni di radioattività artificiale causati dall’attività umana, come le sorgenti di raggi X per usi medici.Il rischio radiologico corrisponde all’esposizione indebita o accidentale alla radioattività artificiale. Se nell’esposizione sono coinvolte materie fissili, come uranio e plutonio, si parla di rischio nucleare. Il Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari individua e disciplina le misure necessarie per fronteggiare gli incidenti che avvengono in impianti nucleari al di fuori del territorio nazionale, tali da richiedere azioni di intervento coordinate a livello nazionale. Il Piano definisce le procedure operative per la gestione del flusso di informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, l’attivazione e il coordinamento delle componenti del Servizio Nazionale e il modello organizzativo per la gestione dell’emergenza.A ogni tipologia di rischio radiologico corrisponde una valutazione tecnico-scientifica degli scenari di riferimento, delle conseguenze sull’ambiente e sulla salute, dei mezzi necessari per il rilevamento della radioattività e del territorio colpito dall’incidente.Nel documento sono riportate le azioni che le autorità statali e locali devono intraprendere per limitare gli effetti della diffusione di una eventuale nube radioattiva, e le procedure per l’attivazione e il coordinamento delle principali componenti del Servizio Nazionale. Il Piano indica inoltre le modalità per lo scambio di informazioni tra le autorità, e la diffusione delle informazioni alla popolazione potenzialmente coinvolta dall'incidente. Le reti nazionali, coordinate da ISIN-Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione, sono la rete Resorad per il monitoraggio della radioattività ambientale e le reti di monitoraggio automatico, tra loro complementari, Remrad e Gamma, che concorrono al Sistema nazionale di allertamento in caso di arrivo di una nube radioattiva sul territorio italiano. A queste si affianca la rete del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.In caso di emergenza, vengono intensificate le misure radiometriche, eseguite periodicamente dai laboratori delle ARPA-Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.I dati raccolti dalle reti di monitoraggio, confluiscono nel sistema di calcolo Aries, una piattaforma in cui si integrano, per diverse scale geografiche, modelli di calcolo della dispersione in aria e della deposizione al suolo della radioattività, e dell'impatto sulla popolazione in base alle possibili vie di esposizione e per i diversi radionuclidi presenti nella contaminazione rilasciata. I modelli sono alimentati costantemente, in tempo reale, con i dati meteorologici acquisiti dal Centro Operativo della meteorologia dell’Aeronautica Militare. In caso di ordine di evacuazioneSe viene diramato l’ordine di lasciare la propria abitazione o il luogo di lavoro, è importante adottare i seguenti comportamenti:• prima di uscire, chiudere le porte e le finestre;• tenere chiusi i finestrini della propria auto e spento l’impianto di aerazione;• ascoltare la radio per avere informazioni utili. In caso di riparo al chiusoLe autorità possono emettere l’ordine di ripararsi in un luogo chiuso, ad esempio in casa o in ufficio.In questo caso si raccomanda di:chiudere le porte e le finestre;spegnere gli impianti di aria condizionata e tutti i sistemi di presa d’aria esterna;spostarsi se possibile in ambienti seminterrati o interrati. Misure individuali di protezioneNel caso di quantità pericolose di iodio radioattivo nell’atmosfera, le autorità per la salute pubblica possono raccomandare l’assunzione di ioduro di potassio (iodoprofilassi), in forma di compresse, che protegge la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo.   Conseguenze per la saluteLe conseguenze sulla salute sono determinate dal tipo di radiazioni, dalle condizioni meteorologiche (venti e pioggia), dalla distanza dalla centrale nucleare interessata e dal fattore tempo a cui il soggetto è esposto. Il rischio di conseguenze di lungo termine aumenta se il soggetto è esposto a massicce dosi di radiazioni, per lunghi periodi di tempo. SCARICA IL DOCUMENTO (APPROVATO MARZO 2022) Fonte:Protezione civile Disclaimer:Visto il continuo evolversi della normativa e della conoscenza tecnico scientifica le informazioni contenute in questa pagina potrebbero essere state superate da nuove disposizioni normative e conoscenze medico scientifiche.      

  • RADIAZIONI IONIZZANTI DI ORIGINE NATURALE

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    Slide Radiazioni Ionizzanti Di Origine Naturale   L'esposizione degli esseri umani alle radiazioni ionizzanti da fonti naturali è un aspetto connaturato alla vita sulla terra. Vi sono due principali sorgenti di esposizione alle radiazioni naturali: i raggi cosmici ad alta energia che determinano radiazioni nell'atmosfera terrestre e i radionuclidi presenti nella crosta terrestre fin dall’origine della Terra, detti per questo radionuclidi naturali o primordiali, i quali decadono spontaneamente emettendo radiazioni ionizzanti.In questa sede vengono trattate solo le radiazioni originate dai radionuclidi primordiali; questi sono presenti in traccia ovunque, nelle rocce, nel terreno, in aria, in acqua e anche nel corpo umano. In particolare, si forniscono elementi utili alla valutazione del rischio dovuto all’esposizione al radon nei luoghi di lavoro, alla presenza di radionuclidi naturali nei materiali da costruzione, così come nelle materie prime, nei sottoprodotti e nei residui connessi ad alcuni processi industriali (le cosiddette attività NORM).  SCARICA LE SLIDE IN POWERPOINT SCARICA LA TABELLA EXCEL ATTIVITA' NORM Fonte: Paf  

  • STANDARD DI SICUREZZA IMPIEGO DELLE APPARECCHIATURE A RISONANZA MAGNETICA

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    Determinazione Degli Standard Di Sicurezza E Impiego Per Le Apparecchiature A Risonanza Magnetica E Individuazione Di Altre Tipologie Di Apparecchiature A Risonanza Magnetica Settoriali Non Soggette Ad Autorizzazione. (21A01353)   Il Decreto 14 marzo 2021 del Ministero della salute è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 65 del 16/03/2021.Il legale rappresentante della struttura sanitaria, in cui e’ installata l’apparecchiatura, avvalendosi dei soggetti preposti specificati nel documento allegato, assicura il rispetto degli standard tecnici nonche’ la protezione fisica e la sorveglianza medica degli operatori, dei pazienti e della popolazione occasionalmente esposta.Entro sessanta giorni dall’avvenuta installazione dell’apparecchiatura di risonanza magnetica, il legale rappresentante della struttura sanitaria comunica alla regione o provincia autonoma di appartenenza e agli organi di vigilanza di cui all’art.7 del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994, n. 542, il completo soddisfacimento degli obblighi previsti dal documento allegato al presente decreto, trasmettendo la relativa documentazione tecnica. Fonte: Gazzetta Ufficiale Titolo Paragrafo Art. 11. Gli standard di sicurezza e di impiego per le apparecchiature di risonanza magnetica sono stabiliti nel documento allegato al presente decreto che ne costituisce parte integrante.2. Il legale rappresentante della struttura sanitaria, in cui e' installata l'apparecchiatura, avvalendosi dei soggetti preposti specificati nel documento allegato, assicura il rispetto degli standard tecnici nonche' la protezione fisica e la sorveglianza medica degli operatori, dei pazienti e della popolazione occasionalmente esposta. Art. 21. Le apparecchiature a risonanza magnetica settoriali di nuova generazione, con campo magnetico non superiore a 0,5 tesla e con magnete non superconduttore, destinate all'esecuzione di esami diagnostici per lo studio delle grandi e piccole articolazioni degli arti (spalla, gomito, polso, mano, anca, ginocchio, caviglia e piede) e della biomeccanica vertebrale (in clino e in ortostasi) non sono soggette ad autorizzazione.2. Gli standard di sicurezza e di impiego per le apparecchiature a risonanza magnetica settoriali di cui al comma 1, sono quelli stabiliti alla lettera H) del documento allegato al presente decreto. Art. 31. Entro sessanta giorni dall'avvenuta installazione dell'apparecchiatura di risonanza magnetica, il legale rappresentante della struttura sanitaria comunica alla regione o provincia autonoma di appartenenza e agli organi di vigilanza di cui all'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994, n. 542, il completo soddisfacimento degli obblighi previsti dal documento allegato al presente decreto, trasmettendo la relativa documentazione tecnica. Art. 41. Il decreto 10 agosto 2018 citato in premessa e' abrogato.2. Dall'attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.3. Il presente decreto entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.4. Fatti salvi eventuali obblighi previsti da altre normative, le strutture sanitarie presso cui sono state installate e sono operanti apparecchiature R.M. si adeguano alle disposizioni tecniche e organizzative previste nell'allegato tecnico al presente decreto entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.Il presente decreto e' trasmesso agli organi di controllo ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.Roma, 14 gennaio 2021Il vice Ministro: SileriRegistrato alla Corte dei conti il 17 febbraio 2021 Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, del Ministero dei beni e delle attivita' culturali, del Ministero della salute, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, reg. n. 303 Allegato Appendice 1 Appendice 2

servizi sicurezza

Piano Di Emergenza Ed Evacuazione Redatto In Riferimento Al D.M. 3 Agosto 2015 E In Attuazione Dell’art. 46 Comma 3 Del D.Lgs. N. 81 Del 9 Aprile 2008 E D.M. 02/09/2021

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