Notiziario online sicurezza sul lavoro

  • STRESS TERMICO

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    In Questa Sezione Verrà Trattato Il Rischio Collegato Allo “Stress Termico”; Verranno Quindi Esposti Gli Aspetti E Le Problematiche Relative Al Microclima Dei Cosiddetti Ambienti “Severi” (Caldi E Freddi). Nell’accezione generale con il termine “microclima” si intende una gamma di parametri fisici che caratterizzano gli ambienti di lavoro.I fattori principali che determinano il microclima sono la temperatura, l’umidità relativa, la temperatura media radiante e la velocità dell’aria. Sono questi i parametri che modificano la percezione dell’ambiente in esame da parte degli occupanti ed è sul loro controllo che si indirizzano le strategie tese al miglioramento del comfort termico.Le condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro possono essere diverse in funzione di:ciclo produttivo (produzioni legate a temperature particolari);caratteristiche ambientali (lavori in sotterraneo, in altura ecc.);caratteristiche strutturali dei luoghi di lavoro (materiali costruttivi, loro proprietà termiche, ecc.);impianti utilizzati per controllare le condizioni climatiche (ventilatori, condizionatori ecc.). Gli attuali obblighi normativi prevedono la tutela del benessere del lavoratore in senso globale; in questo modo, accanto agli agenti di rischio di tipo tradizionale, una nuova attenzione viene posta agli aspetti di tipo cosiddetto "ergonomico", i quali influiscono sul benessere psicofisico del lavoratore.Le condizioni microclimatiche rappresentano certamente uno dei più importanti fattori ergonomici.Gli ambienti climaticamente severi si differenziano sostanzialmente da quelli moderati, nei quali si indagano le condizioni di “comfort termico”, che influenzano la performance lavorativa; negli ambienti severi (caldi e freddi) le condizioni climatiche possono compromettere, anche pesantemente, la salute dei lavoratori.In tali ambienti il sistema di termoregolazione dell’organismo umano è sottoposto ad un impegno gravoso al fine di mantenere il necessario equilibrio termico (omeotermia). Accanto al controllo dei parametri termo-igrometrici ambientali e dei parametri soggettivi dell’individuo (metabolismo e indice del vestiario) è importante la conoscenza dei meccanismi fisiologici della termoregolazione e della loro continuità con le patologie da alte e basse temperature.Le condizioni microclimatiche estreme di tali ambienti possono essere dovute ad ineludibili esigenze produttive (vicinanza a forni ceramici o fusori, accesso a celle frigo o in ambienti legati al ciclo alimentare del freddo) o alle condizioni climatiche esterne per le lavorazioni effettuate all’aperto (in agricoltura, nei cantieri all’aperto, nella realizzazione e manutenzione delle strade).Lavori pesanti in ambienti severi caldi sottopongono il sistema cardiovascolare a notevoli condizioni di sforzo, che possono causare il cosiddetto colpo di calore.Per gli ambienti di tipo severo freddo il rischio è rappresentato dal possibile insorgere di uno stato di ipotermia, che può determinare anche conseguenze letali.    

  • IL RISCHIO DI COLPO DA CALORE

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    LAVORO D’ ESTATE IN CONDIZIONI DI TEMPERATURA ELEVATA Documento a cura del Coordinamento Provinciale SPISAL di PadovaIl rischio da calore è un’ emergenza estiva ma non è un’emergenza imprevedibile perchérappresenta una realtà che si ripete ogni estate. Il Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008) indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” e quindi anche al rischio di danni da calore.Per questo le aziende interessate da questo rischio devono effettuare una specifica “valutazione del rischio”; ciò vale soprattutto nell’edilizia, dove il rischio è molto alto sia per l’entità dell’esposizione, sia per la pesantezza del lavoro, sia per l’elevato rischio infortunistico.  Anche in agricoltura, lavorando sia all’aperto che nelle serre, gli operatori sono esposti in modo rilevante al rischio di colpo di calore. Abitualmente per definire il rischio da calore viene considerata solo la temperatura, ma in realtà questo parametro deve essere valutato anche in relazione all’umidità, ed eventualmente alla ventilazione e all’irraggiamento per poter avere una indicazione più precisa del rischio.Nei periodi in cui si prevede caldo intenso la prima e più importante cosa da fare ogni giorno è verificare le previsioni e le condizioni meteorologiche.E’ necessario valutare sempre almeno due parametri che si possono ottenere con la lettura su un semplice termometro e igrometro: la temperatura dell’aria e l’umidità relativa; devono sempre essere considerate a rischio quelle giornate in cui si prevede che la Temperatura all’ombra superi i 30° e l’umidità relativa sia superiore al 70%.E’ possibile utilizzare l’indice di calore (heat index), proposto anche dall’Istituto NazionaleFrancese per la Ricerca sulla Sicurezza, calcolandolo sulla tabella riportata in base alla temperatura dell’aria e all’umidità relativa. La temperatura dell’aria deve essere misurata all’ombra nelle immediate vicinanze del posto di lavoro. Occorre tener presente che il rischio è sempre più elevato quando il fisico non ha avuto il tempo di acclimatarsi al caldo; l’acclimatamento completo richiede dagli 8 ai 12 giorni e scompare dopo 8 giorni.  E’ quindi evidente che il rischio è più elevato nel caso di “ondate di calore”, soprattutto quando queste si verificano a fine primavera o all’inizio dell’estate. Il rischio può essere aggravato anche da uno scarso riposo notturno dovuta all’alta temperatura. MISURE DI PREVENZIONEOrganizzare innanzitutto il lavoro in modo da minimizzare il rischio: variare l’orario di lavoro per sfruttare le ore meno calde, programmando i lavori più pesantinelle ore più fresche;  effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti; programmare in modo che si lavori sempre nelle zone meno esposte al sole; evitare lavori isolati permettendo un reciproco controllo.Il vestiario deve prevedere abiti leggeri traspiranti, di cotone, di colore chiaro; è sbagliato lavorare a pelle nuda perché il sole può determinare ustioni e perché la pelle nuda assorbe più calore.  E’ importante anche un leggero copricapo che permetta una sufficiente ombreggiatura. Le pause in un luogo fresco sono assolutamente necessarie per permettere all’organismo diriprendersi. In alcune situazioni può essere necessario predisporre un luogo adeguatamente attrezzato.  La frequenza e durata di queste pause deve esser valutata in rapporto al clima ma anche alla pesantezza del lavoro che si sta svolgendo e all’utilizzo del vestiario tra cui devono essere considerati anche i dispositivi di protezione individuale. Occorre sottolineare che tali pause devono essere previste come misure diprevenzione da chi organizza il lavoro ed i lavoratori devono essere invitati a rispettarle; esse non devono essere lasciate alla libera decisione del lavoratore (per es.: quando ti senti stanco ti puoi fermare). Infatti il corpo umano, mentre avverte la temperatura esterna elevata e la fatica fisica, non è in grado di avvertire l’accumulo interno di calore; questo può portare a situazioni di estrema gravità (colpo di calore) senza che l’individuo se ne renda conto. Rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca: è importante per disperdere il calore.L’idratazione è un fattore è molto importante. E’ necessario bere per introdurre i liquidi e i sali dispersi con la sudorazione: in condizioni di calore molto elevato il nostro organismo può eliminare anche più di 1 litro di sudore ogni ora che quindi deve essere reintegrato. Bere poco è pericoloso, perché il calore viene eliminato attraverso il sudore e la mancata reintroduzione di liquidi e sali può portare all’esaurimento della sudorazione e favorire quindi il colpo di calore. È consigliabile quindi bere bevande che contengono sali minerali (integratori). Non si devono assolutamente bere alcolici per due motivi: 1) perché si aggiungonocalorie; 2) perché l’alcol disidrata, cioè sottrae acqua dai tessuti. E’ consigliato inoltre evitare il fumo di tabacco.L’alimentazione deve essere povera di grassi, ricca di zuccheri e sali minerali: Preferire pasti leggeri, facili da digerire, privilegiando la pasta, la frutta e la verdura e limitando carni e insaccati.L’informazione dei lavoratori sui possibili problemi di salute causati dal calore è fondamentale perché possano riconoscerli e difendersi, senza sottovalutare il rischio. La patologia da calore può infatti evolvere rapidamente e i segni iniziali possono non essere facilmente riconosciuti dal soggetto e dai compagni di lavoro.La sorveglianza sanitaria è infine è molto importante perché il medico del lavoro aziendale, valutando lo stato di salute dei lavoratori, può fornire indicazioni indispensabili per prevenire il rischio da colpo di calore in relazione alle caratteristiche individuali di ciascun lavoratore. La presenza di alcune malattie come le cardiopatie, malattie renali, diabete, obesità possono ridurre anche drasticamente la resistenza dell’individuo all’esposizione a calore; l’esposizione a calore inoltre aumenta il rischio di aggravamento della malattia di cui si soffre. Il medico competente dell’azienda con il giudizio di idoneità al lavoro dà indicazioni al lavoratore e al datore di lavoro sulle possibilità di poter sostenere l’esposizione a calore; di conseguenza i lavoratori con specifiche indicazioni nel giudizio di idoneità dovranno essere impiegati in attività più leggere e con maggiori pause. LA SINTOMATOLOGIA DA CALORE E IL SOCCORSO La "patologia da calore" può evolvere rapidamente, i primi segnali di pericolo di colpo dicalore possono essere poco evidenti e insidiosi: riconoscerli ed effettuare una diagnosi precoce può salvare la vita. Pensare che l'idratazione prevenga il colpo di calore è un errore. La verità è che idratarsi è importante ma non è sufficiente per prevenire il malore.I segni premonitori di un iniziale colpo di calore possono includere: irritabilità, confusione,aggressività, instabilità emotiva, irrazionalità e un compagno potrebbe notare perdita di lucidità. Vertigini, affaticamento eccessivo e vomito possono essere ulteriori sintomi. Tremori e pelle d'oca segnalano una riduzione della circolazione cutanea, predisponendo ad un veloce aumento della temperatura.  Spesso il soggetto comincia a iperventilare (come fanno i cani) per ridurre il calore; questo può causare formicolio alle dita come preludio del collasso. Incoordinazione e mancanza d'equilibrio sono segni successivi, seguiti dal collasso con perdita di conoscenza e/o coma. In fase di collasso la temperatura corporea può raggiungere o superare i 42,2°C.COSA FARE:Chiamare subito un incaricato di Primo Soccorso e Chiamare il 118;Posizionare il lavoratore all'ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea, mantenendo la persona in assoluto riposo; slacciare o togliere gli abiti;Raffreddare la cute con spugnature di acqua fresca in particolare su fronte, nuca ed estremità. IL RISCHIO DI COLPO DA CALORE Punti Principali In Sintesi CHII lavoratori dei cantieri edili e stradali e gli agricoltori nei campi e/o in serra.In generale tutti i lavoratori che effettuano un lavoro faticoso all’aperto.QUANDOQuando la Temperatura all’ombra supera i 30°C e l’u midità relativa è superiore al 70% esiste il rischio concreto dicolpo di calore. Temperature superiori a 35°C con umidità all’80% rappresentano situazioni di rischio elevato.COME PREVENIREIN GENERALE informare i lavoratori sui possibili problemi di salute causati dal calore perché possano riconoscerli edifendersi, senza sottovalutare il rischio. seguire le prescrizioni e le limitazioni del medico competente che ha effettuato la sorveglianza sanitaria, inrelazione all’idoneità sul rischio specificoOGNI GIORNO· misurare la temperatura dell’aria (all’ombra) e l’umidità relativa e informare i lavoratori sul rischio· programmare i lavori di maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l'orariomattutino e preserale;· programmare in modo che si lavori sempre nelle zone meno esposte al sole;· effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti;· evitare lavori isolati permettendo un reciproco controllo.· usare abiti leggeri di colore chiaro in tessuto traspirante e copricapo· prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo fresco, con durata variabile in rapporto al clima ealla attività fisica del lavoro; i lavoratori devono essere invitati a rispettarle e non devono essere lasciatesolo alla libera decisione del lavoratore (per es.: quando ti senti stanco ti puoi fermare).· rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca· bere acqua fresca (non ghiacciata) e sali minerali per recuperare i liquidi e persi con la sudorazione che inqueste condizioni climatiche possono raggiungere anche più di 1 litro di sudore ogni ora. Bisogna quindibere molto anche indipendentemente dallo stimolo della sete.· non bere assolutamente alcolici· evitare il fumo di tabacco.· preferire pasti leggeri, facili da digerire privilegiando la pasta, la frutta e la verdura e limitando carni einsaccati.COME SI MANIFESTALa patologia da calore può evolvere rapidamente e i segni iniziali possono non essere facilmentericonosciuti dal soggetto e dai compagni di lavoro.I segni premonitori di un iniziale colpo di calore possono essere irritabilità, confusione, cute calda e arrossata,sete intensa, sensazione di debolezza, crampi muscolari.Segni successivi sono vertigini, affaticamento eccessivo, nausea e vomito. Tremori e pelle d'oca segnalano unveloce aumento della temperatura. IInfine compaiono difficoltà di concentrazione e di coordinazione con mancanza d'equilibrio, seguiti dal collassocon perdita di conoscenza e/o coma. In fase di collasso la temperatura corporea può raggiungere o superare i42,2°C.IL SOCCORSO· Accorgersi del pericolo di colpo da calore e subito attuare la terapia appropriata possono salvare lavita.· Chiamare subito un incaricato di Primo Soccorso e Chiamare il 118;· Posizionare il lavoratore all'ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea,mantenendo la persona in assoluto riposo; slacciare o togliere gli abiti;· Raffreddare la cute con spugnature di acqua fresca in particolare su fronte, nuca ed estremità. Documento a cura del Coordinamento Provinciale SPISAL di Padova DOWNLOAD Calcolo Heat Index In Excel   Abbiamo realizzato un semplice foglio di calcolo in excel che permette di calcolare il rischio da "Colpo di Calore".Il foglio di calcolo realizzato dal Geometra Benni Paolo è messo a disposizione gratuitamente.GUARDA LA DEMO DI STAMPA VAI ALLE RISORSE IN EXCEL MICROCLIMA CALDO E RAMADAN In alcuni lavori, il digiuno totale (solidi e liquidi) imposto dal Ramadan o da altre credenze religiose non è compatibile con l’attività lavorativa sicura.Fra le condizioni che possono configurare questa incompatibilità:• lavori all’aperto d’estate• microclima caldo severo• lavori fisicamente molto impegnativiPossibili soluzioni organizzative:• ferie del lavoratore• tempo parziale e/od orario spostato al mattino anticipando l’inizio (esempio dalle 5 o alle 6)• lavoro solo di notte (nel ciclo continuo)• per alcuni filoni dell’Islam è possibile la posticipazione del digiuno (entro il Ramadan successivo) quan- do questo può provocare danni alla salute (ad es. gravidanza, viaggi, ecc.) (bibl. 5., 6. e 7)FONTI BIBLIOGRAFICHE SIGNIFICATIVE1. Indicazioni UOPSAL ai medici competenti (2015) https://www.apss.tn.it/documents/10180//269559//at-ti+4%C2%B0+incontro+20152. Lavoro d’estate in condizioni di temperatura elevata - ASL 15, 16 e 17 della Regione Veneto3. Ondate di calore ed attività lavorativa in esterno - Dipartimento Sanità Pubblica UOPSAL Forlì4. ACGIH - TLVs and BEIs 20165. Corano (sura II, v.183): «Credenti! vi è stato prescritto il digiuno (...) e chi di voi sia malato, o sia in viaggio, lo faccia per un numero corrispondente di altri giorni e per coloro che potevano farlo c’è un riscatto: il nutrimento di un povero; e chi fa di sua scelta di meglio, ciò è meglio per lui: che digiuniate è meglio per voi se sapeste! E› il mese di Ramadan nel quale fu fatto scendere il Corano a guida per gli uomini e chiare evidenze della Guida e discriminante definitiva; chi di voi attesti direttamente il mese vi digiuni e per chi sia malato od in viaggio, vi sia un numero corri- spondente di altri giorni Iddio vuole per voi quel che vi è facile non vuole per voi quel che vi è duro, e ne completiate il numero e magnifichiate Iddio per avervi dato la Guida, e può darsi siate riconoscenti»”.6. Mufti Naeem di Jamia Binori (Pakistan): “la gente non deve rischiare la vita per un dovere religioso” perché “la vita è più importante”7. Corano IV. AnNisâ’, 29: La malattia che esige l’interruzione del digiuno è la malattia grave, che il digiuno potreb- be aggravare, o a causa del quale la guarigione potrebbe ritardare. In effetti, l’autore del libro “al-Mughnî” disse: E’ stato riportato da alcuni Ulama’ che la rottura del digiuno è autorizzata per qualsiasi malattia, anche il male al dito e il mal di denti, poiché il versetto ha una portata generale. Così come il malato, anche il viaggiatore è autorizzato ad interrompere il digiuno, anche se non ne sente la necessità. Questa è la dottrina di Bukhâri, ‘Atâ’ e degli Zahiriti. In effetti, l’uomo sano che tema di ammalarsi può rompere il digiuno, e così pure colui che sia troppo affaticato dalla fame e dalla sete, al punto tale che rischi di morire, e deve (in seguito) recuperare i giorni saltati. Allah dice: … e non uccidetevi da voi stessi. Allah è misericordioso verso di voi…(https://baytalislam.wordpress.com/2015/06/26/ categorie-di-chi-puo-interrompere-il-digiuno). Aggiornate Le Faq Aggiornato al 2021 le faq VAI ALLA SEZIONE AGGIORNATA

  • Parametri Microclimatici E Inquinamento Indoor

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    Il documento riporta un inquadramento dei parametri termo-igrometrici e i componenti/elementi del sistema edilizio di cui tener conto nel monitoraggio dell’aria indoor e una sintesi delle relative influenze sugli inquinanti chimici e biologici.  Inoltre, viene riportato in Appendice uno schema esemplificativo di organismo edilizio con unelenco non esaustivo di informazioni da prendere in considerazione per programmare il monitoraggio, o da registrare durante il monitoraggio di un ambiente confinato. In riferimento e in sintonia con gli altri documenti già pubblicati dal Gruppo di StudioNazionale Inquinamento Indoor (GdS) si rammenta che attualmente in Italia non è stataelaborata una specifica regolamentazione legislativa sugli aspetti dell’inquinamento dell’aria per gli ambienti indoor (scuole, uffici, abitazioni, mezzi di trasporto, ecc.). Di fatto per dettiambienti si fa riferimento a linee guida o valori di riferimento elaborati dall’OrganizzazioneMondiale della Sanità (OMS) e per alcuni inquinanti si fa riferimento a normative di altri Paesieuropei, alla letteratura scientifica o ad altri standard quali, ad esempio, quelli relativi all’ariaambiente. Al fine di colmare tale lacuna fu istituito nel 2010 presso l’ISS il GdS composto daesperti dello stesso ISS, dei Ministeri Salute e Istruzione Università e Ricerca (MIUR), di altriEnti e Istituti di Ricerca, di Università e di Regioni. Il GdS nell’ambito dei suoi lavori, haattivato “gruppi ad hoc” che affrontano ed elaborano documenti su specifiche tematiche,condivise nel gruppo allargato e che costituiscono la base per la redazione di rapporti tecnici(Rapporti ISTISAN) sulla problematica indoor. A detti gruppi vengono invitati a partecipare divolta in volta anche altri esperti competenti e interessati a contribuire su specifici e peculiariaspetti. Ad oggi il GdS ha elaborato e pubblicato i seguenti documenti: ‒ “Strategie di monitoraggio dei composti organici volatili (COV) in ambiente indoor”.(Rapporti ISTISAN 13/4);‒ “Strategie di monitoraggio dell’inquinamento di origine biologica dell’aria in ambienteindoor” (Rapporti ISTISAN 13/37);‒ “Workshop. Problematiche relative all’inquinamento indoor: attuale situazione in Italia.Istituto Superiore di Sanità. Roma, 25 giugno 2012. Atti” (Rapporti ISTISAN 13/39);‒ “Workshop. Problematiche relative all’inquinamento indoor: attuale situazione in Italia.Istituto Superiore di Sanità. Roma, 28 maggio 2014. Atti” (Rapporti ISTISAN 15/4);‒ Strategia di monitoraggio per determinare la concentrazione di fibre d’amianto e fibreartificiali vetrose aerodisperse in ambiente indoor”. (Rapporti ISTISAN 15/5);Nell’ambito delle attività del GdS è emersa anche la necessità di uniformare l’inquadramentodell’ambiente indoor in termini di parametri termo-igrometrici e di componenti/elementidell’involucro edilizio che possono influire sugli inquinanti indoor. Ciò sia per una piùcircostanziata interpretazione/valutazione di risultati di monitoraggio dell’inquinamento indoor sia per eventuali misure di screening finalizzate alla scelta delle strategie di indagine. A tal fine è stato attivato un “gruppo ad hoc” per l’elaborazione di uno specifico documento su tale aspetti.Il presente documento riporta un inquadramento dei parametri termo-igrometrici e deicomponenti/elementi dell’involucro edilizio di cui tener conto nel monitoraggio dell’ariaindoor; e un accenno all’ influenza dei parametri microclimatici sugli inquinanti chimici ebiologici. Infine viene riportata in una appendice un elenco non esaustivo, di informazioni, daregistrare prima od in fase di monitoraggio, per un inquadramento più circostanziato dello stato del luogo di misura (ambiente confinato) come facente parte di un organismo edilizio. SCARICA IL DOCUMENTO DIRETTAMENTE DALLA FONTE UFFICIALE CALCOLO DEL CONFORT MICROCLIMATICO IN EXCEL Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio microclima in ambienti moderati con il calcolo degli indici PMV e PPD dedotti dal modello di FangerMaggiori Info

  • LINEE DI INDIRIZZO PER L’ESPOSIZIONE AL MACROCLIMA CALDO

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    LINEE DI INDIRIZZO PER L’ESPOSIZIONE AL MACROCLIMA CALDO NEI LAVORI EDILI E DI GENIO CIVILE   le presenti linee di indirizzo possono essere utilizzate nell’ambito dei lavori edili e di genio civile, nonché, per quanto applicabili, ai lavori agricoli che si svolgono all’aperto nel periodo estivo, in particolare durante i periodi meteorologici di caldo estremo, noti come “ondate di calore”.Rischi potenziali:• Disidratazione, dovuta alla perdita di liquidi con la sudorazione• Crampi da calore, causati dalla perdita di sali minerali• Spossatezza e sincope conseguente al calo pressorio• Colpo di caloreRiconoscimento dei segni e sintomi del colpo di calore:La capacità di risposta dei meccanismi di termoregolazione naturali risulta saturata; la dispersione del calore, che avviene tramite la vasodilatazione cutanea, la respirazione e la sudorazione, non riesce più a contrastare l’innalzamento della temperatura interna.La persona colpita può presentarsi: con colorito paonazzo, confusa e barcollante, con respirazione accelerata e polso frequente; il soggetto può aver manifestato i disturbi tipici della disidratazione e deplezione di sali, fino alla perdita di conoscenza.La persona colpita presenta sempre: temperatura interna > 40°C, cute asciutta.Fattori di rischio:Ambientali: irraggiamento solare diretto, temperatura elevata, umidità relativa elevata, scarsa ventilazione.Personali: sforzo fisico imposto dalla lavorazione, isolamento offerto dal vestiario e/o dai DPI, carente acclimatazione, caratteristiche individuali.Comportamentali: mancato rispetto delle disposizioni aziendali, esposizione a sbalzi di temperatura, dieta scorretta.Formazione:La formazione gioca un ruolo importante e deve essere incentrata sul riconoscimento reciproco dei segni e sintomi del colpo di calore, sul rispetto delle pause per la reidratazione ed il recupero fisiologico, sull’osservanza di comportamenti (es. arieggiare l’abitacolo del mezzo prima di salire) estili di vita corretti (es. evitare una dieta troppo ricca di grassi, non fumare e non bere alcolici).Essenziale una formazione specifica degli addetti all’emergenza primo soccorso: raffreddamento della persona colpita (taniche d’acqua nei furgoni), ombreggiare la zona (ombrellone o gazebo spostabili), allerta dei soccorsi per immediata ospedalizzazione, perché il rischio di morte permane anche fino a 36 ore dopo l’evento.Misure di prevenzione e protezione concretamente attuabili:Volendo privilegiare l’adozione delle misure gestionali, piuttosto che la valutazione strumentale del livello di rischio, si può fare riferimento al seguente elenco. Le misure gestionali che non implicano la sospensione dell’attività con ricorso alla C.I.G. , per avere una buona efficacia, dovrebbero essere adottate in maniera integrata.□ richiesta di C.I.G. all’INPS (temperatura reale o percepita > 35°C, impossibilità tecnica di effettuare il lavoro a causa della temperatura elevata);□ variazione dell’orario di lavoro che privilegi le ore più fresche della giornata, previa richiesta di autorizzazione in deroga alle emissioni di rumore al Comune in cui si svolgono i lavori, per orari compresi tra le 21.00 e le 07.00 o diverso intervallo di orario consultando i regolamenti del comune ove il cantiere è ubicato;□ definizione di pause di recupero fisiologico da consumarsi in ambiente termicamente moderato (dotazione di dispositivi ombreggianti, quali ombrelloni o gazebo portatili, ove manchi la possibilità di sostare all’ombra) e garanzia della possibilità di utilizzare liberamente l’acqua potabile fornita dal committente, da pubblici esercizi o soggetti terzi, localizzati nelle immediate adiacenze del cantiere; in alternativa l’Impresa deve garantire una dotazione adeguata di acqua fresca, per consentire ai lavoratori di bere e rinfrescarsi sul posto di lavoro (frigo portatile); eventuali accordi con pubblici esercizi (locali, bar) devono essere localizzati nelle immediate vicinanze e si suggerisce uno scambio di comunicazioni scritto (esempio email);□ installazione di dispositivi ombreggianti sui mezzi d’opera che ne siano sprovvisti;□ istruzioni adeguate e coerente azione del capocantiere per organizzare le lavorazioni, evitando per quanto possibile l’esposizione solare diretta (es. privilegiare i lavori sulla facciata in ombra o all’interno dell’edificio nelle ore centrali del giorno);□ DPI adeguati al rischio specifico con una specifica valutazione di prestazione tecnica per la necessaria traspirazione del corpo (Tshirt alta visibilità in tessuto tecnico) con possibilità di prevedere misure di sicurezza alternative ad indumenti che risultano incompatibili con la necessaria traspirazione del corpo (esempio barriere di delimitazione cantiere stradale);□ Piano di Emergenza idoneo a consentire l’intervento più rapido possibile dei mezzi di soccorso pubblici (indicazione delle coordinate geografiche, diffusione delle modalità della chiamata di emergenza, addestramento sulle procedure di intervento in attesa dei soccorsi… con definizione del “chi fa che cosa”);Le imprese sono tenute ad integrare i rispettivi POS (Piani Operativi di Sicurezza) recependo almeno le presenti linee di indirizzo e devono definire (anche semplicemente spuntandole dall’elenco di cui sopra) le misure gestionali che intendono attuare nel cantiere specifico.Indicazioni per l’esposizione solare:L’esposizione diretta alla radiazione UV può provocare danni a carico degli occhi (cataratta) e della pelle (invecchiamento precoce, eritema solere, aumento della possibilità di insorgenza del melanoma maligno).  Per la valutazione e gestione del rischio è possibile avvalersi dell’App SOLE SICURO, sviluppata nell’ambito del Piano Regionale Prevenzione di Regione Toscana, basata sull’Indice UV (semplice download sul cellulare). La APP individua le precauzioni da adottare in relazione alla tipologia di lavoro svolto, sulla base del valore massimo giornaliero di Indice UV previsto nel sito ove si svolge la lavorazione all'aperto, tenendo anche conto della riflessione del suolo e dello scenario espositivo specifico in cui si svolge l’attività. APP SOLE SICURO WORKLIMATEELe persone con fototipo chiaro sono particolarmente esposte al rischio e dovrebbero usare creme solari ad alto fattore protettivo sulle zone del corpo non coperte dal vestiario.Si ricorda che l’INAIL raccomanda di non lavorare a torso nudo. Anche per una questione di dignità e decoro è bene utilizzare una T shirt o una polo, possibilmente di colore chiaro, e non rinunciare mai alla copertura della testa.In alcune lavorazioni, quali la conduzione di mezzi d’opera, la manovra della gru, la posa dei prefabbricati industriali ed altre, l’uso degli occhiali da sole è imprescindibile.Il vestiario e gli occhiali per limitare l’esposizione solare sono da considerarsi DPI di I categoria e devono essere forniti dall’impresa. Fonte: Asl FriuliINTEGRAZIONE POS

  • SCHEDA INTEGRAZIONE POS MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE COLPO DI CALORE

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    Integrazione Al Pos Per Lavori Edili Eseguiti In Situazioni Di Canicola   Volendo    privilegiare    l’adozione   delle    misure    gestionali,   il   Datore    di   Lavoro   assieme   a Rappresentante  dei   Lavoratori  se   nominato  e   caposquadra/capocantiere  hanno  adottato  in maniera integrata le seguenti misure:  □   variazione  dell’orario di lavoro  che privilegi le ore più fresche  della giornata, previa richiesta di  autorizzazione in  deroga alle  emissioni   di  rumore da  presentare al Comune in  cui  si svolgono i lavori, per  orari  compresi tra  le 21.00  e  le 07.00  o  diverso  intervallo  di orario consultando i regolamenti del comune ove il cantiere è ubicato;  Note obbligatorie indicare l’orario scelto □   definizione  di  pause  di  recupero  fisiologico   da  consumarsi  in  ambiente  termicamente moderato (dotazione di dispositivi  ombreggianti, quali  ombrelloni o gazebo portatili,  ove manchi    la   possibilità  di   sostare  all’ombra)   e   garanzia  della   possibilità   di   utilizzare liberamente l’acqua potabile fornita  dal  committente, da  pubblici  esercizi  o soggetti terzi, localizzati  nelle  immediate  adiacenze  del  cantiere;  in alternativa  l’Impresa  deve  garantire una  dotazione  adeguata di acqua fresca,  per  consentire  ai lavoratori  di bere  e rinfrescarsi sul  posto di  lavoro  (frigo  portatile);  eventuali  accordi   con  pubblici   esercizi  (locali,  bar) devono essere localizzati nelle immediate vicinanze e si suggerisce uno scambio di comunicazioni scritto  (esempio email);  Note obbligatorie indicare la soluzione di ombreggiamento scelta  □   installazione di dispositivi  ombreggianti sui mezzi d’opera che ne siano sprovvisti;  Note obbligatorie indicare cosa è stato installato e su quale mezzo □   istruzioni   adeguate  e  coerente  azione   del  capocantiere  per   organizzare  le  lavorazioni, evitando  per  quanto  possibile   l’esposizione  solare   diretta  (es.  privilegiare   i  lavori  sulla facciata  in ombra o all’interno dell’edificio nelle ore centrali  del giorno);  □   DPI adeguati al rischio specifico  con  una  specifica  valutazione di prestazione tecnica  per  la necessaria traspirazione del corpo  (Tshirt alta  visibilità in tessuto tecnico)  con  possibilità di prevedere misure  di sicurezza  alternative ad  indumenti che  risultano incompatibili con  la necessaria traspirazione del corpo  (esempio barriere di delimitazione cantiere stradale);  Note obbligatorie indicare le scelte di indumenti/dispositivi di protezione   □   Piano  di  Emergenza  idoneo  a  consentire  l’intervento  più  rapido  possibile   dei  mezzi  di soccorso pubblici  (indicazione delle  coordinate geografiche, diffusione delle  modalità della chiamata  di   emergenza,  addestramento  sulle   procedure  di   intervento  in  attesa  dei soccorsi… con definizione del “chi fa che cosa”); Note obbligatorie indicare chi è l’addetto al primo soccorso (scadenza corso  formazione 3 anni)  □   Altre misure identificate dall’impresa  Firme  Le presenti misure  così come  selezionate sono  state condivise  con il nominato Medico  Competente mediante: □    Invio copia email in data         □    Visione in cantiere in data         □    Altra modalità           SCARICA LA SCHEDA INTEGRAZIONE AL POS (FORMATO WORD)

  • TUTELA DEI LAVORATORI SUL RISCHIO LEGATO AI DANNI DA CALORE.

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    Tutela Dei Lavoratori Sul Rischio Legato Ai Danni Da Calore. Strumenti Preventivi E Indicazioni Operative INL Del 26/07/2022   Per definizione, negli ambienti outdoor è impossibile attuare modifiche dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’esposizione. In ragione della valutazione del rischio “microclima”, debbono essere, pertanto, predisposte opportune misure di prevenzione che permettano di ridurre al minimo i rischi connessi alle ondate di calore che possono incidere negativamente sullo svolgimento dell’attività lavorativa, provocando importanti conseguenze sulla salute, malesseri o anche infortuni.Di conseguenza, qualora durante l’attività ispettiva si riscontri, nei settori in cui il rischio è maggiore (ad es. lavori all’aperto), l’assenza della valutazione del rischio specifico o delle misure di prevenzione da porre necessariamente in atto, si ritiene che si debba procedere non solo ad emettere il verbale di prescrizione ai sensi dell’art. 181, comma 1, del d.lgs. n. 81/2008, in combinato disposto con l’art. 28, co 2, lett. a) (assenza della valutazione del rischio “microclima”), ovvero lett. b) (mancata indicazione delle misure di prevenzione e protezione) del medesimo d.lgs., ma anche ad impartire un ordine di Polizia Giudiziaria, ai sensi dell’art. 55 del c.p.p.Quest’ultimo comporta la sospensione immediata dei lavori o, nei confronti dei lavoratori interessati, delle attività lavorative prive di una valutazione del rischio specifico.I lavori potranno riprendere non appena il datore di lavoro abbia adottato tutte le misure necessarie atte ad evitare/ridurre il rischio, in adempimento del verbale di prescrizione.Qualora invece, durante l’accesso ispettivo, risulti che il datore di lavoro abbia proceduto alla valutazione del rischio e abbia individuato le misure di prevenzione e protezione, e tuttavia le stesse non siano rispettate, si procederà ad emettere un verbale di prescrizione nei confronti del preposto ai sensi dell’art. 19, co. 1, lett. a), per non aver vigilato “sulla osservanza delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. Nelle attività ricadenti nel campo di applicazione del Titolo IV del d. lgs 81/2008 (cantieri temporanei o mobili), il Coordinatore per la progettazione, qualora previsto, all’atto dell’elaborazione del Piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) dovrà prendere in considerazione anche il rischio microclima, in quanto le misure di prevenzione e protezione da attuare incidono sull’organizzazione del cantiere, sul suo allestimento, sulle lavorazioni e la loro interferenza (cfr. allegato XV, punto 2.1.2, lett. c) d.lgs. n. 81/2008). Nell’ambito del PSC potranno, pertanto, essere previste misure di prevenzione idonee al fine di ridurre il rischio come, ad esempio, la presenza di aree di ristoro adeguate alle pause, la variazione dell’inizio delle lavorazioni, ecc.Anche i datori di lavoro delle ditte in appalto dovranno prevedere, all’interno dei relativi POS, misure specifiche di organizzazione delle lavorazioni in cantiere, quali, ad esempio, l’idoneità dei DPI alla stagione in corso, la possibilità di pause o l’anticipo/posticipo delle lavorazioni, la fornitura di bevande, l’accesso all'ombra, ecc., come previsto dall’art. 96, co 1, lett. d), d.lgs. n. 81/2008.Pertanto il Coordinatore per l’esecuzione, nell’ambito dei compiti ad esso attribuiti, dovrà verificare l’applicazione delle misure individuate nel PSC da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi e la presenza delle stesse misure nei relativi POS, provvedendo anche alla sospensione dei lavori per condizioni meteoclimatiche che possano configurare la presenza di un "pericolo grave e imminente" per la salute e la sicurezza dei lavoratori (art. 92, co 1 lett. f), d.lgs. n.81/2008).Nel corso della vigilanza, l’ispettore avrà quindi cura di verificare la presenza della suddetta valutazione nel PSC (ove previsto) e nei vari POS.Laddove si riscontri la carenza della valutazione del rischio “microclima” e delle relative misure di prevenzione nell’ambito del PSC, si procederà alla redazione del verbale di prescrizione nei confronti del CSE ai sensi dell’art. 92, co 1, lett. b) del d.lgs. n. 81/2008 per non aver adeguato il PSC in relazione al rischio microclimatico e/o per non aver individuato le misure di prevenzione.Se la suddetta valutazione non è presente nei POS, il verbale di prescrizione sarà emesso nei confronti del datore di lavoro, ai sensi dell’art. 96, co 1, lett. d) del d.lgs. n. 81/2008, per non aver curato “la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche”, e nei confronti del CSE, qualora il rischio sia stato valutato nel PSC, per non aver verificato “l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 100, assicurandone la coerenza con quest’ultimo”, ai sensi dell’art. 92, co 1, lett. b) del d.lgs. n. 81/2008.Nei confronti dell’impresa affidataria, laddove essa sia presente, dovrà anche essere accertato l’adempimento dell’obbligo di cui all’art. 97, co 1, d.lgs. n. 81/2008 (“verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento”) e di cui al successivo comma 3, lett. b), del medesimo articolo (“verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione”) emettendo, in caso di accertato inadempimento, apposito verbale di prescrizione ai sensi del d.lgs. n. 758 del 1994.Qualora, infine, sia nell’ambito del PSC, ove previsto, sia nell’ambito del POS sia stato valutato il rischio “microclima” e siano state individuate le relative misure di prevenzione, e tuttavia le stesse non siano rispettate, il verbale di prescrizione andrà emesso nei confronti del preposto ai sensi dell’art. 19, co. 1, lett. a), per non aver vigilato “sulla osservanza delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.SCARICA LA NOTA INL

  • CASSA INTEGRAZIONE PERI SOSPENSIONE O RIDUZIONE ATTIVITÀ LAVORATIVA A CAUSA DI TEMPERATURE ELEVATE

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    Istruzioni INPS Per La Cassa Integrazione Ordinaria In Caso Di Sospensione O Riduzione Dell’attività Lavorativa A Causa Di Temperature Elevate   Le imprese potranno chiedere all’Inps il riconoscimento della CIGO quando il termometro supera i 35° centigradi. Ai fini dell’integrazione salariale, però, possono essere considerate idonee anche le temperature “percepite”. In una pubblicazione Inail dedicata a lavoratori, datori di lavoro e figure aziendali della salute e sicurezza, le linee guida per prevenire le patologie da stress termico.I fenomeni climatici estremi sono stati recentemente posti in relazione con un aumento del rischio di infortunio sul lavoro. Inps e Inail rendono note le istruzioni per la gestione del rischio caldo e per l’accesso alle prestazioni cassa integrazione ordinaria per sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa dovuta a temperature elevate.  Le linee guida Inail sono disponibili sul sito istituzionale al seguente link: Gestione del rischio caldo, online le linee guida dell’Inail.Per quanto riguarda le prestazioni CIGO erogate dall’Inps in merito, si forniscono le seguenti informazioni.  La causale “eventi meteo” è invocabile dall’azienda anche in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa delle temperature elevate.Al riguardo, le istruzioni fornite nella circolare Inps n. 139/2016 e nel messaggio Hermes Inps n. 1856/2017 precisano che sono considerate “elevate”, le temperature superiori ai 35° centigradi.  Tuttavia, anche temperature inferiori al predetto valore possono essere considerate idonee ai fini del riconoscimento dell’integrazione salariale, atteso che la valutazione sull’integrabilità della causale in questione deve essere fatta con riferimento non solo alle temperature registrate dai bollettini meteo ma anche a quelle “percepite”, che notoriamente sono più elevate rispetto a quelle reali, tenuto conto della particolare tipologia di lavorazione in atto.Ne sono esempio i lavori di stesura del manto stradale, i lavori di rifacimento di facciate e tetti di costruzioni, le lavorazioni all’aperto che richiedono indumenti di protezione, ma anche tutte le fasi lavorative che, in generale, avvengono in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l’utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore.Si precisa inoltre che l’azienda, nella domanda di CIGO e nella relazione tecnica che deve essere allegata alla domanda stessa, deve solo indicare le giornate di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa e specificare il tipo di lavorazione in atto nelle giornate medesime, mentre non è tenuta a produrre dichiarazioni – di Arpal o di qualsiasi altro organismo certificato – che attestino l’entità della temperatura, né a produrre i bollettini meteo.L’Inps, nel rispetto dell’art. 15, comma 1, della legge n. 183/2011, che fa espresso divieto alle amministrazioni pubbliche di chiedere al cittadino dati ed elementi già in possesso di organismi pubblici, provvede infatti autonomamente ad acquisire d’ufficio i bollettini meteo e a valutarne le risultanze anche in relazione alla tipologia di attività lavorativa in atto.Si fa presente, infine, che, indipendentemente dalle temperature rilevate nei bollettini, l’Inps riconosce la cassa integrazione ordinaria in tutti i casi in cui il responsabile della sicurezza dell’azienda dispone la sospensione delle lavorazioni in quanto ritiene sussistano rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i casi in cui le sospensioni siano dovute a temperature eccessive.Le sedi territoriali Inps, competenti a definire l’istruttoria delle domande di cassa integrazione ordinaria, nonché la Direzione centrale ammortizzatori sociali Inps, deputata a fornire le linee di indirizzo e le istruzioni operative in materia, sono a disposizione delle aziende per fornire consulenza su tale tipologia di richieste nonché completa assistenza nella presentazione delle domande e in tutte le fasi che seguono. SCARICA COMUNICATO STAMPA INPSA questo punto torna utile anche come calcolare la temperatura percepita SCOPRI COME CALCOLARLA IN EXCEL

  • UV INDEX INDICE UNIVERSALE DELLE RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE

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    Il Global Solar UV Index È Un Indice Predittivo Cheprevede L’intensità Della Radiazione UV Solare Giornaliera Di Una Determinata Area Geografica.   Il Global Solar UV Index è uno strumento operativo importante che insieme ad altre iniziative aventi in comune spiccati contenuti informativo-educativi intende raggiungere una più omogenea e sostanziale riduzione del rischio associato con l'eccessiva esposizione alla radiazione ultravioletta. CHE COSA E 'L'INDICE UNIVERSALE DELLA RADIAZIONE UV SOLARE?L'Indice Universale della Radiazione UV Solare (UVI) descrive il livello di radiazione UV solare sulla superficie terrestre.  I valori dell'indice variano da zero in su: più è alto il valore dell'indice, maggiore è il potenziale di danno per la pelle e per gli occhi e minore è il tempo necessario perché detto danno accada PERCHE' ABBIAMO BISOGNO DELL'UVI?Il notevole aumento dell'incidenza dei tumori cutanei nella popolazione mondiale di pelle chiara è fortemente associato all'eccessiva esposizione al sole; esso può dipendere anche dall'uso di fonti artificiali di raggi UV, quali i lettini solari.  I dati attuali indicano che le abitudini personali nell'esposizione al sole costituiscono il fattore di rischio individuale più importante per il danno associato alla radiazione UV.  L'UVI è un importante indicatore che accresce la consapevolezza dei rischi derivanti dall'eccessiva esposizione ai raggi UV, e stimola l'attenzione della popolazione sulla necessità di adottare misure protettive.Incoraggiare le persone a ridurre la loro esposizione al sole può aiutare a limitare gli effetti dannosi alla salute dell'esposizione alla radiazione UV e a ridurre significativamente le spese delle relative cure sanitarie. COME SI DOVREBBE USARE L'UVI?Questo strumento educativo dovrebbe essere utilizzato come parte integrante di un programma di informazione dell'opinione pubblica sui rischi sanitari da raggi UV e sulla conseguente protezione dal sole, programma finalizzato al cambiamento del modo di pensare e del comportamento delle persone nell'esposizione ai raggi UV. L'UVI dovrebbe interessare soprattutto i gruppi di popolazione più vulnerabili e maggiormente esposti al sole, come i bambini e i turisti, e dovrebbe informare la gente sui diversi effetti dannosi indotti dalla radiazione UV, come le ustioni solari, i tumori cutanei e l'invecchiamento della pelle, l'infiammazione degli occhi ed i danni al sistema immunitario. I messaggi educativi dovrebbero mettere in evidenza che ilrischio di rischi nocivi per la salute connessi con l'esposizione ai raggi UV è cumulativo, e che l'esposizione nella vita di ogni giorno può essere importante tanto quanto quella durante le vacanze in climi assolati. Indice UV 0-2,90: significa il minimo pericolo derivante dai raggi del sole per una persona di carnagione media. Molte persone possono stare sotto il sole fino ad un’ora anche nel picco giornaliero (11 -16) senza scottarsi. Tuttavia, individui con una pelle molto sensibile e neonati dovrebbero sempre stare al riparo dal sole. Indice UV 3,00-5,90: significa rischio basso per stare al sole senza protezione. Persone di pelle chiara possono però scottarsi in meno di 20 minuti. Indossare un cappello con un’ampia visiera e occhiali da sole protegge gli occhi. Usare sempre una crema protettiva di almeno 50 come SPF, e indossare capi a manica lunga se ci si trova all’esterno. Indice UV 6,00-7,90: significa rischio moderato di pericolo se esposti al sole senza protezione. Gli individui di pelle chiara possono scottarsi in meno di 20 minuti. Indossare un cappello con un’ampia visiera e occhiali da sole protegge gli occhi. Usare sempre una crema protettiva di almeno 50 come SPF, e indossare capi a manica lunga quando all’esterno. E’ bene ricordarsi di proteggere aree particolarmente sensibili come il naso ed i padiglioni auricolari. Lo schermo solare può prevenire danni come l’eritema ed alcuni degli effetti dannosi dei raggi solari sul sistema immunitario.  E’ bene usare un balsamo per le labbra che contenga uno schermo solare. Questa crema per  le labbra può aiutare alcuni individui a evitare escoriazioni alle labbra. Indice UV 8,00-10,90: significa alto rischio di avere problemi di varia natura se esposti al sole senza protezione. Individui di pelle particolarmente chiara tuttavia possono scottarsi in meno di 10 minuti. E’ bene minimizzare l’esposizione al sole durante le ore tra le 11 e le 16. Proteggiti applicando creme solari ad almeno 50 di SPF. Indossa capi protettivi ed occhiali da sole per proteggere gli occhi. Quando all’esterno, è sempre meglio cercare l’ombra. Non dimenticare che l’acqua, la sabbia, le superfici piastrellate ed il vetro riflettono i raggi UV anche sotto un albero, vicino ad un palazzo o sotto l’ombrellone al mare. Indossa capi a maniche lunghe, calzoni fatti di tessuto che non lascia penetrare la luce del sole. I raggi UV possono passare attraverso i buchi e gli spazi dei vestiti non finemente tessuti. Indice UV 11+: significa rischio molto alto di avere problemi se esposti al sole senza protezione. Gli individui con la pelle chiarissima si possono scottare in meno di 5 minuti. Soprattutto i lavoratori all’aperto ed i vacanzieri che possono ricevere intensa esposizione al sole sono a rischio. E’ bene minimizzare l’esposizione durante le ore più calde del giorno (11-16) e si consiglia di applicare crema protettiva di 15 + come SPF ogni due ore. Evita di stare al sole il più possibile ed indossa occhiali da sole che bloccano il 99-100% di tutti i raggi UV (UVA e UVB). Indossa un cappello con un’ampia visiera che possa bloccare circa il 50% delle radiazioni solari che raggiungono agli occhi. I danni da UVSulla base della letteratura scientifica, l’Oms ha identificato nove malattie strettamente legate all’esposizione a radiazioni ultraviolette:melanoma cutaneo, tumore maligno dei melanociti, cellule della pelle che producono il pigmento cutaneo (melanina)carcinoma squamoso della pelle, tumore maligno che, rispetto al melanoma, ha un’evoluzione più lenta ed è associato a minore morbilità e mortalitàcarcinoma basocellulare (basalioma), tumore cutaneo che si sviluppa prevalentemente in età avanzata e si diffonde lentamente e localmentecarcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, raro tumore ocularecheratosi, malattie croniche della pelle che in rare occasioni possono generare lesioni pretumoraliscottaturecataratta corticale, degenerazione del cristallino, che diventa sempre più opaco fino a compromettere la vista e che, in certi casi, può portare anche alla cecitàpterigio, inspessimento della congiuntiva che porta a opacizzazione della cornea o a una limitazione dei movimenti oculaririattivazione dell’herpes labiale, a causa dell’immunosoppressione indotta dall’eccesso di UV. SCARICA LA TABELLA IN EXCEL UV INDEX SCARICA LA TABELLA IN EXCEL

  • ESPOSIZIONE A TEMPERATURE ESTREME ED IMPATTI SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

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    Guida Informativa Per I Lavoratori, I Datori Di Lavoro E Per I Soggetti Preposti All’attività Di Prevenzione   La pubblicazione rientra tra gli strumenti informativi del progetto di ricerca, frutto della collaborazione tra Inail e Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe).    Lo studio comprende un ampio programma di attività per l’analisi dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute e la sicurezza dei lavoratoriLa guida contiene una serie di materiali informativi relativi alle patologie da calore, alle raccomandazioni per una corretta gestione del rischio, alle condizioni patologiche che aumentano la suscettibilità al caldo e ai temi della disidratazione e dell’organizzazione delle pause.I materiali sono stati raccolti in un unico documento che consente di disporre di una guida pratica e di facile consultazione per gestire il rischio di esposizione al caldo nei luoghi di lavoro, al fine di mitigare gli effetti sulla salute e di prevenire i rischi. Fonte:Inail 2022 SCARICA LA GUIDA INAIL Tempo addietro avevamo gia' raccolto le utili informazioni in slide powerpoint. Vai alla sezione dove puoi scaricare le slide powerpoint sul tema.

  • PREVENZIONE DEL RISCHIO MICROCLIMA- RISCHIO DA CALDO

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    Patologie Da Calore E Fattori Che Contribuiscono Alla Loro Insorgenza E' scaribile dal paf materiale informativo sviluppato nell'ambito del progetto inail bric worklimatesi tratta di brochure informative sulle patologie da calore, sui fattori che contribuiscono alla loro insorgenza, sulle raccomandazioni da seguire per un’efficace pianificazione degli interventi aziendali in materia di prevenzione del rischio microclima, da adottare nell’ambito della specifica organizzazione del sistema di prevenzione aziendale (ai sensi art. 2 comma 2 d.lgs. 81/08). Si ricorda che è compito e cura del datore di lavoro – tramite il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi – l’individuazione delle procedure specifiche per l’attuazione delle misure ivi descritte, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, e a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri, secondo quanto prescritto dal D.lgs. 81/08. PATOLOGIE DA CALORE E FATTORI CHE CONTRIBUISCONO ALLA LORO INSORGENZA CHE COSA SONO LE PATOLOGIE DA CALORE?Sono condizioni cliniche correlate all'esposizione a elevate temperature ambientali e a ondate di calore e comprendono: 1. CRAMPI DA CALORE. Sono dolori muscolari causati dalla perdita di sali e liquidi corporei durante la sudorazione.  Cosa fare: I lavoratori con crampi da calore dovrebbero interrompere l’attività e reintegrare i sali minerali persi consumando integratori salini ed eventualmente essere reidratati con una soluzione fisiologica per via orale o endovenosa.  È utile massaggiare i muscoli colpiti dal crampo per ridurre il dolore.  Se dopo un’ora di riposo il dolore non passa, contattare il medico competente. 2. DERMATITE DA SUDORE. È il problema più comune negli ambienti di lavoro caldi.  È causata dalla macerazione cutanea indotta dalla eccessiva presenza di sudore e si presenta sotto forma di piccoli brufoli o vescicole.  L'eruzione cutanea può comparire sul collo, sulla parte superiore del torace, sull'inguine, sotto il seno e sulle pieghe del gomito. Cosa fare: Il miglior trattamento consiste nello spostarsi in un ambiente di lavoro più fresco e meno umido.  L'area dell'eruzione cutanea deve essere mantenuta asciutta. Eventualmente può essere applicato del talco sull’area colpita per diminuire il fastidio, mentre è sconsigliato l’utilizzo di unguenti o creme che potrebbero peggiorare la situazione. 3. SQUILIBRI IDROMINERALI. Conseguenti a profuse perdite idriche, in genere dovute a sudorazione e a iperventilazione, in assenza di adeguato reintegro di acqua.  Successivamente si instaura un deficit sodico dovuto ad inadeguato ripristino del sodio perso con il sudore.  I segni e sintomi della disidratazione sono riportati in Tabella 1.Cosa fare: Stimolare subito il lavoratore a bere in abbondanza. In caso di forte sudorazione, reintrodurre insieme ai liquidi anche i sali minerali persi con uno snack e/o integratori. Se i sintomi non migliorano contattare il medico competente e in caso di sintomi gravi allertare il 118. 4. SINCOPE DOVUTA A CALORE. Consegue ad un’eccessiva vasodilatazione, con stasi venosa periferica, ipotensione e insufficiente flusso sanguigno cerebrale, e si manifesta con una perdita di coscienza preceduta da pallore, stordimento e vertigini.  Può esserci ipertermia fino a 39°C, ma senza abolizione della sudorazione né agitazione motoria. 5. ESAURIMENTO o STRESS DA CALORE. È caratterizzato da un esaurimento della capacità di adattamento (del cuore e del sistema termoregolatorio), specie in soggetti non acclimatati sottoposti a sforzi fisici intensi.  I segni e i sintomi di esaurimento da calore sono riportati in Tabella 1. Cosa fare: Far spostare il lavoratore in un luogo fresco e, se non è presente nausea, incoraggiarlo a bere acqua fresca con sorsi brevi ma frequenti, ad alleggerire l’abbigliamento e a raffreddare con acqua fredda testa, collo, viso e arti. I lavoratori con segni o sintomi di esaurimento da calore dovrebbero essere portati all’osservazione del medico o al pronto soccorso per la valutazione e il trattamento. Se i sintomi peggiorano, deve essere allertato il 118. Qualcuno deve sempre rimanere con il lavoratore fino all'arrivo dei soccorsi. 6. COLPO DI CALORE. Si verifica se lo stress da calore non è trattato tempestivamente, quando il centro di termoregolazione dell’organismo è gravemente compromesso dall’esposizione al caldo e la temperatura corporea sale a livelli critici (superiori a 40°C).  Si tratta di un'emergenza medica che può provocare danni agli organi interni e nei casi più gravi la morte.  I segni e sintomi del colpo di calore sono riportati in Tabella 1.Cosa fare: Se un lavoratore mostra i segni di un possibile colpo di calore, è necessario chiamare immediatamente il 118. Fino all'arrivo dei soccorsi è importante spostare il lavoratore in un'area fresca e ombreggiata e rimuovere quanti più indumenti possibile, bagnare il lavoratore con acqua fresca, o applicare asciugamani imbevuti d’acqua fresca su testa, collo, viso e arti e far circolare l'aria per accelerare il raffreddamento. FATTORI CHE CONTRIBUISCONO ALL’INSORGENZA DELLE PATOLOGIE DA CALORE:● Alta temperatura dell’aria e alti tassi di umidità● Basso consumo di liquidi● Esposizione diretta al sole (senza ombra)● Movimento d'aria limitato (assenza di aree ventilate)● Attività fisica intensa● Alimentazione non adeguata● Insufficiente periodo di acclimatamento● Uso di indumenti pesanti e dispositivi di protezione● Condizioni di suscettibilità individuale CONDIZIONI CRONICHE CHE AUMENTANO LA SUSCETTIBILITÀ AL CALDO Malattie Della TiroideGli Ormoni Tiroidei Inducono Liberazione Di Energia Termica Dalle CelluleObesitàNei Soggetti Obesi Aumenta Lo Sforzo Cardiaco Necessario Per Lavorare In Ambienti Caldi Asma E Bronchite CronicaIl Caldo Può Provocare Broncocostrizione E Attacchi Di Asma Specialmente In Presenza Di Alti Tassi Di Umidità Disturbi Psichici E Malattie Neurologiche  Possono Causare Un’alterata Percezione Dei Rischi Associati Al Caldo E La Conseguente Assunzione Di Comportamenti Inadeguati  Patologie CardiovascolariPossono Rendere Difficile Il Potenziamento Del Lavoro  Ardiaco Necessario Da Una Parte Per Disperdere Il Calore Attraverso Un Aumento Del Flusso Verso I Distretti PerifericiE Dall’altra Per Incrementare Il Flusso Sanguigno Verso I Distretti Muscolari Interessati Dallo Sforzo, Soprattutto PerMansioni Lavorative Ad Elevato Impegno Metabolico Diabete  ● Ostacola La Dispersione Di Calore A Seguito Della Ridotta Vasodilatazione Al Caldo Per Una Globale Alterazione Della Reattività Del Microcircolo, Condizione Esacerbata Da Una Eventuale Neurtopatia Perifierica, Che Riduce E Rallenta L’attivazione Dei Meccanismi Termoregolatori  ● In Caso Di Sforzi Fisici Intensi Si Possono Verificare Abbassamenti Della Glicemia  Persone ipertese e con patologie cardiovascolari  ● Attenzione alla corretta idratazione ed al reintegro, oltre che dei liquidi persi, anche dei sali minerali, specialmente in presenza di fattori di rischio concomitanti (es. infezioni gastrointestinali) che possono favorire l’insorgenza di aritmie  ● Attenzione ad alzarsi bruscamente per evitare sbalzi improvvisi di pressione  ● Monitorare più spesso la pressione arteriosa durante l’estate, e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia  ● Se si soffre di ipertensione ridurre il consumo di sale   Persone con malattie respiratorie● Portare con sé la terapia da effettuare in caso di broncocostrizione Persone con disturbi psichici o neurologici● Idratarsi adeguatamente e assumere regolarmente le terapiePersone con disturbi renali● Monitorare più spesso la pressione arteriosa● Idratarsi adeguatamente e seguire unasana alimentazione preferendo alimenti ricchi di fibre e poveri di potassio Persone con diabete  ● Ostacola la dispersione di calore a seguito della ridotta vasodilatazione al caldo per una globale alterazione della reattività del microcircolo, condizione esacerbata da una eventuale neurtopatia perifierica, che riduce e rallenta l’attivazione dei meccanismi termoregolatori  ● In caso di sforzi fisici intensi si possono verificare abbassamenti della glicemia Per tutti i lavoratori con una condizione cronica  ● Confrontarsi con il medico competente e con il medico curante sui corretti comportamenti da adottare in caso di esposizione al caldo  ● Tenere presente che l’organismo ha bisogno di adattarsi al caldo in modo graduale  ● Già prima del turno di lavoro rinfrescarsi e idratarsi con bevande fresche, limitando il consumo di caffè che favorisce la disidratazione  ● Seguire una sana alimentazione nutrendosi a sufficienza ed evitando il consumo di alcol  ● Informarsi sulle previsioni degli effetti del caldo sui lavoratori in funzione di vari contesti occupazionali –  consultare https://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp e https://www.worklimate.it/scelta-mappa/  ● Fare attenzione a sintomi come sudorazione intensa, cefalea, nausea, crampi: allerta rapidamente i colleghi e il responsabile per la sicurezza  ● In caso di aggravamento dei sintomi contattare rapidamente il 118  ● Non sospendere autonomamente le terapie in corso: una sospensione, anche temporanea, della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico  ● Per saperne di più: http://www.salute.gov.it/caldo DECALOGO PER LA PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE DA CALORE NEI LUOGHI DI LAVORO RACCOMANDAZIONI MIRATE AD UN'EFFICACE PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI AZIENDALI IN MATERIA DI PREVENZIONE DEL RISCHIO MICROCLIMA, DA ADOTTARE NELL’AMBITO DELLA SPECIFICA ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE (AI SENSI ART. 2 COMMA 2 D.LGS. 81/08).  È compito e cura del datore di lavoro - tramite il SPP - l’individuazione delle procedure specifiche per l’attuazione delle misure ivi descritte, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, e a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri, secondo quanto prescritto dal D.lgs. 81/08.  DESIGNARE UNA PERSONA CHE SOVRINTENDA AL PIANO DI SORVEGLIANZA PER LA PREVENZIONE DEGLI EFFETTI DELLO STRESS DA CALDO SULLA SALUTE E SULLA SICUREZZA E L’ADEGUATA RISPOSTA Individuare un responsabile, presente sul luogo dove si svolge l’attività, che potrà anche coincidere con il preposto, per la sorveglianza delle condizioni meteoclimatiche, formato sull’appropriato uso dell’indice di calore e sugli indicatori di rischio di stress termico, preposto all’attuazione delle misure di tutela specifiche in caso di insorgenza delle condizioni di stress termico. IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO L'identificazione dei pericoli implica il riconoscimento dei rischi legati al caldo e delle patologie da calore, dovute agli effetti di alte temperature, elevata umidità, dell’esposizione al sole o ad altre fonti di calore, alle esigenze lavorative, agli indumenti di lavoro, ai dispositivi di protezione individuale (DPI) e a fattori di rischio personali.  Gli strumenti di identificazione includono l’utilizzo di piattaforme previsionali di allerta da caldo specifiche per i lavoratori, come quella messa a punto nell’ambito del Progetto WORKLIMATE ( https://www.worklimate.it/scelta-mappa/ ), in grado di fornire previsioni personalizzate sulla base dell’attività fisica svolta dal lavoratore e dell’ambiente di lavoro (es. esposizione al sole o in zone d’ombra).  In una fase di screening preliminare, al fine di individuare le condizioni di criticità e predisporre un adeguato piano d’azione, a partire dalla tutela dei soggetti più a rischio, è possibile utilizzare uno dei tanti indici semplificati disponibili e che richiedono la sola conoscenza di temperatura e umidità dell’aria, valutabili con l’utilizzo di un termoigrometro sul luogo di lavoro, ovvero – in sede di valutazione - utilizzando i dati storici per il sito in esame. Sul Portale Agenti Fisici alla sezione microclima sono disponibili strumenti di calcolo che consentono la stima previsionale del rischio microclima in relazione a differenti attività lavorative e scenari espositivi.  Anche nel caso di appalto di lavorazioni i committenti sono responsabili del rispetto delle norme per la prevenzione e protezione della salute e sicurezza dei lavoratori, tenendo conto anche del rischio associato al caldo, con particolare riferimento agli interventi di primo soccorso.  FORMAZIONE   La formazione ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei lavoratori sugli effetti sulla salute dello stress da caldo e sulle misure di prevenzione e protezione da adottare.  Deve comprendere raccomandazioni sugli abiti preferibilmente da indossare, sull’importanza di mantenere un ottimo stato di idratazione e un’alimentazione equilibrata, sui fattori di rischio individuali e la gestione dei sintomi delle patologie da calore - come prevenirne l’insorgenza e come e quando riconoscere i sintomi.  È importante che la formazione dei lavoratori venga fatta in una lingua che i lavoratori comprendano.  Oltre che per i lavoratori, si raccomanda anche la formazione specifica sui rischi per i lavoratori legato allo stress termico e sulle strategie di prevenzione e mitigazione per il preposto per la sicurezza e l’addetto al primo soccorso STRATEGIE DI PREVENZIONE E PROTEZIONI INDIVIDUALI PER I LAVORATORI Idratazione  Rendere disponibile acqua potabile da bere e acqua per rinfrescarsi. Acqua fresca potabile deve essere sempre disponibile e facilmente accessibile. In situazioni di esposizione al caldo, i lavoratori dovrebbero essere incoraggiati a bere circa un litro d'acqua ogni ora, ovvero circa un bicchiere d’acqua ogni quindici minuti. Bere solo quando si ha sete può andare bene nei giorni freschi, ma in occasione di un’ondata di calore, o, in generale, dell'esposizione a temperature elevate si dovrebbero seguire alcune semplici regole per una corretta idratazione:  ● Si raccomanda che i lavoratori:  ● facciano massima attenzione al proprio livello di idratazione e bevano prima di avvertire la sete;  ● evitino di bere più di 1,5 litri di acqua in un’ora. L’eccesso di liquidi provoca carenza di sali minerali e può causare effetti negativi sulla salute;  ● limitino l’assunzione di bevande energetiche utilizzate in ambito sportivo e/o l’assunzione autonoma di integratori salini per compensare i sali minerali persi con la sudorazione.  Le bevande energetiche possono avere effetti negativi in termini di eccesso di calorie ingerite e provocare disturbi elettrolitici. In genere un’alimentazione equilibrata è in grado di reintegrare la perdita di sali dovuta alla sudorazione.  L’assunzione di bevande energetiche o di integratori dovrebbe avvenire solo sotto supervisione medica.  ● Contenitori per l’acqua dovrebbero essere installati in diverse postazioni sul luogo di lavoro.  ● Per le attività all'aperto, i lavoratori possono utilizzare zaini o cinture per l’idratazione dotate di apposito sistema di conservazione e di costante accesso all'acqua.  ● In alternativa, piccoli refrigeratori contenenti acqua o grandi brocche d'acqua possono essere installati in postazioni all’ombra, in aree frequentate dai lavoratori durante la giornata.  Abbigliamento  ● Consigliare ai lavoratori di indossare, se possibile, abiti leggeri in fibre naturali, traspiranti e di colore chiaro e che ricoprano buona parte del corpo (es. maglietta leggera a maniche lunghe: è importante non lavorare a pelle nuda) e consigliare di indossare se possibile un copricapo con visiera o a tesa larga e occhiali da sole con filtri UV.  ● A seguito di parere positivo da parte del medico competente, consigliare ai lavoratori di applicare una crema solare ad alta protezione (SPF 50+) nelle parti del corpo che rimangono scoperte.  ● Possono essere forniti indumenti refrigeranti o gilet ventilati ai lavoratori più esposti che svolgono lavori pesanti.  RIORGANIZZAZIONE DEI TURNI DI LAVORO La modifica degli orari di lavoro può ridurre l'esposizione dei lavoratori al calore. Consultare le previsioni di allerta dei rischi correlati allo stress da caldo per i lavoratori https://www.worklimate.it/scelta-mappa .  ● La riprogrammazione delle attività che non sono prioritarie e che sono da condursi all'aperto in giorni con condizioni meteoclimatiche più favorevoli.  ● La pianificazione delle attività che richiedono un maggiore sforzo fisico durante i momenti più freschi della giornata. ● L’alternanza dei turni tra i lavoratori in modo da minimizzare l’esposizione individuale al caldo o al sole diretto.  ● L’interruzione del lavoro in casi estremi quando il rischio di patologie da calore è molto alto.  RENDERE DISPONIBILI E ACCESSIBILI AREE OMBREGGIATE PER LE PAUSE Per quanto possibile assicurare la disponibilità di aree completamente ombreggiate o climatizzate per le pause e il raffreddamento.  Pianificare pause brevi ma frequenti in luoghi ombreggiati non causa perdite di produttività, ma anzi, ci sono evidenze che in assenza di pause pianificate il ritmo di lavoro si rallenta e aumenta il rischio di errore umano.  ● Si raccomanda, compatibilmente con l’attività lavorativa svolta, di utilizzare segnali acustici, messaggi audio, qualsiasi tipo di comunicazione efficace per ricordare ai lavoratori di effettuare pause al fresco per la reidratazione e il rinfrescamento.  ● I pasti dovranno essere consumati sempre in aree ombreggiate (ove applicabile, si consiglia di fornire ai lavoratori pasti adeguati ricchi in frutta e verdura, evitando cibi ricchi di grassi e sale che rallentano la digestione e predispongono allo stress da caldo).  FAVORIRE L’ACCLIMATAZIONE DEI LAVORATORI  L'acclimatazione consiste in una serie di modificazioni fisiologiche che consentono all’organismo di tollerare la conduzione di mansioni lavorative in condizioni di esposizione a temperature elevate.  Si ottiene aumentando gradualmente i carichi di lavoro e l'esposizione al calore dei lavoratori e favorendo l’effettuazione di frequenti pause per l'approvvigionamento di acqua e il riposo all'ombra.  Sono necessari dai 7 ai 14 giorni per raggiungere uno stato di acclimatazione (di più nel caso in cui il lavoratore stia assumendo determinati farmaci o sia affetto da patologie croniche). In linea con quanto raccomandato dagli organismi internazionali per la protezione della salute occupazionale si consiglia che, in caso di ondata di calore i lavoratori neo-assunti e quelli che riprendono il lavoro dopo un'assenza prolungata inizino con il 20% del carico di lavoro il primo giorno e aumentino gradualmente il carico ogni giorno successivo; i lavoratori esperti dovrebbero iniziare il primo giorno al 50% del carico normale, e anch’essi aumentare gradualmente il carico nei giorni successivi.  È importante tenere presente che:  ● l'acclimatazione si mantiene solo per alcuni giorni se si interrompe l’attività lavorativa  ● i disturbi da caldo si verificano spesso durante i primi giorni di attività lavorativa e/o nei primi giorni di un’ondata di calore o in concomitanza con le prime esposizioni stagionali a temperature particolarmente elevate;  ● particolare attenzione va prestata ai lavoratori neo-assunti, ovvero lavoratori giovani e in ottime condizioni di salute ma con meno esperienza lavorativa alle spalle. REALIZZAZIONE DEL “SISTEMA DEL COMPAGNO”  Promuovere il reciproco controllo dei lavoratori soprattutto in momenti della giornata caratterizzati da temperature particolarmente elevate o, in generale, durante le ondate di calore. In caso di insorgenza di segni e sintomi di patologie da calore, un compagno vicino potrà chiamare il 118 (o il numero unico 112) e prestare il primo soccorso nel rispetto delle norme anti Covid-19, indicando il luogo esatto in cui vengono svolte le lavorazioni.  PIANIFICAZIONE E RISPOSTA ALLE EMERGENZE Prima dell’esposizione dei lavoratori al calore (all’aperto o al chiuso) è importante sviluppare con la collaborazione del medico competente e del responsabile della sicurezza un piano di sorveglianza per il monitoraggio dei segni e dei sintomi delle patologie da calore e di risposta alle emergenze, per favorire precocemente la diagnosi e il trattamento. Il piano deve includere informazioni su cosa fare quando qualcuno mostra i segni delle patologie da calore, come contattare i soccorsi, quali misure di primo soccorso attuare in attesa dell'arrivo dei soccorsi.  Tutti i lavoratori devono essere messi a conoscenza del piano e devono essere in grado di riconoscere i sintomi legati allo stress termico. I lavoratori che presentino l'insorgenza di patologie da calore devono cessare immediatamente di svolgere le attività che stavano svolgendo, rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca e bere acqua potabile.  Essere in stato confusionale può essere un segno di colpo di calore e richiede un’immediata assistenza medica. Nel trattamento di una grave malattia da calore, il raffreddamento è l’azione prioritaria da intraprendersi immediatamente, ed è indispensabile prevedere che venga sempre messa in atto all’insorgenza dei sintomi. È da tenere sempre presente che:  ● Sentirsi male mentre si lavora al caldo è un serio segnale di allerta. Qualsiasi lavoratore che riferisca di sentirsi male durante il lavoro in condizioni di caldo corre il rischio dell’esaurimento da calore, situazione clinica che può rapidamente progredire in un colpo di calore se non trattata prontamente.  ● Il primo intervento di soccorso in caso di sospetto esaurimento da calore o colpo di calore comporta il RAFFREDDAMENTO del corpo il più rapidamente possibile, oltre al dare da bere acqua potabile o a somministrare soluzioni isotoniche di cloruro di sodio per ripristinare la perdita di sali.  ● Le persone con una grave malattia da calore non sempre sono in grado di riconoscere i rischi che stanno correndo. Se un lavoratore mostra segni di esaurimento da calore o colpo di calore, non deve essere mai lasciato solo fino a quando non arrivano i soccorsi.  MISURE SPECIFICHE PER I LUOGHI DI LAVORO IN AMBIENTI CHIUSI  I luoghi di lavoro in ambienti chiusi possono essere raffreddati con l’utilizzo del condizionatore o, in alternativa, se la temperatura dell’aria è inferiore alla temperatura media corporea (circa 35°C), del ventilatore.  È importante ricordare che i ventilatori meccanici accelerano soltanto il movimento dell’aria ma non abbassano la temperatura ambientale. Il condizionatore va utilizzato in modo corretto (vedi opuscolo Ministero della Salute https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_117_allegato.pdf ).  Altri metodi per abbassare la temperatura ambientale includono l’utilizzo di schermi riflettenti per l’allontanamento del calore radiante e l’isolamento termico degli infissi.  Se sono presenti macchinari/superfici calde si possono posizionare schermi protettivi fra il lavoratore e le sorgenti radianti eventualmente presenti (semplici superfici riflettenti o riflettenti ed assorbenti) e si può ridurre, laddove possibile, l’emissività della superficie calda della sorgente radiante rivestendola con del materiale isolante.  L’IMPORTANZA DI MANTENERE UN BUONO STATO DI IDRATAZIONE LA DISIDRATAZIONE PREDISPONE AL RISCHIO DI INFORTUNI SUL LAVORO E DI INSORGENZA DELLE PATOLOGIE DA CALORE.QUESTA CONDIZIONE SE DIVENTA CRONICA AUMENTA IL RISCHIO DI PATOLOGIE, COME QUELLE RENALI.LE PRESTAZIONI LAVORATIVE PEGGIORANO IN CONDIZIONI DI DISIDRATAZIONE E ANCHE LA PRODUTTIVITÀ NE RISENTE I lavoratori possono valutare il proprio stato di idratazione controllando la quantità e il colore dell’urina emessa: si è in buono stato di idratazione se si avverte lo stimolo a urinare una volta ogni 2 o 3 ore e se l’urina è di colore chiaro. FATTORI CHE FAVORISCONO LA DISIDRATAZIONE E LE PATOLOGIE DA CALORE ● Presenza di malattie quali bronchite cronica, malattie cardiache, diabete, gastroenteriti  ● Uso di farmaci per la cura di malattie croniche ed es. diuretici, antidepressivi, anticoagulanti  ● Alimentazione non adeguata  ● Insufficiente periodo di acclimatamento  ● Abbigliamento pesante, non traspirante (es. dispositivi di protezione individuale, uniformi o tute da lavoro)  ● Ritmo e intensità di lavoro sostenuti AL LAVORO È IMPORTANTE CONTINUARE A BERE DURANTE LA GIORNATA E PRIMA DI AVVERTIRE IL SENSO DELLA SETE Chi lavora in condizioni di esposizione al caldo, soprattutto quando intenso e persistente, dovrebbe bere 1 bicchiere (250 ml) di acqua ogni 15-20 minuti, ovvero circa 1 litro all'ora.  Bere un bicchiere d’acqua ogni 15-20 minuti è più efficace che bere maggiori quantità più di rado. In caso di forte sudorazione, reintrodurre insieme ai liquidi anche i sali minerali persi con un’alimentazione ricca di frutta e verdura e, in caso di sforzo fisico intenso, con integratori, su consiglio del medico competente o curante.  PER IL DATORE DI LAVORO  ● Distributori di acqua dovrebbero essere installati in diverse postazioni sul luogo di lavoro.  ● Per le attività all'aperto, i lavoratori possono utilizzare zaini o cinture per l’idratazione dotate di apposito sistema di conservazione e di costante accesso all'acqua.  ● In alternativa, refrigeratori contenenti acqua o grandi brocche d'acqua possono essere installati in postazioni all’ombra, in aree frequentate dai lavoratori durante la giornata L’IMPORTANZA DELLE PAUSE PROGRAMMATE PER I LAVORATORI ESPOSTI AL CALDO NON È RACCOMANDABILE LAVORARE CONTINUATIVAMENTE IN CONDIZIONI DI ESPOSIZIONE AL CALDO SENZA FARE PAUSE: È IMPORTANTE FARE PAUSE PERIODICHE PER RINFRESCARSI ATTENDERE DI AVVERTIRE LA STANCHEZZA PRIMA DI FARE UNA PAUSAPOTREBBE NON ESSERE SUFFICIENTE. Pause dal lavoro brevi e tanto più frequenti quanto maggiore è il rischio associato al caldo possono ridurre i rischi per la salute senza influenzare la produttività.È consigliabile concordare con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o con il Datore di lavoro un Piano di alternanza tra le attività lavorative e le pause.PRESTA ATTENZIONE ALLE PREVISIONI GIORNALIERE SULLE ONDATE DI CALORE ED OTTIENI UNA PREVISIONE PERSONALIZZATA DEL RISCHIO LEGATO ALLO STRESS DA CALDOSi raccomanda la consultazione di piattaforme previsionali di allerta da caldo specifiche per i lavoratori, come quella messa a punto nell’ambito del Progetto WORKLIMATE ( https://www.worklimate.it/scelta-mappa/ ), in grado di fornire previsionipersonalizzate sulla base dell’attività fisica svolta dal lavoratore e dell’ambiente di lavoro (es. esposizion  al sole o in zone d’ombra).Le raccomandazioni sono diversificate in base all’intensità dell’attività lavorativa e al grado di esposizione al caldo:● chi esegue un’attività lavorativa moderata durante un’ondata di calore dovrebbe seguire una serie di raccomandazioni per proteggersi dal caldo simili a quelle della popolazione generale (idratazione, alimentazione, abbigliamento) e fare pause frequenti in luoghi ombreggiati o con aria condizionata.● chi esegue un’attività lavorativa intensa durante un’ondata di calore dovrebbe usare estrema cautela:● il rischio di patologie da calore in questo caso è alto. In aggiunta alle raccomandazioni generali su idratazione, alimentazione, abbigliamento, quindi, se ne aggiungono altre relative alla gestione dell’attività lavorativa.● È fortemente consigliato valutare con il Datore di Lavoro l’opportunità di rimodulare l’attività lavorativa (ritmo e turni), ad esempio con un’interruzione delle attività che richiedono un maggiore sforzo fisico nelle ore più calde e programmando pause frequenti in luoghi ombreggiati   Fonte:worklimate Informativa sulle patologie da calore e sui fattori che contribuiscono alla loro insorgenza Le condizioni croniche che aumentano la suscettibilità al caldo Decalogo per la prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro L’importanza di mantenere un buono stato di idratazione L’importanza delle pause programmate per i lavoratori esposti al caldo Se i collegamenti alla fonte non funzionassero potete scaricare i documenti aggiornati 2022 al link sotto riportato. 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  • MICROCLIMA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

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    PILLOLE DI SICUREZZA AD USO DEI LAVORATORI   Le parti del Decreto legislativo 81/2008 che fanno diretto o indiretto riferimento al rischio microclimatico, sono diverse. In modo esemplificativo alcune indicazioni contenute nell’allegato IV (Requisiti dei luoghi di lavoro) in relazione alla temperatura dei locali:1.9.2. Temperatura dei locali1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.11.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possonoesercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti.1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali.1.9.2.4. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro.1.9.2.5. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezioneInoltre l’art. 181 del D.Lgs 81/2008 indica che “il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici” e per agenti fisici si intendono (art. 180) “il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori”.Quindi come ci si può regolare praticamente per la valutazione dei rischi microclimatico. Poiché la normativa nazionale è “carente dal punto di vista tecnico” (il Testo Unico “afferma unicamente che deve essere garantita agli operatori una situazione di benessere termico”), ci si “deve basare sulle indicazioni scientifiche e sulle normative tecniche”; queste ultime propongono alcuni indici microclimatici di comfort e/o di stress, indici che permettono di interpretare le condizioni microclimatiche ambientali integrate con il tipo di attività svolta dagli addetti.Riportiamo alcune norme di riferimento:- UNI-EN-ISO 7730 1997 (determinazione degli indici PMV e PPD e specifiche per le condizioni di benessere termico);- ISO CD7730, ISO/TC159/SC5 N201 Ott.2001 (ambienti termici moderati e discomfort locali);- UNI EN 27243 29/02/96 (valutazione dello stress termico per l’uomo negli ambienti di lavoro, basata sull’indice WBGT). In particolare perché ci sia comfort termico globale “una condizione necessaria è che l’energia interna del corpo umano non aumenti né diminuisca, ovvero che nell’equazione di bilancio termico il termine accumulo sia nullo”.Bisogna anche prendere in considerazione il discorso di discomfort globale:- PMV (Predicted Mean Vote) indice di sensazione;- ET (New Effective Temperature), indice di temperatura;- PPD (Predicted Percentage Dissatisfied), indice che rappresenta la percentuale prevista di insoddisfatti. 2Inoltre ricorda che affinché l’ambiente sia termicamente accettato, deve essere nullo anche il discomfort locale (relativo ad esempio alla presenza di correnti d’aria, di un’elevata asimmetria media radiante, di un pavimento troppo caldo o freddo, …).Dunque un ambiente può essere ritenuto accettabile, dal punto di vista termico, quando sono contemporaneamente verificate le condizioni di comfort globale (corpo intero) e locale (alcune zone del corpo). La normativa nazionale non impone alle aziende di dover mantenere la temperatura sul posto di lavoro entro una determinata fascia. Essendo peraltro le condizioni ambientali fortemente condizionate da soggettività – come detto inizialmente – e dalla specificità del lavoro (si pensi alle industrie alimentari ad esempio).L’Inail, tuttavia, raccomanda di mantenere all’interno degli uffici, una temperatura compresa tra i 18 e i 22 gradi in inverno. In estate, invece, la differenza tra temperatura interna ed esterna, non dovrebbe superare i 7 gradi. Rispetto al problema della temperatura dei locali la risposta è più semplice: il datore di lavoro deve garantire, ai sensi dell'art 65 e allegato 4 del D.Lgs 81/08, una temperatura adeguata dei locali di lavoro connessa con la tipologia d'attività ed il consumo energetico (sforzo) del lavoratore: ad esempio per il lavoro d'ufficio (21-23 gradi); lavoro fisico di media intensità (18-21 gradi). In ogni caso nel periodo estivo la temperatura dei locali non deve superare i 24 gradi.Nel caso in cui, per la tipologia delle lavorazioni effettuate, non è tecnicamente possibile garantire queste temperature, il datore di lavoro: "(allegato 4) deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione".In sintesi per legge il datore di lavoro deve adottare il seguente schema d'azione:Verificare se è tecnicamente possibile effettuare queste operazioni, in ambiente confinato, senza l'intervento del lavoratore, se non è tecnicamente possibile:Garantire, oltre a tutte le altre misure di sicurezza, una temperatura adeguata dei locali, se non è tecnicamente possibile:Deve adottare misure tecniche localizzate, o dispositivi di protezione individuale, per garantire unatemperatura adeguata al lavoratore.Scarica l'opuscolo Fonte: UILM

  • STRUMENTO ON LINE PREVENZIONE RISCHIO DA CALDO PER I LAVORATRORI OUTDOOR

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    Consultazione Di Mappe Nazionali Di Previsione Del Rischio Caldo Per Diversi Profili Di Lavoratori Outdoor, Sviluppate Sulla Base Della Previsione Del Wet Bulb Globe Temperature, WBGT Ottenuta Dai Dati Metereologici   Il prototipo di sistema previsionale messo a punto da WORKLIMATE utilizza un indicatore ampiamente utilizzato in ambito occupazionale a livello internazionale per una prima valutazione (primo screening) dello stress da caldo.  L’indicatore scelto, il Wet Bulb Globe Temperature (WBGT). Il WBGT (UNI EN ISO 7243:2017) è un indice empirico sviluppato negli anni 50 come base per il monitoraggio dello stress da caldo nei campi di addestramento militare degli Stati Uniti. Successive implementazioni ne hanno permesso un ampliamento nel suo campo di utilizzo, prendendo in considerazione aspetti fondamentali nel campo occupazionale, quali l’abbigliamento, i dispositivi di protezione individuale, oltre che il livello di acclimatazione del soggetto e la tipologia di attività svolta (tasso metabolico).  Ad oggi esso rappresenta l'indice di stress termico più comunemente utilizzato negli ambienti di lavoro per garantire che la temperatura corporea media di un lavoratore non superi i 38 °C. La previsione del rischio caldo è personalizzata su un profilo di lavoratore standard (alto 175 cm, peso 75 kg) non acclimatato al caldo, che svolge attività moderata o intensa direttamente esposto alla radiazione solare o all’ombra.  Il lavoratore standard non indossa dispositivi di protezione individuale o comunque indossa un abbigliamento che non determina un ulteriore aumento del rischio.La previsione del livello di rischio è definita dal rapporto percentuale tra il WBGT previsto e la soglia personalizzata di WBGT del lavoratore standard sopra descritto.  Se il WBGT previsto si colloca al di sotto dell’80% della soglia personale di WBGT, il conseguente rischio sarà nullo (verde), se invece si colloca tra l’80 ed il 100% il rischio sarà basso (giallo). Nel caso in cui invece il WBGT previsto sia superiore alla soglia personale, il rischio potrà essere moderato (tra il 100 ed il 120%, arancione) oppure alto (oltre il 120%, rosso) Per attività fisica moderata si intendono attività come:Lavoro sostenuto con mani e braccia (martellare chiodi, limare)Lavoro con braccia e gambe (guida di autocarri fuori strada, trattori o macchine per costruzione)Lavoro con braccia e tronco (lavoro con martello pneumatico, montaggio trattori, intonacare, movimentazione intermittente di materiale moderatamente pesante, sarchiare, zappare, raccogliere frutta o verdura)Spingere o tirare carri leggeri o carrioleCamminare a velocità compresa tra 3,5 e 5,5 km/hPosa di mattoniMontaggio di veicoli Per attività fisica intensa si intendono attività come:Lavoro intenso con braccia e tronco; portare materiale pesanteLavoro che richiede l’uso di asce o pale per spalare o scavare a ritmo intensoLavorare con martelloSegare, piallare o scalpellare legno duroFalciatura a mano, scavoCamminare ad una velocità tra 5,5 e 7,0 km/hSpingere o tirare carri e carriole con carichi pesantiDisporre blocchi di cementoSalita ripetuta di scale a gradini o a pioli Tale prodotto è da intendersi come strumento di supporto alle decisioni la cui assunzione non può prescindere dall'osservazione fatta direttamente sul luogo LEGENDA RISCHIO NESSUNOMantieni il ritmo di lavoro abituale e le normali procedure di idratazione. Assenza di fenomeni significativi prevedibili. Non sono necessarie precauzioni aggiuntive o ulteriori interruzioni oltre quelle previste nella propria attività lavorativa. BASSOPoni maggiore attenzione all’idratazione e pianifica brevi pause. E’ previsto un livello di rischio basso (condizione di pre-allarme/attenzione). Le condizioni previste non dovrebbero influenzare il rendimento delle abituali attività lavorative. Potrebbero verificarsi condizioni di stress termico (generalmente basso) ed un aumento della sudorazione. Si suggerisce di alleggerire il vestiario indossato e di porre attenzione all’idratazione. MODERATOSorseggia acqua frequentemente e aumenta il numero di pause in luoghi freschi. E’ previsto un livello di rischio moderato (Allarme). La tua sudorazione sarà elevata e pertanto si consiglia di sorseggiare acqua frequentemente. Ricordati di mantenere alto il livello di idratazione anche al di fuori dell’orario di lavoro (fai attenzione che la sete non è un buon indicatore del proprio livello di idratazione quando la sudorazione è elevata). Aumenta il numero di pause in luoghi ombreggiati. Se questo livello di rischio è previsto nei primi giorni del periodo estivo (quando ancora non sei acclimatato al caldo), prestare ulteriore attenzione al grado di idratazione. Considera di riprogrammare le attività lavorative, preferendo, per le attività più impegnative, i periodi più freschi della giornata. ALTOBevi spesso, anche poco più di 1 L/h e programma pause frequenti in luoghi ombreggiati o aree condizionate. E’ previsto un livello di rischio alto (Emergenza). Questo livello di rischio è associato ad uno stress da caldo particolarmente critico per la salute. E’ fortemente consigliato modificare l’orario lavorativo, privilegiando i periodi meno caldi della giornata, anche per lo svolgimento di attività di livello moderato. Se possibile, incrementare ulteriormente le pause in luoghi ombreggiati o in zone con aria condizionata dove è anche possibile reidratarsi. L’elevato fabbisogno idrico può rendere necessaria anche l’assunzione di poco più di 1 L di acqua durante le ore più calde. Il medico competente può prevedere anche una integrazione con sali minerali.   LAVORATORE AL SOLE E ATTIVITÀ FISICA INTENSA LAVORATORE AL SOLE E ATTIVITÀ FISICA MODERATA LAVORATORE ALL’OMBRA E ATTIVITÀ FISICA INTENSA LAVORATORE ALL’OMBRA E ATTIVITÀ FISICA MODERATA Fonte:worklimate

  • STRESS TERMICO AMBIENTALE A TUTELA DEI LAVORATORI

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    NOTA INL 2 LUGLIO 2021, N. 4639   L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota 2 luglio 2021, n. 4639, avuto riguardo ai rischi cui risultano esposti i lavoratori in conseguenza delle condizioni microclimatiche della stagione estiva, caratterizzata da temperature particolarmente elevate, d’intesa con il coordinamento tecnico delle Regioni, ha segnalato l’opportunità di intensificare le azioni di prevenzione del rischio da stress termico, con riferimento, tra gli altri, ai cantieri edili e stradali, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e comunicazione da condividersi nell’ambito dei Comitati di coordinamento regionali e provinciali, ex art. 7, d.lgs. n. 81/2008. NOTA INL In considerazione dei rischi cui risultano esposti i lavoratori in conseguenza delle condizioni microclimatiche della stagione estiva, caratterizzata da temperature particolarmente elevate, d’intesa con il coordinamento tecnico delle Regioni, si segnala l’opportunità di intensificare le azioni di prevenzione del rischio da stress termico, con particolare riferimento ai cantieri edili e stradali, all’agricoltura e al florovivaismo, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e comunicazione da condividersi nell’ambito dei Comitati di coordinamento regionali e provinciali, ex art. 7, d.lgs. n.81/2008.Tali iniziative potranno richiamare i contenuti della circolare 18 maggio 2021 “Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute - Attività 2021 in relazione all’epidemia COVID-19” con cui il Ministero della Salute, anche per l’anno in corso, ha fornito indicazioni per la gestione e le prevenzione degli effetti conseguenti a ondate di calore (https://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp), gli indirizzi per la valutazione dei rischi da stress termico e per l’individuazione delle possibili misure di mitigazione la cui documentazione è consultabile alla Sezione “Microclima” del Portale Agenti Fisici, al seguente link: https://www.portaleagentifisici.it/fo_microclima_index.php?lg=IT., nonché i contenuti delprogetto worklimate ( https://www.worklimate.it) Nel corso delle predette iniziative, sarà inoltre rappresentata la possibilità per le aziende di aderire a quanto previsto dall’INPS – Messaggio n. 1856 del 03/05/2017 (“le temperature eccezionalmente elevate (superiori a 35°), che impediscono lo svolgimento di fasi di lavoro in luoghi nonproteggibili dal sole o che comportino l'utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore, possono costituire evento che può dare titolo alla CIGO”.Attesi gli obblighi in materia di valutazione dei rischi, con riferimento specifico al settore dell’edilizia, nel Titolo IV del d.lgs. n. 81/08 sono previste precise responsabilità a carico dei coordinatori e dei datori di lavoro desumibili dagli art. 92 e 96, oltre che dall’allegato XV.Il personale ispettivo dell’INL, nel corso dell’attività ispettiva in materia di salute e sicurezza, nei settori di competenza previsti dall’art. 13 del d.lgs. n. 81/08, presterà particolare attenzione ai rischi derivanti per i lavoratori dall’innalzamento delle temperature ed alle misure adottate al fine di garantire l’incolumità dei lavoratori nel rispetto di quanto previsto dal citato d.lgs. n. 81/08, tenuto conto dell’analisi e valutazione dei rischi aziendali e del programma di sorveglianza sanitaria redatto dal Medico competente, nonché delle indicazioni tecniche e linee guida sopra richiamate SCARICA LA NOTA INL

  • FAQ 2021 RISCHIO MICROCLIMA AMBIENTI DI LAVORO

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    Protezione Dei Lavoratori Dai Rischi Di Esposizione A MICROCLIMA – Indicazioni Operatve E’ stato approvato dal Gruppo Tecnico Interregionale Prevenzione Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro il 21/07/21 il documento:Decreto Legislativo 81/2008 Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a MICROCLIMA – Indicazioni Operatve, elaborato dal Sotto Gruppo Tematico Agenti Fisici del Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con INAIL ed ISS   Le FAQ contenute in questa sezione consentono un’ agevole consultazione per parole chiave del documento: Decreto Legislativo 81/2008 Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a MICROCLIMA – Indicazioni Operatve, elaborato dal Sotto Gruppo Tematico Agenti Fisici del Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con INAIL ed ISS , approvato dal Gruppo Tecnico Interregionale Prevenzione Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro il 21/07/21.  Per ogni quesito è riportato il riferimento al numero della FAQ specifica contenuta nel documento. Il documento PDF è scaricabile on line dal sito PAFI riferimenti bibliografici contenuti in ciascuna FAQ sono riportati alla bibliografia contenuta nello stesso documento PDF Revisione 01: approvata dal sotto gruppo di lavoro tematico Agenti Fisici il 08/06/2021 approvata dal Gruppo Tecnico Interregionale Prevenzione Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro il 21/07/21 CONTENUTO FAQ PAF A.1 Quali sono gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dovuti all'esposizione a caldo/freddo?A.2 Cosa si intende con ambiente termico moderato?A.3 Cosa si intende con ambiente termico severo?A4. Quali sono i soggetti particolarmente sensibili al rischio microclima?A.5 In quali casi e con quali modalita' va attivata la sorveglianza sanitaria in relazione al rischio microclima?B.1 Quali requisiti deve avere la strumentazione di misura delle grandezze fisiche ambientali?B.2 Quali criteri vanno applicati per la taratura della strumentazione di misura?B.3 Come si effettua la stima dell'attivita' metabolica?B.4 Come si effettua la stima delle quantita' fisiche descrittive del vestiario?B.5 Secondo quale metodologia deve essere effettuata la misura delle grandezze fisiche ambientali?B.6 Quali sono il periodo dell'anno e l'intervallo orario piu' opportuno per eseguire una misura delle grandezze fisiche ambientali?B.7 Quali fattori devono essere considerati per definire il numero di postazioni di misura e la relativa collocazione spaziale delle stesse in un ambiente termico moderabile?B.8 Quale deve essere la posizione delle sonde in una postazione di misura?B.9 Quale deve essere il numero di misure da eseguire in ciascuna postazione?B.10 Quale deve essere la durata minima di una misura delle grandezze fisiche ambientali?B.11 Quale deve essere il tempo minimo da interporre fra due misure consecutive?B.12 Secondo quali criteri l'ambiente termico puo' essere considerato stazionario in relazione al soggetto esposto?B.13 Come si procede in presenza di ambienti non stazionari?B.14 Secondo quali criteri un ambiente termico puo' essere considerato omogeneo attorno al soggetto esposto?B.15 Come si stima l'incertezza di misura?C.1 In quali situazioni lavorative e' sempre necessario procedere sempre ad una valutazione dettagliata del rischio microclima?C.2 Quali strategie sono utilizzabili per la valutazione del rischio microclima?C.3 Quali sono le condizioni nelle quali la valutazione del rischio puo' concludersi con la "giustificazione"?C.4 E' sempre necessario effettuare misurazioni specifiche ai fini della valutazione del rischio microclima?C.5 Quali sono gli indici descrittori (e i relativi valori di riferimento) che possono essere utilizzati per effettuare la valutazione del comfort (discomfort) termico?C.6 Cosa si intende con comfort/discomfort locale e come si valuta?C.7 Quali sono gli indici descrittori (e i relativi valori di riferimento) che possono essere utilizzati per effettuare la valutazione dello stress termico da ambiente caldo?C.8 Quali sono gli indici descrittori (e i relativi valori di riferimento) che possono essere utilizzati per effettuare la valutazione dello stress termico da ambiente freddo?C.9 Quali sono le grandezze fisiche ambientali ed i parametri personali/soggettivi che devono essere stimati nell'ambito di una valutazione microclimatica?C.10 E' possibile effettuare la media su piu' giorni/settimane/mesi ai fini della valutazione dei parametri di comfort/rischio associati all' ambiente termico?C.11 Quali sono i co-fattori di rischio da valutare in relazione all'esposizione a microclima?C.12 Come si valuta il rischio microclima in lavorazioni outdoor (o in ambienti chiusi non climatizzati le cui condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni termoigronometriche esterne)?C.13 Esistono criteri specifici per la valutazione del microclima nei mezzi di trasporto?C.14 Come si effettua la valutazione del rischio per soggetti con suscettibilita' individuale al rischio microclima?D.1 Come comportarsi all'esito della valutazione?D.2 Come deve essere strutturato e che cosa deve riportare il Documento di Valutazione dell'esposizione professionale al microclima?D.3 Esistono dispositivi di protezione individuali o dispositivi ausiliari indossabili?D.4 Informazione e formazione: quando e con quali contenuti?D.5 Come gestire il rischio per i lavoratori outdoor?D.6 Come gestire il rischio per lavoratori in regime di auto restrizione idrica per motivi religiosi o altri motivi?D.7 Quali criteri per gestire l'acclimatamento?D.8 Quali indicazioni operative in relazione all' insorgenza di malattie da calore sul luogo di lavoro?E.1 Nell'ambito del D.Lgs. 81/2008, in ottemperanza a quali riferimenti deve essere effettuata la valutazione del microclima?E.2 In quali casi e' appropriato che la valutazione sia eseguita in riferimento al Titolo VIII, ed in quali in riferimento al Titolo II (e all'Allegato IV) del D.Lgs. 81/2008?E.3 Esistono ambienti nei quali i valori limite di accettabilita' delle quantita' microclimatiche sono stabiliti da legislazione specifica?E.4 Esistono dei limiti di riferimento per le situazioni in cui i lavoratori passano da ambienti freddi ad ambienti caldi o viceversa?E.5 Come deve essere gestito il rischio microclima nell'ambito della valutazione dei rischi all'interno dei cantieri (POS e PSC) e dei rischi interferenti (DUVRI)? Queste Indicazioni Operative si basano su normative, linee guida, standard tecnici le cui successive modifiche determineranno nel tempo un progressivo “invecchiamento” dei riferimenti. Ciò si verificherà anche per altre informazioni, per loro natura estremamente “volatili”, quali i riferimenti a siti web. I promotori e gli autori si impegnano a provvedere a periodiche correzioni e integrazioni, ma l’intendimento operativo del testo richiede un confronto con ciò che è il quadro dei riferimenti attuali. Gli aggiornamenti che progressivamente interverranno saranno resi disponibili sul Portale Agenti Fisici alla sezione specifica dedicata alle FAQ oggetto del presente documento. CREDITSIl testo è stato redatto dal Gruppo Tematico Agenti Fisici del Coordinamento Tecnico Interregionale - INAIL coordinatrice Iole PintoGRUPPO DI LAVORO MICROCLIMA composto da:Coordinatori: Paolo Lenzuni (INAIL); Pierangelo Tura (ARPA Piemonte) Sandra Bernardelli (Regione Emilia Romagna)Lucia Bramanti (Regione Toscana) Giovanni De Vito (Regione Lombardia); Miriam Levi (Regione Toscana)Martina Grisorio (Regione Piemonte) Nicola Marisi (Regione Abruzzo);Sara Quirini (Provincia Autonoma Bolzano) Laura Filosa (INAIL)Antonio Moschetto (INAIL), Simona Del Ferraro (INAIL), Vincenzo Molinaro (INAIL) Michele Del Gaudio (INAIL)Referenti Regione Toscana: Giovanna Bianco, Elisabetta De Melis, Trofimena Galibardi; Vincenzo Di Benedetto. Fonte: Paf SCARICA IL DOCUMENTO SCARICA LA TABELLA DELLE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO VAI ALLA SEZIONE DOVE TROVI TUTTE LE FAQ

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Piano Di Emergenza Ed Evacuazione Redatto In Riferimento Al D.M. 3 Agosto 2015 E In Attuazione Dell’art. 46 Comma 3 Del D.Lgs. N. 81 Del 9 Aprile 2008 E D.M. 02/09/2021

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